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DICHIARAZIONI

Romagnoli: “Abbiamo tanto da recuperare, oggi fondamentale. Dobbiamo muovere la palla rimanendo corti”

Alessio Romagnoli ai microfoni del canale ufficiale della Lazio prima del match contro l’Atalanta all’Olimpico:  “I 3 punti contano tantissimo perché dobbiamo mettere a posto le cose in campionato, sappiamo che abbiamo tanto da recuperare, oggi è fondamentale vincere. L’Atalanta si batte facendo una grande partita, stando corti, correndo tanto, giocando la palla, sappiamo che sono molto aggressivi. Dobbiamo muovere la palla e cercare di trovare gli spazi”.

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NEWS

Lazio-Atalanta, formazioni ufficiali: Taty e Guendouzi dal 1′. Tornano Rovella e Casale

Lazio, 4-3-3: Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Gouendouzi, Rovella, Luis Alberto; Felipe Anderson; Castellanos, Zaccagni.

A disp.: Sepe, Mandas, Lazzari, Gila, Patric, Pellegrini, Cataldi, Kamada, Guendouzi, Pedro, Isaksen. 

All.: Sarri.

Atalanta 3-4-1-2: Musso; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Ruggeri; Pasalic; De Ketelaere, Scamacca.

A disp.: Carnesecchi, Rossi, Holm, Palomino, Bonfanti, Zortea, Hateboer, Koopmeiners, Bakker, Adopo, Miranchuk, Muriel, Lookman.

All.: Gasperini.

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SERIE A

Lazio-Atalanta, i convocati di Sarri: out Immobile

Portieri: Mandas, Provedel, Sepe;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Romagnoli;

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Isaksen, Pedro, Zaccagni.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, con l’Atalanta altro tentativo di svolta: ma ora siamo al crocevia

Dopo la gioia al 95’ in Champions arriva l’Atalanta. All’Olimpico i biancocelesti provano ad invertire la rotta.

Riparte da lì la Lazio. Da quel colpo di testa di Pedro al 95′ sotto la Curva del Celtic. Inutile parlare di svolta. Lo stesso errore la squadra di Sarri lo aveva commesso dopo l’incredibile gol di Provedel contro l’Atletico Madrid. Tre giorni dopo l’1-1 con il Monza a cancellare quell’euforia durata per poco più di 72 ore. Oggi pomeriggio, di nuovo all’Olimpico, servirà una Lazio diversa da quella vista nei primi sette turni di campionato. Il sedicesimo posto in classifica è frutto di quattro ko, un pareggio e appena due vittorie. Davvero troppo poco per la formazione che qualche mese fa aveva concluso la Serie A 2022-23 al secondo posto. C’è l’alibi di un calendario tosto, che ha messo di fronte ai biancocelesti già tre big – Napoli, Juve e Milan – tutte in trasferta. E adesso è la volta dell’Atalanta, altro scontro diretto per una posizione tra le prime quattro della classe. Fa sorridere pensando alla voragine che si è aperta tra Lazio e le concorrenti per la zona Champions.

Quella contro gli uomini di Gasperini è quasi una sfida da dentro o fuori per la Lazio. I biancocelesti sono rimasti imbattuti in quattro degli ultimi cinque confronti contro la Dea in Serie A (2V, 2N) dopo che avevano perso quattro dei cinque precedenti (1N). Tuttavia la sconfitta del parziale è arrivata proprio nella sfida più recente dell’11 febbraio all’Olimpico (0-2 reti di Davide Zappacosta e Rasmus Højlund). L’Atalanta è la formazione che la Lazio ha affrontato più volte in casa in Serie A dal 2017/18 in avanti senza trovare alcun successo: 6 in totale, tre pareggi e tre sconfitte. Il paradosso è che la squadra di Sarri ha dato il meglio di sé al Gewiss Stadium. Nella passata stagione, ad esempio, Luis Alberto e compagni avevano giocato una delle migliori partite sotto la gestione del tecnico toscano. E a guidare quel tridente, insieme a Zaccagni e Pedro, c’era il Felipe Anderson formato falso nueve. Proprio il brasiliano, alle prese con le vicende contrattuali, ha parlato ieri del match contro i bergamaschi. “Loro sono molto aggressivi, giocano a tutto campo, uomo contro uomo. Li conosciamo bene. Sono sicuro che il mister ci aiuterà a fare una grande partita. Quella dello scorso anno fu una gara da squadra, muovemmo la palla velocemente, come ci chiede sempre il mister. A fine partita ero felice. Sul ruolo ho avuto la fortuna di imparare da Immobile i movimenti giusti per aiutare la squadra”, ha dichiarato Pipe ai microfoni del canale ufficiale. Poi è tornato sul successo di qualche giorno fa contro il Celtic: “Giocare in Champions League e vincere nel finale è un’emozione che non si può descrivere. Sono stati tre punti fondamentali che ci danno anche una carica per continuare il nostro percorso in questa stagione. Vincere una gara così difficile, soprattutto in quel modo, ci darà una spinta in più. Dobbiamo farci trovare pronti in ogni partita, soprattutto contro squadre come l’Atalanta. Servirà la massima concentrazione per tutti i 90 minuti”. Il traguardo delle 300 presenze in biancoceleste si avvicina. La Lazio ha bisogno del miglior Felipe per tornare a volare. Il Tempo

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SERIE A

Lazio-Atalanta, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Lazio-Atalanta:

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Casale, Romagnoli, Hysaj; Vecino, Rovella, Luis Alberto; Felipe Anderson, Castellanos, Zaccagni.
Allenatore: Sarri.

ATALANTA (3-4-3): Musso; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Ruggeri; Koopmeiners, De Ketelaere, Lookman.
Allenatore: Gasperini.

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FORMELLO

FORMELLO – Immobile verso la panchina, Sarri prova Taty e anche Felipe. A centrocampo occhio a Vecino

Rifinitura: Immobile si è fermato, non ha lavorato con il gruppo nell’ultimo appuntamento pre Atalanta. Probabilmente la spunterà, ma per la panchina come a San Siro. Sarri ha provato Castellanos, ma anche la soluzione Felipe al centro con Pedro dirottato a destra. A centrocampo dovrebbero spuntarla Luis Alberto, Rovella e Guendouzi, ma attenzione a Vecino, che potrebbe insidiare sia il francese che lo spagnolo. Dietro Romagnoli viaggia verso la decima consecutiva con Patric al suo fianco. Marusic e Hysaj favoriti su Lazzari e Pellegrini, davanti a Provedel.

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DICHIARAZIONI

Felipe: “Il gol di Pedro ci deve dare una spinta. Con l’Atalanta serve gara da squadra” (AUDIO)

Felipe Anderson ai microfoni del club nella vigilia di Lazio-Atalanta: “Giocare in Champions League e vincere nel finale è un’emozione che non si può descrivere. Sono stati tre punti fondamentali che ci davano anche una carica per continuare il nostro percorso in questa stagione. Vincere una gara così difficile, soprattutto in quel modo, ci sarà una spinta in più. Dobbiamo farci trovare pronti in ogni partita, soprattutto contro squadre come l’Atalanta. Servirà la massima concentrazione per tutti i 90’. Atalanta? Loro sono molto aggressivi, giocano a tutto campo, uomo contro uomo. Li conosciamo bene. Sono sicuro che il mister ci aiuterà a fare una grande partita. Quella dello scorso anno fu una gara da squadra, muovemmo la palla velocemente, come ci chiede sempre il mister. A fine partita ero felice. Sul ruolo ho avuto la fortuna di imparare da Immobile i movimenti giusti per aiutare la squadra. Questi dieci anni hanno cambiato la mia vita. Oggi sono cresciuto tanto, mi sono sposato e sto per diventare papà. Le 300 presenze con la Lazio poi sono n traguardo molto vicino, farò di tutto per raggiungerle e dare sempre il massimo”.

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RASSEGNA STAMPA

L’Al Shabab ci riprova con Immobile. Incontro per il contratto di Felipe, Pedro più vicino…

Niente Italia, al momento lo ha richiamato solo l’Arabia. Forse per questo a Glasgow Immobile ha dribblato col silenzio la risposta alla domanda: «Dopo tutte queste critiche per l’avvio di stagione, ti sei pentito di non essere andato in là?». Forse non è finita, l’Al Shabab sarebbe tornato alla carica. Entro agosto non era arrivato l’ok dal governo saudita per formalizzare l’offerta ufficiosa (biennale da 35 milioni) recapitata al telefono a Ciro quando si trovava ancora in vacanza Ibiza. Per gennaio sarebbe diverso, ci sarebbero già nuovi club in fila, avrebbero contattato l’entourage per approfittare della sua crisi in Serie A. Appena due reti (una su rigore) in sette giornate, a digiuno in Champions, e ora un’altra doccia fredda. Fuori dalle convocazioni di Spalletti per le qualificazioni contro Malta e Inghilterra, un po’ per la forma precaria un po’ (come si evince anche dai tagli di Romagnoli e Casale, non di Provedel e Zaccagni) anche per scelta tecnica. Il capitano si è confrontato col ct, in Scozia è peggiorato l’affaticamento al flessore destro che si trascinava da San Siro, ma la lesione è esclusa sia dall’ecografia che dalla risonanza. E infatti a Formello lo considerano abile e arruolabile per l’Atalanta: ieri pomeriggio Immobile ha corso e ha partecipato alle prove tattiche, ha svolto l’intera seduta senza nessuna pena. Eppure sente dolore e deciderà con Sarri, fra oggi (a pranzo scatta il ritiro obbligatorio) e domani, se partire o meno dalla panchina.

RINNOVO ANDERSON

Nessuna angoscia, Sarri è pronto a qualsiasi contingenza. Quasi un anno fa, il 23 ottobre a Bergamo, i biancocelesti giocarono una delle migliori partite dell’era Mau con il tridente leggero Pedro-Felipe-Zaccagni contro la Dea. Alla luce delle condizioni di Immobile, la tentazione di riproporlo domani pomeriggio all’Olimpico è tanta, ma Sarri ha in rosa un vice-Ciro stavolta. Castellanos merita un’altra chance, ha dimostrato d’essere in grado di non dare punti di riferimento al Meazza. Allo stesso tempo riavvicinare Felipe alla porta, potrebbe sbloccare la sua vena realizzativa come l’anno scorso contro l’Atalanta. Il brasiliano attende con ansia la nascita del figlio, sta attraversando un momento particolare della sua carriera e oggi è atteso l’incontro (forse decisivo) fra Lotito e la sorella manager Juliana: «Il contratto in scadenza nel 2024 è importante le parole di Anderson in patria perché è il momento di prendere la decisione giusta, dopo i sondaggi ricevuti nella sessione estiva». Il 30enne era stato il primo biancoceleste ad avere contatti con l’Arabia.

Gli sceicchi hanno esplorato l’attacco biancoceleste quasi in toto. Anche Pedro ha detto no all’Oriente a giugno e ha firmato il rinnovo di un anno: «Io ho scelto la Lazio, ma non biasimo chi ha deciso di andare lì di fronte offerte irrinunciabili rispetto a quelle del calcio europeo». Al Celtic Park lo spagnolo ha confermato di voler restare a gennaio, non sente nemmeno il richiamo di casa al Tenerife, ma la Lazio deve decidere il suo futuro. A 25 presenze scatterà automaticamente il rinnovo sino al 2025, domani il 36enne potrebbe collezionare l’ottavo gettone, forse addirittura dall’inizio. La sua permanenza ovviamente escluderebbe lo sbarco di Lorenzo Insigne, che si è proposto e vuole lasciare Toronto. Chissà se ritroverebbe poi l’amico fraterno Ciro, Lotito a luglio era stato chiaro: «Se gli sceicchi mi offrono 50 milioni per il cartellino, forse ne riparliamo». Intanto c’è già un erede di Immobile a Formello. Il Messaggero

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FORMELLO

FORMELLO – Apprensione, sollievo e sorpresa: Immobile non molla, subito in gruppo per la Dea

FORMELLO – Antivigilia con apprensione, sollievo e sorpresa. L’Atalanta è nel mirino ed Immobile vuole esserci, non necessariamente dalla panchina. Dopo aver avuto conferma dell’assenza di lesione muscolare che l’avrebbe estromesso certamente dal match di domenica all’Olimpico, questo pomeriggio il capitano biancoceleste ha testato in campo le condizioni del suo flessore ed ha partecipato a tutta la sessione di lavoro. Non solo la parte iniziale di natura atletica, ha effettuato con il resto del gruppo anche al lavoro tecnico-tattico, con tanto di fratino rosso (da capire se è stato risparmiato nella partitella). Non vuole mancare l’appuntamento, non lo condiziona il pensiero delle ricadute della scorsa stagione. A Milano fu lui a confessare a Sarri di non sentirsi bene, tecnico e bomber ne parleranno anche nelle prossime ore per prendere la decisione migliore per lui e la squadra (anche in relazione all’eventuale reazione post allenamento). A 48 ore dalla gara, Immobile va considerato in corsa con Castellanos che spera di avere un’altra chance dall’inizio dopo quella di San Siro. Poi c’è l’ipotesi Felipe Anderson prima punta: type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea tattica fondata se Sarri deciderà di togliere punti di riferimento all’uomo contro uomo di Gasperini. Pedro, intanto, scalpita. Vuole riprendersi una maglia da titolare e va considerato in corsa a prescindere dalla presenza di Immobile.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Serve una Lazio pronta alla battaglia. Immobile out? Dico Taty e Luis Alberto può riposare” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Serve una Lazio pronta alla battaglia. Immobile out? Dico Taty e Luis Alberto invece…”

“Serve una Lazio pronta alla battaglia. Immobile out? Dico Taty e Luis Alberto invece…”. Bruno Giordano a Radiosei: “Domenica serve mentalità. L’Atalanta ieri mi ha fatto una bella impressione, molto aggressiva e decisa. Spero che la vittoria sporca di Glasgow dia la spinta giusta, la Lazio deve essere preparata perché domenica sarà una battaglia in campo. De Keteleare è la faccia del cambiamento che avviene a Bergamo. Non si nasconde più, è anche più aggressivo, è trasformato. Atteggiamento completamente diverso rispetto alla scorsa stagione. Lui e Lookman si cercano continuamente e si trovano in mezzo al campo. L’appoggio del pubblico può essere davvero importante per la Lazio. Guai a fare una gara di posizione, bisogna essere coraggiosi nelle giocate. La Lazio deve giocarsi l’uno contro uno ma con grande movimento senza palla. La gara di Bergamo la scorsa stagione è stata la gara perfetta. Lazio velocissima, mai statica. Me la giocherei con Castellanos tutta la vita. Felipe adesso fa fatica a giocare anche nel suo ruolo, non è al meglio. Il Taty entra ed è sempre vivo ed intraprendente, dovrà farci vedere le conclusioni a rete. La Lazio ha difficoltà a costruire azioni pericolose, adesso non farei esperimenti, ma se Felipe fosse stato in condizione ottimale un pensierino ce l’avrei fatto eccome. Taty non è giocatore statico, anche lui svaria e viene incontro. E’ rapido e ha intuizioni, me ne sono reso conto a San Siro. Anche lui va messo nelle condizioni di non avere 70 mentri fra lui e la porta. Non rinuncerei mai a Guendouzi con l’Atalanta, vedo un Luis Alberto un po’ stanco e statico, magari potresti trovarlo pronto a gara iniziata. Penserei anche a uno come Vecino”.

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