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‘LS’ – Delio Rossi: “Il derby di Behrami indelebile, è una partita che non bisogna preparare” (AUDIO)

Delio Rossi, ex allenatore della Lazio, ai microfoni di Radiosei

Vigilia derby: lei ne ha vissute tante, ne ha capito l’essenza. Che partita sarà?

“Indipendentemente dalla situazione attuale, dalla mancata qualificazione in Conference, questa è una partita particolare. Mi è capitato spesso di partire da inferiore rispetto alla Roma, e spesso alla fine è andato bene. Se vai a ragionare per logica, la Roma sta meglio, come rosa e sotto il punto di vista mentale. Con 5 cambi fra l’altro, hanno una rosa più profonda rispetto alla Lazio. Roma pericolosa anche sui calci piazzati, fra l’altro. Mi aspetto un derby brutto, nervoso, che potrebbe essere deciso dagli episodi”.

Un po’ come la gara d’andata? Stavolta con Milinkovic e Dybala…

“La Roma ha giocaotri importanti, non c’è dubbio. Ripeto: con 5 cambi, puoi veramente stravolgere la squadra. Difensivamente Dybala va preso con un giocatore di piede destro. Mi aspetto che Sarri metta Marusic da quella parte, non una marcatura a uomo, perché non fa parte delle idee del tecnico. Certamente però, mi aspetto tanti ripiegamenti e un’attenzione particolare per il giocatore argentino. Mi aspetto una partita simile a quella di Napoli. La Lazio ha dimostrato di essere brava a ‘difendere il tesoro’, non ad attaccarlo”.

Come viveva le vigilie?

“Le ho sofferte tutte. Nessuna esclusa. E’ peggio sempre il dopo, perché se vinci è la vivi bene, normalmente, ma se perdi hai mille pensieri. ‘Potevo far questo, potevo far quello’. I ripensamenti del giorno dopo. Certo, poi quando sali quei gradini sparisce tutto. Il derby è per la gente, è una gara particolare. Sono le uniche partite che un allenatore non deve preparare. Non devi stimolare, ci pensa la piazza. Un tecnico deve portare la squadra a pensare ad altro. Se hai un po’ di sangue nelle vene, devi fare un grande derby. Devi dare tutto. Quando sono arrivato la prima cosa che mi hanno detto, è che ci sono due derby a stagione. Qualcuno pensa che sia provinciale, ma vivendo Roma, si sa che questa partita si gioca tutto l’anno. Il debry del gol di Behrami è quello che ricordo con più piacere fra tutti quelli giocati”.

Dario Cadeddu

18/03/2023

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E’ morto Gianmarco Calleri: Gazza, il -9 e l’ultima promozione in A nella storia. (AUDIO)

Lutto nel mondo Lazio: è scomparso nella notte Gianmarco Calleri, ex presidente di Lazio Torino.  Aveva compiuto 81 anni a gennaio.

Nel luglio del 1986 rilevò la Lazio dal gruppo Chimenti e ne divenne presidente. Oltre a risanare le finanze del club, assieme al DS Regalia portò giocatori come Sosa, Riedle, Doll e Gascoigne. Fu lui ad acquisire i terreni su cui poi Cragnotti costruì l’attuale centro sportivo di Formello.

Lasciò la Lazio risanata e potenziata nel 1992 nelle mani di Cragnotti.

E’ stato il Presidente della leggendaria salvezza partendo da -9 (1986/87) e dell’ultima promozione in serie A nella stagione 1987/88.

Alessio Buzzanca

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Dopo Lenzini anche Pulici? Depositata la mozione per intitolargli un’area verde

Come riportato da Elmar Bergonzini sul Corriere della Sera, dopo le polemiche relative all’insegna intitolata al presidente del primo scudetto Umberto Lenzini, vandalizzata già due volte da quando mercoledì è stata inaugurata all’ingresso del parco in via Vezio Crisafulli (zona Boccea, XIII Municipio), Marco Giovagnorio, consigliere municipale di Fratelli d’Italia, ha depositato la mozione per intitolare un’altra area verde, questa volta in via della Cellulosa (zona Casalotti), a Felice Pulici, portiere proprio della Lazio del 1974.

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Imbrattata dai romanisti l’insegna per Lenzini (VIDEO)

A poche ore dall’inaugurazione dell’insegna con cui il Comune di Roma ha intitolato il Parco di Val Cannuta ad Umberto Lenzini, tifosi romanisti hanno imbrattato la lastra di travertino con il nome dell’indimenticato presidente della Lazio.

L’assessore Onorato appena informato ha inviato l’Ama a ripulirla e restituirla alla cittadinanza.

Alessio Buzzanca

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‘Rădulescu’, Petrescu: “Abbiamo il 10% di possibilità. Lazio favorita per vincere la Conference se…”

Alcuni passaggi della conferenza stampa di Dan Petrescu

“Noi abbiamo due titolari che non giocano. Siamo noi quelli svantaggiati, non la Lazio. Dico 10% Cluj e 90% Lazio per il passaggio del turno. Siamo realisti non pessimisti, questa è la realtà“.

“Contro la Salernitana la Lazio ha giocato molto bene, non ha concesso nulla. E’ un risultato che gli va stretto stretto, poteva vincere 5-0”.

“Conference? La Roma l’ha vinta e ho visto grande entusiasmo. Non so perché se ne parli male. La Lazio è favorita per vincerla se gioca sempre con i suoi giocatori migliori“.

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‘NMM’ – Delio Rossi: “Lazio, per andare in Champions serve equilibrio e ambiente sereno” (AUDIO)

“Cosa penso della Conference? Il calcio a certi livelli deve essere un evento di eccellenza e molto gratificante anche dal punto di vista estetico. Ho la sensazione che si stia andando dalla parte opposta: per migliorare le entrate si cerca di giocare più partite possibili, ma questo va a discapito della qualità complessiva. Anche dal punto di vista della vendibilità, più faccio vedere un evento e più lo squalifico. Inoltre se gioco 70 partite in una stagione, ovviamente la qualità diminuisce. Bisognerebbe fare un passo indietro. Invece vedo che si sta andando nella direzione sbagliata come nel caso della Conference League. Sono favorevole a 18 squadre in serie A e a due gironi da 20 squadre in B. Poi solo calcio non professionistico.

La lotta per la Champions si risolverà solo alla fine, lottando punto su punto. Un posto è per il Napoli, uno sembra essere dell’Inter che è un livello sopra le altre, poi vengono Milan, Lazio, Roma e Atalanta per i due posti. Andrà in Champions chi curerà meglio i dettagli e un ambiente più sereno. Tutto l’esterno potrà contribuire a centrare l’obiettivo o a non centrarlo. Servirà equilibrio: non puoi vivere di alti e bassi e non perdere la barra dritta”.

Alessio Buzzanca

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Pablito Rossi: l’uomo giusto, al momento giusto

Per incidere il proprio nome nella storia servono gesta straordinarie ed eroiche, bisogna saper cogliere l’attimo nel momento decisivo. Ecco perché Paolo Rossi è stato e sempre sarà l’idolo di un’intera generazione di italiani. Perché quel nome comune, anzi comunissimo, in qualche modo ci rappresenta tutti e tutti potevano sognare di essere lui. Perché madre natura non gli ha consegnato un fisico statuario e una tecnica sopraffina. Era Gracile e spigoloso, però non gli mancava la scaltrezza, l’inventiva, il sapersi far trovare al posto giusto al momento giusto.

Lo sa bene Valdir Peres, portiere del Brasile che ne prese tre da Rossi nel quarto di finale del mondiale dell’ottantadue. Fu proprio in Spagna, allo stadio Sarrià di Barcellona, che oggi non esiste più, che il signor Paolo Rossi diventò Pablito. Tre gol contro il grande Brasile di Zico, Falcao, Cerezo e Socrates. Una vittoria inaspettata e storica, che consegnò Rossi e la squadra di Bearzot alla storia del calcio. Ma il meglio doveva ancora venire: Pablito infatti decise anche la semifinale contro la Polonia con una doppietta, portando gli azzurri in finale. Tardelli, Altobelli e, tanto per cambiare Paolo Rossi piegarono la Germania Ovest e portarono a Roma la terza Coppa del Mondo della storia azzurra. La vittoria del Mondiale cambiò il corso degli eventi, l’ordine naturale delle cose. Zoff, Bergomi, Gentile, Scirea, Collovati, Cabrini. Conti, Tardelli, Oriali, Rossi, Graziani. Una filastrocca indimenticabile per un paese che stava uscendo dagli anni di piombo e aveva bisogno di voltare pagina. Fu proprio quel ragazzo di Prato a prendere per mano un intera nazione, a trascinarla con i suoi gol. Con quel 20 sulle spalle ed un sorriso proprio di chi ama la vita. 

Pablito ha vinto letteralmente tutto: Mondiale, Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea, Serie A e Pallone d’Oro, ovviamente nel 1982. Ha avuto una carriera calcistica tutt’altro che longeva, ma clamorosamente intensa. Gli anni d’oro di Vicenza, il salto di qualità con la Juventus e il Milan  e infine il Verona. Ma Rossi non aveva dubbi, la maglia azzurra veniva sempre al primo posto. 

Dario Cadeddu

03/03/2023

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Seconda inchiesta plusvalenze: Juve ancora nel mirino, ma ci sono anche Roma e Milan

La prima udienza (forse l’unica) su questa seconda inchiesta che riguarda sempre le plusvalenze è prevista entro il 22 febbraio. La fonte a cui fa riferimento la magistratura sportiva è il faldone di 14 mila pagine dell’inchiesta “Prisma”, condotta dalla procura di Torino. Dalle carte, infatti, confidano fonti vicine agli inquirenti della Figc che “sono emersi nuovi elementi, da approfondire, e diversi dal primo filone”. Tra l’altro la Juventus rischia un’altra penalizzazione, sempre per le plusvalenze, oltre ad eventuali condanne per le note “carte segrete”. Nella seconda inchiesta a rischiare sarebbero anche altre squadre, già sotto osservazione e «chiamate in causa nelle intercettazioni da Fabio Paratici», società in partnership che hanno fatto affari con la “Vecchia Signora”.

Il riferimento è a SassuoloAtalanta e Udinese. Infine, potrebbero essere valutate anche le operazioni con la Roma(scambio Spinazzola-Pellegrini) e il Milan (scambio Bonucci-Caldara). Tanto più che questi ultimi due colpi di mercato, non sono stati inclusi nel primo filone d’indagine e potrebbero essere integrate nel secondo. Allo studio, almeno per ciò che riguarda Milan e Roma, oltre ai casi già citati, ci sarebbero altri due o tre scambi sospetti.

Per avere un quadro, quantomeno verosimile, di ciò che accadrà alla serie A, sarà necessario attendere il mese di febbraio, sempre che i magistrati non decidano di accendere un faro anche sui campionati degli anni appena trascorsi. Libero

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Dani Alves arrestato! Accusato di molestie sessuali

Secondo l’Associated press il calciatore brasiliano Dani Alves è stato arrestato dopo essere stato accusato di aver abusato sessualmente di una donna a Barcellona. La presunta violenza sarebbe avvenuta lo scorso 30 dicembre in un night club di Barcellona.

La ragazza, che era con alcuni amici presso il nightclub Sutton nella città catalana, ha raccontato alla polizia che il 39enne calciatore brasiliano l’avrebbe toccata sotto la biancheria intima, senza il suo consenso. Accompagnata dai suoi amici, la donna ha denunciato l’accaduto al personale di sicurezza della discoteca.

L’entourage del calciatore ha parlato tramite il quotidiano Abc smentendo la ricostruzione, ma confermando che si trovava al Sutton “per poco tempo” e rilevando che “non è successo niente”. Attualmente Alves gioca con il club messicano del Pumas.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO NEWS RASSEGNA STAMPA

Rinnovi Lazio: Romero ad un passo, ma Pedro…

Il mercato dei rinnovi bolle. Luka Romero è pronto a rinnovare. Come riporta Il Corriere dello Sport, l’appuntamento con gli agenti del giocatore è previsto per la prossima settimana. Gli accordi di massima sono stati già raggiunti da tempo, ma si stanno comunque tenendo contatti continui per limare i dettagli. La Lazio vuole siglare al più presto il rinnovo per il baby talento argentino per blindarlo fino al 2026 – con possibile opzione per un altro anno. I presupposti di crescita sotto la guida di Maurizio Sarri ci sono tutti. Oltre la stima è salito anche il minutaggio garantito dal tecnico toscano al talentino biancoceleste. Il primo gol messo a segno contro il Monza poi, ha fatto scoccare una nuova scintilla nella promessa argentina. L’obiettivo condiviso è strutturare un lungo cammino condiviso.

Pedro in bilico

Se Romero resta e allunga, Pedro invece rimane in bilico. Il suo rinnovo infatti è ancora in stallo e adesso la decisione finale sarebbe slittata direttamente a giugno 2023, cioè alla scadenza del contratto, o addirittura dopo. Lotito è disposto a prolungare l’accordo con lo spagnolo tanto amato dal popolo biancoceleste per un’altra stagione, ma arrivato a 35 anni Pedro vuole ponderare con calma la prossima mossa. Ad oggi il giocatore potrebbe firmare per un’altra società, ma non sembra ci sia l’intenzione di farlo. La sensazione è che solo la qualificazione in Champions potrà convincere il pluridecorato calciatore biancoceleste ad allungare la sua permanenza a Roma con la Lazio. Viceversa, saranno altissime le percentuali di un suo addio, verso mete più romantiche, o in direzioni più esotiche e remunerative.