GIUSEPPE DOSSENA a ‘NMM‘: “Ho una stima immensa per Sarri, è prearato e capace e i risultati lo testimoniano. Non ho gradito però, le sue dichiarazioni sulla Coppa Italia (definita ‘antisportiva’, ndr). Credo soprattutto che queste dichiarazioni abbiano inficiato sulla preparazione della partita, quindi sui suoi giocatori. Detto ciò, la Lazio è una squadra schizofrenica, da l’impressione che il motore stia per accendersi, ma poi si ferma. E’ una rosa con delle potenzialità cui manca decisamente la continuità. Se manca la disponibilità dei giocatori deve intervenire la società, ma non ci vogliono per forza mesi. Se ci sono ‘resistenze’ di altra natura, a maggior ragione, la posizione della società è decisiva, fondamentale. A livello di classifica però, credo che il sesto posto sia la dimensione più adeguata al livello della rosa. Nel calcio di oggi la testa fa la differenza ed è forse lì – nella testa – che la Lazio deve fare uno scatto in più”.
“Secondo me Sarri si sveglia al mattino chiedendosi che tipo di Lazio vedrà in campo. Da questa squadra ci si può aspettare di tutto. Giocatori in scadenza? E’ una situazione pericolosa, perché sono sollecitati e implicati in situazioni che spesso comportano distrazioni. Vengono avvicinati da persone che non stanno sul campo, che curano i loro interessi per il futuro. Diverso il discorso per giocatori navigati, ma per giovani calciatori le sollecitazioni possono riverberarsi sul campo. Il futuro i Sarri alla Lazio? La squadra non è dell’allenatore, ci sono pochi ‘mister’ capaci di farsi letteralmente la squadra. Il tecnico deve essere un’estensione della società, un dipendente privilegiato che deve seguire le linee guida. Serve che ci sia un pensiero unico, quel tipo di intesa e difesa reciproca. Parlare male del mercato può essere controproducente. Lazio-Bologna? Con le premesse di cui sopra, può succedere qualsiasi cosa. Chi sarà più bravo di ‘testa’ avrà la meglio”.