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CHAMPIONS LEAGUE

Feyenoord-Lazio, striscione contro Sarri: no della Uefa

“Dalla tribuna dietro la panchina piovevano buste di piscio. Ovvio che ci sia un po’ di fastidio”. Così Maurizio Sarri dopo il ko sul campo del Feyenoord costato alla Lazio l’eliminazione dall’Europa League lo scorso novembre. E i tifosi olandesi, in vista del match di Champions League da giocare mercoledì 25, avevano preparato uno striscione ironico proprio riferito al tecnico. La Uefa, dopo la revisione, ha bloccato tutto: “Abbiamo valutato la proposta e purtroppo è qualcosa che non può essere approvato. Il messaggio sembra provocatorio, in quanto è una risposta a un commento fatto in precedenza dall’allenatore del Lazio e l’immagine è considerata preoccupante e quindi inadatta per un evento sportivo”.

Clima rovente a Rotterdam. I tifosi olandesi hanno nel mirino Sarri, a prescindere dall’esposizione dello striscione. Secondo 1908.nl anche il Feyenoord non sarebbe d’accordo con la decisione della Uefa. Nelle ultime ore, tramite una mediazione, si è cercato di “trattare” giustificando il carattere ludico dello striscione. Niente da fare. Sarà un match tutto da vivere in uno stadio infuocato.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Il secondo posto della Lazio ha dato fastidio a molti grandi club” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Il secondo posto della Lazio ha infastidito…”

Le dichiarazioni di Corona mi interessano relativamente. Allo stato attuale ci sono due giocatori che hanno ammesso la propria colpa, Tonali e Fagioli. Conta solo quello che dice la Procura di Torino. Tutto questo caos spero possa permettere al calcio di rendere tutto più trasparente da qui al futuro. Gli altri giocatori chiamati in causa da Corona non possiamo dire che fanno parte di questa realtà. Una cosa è chiara, qui non stiamo parlando di calcioscommesse, ma su ragazzi con delle fragilità che hanno sbagliato e pagheranno personalmente. Non si tratta di accordi tra club o giocatori per alterare i risultati.

Il ritardo della Lazio in classifica dipende dalle prime due sconfitte con Lecce e Genoa. E’ stato un inizio infelice, il resto tutto sommato era nelle cose. Quelle due sconfitte stanno penalizzando la squadra che ora dovrà cercare di fare un filotto per recuperare. Certo che il calendario non è stato facile ed anche adesso non aiutare. Le ultime cinque squadre in classifica la Lazio le affronterà solo nella parte finale del girone d’andata. Resto dell’idea che il secondo posto della Lazio in classifica ed la qualificazione in Champions ha portato molti problemi a grandi club he avevano bisogno di quegli introiti. La Lazio ha dato fastidio a molti.

Il Sassuolo fa giocare, ma gioca anche, non bisogna lasciare loro troppo possesso palla altrimenti si rischia di soffrire vista la qualità del loro attacco. Bisognerà vedere cosa farà Sarri, nelle scelte prima della gara ed in quelle dopo un’ora di gioco”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Zacc recuperato, difficile che Sarri ci rinunci. Scommesse, Casale non fa parte dell’indagine” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Difficile che Sarri rinunci a Zacc”

“Ieri sono stati fatti altri nomi da Corona a Striscia la Notizia, su Nicolò Casale non ci sono indagini aperte, evidenze, inoltre si è aggiunta la smentita con minaccia di querela da parte del suo legale. I protagonisti coinvolti restano i tre nomi che conosciamo, con la variante di Zaniolo che non ha ammesso la colpa. Il fenomeno c’è, non va minimizzata la portata, tra l’altro nel caso di Tonali c’è l’ammissione di scommettere sulla propria squadra. Bisogna parlare, quindi, di cose accertate da fonti giudiziarie e dalla Procura di Torino. Poi vedremo come andrà a finire l’indagine. Si tratta di betting che è ben altro rispetto all’alterazione del risultato.

Immobile? Credo sia destinato a partire dalla panchina con il Sassuolo, sono quasi due settimane che non si allena. Discorso diverso per Zaccagni, rispetto a quello che pensavo ieri penso che possa giocare dall’inizio al Mapei. Ieri è tornato in gruppo, difficile che Sarri decida di rinunciarci anche se bisogna sempre considerare quella che sarà la battaglia di Rotterdam.

La Lazio ha lavorato bene in queste due settimane, sono rimasti anche molti nazionali. Castellanos ha lavorato benissimo, c’è desiderio di ripartire con quell’intensità che ha messo sotto l’Atalanta per mezzora. Bisogna arrivare a giocare per 90′ in questo modo. C’è consapevolezza che la posta in palio sia molto alta in questo nuovo blocco di partite. Con il Sassuolo sarà una gara interessante, si giocherà a viso aperto, probabilmente conterà fare un gol più degli altri. Vedremo se ci saranno dei cambiamenti sula scelta dei terzini. Io personalmente darei più spazio a Pellegrini”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Intitolata a Pulici un’area verde di Roma: “Io tifoso della Roma e promotore dell’omaggio a Felice” (AUDIO)

GABRIELE PULICI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Sarà intitolata all’ex portiere del primo scudetto della Lazio Felice Pulici un’area verde in via della Cellulosa, zona Casalotti. Ad annunciarlo il presidente della commissione Trasparenza del Municipio XIII, Marco Giovagnorio: “E’ stata la persona che mi ha subito promesso che avrebbe fatto di tutto per realizzare questa iniziativa appena papà è morto. Non pensavo si potesse tutto realizzare con questi brevi tempi, è un motivo di grandissimo orgoglio – spiega Gabriele, figlio di Felice, in collegamento a Radiosei. “Per me è un onore aver partecipato alla realizzazione di tutto questo – aggiunge invece Giovagnorio – . Tra l’altro io sono un tifoso della Roma, ma avevo uno splendido rapporto con Felice. Speriamo che questo parco possa essere un volano per riattivare alcune attività che spesso venivano proposte dallo stesso Pulici nel passato. L’inaugurazione si terrà giovedì 26 ottobre alle ore 16.00. E’ il quadrante nord-ovest della città, facilmente raggiungibile attraverso il GRA. E’ a ridosso del numero civico 58. Ci sono giochi per bambini, è un atto ben accolto da tutte le forze politiche. Quell’area verde assomiglia un po’ ad un campo di calcio”.

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RASSEGNA STAMPA

Guendouzi: “Io come Sarri, nati per vincere. Alla Lazio per essere il migliore e mettere in bacheca trofei”

Un diavolo per capello già in testa. Senza quel cespuglio sarebbe un pescatore sprovvisto della migliore esca, un calciatore senza palla: «Non me li taglierei neanche se vincessi la Coppa del mondo con la Francia», giura Matteo Guendouzi a Formello, con gli occhi spiritati che sorridono, tra una carezza e l’altra alla sua folta chioma. Forse quella specie di medusa è anche una forma di protesta di uno affamato dalla nascita e voglioso di vincere: «Sin da bambino sono uno che vuole vincere a tutti i costi, che sia in partita, in allenamento, a ping pong oppure a carte. Per questo posso avere delle reazioni forti, decise. Io voglio essere sempre il migliore e sono venuto alla Lazio con l’idea di mettere tanti trofei in bacheca». Di fronte a così tanta smania, toglietevi voi la parrucca.

A settembre ha già scapigliato i laziali al suo arrivo a Ciampino dopo una lunga attesa.

«È vero, alla fine ci sono voluti un po’ di giorni per definire tutto fra i club, e fra me e il Marsiglia, ma io nella mia testa avevo solo la Lazio. Ero tranquillo, avevo la certezza che sarei sbarcato da un momento all’altro e nulla me lo avrebbe impedito. Mi volevano pure in Premier, ma io avevo già scelto un progetto serio, un club che ha vinto tanto in passato in Italia e in Europa, e ora con la Champions vuole crescere ancora».

E poi come non farsi trascinare da Roma, dalla grande bellezza.

«Con mia moglie e mia figlia abbiamo fatto già delle lunghe passeggiate, è fantastico il calore dei tifosi e di questa città».

Sarri invece non è un espansivo, ha inciso sulla sua firma?

«Sì, mi voleva e mi ha chiamato per dirmi come mi avrebbe fatto crescere ancora. Era fine luglio e io ero già allettato dall’idea di sbarcare in Serie A. Poi avevo già giocato 4 volte contro il tecnico in Inghilterra. Un’amichevole, due gare di campionato, la finale di Europa League. Mi aveva stregato la sua filosofia offensiva, in cui un centrocampista ha anche una certa libertà. Ora devo assimilare ancora molti schemi nuovi, ma lui ha la mia mentalità, vincente».

A proposito di allenatori: non è andata bene con Landreau e Arteta.

«Ma non è vero, ho giocato anche con loro, ma poi hanno preso altre strade. Il mio carattere mi ha permesso di diventare calciatore, di essere qui e di conquistare la Francia. Ora sono pure un po’ cambiato, ho appreso dagli errori di gioventù. Sono meno istintivo, più uomo, un padre di famiglia».

Il veleno è nel Dna o è stato iniettato dalla vita?

«Ho praticato diversi sport, anche individuali. Come il karate, dove sei solo contro il tuo avversario. Poi parallelamente ho cominciato a giocare a calcio e me lo sono divorato. Pranzo col calcio, dormo col calcio, è tutta la mia vita»

A settembre c’era una folla ad aspettarla, una bolgia.

«Come a Marsiglia, più che all’Arsenal. Restituirò con gli interessi quell’accoglienza».

Un vecchio resoconto in Francia parla di un bambino, a Poissy, il suo paese, che era già un leader.

«Ma no (ride, ndr). È vero però che sin da bambino sono stato sempre il capitano della squadra. È una questione di personalità, mi è sempre piaciuto essere al centro, parlare molto con i compagni, nello spogliatoio. Mi piace dire le cose in faccia, quando si va bene o quando si va male».

Psg, Lorient e poi Arsenal. Ma è noto che Matteo è tifosissimo dei Gunners. Come mai?

«In Francia l’Arsenal è molto popolare, perché vi hanno giocato molti francesi: Pires, Henrym, e Wenger in panchina».

È ancora la sua squadra del cuore?

«Da piccolo sì. E quando c’è stata la possibilità di trasferirmi, non ho avuto dubbi, anche se avevo altre opzioni. Emery ha fatto di tutto per avermi».

Lei è nato nel 1998, nella Francia campione del mondo. E lei ha vestito la maglia della Nazionale.

«Era il mio sogno. Quando sono stato convocato, è stato il massimo, mi ha ripagato di tutti i sacrifici fatti da ragazzo. È bello rendere fiera la tua famiglia che ti vede in Bleus. Sono orgoglioso di questo. Ora sono sei mesi che non vengo convocato, dopo essere stato al Mondiale».

Quindi ora l’obiettivo è di rientrare per l’Europeo in Germania.

«Certo. Andare in Qatar è stato un grande traguardo. So che devo lavorare duro per andare in Germania la prossima estate. So che Deschamps mi segue, è dai 19 anni che faccio parte del giro. Devo giocare e giocare bene, per tornarci».

I tifosi della Lazio l’hanno conosciuta a Napoli: palla all’incrocio, gol pazzesco, poi annullato. Che cosa ha pensato in quegli istanti?

«Veramente non ho ancora capito perché mi sia stato annullato… Per me era rete, poche storie. Ma ora le regole col Var sono diventate più complicate, mi pare, o anche differenti tra paese e paese».

Ma per tutti quello è un gol valido, meraviglioso con la sua esultanza col brivido.

«Mi ha fatto piacere, ho sentito subito un grande sostegno. Per questo ho voglia di rendere fieri i tifosi, di segnare, di vincere, di fare assist, di aiutare la squadra. E ovviamente di vincere dei trofei con la Lazio».

Ha preso la maglia numero 8 di un type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idolo come Gascoigne.

«Sì, lo so. Ma sin da ragazzo ho avuto sempre il 6 o l’8. Se c’è la possibilità prendo sempre uno di questi, mi stanno a cuore».

Come fa a correre e a giocare con tutti quei capelli?

«Io ci vedo molto bene. Sin da ragazzo ho sempre avuto questa chioma… È una parte di me. All’Arsenal ho giocato insieme con David Luiz, era divertente, spesso non ci distinguevano».

Non si ti taglierebbe la chioma nemmeno per scommessa dopo una vittoria al Mondiale?

«Assolutamente no, non se ne parla».

Il Messaggero

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Immobile, pronto il piano Feyenoord

In panchina sabato a Reggio Emilia, titolare a Rotterdam. Questo secondo il Corriere dello Sport è il piano della Lazio e di Immobile, che sta smaltendo l’ematoma ai flessori che gli hanno impedito di esserci con l’Atalanta e con la Nazionale.Rispetto alla tabella di marcia, c’è stato un piccolo contrattempo: ieri Ciro, che pur ha utilizzato la palla, non si è ancora allenato in gruppo. Non cambia nulla però per il piano biancoceleste, tanto che oggi è previsto Immobile con Sarri. Sabato contro il Sassuolo spazio a Castellanos dal 1’, mentre mercoledì in casa del Feyenoord tornerà il capitano a guidare l’attacco della Lazio.

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SCOMMESSE ILLEGALI

Casale, l’avvocato: “Mai una scommessa, calunnie infondate. Sporgeremo querela per diffamazione”

L’avvocato di Nicolò Casale a muso duro contro le accuse di Fabrizio Corona, che indicavano il centrale difensivo della Laziocome coinvolto nel caos scommesse. Di seguito, la nota di Guido Furgiuele: (il legale del giocatore biancoceleste). “Nicolò Casale non ha mai scommesso su una competizione sportiva ed ha consacrato la sua vita sempre e solo all’impegno sportivo. Ciò nonostante sono state messe in circolazione accuse infondate e calunniose sul suo coinvolgimento nell’inchiesta riguardante le scommesse nel mondo del calcio. Attesa la sua totale estraneità all’indagine ed ai fatti a cui si riferisce e la gravità delle accuse mosse nei suoi confronti, sporgeremo querela e perseguiremo in ogni sede giudiziaria gli autori della diffamazione e/o calunnia, nonché gli editori ed i responsabili dei canali d’informazione con cui siano divulgate tali illecite accuse. Ciò a tutela della sua immagine e della sua onorabilità”.

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Lazio, serve un altro segnale: Zaccagni recuperato

Ieri Mattia Zaccagni è tornato ad allenarsi in gruppo, a differenza di Immobile che ha continuato a svolgere un lavoro differenziato. A riposo, invece, Provedel, Pedro e Gila.

Sabato sera ci sarà la sfida con il Sassuolo a Reggio Emilia, dove la squadra sarà raggiunta da circa 3400 tifosi e dovrà dare un segnale: non può più perdere terreno rispetto alle antagoniste. Per evitare l’ennesimo scivolone, la Lazio dovrà fare attenzione soprattutto a Berardi, seguito in estate e andato a segno contro i biancocelesti per ben 9 volte, e ai colpi di testa: in questa stagione solo Nico Gonzalez ha segnato più volte di testa rispetto ad Andrea Pinamonti, che però contro la Lazio non ha mai segnato. Parlando di colpi di testa, la squadra di Sarri ha segnato in questo modo tre volte su tre in Champions League, ma mai in campionato.

Un segnale è arrivato già contro l’Atalanta prima della sosta e ora serve continuità. La risposta deve arrivare anche dalla difesa, che in questa stagione fatica a mantenere la porta inviolata

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Milinkovic chiama, per Marusic sempre più forti le sirene saudite

Come riportato questa mattina da Il Corriere dello Sport, il club saudita Al-Hilal avrebbe puntato gli occhi su uno dei giocatori di Maurizio Sarri: vale a dire Adam Marusic, per la prossima finestra di trattative estive.

A giocare una carta importante nel possibile trasferimento del difensore montenegrino ci sarebbe un ex capitolino: Sergej Milinković-Savić. In Arabia il classe ’92 ritroverebbe infatti il Sergente e, e qualora non bastasse, ricordiamo che i due condividono lo stesso agente: già figura chiave nel trasferimento proprio di Milinković della passata estate.

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APPROFONDIMENTI

Sassuolo-Lazio, numeri e precedenti: confronto Berardi-Zaccagni

5 vittorie Sassuolo, 12 vittorie Lazio e 3 pareggi. Ecco il bilancio dei 20 precedenti complessivi in Serie A. Al Mapei Stadium, il bilancio è di 3 vittorie del Sassuolo, 2 pareggi e 5 vittorie della Lazio. Lazio, che è uscita vincente negli ultimi tre confronti. Domenico Berardi è il giocatore che ha messo a segno più reti contro la Lazio: 9. Dal lato opposto,  Mattia Zaccagni ha nel Sassuolo la sua vittima preferita: 4 gol realizzati contro i neroverdi. Sarri ha vinto 3 dei suoi 4 incontri contro Dionisi, perdendo solo il primo. Contro il Sassuolo, il tecnico biancoceleste ha un bilancio di 6 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte.