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Lazio, buona la prima per Motta: “Bisogna credere nei sogni. Abbiamo bisogno di Provedel”

Al termine di Lazio-Sassuolo, sfida valida per la giornata numero ventotto di Serie A, il portiere biancoceleste Edoardo Motta ha rilasciato un’intervista raccontando le sue emozioni sull’esordio con l’Aquila sopra al petto.

“Non bisogna mai smettere di crederci perché può capitare a chiunque in qualsiasi momento questa volta è capitato a me ma spero possa capitare a chiunque perché è il sogno di tutti. Destino? Secondo me il destino ha giocato una parte importante in questa mia situazione”.

Su Provedel

“Ivan è una persona splendida e gli auguro di tornare il prima possibile anche perché la Lazio ha bisogno di un portiere come lui, sicuramente fa più comodo di un ragazzino senza esperienza. Non mi aspettavo di giocare, quando l’ho scoperto mi ha riempito il cuore di gioia. Ero davvero contento ed ero pronto a debuttare”.

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Lazio, gioia Maldini: “Gol e vittoria, avanti così. Da Sarri fiducia e libertà. Su ruolo e nazionale…” (AUDIO)

Al termine di Lazio-Sassuolo, sfida valida per la giornata numero ventotto di Serie A, l’attaccante dei biancoceleste Daniel Maldiniha rilasciato un’intervista in zona mista, durante la quale ha raccontato le sue emozioni sul primo gol a Roma e detto la sua sul match appena concluso.

“Gol? Molto contento, ma soprattutto per la prestazione, per i ragazzi, per tutto, per la vittoria. Diciamo che ci dà un sacco di animo e dobbiamo continuare così”.

Sul ruolo di punta

“Posizione? No, ma io mi sto trovando bene. Ovviamente è diverso, sono movimenti diversi che non ho mai fatto, però anche con il gioco che abbiamo con la squadra mi aiuta, mi facilita. Per il ruolo io ho sempre giocato a sinistra o dietro la punta, quindi meno spalle alla porta, però è un continuo evolversi che comunque sta andando bene”.l

Su Lazio-Milan

“Emozioni? Beh, è normale. Credo sia sbagliato se non fosse così, quindi è normalissimo. E’ una partita importante e comunque mi suscita qualcosa dentro.”

Su Sarri

“Cosa mi dà in più? Innanzitutto la fiducia. Questa me l’ha detto il primo giorno che sono arrivato e me la sta continuando a dare, quindi questo mi mette a mio agio. Per i movimenti mi lascia stare comunque molto libero di svariare, di fare le cose che penso siano giuste e poi di attaccare la porta. Queste sono le cose principali che mi chiede”

Sulla Nazionale

“Pensi alla Nazionale? Credo che assolutamente sì, assolutamente sì. È comunque un sogno, sarebbe comunque un sogno partecipare, andare ai mondiali e tutto, quindi assolutamente sì”. 

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Lazio, Sarri: “Una liberazione. La società intervenga, così è deprimente. E su Patric e Maldini…” (AUDIO)

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri a Dazn dopo la vittoria contro Sassuolo:

“La vittoria si voleva e si cercava. Ci sembrava un’ingiustizia finirla 1-1. Abbiamo passato anche qualche momento di difficoltà, ma nel complesso abbiamo fatto più di loro, quindi è stata una liberazione arrivare ad una vittoria meritata. È stata anche una partita difficile. Avevamo già delle assenze pesanti, poi abbiamo perso a fine primo tempo anche Cataldi e Romagnoli. Ringrazio i giocatori per un secondo tempo di grande anima e cuore.

Maldini centravanti? Sicuramente può farlo, chiaro che deve fare una progressione. A me i giocatori tecnici piacciono. Lui è un giocatore tecnico con caratteristiche fisiche per fare l’attaccante centrale, ha dinamiche atletiche, non riesce sempre e sfruttarle, deve fare ancora dei passi in avanti per l’attacco dell’area e della porta.

Patric? Ha qualche esperienza anche da centrocampista, poi lo abbiamo provato negli ultimi giorni e abbiamo visto una qualità nel muovere la palla veloce che può darci una mano. Non è stata del tutto inventata. La nostra situazione è d’emergenza e lo è da luglio.

Cosa può fare la società? Non lo so, non ho mai fatto il dirigente e il presidente. La storia viene da lontano. Qualcuno in società saprà quali sono le problematiche più grosse e come intervenire, però qualcosa va fatto. Non possiamo andare avanti così, è deprimente. È da giugno che sono rimasto alla Lazio per il popolo laziale e ora non lo so più neanche io perché sono rimasto. Quindi qualcosa va fatto”.

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Lazio, Isaksen sciupa e non molla: “Prendiamo più punti possibili in attesa della Coppa Italia” (AUDIO)

Al termine della sfida tra Lazio e Sassuolo, Gustav Isaksen ha analizzato la vittoria ai microfoni di Sky Sport e Dazn.

Ogni partita è importante per noi. La Coppa Italia è un grande obiettivo, ma dobbiamo continuare anche in campionato, nessuno sa cosa può succedere in Serie A. Prendiamo più punti possibili.

Tifosi? Non è facile, ci mancano i tifosi. Speriamo possano tornare presto, noi cerchiamo di fare sempre la prestazione e speriamo di rivederli presto”.

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Lazio, ruggito Marusic: “Ora vediamo dove riusciamo ad arrivare. Spero che i tifosi…”

Adam Marusic al fotofinish, la Lazio supera il Sassuolo e si regala un sorriso nel grigiore dell’Olimpico: il commento del montenegrino (primo gol in stagione) al termine del match ai microfoni di Dazn:

“Un gol molto importante per noi. Volevamo portare i tre punti e siamo riusciti. Dobbiamo continuare così e vediamo dove possiamo arrivare in campionato”.

“Centravanti? Mi capita. Mancavano pochi minuti e nella testa mi sono detto di andare avanti. Ci ho creduto e ho fatto questo gol così importante”.

“Tifosi? Per me lo stadio pieno è troppo impostante, come penso per tutti. Per ora loro hanno deciso così, spero che tornino il prima possibile”.

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Pellegrini: “Auguro alla Lazio dieci anni da top. Sarri ti entra dentro, il passato alla Roma…”

Luca Pellegrini oggi festeggia 27 anni, e lo fa con la maglia della Lazio di cui è tifoso. Il mancino si è confessato in un lungo colloquio ai canali ufficiali del club.  Di seguito le sue dichiarazioni:

“Da un punto di vista emotivo, il momento più bello è stato l’arrivo a Roma, insieme col gol a Udine. Difficile dire quale dei due sopra all’altro”. 

“La paternità? Ciò che fai in campo è anche figlio di ciò che fai fuori, ho capito che prima vivevo il calcio diversamente, reagivo ai problemi da campo come se fossero cose serie, con l’arrivo di Sebastiano ho capito che le cose importanti sono altre. Non vuol dire che ci tieni meno, non smetti comunque mai di pensarci, ma ti dà più equilibrio”.

“Rispetto al passato, mi piacerebbe giocare con Di Canio e Mihajlovic”.

“La Lazio bellissima del 2020? Io giocavo con il Cagliari, volavamo in quella stagione poi abbiamo avuto una flessione clamorosa, la Lazio ha continuato sparata fino al Covid. Pensavo potesse essere l’anno giusto per lo scudetto, per una serie di fattori che ti ci potevano far pensare alla grandissima. Ciro segnava un gol a partita, Caicedo entrava e segnava, poi Correa, Sergej, Luis, una Lazio che volava. Dal Covid poi non so cosa sia successo. In quel Cagliari – Lazio un po’ il culo mi rodeva (ride, ndr), ma poi ha lasciato spazio anche al discorso del tifo”. 

“Gli allenatori che mi hanno dato di più? Difficile fare una classifica, da ognuno puoi imparare tanto. Con Glasner ho fatto 5 mesi, poi sono venuto qui. Tutti avevano idee di gioco interessanti, Glasner prediligeva molto la parte fisica, l’intensità, forse anche per il campionato. Con Allegri ho avuto un bellissimo periodo alla Juve in cui ho imparato tanto, ero giovane, col passare del tempo cose che in quel  momento non vedi in maniera lucida poi le capisci, aveva ragione su tante cose. Sarri è un maestro, l’ho sempre detto, da lui puoi imparare veramente tanto, ti lascia tanto, anche se può non sembrare. Quando se ne andò gli scrissi un messaggio, gli dissi tante cose che sono riuscito a capire con il tempo, emotivamente devi capirlo, se ti insulta vuol dire che ti vuole bene. Con Baroni abbiamo fatto 5 mesi molto buoni, poi ho avuto l’episodio fuori rosa… Forse primo Sarri a pari merito con Maran, ho avuto tanti bei momenti con lui”.

“Il mio passato alla Roma? Quando entro in un gruppo di lavoro io sono abituato a dare il 110%, non era semplice nei derby ma devi essere abituato a vederlo come una professione. Non tutti hanno la fortuna che ho io adesso di giocare con la squadra che tifavi da bambino, sei costretto a mettere dei limiti e quindi si sicuramente non era il massimo nei derby, ma è lavoro”. 

“Lavorare con Ronaldo? Non sai mai quante cose avresti potuto imparare con un professionista come lui, abbiamo condiviso 5 mesi insieme tra ritiri e altro. Impari tante cose, non solo a voce, lui era uno che cercava di spiegarti perché certe cose non andavano bene. Una volta dopo un doppio allenamento si è levato maglietta e pantaloncini, faceva caldo a Torino a luglio, e si è messo a prendere il sole, dopo due settimane di doppio allenamento. Io l’ho guardato, lui mi ha detto mettiti qua vicino a me, il sole fa bene alla pelle, mi ha dato una spiegazione scientifica. Lui era sereno all’allenamento dopo, io ero cotto. Ti dà tanto, un po’ di rimpianto c’è, vivendolo di più magari avrei imparato più cose”.

“Il talento di Douglas Costa? Aveva una leggerezza incredibile, poteva essere molto di più, nonostante abbia fatto comunque tanto. Rabbia, esplosività, tecnica clamorosa”.

“Il calcio dopo Messi e Ronaldo? Difficile si riproponga una cosa del genere, sono due calciatori che si sono divisi la scena mondiale per vent’anni allo stesso livello, sarà impossibile riproporlo. Ad oggi vedo Yamal, Mbappé che potrebbero essere paragonati, ma tra dieci anni non so se saranno ancora loro”.

“Quale evento vorresti cancellare della tua carriera? L’intervento al crociato. Senza quello magari non sarebbero arrivati tutti gli altri, anche se poi mentalmente li terrei tutti perché mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi”.

“Qualche rimpianto tecnico? Sono sempre stato altruista, qualche volta tirare in porta di più non sarebbe male”.

“La chiamata della nazionale? Onestamente non è un pensiero giornaliero che ho. Sogno di tutti, se mi chiamassero domani ci andrei scalzo fino a Coverciano, ma oggettivamente credo ci voglia qualcosa di più per stare in quel giro”.

“Atleti per cui provi ammirazione? Kobe Bryant, Djokovic, Cristiano Ronaldo, Sinner”. 

“Un desiderio da ottenere con la bacchetta magica? …Augurerei alla Lazio un periodo come quello della Juventus, dieci anni al top mondiale e non accontentarsi”.

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Lazio, Lotito smentisce la sua voce: “Telefonata contro Sarri ed i tifosi? Non sono mie parole…” (VD)

Non devo chiarire, non sono mie parole, sono parole che vengono diffuse con la mia voce. E’ diverso”. Claudio Lotito si dissocia dalla propria voce all’uscita dall’audizione in commissione Antimafia dove è stato ascoltato (“E’ andata bene”) in merito all’interno della questione sulle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e i legami tra criminalità organizzata e società sportive. Il riferimento è alla telefonato diventata virale con un tifoso della Lazio, le cui risposte hanno generato anche la reazione dialettica da parte di Sarri nel post partita di ieri contro l’Atalanta.

Pomeriggio iniziato verso le 14,00, quando all’ingresso lo stesso Lotito ha risposto in modo brusco ad una domanda sul brutto momento della Lazio e della sua gestione: “Il periodo nero finirà quando non ci sarà la gente come te che va girando.

LEGGI ANCHE: Il telefono squilla, Lotito ci ricasca. Lo “scemo” a Baroni, le “colpe” di Sarri: “I nostri giocatori non piacciono solo a lui”. Poi su tifosi e storia…

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Lazio-Sassuolo, il tifo organizzato: “Chi sta consigliando Lotito è il male assoluto. Non saremo neanche a Ponte Milvio…” (FT)

Attraverso i social è arrivata la decisione dei gruppi organizzati in vista di Lazio-Sassuolo:

“ANCORA PER UNA VOLTA…

Il ‘Presidente’ Lotito è riuscito a convincerci che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta! L’immobilismo della società nel non aver permesso al pullman della squadra di passare a Ponte Milvio è l’ennesimo atto che dimostra la totale lontananza della società rispetto alla tifoseria.

Ma rappresenta anche il totale disinteresse rispetto al volere della squadra e del mister che più volte hanno sollecitato un atto distensivo.

Crediamo che chi sta consigliando il sig. Lotito, specialmente nell’ambito della comunicazione verso la tifoseria, sia oggi il male assoluto di questa società e, se si vuole cercare un minimo di dialogo, debba essere assolutamente allontanato dai posti decisionali perché sta portando ad un muro contro muro senza via di uscita!

In occasione della partita di lunedì 9 marzo Lazio – Sassuolo i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di non entrare e, a differenza delle precedenti partite, non saranno presenti neanche a Ponte Milvio per dimostrare alla città intera ed alle sue istituzioni che lo svuotare lo stadio porta enormi riflessi anche sull’economia locale.

Per la partita Lazio – Milan chiediamo a tutti coloro che vogliono liberamente seguirci di non acquistare i biglietti, daremo comunicazione in merito alla nostra decisione con un comunicato martedì 10 marzo alle ore 12:00.

Siamo estremamente dispiaciuti per queste decisioni che ci allontanano dalla NOSTRA Lazio ma, a chi vuole ancora provare a cambiare le cose, chiediamo di seguirci in questo ulteriore ESTREMO ATTO D’AMORE! Avanti Lazio. Avanti Lazio!

I Gruppi del Tilo Organizzato”.

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Lazio, Sarri a Lotito: “L’allenatore sono io e Maldini gioca dove dico io. Bloccato Noslin? Ma se il mercato lo fa…” (AUDIO)

Finisce 2-2 il primo atto delle semifinali di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta. Allo Stadio Olimpico i biancocelesti si fanno riprendere due volte, vanificando un vantaggio potenzialmente decisivo in vista del ritorno. Al termine della gara, l’allenatore del club capitolino Maurizio Sarri ha commentato il risuolato in conferenza stampa. Di seguito le sue parole: 

Ha parlato di anno uno? Qualche giocatore le sta dimostrando di essere all’altezza in vista dell’anno che verra?

“Alcuni giocatori hanno margini di crescita, vediamo se riusciranno. nei prossimi mesi a crescere”.

Rammarico per non aver vinto?

“Per la prestazione usciamo bene. Abbiamo giocato alla pari contro una squadra forte. A livello di prestazione esci contento. Questa partita ci da la sensazione che la qualificazione ce la possiamo giocare. 2-1 o 2-2 cambia poco, a Bergamo bisogna toccare. La nostra colpa è stata arretrare di trenta metri subito dopo i gol. Noi siamo più bravi con la linea a centrocampo piuttosto che bassa. Anche i centrocampisti in quelle occasioni non ci hanno aiutato. Per il resto i ragazzi hanno dato tutto”. 

Molti giocatori sono in scadenza tra il prossimo anno e quello successivo, cosa ne pensa? Sulla questione tifoseria?

“Dovresti chiedere alla società, non credo che ci siano trattative in corso per i rinnovi. Se la società prende una posizione, come fatto nel mercato di gennaio, dipenderà da loro. Tifosi? Ho visto che nel secondo tempo i circa 7mila si sono fatti sentire, dispiace perché forse con lo stadio pieno di sarebbe potuto vincere. In panchina mi è sembrato di sentire i tifosi fuori dallo stadio, spero sia stato così anche per la squadra. Noi ne abbiamo bisogno, lo sanno tutti, ma rispetto le decisioni”.

Giudizio sulla prestazione di Tavares? A gennaio lei ha bloccato la cessione di Noslin?

“Il presidente ha detto che il mercato lo fa lui e poi dice che io blocco le cessioni? Tavares? Ha lavorato lui su ste sesso. Nell’ultimo mese ha cambiato modo di allenarsi e si vede. Oggi ha fatto una grande partita, vera e seria. Il merito è del ragazzo. Ora deve essere bravo a non perdersi nuovamente”.

Contento della crescita di Maldini? Qualcuno in società dice che dovrebbe giocare in un altro ruolo, cosa ne pensa?

“Peccato che l’allenatore sono io e lo faccio giocare dove voglio io. Lui ha sempre giocato da trequartista di sinistra, noi non giochiamo così ma a me piace giocare con un attaccante atipico. Deve migliorare in zona gol”.

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Lazio, Cataldi: “Gruppo totalmente con Sarri. C’è felicità e amarezza insieme” (AUDIO)

Le parole di Cataldi in conferenza stampa, dopo Lazio Atalanta

“Volevo dire una cosa inerente all’episodio in cui dico all’arbitro che ci stiamo giocando la vita. È normale che dico una cosa inerente all’ambito sportivo e al momento che sta vivendo la squadra perché poi dopo si entra in altri contesti. Ci tengo a precisare che non metto a paragone il calcio con quello che sta succedendo nel mondo, la partita di oggi per noi è fondamentale per la nostra stagione.”

Cataldi sulla partita

“C’è amarezza sicuramente per il pareggio, ma siamo contenti perché sappiamo che dobbiamo essere questi qui, a prescindere dal risultato. Non dobbiamo essere quelli di Torino e di Cagliari, spenti. Dobbiamo giocarci le nostre possibilità e lo faremo a Bergamo. Dobbiamo riflettere e andare avanti in campionato fino al ritorno. Giocare stasera in un ambiente strapieno sarebbe stato un’altra cosa, i tifosi avrebbero fatto qualcosa di bellissimo come hanno sempre fatto. Rispettiamo le scelte, a vederlo dal campo è complicato, ma cerchiamo di dare il massimo. Stiamo provando a dare tutto.”

“Il peccato è stato subire i gol un paio di minuti dopo aver segnato in situazioni dove dobbiamo migliorare. Ci siamo abbassati troppo, stiamo parlando di una squadra che ha qualità importanti ed è l’unica dentro ancora in Champions, anche con i cambi ha giocatori forti.”

Cataldi sulla Lazio del prossimo futuro

“A Torino siamo stati totalmente distanti rispetto al nostro livello, anche dal campo ci siamo resi conto di aver fatto una prestazione brutta. Si può parlare di tattica e tecnica oltre ai moduli, ma quando non si ha qualcosa dentro e parlo di tutti si fa fatica a commentare la prestazione. L’augurio è di essere questi, magari anche di perdere le partite, ma di avere questa cattiveria e questa voglia.”

Cataldi sullo spogliatoio

“Sul seguire il tecnico non ci sono dubbi, la squadra è col mister. Questo è un bel gruppo, più o meno due settimane fa si sono giocate tre partite in sei giornate e abbiamo pareggiato 2-2 a Torino con la Juve e passato il turno in Coppa Italia. C’è stato sicuramente un blackout a livello di motivazione a Cagliari e a Torino, non so perché e fai fatica a trovare una soluzione. Questo però è un gruppo tranquillo e unito, stiamo bene insieme. Le stagioni possono essere complicate, bisogna accettare le difficoltà e andare avanti”.