GIULIO CARDONE (La Repubblica) in esterna da Valentino auto a ‘QUELLI CHE…’
“Dalle prime prove abbiamo capito che Tudor vuole subito la difesa a tre e una punta con due trequarti ad aiutarla. In questi giorni si sta lavorando in maniera totalmente opposta perché se prima con Sarri si ragionava a reparto, adesso si è uomo su uomo, ci si muove moltissimo e Tudor vuole attaccare con molti giocatori e si arrabbia in allenamento quando non si fa la fase offensiva con tutti gli uomini che chiede a occupare la retroguardia avversaria.
Tudor ha detto che vuole una squadra in grado di fare tutto e tutti. Cioè fase difensiva e offensiva. Io adesso mi aspetto molto dal punto di vista dei gol e delle occasioni, perché eravamo arrivati a un punto in cui il problema non erano le punte che non segnavano, ma proprio le occasioni che non c’erano.
Per quanto riguarda Anderson, per ora mi sembra di vederlo trequartista, poi vedremo se Tudor deciderà di usarlo anche da esterno dei 4 di centrocampo. Tatticamente lo può fare anche grazie a Sarri, ma vedremo.
In questi giorni Kamada viene utilizzato davanti alla difesa assieme a Cataldi che è la posizione che ha a volte occupato a Francoforte. Vedremo se con il ritorno dei nazionali e degli infortunati continuerà a essere preso in considerazione”.
Igor Tudor sta cercando di plasmare la sua Lazio, improntando subito il suo calcio e gettando le basi per la prossima stagione. E le chiacchiere e le gerarchie stanno già a zero, ribadisce Il Messaggero sul modus operandi del neotecnico. In primis, a rischiare il posto sono Luis Alberto e Ciro Immobile, capisaldi dei biancocelesti negli ultimi anni.
Il Mago continua ad essere provato sulla trequarti con Felipe Anderson, in attesa però che Isaksen e soprattutto Zaccagni tornino dalle nazionali. Quest’anno lo spagnolo era partito carico, poi si è perso. Igor lo ha avvertito solo con uno sguardo, senza nessun colloquio specifico. Ma potrebbe non bastare l’intenzione, sono le caratteristiche di Luis Alberto a tenerlo in bilico nel nuovo modulo. Nelle restanti partite si giocherà il futuro, blindato da un contratto d’oro, per durata (2027) e peso economico, ma ha 31 anni e la Lazio vuole ringiovanire la rosa a giugno – spiega il quotidiano -.
Discorso che si allarga a Immobile. Il capitano ha un contratto sino al 2026, si sta guardando intorno da tempo: dopo l’Arabia, si è offerto all’Inter, ma al momento non ha trovato un portone aperto. Chissà se Ciro riuscirà a cambiare di nuovo il suo destino. Ma se il buon giorno si vede dall’allenamento di ieri pomeriggio, forse è già tutto scritto. Mentre il resto del gruppo è dietro, Tudor entra in campo con la mano sulla spalla di Castellanos – già provato titolare il primo giorno – e gli spiega tutti i movimenti che vuole in attacco.
Valon Behrami, ex centrocampista della Lazio ed ora commentatore per DAZN, in collegamento a Radiosei
Cambio drastico Sarri-Tudor, quali sono le differenze più eloquenti?
“Dopo un po’ di tempo in cui la Lazio ha lavorato con un tecnico con principi radicati, forse è diventata prevedibile. Il calcio è in continua evoluzione, l’inserimento dei nuovi è stato rallentato e molti di loro sono giocatori di transizione e non di palleggio. Quando continui a fare sempre le stesse cose si rischia una saturazione. Giusto o no che sia, c’è sempre bisogno di nuovi stimoli. La Lazio di Sarri non giocava male, ma negli ultimi metri stava venendo meno, anche per il rendimento dei singoli più importanti. Castellanos è un giocatore che ha qualità, ma è più un giocatore che va accompagnato con un altra punta che gli possa permettere di creare degli spazi. Non è neanche semplice oggi essere la punta della Lazio, c’è un giocatore come Immobile che ha fatto la storia e vuole avere la serenità di essere un titolare. Se vuoi crescere devi mettere una concorrenza più forte, cosa che un po’ è mancata negli anni”.
Il carattere
“Ho incrociato Igor Tudor nell’Udinese. Lui ha una forte personalità ed un’identità molto chiara. E’ positivo, non vuole vedere gente giù, non ammette pausa, parla tanto, pretende atteggiamenti reattivi. Non guarda in faccia nessuno, non conta come ti chiami, affronta tutti allo stesso modo e se non ha le risposte giuste va avanti con altri. Lui ti affronta, se hai qualcosa da dire meglio che glie lo dici in faccia. Il segnale che arriva è di fortissima personalità, devi fare quello che chiede lui, altrimenti porta avanti altri giocatori. Lui vuole aggredire l’avversario, vuole intensità, coraggio e personalità. A lui non piace aspettare, devi andare diretto, è un grosso cambiamento da questo punto di vista. Pur conscendendo spazio alle spalle dei difensori vuole andare nell’uno contro uno.Tutti devono partecipare alla manovra offensiva, vuole che in molti riempiano l’area di rigore. Bastano pochi input per cambiare delle cose. Lui non ti tiene legato ad una schema tattico, vuole che i giocatori vadano, si prendano dei rischi”.
Incognite
“Il mio grosso interrogativo è Luis Alberto. Lui ha avuto dei problemi con Payet, altro giocatore di qualità. Per lui non è un problema metterti da parte. Lo spagnolo sarà chiamato a cambiare molto il proprio gioco. Benefici ne avrà sicuramente Zaccagni. E’ un calciatore giusto per lui, per caratteristiche e ruolo che andrà ad occupare. Gli esterni come Marusic e Pellegrini possono essere più liberi. Ho giocato con Pellegrini per sei mesi, ha qualità tecniche, ha tutto anche fisicamente, deve crescere ancora molto mentalmente, nelle letture, nelle situazioni di gioco. Anche io da giovane avevo questo difetto, ma fa parte del processo di ragazzi giovani”. Così Behrami ha raccontato Tudor su Radiosei.
BRUNO GIORDANO in diretta da Valentino automobili a ‘QUELLI CHE…’
“Sono abbastanza certo che Tudor andrà verso il cambio modulo anche quando si farà sul serio. E penso anche che il cambio modulo andrà verso la difesa a 3.
Sicuramente nel mercato estivo si dovrà ridurre la batteria dei trequarti/ali e aumentare quella dei difensori centrali perché averne 4 per 3 ruoli è decisamente poco.
Pensando alla vicenda Immobile, mi torna la memoria a quando anche io ebbi problemi con la Lazio e me ne andai. All’epoca c’era Chinaglia presidente e la gente si schierò dalla parte della società. Sono cose che capitano nella carriera di un calciatore.
Io ad esempio vissi malissimo quell’ultimo anno. Allenarmi e giocare le partite era diventato un problema. Pensate che giocai un derby in cui la mattina stessa era uscito su un giornale che stavo andando alla Roma. Immaginate le due tifoserie per motivi diversi quanto potevano essere arrabbiate. Il problema è che Chinaglia si sentiva ancora giocatore e forse mi soffriva”.
Nelle quaranta partite fin qui disputate in stagione Immobile e Castellanos raramente hanno condiviso il campo. Sarri era convinto che si pesatavano i piedi. E così hanno giocato insieme solo col Genoa, alla seconda di campionato, e con l’Inter (a dicembre), mai dall’inizio. Igor Tudor (che verrà presentato domani) la vede diversamente. Il nuovo allenatore della Lazio pensa anche di schierare l’argentino come trequartista nel 3-4-2-1. Si potrebbe così muovere dietro a Immobile, aiutandolo ad avere più profondità (per esempio con le spizzate). Per il croato infatti è importante che i giocatori impegnati sulla trequarti si diano da fare anche in fase di non possesso. Vuole che pressino i playmaker avversarsi e Castellanos questo lo farebbe. Nei suoi primi giorni a Formello Tudor (oltre a provare sempre la difesa a tre) ha chiesto molta intensità e il Taty la garantisce. Non è escluso nemmeno che Tudor, in alcuni casi, decida di giocare (dall’inizio o a gara in corso) col 3-4-1-2, e a quel punto Immobile e Taty sarebbero chiamati a condividere pure il ruolo. Con Sarri era impensabile, lui però ha type=’text/javascript’ idee diverse. “Penso che il calcio moderno vada in quella direzione: bisogna attaccare con tanti uomini, fare gol, non essere noiosi”, ha spiegato.
Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Tudor spingerà ancora sul nuovo modulo. Immobile e Luis? Non ci sono certezze sui loro addii”
Alberto Abbate a Radiosei: “Ho la certezza che Tudor voglia fare in fretta ad imporre il nuovo modulo, quindi credo che continuerà a provarlo anche oggi pomeriggio. Vuole fare in fretta, poi non so se alla ripresa del campionato lo utilizzerà subito. Dipende molto dalla risposta che avrà dal campo in queste due settimane. Sta facendo delle prove senza avere dei giocatori importanti ora convocati con le Nazionali. Isaksen? Parole indicative, anche se un po’ fuori luogo. Se è in Nazionale lo deve a Sarri”.
“Rinnovi? Il percorso con Tudor sarà molto importante per valutare caso per caso. I giocatori con cui fare mercato in estate sono pochi, primo su tutti, per valore, Zaccagni. Immobile? Il suo entourage si sta muovendo per trovare una soluzione. Credo voglia cambiare aria. Certo, Lotito potrebbe andare a braccio di ferro nel caso in cui arrivassero offerte. Ma questo lo vedremo solo in estate. Banale sottolineare che il valore del suo cartellino non sia più alto come qualche anno fa. Nelle prove di ieri è stato provato Castellanos titolare, poi si sono alternati durante la seduta. Ciro e Luis Alberto hanno i contratti più pesanti e importanti. Non ci sono certezze riguardo le loro partenze, bisognerà fare i conti con ciò che offre il mercato”.
Non dico che mi aspettassi l’addio di Sarri… STEFANO DE GRANDIS (Sky Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Non dico che mi aspettassi l’addio di Sarri, però la situazione era chiaramente complicata. C’è da dire che Italiano passa per genio e ha praticamente gli stessi punti della Lazio con una rosa per me assimilabile a quella biancoceleste, mentre Sarri si è dovuto dimettere. La stagione è andata male perché il mercato non è stato fatto secondo quanto chiedeva Sarri, perché la vecchia guardia non ha reso e perché il livello non è alto.
Ogni volta che la Lazio ottiene un risultato, l’anno successivo fa flop. C’è da dire che nel mercato estivo i soldi sono stati spesi anche se non benissimo. Evidentemente il salto di qualità non è previsto nella Lazio. E’ stabile con il bilancio, non si indebita, non compra mai facendo uno sforzo, cerca sempre di spendere meno. Non è un brutto range quello della Lazio anche perché va quasi sempre in Europa, ma ad esempio l’Atalanta dal punto di vista societario è più forte e spende e rivende.
E non faccio riferimento a Milan e Inter, ma a Fiorentina, Napoli e Atalanta.
Quest’anno lo sforzo per tenere Sarri mi sembra sia stato fatto, ma non è andata bene. Diciamo che è stata ‘sfruttata’ la possibilità data dall’allenatore toscano che essendosi dimesso, ha tolto l’imbarazzo di dover pagare il doppio stipendio. Lotito non ha fatto nulla per convincerlo a ricredersi, magari respingendo le dimissioni.
E’ evidente che un gruppo di giocatori non avendo feeling non dico abbiano giocato contro l’allenatore, ma quando non credi più in quello che fai, i risultati non possono arrivare”.
Bruno Giordano a Radiosei: “Quando arriva un nuovo allenatore porta le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Non sono stupito dal fatto che Tudor abbia già provato la linea a 3. Nel calcio di oggi basta poco ad inculcare una nuova tendenza. Tudor, Juric e Gasperini hanno nozioni molto chiare. Il 10 classico è sempre più penalizzato. Adesso il trequartista è molto più dinamico, è un ruolo che viene interpretato diversamente. Ogni sistema ha pregi e difetti, su questo non c’è dubbio. Più che il modulo, ormai conta di più leggere le partite in corso. Kamada mediano nei 4? Ci può stare, ma molto dipende anche da quale squadra affronti. Non me la rischierei con l’Inter, per intenderci. Costruzione dal basso? Non so se Tudor abbia questo dogma. Vedo il Torino di Juric che spesso si appoggia al portiere, ma dipende dalle qualità dell’estremo difensore. Certo che quando hai 3 difensori centrali devi sfruttarli per costruire. La Lazio ha difensori bravi con i piedi, le qualità ci sono. Immagino Romagnoli, Gila e Patric a costruire la manovra. Un gioco dinamico. Non dobbiamo pensare che Tudor sia un difensivista, perché non è così”.
“Tameze mi piace tantissimo, anche lo stesso Ilic e Veloso. Non metterà due giocatori con poca qualità in mezzo al campo, anzi”.
“Impossibile non accettare un club prestigioso come la Lazio. Uno di quelli che ogni tecnico vorrebbe allenare. E’ una cosa bella e stimolante. È una squadra prestigiosa, con giocatori forti e una tifoseria speciale. Fare parte di questo club e di questa città, che sono una cosa unica”: a pochi minuti dal suo primo allenamento presso il centro sportivo di Formello, il nuovo tecnico biancoceleste, Igor Tudor, esprime le proprie motivazioni per la sua nuova avventura capitolina ai microfoni del canale ufficiale.
Questione di stimoli, una grande opportunità da cogliere per la propria carriera e la necessità di trasferire subito al gruppo la propria filosofia fatta di sacrificio, intensità, aggressività: “Bisogna mettersi a lavorare con intelligenza e nel modo giusto. Quando vieni da un allenatore che fa un altro tipo di calcio ci vuole un po’ di adattamento e di tempo. Penso che c’è un gruppo sano, di gente che lavora e si applica. Tocca a me trasmettere al più presto la filosofia che ho nella testa, penso che faremo in fretta”.
Le prime impressioni su ambiente e centro tecnico sono positive: “Mi trovo bene, le strutture sono belle e si può lavorare bene. La cosa bella è che un allenatore qui può fare veramente bene. Sono tutti predisposti per fare bene, c’è serietà e organizzazione giusta, quella che piace a me. Quasi come una famiglia.Guardando da fuori ho visto sempre che l’allenatore di questo club ha sempre un ruolo importante nel suo lavoro”.
Poi su due singoli che in passato ha avuto modo di allenare: “Matteo (Guendouzi, ndr) non l’ho ancora visto. Lui è un vincitore, è uno che ha questa mentalità pazzesca che ci vuole specialmente in queste squadre e in queste città che sono sempre molto esigenti. Nicolò (Casale, ndr) è un ragazzo d’oro, un giocatore forte che sarà sicuramente utile”.
In chiusura una sorta di manifesto del suo pensiero di calcio: “Sono difensore, ma mi piace molto lavorare sulla fase offensiva, non rinunciando alla difesa. Si dice che si vince con la difesa, ma non sono solo i difensori e il portiere, ma tutta la squadra. Vorrei vedere tutta la squadra che fa entrambe le fasi. Questo è l’obiettivo che vogliamo avere con spirito di sacrificio che non deve mancare mai”. Lazio-Tudor, si parte.
Se l’organico non fosse andato bene a Tudor, non credo avrebbe accettato… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’
“Se l’organico non fosse andato bene a Tudor, non credo avrebbe accettato con questo entusiasmo la Lazio. Mentre lui ha parlato di ottimo organico, organizzazione e centro sportivo.
Penso che Sarri a Roma non abbia avuto la stampa contro. Ad esempio quando è arrivato il secondo posto c’è stata una grande esaltazione. Poi ovviamente quando abbiamo visto latitare il gioco e i risultati, abbiamo detto la nostra. L’unanimità forse non c’è stata, ma c’è stato grande entusiasmo quando è arrivato.
Penso invece che Tudor ci proverà in questi giorni a battere sul tasto del cambio modulo anche in difesa nonostante le tante assenze. Non è un caso che ieri si sia partiti subito con questo. Poi ovviamente vedrà lui se è il caso di andare avanti su questa strada.
Per quanto riguarda le scelte societarie, non abbiamo grande possibilità di confronto col Presidente Lotito. Le frasi lette in questi giorni sono state letteralmente strappate in mezzo alla strada. Il nostro lavoro è criticare se c’è da criticare e apprezzare se c’è da apprezzare. E non ci siamo mai tirati indietro.
Mi è capitato in carriera di trovarmi davanti un muro, mentre secondo me farebbe bene a tutti un confronto aperto periodico con la comunicazione”.