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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Isaksen-Tchaouna? Quella fascia l’unico punto debole della Lazio. Devono essere più incisivi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Isaksen e Tchaouna? Se ci fosse ancora Felipe Anderson, la fascia destra della Lazio sarebbe perfetta. Soprattutto per come sta giocando la squadra di Baroni, con mobilità e verticalità. Quella zona di campo offensiva credo che si possa definire il punto debole di questo inizio di stagione. Su Greenwood non dico altro, abbiamo seguito bene il tormentone e l’offerta della Lazio era importante, la decisione del ragazzo è stata diversa. Il punto è che Baroni sta molto insistendo sulle fasce e sulle coppie. Lui sa benissimo che l’asse di destra non è paragonabile a quello di sinistra Tavares-Zaccagni, ndr), ma per il suo gioco sono determinanti le catene esterne, per questo insiste su Isaksen e Tchaouna.

Ci sta un ragionamento di crescita in quel ruolo, anche perché comunque c’è una valorizzazione in atto del danese. Tchaouna mi sembra possa essere più incisivo, sprigiona un’energia maggiore, ma è anche vero che quando entra non lo fa sempre bene. Capisco la scelta di preferire Isaksen per motivi tattici, ancora di più in una squadra più offensiva. E’ più ordinato, anche se ieri ha impreziosito una prestazione non bellissima con l’assist per Dia. Deve dare continuità a quel tipo di iniziativa, deve essere più bravo nelle scelte decisive“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “La Lazio impone sempre il proprio gioco, ora vanno subiti meno gol. Tavares deve capire…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Queste tre trasferte erano importanti per capire la reale dimensione della Lazio. Oggi possiamo dire che Baroni ha dato un’identità alla squadra che è scesa sempre in campo per vincere. In casa ed in trasferta, Udine a parte, gioca per imporre sempre il proprio gioco e questo è un elemento fondamentale per il proseguo della stagione.

Il migliore in campo, ieri, secondo me è stato Guendouzi. Per il gol, per la prestazione e per la personalità. Quando la Lazio ha preso il primo gol ha subito incitato e scosso i compagni. Poi citerei Mario Gila. Con i suoi recuperi ed anticipi non ha fatto vedere la palla ad un attaccante importante come Zapata. Il gradino più basso del podio lo darei a Tavares. E’ devastante quando offende, ma deve capire che in fase difensiva si deve giocare facile per evitare errori pericolosi per la squadra. Poi in attacco può e deve giocare anche difficile.

La Lazio ha segnato 12 gol, due a partita, ma ne sta subendo troppi. Ha preso i gol di Udinese, Genoa e Venezia. Le gare non si chiudono per questo motivo anche quando è nettamente superiore all’avversario. Io sono sempre convinto che i grandi obiettivi si raggiungono con le grandi difese”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – De Cosmi: “Lazio, consapevolezza e coinvolgimento. Rovella pazzesco…” (AUDIO)

ROBERTO DE COSMI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Baroni merita elogi per la sua capacità di mettere in pratica tutto quello sul quale si lavora in settimana. C’è consapevolezza e coinvolgimento di tanti giocatori, la cosa che fa pensare positivo è questo modo di pensare e di comportarsi. La vittoria di ieri a Torino è stata assolutamente meritata ed è la conseguenza di tutto questo.

Ieri fa una partita pazzesca Rovella. Ha fatto una fase di aggressione e recupero palla incredibile, questo permette alla squadra di essere pericolosa nella transizioni. Poi Guendouzi è stato ancora leader, mentre Tavares ha aggiunto tante opzioni offensive alla squadra, compreso la pericolosità sui calci piazzati.

Il fatto di produrre tanto rientra nella mentalità di Baroni. Lui stesso ha ammesso che cura molto di più la fase di possesso, ma devo dire che ci sono giocatori come Zaccagni ed Isaksen che danno molto equilibrio”.

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RASSEGNA STAMPA

Firenze-Amburgo-Torino, la Lazio promossa al primo vero esame

Sei punti in tre partite, due vittorie e una sconfitta ma tre prestazioni lontano dall’Olimpico che certificano la maturità della Lazio di Marco Baroni. Il calendario ha messo di fronte alla Lazio il primo vero scoglio stagionale, le tre sfide in sette giorni in trasferta contro Fiorentina, Dinamo Kiev e Torino rappresentavano un test estremamente interessante e le risposte sono arrivate. Prima risposta, questa Lazio ha una profondità di rosa mai avuta in passato. Probabilmente mancano i picchi di rendimento che potevano garantire giocatori come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, ma Baroni può ruotare i suoi elementi a proprio piacimento e lo ha dimostrato in questa settimana.

Solo Gigot non è stato schierato, ma per indisponibilità visto il problema alla spalla. Tutti hanno giocato e tutti hanno risposto, compreso Tijjani Noslin. L’ex Verona è la risposta perfetta, dopo l’espulsione di Amburgo Baroni lo ha gettato nella mischia negli ultimi minuti sul 2-1 e l’olandese ha risposto con un gol pesantissimo vista anche la rete nel recupero di Coco per il definitivo 3-2.

Incidono tutti in questa Lazio, incidono soprattutto due nuovi acquisti che stanno facendo la differenza. Il primo è Boulaye Dia, uno degli ultimi arrivati a metà agosto subito prima dell’inizio del campionato. Indisponibile alla prima contro il Venezia, l’ex Salernitana è entrato alla seconda giornata dalla panchina in quel di Udine. Da quel momento, Baroni non lo ha tolto più, trovandogli una posizione perfetta come spalla di Castellanos. Il senegalese ha risposto segnando praticamente sempre. Gol con il Milan, rete replicata contro il Verona dopo la sosta. Unico “foglio bianco” a Firenze, ma poi si è rifatto con gli interessi con la doppietta contro la Dinamo Kiev e la rete del momentaneo 2-0 di ieri all’Olimpico Grande Torino. L’altro giocatore che sta facendo la differenza è chiaramente Nuno Tavares, al quarto assist in quattro partite in Serie A. Il portoghese è l’unico difensore nei top cinque campionati europei con quattro assist, è il miglior assistman della Serie A e soprattutto il suo strapotere fisico è in grado di spaccare in due le partite. La Lazio ha trovato la sua identità, Baroni adesso può sfruttare le sfide con Nizza ed Empoli in casa per consolidare le classifiche e arrivare alla sosta di ottobre con la fiducia alle stelle. Tuttomercatoweb.com

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DICHIARAZIONI

Noslin, ecco la “leggerezza”: “Riscatto grazie alla fiducia di Baroni. Il gol lo dedico a me stesso!”

Gol e vittoria, per dimenticare l’Europa. Tijjani Noslin, reduce dall’espulsione in Europa League, si è fatto perdonare dai tifosi della Lazio, segnando il terzo gol dei biancocelesti nel 3-2 rifilato al Torino in trasferta.

Nel post partita, l’ex attaccante dell’Hellas ha raccontato le sue sensazioni a Lazio Style Channel: “Sono molto felice per il gol, abbiamo fatto una buona partita, ringrazio il mister per aver creduto in me, avevo voglia di riscatto dopo mercoledì. L’importante è che vinca la Lazio ma sto lavorando per aiutare la squadra. Questo gol è per me stesso. Una parola in italiano? Sto studiando per parlare italiano, piano piano parlerò italiano”.

Sulla partita di Noslin ha parlato anche, sempre ai media ufficiali del club, il tecnico Marco Baroni: “Tj deve stare tranquillo. Lui è salito di livello in modo importante, la Lazio è una piazza prestigiosa. Deve essere leggero, le responsabilità sono mie, loro devono essere lanciati. Hanno un percorso diverso rispetto a Dia che ha giocato nei tre campionati più importanti d’Europa. Devono avere tempo di sbagliare e io devo dargli fiducia e serenità, serve solo questo”.

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DICHIARAZIONI

Baroni in conferenza: “Incoscienti, coraggiosi e padroni del gioco. Ora rafforziamo la nostra identità”

MARCO BARONI in conferenza stampa dopo la vittoria di Torino:

Al netto dei gol presi, è la miglior Lazio?
“Abbiamo fatto benissimo anche in fase difensiva, a volte prendiamo gol anche senza che gli altri facciano azioni. Come prestazioni ci mancano punti, Firenze è stata fondamentale: preferisco perdere con una bella prestazione che vincere con brutta prestazione. L’abbiamo analizzata, poi abbiamo vinto in Europa e a Torino in un campo complicato, che per caratteristiche è squadra fisica e ci avrebbero messo nelle condizioni di fare una gara che noi non facciamo di solito. Faccio i complimenti ai miei, sapevo che secondo tempo sarebbe stato diverso e abbiamo risposto bene a livello mentale”

E’ una rosa competitiva per reggere su più competizioni?
“E’ competitiva quando si gioca di collettivo. Abbiamo avuto partenze importanti nell’ultimo anno solare, ma ha avuto perdite di individualità che hanno fatto gran percorso alla Lazio. Abbiamo diversi giovani, alcuni sbaglieranno e io li sosterrò: devono andare in campo sereni, sono saliti di livello in una piazza importante. Piano piano gli daremo il tempo, io per primo li metterò in campo perché è lì che si cresce, non guardando le partite. L’ho capito già dal ritiro, si gioca come ci si allena”

Oggi siete sembrati più consapevoli: che messaggio manda al campionato e alle rivali?
“Non mi piace fare proclami, mi piace lavorare. Trasferisco incoscienza alla mia squadra, mi piace una squadra che ha coraggio: il calcio è cambiato, noi ci siamo adattati e il pubblico vuole divertirsi con gare di ritmo e intensità. Questa proposta è bene incastrata nel gruppo che ho, già in ritiro ho capito che possiamo fare questo calcio. Vogliamo rafforzare la nostra identità e la nostra mentalità”

Si sente un antieroe? E’ stato accolto con un po’ di scetticismo…E’ il suo successo aver riportato i tifosi a credere nella Lazio e in Baroni?
“Prima di me c’era Sarri, ha fatto un percorso importante. E’ normale che avessi qualche dubbio, io devo lavorare a testa bassa con la squadra. Era importante prendere la squadra, ho trovato grande disponibilità, e insieme abbiamo lavorato sul percorso. Ho una grande responsabilità, ma chi fa il mio lavoro sa che più ha pressioni, meglio sta facendo”

Cosa la rende più orgoglioso?
“La squadra deve lavorare di collettivo. Abbiamo un collettivo importante e giocatori che si mettono a disposizione, io devo cucire addosso alla squadra il vestito giusto. E’ la squadra qualitativamente più importante che ho avuto, ora la cosa più importante è avere l’identità: si parte dalla prestazione e dall’identità di squadra, con questa possiamo fare cose importante. Noi lavoriamo tanto sulla fase di possesso e poco di non possesso, noi dobbiamo comandare il gioco e imporlo. Avevo detto che la chiave di oggi era quando non avevamo il pallone, lo abbiamo fatto bene trovando le giuste distanze. Abbiamo avuto occasioni per chiuderla, abbiamo avuto personalità e loro hanno calciato la prima volta dopo tanto tempo per merito della mia Lazio”

Avete ingabbiato Ricci: era la chiave per la partita?
“Abbiamo visto le loro risorse, abbiamo cercato di neutralizzare i loro movimenti. Siamo partiti imponendo ritmo e gioco, questo Toro se lo porti vicino all’area crea pericoli. Hanno giocatori fisici ed esperti, sapevamo di tenerli alti: faceva caldo, non era semplice e i miei non avevamo mai lasciato le valigie in questi giorni”

Si sta innescando una sana concorrenza?
“Non lavoro mai su 16, ci sono tante gare e spesso è chi gioca meno che fa raggiungere cose importanti. Se li butti nel cestino, trovi solo cose raggomitolate. Noi non possiamo fare a meno di nessuno, la squadra ha dato belle risposte: ora andiamo avanti su questa strada”

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DICHIARAZIONI

Guendouzi ammazza Toro: “Ancora in gol qui, sono felice e libero di guidare la Lazio”

Nel post partita della vittoria contro il Torino il centrocampista della Lazio Matteo Guendouzi ha parlato ai microfoni di Dazn. Queste le sue parole, ricordando la rete che lo scorso anno permise ai biancocelesti di sbloccare il risultato proprio nello stadio di oggi: “Sono molto felice della vittoria, meritavamo i tre punti. È stato bellissimo segnare di nuovo in questo stadio contro il Torino. Gioco molto bene a due in mezzo, ho più libertà, tocco più palloni e posso guidare la squadra”.

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DICHIARAZIONI

Dia non si ferma: “Puntiamo in alto. Felice per il gol. Champions? Speriamo. Ecco cosa mi chiede Baroni…”

Dia ancora in gol. Guendouzi, Dia e Noslin firmano la vittoria di Torino. Finisce 3-2 in casa dei granata la sfida valida per la sesta giornata di Serie A. La Lazio vince in trasferta e conferma la sua crescita. Così Dia ha commentato il successo ai microfoni Dazn:

Voglio fare il mio lavoro nel miglior modo possibile, l’importante è che la squadra vinca. Oggi la gara era difficile e abbiamo ottenuto i tre punti. Sappiamo che in casa siamo più forti, ma in trasferta dovevamo fare meglio. Dove può arrivare questa Lazio? Più in alto possibile. Champions? Speriamo“.

CONFERENZA STAMPA

Sta trovando continuità: qual è l’obiettivo di gol?
“No, solo giocare e fare il meglio possibile. Sono un attaccante e mi piace segnare, ma l’obiettivo è aiutare la squadra”

Ha sostituito Immobile: temeva questo ruolo o lo ha caricato?
“Non faccio paragoni con gli altri che sono passati prima di me, io faccio il mio lavoro e provo a segnare e ad aiutare la squadra. Io devo solo lavorare, le altre cose non mi preoccupano”

Le piace giocare tra le linee?
“Mi piace avere mobilità e cercare spazio dietro alla linea difensiva, è ciò che mi chiede il mister. Ricci era nella mia zona, dovevo stargli vicino in fase difensiva”

Cosa le chiede Baroni?
“Devo muovermi tra le linee, giocare da vero trequartista. E’ un qualcosa che dovrò imparare, provo a farlo bene”

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DICHIARAZIONI

Tavares forza quattro: “I miei assist merito della squadra. Dia giocatore fantastico”

La Lazio batte 3-2 il Torino e tra i protagonisti di giornata c’è Nuno Tavares, autore dell’ennesima prova di livello. Così il portoghese ha commentato la vittoria ai microfoni di Dazn:

Quattro assist in quattro gare? Il merito è della squadra che mi mette nelle condizione di fare quello che so fare, ma l’importante oggi era prendere i tre punti. E’ facile giocare con giocatori di esperienza. Dia? E’ un calciatore fantastico“.

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CURIOSITA'

Torino-Lazio, Tavares da record: il dato che esalta il portoghese

Alla fine del primo tempo la Lazio conduce sul Torino 1-0 il lunch match dello stadio Olimpico Grande Torino valido per la sesta giornata di Serie A.

Il gol del vantaggio porta la firma di Guendouzi, perfettamente servito da Nuno Tavares che ruba palla a sinistra tra diversi avversari. Ennesimo assist del portoghese che, come riporta Opta Paolo, ha segnato un nuovo record:

Nuno Tavares è il primo giocatore a servire quattro assist nelle prime quattro presenze in Serie A da quando il dato è disponibile (dal 2004/05)“.