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Immobile: “Mi sarei voluto ritirare nella Lazio, manca un saluto come si deve ai tifosi”

Ciro Immobile, attuale attaccante del Paris FC, è intervenuto ai microfoni di SkyCalcio Unplugged parlando del suo presente ma anche del futuro.

“Ho un debole per Pio Esposito. Già in passato dicevo che tra i giovani in crescita era quello che mi piaceva di più. Sono felice del progresso che sta facendo, gioca in una grande squadra con ottimi giocatori e questo lo avvantaggia. Quando è entrato con l’Italia l’ho visto bene. Sono felice per lui”.

FRANCIA – “Il primo gol con il Paris FC? È stato bello. Vivere un’esperienza come questa in un club importante e giovane. Quando sono arrivato si aspettavano il solito presuntuoso, invece sono rimasti colpiti dalla mia dedizione in allenamento. È un calcio diverso qui, è molto impegnativo a livello fisico. Questo gol ci voleva, sono felice perché ho segnato in tutti i campionati e anche in questa stagione che era partita male dopo l’infortunio di Roma. Sono felice, il gol ti dà sempre un’emozione speciale, soprattutto per un attaccante”.

NAZIONALE – “Contro la Bosnia farei giocare Pio Esposito e Kean. Il gol ti dà fiducia, lui ha segnato e la continuità è importante. Conoscendo quelli con cui ho vinto l’Europeo, come Donnarumma, Barella e Bastoni, credo che si sono tolti un peso dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord. La mente adesso è più libera e sono in condizioni di pensare che hanno le stesse possibilità della Bosnia di andare al Mondiale. Lo scoglio della prima parte è stato superato, soprattutto la tensione e il malumore dei tifosi italiani. Penso che se i ragazzi non accusano così tanto la pressione, non c’è partita. La squadra è forte, l’ho vista giocare tante volte. Bisogna scrollare la pesantezza della maglia della Nazionale”.

FUTURO  “Mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio, avrei finito il contratto e mi sarei ritirato salutando i tifosi come si deve. Quando finirò di giocare vorrei restare comunque nel calcio, quindi sarà solo un addio agli scarpini. Spero di fare qualcosa di importante sotto un’altra veste. Mi piacerebbe allenare. Il saluto ai tifosi della Lazio? L’ho avuto in parte con il Bologna, mi devo accontentare di quello. È stato emozionante, però dopo tanti gol, titoli, vittorie insieme mi sarebbe piaciuto qualcosa di più emozionante. La squadra ha sempre bisogno della gente, i miei primi anni lì era così come adesso. Poi con le partite e i risultati siamo riusciti ad avvicinare di nuovo i tifosi che quando vanno allo stadio sono uno spettacolo e ti danno una spinta in più. Spero che prima o poi, il più presto possibile, riusciranno a riavvicinarsi di nuovo alla squadra”.

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Lazio, la ricetta di Provstgaard: “Il gioco, la fiducia di Sarri e sette chili presi in un anno”

Oliver Provstgaard, difensore della Lazio, è stato convocato dalla Danimarca dopo le ottime prestazioni con la maglia biancoceleste. Intervenuto direttamente dal ritiro della sua Nazionale, ha parlato ai microfoni di Viaplay del suo adattamento con la Serie A: “Ho preso 7 chili in un anno. Non si vedono molti difensori in Italia sotto i 90 chili. Un peso maggiore è uno dei modi per migliorare il mio gioco. Per me si tratta di ascoltare e fare ciò che mi chiedono, perché giochiamo un tipo di calcio completamente diverso da quello che conosco in Danimarca. Tecnicamente e soprattutto tatticamente, cosa su cui abbiamo lavorato molto, i risultati cominciano a vedersi”.

Provstgaard ha parlato inevitabilmente anche del suo rapporto con Maurizio Sarri: “Ho un allenatore di grande talento che mi ha aiutato molto ad apprendere il modo di difendere all’italiana. Ha un modo molto
particolare di difendere. Dedichiamo molto tempo ad allenarci sulla fase difensiva. Abbiamo guardato molti video e, ovviamente, questo mi ha aiutato molto. Per me, l’importante è migliorarmi. Ma è molto positivo
avere un allenatore che si fida di me fin dal primo giorno”

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Lazio, meraviglia Taylor: “Felice per me e la squadra. E che assist Dia!” (AUDIO)

Serata da protagonista per Kenneth Taylor, che si è preso la scena nella sfida tra Bologna e Lazio. Il centrocampista olandese è stato infatti il grande trascinatore del successo biancoceleste allo stadio Dall’Ara, firmando la sua prima doppietta italiana in 10′ che ha deciso l’incontro e gli è valsa il riconoscimento di migliore in campo.

Al termine della partita, Taylor è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare la prestazione e il risultato ottenuto dalla squadra. Il centrocampista ha espresso tutta la sua soddisfazione per la vittoria e per la serata personale: “Felice per la vittoria, era importante portarla a casa, sono felice anche per la doppietta“.

Nonostante la prestazione da protagonista, l’olandese ha parlato dei suoi gol con grande modestia, spiegando come siano arrivati i due episodi decisivi del match: “Sul primo gol ho avuto fortuna, sul secondo invece bellissima palla di Boulaye Dia”.

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Lazio, Provstgaard: “Prestazioni, vittorie e Nazionale, che bel momento!” (AUDIO)

Dopo il successo ottenuto sul campo del Bologna, anche il difensore della Lazio Oliver Provstgaard ha commentato la prestazione della squadra. Il centrale biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, analizzando il momento positivo vissuto dal gruppo allenato da Maurizio Sarri.

È un bel momento per me, per tutta la squadra e per il mister. Abbiamo lavorato tanto in tutto il campionato per raggiungere le tre vittorie di fila. È stata una partita bellissima, così è il calcio“.

Sono felice per Motta che è un bravo ragazzo, lavora tanto in settimana. E il lavoro ripaga sempre“.

Abbiamo tanti infortunati, ma è una possibilità per gli altri giocatori in rosa. Oggi l’abbiamo visto, ci sono tante cose positive“.

Sono molto contento per la convocazione, è stata una settimana bellissima. Sono davvero felice e non vedo l’ora di andare in ritiro con la Danimarca“.

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Lazio, Cancellieri: “Sta uscendo la nostra anima. Manteniamo questa scia positiva” (AUDIO)

Al termine della sfida tra Bologna e Lazio, l’esterno offensivo biancoceleste Matteo Cancellieri è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare la partita e analizzare la prestazione della squadra.

“A fine partita il mister ci ha salutato ma non ha detto molto. Penso sia soddisfatto di questa vittoria prima della pausa. Abbiamo fatto un’ottima partita, sono contento per il mister e per i ragazzi”.

“Penso che la continuità debba essere una costante. I numeri di gol e assist penso siano importanti, ma anche dare un aiuto ala squadra nei momenti di difficoltà o quando bisogna essere incisivi sotto porta. Io lavoro per questo, poi ci sono momenti in cui ci si riesce e altri in cui no. Ma penso di essere sulla squadra giusta”.

“L’infortunio, una lesione quasi di terzo grado al flessore, mi ha rallentato in un momento positivo. Ho sempre sentito la fiducia del mister, so cosa vuole in fase offensiva e difensiva. Noi lo seguiamo tutti. Nelle ultime gare, sta uscendo fuori il nostro animo. Dobbiamo continuare su questa strada. Abbiamo trovato la nostra serenità per affrontare ogni tipo partita e penso si stia vedendo”.

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Lazio, sogno ed umiltà Motta: “Tengo un profilo basso non ho fatto ancora nulla”

Tra i protagonisti della vittoria della Lazio sul campo del Bologna c’è stato anche il portiere Edoardo Motta. L’estremo difensore biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel al termine della partita, commentando una prestazione impreziosita da una parata decisiva su calcio di rigore battuto da Riccardo Orsolini.

Mi fa piacere vuol dire che sto facendo qualcosa di discreto. Ero convinto che Castro cercasse di saltarmi e prendere il rigore, quando ho visto che è venuto addosso io ho pensato subito al rigore, spiace averlo causato, ho rimediato dopo, va bene così, ho cercato di tappare un buco che avevo creato“.

Ci sarà sempre margine di crescita, io cerco sempre di imparare tutti i giorni dalle minime cose a quelle più importanti, tengo un profilo basso non ho fatto ancora nulla“.

Oggi non è stata pulitissima come partita ma eravamo determinati a non prendere gol e portare a casa il risultato“.

I miei amici al fantacalcio hanno avuto fiducia nel comprarmi, gli avevo detto di non prendermi perché non avrei quasi mai giocato il fato ha voluto prendessi un +4“.

In una partita ci stanno i momenti di difficoltà, nel secondo tempo ci hanno pressati, noi abbiamo retto e abbiamo punito l’avversario discretamente“.

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Lazio con la regia di Patric: “Umiltà, cuore mentalità. Avanti così fino all’ultimo minuto” (AUDIO)

Al termine della sfida tra Bologna e Lazio, il difensore biancoceleste Patric ha analizzato la partita ai microfoni di DAZN, sottolineando l’importanza del successo ottenuto in un campo storicamente complicato come quello del Dall’Ara

Sappiamo quanto è difficile vincere qui, il Bologna è una grande squadra. Penso che abbiamo fatto un’altra grandissima partita. Di umiltà di cuore. Bravissimi tutti questa è la mentalità“.

Nel corso dell’intervista Patric ha parlato anche dell’abbraccio collettivo rivolto a Marco Ianni, collaboratore dello staff tecnico biancoceleste, spiegando il significato di quel gesto. “Abbraccio a Ianni? Un abbraccio di squadra. Marco è un grandissimo allenatore e l’abbiamo fatto perché questa gara è stato il risultato di quanto fatto negli ultimi mesi. Prima della sosta erra importante dare continuità a quanto fatto. Dobbiamo continuare su questa strada“.

Noi abbiamo fissato l’obiettivo di continuare così fino all’ultimo minuto. Questo ci aiuta anche per la Coppa italia. Dobbiamo guardare gara dopo gara, non è ancora finito il campionato. Ci sono tanti punti in palio, nulla è detto. Dobbiamo fare più punti possibili e a maggio vedremo dove siamo arrivati“.

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Lazio, Ianni: “Volevamo continuità, i cambi hanno inciso. Taylor gran giocatore. E sullo stop di Gila…” (AUDIO)

Il vice allenatore biancoceleste Marco Ianni a Dazn ha commentato la vittoria sul Bologna:

“Come detto nel pre partita, ci tenevamo a dare continuità alle due vittorie conSassuolo e Milan, continuità di prestazione sfociata oggi in un risultato. Prova importante, contro una squadra forte, che davanti ha tante scelte. Siamo stati bravi nell’approccio, di personalità, in un ambiente carico dopo la vittoria con la Roma. L’episodio del rigore ci ha dato quel qualcosa in più e abbiamo sfruttato gli ultimi 20’ per vincere. Nel complesso è stata una bella gara per entrambe le squadre, abbiamo vinto perché siamo stati più bravi a sfruttare gli episodi.

I cambi? Hanno inciso molto nella gara. Non stava facendo male chi è uscito ma ci hanno dato energia mentre stavamo soffrendo, permettendoci di andare più negli spazi. Pedrito non stava benissimo prima della gara, sapevamo potesse avere una durata limitata ma ha fatto un buon primo tempo. Noslin è entrato con caratteristiche diverse, ha più fisicità. Il Bologna ci ha concesso poi spazi in più e siamo stati bravi a sfruttarli.

Taylor? È un gran giocatore, che viene da un contesto diverso. Arrivare a gennaio in Serie A non è facile per nessuno, per lingua e tipo di calcio. Sono quei giocatori che sanno stare in campo, fanno spesso la cosa giusta, anche quando non son inseriti subito negli schemi. È un ragazzo che si applica, studia italiano e già dopo 15 giorni capiva tutto quello che dicevamo. Vogliamo che i ragazzi si applichino per imparare l’italiano, per velocizzare il processo di apprendimento. Ora è in crescita, sta mostrando ancora di più le sue qualità, anche in zona gol.

Gila? Viene da un periodo di sofferenza a questo ginocchio, a cui ha un’infiammazione; lo avevamo messo in conto. Sono diverse gare che stringe i denti, allenandosi poco. Il ragazzo voleva esserci e dare una mano alla squadra. Penso sia un riacutizzarsi dell’infiammazione. Spero torni dopo la sosta. Parlando con lo staff la situazione dovrebbe essere questa, spero nulla di più grave”.

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Lazio, Fabiani chiede “pazienza”: “Anno zero, in totale ricostruzione. Illustreremo il programma ai tifosi. Su Sarri…”

Le parole del direttore sportivo biancoceleste Angelo Fabiani, durante i Media Days organizzati con i club, su Dazn (intervista realizzata prima di Lazio-Milan).

“Se questo è l’anno più difficile da quando sono alla Lazio? No, tutti gli anni sono difficili. Questo forse è stato l’anno più complicato, perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico. Come è stato detto da Sarri e dalla società, è l’anno zero. Come si sa, quando è in corso una ricostruzione ci possono essere degli  imprevisti. Però devo dire che al di là di tutto, molti punti che abbiamo perso per strada, li abbiamo persi immeritatamente. Ci sono stati tanti episodi negativi e soprattutto Sarri si è trovato solennemente a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari, come ad esempio successe a Genova. Questo ovviamente non accade solo alla Lazio, a onor del vero, basti vedere quello che è successo al Napoli, fino a 12-13. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è comunque credere in ciò che si fa, credere nel progetto. Seguire il progetto e camminare dentro quel solco tracciato per una ricostruzione e se vogliamo anche per ringiovanire una rosa tirando dentro dei giovani di prospettiva.

Come vive il mister tutti questi infortuni? Molti sono infortuni traumatici, molti sono dovuti ad affaticamenti. Purtroppo non capita solo alla Lazio, bisognerebbe porsi un po’ il problema e il tema di queste partite divise tra venerdì, sabato e domenica, poi ci sono le altre competizioni, lo stress del giocatore, come vive un giocatore la partita, ovvero sotto stress. Quindi stress più stress può portare a determinati infortuni. Non la si vive bene ovviamente questa situazione, però l’allenatore e i ragazzi, anche i non titolari, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario”.

Mercato di gennaio – “Penso che la Lazio sia stata la società che più ha movimentato sia in uscita che in entrata. In uscita vorrei spendere due parole: noi non abbiamo messo alla porta nessuno, non abbiamo messo sul mercato nessuno ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste, da parte del calciatore, da parte dei procuratori che vogliono andare via perché ci sono altre squadre che gli allungano i contratti, gli danno il triplo dei guadagni che hanno, che comunque non se la sentono… con molta tranquillità e onestà bisogna accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei calciatori motivati.

Se cambierei qualcosa tornando indietro? La classifica, ovviamente (ride, ndr.). E alcune partite che ci hanno visto immeritatamente perdere, in cui meritavamo qualcosa di diverso. Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera gli effettivi: ci sono state delle partite in cui abbiamo dovuto rinunciare per infortuni o quant’altro finanche a otto calciatori. E mettere su una squadra senza otto titolari l’amaro in bocca un po’ lo lascia. Ma devo dire anche che chi è andato in campo si è dato da fare e hanno fatto bene”.

Europa attraverso la Coppa Italia – “In una fase di ricostruzione totale, radicale, che sta avvenendo alla Lazio che sta avvenendo da quando io ho assunto la direzione tecnica, pensare di vincere lo scudetto, di centrare immediatamente l’obiettivo Europa, vincere trofei, sarebbe pura utopia. Quando si ricostruisce, quando si programma, quando si ha una visione a medio e breve termine, bisogna prevedere che ci possano essere anche queste conseguenze, di non centrare determinati obiettivi. Ma io sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per il programma e per quello che si è imposta, cioè un nuovo ciclo, non tarderà a diventare una squadra che nel campionato di Serie A potrà competere per le prime cinque posizioni. Questo lo dobbiamo a noi, ai tifosi, all’ambiente. Chiedo soltanto un po’ di pazienza, la pazienza che disse Sarri quando assunse il ruolo di allenatore. Disse: ‘Per lavorare con i giovani devo avere pazienza, devo costruire e loro devono assimilare il mio sistema di gioco’. Però ha detto anche: ‘Come porterò pazienza io, chiedo a un po’ tutto l’ambiente di portare pazienza’”.

Le gare senza tifosi – “La risposta è scontata: non viviamo bene la situazione, questo è fuori discussione. Non bene per tanti motivi. Uno su tutti? Se mi metto un attimo nei panni dei calciatori, giocare senza il proprio tifo… fare un gol e andare sotto la propria curva, gioire, questo un po’ gli manca, oggettivamente. Quell’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quando stai in campo, che fa ballare il terreno di gioco, è ben diverso dal non averlo. Per cui mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica. Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni… proprio per illustrare loro qual è questo nuovo programma, qual è questo nuovo percorso. Perché alcune volte la gente non capisce. Allora è giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, informare tifosi, informare la gente di quello che oggi la Lazio sta facendo. Questo lo dobbiamo a noi, lo dobbiamo a loro. Torno a ripetere: giocare senza pubblico non è una bella cosa. Non si dà una buona immagine. Ovviamente non ce l’ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti quanti, tifosi e giornalisti. Io ho un solo dovere e compito: è quello di preoccuparmi di programmare e far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato. Sono le sfide più difficili? In trent’anni di calcio mi sono sempre imbattuto nelle ricostruzioni, io non ho mai gestito una squadra importante che l’anno prima aveva vinto uno scudetto. Mi sarebbe piaciuto tantissimo lavorare con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson. Però probabilmente mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania ‘tanto che problema c’è?, tanto poi ci sono loro che risolvono le questioni’. Va detto che quando questi ragazzi arrivarono alla Lazio, fecero fatica anche a inserirsi. Per esempio mi ricordo Milinkovic: è vero che stavo a un’altra società, ma ho sempre seguito le sorti della Lazio, i primi anni ha fatto un po’ di fatica. Poi è diventato il calciatore straordinario che tutti quanti conosciamo. Lo stesso Ciro Immobile, ha un po’ girovagato, anche all’estero, poi è arrivato alla Lazio, un po’ di difficoltà le ha avute, poi ha iniziato a fare 30/35 gol. Quando Sarri dice di avere pazienza, io ce l’ho la pazienza, ma mettiamocela un po’ tutti. Probabilmente vuole anche dire: ‘Diamo la possibilità a questi ragazzi di ambientarsi, di costruire un gruppo organico, uno spogliatoio importante per toglierci qualche soddisfazione’. Purtroppo l’erba voglio non la troviamo da nessuna parte, bisogna credere nel lavoro che si fa. Io ci credo tantissimo e mi auguro che insieme a me ci possano credere tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio”.

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Maldini: “Sarri, il ruolo, la fiducia, ecco perchè ho accettato subito la Lazio”

Primi mesi alla Lazio ormai alle spalle e ambientamento completato per Daniel Maldini. L’attaccante biancoceleste ha raccontato il suo arrivo nella Capitale ai microfoni di Dazn (prima della gara con il Milan), soffermandosi sulle prime sensazioni vissute in maglia biancoceleste.

“Il mio percorso di integrazione con la squadra sta andando molto bene. Fin da subito mi sono trovato bene con i compagni e con l’ambiente. Speriamo di andare avanti così e portare a casa i risultati, che è la cosa più importante.

Con Sarri ho subito parlato del ruolo, mi sto trovando bene anche se devo capire bene quelle che sono le sue richieste per attuarle in campo e aiutare il più possibile i miei compagni. Il ruolo è diverso rispetto a quello che facevo di solito, mi chiede di scaricare e poi attaccare forte la porta e l’area. Per il resto mi lascia abbastanza libero, quindi sono queste le indicazioni che mi dà il mister.

La fiducia è la cosa più importante per un giocatore: quando si sente in fiducia e all’interno di un progetto riesce a esprimere il suo potenziale come vorrebbe. Sono molto contento.

Giocare senza tifosi è molto difficile, ci mancano. Aspettiamo che tornino allo stadio per cercare di gioire insieme. L’interessamento iniziale è sempre stato molto forte, poi ci sono state delle complicazioni ma ho sempre avuto l’idea di venire qua appena sono stato contattato”.