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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri nell’emergenza si adegua alla rosa: doppia svolta, mentale e tattica

Niente più Lazio sarriana, padrona del possesso palla, da pressing alto.

Non pensa più a costruire, pensa sempre più a non prenderle e a colpire: Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, si adatta ai suoi giocatori e alle caratteristiche degli avversari. Non è la regola, è l’eccezione, vale solo per questa stagione d’emergenza. Se lo augura lui stesso e se lo augurano tutti i suoi ammiratori. Niente più Lazio sarriana, padrona del possesso palla, da pressing alto. Questo era già chiaro. Ecco una Lazio sorniona, anche da blocco basso, con due linee strette e ripartenze lampo. Ci sono momenti di palleggio, non che siano spariti. Si sono visti nei primi 15 minuti di Bologna. Ma di base si gioca sugli altri. Sarri è stato astuto dopo aver perso tutti i registi.

Era rimasto con Patric play, lo ha adattato alla nuova idea di Lazio. Un’intuizione di Mau. E chissà che non diventi una soluzione permanente e non temporanea. In più ci sono Tavares e Dele-Bashiru (a parte alcune amnesie sciagurate), hanno dato gamba contribuendo a creare la Lazio da «strappo», così definita da Mau. Taylor è la mezzala d’inserimento.

Sarri, conclude il quotidiano, l’ha incartata ad Allegri e Italiano nelle ultime due uscite. Gli ha lasciato il pallino del gioco e ha colpito. Le vittorie sono diventate tre di fila, per un anno la squadra non era riuscita a bissarne una. La Lazio è sempre spolpata, è senza Zaccagni, Cataldi, Basic, Rovella, Provedel e ha perso Gila a Bologna. C’è stata una doppia svolta. Mentale e tattica. Sarri dopo Torino ha riunito la squadra ed è stato chiaro: «Mai più così in basso». S’era superato il limite. Ha compattato il gruppo, ha dato ordine tattico.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, trasferta insidiosa a Verona. Serviranno organizzazione tattica e difensiva” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Questa Lazio convive con l’emergenza da inizio stagione, mi aspetto che Taylor possa trovare spazio; è più pronto, viene dall’Ajax. Credo che la Lazio, passando da Guendouzi a lui, ha perso forse in personalità ma ha acquistato qualcosa dal punto di vista dei gol. Penso che domenica si comincerà con la certezza, ossia Belhayane, Cataldi e Vecino, ma non è escluso il fatto che possa esserci Taylor. Davanti immagino vedremo Noslin con Cancellieri e Isaksen.

Trasferta insidiosa. Il Verona mette la gara sull’intensità, l’organizzazione tattica e soprattutto difensiva saranno fondamentali. Loro concedono qualcosa nelle ripartenze.”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, anche caratterialmente manca qualcosa. Derby? Niente tattica, ecco cosa serve…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Bisogna subito dimenticare la brutta figura e riacquistare autostima. Domenica non ci sarà tattica, è un derby e come tale va giocato con furore; ogni calciatore deve pensare a fare la differenza, pensando che quella gara gli può cambiare la partita.

I giocatori che abbiamo sono buoni ma può darsi che nelle difficoltà non tutti sanno reagire come dovrebbero. Dal punto di vista comportamentale non sono giustificabili le gare contro Como e Sassuolo. Un giocatore si giudica anche in queste situazioni.

La Lazio a centrocampo forse non ha grande qualità ma che questa rosa non possa mettere in difficoltà Sassuolo o Como non mi sembra.

Abbiamo pensato che con un allenatore ‘superiore’ arrivassero risultati migliori ma quello che mi è dispiaciuto molto, e che non ho capito, è come si sia potuta ripetere una prova brutta tipo quella di Como. La risposta che mi sono dato è che la squadra, anche caratterialmente, non riesce a fare prestazioni importanti. E se fosse così davvero, sarei molto preoccupato”.

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FORMELLO RITIRO ESTIVO

FORMELLO, DAY 3 – Pomeriggio: riecco il Comandante, Castellanos già pronto, Dele con Guendo e Rovella

FORMELLO – Maurizio Sarri al centro del ring, al posto di comando dopo il breve congedo di questa mattina e gli accertamenti clinici del primo pomeriggio. Dopo le rassicurazioni del club poco dopo aver lasciato Villa Mafalda alla conferma del campo. Il tecnico toscano ha regolarmente diretto la seconda seduta del giorno. Sospiro di sollievo o eccesso di allarme nell’estate dei contrattempi, delle notizie che turbano i tifosi, del caldo e blindato ritiro fatto in casa. Il Comandante a braccia conserte, cammina su e giù, scruta e pensa, tiene a rapporto tutto il gruppo dopo esser sbucato dallo spogliatoio che porta al campo Fersini. E’ subito ripartito il laboratorio, bene così, via i brutti pensieri e spazio alla prevista seduta di lavoro tecnico-tattica. Alla quale, dopo una prima parte di lavoro a parte, non ha partecipato del tutto Castellanos. Ma la buona notizia è che l’argentino è tornato subito in gruppo. Altro pericolo scampato, il problema muscolare è già rientrato, nelle ultime ore è stato gestito in via precauzionale. Al suo posto in uno dei due schieramenti Noslin, contrapposto a Dia, con l’inserimento di Saná sulla sinistra. 

Lavoro personalizzato per Patric, Zaccagni e Gigot. Out Hysaj. Belahyane ancora testato come mezzala, in cabina di regia gli vengono costantemente preferiti Rovella e Cataldi. L’azzurro con Guendouzi e Dele-Bashiru oggi erano uno dei due terzetti di metà campo. 

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STATISTICHE

Dribbling, fraseggio e passaggi tra le linee: come si comporta la Lazio quando è sotto pressione…

“La Lazio è una delle squadre più abili a superare la pressione avversaria in questa Serie A“: così recitano i dati Opta in sede di presentazione della gara di lunedì sera all’Olimpico contro il Torino. Nulla di strano, anzi un premio statistico che chiama in causa la brillante partenza stagionale della squadra di Baroni. Meno in linea, però, con le difficoltà messe in mostra e non sempre superate nell’ultimo segmento di stagione prima della sosta. I biancocelesti, infatti, sia in Europa con il Viktoria Plzen e soprattutto in campionato contro il Bologna, ha dato la sensazione di non riuscire a trovare contromisure all’aggressione uomo contro uomo degli avversari. Tanto da doversi spesso rifugiare nei lunghi lanci di Provedel come alternativa ad una costruzione dal basso in evidente difficoltà.

Eppure, i riscontri statistici dicono altro. Anzi esaltano la capacità della Lazio di venire fuori da situazioni di 1 vs 1 sia tramite il fraseggio che attraverso l’attitudine a superare il diretto avversario palla al piede: “Infatti, oltre a vantare la miglior percentuale di dribbling riusciti nel torneo (52%), i biancocelesti sono la terza squadra del campionato ad aver effettuato più line breaking passes che hanno superato almeno due linee avversarie (162, meno solo dei 167 del Como e dei 183 della Juventus. Inoltre, da un lato, la Lazio (244) è seconda solo al Milan (270) per dribbling riusciti in questa Serie A; dall’altro, solo l’Inter (112) ne ha completati meno del Torino (123) nel torneo in corso”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Con l’Udinese sfida tattica. Serve la formazione migliore. E sul possibile 4-3-3…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Al momento non c’è una favorita per il quarto posto: se la giocheranno fino alla fine Lazio, Juventus e Bologna; la gara di domenica prossima potrebbe dare delle indicazioni.

L’Udinese è una squadra che ha pareggiato al Maradona, fisica ma anche tecnica. La sfida di stasera non sarà decisiva per la Lazio, ma può indirizzare. Serviràe pazienza. Non gli vanno concesse ripartenze. Sarà una partita molto tattica.

4-3-3? Vecino comunque può fare anche il trequarti. L’Udinese il primo tempo cerca sempre di indirizzare la partita, per poi gestire. I primi minuti quindi la Lazio deve fare il suo gioco, deve cercare di farli correre a vuoto.

Io spero che stasera giochi Tavares, per poi magari riposare giovedì. Lui può essere un fattore.

Reintegro Pellegrini? Immagino che avrà mancato di rispetto al gruppo, all’allenatore o a qualche dirigente. Il suo linguaggio del corpo faceva capire che se la riprendeva sempre con i compagni. Va reintegrato solo se ha capito la lezione ed è tutto rientrato.

Io Romagnoli lo farei giocare sempre, è un calciatore intelligente. Stasera andrei in campo con la formazione migliore, al di là delle squalifice”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, Kamada ha le caratteristiche giuste per essere la carta in più di Tudor, ma il destino è già lontano dalla Capitale

Le indiscrezioni al termine della prima seduta di allenamento a Formello targata Igor Tudor ha già dato alcuni respondi: tanta corsa, intensità, torello e… confronti. Sì, perchè al termine della sessione di questa mattina ci sarebbe stata una breve chiacchierata tra Kamada e Tudor, con il nuovo tecnico che spera di trovare nel giapponese una carta in più per la sua scacchiera.

Kamada uomo giusto per Tudor – Che avvenga presto o tardi, nella testa di Tudor c’è il 3-4-2-1 (o la sua variante 3-4-1-2), ed è normale che inizi fin da ora a progettare un eventuale passaggio al nuovo schema tattico. Nella complessa equazione di trasformazione dai vecchi dettami sarriani alla nuova logica targata Tudor, occhio a Kamada. Il giapponese è l’unico vero giocatore fra quelli in rosa in grado di ricoprire il ruolo richiesto dal tecnico sulla trequarti: una figura di corsa, intensità, dinamismo e inserimento, che possa fare da collante fra le linee. Un insieme di caratteristiche, per dire, che ai tempi del Marsiglia Tudor trovò in uno come Guendouzi, schierandolo poi frequentemente come trequartista.

Un mix di caratteristiche che risuona bene con le dichiarazioni che lo stesso Kamada rilasciò qualche tempo fa, nel post partita di Cagliari-Lazio, quando ammise di vedersi più come un calciatore difensivo, un giocatore d’azione e costruzione più che di rifinitura. Difficile pensare quindi che in quel fazzoletto di campo possa agire un giocatore con le caratteristiche di Luis Alberto, meno dinamico e più di posizione, poco disposto al sacrificio.

Il punto sul futuro

Il giapponese ha avuto grande difficoltà a giocare nei tre di centrocampo con Sarri. Si trova infatti molto più a suo agio a giocare da sottopunta, alle spalle di un 9 vero e proprio come fatto in Germania e in Belgio. Fino ad ora per lui appena una manciata di minuti, in tutte le competizione sono solo 1.124 quelli accumulati, con un gol e un assist.

Il ragazzo sembrerebbe già orientato a cambiare aria a fine stagione, con la decisione sul futuro che pare già presa da tempo. Ciò che potrebbe mancare sono, infatti, proprio le motivazioni di dare il 110% con una maglia che si sa già di dover lasciare a fine stagione.

Salvatore Daniele Morgante

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “A tre fin da subito, il 4-3-3 non avrebbe senso. Luis se non corre rischia il posto” (AUDIO)

Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’ sul modulo e l’atteggiamento di Tudor

“Quando si giocherà la partita con la Juventus ci saranno da fare delle scelte più o meno dolorose, è la legge del calcio: chi gioca è sempre più contento. Siamo curiosi di vedere questo cambiamento. Settimana impegnativa, anche con il derby, ma potrebbe essere anche un bene. Se fai una buona prestazione, anche senza risultato, l’accetti. Se parti subito col piede sbagliato allora siamo ancora sulla stessa strada. Prima di avere il quadro completo dovrà passare qualche mese, poi se hai tempo due o tre anni puoi impostare anche sui minimi particolari.”

Modulo Tudor – “Ci sono giocatori che potrebbero correre anche meno rispetto a Sarri, tutti gli allenatori vanno con le loro type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee e impongono il loro credo, non è solo Tudor ad essere un duro. L’allenatore ha tanti modi per imporre il suo modo di essere e mettersi a capo del tutto. Era scontato che sarebbe andato con i 3 dietro, il 4-3-3 lo conoscono già a memoria quindi non devi toccarlo se vuoi continuare così. Lui ha un altro tipo di gioco, ha già incominciato a fare vedere il suo modo di vedere le partite, non mi aspettavo continuasse col 4-3-3, non ha senso. Ogni allenatore ha il suo modo di essere, poi si vedrà strada facendo. Credo che andrà dritto al suo modo di essere, con i tre difensori. E’ uno dei suoi principi più importanti, poi dalla metà campo a salire potrà anche variare, ma per la linea difensiva resterà sui tre.

Una partita importante come quella con la Juventus ti porta a pensare solo all’incontro e sarà sostenuta dal pubblico, mi aspetto che piano piano come la squadra possa andare incontro alle type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee del tecnico. Se ci mettiamo a parlare di Champions, mettiamo solo pressione perchè dovresti vincere tutte le partite. Credo vada allentata la pressione, negli ultimi 10 giorni stanno vivendo con molta tensione.”

Previsioni tattiche

“Felipe a tutta fascia non penso sia un’opzione. Terzetto di difesa con Casale, Romagnoli e Gila. Credo che Isaksen sia uno di quelli che può giovare, dal centro-destra col mancino ha modo di giocare verso la porta, può giovargli, in coppia con Zaccagni può avere dei vantaggi sulla trequarti. Luis Alberto se non si mette a correre rischia di andare in panchina, ma per come la vedo io Zaccagni e Isaksen sono perfetti. In attacco penso Tudor parta con Immobile”

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RASSEGNA STAMPA

Martusciello cambia gli orari e meno dogmi, come piace alla squadra

Allenamenti anticipati alla mattina, come da gradimento della squadra. Non più di pomeriggio. Meno dogmi, meno tatticismi esasperati, più diversivi tra gli esercizi. Giovanni Martusciello ha approntato delle modifiche organizzative subito dopo l’assegnazione dell’incarico a tempo, si vedrà per quanto. Ha guidato la Lazio ieri alle 10, a conclusione della seduta si è interrotto il ritiro. Dopo la svolta decisa da Sarri la società ha preferito interrompere la clausura, mai accettata dalla squadra. Una scossa era stata già generata dall’addio del Comandante. Martusciello guiderà la Lazio a Frosinone, si vedrà con quale staff. Molti dei componenti della squadra di Sarri potrebbero lasciare prima della partita che porterà alla sosta.  

Le mosse di Martusciello e come potrebbe cambiare la Lazio

Martusciello proseguirà con il 4-3-3, ma il 4-2-3-1 ordinato nel finale di Lazio-Udinese può diventare una variante in corsa. In che modo si capirà dai prossimi allenamenti o dalla prossima partita. Per Frosinone non avrà Provedel, si affiderà a Mandas. Il portierone rimarrà fermo almeno un mese, solo la ripetizione degli accertamenti (entro 48 ore) chiarirà meglio i tempi di rientro. L’infortunio alla caviglia sinistra ha provocato l’interessamento di un legamento. Si temeva la frattura del malleolo, è stata scongiurata. Toccherà a Mandas e davanti a lui ci saranno Lazzari, Gila, Romagnoli e Marusic. Pellegrini e Hysaj sembrano in secondo piano. Oggi si discuterà il ricorso di Guendouzi, la Lazio spera nello sconto per averlo a Frosinone. Vecino, Cataldi e Luis Alberto formano l’unico trio schierabile. Kamada è sempre più una comparsa. Rovella e Patric sono fermi, entrambi per la pubalgia. Lo spagnolo sarà pronto dopo la sosta. Felipe, Ciro e Zaccagni guideranno l’attacco a meno che Martusciello non decida di rilanciare Isaksen e Castellanos. Ma la sua partenza è stata subito improntata al buonsenso, ha dato segnali concilianti alla squadra nonostante casi, proteste ai cambi, bufere social. Corriere dello Sport