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Lotito: “Tudor ne voleva cambiare troppi per un gruppo all’altezza. Presto il nuovo tecnico, saremo competitivi”

“Tudor? Ci ha chiesto di cambiarne otto, troppi per un gruppo che noi reputiamo all’altezza, ma se ne è andato da persona per bene, ci tengo a dirlo. Il nuovo allenatore? Lo saprete presto, abbiamo le idee chiare ma non ho ancora firmato nessun contratto”. Parola del presidente della Lazio, Claudio Lotito, avvicinato dall’ANSA a margine della chiusura della campagna elettorale di Forza Italia a Napoli. Quanto ai nomi degli allenatori circolati in questi giorni, Lotito ha escluso il ritorno di Sarri, e le suggestioni De Zerbi, Klose e Allegri, non confermando né smentendo l’ipotesi Baroni. “Quello che conta è che saremo competitivi – ha detto – lo eravamo anche quest’anno se non avessimo perso punti con squadre di bassa classifica come la Salernitana. Questa squadra meritava di più”. Luis Alberto? “Ha detto lui di volersene andare…”. (ANSA).

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Lazio, Lotito: “Tudor via? Non ne sono a conoscenza, se poi fa come Sarri….”

Lotito enigmatico e misterioso, non conferma ma nemmeno smentisce l’addio di Igor Tudor alla Lazio. Nelle ultime ore le voci che vorrebbero lontano da Formello sono insistenti, i motivi scatenanti potrebbero essere molteplici. Per questo Tag24 ha contattato il presidente della Lazio Claudio Lotito che sull’argomento è stato un fiume in piena. Il patron in questa situazione se la prende anche con il mondo dell’informazione, colpevole, secondo lui, di “mistificare la realtà” e “farsi pippe mentali e inventando storie che non esistono. Tudor ha lasciato la Lazio? Non ne sono a conoscenza – continua – . Non so cosa dirvi, il giorno che se ne è andato via Sarri io ero in commissione e mi hanno detto: ma si è dimesso Sarri? Se Tudor fa come lui non so che dirvi, ma io non lo so”.

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Isaksen: “Vi racconto come ho saputo del trasferimento alla Lazio. Futuro? Mi piacerebbe…”

Gustav Isaksen torna a parlare. L’esterno danese, ai microfoni di  TV Midtvest insieme al suo connazionale Rasmus Kristensen: “I miei amici hanno iniziato a mandarmi articoli da internet che dicevano ‘Isaksen venduto alla Lazio’ e ‘I club si accordano sul prezzo’ e così via. Io non sapevo nulla, così sono andato a letto senza saperlo. La mattina seguente Claus Steinlein è venuto nella mia stanza e mi ha detto che tutto era stato formalizzato”.

“Ci godremo il nostro periodo all’estero per un po’ e poi, ovviamente, torneremo a casa all’ Midtjylland. Mi piacerebbe avere Kristensen come capitano, un giorno”.

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Lazio, Europei senza italiani biancocelesti? Anche Zaccagni a rischio taglio

La Lazio rischia di non avere italiani agli Europei. I biancocelesti, infatti, potrebbero non portare nemmeno Ivan Provedel e Mattia Zaccagni (nessuno dei due in campo dall’inizio stasera per la partita dell’Italia), entrambi a rischio taglio. Ne è convinto Simone Braglia: “Penso che Provedel, che si avvicina al mio portiere ideale, avendo giocato meno e arrivando da un infortunio, sarà tagliato. Meret è stato più penalizzato dall’andamento del Napoli, ha subìto anche lui qualche critica di troppo. Poi penso che Zaccagni e Folorunsho possano essere sacrificati”.

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Fiorentina, Pradè su Zaccagni: “Ci piaceva da morire, ma…”

Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Raffaele Palladino, il direttore sportivo della Fiorentina ha svelato di aver tentato di acquistare dalla Lazio Mattia Zaccagni nel corso della sessione invernale del calciomercato: “Ci piaceva da morire, come Gudmundsson, ma era praticamente impossibile anche far partire una trattativa”.

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La verità di Kamada: “Avevo intenzione di restare per un anno, difficile trattare con Lotito”

Daichi Kamada torna a parlare. Dopo la rottura con la Lazio, il centrocampista è stato intervistato da Football Zone spiegando quali sono state le sue richieste al club biancoceleste e com’è andata la trattativa con il presidente Lotito. Queste le sue parole: “È deciso al 100% che lascerò la Lazio. All’inizio avevo intenzione di restare, ma l’Italia è così e il presidente della Lazio è famoso soprattutto in Italia per essere uno dei più difficili con cui negoziare. Volevo solo un contratto di un anno e non ho chiesto nulla in più perché ero pagato abbastanza. Su questo non siamo riusciti a metterci d’accordo. Non so che cosa il mio agente abbia detto alla società, ma io volevo solamente un anno di contratto. Avevo parlato molte volte con Tudor. Mi stava migliorando, si è preso cura di me e abbiamo parlato spesso anche del fatto che volesse il mio rinnovo. Anche quando ho deciso di andare via, sono rimasto in contatto con il mister, con lui non mi sono trovato male. È un allenatore che spero di poter incontrare di nuovo e lavorarci insieme da qualche altra parte”.

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Lazio, Mimmo Caso su Lotito: “Ho capito subito che avrebbe salvato il club”

La Lazio, secondo Mimmo Caso. Come era e come è. Il primo allenatore della gestione Lotito ha analizzato la situazione in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “Rischiavamo il fallimento – ricorda oggi Caso -. Nel giorno in cui lui rilevò ufficialmente la società eravamo in tournée in Giappone. Non sapevamo come si sarebbe evoluta la situazione, c’erano tensione e preoccupazione. Avevamo una dozzina di giocatori in rosa, il resto erano ragazzi della Primavera. Era un momento difficile, ma Lotito fu bravissimo. Non conosceva il mondo del calcio, era un neofita. Aveva bisogno di tempo per capire le dinamiche, ma fu pronto ad ascoltare i consigli di chi c’era da più tempo. Si è fidato di chi conosceva la materia, ha appreso, e ha stabilizzato la Lazio nella parte alta della classifica. Lo sviluppo, economico e sportivo, della società è evidente. Ha sempre lasciato spazio a chi ne sapeva di più: sulle scelte tecniche, per esempio, non ha mai messo bocca. Ho capito che avrebbe salvato la Lazio appena conosciuto. Aveva capacità manageriali importanti. Era chiaro che avrebbe salvato la Lazio, che avrebbe dato stabilita”.

“Era un momento drammatico. Per me è un orgoglio che i giocatori presenti in Giappone abbiano chiesto a Lotito di confermarmi come allenatore. Lui li ascoltò, ma effettivamente in quel momento sapevamo che bisognava fare gruppo. Il momento attuale? Gudicare è difficile non vivendo la quotidianità, se sono scontenti è giusto che manifestino le proprie perplessità. Ma i fatti sono oggettivi e non possono essere ignorati. La Lazio è cresciuta. Lotito si è inserito a piccoli passi si nel mondo del calcio e ormai è un punto di riferimento. Non so se con gli impegni politici è cambito, ma all’epoca era sempre presente, a ogni allenamento. Era entusiasta di trovarsi in questo mondo, sapeva che gli avrebbe dato grande visibilità. Se effettivamente ora riesce a seguire meno deve essere bravo, come all’epoca, a scegliere le persone giuste a cui delegare. All’Atalanta succede così, e pure al Milan di Berlusconi era così… Secondo me le idee dell’allenatore vanno sempre sostenute. La società deve coprire le spalle al tecnico. Quanto fatto da Immobile è indiscutibile, ma ogni giocatore arriva a un bivio prima o poi. Se per Tudor non è il titolare, lo deve accettare lui, e la società glielo deve far capire. Altrimenti si rischiano tensioni che sono pericolose. Non conosco bene il tecnico croato, ma per ora ha fatto bene. Si sapeva che avesse idee diverse da Sarri. Ora va accontentato, per quanto possibile”.

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Ancora Fabiani: “Guendouzi resta, Tudor quando ha firmato ha condiviso la rosa”

Il DS Fabiani, durante l’intervento a Lazio Style, riguardo le situazioni legate a Tudor e al francese Guendouzi. “Tudor oggi è il nostro allenatore. Non bisogna prendere delle parole e decontestualizzarle. Io non ci vado dietro a queste parole. Se io metto un premio per raggiungere un obiettivo è perché voglio arrivarci. C’è qualcuno che si diverte a seminare zizzania. Tudor quando è arrivato sapeva perfettamente chi fossero i giocatori, ha dato il suo ok. L’Europa era il mimino che potessimo fare per i tifosi. Io guardo sempre avanti e non indietro, però se facciamo il paragone con il Napoli, ogni anno è evidente che ci sia una storia a sé”.

“Guendouzi è un giocatore della Lazio, rimane alla Lazio. Quando abbiamo preso Tudor lo sapeva perfettamente che sarebbe rimasto Guendouzi. Con l’addio di Sarri ci siamo trovati di fronte alla scelta di dover prendere un traghettatore o di scegliere un nuovo allenatore. Bisogna fidarsi delle persone che lavorano. Io non sono incollato alla persona. Adesso sento che c’è un esodo di massa, non è assolutamente vero. Poi se dovessero arrivare delle offerte le prenderemo in considerazione”.

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Fabiani: “Kamada, condizioni inaccettabili, non si accettano ricatti. Luis Alberto sarà accontentato”

Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ai microfoni della radio ufficiale del club, questa mattina ha commentato la situazione Kamada e l’interruzione dei dialoghi per il rinnovo del contratto del giapponese: “Sono i tesserati che sono al servizio della società e non il contrario. Lo scorso anno con Kamada si puntò su di lui perché si cercava un calciatore con le caratteristiche di Luis Alberto che non si era presentato in ritiro e voleva andare via. Sarri diede l’ok e l’entourage ha posto delle condizioni, cioè di fare un contratto annuale da ridiscutere poi al 30 maggio. Ieri è scaduto il tempo per il rinnovo e ci hanno chiesto di riproporre le stesse condizioni. Io non mi faccio ricattare da nessuno, non accetto estorsioni. Ho detto che la porta è quella puoi anche andare via. Se io sottostavo per l’ennesima volta a questa condizione, se ne sarebbe potuto andare per 100 euro precludendomi la possibilità di venderlo a un altro club”.

“Questa è una condizione inaccettabile e debbono capire questi signori, procuratori e calciatori, che chi viene alla Lazio deve sposare il progetto e amare la Lazio. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Il ricatto a me non piace, ho il mio metodo di lavoro, ho detto che avrei rinnovato la squadra. Non tutti sanno che la Lazio è l’ottava società in Europa come età media, molto alta. Mi assumo io delle responsabilità del momento. Io sono un professionista, lavoro nel mondo del calcio da 30 anni”.

Luis Alberto

“Stiamo valutando proprio in queste ore, la percentuale che lasci la Lazio è molto alta. Il ragazzo ha questa intenzione, cercheremo di accontentarlo. Chi sta alla Lazio ci deve stare con fede, con passione. Io col Sassuolo ha rischiato l’infarto, avevo paura di lasciare i tifosi senza la qualificazione in Europa League. Vorrei dieci Rovella, che quando era fuori per infortunio ha detto che gli era mancata tanto la maglia della Lazio”.

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Lotito tuona: “Calciatori troppo attaccati al denaro, chiedono aumenti in continuazione. Klose invece…”

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ai microfoni di Dot Sport: “Il mercato del calcio non è quello di una volta. I giocatori spesso sono attaccati ai contratti lunghi che firmano e non pensano più a confermarsi di stagione in stagione. Un tempo i giocatori si accontentavano, ora chiedono sempre di più e difficilmente rinunciano a qualcosa. Come si ottengono risultati, tutto sembra dovuto. Esistono quattro categorie: normali, buoni, ottimi e campioni”.

Klose, uno che ha fatto la storia del calcio, prendeva la metà di quelli che guadagnano i calciatori attuali. Pensava a lavorare, non a chiedere aumenti in continuazione. Le nuove generazioni di calciatori sono troppo attaccate al denaro”.