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Riecco Gila: la Lazio sistema la difesa ed il contratto…

“Un attestato di stima importante, inevitabilmente propedeutico a un incontro con il suo agente per parlare del rinnovo di contratto. Al momento, infatti, Mario Gila è uno dei giocatori meno pagati nella rosa della Lazio (stipendio annuale di 1 milione), poco in rapporto al rendimento avuto”. Così si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, nell’articolo dal titolo “La Lazio ritrova Gila e aggiusta la difesa”.

Assente nelle prime tre giornate per infortunio, Mario Gila è pronto a riprendersi la difesa della Lazio. Arrivato come oggetto misterioso nell’estate 2022, il centrale spagnolo nella scorsa stagione ha avuto una crescita esponenziale, passando da ultima scelta a titolare inamovibile.

Prossimo passo, dopo il rientro in campo, rinnovo con adeguamento. Lo spagnolo classe 2000, in scadenza nel 2027, attualmente percepisce un milione di euro a stagione.

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Lazio: Noslin ha perso la fiducia e il posto, ma Baroni conta sul riscatto

Immaginava di dividere il posto solo con Castellanos dopo l’addio di Ciro, aveva regalato quattro gol nelle amichevoli di Auronzo. Sembrava tutto oro quello che luccicava, ma dopo la rete di Cadice, segnata subentrando, fece un’ammissione: «Per me l’inizio è stato un po’ difficile ma tutto lo staff mi ha aiutato da subito. Qui sono felice e pian piano raggiungerò il top della forma». Forse è stata questa rivelazione a far crescere incertezza e a spingere la società e Baroni a richiamare Dia. Noslin se l’è visto spuntare e s’è ritrovato a fare l’ala contro il Venezia e l’Udinese, fino a vedersi in panchina contro il Milan. Oggi che Baroni ha approvato il modulo con le due punte, per l’olandese scatta il momento della riscossa.

Il tecnico è stato chiaro con tutti: «Non c’è tempo». Sorpassi e controsorpassi nelle gerarchie ci sono stati e ci saranno. In avanti c’è molta scelta e i segnali di riscossa di Isaksen aggiungono un concorrente ai posti. Noslin è stato sorpassato da Dia da centravanti e da Tchaouna da ala, sfrutterà la sosta per riprendersi il posto con il Verona, la squadra che l’ha lanciato e che gli ha permesso di conquistare la Lazio. Il francese ha steccato contro il Milan, ora rischia lui di tornare in panchina. Noslin fiuta l’occasione di riprendersi il posto, ma deve dare di più. A Udine e contro il Milan è stato impalpabile. Una crisi di fiducia può starci, deve avere la forza di rilanciarsi subito ritrovando la verve del giorno della presentazione, quella vista negli allenamenti di Auronzo, per quanto mascherasse quel disagio confessato a metà agosto. Contro il Venezia aveva dato segnali, sono rimasti gli unici. «Baroni mi sta aiutando tanto a inserirmi in squadra. È più facile per me giocare con lui perché già ci avevo lavorato l’anno scorso e so come funziona il suo modo di giocare. Sono felice di aver iniziato dal primo minuto contro il Venezia, spero di essere sempre più importante per la squadra. Era la prima volta da esterno», le parole dell’olandese. A Udine tutta la Lazio è andata male, s’è salvato solo Taty. Col Milan sono stati promossi l’argentino e Dia, in coppia hanno dimostrato di poter giocare. 

Il ruolo

Noslin deve farsi trovare pronto a sdoppiarsi. Oggi è considerato più ala che centravanti, ma capiterà di giocare da prima punta. Il doppio ruolo può consentirgli di avere più spazio, sta a lui conquistarlo. L’investimento della Lazio è stato pesante: 8,5 milioni più premi fino a un massimo di 9,7 milioni (anche 368.000 euro di premio formazione), è prevista una percentuale del 10% da riconoscere al Verona in caso di rivendita futura. Totale di poco più di 18 milioni, se tutti i premi venissero riconosciuti. Baroni ci crede ciecamente: «La bellezza di questo ragazzo è che ha mobilità, è libero da schemi e può giocare in qualunque ruolo in attacco. Ha velocità, ha gamba, tecnica e può calciare con entrambi i piedi. Tutte queste caratteristiche lo mettono in condizione di svariare su tutto il fronte d’attacco. Può giocare anche da esterno», aveva detto a Cadice. A Verona lo impressionò subito, lo lanciò titolare dopo la rivoluzione di gennaio. Noslin, fino a maggio, ha regalato al tecnico 5 gol e 4 assist pesantissimi per la salvezza. Baroni è convinto che può ripetersi e migliorare. La maglia della Lazio pesa, la concorrenza è più pressante, il cambio di ruolo e di modulo può aver creato una crisi d’identità o di vocazione tattica. Noslin riparte alla riscossa. Corriere dello Sport

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Lazio, esuberi last-minute: Basic verso l’Hajduk, Turchia o Grecia per Akpa?

“Mercato: smentito l’interesse per lo svincolato Yazici, si lavora per sistemare Basic all’Hajduk Spalato di Gattuso e Akpa Akpro in Turchia o Grecia. Riapre la campagna abbonamenti fino all’8 settembre”. Questo si legge nell’edizione odierna de “La Repubblica”. Smentito l’interessamento per Yazici, in casa Lazio si continua a lavorare sul fronte cessioni. Toma Basic sempre più vicino all’Hajduk Spalato. Il centrocampista croato è pronto a tornare in patria con la formula del prestito secco. Voci di mercato anche per Akpa Akpro, finito nei radar di alcuni club turchi e greci.

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Lazio, Castellanos-Dia: la prima scommessa vinta da Baroni

“43 i mesi dopo cui la Lazio ha segnato con 2 centravanti nella stessa partita: non succedeva da un 2-1 alla Fiorentina del 6 gennaio 2021 firmato da Caicedo e Immobile”. Questo è quello che si legge nell’edizione odierna de “Il Corriere della Sera”, nell’articolo dal titolo “Baroni, scommessa vinta: Castellanos e Dia una coppia che funziona”. La mossa a sorpresa, Castellanos e Dia insieme contro il Milan. Si pensava dovessero essere uno l’alternativa dell’altro ma Marco Baroni ha cambiato le carte in tavola, lanciandoli dal primo minuto in coppia. La scommessa dell’ex Verona ha funzionato, entrambi hanno infatti trovato la via del gol nel match di sabato sera contro i rossoneri di Fonseca. Per trovare l’ultima partita in cui due centravanti biancocelesti sono andati a segno bisogna tornare indietro di circa tre anni: Lazio-Fiorentina 2-1 del 6 gennaio 2021. In quel caso decisive le reti di Caicedo e Immobile.

(Corriere dello Sport) Il ritorno alla coppia d’attacco, come ai tempi di Inzaghi. Contro il MilanBaroni opta per la coppia offensiva formata da Castellanos e Dia, una scelta che si dimostra vincente. Entrambi trovano la via del gol e si distinguono per il loro impegno, la disciplina tattica e la qualità del gioco. Collaborano tra loro e sembrano avere un’intesa perfetta in campo. Si alternano nei ruoli di prima punta, con uno che viene incontro al pallone mentre l’altro attacca la profondità. Ottima la loro prestazione anche nel pressing sulla costruzione iniziale del Milan. La prima occasione da gol dell’incontro nasce proprio da uno scambio ripetuto tra loro due.

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Tavares, il rombo della Lazio: sprint a 35,3 chilometri orari

Tavares è Fast and Furious, veloce e furioso. Non aveva capito subito la strada da prendere, sono serviti gli sproni di Baroni e le due esclusioni iniziali per fargli capire quale fosse. Inizio rallentato, ripartenza affrettata. Motivi fisici e certe indecifrabili lune stavano frenando il suo acquisto, il tempo e i giusti segnali lanciatigli in allenamento sono serviti a scuoterlo. Tempo di reazione record, mostruosa l’imprendibilità di sabato, il Milan si è fatto attraversare dai suoi allunghi. Filando alla velocità di 35,3 chilometri orari il portoghese è stato tra i re dello sprint. Solo Theo Hernandez ha fatto meglio per un soffio di vento (35,35). 

Baroni s’è visto piovere in testa una manna. A sinistra, la fascia sfasciata da anni, finalmente c’è un terzino mancino che crossa, che serve palloni d’oro, anche difende. Prima di sbriciolare il Milan proprio Tavares aveva salvato su Okafor davanti a Provedel. «Con lui posso riposare anche in fase d’attacco. Nuno è un grande giocatore, questi strappi nel calcio di oggi sono decisivi», la benedizione di Zaccagni. La figurina di Tavares è diventata un santino nei meme dei tifosi. Funziona la ditta “dai e vai” formata da Nuno e da Zaccagni. Il primo gol al Milan è nato da una sterzata del capitano, arretrato a centrocampo, ha aperto per Dia che ha lanciato Tavares in area, cross al bacio per Taty. Il secondo: Tavares, dal centrocampo, per Zaccagni, affondo e palla lunga per il portoghese lanciatosi nel frattempo a razzo, pareva davvero un missile. Altro assist al bacio per Dia. La falcata lunga, le progressioni, soprattutto quei cross tagliati che sono pane per i denti dei centravanti. Cross che Baroni conta ogni partita, che vuole moltiplicare e che alla Lazio non si vedevano da anni. Nuno allenta e affretta, solo a 15 anni si è deciso a giocare a calcio, era più attirato dalla musica, è un violoncellista. Baroni ha il suo quartetto d’archi: Tavares, Zaccagni, Dia e Taty. La sonata è in “gol” maggiore. Corriere dello Sport

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Svincolati: smentita Lazio per Yazici, per Basic a Spalato serve…

“In entrata dalla Francia parlano di un ritorno di fiamma con Yazici, ma da Formello smentiscono ribadendo che la rosa va bene così”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”.

La partenza di Cataldi e il mancato arrivo di un sostituto ha lasciato un vuoto numeri all’interno del centrocampo della Lazio. Con la finestra di mercato ormai chiusa, una possibilità per i biancocelesti poteva essere quella di pescare dalla lista degli svincolati. Tra i nomi più importanti figura quello di Yusuf Yazıcı, protagonista lo scorso anno di un’ottima stagione con il Lille. Nonostante alcuni voci giunte dalla Francia, da Formello assicurano che non verrà fatto alcun tentativo per il trequartista turco classe ’97.

“In uscita Basic è sempre più vicino all’Hajduk Spalato, ma il suo ex club chiede un contributo per il pagamento dell’ingaggio”. 

Il futuro di Toma Basic è sempre più lontano dalla Lazio. Il centrocampista croato, arrivato a Roma nell’estate 2021 dal Bordeaux, è a un passo dal ritorno in patria. Lazio e Hajduk avranno tempo fino al 5 settembre (data in cui chiude il mercato in Croazia) per accordarsi sul trasferimento.

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Lazio, liste campionato ed Europa League: tutte le scadenze

 La finestra estiva del calciomercato 2024 per le entrate si è conclusa ieri sera alle 24 sena nessun colpo. La Lazio ha ceduto Cataldi alla Fiorentina e Magro all’Hellas Verona. Cessioni senza alcuna conseguenza sulla composizione delle liste sia per il campionato sia per l’Europa League.

I biancocelesti, entro le 10 odierne, hanno comunicato alla Lega di serie A l’elenco dei calciatori da utilizzare stasera contro il Milan. Entro la prossima mezzanotte, come spiega Il Corriere dello Sport, Marco Baroni dovrà decidere su quali atleti puntare in campionato da qui fino alla finestra di trattative di gennaio 2025. Nel gruppo a disposizione dell’erede di Tudor, faranno certamente parte anche gli infortunati Gila e Pellegrini.

Europa League: ecco chi potrebbe restare fuori

Dalla lista della Lazio per l’Europa League probabilmente sarà eliminato Hysaj. Basic, Akpa Akpro e André Anderson restano sì a busta paga a Formello ma non saranno impiegati ne in campionato né in alcuna competizione continentale. Per quanto riguarda invece l’Europa League, oltre al terzino albanese, dalla lista degli over 22 potrebbe essere tagliato lo spagnolo Pedro. Questo elenco andrò ufficializzato martedì 3 settembre.

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Lazio, mercato al gong: spiraglio Folorunsho, tentativo Fiorentina per Cataldi, ipotesi Lovric

Resta uno spiraglio per Michael Folorunsho e non si sa se la cronaca supera la realtà o sono gli effetti scenici, i depistaggi tipici e le strategie del mercato. Un dato è certo: nell’imminenza della chiusura a Formello davano in bilico o quasi saltate anche le trattative per Dia della Salernitana e Gigot del Marsiglia, presi e portati a casa. Ieri frenavano per il centrocampista del Napoli messo fuori rosa da Conte con la solita litania: solo in prestito e senza obbligo di riscatto se De Laurentiis concede. In serata si sono diffuse le indiscrezioni di un assalto della Fiorentina, che per la verità si era mossa sul romano ex Savio ai tempi in cui non aveva acquistato Colpani e Gudmundsson, senza contare gli altri attaccanti e trequartisti in rosa. Dove lo possa utilizzare Palladino ci sfugge, ma oggi è l’ultimo giorno: tutto è possibile, niente va escluso, soprattutto in casa LazioLotito è abituato a chiudere le sessioni con un mancato colpo piuttosto che con una sorpresa. Fabiani, intorno al 20 agosto, diceva che avrebbero calcolato con calma le ultime mosse dentro margini stretti di manovra. Attendismo.

Vedremo cosa succederà entro mezzanotte. Le possibilità che un giocatore del livello di Folorunsho resti fermo non sono credibili. De Laurentiis lo cede a 12 milioni. La Lazio chiedeva l’opzione e non l’obbligo per tante ragioni, non ultima quella che preme al presidente: gli piacerebbe riportare gratis a Formello un giocatore perso a zero nel 2017, molto meno spendendo. C’è un altro motivo. La Lazio, dopo aver preso Castrovilli e Dele Bashiru, si sente coperta nel ruolo. Poi si tratta di ambizioni. Il nigeriano avrebbe forse bisogno di un passaggio intermedio prima di misurarsi in una piazza così importante. Folorunsho è decisamente più forte. 

Sul tema del regista, toccherà a Baroni darsi una regolata. Cataldi è un play e Sarri, utilizzandolo, ha chiuso il campionato al secondo posto. Lo scorso anno lo alternava a Rovella e Vecino (resta, non si muove). Non è possibile non considerarlo, a meno che il tecnico non accetti imposizioni se è vero (come si dice) che si tratta di una scelta societaria. Ieri la Fiorentina ha tentato Danilo in prestito. Niente da fare. Lotito lo vende solo a titolo definitivo. La Viola ha bisogno di un play, non di un trequartista. L’altro possibile candidato è Lovric, in uscita dall’Udinese e accostato anche alla Lazio che però non ha posto in lista. Potrebbero essere manovre, considerando l’intreccio per Folorunsho. A Formello in serata escludevano l’acquisto di un centrocampista. Corriere dello Sport

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Lazio, il tormentone Folorunsho fino al gong

“Il nome caldo finora è quello di Folorunsho. Il centrocampista sta rifiutando tutte le possibilità sperando che la trattativa si sblocchi, ma il Napoli (che potrebbe scendere dalla valutazione di 12 milioni) pretende un prestito con obbligo di riscatto. La Lazio invece propone un prestito secco o al massimo con diritto di riscatto”. Questo si legge nell’edizione odierna de “Il Messaggero”, nell’articolo dal titolo “Casale al Bologna dà il via libera a Gigot Sprint per Folorunsho, Arthur in attesa”.

Continua a tener banco in casa Lazio il tormentone di mercato Micheal Folorunsho. Ormai ai margini del Napoli, il centrocampista romano vorrebbe tornare a vestire la maglia biancoceleste, con la quale aveva avuto modo di giocare solamente ai tempi della Primavera.

Il problema che frena la trattativa è legato alla formula del trasferimento. Manca ancora l’intesa tra Lazio e Napoli. Il club di Claudio Lotito è disposto a mettere sul piatto un prestito secco, al massimo con diritto di riscatto. Pensiero diverso di De Laurentiis, che vuole avere la certezza del riscatto a fine stagione. Si continua a trattare, con la sensazione che l’affare si possa sbloccare, in un senso o nell’altro, nelle utile ore di mercato.

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Lazio verso il Milan: psicologia Baroni ed il precedente della scorsa stagione

Il tecnico della Lazio Marco Baroni ieri ha sfruttato il momento per lavorare sulle tattiche, rievocando anche il ricordo della partita contro il Milan della scorsa stagione. Quella sfida fu segnata da tre espulsioni, numerose polemiche e i biancocelesti ridotti in otto, con il Milan vittorioso grazie a un gol di Okafor nel finale. 

Il Corriere dello Sport ricorda che la situazione degenerò soprattutto dopo l’espulsione di Pellegrini, punito con il secondo giallo per aver fermato Pulisic, che gli aveva sottratto il pallone mentre cercava di farlo uscire dal campo. La tensione rimase alta anche durante il recupero, con Marusic espulso per proteste e Guendouzi per una reazione contro lo stesso Pulisic. “Ricordate come è finita”, ha detto l’allenatore durante la sessione, un ulteriore stimolo per la squadra. Dopo la sconfitta contro l’Udinese, è necessaria una reazione, e riportare alla mente gli eventi del 1° marzo scorso potrebbe essere un incentivo in più.