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GIUDICE SPORTIVO

Sarri e Mourinho squalificati: saltano un turno

Un turno di squalifica per Sarri: il tecnico della Lazio era stato già diffidato ed è giunto alla sua quinta sanzione. Questa la decisione del Giudice Sportivo. Sarà Martusciello a guidare la Lazio il 2 ottobre, nel lunch match delle 12.30 contro lo Spezia. Un turno anche a Jose Mourinho, per “essere, all’11° del secondo tempo, entrato indebitamente sul terreno di gioco inveendo contro un calciatore della squadra avversaria, infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale”. Due turni ad Angel Di Maria.

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DICHIARAZIONI

Lazzari: “Ci sentiamo protetti dopo un infortunio, siamo felici delle strutture a disposizione”

Manuel Lazzari è intervenuto nel corso del convegno “Focus on Football Medicine”.

“Negli ultimi anni ho avuto diversi infortuni muscolare, oramai ho imparato come si guarisce dai vari stop. Siamo fortunati a Formello ad avere le strutture per recuperare subito, dalla piscina alla palestra passando per le cure dei dotti e dei fisioterapisti fino al ritorno in campo. Noi calciatori ci sentiamo protetti quando subiamo un infortunio perché sappiamo che recupereremo nel più breve tempo possibile. Siamo felici delle strutture a disposizione”.

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INFERMERIA

FORMELLO – Mercoledì la ripresa: il punto sull’infermeria

Maurizio Sarri ha concesso un giorno di riposo extra ai – pochi – rimasti nella Capitale. I lavori riprenderanno domani e sarà interessante capire che scelte verranno fatte sui giocatori non al meglio. Nello specifico Casale e Patric (usciti acciaccati dal match di Cremona) Zaccagni, Pedro e Toma Basic. Questi ultimi tre sono alle prese con i recuperi dai rispettivi problemi fisici. Tutti e tre si sono resi disponibili per Cremona, Pedro è addirittura sceso in campo da titolare nella disfatta europea con il Midtjylland con un solo allenamento nelle gambe. Discorso diverso per Lazzari, che sta lavorando su una lesione al flessore e – ad oggi – è difficile fare ipotesi per Lazio-Spezia del 2 ottobre.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Capodaglio sul vice Immobile: “Ciro è stato chiaro, in barba a chi…” (AUDIO)

Franco Capodaglio a ‘NMM’

“Se non ci fosse stato lo scivolone in Europa, la stagione finora sarebbe stata discreta. I due punti di Genova sono un grosso rammarico, mentre con il Napoli l’episodio del rigore grida vendetta. Per il resto, mi auguro che a gennaio si possa recuperare il tempo perso in estate e sistemare quelle due falle nella rosa. Vice Immobile? Le sue parole al termine di Cremonese-Lazio credo che sbugiardino definitivamente chi raccontava di un giocatore che non voleva concorrenza“.

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APPROFONDIMENTI

Dopo la sosta il tour de force: 12 partite in 43 giorni

La Lazio è attesa da un tour de force notevole. Saranno infatti 12 le partite da disputare in appena 43 giorni. Calendario fittissimo che richiede una gestione capillare delle forze. Sarri ritroverà i giocatori impegnati con le Nazionali il 29 settembre (per alcuni il rientro è previsto il 28) e potrà fare le sue valutazioni. L’attualità dice che Lazzari è in dubbio per il lunch match del 2 ottobre contro lo Spezia ed è – al momento – l’unico fuori dai giochi a livello fisico. Per gli altri (Casale e Patric) si tratta di qualche acciacco dovuto prettamente alla stanchezza.

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NAZIONALI

Gioia Provedel: “Chiamata azzurra inaspettata. Vi svelo il mio idolo…” (AUDIO)

Una chiamata inaspettata quella dell’Italia. Mi è stato comunicato dopo la brutta sconfitta in Europa League. Mi ha aiutato a rendere più dolce quel momento amaro. Davvero una grande emozione”. Ivan Provedel è al settimo cielo dopo la prima convocazione con l’Italia. Un sogno che si avvera dopo mesi speciali. Il passaggio alla Lazio, il debutto in Europa e ora pure l’azzurro. Il portiere biancoceleste, dal ritiro, ha commentato il momento: “Mi fa estremamente piacere condividere camera con Vicario. Ci conoscevamo già da tempo visto che eravamo vicini di casa e avevamo diversi amici in comune”.

Le parole di Provedel

“C’è grande entusiasmo. Si percepisce che questo gruppo ha fatto qualcosa di importante di recente. Questo ci ha aiutato ad ambientarci. Tra i più simpatici c’è sicuramente Bonucci che ha sempre la battuta pronta. Ho indossato i guanti da portiere per la prima volta a sei anni. In realtà ho fatto l’attaccante fino a 15 anni per poi tornare tra i pali. Il mio idolo è Toldo, dopo la semifinale di Euro 2000 mi sono detto voglio essere come lui e da allora ho desiderato fare il portiere. Gli attaccanti forti? Immobile è tra i più temibili, ma per fortuna adesso ho la fortuna di non giocarci più contro. Ci sono anche altri attaccanti brevilinei e pericolosi come ad esempio Raspadori. Mi ha fatto diversi gol in passato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, parenza da sette. Provedel la sorpresa, difesa cresciuta collettivamente…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Il primo bilancio della stagione della Lazio non può che essere considerato positivo. Se pensiamo solo al campionato il sette in pagella scatta tranquillamente. Il calendario non era semplice, per esempio decisamente più complicato rispetto a quello della Roma. La classifica alla prima sosta, invece, premia i biancocelesti. Il giocatore che ha fatto meglio fino ad oggi o quantomeno la sorpresa è Provedel. Il portiere era la grande incognita dell’estate e la partenza dell’ex estremo difensore dello Spezia è davvero importante. Inoltre, va sottolineata la crescita significativa del reparto difensivo. C’è stato un buon approccio dei nuovi, ma non credo che sia un discorso di miglioramento dei singoli rispetto allo scorso anno. E’ una crescita collettiva, di miglioramenti generali nel modo di interpretare le richieste di Sarri”.

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RASSEGNA STAMPA

La cura di Sarri: “Superate i vostri limiti o avrete rimorsi”

Superate le correnti gravitazionali, non dev’essere una parentesi. Via sbalzi d’umore e altri fallimenti. Solo così stavolta avrà effetto, la nuova cura Sarri. La Lazio torna a vincere e a convincere allo Zini, sale al quarto posto a 14 punti, ottiene il secondo successo consecutivo a ridosso degli impegni europei (novità rispetto agli anni passati), ma Maurizio non si fida della guarigione completa dei suoi uomini: «Non mi basta il riscatto con la Cremonese, voglio la consapevolezza degli errori commessi. Altrimenti verranno ripetuti». Subito dopo il tracollo contro il Midtjylland, il tecnico aveva pronunciato questo discorso all’interno degli spogliatoi: «Sono deluso perché dopo 14 mesi di lavoro, e dopo questo buon inizio, mi aspettavo di avervi fatto capire che, soltanto con l’applicazione e senza superficialità, si possono raggiungere grandi traguardi. Scopritelo adesso quanto siete forti: potete fare il salto di qualità superando i vostri limiti. Se darete sempre il 100%, non ci saranno più questi cali. Altrimenti vi rimarranno grandi rimorsi». Giovedì scorso lui stesso era talmente amareggiato da aver addirittura pensato alle dimissioni per non dare più alla squadra nessun alibi. Nei due giorni successivi, in ritiro a Piacenza, nessun confronto con i giocatori. Sarri gelido, muto, come un padre offeso coi propri figli. La nuova strategia stavolta ha toccato altri canali emotivi. Nessuna strigliata, l’allenatore ha lasciato che i giocatori si guardassero fra loro negli occhi e riguardassero loro stessi da spettatori: emblematica la visione intera dello scempio di Herning. Tutti si sono vergognati, in allenamento erano furiosi, soprattutto i leader Immobile e Milinkovic davanti ai tifosi. 

IL TURNOVER

Come quella di Battiato, la nuova cura di Sarri prevede il silenzio e la pazienza per eliminare i turbamenti che da oggi si incontreranno ancora nella via. Dal Molise Lotito ha già sposato la sua linea: «Questo problema di testa va risolto una volta per tutte, e Sarri resta, non va via». Bella la risposta di Cremona. Una Lazio sempre sul pezzo, concentrata in tutti i momenti cruciali della sfida. I 18 tiri della Cremonese non sortiscono nessun effetto perché i biancocelesti fanno i movimenti giusti e poi sfoggiano tutta la loro qualità. Tutti sono coinvolti in questa vittoria. Perché il nuovo metodo Sarri prevede molto più turnover con la panchina allargata: dopo 9 gare ufficiali, tutti sono partiti titolari almeno una volta. Solo i baby Cancellieri e Romero aspettano ancora una vera chance. 

I COMPLIMENTI

Specie quando gioca ogni tre giorni, è difficile reggere i ritmi forsennati di questo credo. Ma quando il calcio di Sarri è applicato in campo, dal fischio d’inizio sino al 90’, regala un secco 0-4. A fine incontro il giovane attaccante Zanimacchia (cantera Juve) si avvicina a Maurizio e gli sussurra all’orecchio: «Mister, che spettacolo le tue squadre. Se ti avessero dato tempo a Torino…». Chissà se oggi sotto la Mole rimpiangono l’allenatore dell’ultimo scudetto. Guai a commettere lo stesso errore alla Lazio. Sarri è la soluzione, bisogna dargli tempo e non dubitare della sua sinergia con questo gruppo. Pian piano farà entrare a tutti lo slogan «non mollare mai» nel cervello. E il germe rimarrà isolato. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Spetta a Sarri gestire bene Immobile. Difesa? Casale cresce, Provedel superiore a Strakosha…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La Lazio è partita bene, poi è chiaro che se Sarri avesse avuto un terzino sinistro o un vice Immobile saremmo più sereni. La storia dice che nelle ultime gare di campionato Immobile fatica un po’ di più. Spetta al tecnico ora gestirlo nel modo giusto, considerando anche gli impegni con la nazionale”.

Focus difesa

Romagnoli parte come titolare, Casale ha confermato una buona impressione di se stesso. Certo è con avversari superiori che si dovrà testare la crescita. In questo momento Patric è quello che conosce meglio le dinamiche, ma in prospettiva per caratteristiche Casale-Romagnoli può rappresentare una buona coppia. Provedel sta dimostrando che in una piazza importante come quella della Lazio. Rispetto a Strakosha può avere più bravo nel comandare la difesa, nel calcio ci sono le categorie. Ha superato l’impatto con la grande piazza e sta facendo bene”.

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RASSEGNA STAMPA

Immobile, che fatica negli ultimi 15′. La società non lo ha aiutato, ora spetta a Sarri

Un campanello d’allarme. Una richiesta d’aiuto. Da parte di chi per la Lazio ha fatto tanto. Ciro Immobile è l’idolo dei tifosi anche per questo. Non c’è partita nella quale non si danni l’anima, non c’è gara nella quale non dia tutto se stesso. E a dimostrarlo sono le statistiche. Non parole, fatti. Supportate dai numeri. Già, perché Immobile, che è il miglior marcatore della storia della Lazio (con 187 gol totali), è il giocatore che ha realizzato più volte di tutti il gol dell’1-0 (56, compresa la trasferta di Cremona), è anche in calo evidente negli ultimi 15 minuti (più recupero). Sono infatti tre anni che dal 76′ in poi segna meno. Sempre meno. Nulla di anormale: arriva stanco a fine partita, come da lui ammesso. “A volte, soprattutto negli ultimi 20 minuti, mi piacerebbe avere un’alternativa – ha spiegato -. Anche con la Cremonese avrei potuto fare più gol, ma negli ultimi 20 minuti la porta era piccola e le gambe pesanti”. Inevitabile sia così, visto quanto corre. Inevitabile sia così visto quanto lotta. Inevitabile sia così, visto quanto gioca.

Nel 2019-20 Immobile ha segnato 10 gol dal 76′ in poi, nella stagione successiva ha segnato la metà (5), e l’anno scorso appena tre volte. Quest’anno è zero. Inevitabile che superati i 30 anni, e giocando spesso, si arrivi a fine partita con “le gambe pesanti” e con la sensazione che “la porta era piccola”. Sono gli effetti della stanchezza. Fra tutti i giocatori offensivi della Serie A (compresi i trequartisti o le ali, quindi passando da Zaccagni a Leao, da Dzeko a Dybala, da Muriel a Lookman o Di Maria) solo Immobile e Nzola (dello Spezia) hanno giocato tutti i 630 minuti (più recupero) delle 7 partite di campionato fin qui disputate. L’attaccante della Lazio accumula però minutaggio e quindi stanchezza anche nelle competizioni europee. In estate Sarri aveva chiesto un attaccante centrale per far rifiatare Immobile (che a Cremona ha segnato il 45esimo rigore della carriera in A su 55 calciati, staccando Signori a quota 44 e mettendo nel mirino Del Piero che è il terzo in questa speciale classifica all time con 50 gol dietro a Baggio e Totti rispettivamente a 68 e 71), che non è arrivato. Nei giorni scorsi il tecnico ha precisato che “la crescita di Cancellieri è rallentata dal fatto che a volte deve studiare da esterno e a volte da centrale”. Visto il mancato intervento della società (che in estate ha investito tanto, coprendo altre lacune), sta a Sarri dare respiro a Immobile. Facendo giocare di più Luka Romero per esempio e spostando così Cancellieri al centro. Una soluzione però va trovata. Perché Immobile chiede aiuto. Attraverso le statistiche oltre che a parole.

Corriere della Sera