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La magia dei numeri: che media punti con Luis Alberto in campo…

La questione di Luis Alberto è uno degli argomenti caldi in casa Lazio. Lotito starebbe provando a mediare e a risolvere. E intanto, come sottolineato da La Repubblica, a parlare sono i numeri.

Infatti, con lo spagnolo in campo, i biancocelesti hanno realizzato 26 punti in 13 partite. Insomma, una media di due punti a gara. Senza di lui invece si scende a 1,3, con 21 punti in 16 gare. Concentrandosi solo sulla Serie A, la media punti resta uguale con l’iberico in panchina. Ma con il Mago in campo la media è quasi da scudetto: 2,3 punti di media con 21 punti in 9 gare. Insomma, un qualcosa che fa capire l’importanza di Luis Alberto, anche part time.

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Lazio, asse Lotito-Verona: idea Doig prende quota

Il calciomercato è ancora all’orizzonte, ma in questa fase le valutazioni sono un obbligo. La Lazio ha bisogno di un’alternativa sulla fascia sinistra. E’ la priorità nella finestra invernale che verrà affrontata nelle prossime settimane. Come riporta il Corriere dello Sport, Fabiano Parisi dell’Empoli ed Emanuele Valeri della Cremonese restano profili graditi, ma a prendere quota ora è il nome di Josh Doig. Più giovane (20 anni) e meno costoso. I suoi passi da terzino sinistro li sta muovendo con decisione a Verona. Si è ritagliato uno spazio importante nell’Hellas, dopo essere arrivato in estate dal club scozzese Hibernian per 3 milioni e mezzo di euro, segnando due gol, garantendo esplosività e corsa. Va formato sul piano tattico, ma potrebbe essere il profilo giusto per Sarri, da affiancare ad un esperto titolare come Marusic. L’asse di mercato fra Lotito e Setti è sempre caldo. Il costo di Doig dovrebbe aggirarsi intorno ai 5 milioni di euro. A gennaio potrebbero partire i primi contatti concreti. Ragionamenti e valutazioni: la Lazio studia il suo futuro.

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Luis si gode la Spagna e aspetta offerte

Le vacanze dei giocatori non impegnati nel Mondiale continuano e Luis Alberto se le sta godendo in Spagna. Dall’Atletico Madrid al Cadice, passando per il Siviglia, sono parecchi i club iberici accostato al Mago ma ancora non si è mosso nulla. Lotito, infatti, continua a chiedere a Sarri di non tagliare fuori del tutto lo spagnolo, ma il suo entourage si muove comunque per portare offerte concrete alla società. Lotito accetterebbe un prestito con obbligo di riscatto, la stessa formula con cui potrebbe prendere Ilic, bloccato l’estate scorsa. Setti non lo venderà a meno di 15 milioni, Luis Alberto ne vale non meno di 20, visto che il 20% della futura rivendita andrà al Liverpool. Ilmessaggero.it

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Marcos Antonio e Maximiano: i più pagati, i meno utilizzati. E a gennaio…

Quando si ricomincerà, i ritmi saranno subito serratissimi. E serviranno tutti. La Lazio, in questa prima parte di stagione, è quella che ha utilizzato meno giocatori in Serie A. Appena 21 (ben otto in meno di Verona e Monza). Tanti. O meglio: pochi. Anche perché alcuni dei 21 calciatori mandati in campo da Sarri nelle prime 15 giornate di campionato hanno giocato davvero poco. Maximiano, per esempio, è stato utilizzato solo per i primi 5 minuti del torneo. Poi il rosso col Bologna e Provedel che lo ha superato nelle gerarchie. Per lo spagnolo non c’è più stato spazio, nemmeno in Europa League. Poi c’è Marcos Antonio, che in campionato ha totalizzato appena 265 minuti che diventano 408 considerando la coppa. Sono loro, fra i giocatori arrivati in estate, a essere stati impiegati meno di tutti. Anche meno di Gila, che a differenza loro a questi livelli non c’era mai stato. Un paradosso, considerando che proprio Maximiano e Marcos Antonio sono i due giocatori per i quali la Lazio, in estate, ha speso di più (circa 18 milioni complessivi).

Marcos Antonio era il più atteso. Avendo anche già giocato la Champions League (con lo Shakhtar), disputando anche ottime partite su campi prestigiosi (vinse in casa del Real Madrid), i tifosi non vedevano l’ora di vederlo all’opera. In realtà, quando ha giocato, ha commesso errori gravi (come in occasione del gol del pareggio della Sampdoria), che hanno fatto sì che il suo impiego venisse centellinato. Anche su Maximiano c’erano grandi aspettative. Il portoghese si è però dimostrato un po’ timido (comanda poco la difesa), motivo per il quale Sarri, prima ancora dell’espulsione, era orientato a puntare su Provedel.

La Lazio tornerà in campo il 4 gennaio a Lecce. Da lì si giocheranno sei partite in 25 giorni. I ritmi saranno alti, ma ci sarà anche la possibilità di ritagliarsi un po’ di spazio. Prima per Marcos Antonio, che nelle varie partite può anche entrare a gara in corso, che non per Maximiano. Il portiere portoghese potrebbe dover aspettare il 19 gennaio, quando la Lazio ospiterà il Bologna negli ottavi di Coppa Italia. Se così fosse riapparirebbe oltre cinque mesi il suo esordio, nuovamente contro il Bologna. Nel recente passato sono tanti i giocatori della Lazio che, arrivati a Roma, hanno avuto bisogno di un anno di tempo per cominciare a rendere: è successo a Milinkovic (che però era giovanissimo), è accaduto anche a Luis Alberto. Anche questo può dare fiducia sia ai giocatori, ma anche ai tifosi. Il fatto che per il momento non siano riusciti a imporsi non significa che non possano farlo in futuro. Anche se quando si ricomincerà i ritmi saranno subito altissimi. E anche Maximiano e Marcos Antonio devono dare un contributo.

Gazzetta dello Sport

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Parolo su Cataldi: “Che miglioramenti in fase difensiva. Quanto attaccamento alla maglia…”

Lo ha osservato a lungo. Lo ha visto crescere e maturare, ora lo commenta con cognizione di causa. Marco Parolo conosce a memoria qualità e difetti di Danilo Cataldi. Hanno condiviso lo spogliatoio per due anni e mezzo prima che, nel gennaio 2017, l’attuale centrocampista biancoceleste venne girato in prestito prima al Genoa (6 mesi) e poi al Benevento (per una stagione). Nella prima partita di Serie A nella quale entrambi hanno giocato per la Lazio si alternarono: era il gennaio del 2015 e Danilo entrò al posto di Marco. Con il ritiro di Parolo Cataldi lo ha sostituito anche come personalità all’interno dello spogliatoio. “Sono contento di vedere i progressi che sta facendo – dice Parolo -. Se lo merita per impegno e attaccamento alla maglia”.
Eppure ha anche vissuto un lungo periodo di difficoltà…

“Dopo il primo anno alla Lazio ha fatto un po’ di esperienza fuori che gli ha fatto bene. Al ritorno dai prestiti a Genoa e Benevento l’ho trovato cresciuto, maturato. Era più responsabile, più adulto”.
Per quel che riguarda il campo invece in cosa è cresciuto?

“Nella fase difensiva, specie negli ultimi mesi. Era quello il suo punto debole ma ci ha lavorato. In fase di palleggio invece è sempre stato molto propositivo. Ora è il fulcro del gioco”.
Si aspettava questa crescita?

“Con Inzaghi non giocava molto, ma si è messo a disposizione e con umiltà si è lentamente ritagliato il proprio spazio. Ha capito quali erano i propri punti di forza, ha sempre tenuto il piede schiacciato sull’acceleratore durante gli allenamenti. Questo gli ha fatto guadagnare sempre più credibilità e importanza anche all’interno dello spogliatoio, dove è diventato un vero e proprio punto di riferimento. Una persona con la quale confrontarsi”.
Con il cambio di allenatore il definitivo salto di qualità…

“Credo che sia adatto alle idee di Sarri. Riesce a rendere concreti i concetti dell’allenatore. Proprio per questo il tecnico ormai si affida completamente a lui. Inizialmente, l’anno scorso, non aveva tutto questo spazio. Segno che è riuscito a conquistare la fiducia di Sarri che gli era data in automatico. Conoscendolo però ero convinto che sarebbe diventato titolare, benché ci fosse bisogno di un periodo di studio sulle letture tattiche, specie, appunto, in fase difensiva”.
Lo ritiene adatto agli obiettivi della Lazio o sarebbe meglio intervenire sul mercato?

“Non credo ce ne sia bisogno, anzi. La Lazio necessita della crescita di Marcos Antonio, ma non di un titolare al posto di Danilo. Se il brasiliano riuscirà a ritagliarsi più spazio Cataldi potrebbe rifiatare di più e, alla lunga, essere più fresco e lucido e quindi migliorare ulteriormente. Danilo però lì va benissimo, ed essendo laziale è anche bello che sia così”.


La Lazio invece in cosa è cresciuta?

“Le idee di Sarri ora sono anche della squadra, che è molto migliorata tatticamente. La Lazio soffre meno alcune situazioni di gioco che prima la mettevano in crisi. I reparti si muovono meglio. E infatti prende molti meno gol”.

Corriere della Sera

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Lotito, promessa terzino a Sarri. La punta in estate: piace Success

Sarri ha chiesto un terzino sinistro il prima possibile e la società proverà a regalargliene uno in questa finestra di calciomercato in modo da dare un’alternativa valida a Marusic su quella corsia. Lotito lo ha promesso a Sarri nell’ultimo vertice avuto a Formello, ma non è detto che sia l’unico movimento in entrata.

Per quanto riguarda il vice Immobile,probabilmente per questa stagione si continuerà con gli stessi uomini. L’alternativa principale a Immobile sarà Felipe Anderson, in attesa che Cancellieri si sblocchi alla Lazio come ha fatto in  Nazionale U21 (doppietta contro la Germania). Per quanto riguarda l’anno prossimo, però, sarà diverso. Ci si sta già muovendo per luglio, con alcuni profili monitorati con attenzione. Tra questi troviamo Isaac Successdell’Udinese, gradito da Sarri per fisicità e stile di gioco. Non è un bomber puro, ma lavora tanto per la squadra creando spazi e dando supporto anche nella fase difensiva.

Sottil all’Udinese lo sta sfruttando molto e il nigeriano ha ricambiato con tre assist nelle ultime tre partite. Con i bianconeri il contratto scade nel 2024, dunque la prossima estate sarà l’ultima in cui l’Udinese potrà guadagnare sa una sua cessione, visto che il calciatore non sembra voler prolungare.

Corriere dello Sport

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Lotito vuole la Champions e Sarri aspetta un terzino

A grande richiesta, la Champions. E’ la sacrosanta istanza fatta presente da Lotito a Sarri durante gli ultimi colloqui. Il presidente s’aspetta che la Lazio confermi il quarto posto, quantomeno che lo difenda fino all’ultimo ben sapendo che il calcio, come ama dire, «è fatto di fattori imponderabili». E’ un sogno sportivo, è una necessità economica. Dopo il quinto posto dell’anno scorso, fin dall’inizio della stagione, la società ha lavorato affinché la squadra si rinforzasse e affinché il progetto Sarri si completasse il più possibile. Lotito ha speso quasi 50 milioni (considerando il riscatto futuro di Cancellieri), è una cifra da Champions. Sarri deve riuscire a restare in corsa fino all’ultimo per tentare l’allungo finale. Non sarà semplice, non è impossibile. Alla ripresa ripartirà con Immobile, Zaccagni e Lazzari. Spera di ritrovare Milinkovic e Vecino, gli unici impegnati al Mondiale, in buone condizioni. Dovrà gestire il caso Luis Alberto, se resterà a Roma toccherà a Mau cercare un nuovo punto d’incontro, non può permettersi di tenerlo confinato in panchina. Sarri, per assecondare il sogno Champions del presidente, ha chiesto l’arrivo di un terzino sinistro. Sarebbe disposto a rinunciare a Luis Alberto pur di avere un esterno pronto per l’uso, utilizzerebbe lo spagnolo come pedina di scambio. Ma Lotito la pensa diversamente, è disposto a cederlo soltanto monetizzando. Nelle idee di Sarri il candidato numero uno per rinforzare la fascia sinistra è Parisi dell’Empoli, prezzo 15 milioni. L’idea della società (che fa sempre presente al tecnico la presenza di Kamenovic in rosa) è rintracciare un terzino giovane, presumibilmente all’estero, un’alternativa a Marusic. Questo è il compromesso che ha chiuso il summit dello scorso weekend. Sarri, per inseguire la Champions e affrontare la Conference senza stirare nuovamente Immobile, accoglierebbe un vice Ciro, anche un’occasione da prendere al volo. Da un anno pensa a Caputo della Sampdoria, in uscita a gennaio. Il club conta sulla crescita di Cancellieri, protagonista nei giorni scorsi con l’under 21 (doppietta alla Germania).

Corrieredellosport.it

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Oggi la decisione sul ritiro: tre location diverse in ballo in Turchia

Oggi potrebbe arrivare l’ufficialità. La Lazio sta organizzando il ritiro invernale che, con tutta probabilità, si terrà fra il 12 e il 23 dicembre. La società biancoceleste, scartata l’ipotesi Argentina (non gradita al tecnico), sta valutando tre sedi diverse in Turchia. La scelta finale dipenderà da questioni logistiche: i laziali vogliono infatti disputare alcune amichevoli di livello per arrivare alla ripresa del campionato (4 gennaio a Lecce) e l’organizzazione dipenderà dalle squadre disponibili nei dintorni del luogo prescelto (il favorito sembra essere Belek, in provincia di Antalya). Inoltre, per non sbagliare una scelta così delicata che inciderà sul prosieguo del campionato, si stanno ispezionando i vari campi di allenamento per avere la certezza che siano all’altezza. Solo se non si dovesse trovare una soluzione soddisfacente la Lazio effettuerebbe il ritiro a Formello. Gli allenamenti riprenderanno però prima del ritiro: la prossima settimana i biancocelesti torneranno in campo (il 30 i giocatori effettueranno le visite mediche). Probabile che tornino ad allenarsi in gruppo anche Zaccagni e Lazzari (Immobile è invece già recuperato), che nelle ultime sedute hanno effettuato un lavoro personalizzato.

Corriere della Sera

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Milinkovic, il compromesso sta nella cifra della clausola

Sulle pagine odierne de Il Messaggero si continua a monitorare la situazione tra la Lazio e Sergej Milinkovic-Savic. Come riporta il quotidiano, il centrocampista è riconoscente ai biancocelesti dopo ben 314 presenze; dunque, non intende fare torti al club e andare via a parametro zero nel 2024. Ma per fare passi avanti nel tanto atteso rinnovo – si legge -, occorre che le parti si vengano incontro. Ed ecco che spunta l’ipotesi di inserire nel contratto una clausola rescissoria da 60/70 milioni, una via di mezzo tra i 120 richiesti da Lotito e i 40 dall’entourage del serbo.

La Juventus rimane spettatrice interessata, pronta ad offrire fino a 7 milioni annui a Milinkovic, mentre la Lazio arriverebbe a 5, bonus compresi. Continuano le trattative per il rinnovo, con l’ipotesi clausola più che possibile. 

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Maximiano, dal Bologna al Bologna: in coppa partirà l’operazione rilancio

Troppo presto per dare giudizi definitivi. Non possono bastare quei sei minuti sventurati contro il Bologna, alla prima giornata, per bollare un portiere pagato 10 milioni di euroLuis Maximiano aspetta con pazienza la sua occasione, che potrebbe arrivare in Coppa Italia. E il caso vuole che la partita sia proprio contro la formazione rossoblù. Un gioco del destino che garantirà all’estremo difensore portoghese una seconda chance, stavolta non dovrà farsela scappare. L’arrivo del classe 1999 è stato voluto tanto da Sarri quanto da Tare, valutazioni convergenti. Dopo essere sfumata la pista Carnesecchi (l’Atalanta sparava troppo alto), la decisione della Lazio è stata quella di investire su Maximiano, retrocesso con il Granada ma tra i migliori portieri della Liga per percentuale di parate effettuate. Non può essere un caso. L’arrivo di Provedel non lo ha certo agevolato: l’ex numero 1dello Spezia ha mantenuto un rendimento elevato fino alle ultime giornate pre-sosta. Avrebbe avuto bisogno di tirare il fiato in alcune occasioni, ma Sarrinon lo ha fatto ruotare neanche in Europa LeagueMaximiano però guarda avanti come confermato qualche settimana fa ai microfoni del canale ufficiale: «Noi come calciatori dobbiamo essere sempre pronti perché non sappiamo quando arriverà il nostro momento. Credo che queste cose possono succedere in una carriera. Sono giovane, non avevo mai passato una cosa così però mi farà crescere e vado avanti».