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Lotito sull’Academy: “Parere positivo dei Beni culturali”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato attraverso le pagine del Messaggero: “Vogliono costringermi a vendere la società, ma io non ci penso proprio. Con Tavares abbiamo sbaragliato la concorrenza. Greenwood? Ho offerto 25 milioni + il 50% per la rivendita. Sono tutti terrorizzati che lo possa prendere la Lazio e stanno facendo azioni di disturbo.

Ho un piano alternativo (che non è Vitor Roque, né Martial) a Greenwood, un altro nome giovane nascosto.

L’Academy? C’è il parere positivo del Beni culturali per l’Academy e partirò prestissimo con 7 campi, la scuola, lo studentato, la chiesa…”.

Alessio Buzzanca

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Lazio, Baroni accoglie Tavares ad Auronzo: “Vedrete quanto è forte”. Oggi primo test

Quarto colpo dritto in ritiro. Finalmente oggi Nuno Tavares sarà sotto le Tre Cime di Lavaredo, conoscerà i compagni e assisterà alla prima uscita della sua nuova squadra nell’amichevole contro la rappresentativa locale dell’Auronzo alle 18. Ieri il terzino sinistro è sbarcato nella capitale, ha sostenuto gli esami di rito, ha visitato Formello e firmato il contratto da 2 milioni (a salire), che lo legherà sino al 2029 alla Lazio. Era stato raggiunto da giorni l’accordo con l’Arsenal per il prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni più il 20% sulla futura rivendita e 4 milioni di bonus, ma giovedì il ds Fabiani ha dovuto sciogliere l’ultimo nodo delle commissioni e sventare l’assalto in extremis del Betis, dopo i tentativi di Napoli, Marsiglia e Torino. Eccolo finalmente il terzino sinistro: «Scoprirete quanto è forte», ha assicurato Baroni in albergo e a diversi tifosi con cui ha avuto già qualche contatto. Classe 2000, 184 centimetri d’altezza, esterno di spinta fisico ed esplosivo. Saranno fondamentali i suoi assist sull’out mancino, ma Nuno dovrà riscattare le ultime due stagioni in chiaroscuro.

Ora a sinistra però uno è di troppo: «Non sono finiti i tagli», si è lasciato scappare infatti Lotito, e non si riferiva solo agli esuberi Kamenovic, Fares (già fermo con Andre Anderson), Basic, Akpa e Cancellieri (sondato dal Genoa di Gilardino). A Hysaj è stato dato il cartellino in mano. Pellegrini si è guardato intorno ma, a sentirlo adesso, sembra pronto a rimanere nella squadra che sognava da bambino: «Abbiamo perso tanti giocatori importanti le parole ai canali ufficiali ma ci sono ancora colonne portanti nello spogliatoio. Chi è rimasto dovrà così sentirsi ancora più responsabile verso chi è appena arrivato. Baroni ci sta già facendo spingere tanto, cosa posso dargli lo dirò in privato». Il Messaggero

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La promessa di Gila: “Il Real ha un’opzione, ma voglio diventare un riferimento per la Lazio”

Lancia le stampelle, zoppica, ma non perde mai il sorriso. Mario Gila è ad Auronzo, fermo per un maledetto infortunio rimediato alla prima sgambata di raduno a Formello: «Una sfortuna chirurgica. Una scivolata mi ha preso l’alluce e si è fratturato. Ora però non ho alcuna intenzione di piangermi addosso, voglio rimettermi in piedi subito, recuperare prima delle quattro settimane previste di stop. Accorcerò i tempi, ne sono certo».
Anche perché può essere penalizzante saltare la preparazione con un nuovo tecnico.
«È dura, ma io non mi abbatto. Tornerò ancora più forte e voglioso in gruppo. Mostrerò le mie qualità e mi adatterò al nuovo gioco».
Per tornare subito titolare nella Lazio?
«È una nuova stagione con un altro tecnico. Nel 2024 ho fatto bene, ne sono orgoglioso, ma poi il mister decide chi sta meglio e si riparte da zero. Io ora ho questo gap, correrò il doppio per riprendermi il mio posto».
Con Sarri ci ha messo oltre un anno e mezzo.
«Io sono uno che guarda sempre il bicchiere mezzo pieno. I mesi più bui, quelli dell’ambientamento in cui non vedevo mai la luce, mi hanno aiutato e fatto diventare più maturo. Potevo bruciarmi, invece alla fine nulla succede per caso, e quindi non può essere negativo nemmeno che non ho giocato per tanto tempo. Faceva parte del mio destino, di un percorso scritto. Sono contento».
È esploso nei mesi più duri di Mau, si è confermato con Tudor.
«L’anno scorso è stato tosto sotto ogni punto di vista per la Lazio. Dopo tre anni non riuscivamo più a dare quello che chiedeva Sarri ed eravamo entrati in una spirale negativa. Il tecnico ha deciso di andare via e me lo aspettavo. Mi ha stupito invece il passo indietro del mister croato perché avevamo ottenuto ottimi risultati sino a fine campionato. Da entrambi però mi porto dietro un bagaglio immenso».
Si sente già il leader di questo giovane gruppo?
«La sofferenza mi ha forgiato come un guerriero. Leader è una parola enorme, ma posso trasmettere il mio veleno, che a volte può mancare ai compagni più grandi dopo tanto tempo. Loro mi trasferiscono invece la calma, l’esperienza che io non ho. È uno scambio reciproco. Ora altri giovani sostituiranno campioni come Milinkovic, Immobile, Luis e Felipe Anderson. Questo progetto mi piace, deve generare entusiasmo e va fatto capire a chi è più scettico. La scorsa stagione non è stata cattiva con il piazzamento in Europa League, ma dobbiamo fare meglio».
È diventato un beniamino dei tifosi, che aspettano ormai da decadi il nuovo Nesta.
«Il paragone è ingombrante, sarei folle a mettermi questa pressione da solo. Di Nesta ce n’è stato uno, un idolo indiscusso. Non so se diventerò mai come lui, preferisco essere Gila, o Super Mario».
Si respira un clima teso, i laziali hanno bisogno di nuovi punti di riferimento. Lei promette di diventarlo?
«Assolutamente sì, io non mi muovo da qui, anche se il Real vanta un diritto e sono arrivate proposte. Il club crede in me e io credo nella Lazio».
Se fosse in Baroni, chi farebbe capitano?
«Patric, Cataldi, Marusic, Romagnoli, hanno una grande personalità e lo meritano. Sarà difficile per il mister scegliere, ma tutti lo accetteremo. La fascia poi è solo un pezzo di stoffa, dentro questo spogliatoio ci sono tanti leader senza nulla sul braccio».
Lotito ha posto come obiettivo stagionale l’Europa. Impossibile la Champions?
«Quando c’è un cambio generazionale in una squadra, bisogna avere pazienza. I nostri tifosi sono ambiziosi e pretendono tanto, ma sono arrivati nuovi ragazzi, che devono adattarsi. Il progetto è serio, anch’io spero nel quarto posto, ma bisogna essere realisti, andare avanti di partita in partita, senza porsi alcun limite, ma nemmeno un traguardo sproporzionato».
Chi è l’attaccante più forte che ha affrontato?
«In allenamento senz’altro Benzema, in partita Musiala a Monaco. Nei piccoli spazi, è un alieno».
Quanto peserà l’eredità dei 207 gol di Immobile su Noslin e Castellanos?
«Ciro è una leggenda, è stato tutto. Loro devono aspirare a raggiungerlo, ma senza portarsi dietro un macigno. Ognuno ha il suo stile, va dimostrato serenamente, ci vorranno anni per portarsi a quel livello».
Un giorno vestirà la maglia della Nazionale spagnola, che nelle prossime ore potrebbe vincere l’Europeo?
«È il mio sogno e lo coltiverò fin quando non smetterò. Sarebbe stato bello già essere in questa selezione che, secondo me, batterà l’Inghilterra e alzerà il trofeo. È la più forte, la favorita per ciò che ha mostrato sino adesso, anche se in una partita secca nulla è scontato»
Perché nel nostro paese invece non nascono più Yamal?
«Ho in famiglia un esempio di un piccolo che sta crescendo qui. I vivai nelle scuole italiane pensano troppo alla tattica e non fanno divertire i bambini. A quell’età devono essere liberi per esprimere il proprio talento. In Spagna si privilegia l’estro. Yamal a 16 anni ha la testa sgombra, si diverte in un Europeo come se stesse giocando in un oratorio, senza nessuna preoccupazione. Certo, poi è un fenomeno, non nasce tutti i giorni uno così, ma tutto parte dal divertimento».
Chi sarà la sorpresa della Lazio di quest’anno?
«Spero possa essere Pellegrini perché ha un potenziale incredibile, ma anche Isaksen, non avete ancora visto nulla di ciò che è in grado di fare col pallone in campo».
Il Messaggero

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Lazio-Immobile, il giorno dell’addio: “Quando il distacco arriva è davvero dura”

L’addio di Ciro Immobile alla Lazio sta per consumarsi definitivamente. Nella giornata di ieri il Besiktas è sbarcato a Roma per chiudere l’operazione. Alla Lazio 2,5 milioni, a Ciro un contratto con scadenza nel 2027, da 6 milioni più bonus d’ingaggio all’anno. In serata si stavano risolvendo gli ultimi dettagli. Nelle carte della Lazio erano invece contenute le rinunce di Ciro allo stipendio di giugno e a premi vari. A scriverlo è l’edizione odierna del Corriere dello Sport.

Il bomber di Torre Annunziata mercoledì era intenzionato a organizzare una conferenza stampa in solitaria nella giornata di ieri a Formello, stranamente svanita. Poi ha valutato l’idea di produrre un video da veicolare attraverso i network societari della Lazio, non è mai stato pubblicato. Mozione di Lotito, vuole essere l’officiante del commiato, forse più un congedo. La soluzione si troverà appena si chiuderà ufficialmente l’operazione. Una conferenza congiunta è possibile.

La notizia è sempre più vicina a essere ufficiale, mancano soltanto alcuni dettagli, e il primo grande indizio è arrivato direttamente dall’elenco dei convocati della Lazio per il ritiro di Auronzo di Cadore, dove spiccava l’assenza del quasi ex capitano, mentre il resto del gruppo, nazionali a parte, ha svolto il primo allenamento agli ordini di Marco Baroni.

Anche La Repubblica ripercorre l’avventura del bomber di Torre Annunziata con l’aquila sul petto e riporta anche qualche dichiarazione del numero 17. «Questo è un giorno tristissimo. Quando il momento del distacco arriva davvero, è dura» le parole di Ciro che ha comunicato personalmente alla moglie, in vacanza con i figli in Abruzzo, la decisione. Ciro e la famiglia si trasferiranno su una villa sul Bosforo e torneranno a Roma dopo la fine della sua avventura in Turchia. 

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Lazio, per Gila c’è ancora l’insidia Real

Mario Gila è stata la vera rivelazione dello scorsa stagione in casa Lazio e la società lo ritiene una pedina fondamentale in vista del prossimo campionato. Come riporta Il Messaggero, però, c’è da difendersi da un possibile interesse del Real Madrid, club che detiene il 50% sulla futura rivendita del difensore. Il direttore sportivo Fabiani ha già rifiutato diverse offerte da 20 milioni di euro per lo spagnolo, ma nel caso in cui il Real si presenti con una proposta importante Gila potrebbe veramente lasciare la Lazio.

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Immobile, il vento era cambiato: non voleva più sentirsi un costo

Dalle colonne del Corriere dello Sport, il giornalista Stefano Chioffi ha parlato di Immobile e del suo addio alla Lazio: “Ciro Immobile non ha abbandonato la nave per pensare al suo conto in banca: i soldi del Besiktas sono tanti, ma li considera un aspetto marginale. Da un po’ di tempo aveva capito che si era chiusa un’epoca e ha evitato alla Lazio l’imbarazzo di ripetere questo concetto in maniera ancora più esplicita. Non pretendeva di conservare una centralità per diritto divino. Il problema è che percepiva il distacco di una storia consumata. Si sentiva fuori dal cerchio: temeva di essere diventato un costo, un intralcio, un monumento ingombrante. Troppi segnali nella stessa direzione, aveva il sospetto che a Formello il suo contratto venisse ritenuto un peso”.

Prosegue: “In otto anni li ha sorpassati tutti, da Giordano a Chinaglia, da Signori a Piola. Rovesciate e colpi di tacco, tre titoli di capocannoniere, una Scarpa d’oro (vinta davanti a Lewandowski), una Coppa Italia, due Supercoppe. Una generazione cresciuta con la maglia numero 17. Una collezione di partite da standing ovation. Puro, spontaneo, mai vip, l’espressione di una comunità. Non ha scambiato la Lazio per un’opportunità di lavoro, per un palcoscenico, per un bancomat. Quando ha intuito che il vento era cambiato, Immobile ha chiesto ai procuratori di cercargli un altro club. Solo all’estero, però, per una questione di affetto verso i tifosi biancocelesti”.

In chiusura: “Preoccupa la somma dei gol che la Lazio ha perso: 386, contando anche quelli di Milinkovic, Luis Alberto e Felipe Anderson. C’è un presente che va ridisegnato con senso di maturità e coscienza critica, interrogandosi sui valori che si porta via un passato demolito. Tanti giocatori di carisma e qualità hanno lasciato Formello per loro scelta. I tifosi temono un ridimensionamento. I numeri della campagna abbonamenti non vanno nascosti sotto la sabbia: solo 5.500 tessere rinnovate”.

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Greenwood, la Lazio si gioca la carta dell’accoglienza: “Qui sarebbe il benvenuto”

C’è solo Greenwood nei desideri della Lazio. È l’inglese il vero obiettivo di mercato di Lotito e Fabiani in questa estate, una pista difficile ma tutt’altro che tramontata grazie agli assist in arrivo da Marsiglia. La polemica sull’eventuale ingaggio dell’inglese ha raggiunto confini nazionali in Francia, spingendo il calciatore verso un’indecisione letale nei uconfronti del trasferimento alla corte di De Zerbi. Non bastano le parole al miele spese dal tecnico italiano, né tantomeno il rilancio sull’ingaggio: i 30 milioni – bonus compresi – offerti dai francesi allo United potrebbero non bastare per battere la concorrenza della Lazio.

Lotito e Fabiani ci credono ancora, è lo stesso direttore sportivo a confermarlo sulle colonne d Il Messaggero: “Io continuo ad essere ottimista, qui sarebbe il benvenuto”. Un dettaglio, quello del tipo di accoglienza, che potrebbe fare tutta la differenza tra una fumata bianca e una nera. La Lazio lo sa ed è pronta a sfruttare lo spiraglio, magari anche rilanciando fino a toccare i 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita. Una mossa resa possibile proprio dall’uscita di Immobile, che oltre a mettere a bilancio una plusvalenza di 1,7 milioni e a permettere un risparmio di 9,7 milioni netti di ingaggio, finanzierà anche il rilancio per l’inglese. Solo un dietrofront definitivo di Greenwood nei confronti del Marsiglia, però, potrebbe convincere lo Unitedad accettare la proposta biancoceleste.

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Lazio, l’indennizzo di Immobile per il rilancio su Greenwood: ma l’inglese deve dire ‘no’ all’OM

Non esiste un acquisto tale e quale a Ciro. Lotito ora non sta pensando al rimpiazzo, sta lottando per strappare Greenwood al Marsiglia dopo la rivolta degli ultras francesi e del sindaco della città. «Ottimismo? Io sono nato ottimista», si mostrava ottimista il diesse Fabiani nella conferenza di ieri. Il Marsiglia ha offerto 30 milioni più il 30% della rivendita futura allo United. Lotito, grazie anche ai 2,5 milioni che arriveranno dal Besiktas per Ciro, ha fatto un piccolo rilancio, ancora indefinito. Si attesterebbe intorno ai 23 milioni, può arrivare a 25 confermando il 50% della rivendita futura. L’arrivo di Greenwood è sul filo. Il Marsiglia ieri ha continuato a trattare con il giocatore nonostante la rivolta dei tifosi, forse solo l’attaccante può far saltare l’operazione. Deve essere lui a rifiutare l’OM preferendolo alla Lazio. Sulla trattativa con lo United, Fabiani non si è esposto: «Siamo in contatto, i consigli del diavolo se li mangia la volpe…». Con la volpe conviene volpeggiare, in questo caso. A domanda, se la Lazio ha davvero un obiettivo pronto al posto di Greenwood, il diesse ha risposto «il mercato non dorme mai…». Si era pensato a Gudmundsson del Genoa, ma prezzo e caso giudiziario che l’ha colpito (è accusato di nuovo di molestie) hanno raffreddato la pista. Ieri è spuntato il nome di Suslov del Verona. Tutto su Greenwood, ma un attaccante in più può arrivare al posto di Ciro: «Se parte Immobile ci porremo il problema, il suo sostituto non è una priorità. Se partirà ne parleremo con il mister. Il ritiro si può affrontare al meglio, ma manca oltre un mese e mezzo alla chiusura del mercato e vedremo cosa potremo fare ancora», aveva spiegato Fabiani. Ciro era ancora in bilico. In ballo ci sono Dia della Salernitana e Bazdar del Partizan Belgrado, possono sempre spuntare nuovi nomi. La partenza di Ciro è fresca, nelle prossime ore ci sarà un vertice telefonico tra Fabiani e Baroni. Non è però un fulmine a ciel sereno, l’addio era possibile da giorni. Noslin ha giocato centravanti a Verona, Castellanos a questo punto rimarrà. Bisogna decidere se e chi aggiungere. Corriere dello Sport

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Lazio, accelerata Tavares: accordo con l’Arsenal. Ora si tratta l’intesa con il terzino…

AGGIORNAMENTO 10,05 – Secondo quanto riportato dall’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà, la Lazio ha raggiunto un accordo con l’Arsenal per il cartellino di Nuno Tavares: prestito oneroso con obbligo di riscatto a circa 7 milioni di euro. Ora l’ultimo passaggio riguarda l’accordo economico con gli agenti del portoghese per l’ingaggio del calciatore.

Ore frenetiche in casa Lazio. Il doloroso ed importante capitolo Immobile da chiudere al più presto, il sogno Greenwood appeso ad un filo, ma anche il terzino sinistro da aggiungere ad un reparto che ha bisogno di un impulso deciso. Questione di cui si sta occupando il Ds Angelo Fabiani. In tal senso Il Messaggero registra l’accelerata con l’Arsenal per Nuno Tavares: il club biancoceleste può chiudere già oggi in una call programmata con gli intermediari del portoghese. L’ipotesi di accordo con i Gunners è di 4-5 milioni più la percentuale sulla futura rivendita. Tutto prima che Hysaj lasci libero il suo posto.

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Greenwood: il Marsiglia chiude l’affare, il Sindaco lo riapre: assist alla Lazio

In casa Lazio si studia già quello che dovrà essere il nuovo reparto offensivo una volta che Immobile(probabilmente già nella giornata di oggi) saluterà Roma per volare a Istanbul e firmare con il Besiktas. Secondo quanto riportato da Il MessaggeroDia è stato bloccato ma non convince molto, così come Simeone che era stato proposto al club dal procuratore Moggi. Baroni infatti considera Noslin e Castellanos le due punte che si alterneranno e preferirebbe rinforzi sulla trequarti.

In tal senso, il sogno continua a restare Mason Greenwood e la brusca frenata con il Marsiglia può essere un bell’assist. Il club francese aveva chiuso con lo United per 31 milioni più bonus e 40% della futura rivendita ma i tifosi hanno scatenato una vera e propria insurrezione popolare per le vicende che hanno coinvolto in passato il giocatore e il sindaco della città, Benoit Payan, ha rincarato la dose: “Ho visto come ha picchiato la moglie, dirò al presidente Longoria di non prenderlo”. Di tutt’altro avviso però il parere di De Zerbi, che lo considera un fenomeno mondiale e tanto lo vorrebbe con sé in Francia. Così in questo caos la Lazio è pronta a rifarsi sotto e passare al contrattacco alzando la propria proposta allo United da 20 a 25 milioni.