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Lazio, i tifosi si schierano accanto alla squadra

I primi fischi sono stati una novità, ma la Nord cantava anche Lucio Battisti e nel passato recente della Lazio ci sono state contestazioni peggiori. Certo la lenta frenata prodotta dai pareggi in serie all’Olimpico e soprattutto la rimonta della Roma hanno prodotto una delusione comprensibile, ma la tifoseria della Lazio non ha mai tradito nei momenti decisivi e di sicuro non succederà nelle prossime settimane: quasi un migliaio di tifosi hanno già acquistato il biglietto per Bergamo e poi arriverà il derby con la Roma. Anche questo gruppo merita di essere accompagnato. Non è mai mancato l’impegno dei giocatori, in un periodo di stress altissimo e dopo 42 partite stagionali, tra campionato e coppe, un calo di forma è fisiologico, inevitabile. L’invito alla compattezza, formulato da Baroni lunedì sera nell’ampio giro di interviste, è stato recepito dai tifosi biancocelesti. La società non aprirà i cancelli di Formello per motivi meramente scaramantici (non portò bene prima del derby d’andata) e perché il gruppo ha bisogno di raccogliere energie mentali e fisiche senza smarrire il focus della partita, ma c’è consapevolezza e l’idea di una reazione da consumare domenica a Bergamo e negli impegni successivi. Il popolo della Lazio, ancora una volta, si schiererà accanto ai suoi giocatori. Può diventare ancora una stagione memorabile, nessuno lo dimentichi. Corriere dello Sport

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La Lazio non è una resa: da Formello segnali di compattezza

La Lazio si ricompatta. Ha rallentato, non si è arresa, pronta a reagire e rilanciarsi, anche se il pareggio di Gineitis ha provocato delusione, qualche fischio dell’Olimpico e ha cristallizzato il settimo posto in classifica, con l’avvenuto aggancio della Roma. Sarebbero bastati 2 punti in più con il Toro e altri 2 con l’Udinese per restare in quota quarto posto. Un mese fa questa stessa Lazio vinceva a San Siro con il Milan. È ancora tutto aperto, nessuno in estate ci avrebbe scommesso. La ripresa a Formello si è consumata in un clima sereno e motivato. Davanti ci sono le curve decisive: domenica a Bergamo con l’Atalanta (non vince in casa da dicembre), poi la trasferta di Bodø in Norvegia, il derby con la Roma e il ritorno dei quarti di Europa League. Lo sa benissimo la società, Baroni non ha responsabilità, per fronteggiare due competizioni al top servirebbero due squadre come possiede l’Inter. Guardate Atalanta e Fiorentina, non hanno avuto un cammino differente rispetto alla Lazio negli ultimi due mesi. Questo non significa non provarci e non continuare a correre, se possibile recuperando giocatori, perché la grande forza autunnale era stato il turnover e troppe sono state le assenze tra febbraio e marzo. Vecino, Hysaj e Pellegrini recuperati alla causa. Mancherà Patric, occhio ai centrali, ma stanno tornando Tavares e Castellanos. Belahyane e Noslin ieri hanno saltato l’allenamento solo per cautela. Anche Zaccagni si avvia verso il top e il popolo laziale non farà mancare il proprio appoggio. Può essere ancora un finale di stagione divertente per la Lazio. 

La rimonta della Roma e la frenata nel girone di ritorno hanno creato un effetto negativo intorno alla Lazio, ma la scorsa estate nessuno avrebbe immaginato di correre a lungo per il quarto posto e di sognare la finale di Bilbao in Europa League. Ecco perché Baroni ha invitato il gruppo ad abbandonare qualsiasi pensiero negativo. Quel gol di Gineitis non ci voleva, la Lazio stava ripartendo dopo la sosta, ma la flessione di risultati non è figlia di alcun condizionamento e nella partita contro il Torino si sono visti dei progressi. È stato un pareggio diverso rispetto ai precedenti con Udinese e Plzen prima dell’ultima sosta di campionato. Dopo nove mesi di stagione, nessuno a Formello ha intenzione di mollare. La Lazio, nelle prossime quattro partite, si gioca tutto o molto, perché il campionato finirà soltanto a maggio e ci sono ancora 24 punti a disposizione. Atalanta e Roma sono uno snodo decisivo quanto la doppia sfida con il Bodo che potrebbe portare la Lazio alle semifinali di Europa League, mai affrontate nella ventennale gestione di Lotito. Solo questo motivo dovrebbe indurre tutti, fuori e dentro Formello, a sorridere guardando con spirito diverso le prossime settimane. È un godimento assoluto per il gruppo essere arrivati sino a qui, deve essere uno stimolo e un divertimento finire la stagione nel modo in cui era cominciata. Corriere dello Sport

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Lazio, scalata Gigot: il francese non è più solo una riserva

Arrivati nella fase cruciale della stagione aumentano le responsabilità, questo  Marco Baroni lo sa e starebbe pensando di dare piena fiducia al centrale di difesa classe ’93 Samuel Gigot in previsione degli impegni delle prossime settimane. 

Dopo l’infortunio rimediato da Patric e l’operazione alla caviglia che lo terrà ai box sino al termine della stagione, è arrivato il momento di Samuel Gigot. Con la fitta lista di impegni che affronterà la squadra biancoceleste in questo aprile, Baroni ha necessità di trovare le giuste rotazioni nel reparto difensivo: ha ritrovato da poco sui laterali Hysaj e Pellegrini, con Nuno Tavares ancora non al meglio, ma al centro potrà disporre nelle prossime partite solamente di Alessio Romagnoli, Mario Gila e, appunto, Samuel Gigot. Al rientro dalla sosta, chiamato a rispondere in campo alla fiducia dell’allenatore, Gigot ha risposto bene disputando una partita attenta in marcatura e aggressiva negli anticipi contro il Torino, dove è senza colpe in occasione della rete subita con il tocco di Marusic sul cross di Biraghi che non gli permette di intervenire. 

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Lazio, Baroni sotto esame. In casa solo Ballardini ha fatto peggio nell’era Lotito

Serve un cambio di passo per non gettare all’aria quanto di buono fatto fino ad ora: la Lazio fatica a tornare quella di inizio stagione ma adesso i giochi entrano nel vivo sia in campionato che in Europa League.

I numeri collezionati dai biancocelesti preoccupano un po’. Come riporta Il Messaggero, la Lazio ha registrato appena una vittoria interna (col Monza il 9 febbraio) nelle ultime nove partite, otto miseri punti in campionato. Aveva fatto peggio solo Ballardini (6) tra settembre e dicembre 2009, in tutta l’era Lotito. Non solo. Negli ultimi 36 anni, si legge, oltre Ballardini (poi esonerato), due volte Zoff nel 1991/92 e nel 1990/91, e Materazzi 1988/1989, avevano collezionato un solo successo nello stesso filotto, ma senza nessun ko. Nelle rispettive stagioni i biancocelesti poi arrivarono dodicesimi (Ballardini-Reja), decimi e undicesimi con Zoff, ancora undicesimi con Materazzi, non un bel presagio.

Dati alla mano la situazione si conferma delicata. Intanto il tecnico Marco Baroni finisce sotto esame, scrive il quotidiano: è vero che ad agosto le aspettative erano altre, ossia di finire tra il sesto ed il settimo posto, ma nessuno immaginava il fallimento di Juventus e Milan.

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La Lazio al buio in attacco: dalla difesa quattro degli ultimi cinque gol

Smarriti, non ancora perduti, Baroni e i suoi uomini. Possono rialzarsi recuperando il tempo perso, i punti persi, lo smalto perso, i gol persi. Sono tanti dall’inizio del nuovo anno, lo sono da quando la Lazio è scaduta di forma e Castellanos s’è fermato. Non è mai stato un bucaniere, ma quest’anno 9 gol li ha segnati e prima dello stop di febbraio aveva colpito contro Cagliari Monza

Il gol, pulito o sporco, serve come il pane alla Lazio. Gli ultimi cinque sono arrivati in maggioranza dai difensori, uno solo da un attaccante: tre Romagnoli, uno Marusic, uno Isaksen. Romagnoli ha colpito contro il Viktoria Plzen in trasferta (più il gol di Isaksen), Alessio si è ripetuto con l’Udinese all’Olimpico e di nuovo nel ritorno con i cechi. Marusic ha segnato al Torino. Ancora prima c’erano riusciti Zaccagni Pedro a San Siro contro il Milan. L’ultimo gol di un attaccante centrale è di Dia con il Napoli. Senza Castellanos la media punti è crollata a 0,9 a partita, con lui era di 2. Il raffronto si può fare teoricamente perché le gare giocate con Taty e senza sono numericamente differenti, ma la media è indicativa. Sono ventidue le presenze dell’argentino, sono 8 le assenze in campionato. Con Castellanos si sono contate 14 vittorie e sono stati segnati 45 gol. Senza Castellanos s’è contata un’unica vittoria, i gol fatti sono stati 6. Ma è tutta la Lazio in calo da gennaio. Da agosto a dicembre, in 18 partite, aveva tirato 224 volte, di questi tiri 94 erano finiti nello specchio, totale di 33 gol. Da gennaio al Torino le partite di A giocate sono state 12, i tiri totali 176, di cui 63 nello specchio, totale di 18 gol.

Lazio, le differenze

Dati che si scontrano con la nuova realtà del campionato. Tra le prime otto in classifica, dall’Inter alla Fiorentina, solo la Juve e i viola (16 gol per entrambe) hanno segnato meno reti della Lazio nel 2025 (18). Il Napoli ha colpito 20 volte come l’Atalanta, la Roma 21, l’Inter 22, il Bologna 25. I sorpassi più eclatanti subiti sono stati piazzati dai giallorossi e dai rossoblù, hanno guadagnato 15 e 11 punti. Il rendimento casalingo ha contribuito al rimpicciolimento, l’unica vittoria delle ultime 8 partite interne resta quella contro il Monza. La forza e il limite di una squadra, da sempre, è il centravanti. L’equazione bomber vero uguale gol è sempre valida. Gli ultimi signori del gol della LazioKlose e Ciro, non sono paragonabili ai centravanti di oggi, di ruolo o inventati nel ruolo. Da Noslin a Tchaouna, con tutto il rispetto possibile. L’olandese ha segnato due gol in A, uno ogni 390’. Tchaouna uno. Almeno Dia ne ha garantiti 7, l’incredibile Pedro 6. E’ vero che non ha più senso ricordare i nomi sontuosi del passato, ma neppure pensare che si possa continuare senza un centravanti nel segno della tradizione e dei gol che servono per dare al nuovo ciclo un futuro. E’ sempre così, si vuole chi non c’è quando all’improvviso tutto manca. Corriere dello Sport

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Atalanta-Bodo-derby: Lazio, non c’è tempo per la crisi

Si percepisce un clima di tensione dalle parti di Formello, con la Lazio che non riesce ad uscire dalla crisi e continua a perdere punti fondamentali in ottica di quelli che sono gli obiettivi di classifica. Ora però non c’è tempo per meditare e rammaricarsi, dato che per la squadra di Baroni sta per cominciare il mese più importante della stagione. 

Come analizzato dal Corriere dello Sportinfatti, i biancocelesti avranno lo scontro diretto con l’Atalanta per giocarsi le ultime chance di continuare a lottare per un posto in Champions. Poi ci sarà la prima delle due sfide contro il Bodo Glimt, dove si potrà già capire quante possibilità ci sono di raggiungere le semifinali. Infine, ma non meno importante, anzi, c’è il derby della Capitale contro la Roma di Ranieri, prima di giocarsi l’ultimo atto contro i norvegesi.

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Lazio, cercasi Castellanos disperatamente: il piano di Baroni per Atalanta e derby

Il centravanti, uno spazio vuoto. Ma non in senso guardiolesco. In senso di vuoto che non si riesce ad occupare. Non ci sa stare Dia nei panni del centravanti, l’ultima speranza. Ieri ha fatto più la seconda punta, il ruolo che Baroni gli aveva disegnato ad inizio anno per farlo convivere con Castellanos e per far giocare la Lazio con 4 punte. Noslin, neppure a dirlo, sparisce nell’area. Ieri quantomeno ci ha provato di testa e poi con una girata, due segnali rispetto all’anonimato cui aveva abituato prima e dopo la tripletta col Napoli in Coppa Italia. Tchaouna è stato provato centravanti inutilmente. L’ultimo gol di un attaccante centrale è sempre quello di Dia nel finale col Napoli, era il 15 febbraio. Sono passati quasi due mesi. Disperatamente Taty, è l’urlo che si alza di nuovo. Ci riprovano a farlo giocare, rischiando di meno, recuperandolo per la panchina e con la possibilità di fargli giocare 20-25 minuti a Bergamo. Non come col Viktoria Plzen nel ritorno, quando lo lanciarono titolare e lo fecero giocare 66 minuti. Castellanos ha svolto nuovi esami all’inizio della settimana scorsa, i miglioramenti ci sono. E’ fermo per uno stiramento ad un polpaccio, è interessato il soleo. E’ un infortunio subdolo. Sarà ricontrollato tra oggi e domani per avere il via libera e allenarsi. Domenica si è allenato a parte con le scarpe da ginnastica, si attendono aggiornamenti. L’idea di farlo giocare nel finale a Bergamo è propedeutica per il derby, spiega il Corriere dello Sport. Baroni spera di lanciarlo titolare il 13 aprile evitandogli il campo sintetico di Bodø.  

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Lazio, Olimpico nero: una vittoria negli ultimi quattro mesi di campionato

Quella di ieri sera è stata l’ennesima partita all’Olimpico in cui la Lazio non è riuscita a vincere, il dato sta iniziando a venire preoccupante, soprattutto se guardiamo al 2025. Come riporta Il Messaggero, nel nuovo anno l’unica vittoria casalinga risale ormai al 9 febbraio e alla partita contro il Monza, prima ancora al 24 novembre 2024 e al match contro il Bologna. Nelle ultime 9 gare interne i biancocelesti hanno raccolto solo 8 punti, l’ultimo pareggio vale solo l’aggancio alla Roma, giunta a quota 52 (ma con lo svantaggio del derby di andata perso). Attualmente, la Lazio si trova al settimo posto, aspettando, fra 13 giorni, la stracittadina di ritorno, ma ancora prima la difficile trasferta di Bergamo.

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Lazio, record amaro per Marusic…

“Con l’1-1 é diventato amaro pure il suo gol, il quarto in campionato dopo quelli segnati a Lecce, Fiorentina e Monza. Si tratta del record personale in Serie A. in carriera soltanto in Belgio nel 2014-2015 (5 con la maglia del Kortrijk) e in Serbia nel 2013-2014 (6 con il Vozdowac) ne aveva realizzati di più”.Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “Tiraggiro Marusic, il record è amaro”.

Record amaro per Adam Marusic. La Lazio non va oltre l’1-1 in casa contro il Torino e vede allontanarsi sempre più la zona Champions League, ora distante quattro punti. Protagonista della serata, prima in positivo e poi in negativo, il montenegrino Marusic.Il terzino classe ’92 prima la sblocca al 57esimo con un grandissimo destro a giro dalla distanza poi, a dieci minuti dalla fine, si perde Biraghi che si inserisce alle sue spalle e serve Gineitis per il gol del definitivo pareggio. Errore che inevitabilmente ha compromesso la partita della Lazio. La rete contro il Torino, sommata a quelle con Lecce, Fiorentina e Monza porta Marusic a quota quattro gol: record personale in una stagione. L’esterno di difesa aveva fatto così bene solo nel 2015 con il Kortrijk e un anno prima in Serbia con il Vozdowac.

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Lazio, la scossa del club e strategia Baroni: non ci sono più intoccabili

La strategia di Baroni per riprendersi l’Europa è, chissà, persino la Champions: tutti sulle spine, nessuno ha il posto assicurato. Non ci sono più intoccabili alla Lazio dopo le ultime prove a Formello”. Così riporta l’edizione odierna de “Il Messaggero” nell’articolo dal titolo “Baroni si nasconde dietro al turnover”. Nessuno è più intoccabile. Nella Lazio di Marco Baroni le gerarchie sembrerebbero essere meno solide del previsto, e il tecnico sta adottando una strategia chiara: turnover continuo e tutti in discussione. L’obiettivo? Riprendersi l’Europa, e chissà, magari anche la Champions. Nelle ultime prove anti-Torino a Formello, le esclusioni e i dubbi sono stati numerosi. Ballottaggi aperti in ogni reparto, con protagonisti i rientranti dalle nazionali: RovellaIsaksenGila e Dia. Nessuna certezza sulla loro presenza dal primo minuto, segnale che Baronivuole tenere tutti sulla corda. Una strategia studiata per mantenere alta la competitività del gruppo o semplice pretattica? Lo si scoprirà questa sera all’Olimpico, dove la Lazio è chiamata a dare risposte concrete. Non è da escludere che la parole di Fabiani e Lotito, ieri presenti a Formello, abbiano scosso un po’ l’ambiente.