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SETTORE GIOVANILE

Rocchi, il ritorno: incontro con la Lazio, guiderà una squadra giovanile

Bandiere che vanno, bandiere che tornano. L’ultima stagione è stata quella degli addii di Igli Tare e Stefan Radu, due uomini che hanno segnato i tempi recenti di storia della Lazio. Diciotto anni il primo (tra giocatore e dirigente), quindici il secondo (sempre con gli scarpini ai piedi). 

Lazio, il ritorno di Rocchi

Due addii pesanti a Formello (anche se per il romeno non è ancora escluso un nuovo ruolo), che saranno in parte compensati da un gradito ritorno, quello dell’ex capitano Tommaso Rocchi. Si era preso un anno sabbatico e lo ha sfruttato per prendere il patentino da allenatore UEFA Pro. Ora è pronto per tornare a casa, anche se ancora non è stata stabilita quale sarà la selezione che sarà sotto la sua gestione. Ne ha parlato con la società poco tempo fa, in una visita avvenuta in gran segreto nel centro sportivo di Formello per discutere il suo futuro. Quel che è certo è che questo sarà ancora alla Lazio, dove nella sua carriera da calciatore ha giocato per 8 anni e mezzo (segnando 105 reti, sesto miglior marcatore della storia del club), diventando poi allenatore del vivaio e rimanendoci per sei anni, guidando i Giovanissimi Provinciali Fascia B, l’Under-14, l’Under-15 e l’Under-18. 

Renga: è in arrivo un nuovo dirigente nello staff giovanile

Non si tratta di una vecchia gloria, ma ci sarà di sicuro anche un altro movimento all’interno del settore giovanile della Lazio. Si tratta di Francesco Renga (figlio dell’ex giornalista Roberto, scomparso lo scorso settembre), che ha dato l’addio al Latina dopo sei anni in cui ha ricoperto la carica di team manager. Lo stesso ruolo che occuperà a partire da questa stagione nella Primavera biancoceleste, dal momento che ha accettato la proposta ricevuta dal club laziale. Una posizione che dovrebbe ricoprire insieme a Salvatore Schietroma, un’istituzione nel centro sportivo di Formello, sul modello di quanto accaduto in prima squadra con Maurizio Manzini e Stefan Derkum. Si metterà al servizio di mister Sanderra, che due mesi fa ha ottenuto la promozione in Primavera 1. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Milinkovic innamorato della Lazio? No, solo del contratto. Se una big lo avesse mai cercato, lo avrebbe comprato” (AUDIO)

Berardi e Milinkovic, Bruno Giordano a ‘QUELLI CHE…’

“Se si vuole un giocatore pronto, ovviamente si deve puntare su Berardi. Se si vuole scommettere e fare un’annata in cui si punta a entrare nelle prime 4 in caso di esplosione di eventuali giovani, allora è un altro discorso.

E’ chiaro che Berardi con la sua età sarà difficile da vendere a cifre rilevanti dopo tre anni, salvo non arrivi lo sceicco. Ma queste sono scelte.

Per Berardi la Lazio è chiaramente un punto di arrivo dopo anni al Sassuolo. La Lazio oggi è ancora più appetibile di prima: è andata in Champions, ha un grande allenatore, sono anni che si è messa stabilmente nelle zone alte della classifica.

Sarebbe un’ottima scelta quella di prendere un “senior” come Berardi e un giovane come attaccante. Poi bisognerà vedere cosa decide di fare Sarri per gli altri ruoli, quali sono le sue richieste. Come ho già detto ieri la triade della Lazio mi ricorda quella storica della Juventus e spero ottenga gli stessi risultati.

Non conosco le type=’text/javascript’ idee della Juventus e onestamente non vedo Pogba e Milinkovic nello stesso centrocampo e penso che Pogba sia più forte. Poi potrebbe fare una scelta come dovrebbe fare la Lazio di coprirsi il più possibile con le alternative, ma questo onestamente non lo so.

Purtroppo con Milinkovic abbiamo fatto errori. Farlo arrivare a scadenza e farla passare come una cosa normale e continuare a osannare giocatori che diciamo che amano la maglia della Lazio, quando nei fatti è l’opposto lo trovo assurdo. Descriviamo un giocatore innamorato della Lazio, ma in realtà mi sembra innamorato del proprio contratto e delle scelte del proprio procuratore. Per carità, sicuramente la Lazio non doveva arrivare a questo, anche perché già negli anni precedenti aveva dato segnali in questo senso e in questa direzione. Non ho mai sentito un giocatore che sta per otto anni in una squadra e ogni anno leggo che è richiesto da tutta Europa a cifre folli, ma alla fine siamo arrivati a proposte da 30 milioni. Se davvero c’erano quelle offerte, sarebbe andato via subito. Evidentemente non interessava. E’ un giocatore poco dinamico e non funziona a livello internazionale. Punto”.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO

Dall’Uruguay, per Nandez si apre anche la pista Lazio

Nahitan Nandez era già stato accostato alla Lazio qualche stagione fa e i biancocelesti potrebbero farci nuovamente un pensiero. Lo riporta il giornalista uruguayano Federico Buysan di Sport890 e DSportsUY che parla di un interesse da parte del club capitolino, oltre che del Napoli.

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RASSEGNA STAMPA

Terzino: Pellegrini in bilico, Parisi ancora nei pensieri di Sarri, poi Valeri e Kerkez

Si sta muovendo poco anche in uscita e c’è un’altra squadra che non rientra più nel progetto. Basic ha estimatori in Francia, Cancellieri è stato sondato da Salernitana e Torino. Un capitolo a parte, lo merita Pellegrini, su cui Lotito non sembra intenzionato ad esercitare il riscatto da 12 milioni, nemmeno con uno sconto bianconero. La Lazio lo inserirebbe solo nell’affare Milinkovic o accetterebbe il rinnovo del prestito, e Luca dovrebbe decurtarsi definitivamente buona parte dell’ingaggio. Sarri non ha mai dimenticato Parisi in quel ruolo. Emerson Palmieri sembra ormai fuori portata, Kerkez era stato offerto e potrebbe essere rivalutato. Ci sarebbe Valeri, ma Mau lo considera uno da 3-5-2 sull’esterno. Confermato Gila, nonostante le difficoltà del primo anno: «Pensavo di giocare un po’ di più, ho passato un periodo brutto all’inizio e ho chiesto pure aiuto a uno psicologo. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma ho scelto la Lazio per questo e sono felice di essere cresciuto per il prossimo anno». 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, vertice a casa Sarri senza Lotito: con Fabiani e Picchioni si scoprono le carte

È il giorno del vertice di mercato senza Lotito. Fabiani e Picchioni volano a Castelfranco, il presidente è ancora impegnato a Campobasso. Sarri sabato era tornato a Roma, non è riuscito a incontrarlo, ma ora non vuole più aspettare, è impaziente di costruire la nuova Lazio. Anche perché la sua lista dei desideri di fine maggio s’è quasi ridotta all’osso. Ora ci sono tanti nomi diversi sul tavolo. La talent room di Formello – costruita dal patron con due tecnici, monitor giganti e un algoritmo – ha scovato alternative e talenti da sottoporre al benestare di Maurizio. Dopo settimane di ricerca e intenso lavoro, oggi Picchioni, Fabiani e tutta la squadra di mercato incontreranno il Comandante per decidere quali sono i colpi da sottoporre poi a Lotito. Bisogna lanciare gli affondi a inizio luglio.

Su Torreira non c’è dubbio: è un vecchio pallino di Sarri in regia, è tornato da mesi in cima al suo elenco, ma non ci sono conferme sull’appuntamento fissato domani con l’agente Bentancur e sul Galatasaray disposto a cedere a 10 milioni l’uruguaiano. Occhio però alle notizie in arrivo nelle prossime ore da Torino: per avere Milinkovic, la Juve sarebbe ora disposta a mettere Rovella sul piatto, forse anche dopo il rinnovo di Rabiot. Con Sergej i bianconeri hanno già un accordo da quasi 6 milioni a stagione, fra un anno potrebbero prenderlo da svincolato, ma hanno bisogno di rinforzare subito il centrocampo. Lotito però non vuole cedere al ricatto di svenderlo a 25 milioni, piuttosto sembra disposto a perderlo a zero. Si aspettavano controffensive da Milano per scatenare un’asta al rialzo, ma la chiusura rossonera per Loftus-Cheek e l’Inter concentrata su Frattesi sono un pessimo segno. Oltretutto spezzano due sogni big di Sarri (insieme a Zielinski, sondato in un blitz sotto il Vesuvio) per sostituire proprio il serbo. Ci sono ancora Gedson Fernandes e Veerman, dal Portogallo rilanciano Marko Grujic del Porto. 

Nel vertice del 9 giugno Sarri aveva chiesto che si risolvessero il prima possibile le situazioni Milinkovic e Luis Alberto. Per annullare le offerte faraoniche da Qatar e Arabia, Lotito ha promesso al Mago un rinnovo a 4 milioni, e lo stesso ha fatto (a 2,5) con Pedro. Quest’ultimo conferma la sua voglia di restare alla Lazio, ma è ancora in attesa di mettere nero su bianco: «Senza parlarmi, Mourinho ha deciso di mandarmi via dalla Roma, ma questo mi ha reso più forte e mi ha fatto trovare un club che si adatta di più a ciò che cerco».

Sarri però vuole anche un altro esterno. Lotito era a un passo da Berardi, ma non ha mai trovato l’intesa sulle tranche e ha lasciato tutto in standby col Sassuolo. Zaha è stato offerto, ma ha uno stipendio alto. È stato sondato Ngonge col Verona, ieri è spuntato Luciano Valente del Groningen, Fabiani e Picchioni riproporranno oggi Politano. Piacciano su Hudson-Odoi e Karlsson. Sarri aveva dato priorità all’attacco, voleva Milik, Pinamonti è sempre piaciuto, ma nella lista originaria è rimasto solo Marcos Leonardo trattato col Santos. In alternativa, Picchioni e Fabiani hanno proposto Dovbyk in uscita dal Dnipro. Si punta a chiudere al massimo a 15 milioni un erede di Ciro. 

Ieri Sarri era a Coverciano, ha tenuto una lezione durante il corso di allenatori UEFA Pro. Oggi si butterà a capofitto sulla Lazio, vuole fare pressione per avere i primi innesti all’apertura del mercato. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Pedro: “La Lazio è ciò che cerco. Mourinho? Ecco in cosa mi ha deluso quando ero alla Roma”

Si avvicina il 30 giugno e allo stesso tempo anche la fine dell’attuale accordo tra la Lazio e Pedro. Il futuro dello spagnolo – che ha già cominciato ad allenarsi per la prossima stagione a Tenerife – al momento è ancora in dubbio. Lotito gli ha offerto altri due anni a poco più di 2 milioni di euro ottenendo la promessa di restare da parte dell’esterno canario, ma ad oggi non ci sono ancora novità. A Formello sono convinti che Pedro resterà, ma non va sottovalutato il pressing dei milioni dell’Arabia Saudita.

Lazio, le parole di Pedro. Deluso da Mou

Nel frattempo l’ex Barcellona è tornato a parlare e lo ha fatto ad ABC, ma concentrandosi perlopiù sull’esperienza agli ordini di Mourinho: «Ha preso la decisione di mandarmi via. Quello che mi ha deluso è che ho provato a parlargli per scoprire il motivo, volevo me lo dicesse in faccia, non siamo bambini, e lui non ha voluto. Anche il club non me lo ha permesso, è stato un po’ strano».

Poi sulla differenza tra Mou e Guardiola: «Non so se siano yin e yang.Sono diversi. Guardiola è il numero uno, un perfezionista. Mourinho ha altri metodi. Se devo sceglierne uno, sapete già chi prendo. Sto con Pep, senza nessun tipo di problema, lo dico. È il miglior allenatore che ho avuto, quello con cui ho imparato a capire il calcio, quello che mi ha fatto crescere di più come calciatore e come persona».

Infine ancora sulla Roma e poi sulla Lazio: «Non credo i problemi alla Roma fossero con Mou. Era stato lui a volermi al Chelsea. È vero che abbiamo avuto un brutto anno, lui è stato esonerato a Natale. Ma in quei sei mesi insieme non ho avuto problemi con lui. Invece alla Roma ha preso questa decisione. Ho accettato questa scelta. Non ho pianto, non sono morto, non sono andato in depressione. Al contrario, mi ha reso più forte e mi ha fatto vedere un altro lato del calcio. Ho un club, la Lazio, che fa per me, si adatta a ciò che cerco».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Nessun allarmismo, Lotito-Fabiani-Sarri mi ricordano la triade della Juve. Vi racconto il Ds della Lazio…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’! “Fabiani non è come Tare…”

“Ho visto parte della gara tra Santos e Flamengo per farmi un ulteriore type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea di Marcos Leonardo. Di pallone glie ne sono arrivati pochi, lui a 20 anni sta facendo un campionato vero. Da sempre Argentina e Brasile sfornano giocatori a ripetizione, quando si gioca titolare in un club come il Santos vuol dire che hai qualità e fondamentali. Poi tutto è migliorabile. Lui è molto dotato, si nota dalle type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee che ha, dalle giocate che prova, si vede che nel suo bagaglio tecnico ci sono giocate che non tutti hanno. Poi il resto dipende dalle caratteristiche, dal tipo di attaccante che sei, se finalizzatore o una punta che è determinante nell’economia della squadra. La Lazio e non solo ha il dovere di fare anche investimenti per il futuro, puntando su calciatori che ancora non hanno espresso tutte le proprie qualità.

La Lazio non deve aver paura di perdere anche giocatori importanti, la cosa determinante è farsi trovare preparati, reinvestire è obbligatorio per una squadra che è chiamata a confermarsi. La Lazio parte da un secondo posto, ma di solito con 74 punti arrivi quarto. Sarebbe folle pensare che ora la Lazio è chiamata a vincere lo scudetto. Sono sicuro che il club sul mercato farà cose importanti, ha dato carta bianca al tecnico e c’è un direttore sportivo come Fabiani che non va confuso con il modo in cui interpretava il mestiere Tare. Lo conosco da tanti anni, ho avuto la fortuna di lavorarci ad Ascoli. Lui è uno che sa organizzare le società. Sarri, Lotito e Fabiani mi ricordano la triade della Juventus composta da Bettega, Giraudo e Moggi. Sarri è quello che sa di calcio, che ispira il mercato. Giraudo è il Lotito che sa di conti, mentre Fabiani costruisce ed organizza un lavoro di equipe in cui non è secondo a nessuno. Viene da una scuola molto importante, lui è quello che prende anche il calciatore e cerca di trovare le soluzioni migliori. Nella Lazio sono divise bene le cose. Quando vedo Fabiani gli chiedo di prendere Berardi ed altri giocatori importanti. Lo imbecco sempre e lui giustamente mi risponde che ci si prova e le variabili sono tante. Cerchiamo di stare più tranquilli, nessuno ha già fatto acquisti clamorosi, bisogna pensare in positivo e trovare gli incastri giusti sul mercato. Nessun allarmismo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Milinkovic, piste italiane raffreddate. Avanza ipotesi resti fino a scadenza. Incognita motivazioni…” (AUDIO)

Adrien Rabiot rimane a Torino, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Mi risulta che ci sia grande ottimismo per la conferma di Adrien Rabiot alla Juve. Non è ancora fatta, ma sembra che il francese sia avviato a rimanere alla Juve. In questo caso ovviamente Milinkovic non andrebbe ai bianconeri e si chiuderebbe una pista importante.

Il problema è che la Lazio deve anche prendere il sostituto del serbo e più si allunga la trattativa e più è complicato.

Per Sergej le piste inglesi si sono raffreddate e anche quelle arabe che sono uscite qualche giorno fa, sono state smentite da Kezman anche perché sarebbero sminuenti per il giocatore.

Il Milan è su Loftus Cheek più che su Frattesi e l’inglese sembra in chiusura, così come l’Inter sta per chiudere per la mezzala del Sassuolo. E’ vero che il Milan dovrà prendere due centrocampisti, ma se uno sarà Loftus Cheek, l’altro sarà un play e dunque Milinkovic uscirebbe dai radar dei rossoneri. La pista Inter si è raffreddata.

A questo punto, se così rimangono le cose, bisogna solo aspettare eventuali altre piste inglesi perché sembra tutto fermo. Lo scenario alternativo è che Milinkovic rimanga e vada a scadenza, ma con motivazioni che sarà difficile ritrovare.

Il piano della Juventus è far rinnovare di un anno Rabiot e perderlo a parametro, poi prendere Milinkovic a zero tra un anno. Ovviamente questa cosa non va bene né a Lotito, né a Sarri anche perché il serbo rimarrebbe non so con quali motivazioni”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Con Sarri in panchina so che sarà un mercato adeguato. 30 milioni per Berardi sono troppi” (AUDIO)

Tommaso Paradiso a ‘QUELLI CHE…’

Tommaso Paradiso parla delle trattative della Lazio a Radiosei: “Non voglio parlare ora del mercato della Lazio. Aspettiamo ancora, è inutile parlare se ancora non abbiamo iniziato. Se non ci fosse stato Sarri in panchina, le perdite di Milinkovic e la eventuale di Luis Alberto le avrei vissute malissimo. Con Sarri in panchina le potrei sopportare entrambe. Poiché penso che uno rimarrà, a questo punto è giusto rimanga lo spagnolo. Vero che perdiamo molto in alcuni fondamentali e che deve essere adeguatamente rimpiazzato, ma ci può stare.

Servirà senz’altro una punta per far rifiatare e gestire Ciro per tutta la stagione e poi bisogna fare qualcosa a centrocampo.

Una cosa voglio dire: trenta milioni per Berardi, pensando che Milinkovic lo valutano 25/30 mi sembra davvero troppo. Ci ragionerei. Secondo me le cifre sono diverse ed è giusto che lo siano”.

Alessio Buzzanca