La sosta per le nazionali in casa Lazio regala a Maurizio Sarri l’opportunità di lavorare intensamente con il gruppo rimasto a Formello. Assenti i giocatori impegnati con le rispettive selezioni, il tecnico della Lazio ha potuto concentrarsi su chi deve recuperare o trovare la migliore condizione in vista della trasferta contro il Sassuolo.
Il venerdì di allenamenti ha portato sia buone notizie che qualche preoccupazione. Le note positive arrivano da Adam Marusic e Gustav Isaksen. Il montenegrino ha smaltito un affaticamento muscolare ed è tornato a lavorare a pieno ritmo, mentre il danese ha ripreso a provare nel suo ruolo naturale di ala destra, con Noslin che si è spostato sulla fascia opposta.
Tuttavia, le preoccupazioni sono tutte per le condizioni di Manuel Lazzari. Il difensore, che aveva mostrato un’ottima condizione fisica nei test recenti, è stato bloccato da un fastidio muscolare e ora la sua presenza per la sfida contro il Sassuolo è in forte dubbio. Prosegue invece il lavoro individuale per Patric, ancora in ritardo di condizione e praticamente fuori dai giochi per la prossima partita. A riposo anche il veterano Pedro, che tornerà in gruppo la prossima settimana.
FORMELLO, DAY12 – Mattina: clip e photogallery della penultima sessione di lavoro del ritiro. Vigilia di Lazio-Avellino ancora senza Dia (scongiurata ricaduta alla caviglia) ed Isaksen (attesa negativizzazione dalla mononucleosi). Ampio lavoro tattico sul 4-3-3.
Prove tattiche per centrocampisti e attaccanti, che ora passano al lavoro in palestra. Entrano in campo i difensori per svolgere la fase tattica. Assente solo Gigot.
Il tecnico biancoceleste non è sceso in campo con la squadra questa mattina, un’assenza annunciata già ieri durante la conferenza di presentazione.
Ultima doppia seduta della preparazione, domani poi la Lazio terminerà il ritiro con l’amichevole contro l’Avellino in programma alle 20.30 a Frosinone.
Si è da poco concluso l’allenamento mattutino ed il tecnico non è sceso in campo con la squadra, un’assenza che lo stesso Sarri aveva annunciato ieri in conferenza stampa: nessun allarme, il Comandante in mattinata effettuerà un controllo alla tiroide; al suo posto, la squadra lavorerà agli ordini degli altri membri dello staff.
La conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Lazio Maurizio Sarri presso il centro sportivo di Formello: “Si riparte con delle difficoltà, ma ai ragazzi ho detto che dobbiamo affrontarla senza crearci degli alibi. Veniamo da due settimi posti, abbiamo bisogno di miglioramenti che in questo momento non possono arrivare attraverso il mercato. L’alternativa ora è migliorarci attraverso il lavoro. Dobbiamo lottare tutti i giorni per gli altri miglioramenti, ovvero quelli relativi alla crescita dei singoli”.
I tifosi stanno rispondendo presente: “Ho detto che la Lazialità ti invade e lo dimostrano ancora una volta, i tifosi si incazzano ma poi ancora una volta sono lì. Questo significa essere laziali e questo è uno dei motivi per cui sono tornato qui“.
Il primo pensiero quando ha saputo del blocco del mercato? “Che il presidente mi aveva fregato (ride, ndr), ma ormai la decisione era presa. La decisione di tornare era quella, lasciare per la difficoltà mi sembrava brutto nei confronti del club e dei tifosi. C’è stata un’arrabbiatura di un’ora, poi ho messo da parte. Ho fatto una scelta, ho letto che sono tornato perché non avevo alternative ma ho trattato con quattro società italiane, club arabi e sudamericani. È stata un’estate prolifica, ma ho scelto la Lazio per il rapporto con l’ambiente compresi anche i magazzinieri. Tornare è una soddisfazione”.
C’è preoccupazione dopo due settimi posti consecutivi e l’impossibilità di fare mercato? “L’obiettivo deve essere costruire una buona base per poi intervenire in futuro sulle 2-3 cose di cui avremo bisogno, non c’è preoccupazione. Questa squadra avrebbe bisogno di qualcosa per fare il salto di qualità necessario. Serve umiltà perché siamo reduci da due settimi posti, ma serve anche convinzione perché c’è margine per crescere. Pensare ad altro ci toglie solo energie, se questo miglioramento ci porterà qualcosa di concreto non lo so”.
Quest’anno centrare l’Europa sarebbe un miracolo? “Il rischio che squadre ti sono arrivate subito dietro e possano superarti è evidente. Il Como è la squadra più attiva sul mercato, ma questo ci deve interessare fino a un certo punto, l’obiettivo deve essere costruire una bella base per poi diventare competitivi aggiungendo 2-3 innesti. Più faremo crescere questi ragazzi più saremo solidi, in questo momento se ragioniamo sulle altre squadre ci facciamo del male da soli. Dobbiamo pensare a lavorare e andare in un’unica direzione, serve determinazione feroce“.
Come procede l’adattabilità al suo calcio di Tavares e Dele-Bashiru? “Prima di tutto mi lego a ciò che diceva il presidente, ovvero che si può provare a portare a un limite la squadra ma questo limite magari non è sufficiente. Il fattore economico è fondamentale e lo dimostra il fatto che vincono sempre le società che hanno un fatturato mostruoso.Tavares e Dele-Bashiru sono due libri da scrivere, l’approccio è buono. Nuno non è tatticamente come pensavo, l’esperienza da giovane al Benfica gli ha lasciato qualcosa di importante. Dele è un ragazzo di grande forza, se impara qualche movimento ci può dare una grande mano. Noi questa settimana si voleva lavorare su moduli alternativi, ma abbiamo deciso di posticipare per evitare di mandare in confusione qualche giocatore. Ci lavoreremo quando i giocatori avranno certezze”.
Che step è mancato alla Lazio di crescere ulteriormente dopo il suo secondo posto? “Ho detto che dall’esterno avevo la sensazione che sia mancato questo impatto emotivo che per 4-5 mesi la squadra ha avuto e mi ha fatto impressione per l’energia nervosa e caratteriale che aveva. Può anche darsi che le energie nervose erano al lumicino, sono state giocate tante partite e non parlerei di fallimento per la scorsa stagione. Due anni fa c’era un gruppo con età media molto elevata, c’era bisogno di un cambiamento e i giocatori arrivano a un momento del loro percorso in cui sentono la necessità di cambiare. I cicli finiscono, su questo non c’è niente da fare. Bisogna innescare un ciclo nuovo e non è sempre così semplice, tra un paio d’anni faremo i conti”.
Tornando indietro Sarri avrebbe accettato la Lazio consapevole di non aver potuto far mercato? “La vita è fatta di scelte, non puoi mai sapere quali effetti possano portare altre scelte. Da quel punto di vista sono ignifugo, non guarderò mai indietro e sindacare sulle possibili scelte fatte o non fatte. Dovevo solo scegliere se rimanere o meno e ho ritenuto fosse il caso di rimanere e affrontare tutte le difficoltà con la gente laziale”.
Sente la responsabilità anche del garante della stagione della Lazio? “Sento di avere l’obbligo di dover dare tutto per rispetto a questa gente. Io non posso essere garante di risultati, né di comprare giocatori da 100 milioni. Io devo sentirmi garante di portare la mia professionalità e mettere l’anima cercando di trascinare un gruppo, magari questo non basterà perché ci serve la gente al nostro fianco. Magari possono criticarci tutta la settimana, ma poi abbiamo bisogno della gente al nostro fianco. Sento la gente partecipe al 100%”.
Ha qualche idea sui due calciatori che potrebbero essere tagliati? Come ha trovato Provstgaard? “Visto che in 14 non si può giocare qualche scelta andrà fatta, sarà il percorso che ci dirà chi merita di giocare di più. Sono stati fatti nomi di giocatori che giocheranno tante partite, pensare di avere una gerarchia dopo 8-9 giorni di allenamento è una follia. In questo momento ci sono giocatori che entrano subito in condizione e altri che avranno bisogno di più tempo. Provstgaard ha una grande attitudine al lavoro, ha una professionalità incredibile. È un ragazzo destinato a crescere e fare una carriera di buon livello, poi in questo momento ha da mettere apposto anche lui alcuni dettagli“.
Ha avuto modo di contattare Insigne? “Ho cancellato la lista dei desideri dopo che ci hanno bloccato il mercato. L’unico desiderio è lavorare con la squadra, pensare a quello che può succedere tra 4-5 mesi mi sembra porre l’attenzione su qualcosa che non mi fa comodo. Lorenzo mi ha dato tantissimo, ma in questo momento da quello che mi sta dicendo il presidente certe possibilità non ci sono“.
Che derby si aspetta con Gasperini? “Le partite contro Gasperini sono sempre dure e difficili, la caratteristica che aveva l’Atalanta è che se l’affrontavi quando stava bene fisicamente era dura, poi magari affrontava qualche momento di down e ci potevi giocare tranquillamente. Le ultime 10 partite con Gasperini sono state sempre vittorie o sconfitte, raramente ricordo pareggi. Sarà una partita difficile, cerchiamo di renderla possibile. Il derby è la partita più costosa dal punto di vista emotivo e di energie, io stavo un giorno al letto dopo i derby perché ti prosciuga, spero mi possa dare le stesse sensazioni“.
Passati 11 giorni di ritiro è sempre convinto che serviranno 2-3 aggiustamenti? “Quello va fatta una valutazione corretta, si possono variare delle considerazioni valutando i giocatori quotidianamente rispetto all’esterno. Può essere che le mie idee saranno completamente diverse tra quattro mesi rispetto a quanto pensavo 20 giorni fa. In questo momento i giocatori sono difficilmente valutabili, c’è il ragazzo che magari arriva più pronto ed è più leggero, in questi momenti ci vuole grandissima attenzione a dare dei giudizi”.
Come ha vissuto questo ritiro a Formello e come lo ha vissuto la squadra? “La tendenza generale è quella di fare i ritiri nei centri sportivi, specialmente per chi ha centri sportivi di alti livelli. Sono cambiate le abitudini dei giocatori, il giocatore vuole avere la macchina per la crioterapia alle 7.30, sono necessità completamente diverse rispetto a 10 anni fa e nei ritiri in montagna è impossibile trovare queste comodità e abitudini. È una tendenza non della Lazio, ma che si sta generalizzando. Noi ci stiamo trovando bene, è chiaro che l’ideale sarebbe avere un bagno di folla e un contatto diretto con i tifosi 3-4 volte in questo periodo“.
Cosa l’ha colpita tatticamente del 4-2-3-1 di Baroni? “La Lazio non mi ha colpito tatticamente, ma dal punto di vista dell’energia che sprigionava in campo. Non posso derogare sul modulo, in certi momenti della partita alzava l’energia e questo ho sempre detto della Lazio di Baroni. A me riesce un calcio diverso, non ho guardato l’aspetto tattico. A Baroni veniva contestato di giocare il 4-2-3-1 e serviva un centrocampista in più, ora arrivo io e mi si chiede di togliere un centrocampista. Belahyane mi piace, ha una bella gestione della palla”.
Si sente di ribadire di voler chiudere la carriera qui alla Lazio? “Questo l’ho sempre detto, poi nella vita ci sono momenti più importanti del calcio e purtroppo ho attraversato uno di quei momenti. A me piacerebbe allenare una squadra con l’età media più bassa, è una cosa che mi affascina e penso di saper fare. Il PSG ha dato una lezione a tutti, ha fatto fuori le stelle mondiali e preso dei giovani forti, veramente forti perché li ha pagati tanti soldi, ma ho visto una squadra con una brillantezza e un’energia che con quelle stelle internazionali non poteva avere. Ha vinto dove aveva fallito, la lezione l’ha data a tutti. Questa voglia di allenare una squadra dall’età media molto bassa ce l’ho”.
Che ruolo avrà in questa Lazio Cataldi? “Il capitano è il giocatore che ha più presenze nel club, Marusic ci tiene un pochino meno di Cataldi da questo punto di vista ma poi il percorso deciderà chi indosserà la maglia. Cataldi e Rovella verranno gestiti come tutti gli altri, chi merita di più gioca”.
Si sente di avere alibi in questa stagione? “Se ti dai degli alibi non tirerai mai fuori il 100% delle tue possibilità, ci si deve dimenticare di tutto questo. Poi il 100% delle proprie possibilità magari non può bastare, se il nostro livello di valore è 7 e rendiamo 7,1 abbiamo fatto un grande lavoro, se poi altre sette squadre faranno meglio avremo comunque fatto un grande lavoro. Ci vuole la consapevolezza di capire che ci sono tante squadre migliori di noi, ma il nostro unico appiglio per il miglioramento è il lavoro In questo momento la squadra deve essere un condensato di umiltà e valori”.
Qual è l’obiettivo del secondo ciclo di Sarri? “L’obiettivo del diverimento deve essere per i giocatori, se un giocatore si diverte riesce a contagiare i compagni di squadra, lo staff, la curva e lo stadio. Divertirsi in campo ha una prerogativa, per divertirsi la domenica bisogna lavorare tanto durante la settimana. Per dominare serve equilibrio tattico, per avere equilibrio serve enorme lavoro sul campo”.
FORMELLO – Ritiro agli sgoccioli, la vecchia-nuova Lazio di Maurizio Sarri è giunta al penultimo giorno di preparazione presso il proprio centro sportivo prima di una seconda fase del pre-campionato, caratterizzata da un crescendo di amichevoli. Da questa mattina (unica sessione di lavoro di giornata), il tecnico toscano ha iniziato a preparare il test di Frosinone contro l’Avellino, in programma sabato sera allo Stirpe di Frosinone.
La conferma positiva di oggi riguarda Romagnoli: ha smaltito lo stato influenzale, già ieri pomeriggio si era riunito al gruppo, questa mattina ha confermato il recupero in campo. Attivazione, partitella a campo ridotto e lunga seduta tattica alle quali non hanno preso parte ancora Isaksen e Dia. Per il danese, che ha contratto il virus della mononucleosi, appena quattro giorni di ritiro e poi lo stop da venerdì scorso. Adesso la preoccupazione riguarda il periodo che l’esterno dovrà rimanere ai box per superare la malattia infettiva. Potrebbero volerci anche un paio di settimane di cure. Un’opportunità in più per Cancellieri e Noslin che, malgrado la differenza di caratteristiche, si giocano un posto nelle gerarchie di Sarri. L’olandese, nel frattempo, sta tornando utile per sostituire al centro dell’attacco Dia. Il senegalese è tornato ad accusare i soliti fastidi alla caviglia che dal novembre scorso (Lazio-Ludogorets) l’hanno limitato. Sembrava esserselo messo definitivamente alle spalle, invece dopo i 45 minuti del secondo tempo di domenica è stato costretto a rallentare totalmente i ritmi. Ancora out anche Gigot.
Questi i due blocchi squadra utilizzati nel corso della seduta tecnico-tattica:
FORMELLO – Decimo giorno, prima delle due sedute di lavoro di giornata in archivio con qualche minuto di anticipo rispetto alla solita tabella di marcia. Lavoro in palestra, fase atletica in campo e consueta sessione di lavoro tattica. Ma, a tre giorni dal secondo test del pre-campionato contro l’Avellino che di fatto chiuderà il ritiro, a prendersi la scena nel centro sportivo biancoceleste, più che il laboratorio sarrista, sono le tante defezioni. I contrattempi sono sempre dietro l’angolo per Sarri che anche questa mattina ha dovuto lavorare senza Romagnoli, Gigot, Patric e Pellegrini (che ieri era tornato a lavorare con il resto del gruppo).
L’ex capitano del Milan è alle prese con uno stato influenzale che già aveva fermato diverse pedine (effetto degli sbalzi termici?). Tra le quali anche Isaksen. Il danese è fermo da una settimana. Troppi giorni per non approfondire con esami specifici che ieri hanno confermato i sospetti. L’ala di danese ha contratto la mononucleosi, rischia un periodo di stop di altre due settimane. Un’occasione ulteriore che avrà Cancellieri per convincere il tecnico toscano a puntare ulteriormente sulla sua permanenza. Uno slot ulteriore anche per Noslin che nel frattempo si muove come prima punta in virtù dell’assenza di Dia. Il senegalese è di nuovo alle prese con il fastidio alla caviglia che l’aveva limitato nella scorsa stagione e che si sono ripresentati dopo i 45′ giocati con la Primavera. La ripresa della preparazione è prevista per le 18,00 di questo pomeriggio. Sperando in buone notizie.
Con gli occhi sul campo e con la testa nella situazione societaria. Anzi, in questo caso con la testa tra le nuvole dove, nel corso della seduta di questa mattina a Formello, è apparso uno striscione con il solito slogan dei tifosi della Lazio (“Lotito libera la Lazio”) trasportato da un aereo che ha attraversato il cielo del centro sportivo. Il web ed i social hanno documentato e reso virale. Guarda il video:
FORMELLO – Il ritorno di Mattia Zaccagni. L’attesa è finita, così come la prima settimana di lavoro personalizzato e riabilitativo post intervento. Da questa mattina, Sarri ha a tutti gli effetti un punto di forza in più su cui puntare (possibile uno spezzone di gara già tra quattro giorni a Frosinone contro l’Avellino). L’uomo che con il Comandante era andato per la prima volta in doppia cifra di gol is back. Ha saltato la prima uscita in famiglia con la Primavera, ha accolto la piccola Emma, la giovane tifosa esclusa da un locale perché vestita di biancoceleste. Oggi ha lavorato per la prima volta con il resto della compagnia: lavoro in palestra prima e tattico dopo con gli altri attaccanti e centrocampisti. Fratinato con Cancellieri e Castellanos, nello stesso gruppo di Guendouzi, Rovella e Dele-Bashiru. Si è chiuso un cerchio per Mattia, ora non vuole più fermarsi dopo aver sofferto molto in chiusura della scorsa stagione. Tra gli attaccanti ancora assente Dia (oltre ad Isaksen), affaticato dopo il test con l’Under 20. E’ stato Noslin a prendere il suo posto nel centro dell’altro attacco (con Pedro e Basic).
La compagnia dei difensori si è alternato il primo blocco squadra. Palestra e campo: spicca il rientro, anche se non in gruppo di Pellegrini. Ha smaltito, come ieri Mandas, l’attacco influenzale. Ha svolto lavoro atletico a parte, a differenza di Patric che quando c’è da fare didattica in campo è presente. Anche il rientro in gruppo dello spagnolo è cosa praticamente fatta. Sarà Gigot a farne le spese e la sola mezzora giocata domenica sera è un indizio.
Domenica ricca di impegni per il patron della Lazio che in mattinata era ad Albano e nel pomeriggio ha raggiunto la squadra a Formello.
Il malore dei giorni scorsi lo aveva fermato, ma solo per qualche ora: Claudio Lotito è tornato subito operativo, con la sua agenda ricca di impegni e i numerosi eventi a cui presenziare.
Ieri mattina infatti si è recato ad Albano Laziale per Papa Leone XIV che, nella cattedrale intitolata a San Pancrazio martire, ha celebrato la messa nella XVI domenica del Tempo ordinario.
Nel pomeriggio visita a Formello: il presidente ha assistito alla sfida amichevole del Fersini tra la Lazio prima squadra e la Primavera, seduto nella sua solita postazione; all’intervallo del match si è poi sceso in campo per scambiare qualche battuta con Maurizio Sarri.
FORMELLO – Il 4-3-3, le scorribande sulla destra di Guendouzi, le geometrie del già Capitano Cataldi (preferito inizialmente a Rovella) manovra a due massimo tre tocchi, la pressione alta sulla difesa avversaria e la qualità di Pedro che dalla sinistra viene spesso dentro a creare, sfruttando le propulsione offensiva di Tavares. Primi spunti della stagione, ma anche tanti tratti distintivi della vecchia Lazio di Sarri. Il Comandante è ripartito questa sera al campo Fersini con il primo test del pre-campionato contro la Primavera di Punzi. Resistenza seria quella degli Under 20 biancocelesti che nella prima parte di gara tra l’occasione sprecata da Noslin (a destra al posto di Isaksen out) ed il palo di Castellanos in drop aereo, rischiano anche il vantaggio con un sinistro insidioso di Gelli. Quasi inoperoso Provedel, scelto come titolare (Mandas non al top). Un po’ passiva in quel caso la linea a quattro guidata nella prima frazione da Gila e Provstgaard. Poco dopo la mezz’ora è Dele-Bashiru (sempre in movimento alla ricerca della giusta posizione) a sfiorare il gol con il sinistro: inserimento sul centro-destra dell’area, bel servizio di Noslin (positivo fino a quando non c’è da colpire), portiere scartato e colpo a botta sicura respinto sulla linea da Bordon. Il vantaggio sembra maturo, crescono ritmo e fraseggi ed anche Pedro (bello l’asse con Tavares) che scodella un pallone delizioso che Taty non gira bene di testa. Rete rinviata fino al 42’: tanta attesa per ricominciare dal meglio della scorsa stagione, il marchio di Pedro, appunto. La prima segnatura è dello spagnolo, da punta vera, in piena area con tanto di girata mancina sul palo opposto, raccogliendo un pallone vacante lavorato bene con il corpo da Noslin. Il primo tempo in archivio di corto muso e con discrete sensazioni di collettivo.
La ripresa riparte da dieci novità, ovviamente è proprio Pedrito l’unico confermato (fino al 57’, al suo posto Basic): sempre a sinistra, condivide l’attacco con Dia e Cancellieri. A metá campo Belehyane alla sua prima da mezzala (di manovra, quasi un play decentrato) con Rovella e Vecino. In difesa Lazzari, Gigot, Romagnoli e Hysaj. Porta difesa da Furlanetto. Biancocelesti sempre manovrieri, poco tocchi e non troppa profondità concessa da una Primavera accorta. Rovella alterna palle corte ad improvvise verticalizzazioni. Rispetto al primo tempo squadra meno imprevedibile senza gli inserimenti di Dele e l’ampia presenza di Nuno. Prova Vecino a gettarsi dentro, Dia si muove spesso spalle alla porta per far uscire gli uomini di Punzi. Area di rigore avversaria meno frequentata ed equilibri spostati a destra con Lazzari (pericoloso al 64’) e Cancellieri in continua spinta ma non sempre con precisione. Fino al 23’ della ripresa, quando l’ex Parma conclude dal vertice destro una ri-aggressione feroce di Vecino e compagni con una grande sinistro a giro che buca l’incrocio dei pali opposto. Messaggio del mancino, vuole giocarsi le sue chance. Poco dopo è Basic (da esterno alto) a colpire di testa sulla traversa (all’85’ poi gol divorato con il destro); prima del tentativo arcuato dai 20 metri di Rovella (alto) e la conclusione di astuzia ma larga di Vecino (84’). Oltre lo scadere è la volta buona del croato che scarica il colpo del 3-0. Premiato il più pericoloso della seconda parte. La squadra di Sarri raramente forza la giocata, il palleggio corale e veloce alla ricerca dello spazio tra le linee è già il cavallo di battaglia. Più orizzontale dei principi di Baroni con l’intento di gestire tempi e fasi della partita e di riempire a pieno organico la metà campo avversario. Segnali anche da Gigot (ultimi minuti per Ruggeri) soprattutto quando rompe la linea aiutando all’imminente recupero del pallone. Con una rete nei primi 45’ e due nei secondi, dunque, va in archivio la prima del Sarri 2.0. Indisponibili Zaccagni, Mandas, Patric, Isaksen e Pellgrini (entrambi con la febbre). Domani la ripresa, prossimo test a Frosinone con l’Avellino il 26 luglio.
LAZIO-LAZIO U20 3-0
Marcatore: 42` Pedro, 68` Cancellieri, 91’ Basic
LAZIO I TEMPO: Provedel, Dele Bashiru, Guendouzi, Pedro, Castellanos, Noslin, Tavares, Provstgaard, Cataldi, Gila, Marusic.
LAZIO II TEMPO: Furlanetto (71` Renzetti); Lazzari, Gigot (78′ Ruggeri), Romagnoli, Hysaj; Belahyane, Rovella, Vecino; Cancellieri, Dia, Pedro (57` Basic). A disp.: Sana Fernandes, Pinelli. All.: Maurizio Sarri
LAZIO U20 I TEMPO: Bosi, Ferrari (56` Lauri), Bordon (51` Ciucci), Suljmani, Gelli, Cuzzarella, Bordoni, Calvani, Serra, Farcomeni, Morelli.