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Lazio, Pedro: “Questo il mio ultimo anno. Baroni ha un’idea chiara….”

L’attaccante della Lazio Rodriguez Pedro ha rilasciato alcune dichiarazioni al quotidiano Il Tempo, svelando alcune importanti novità sul proprio futuro. Lo spagnolo ha un altro anno di contratto con i biancocelesti, ma nonostante ciò si era aperta la possibilità di un suo addio antcipato. Un’opione smentita prorio da Pedro, che si è detto voglioso di affrontare una nuova stagione con la Lazio. “Mi piace stare qui, con i compagni e con i tifosi della Lazio. Questo sarà il mio ultimo anno. Non so se smetterò di giocare a calcio, ma fino a quando starò qui, darò tutto per il gruppo. Se resto non lo so, ma io vorrei stare qui fino alla fine del mio contratto”.

Pedro ha poi parlato del nuovo tecnico biancoceleste Marco Baroni, esprimendosi in merito al suo modo di vedere calcio. “Lui ha un’idea molto chiara. Vuole andare sempre avanti, pressare alto. È un allenatore che gli piace giocare a calcio, muovere la palla veloce e andare al cross. Manca andare in campo e cercare di ottenere i risultati. Perché se non vinci arrivano le critiche, poi la negatività, per questo è importante essere tranquilli. Il problema del gol? Avanti abbiamo giocatori forti, con qualità e dinamismo. Dobbiamo tornare a fare gol anche con gli esterni, essere pericolosi, ci aspettiamo di fare grandi cose per portare la Lazio in alto”.

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Lazio, Castrovilli ed il dubbio condizioni fisiche: oggi l’incontro con l’agente

Baroni sta riflettendo sul modulo (4-3-3 o 4-2-3-1) e sulle lacune da sistemare. Chiede un esterno in più e un centrocampista. Gaetano Castrovilli, l’affare low cost, manterrebbe intatto il tesoretto ancora da spendere e potrebbe mettere d’accordo tutti. Ha 27 anni, ha lasciato la Fiorentina. Si sta allenando da solo, cerca fiducia, il suo valore è indiscutibile. Il dubbio è legato alle condizioni fisiche. Dopo l’Europeo 2021 è iniziato un calvario: infortunio al ginocchio sinistro nella primavera del 2022 (lesione del legamento crociato anteriore, del legamento collaterale mediale e del menisco esterno). Nell’estate 2023 non superò le visite mediche e saltò il passaggio al Bournemouth. Si è operato di nuovo nell’agosto 2023. E’ tornato in campo nei mesi finali dell’ultimo campionato, 5 partite da titolare. Oggi la Lazio potrebbe stringere l’operazione. Fabiani ci sta pensando. Oggi l’appuntamento con Alessandro Lucci, il suo manager. Si può prendere a costo zero e riempire un’altra casella mancante. Le visite mediche, nel suo caso, sono importanti.  Corriere dello Sport

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Lazio, chiude la fase di prelazione per gli abbonati: il dato

Quasi diecimila tifosi credono ancora in questa Lazio e torneranno dal 18 agosto (esordio contro il Venezia) all’Olimpico. È già un buon risultato: 9500 sostenitori su poco più di trentatremila vecchi abbonati hanno confermato la tessera dello scorso anno. Forse saranno di più, oggi è l’ultimo giorno di prelazione sul proprio posto e sulle altre seggiole libere dello stadio. Dopodomani e sabato, ovvero il 19 e il 20 luglio, largo sempre ai vecchi abbonati che ancora non hanno rinnovato e che potranno sottoscrivere l’abbonamento sui posti rimasti liberi dalla prelazione, poi scatterà la vendita libera dal 22 luglio al tramonto del 10 agosto. I numeri aumentano, la proiezione è di circa 22/23mila, in pratica lo stesso dato della stagione precedente al secondo posto. Poteva andare peggio, alla luce del clima di contestazione e di scetticismo che si respira da Roma sino alle Tre Cime di Lavaredo. Soprattutto dopo il boomerang Greenwood e le ultime parole provocatorie di Lotito. Il Messaggero

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Lazio, prenotato Castrovilli: ha già fatto le visite. Cataldi sul mercato, Bellingham o un esterno per chiudere…

Non è l’alternativa low cost a Greenwood, ma un rinforzo di qualità, che mancava a centrocampo, purché si sia ripreso del tutto. La Lazio scommette sullo svincolato Gaetano Castrovilli, gli offre un anno di contratto (rispetto al biennale richiesto) con opzione per quello successivo. Già svolte le visite mediche accurate in gran segreto, dopo l’ultimo calvario al ginocchio e non solo. Il 27enne viaggiava spedito verso una grande carriera, anche in azzurro, gli infortuni continui lo hanno fermato. Due anni al buio, la mancata cessione al Bournemouth, alti e bassi, e il ritorno a maggio con un gol. La Fiorentina lo ha comunque lasciato “libero” col cartellino in mano. Marsiglia e Torino lo hanno sondato, la Lazio lo ha prenotato, salvo suoi dietrofront dell’ultimo minuto. Gaetano ha già visitato Formello con il suo entourage, il ds Fabiani ha accelerato l’affare dopo la delusione Greenwood. Prima attendeva le uscite in mediana per affondare questo colpo, non solo quelle degli esuberi Marcos Antonio, Basic e Akpa Akpro. «Ci saranno altri tagli della vecchia guardia», si era lasciato scappare Lotito. Sotto traccia, il presidente ha messo anche Cataldi sul mercato (un mese fa era stato offerto al Torino) per qualche mugugno di troppo nell’era Tudor. Ecco perché la società frena sulla sua fascia di capitano, riconosciuta dallo spogliatoio. 

IL MISTER X

Proposto anche Bonaventura, i 34 anni lo penalizzano nell’ottica di ringiovanimento dell’organico. Con Dele-Bashiru e Pedro (continua a rifiutare l’Al-Qadsiah), alternati nel 4-2-3-1, non c’è più bisogno del suo adattamento. Ma un altro fantasista di fisico dietro le punte potrebbe servire, ecco perché resta in orbita Bellingham junior: il Sunderland chiede almeno 15 milioni, c’è in fila mezza Premier su Jobe, fratello di Jude del Real, ecco perché la Lazio non fa trapelare nulla per rimanere di nuovo col cerino in mano. Scottata da Greenwood (oggi la firma col Marsiglia, decisivo lo stipendio da 5 milioni l’anno), ora il club capitolino vuole rifletterci un po’ sul rinforzo nel reparto offensivo. Possono tornare di moda Samardzic, l’eclettico Stengs (anche in un eventuale scambio con Isaksen al Feyenoord) e Laurienté del Sassuolo. In base a questo si deciderà il modulo, con un altro esterno il 4-3-3 resta in ballo, Castrovilli può arretrare dietro. Possono insomma arrivare altri due colpi, non uno. Il Messaggero

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“In rotta di collisione mentre si stavano definendo i dettagli”: Greenwood, che succede a Marsiglia?

“Il sogno Greenwood non è ancora sfumato del tutto”, lo scrive questa mattina il Corriere dello Sport: l’inglese ieri sera, proprio nelle ore in cui si stavano fissando le visite mediche e definendo gli ultimi dettagli contrattuali, è entrato in rotta di collisione anche con l’Olympique Marsiglia e potrebbe mandare in frantumi l’intesa raggiunta con De Zerbi. L’ennesimo ribaltone, da verificare questa mattina, rimetterebbe in gioco Lotito e De Laurentiis, ancora alla finestra. La Lazio e il Napoli si erano fatte avanti per l’inglese.

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Lazio, questione Capitano: lo spogliatoio ha scelto Cataldi, il club ha pensato a Zaccagni

Decidete in fretta, non fatevi altri male inutile in casa. Non torniamo all’estate di Candreva-Biglia, a un’altra fascia della discordia. Come scrive questa mattina il Messaggero, bisogna scegliere chi raccoglierà l’eredità da capitano di Immobile e Luis Alberto. 

Cataldi è romano e ha la maggior anzianità, sogna quella “C” di stoffa, se la sente tatuata, con o senza titolarità. Ha parlato con Baroni, che lo ha allenato e voluto a Benevento, e conosce la sua stima. Nella prima uscita contro l’Auronzo, Danilo è entrato in campo al posto di Rovella perché il tecnico vuole testare chi conosce meno in questa prima fase di preparazione tattica. Il regista, appena subentrato, ha ricevuto la fascia di capitano dalle mani di Marusic, che a fine amichevole ha spiegato la situazione: “Da quando se n’è andato Ciro, Dani è il nostro capitano. Non ha giocato dal 1′ e ho preso io la fascia, ma spetta a lui per la squadra”.

La società, però, che mesi fa aveva offerto Cataldi al Torino, ci ha tenuto subito a precisare che la decisione non è né definitiva né ufficiale. Baroni stesso vuol rifletterci un po’ prima di dare un responso allo spogliatoio. Vuole anche confrontarsi con il club, che aveva pensato a Zaccagni capitano, dopo il gol simbolo dell’Italia all’Europeo. Mattia però è molto amico di Cataldi e, per lui, sarebbe disposto a togliersi quel grado. Stesso discorso per Marusic, oltretutto in scadenza di contratto fra un anno. Romagnoli ragiona allo stesso modo, un po’ sulla scia dell’ex Radu, che ha sempre fatto un passo indietro pur essendo riconosciuto dal gruppo come un leader assoluto. Nella lista dei papabili rimane anche Patric, ormai un beniamino eletto dal tifo, ma chissà se titolare indiscusso quando Gila tornerà al suo posto.

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Greenwood verso De Zerbi, la Lazio cambia strategia: si punta un trequartista

Greenwood è più lontano. Il pressing di De Zerbi, che gli telefona un giorno sì e l’altro pure, sta sortendo l’effetto desiderato. L’esterno inglese in queste ore potrebbe dire sì all’Olympique Marsiglia. La pressione nei suoi confronti a Manchester, con il rientro in sede della squadra dal ritiro in Norvegia e la ripresa degli allenamenti, lo starebbe spingendo verso una decisione definitiva. Mason e il padre ieri hanno preso altro tempo con gli intermediari della Lazio, ma Fabiani si è stancato di aspettarlo e l’ipotesi di un blitz in Inghilterra ha perso consistenza. Stesso discorso per Manna, diesse del Napoli. I club italiani, con l’OM vicino al traguardo, battono la ritirata strategica. Va tenuto aperto uno spiraglio perché sul mercato può cambiare tutto in un attimo, ma ieri il flirt tra Greenwood e la Lazio sembrava ai titoli di coda. Conta la volontà del giocatore, in attesa dell’offerta migliore. La proposta inviata da Formello al Manchester United sarebbe di riguardo: 22 milioni di sterline più il 50% dei diritti per la rivendita. Di fatto i Red Devils incasserebbero 25 milioni per la metà del cartellino, ma l’esterno inglese pare si stia convincendo a trasferirsi in Francia. Il corteggiamento di De Zerbi, che lo ha conosciuto in Premier, supererebbe le resistenze ambientali e le ostilità del Velodrome. L’OM ha già messo sul piatto i 30 milioni richiesti.

La Lazio, circa due mesi fa, aveva riallacciato i fili di una trattativa impostata alla fine dello scorso agosto. Era stato preso un impegno con il giocatore e confermato nonostante gli acquisti di Tchoauna e Noslin. L’arrivo di Greenwood rimetterebbe in discussione la conferma di Isaksen. In organico ci sono anche Pedro e Cancellieri. Gli esterni non mancano. A questo punto, finirà il ritiro di Auronzo e Fabiani aspetterà di confrontarsi con Baroni. Le strategie, salvo colpi di scena e ripensamenti, potrebbero cambiare. L’investimento stanziato per Greenwood inevitabilmente verrebbe dirottato verso altri ruoli. Forse molto più un trequartista o una mezzala di costruzione che un centravanti. E’ stato riproposto Giovanni Simeone, ma la Lazio ha detto no. Un profilo come Samardzic (o altre candidature simili) potrebbe essere più funzionale per completare il 4-3-3 o 4-2-3-1 di Baroni. Dele Bashiru, con tutto il rispetto, non può da solo rimpiazzare Luis Alberto e Kamada. Vitor Roque, il giovane asso del Barcellona, e Bellingham junior (Sunderland) non sono nei radar di Formello. Alla Lazio manca un numero 10 autentico e restano forti dubbi sull’ipotesi che al posto di Ciro possano bastare Noslin e Castellanos. Corriere dello Sport

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Lazio, Greenwood tentenna: il piano B puó essere Jobe Bellingham

Non è finita per Greenwood, ma l’affare è sempre più in bilico. Perché il Napoli è davvero pronto a fare sul serio, mettendo sul piatto quasi la stessa cifra (30 milioni) del Marsiglia pur di portarlo da Conte a Dimaro. I partenopei devono prima liberarsi delle uscite, cedere almeno Lindstrom, per questo la Lazio deve giocare d’astuzia, provare a bruciare Manna sul tempo. Lotito ha rilanciato, non può e non vuole spingersi oltre i 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita, ma l’esterno inglese deve dare una mano. Il ds Fabiani, almeno di facciata, ha dato un ultimatum a Mason, che ha accettato sì la Lazio, ma non ha dato ancora una preferenza allo United rispetto a Napoli e Juventus (sebbene Giuntoli si sia già tirato indietro). È questo il nodo: solo se Greenwood non tergiversasse ancora e spingesse subito per i biancocelesti, i Red Devils sarebbero costretti a rassegnarsi a una proposta più bassa sul corrispettivo immediato, ma migliore qualora il suo talento dovesse esplodere in futuro. È il momento di mettere un punto, col ds Fabiani disposto a volare a Manchester solo se arriverà un sì convinto e definitivo.

IL RITORNO DI FIAMMA

Altrimenti largo al piano b, forse individuato già a gennaio. Con Greenwood si andrebbe sul 4-3-3, con un trequartista puro (Samardzic) o eclettico (Stengs) si potrebbe proseguire con il 4-2-3-1 provato in questi giorni da Baroni ad Auronzo. C’è sempre anche l’Inghilterra, un fratello d’arte nel mirino della Lazio: Jobe Bellingham, fratello di Jude astro del Real, risondato con il Sunderland dopo lo scorso inverno. Classe 2005, ha chiuso la sua stagione con 47 presenze (45 in seconda divisione inglese, a cui si sono aggiunti i due gettoni tra EFL e FA Cup), un assist e sette gol, e costa già circa 15 milioni di euro. Potrebbe essere lui il mister X di cui parla Lotito: l’interessamento, il ruolo e la carta d’identità corrispondono.

IN PARTENZA

La Lazio deve anche accelerare le uscite adesso. «Non sono finiti i tagli», si è lasciato scappare infatti Lotito, e non si riferiva solo agli esuberi Kamenovic, Fares, André Anderson, Basic, Akpa, Marcos Antonio (affare arenato col Flamengo) e Cancellieri (sondato dal Genoa di Gilardino). A Hysaj è stato dato il cartellino in mano e cerca offerte in Arabia, dove ci sono corteggiamenti Pedro: all’Al-Qadsiah piace l’esterno spagnolo. Il Messaggero

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Lotito: “Io non mollo, aspettate a giudicare. Greenwood? Ho offerto 25 milioni, ma Napoli e Juve si sono infilate. Immobile ha capito…”

Fra quattro giorni scoccheranno i 20 anni della più longeva presidenza della Lazio: «Vogliono costringermi a vendere la società, ma io non ci penso proprio. Non mollo». Tiene duro, Claudio Lotito, sempre più contestato, con striscioni da Roma alle Tre Cime di Lavaredo (l’ultimo -«Ma come? Compramo tutto tre volte er prezzo corente e solo a legna a vennemo alla metà?» – recita una famosa frase del “Marchese del Grillo”) : «Non vengo per evitare insulti e fischi? No, io ci ho sempre messo la faccia. Se stavolta non dovessi farcela a raggiungere il ritiro, sarebbe solo per i miei impegni serrati. Sto lavorando giorno e notte, davvero h24, per le aziende, il governo e per la Lazio». Già, c’è chi lo accusa sia troppo impegnato in Senato, che non riesca più nemmeno a star dietro al club capitolino: «I fatti dicono il contrario, a metà luglio siamo la società più avanti sul mercato. Ho speso quasi 50 milioni per quattro giocatori perché è arrivato anche Tavares (ieri a pranzo ad Auronzo, ndi). Baroni è contento e si è complimentato anche per l’ultimo colpo dopo Tchaouna, Noslin e Dele-Bashiru. Non dico nulla, ma abbiamo sbaragliato una concorrenza foltissima sul terzino. Ha dati fisici e di corsa da fare spavento». Ora Greenwood sarebbe la ciliegina sulla torta di compleanno del patron, arrivato a Formello il 19 luglio 2004: «Ho offerto 25 milioni più il 50% della rivendita, più bonus e commissioni. Eppure si sono infilate diverse società per fare un’azione di disturbo. Dopo la Juventus, il Napoli, sembra che tutti stiano gufando, sono terrorizzati dal fatto che possiamo prenderlo e vogliono far saltare tutto».

C’È UN MISTER X

Sotto traccia esiste un piano alternativo. Non è Martial, nemmeno Victor Roque, ma un mister X segreto: «Ho detto 10 volte più forte, sì, ma sapete che a volte io gioco. È vero, però, ho un altro nome giovane nascosto». Non è un centravanti, la Lazio ha fiducia in Noslin e Castellanos: «Ci hanno offerto tanto per il Taty, ma non lo cediamo perché ci crediamo. E pensiamo che possa finalmente sbloccarsi e dimostrare tutto il suo valore, senza il naturale peso di avere davanti chi aveva fatto la storia della Lazio». Chiaro il riferimento a Immobile, partito per Istanbul di fronte a un ricco biennale da 6 milioni l’anno (ufficializzato, senza l’opzione unilaterale per il terzo): «Ha chiesto lui di essere ceduto, come Milinkovic e Luis Alberto. Hanno capito che era finito il loro ciclo e bisogna accettarlo. Anche la società, nonostante l’affetto più volte dimostrato, ha compreso che fosse arrivato il momento di ricominciare con un nuovo progetto giovane e di più ampio respiro. Ma, ribadisco, non si tratta di un ridimensionamento». Pedro rimane l’ultimo terribile “vecchietto”: «Io non caccio nessuno, ha ancora un anno e non ha fatto un passo indietro. Abbiamo tanti leader dentro lo spogliatoio, avete sentito Gila come ha parlato da uomo maturo. Serve pazienza, ovviamente tempo, ma mi piacerebbe sentire più fiducia in quello che stiamo ricostruendo. Almeno aspettare, prima di trarre un giudizio definitivo. Le critiche preventive non mi piacciono».

VIA ALL’ACADEMY

Si sta muovendo anche altro: «Avete visto l’incontro positivo in Campidoglio per il Flaminio? Abbiamo fatto i sondaggi archeologici, adesso c’è anche il parere positivo dei Beni Culturali per l’Academy. Partirò prestissimo con sette campi, la scuola, lo studentato, la chiesa, tre campi a 11, tre da calcetto, due a otto». I talenti devono crescere dentro Formello: «Il dg Enrico e il ds Fabiani stanno facendo un gran lavoro, oltre la Women il settore giovanile è rinato. Adesso mio figlio partirà con la Primavera, impegnata in un torneo in Messico. Nella spedizione ci sarà anche Munoz, che abbiamo preso insieme ad Artistico, mandato altrove in prestito. Nella sala scouting con otto postazioni adesso studiamo tutti i dati e i giocatori del mondo». Dopo vent’anni, la Lazio è cambiata, ma non ha la forza economica dei magnati sbarcati in Italia dall’estero. Per questo ha preso un’altra strada, vuole seguire i modelli Bologna, Atalanta, Leverkusen e Feyenoord per provare a tornare pian piano nell’elìte del calcio. Il Messaggero

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Lazio, il discorso di Baroni alla squadra: “Combattiamo per far sentire il compagno il più forte”

Silenziosissimo e soddisfatto, Marco Baroni, nel primo test della sua nuova Lazio. Ha osservato solo i movimenti e l’affiatamento, dopo aver fatto già un lungo discorso nella sgambata mattutina con la squadra messa a cerchio: «Dobbiamo lavorare sul gruppo! lo non ero il più forte nelle squadre in cui ho giocato, ma mi ci facevano sentire. Qui dentro voglio questa mentalità. Ognuno di noi deve aiutare il proprio compagno, fare una corsa in più per lui. Anche nei momenti di difficoltà, facciamolo sentire il più forte e combattiamo per lui fino all’ultimo respiro». Applauso dei giocatori, poi quello dei 700 tifosi (12 euro il prezzo del biglietto) per un po’ di ottimismo sparso al tramonto. Il Messaggero