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Laziostory – Il Pedro-Derby

26 settembre 2021. Sesta giornata di campionato, è subito derby. La Lazio con 8 punti in classifica, reduce da due deludenti pareggi contro il Cagliari in casa e quello raggiunto in extremis a Torino contro i granata. Primi scricchiolii dopo un inizio quasi impeccabile, con due vittorie nelle prime due giornate. La Gara contro il Milan – persa 2-0 – sembra però aver incrinato le poche certezze acquisite dalla squadra. La Roma invece – con 12 punti in classifica – da l’idea di esser più solida, al netto della sconfitta del bentegodi contro l’hellas. Roma reduce dalla vittoria di misura in casa, contro l’Udinese per 1-0. Si arriva quindi al derby in condizioni diverse, ma non diametralmente opposte. Entrambe le squadre hanno cambiato guida in estate, entrambe sono a caccia di punti nello scontro diretto. Sarri contro Mourinho, il titolo sembra quasi scontato: i toni della vigilia sono però  – quasi sorprendentemente – calmi, all’insegna della sportività. Sarri sceglie  Reina; Marusic, Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto; Pedro, Immobile, Felipe Anderson. Mourinho con: Rui Patricio; Karsdrop, Mancini, Ibanez, Vina; Cristante, Veretout; Zaniolo, Mkhitaryan, El Shaarawy; Abraham. E’ un derby e – come tale – conferma fin dalle prime battute la sua rinomata imprevedibilità. Ed è proprio la Lazio, la squadra che – sulla carta – potrebbe aver più timori di perderla, a cominciare forte. Veloce, pratica, lucida: la prima mezz’ora di gara è uno spettacolo. Il vantaggio arriva già al 10′: Felipe Anderson pennella un cross in area di rigore, Milinkovic si inserisce e supera Rui Patricio con un terzo tempo perfetto. Duro scontro tra i due, ma è 1-0.


Sarri chiede di insistere, di non speculare: detto fatto, al 19′ arriva il raddoppio. Un gol che manda in estasi il pubblico laziale, in una sorta di psicodramma quello giallorosso. Segna proprio Pedro, il giocatore scaricato da Mourihno e – di fatto – regalato alla Lazio. Contropiede perfetto, Immobile si traveste da assist-man e piatto destro chirurgico del canario dal limite dell’area di rigore.


La Roma sbanda, la Lazio – però – non la chiude. Quasi come fosse scritto, come se la sadica legge del derby preveda imprevedibilità. Ibanez la riapre da corner, di testa, con un piazzamento della difesa rivedibile. Distanze accorciate, si va al riposo sul 2-1.
Nella ripresa la Lazio non replica la grande prestazione del primo tempo. I biancocelesti speculano sul minimo vantaggio, assumendosi i rischi del caso. Rischi che vengono ridimensionati dal gol di Felipe Anderson. Il brasiliano sembra mettere in cassaforte il risultato al 18′ del secondo tempo. Ancora contropiede, ancora Immobile che lascia gloria ai compagni. Fuga sulla destra, poi converge al centro e mette Felipe da solo davanti a Rui Patricio. 3-1.


La Roma sembra al tappeto. Ma proprio nel momento in cui tutto sembra definito, l’arbitro Guida di Torre Annunziata prende un abbaglio. Zaniolo si calcia addosso, nei paraggi passa Akpa Akrpo e lui fischia rigore. Veretout lo segna e tutto torna in bilico. Minuti di apnea finale in cui la Lazio – però – mantiene la calma e la porta chiusa. Fondamentale Reina, con una parata – sempre su Zaniolo – che di fatto chiude il match. Derby a Sarri, che porta Olimpia sotto la Curva Nord e si gode la vittoria.

Dario Cadeddu

26/09/2023

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DICHIARAZIONI

La ricetta di Vecino: “Non perdiamo la testa, ritroviamoci come gruppo. Partiamo dalla solidità”

Alla vigilia della gara di campionato tra Lazio e Torino ha parlato ai microfoni della società il centrocampista Matias Vecino che ha analizzato il delicato momento della squadra biancoceleste.

Come si esce da questa situazione?

“Prima di tutto credo che si debbano analizzare i problemi e poi metterci mano ma sempre con la testa. Abbiamo iniziato male ma abbiamo tutto il tempo per recuperare, domani grande opportunità. Senza perdere la testa. Dobbiamo ritrovarci come gruppo e come squadra, ritrovare solidità che lo scorso anno ci ha contraddistinto”.

Confronto con il tecnico?

“Si parla sempre anche quando le cose vanno bene, sempre si può migliorare. Quando le cose non vanno bene si dà più spazio al dialogo, ma è una cosa normale per risolvere questi problemi”

Arriva il Torino

“Il Torino sappiamo che è difficile da affrontare per tutti, ogni anno. Ha un allenatore bravo e giocatori forti, ma se siamo una squadra corta e solida sarà molto importante anche vincere i duelli perché sono una squadra fisica”

Utilizzo in campo?

“Ho fatto tanto ruoli nella mia carriera, a sesso mi sento meglio davanti alla difesa. Però il mister sa che sono a disposizione, l’importante è che la Lazio vinca”

250 presenze in serie A

“L’importante è vincere. Sono tanti anni che sono in Italia, fa piacere leggere questi numeri. Non avrei mai immaginato tutto questo in squadre così importanti, lo sognavo. Sono contento e spero di farne altri”

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DICHIARAZIONI

Lotito e la crisi della Lazio: “Se pensano di fare da soli… Ora intervengo io”

Il pareggio con il Monza, i fischi dei tifosi, i 4 punti in 5 partite. Momento delicato in casa Lazio dopo un inizio di stagione che nessuno si aspettava. Pochi, pochissimi i punti in classifica e brutte prestazioni. La squadra arrivata seconda nella passata annata appare come un lontano ricordo. E così patron Claudio Lotito è intervenuto per frenare la crisi. Confronto con i giocatori e con l’allenatore per dare la svolta. “La situazione della Lazio? “Io sono come un padre di famiglia. L’obiettivo deve essere comune. È chiaro che se qualcuno pensa che si possa fare da soli, interviene il presidente della squadra”, le parole del numero uno biancoceleste a margine delle esequie di stato del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il Torino, ancora in casa, l’occasione per iniziare un nuovo campionato. Di errori non ne sono più ammessi.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Venturin: “Lazio, mi auguro sia un problema fisico. La partenza di Milinkovic pesa. Serve un po’ di sana paura…” (AUDIO)

Giorgio Venturin, doppio ex di Lazio-Torino, in collegamento a Radiosei

Giorgio, ci risiamo: la solita mancanza di continuità per la Lazio

“Arrivati a questo punto del campionato, la Lazio sembra un po’ altalenante. Ho letto le parole di Sarri che ha evidenziato come sia complicato il doppio impegno Champions-campionato. Evidentemente c’è questo problema, ma la realtà è che la stagione è partita male dall’inizio. E’ ancora presto, è un campionato ancora molto da decifrare, diciamo che l’unica che sta viaggiando come deve è l’Inter. Perdere punti con squadre come Lecce, Genoa e Monza fa riflettere. E’ un inizio complicato, la continuità è quella caratteristica delle grandi squadre ed in questo momento la Lazio non ce l’ha. Quello che va capito è se c’è un problema di natura mentale o se è una questione fisica. Fosse questa la spiegazione sarebbe solo questione di tempo, da un certo punto di vista me lo auguro. Non vorrei che molto dipendesse dalla partenza di Milinkovic che ha abbassato il livello di questa squadra. A livello tattico non credo che Sarri possa fare delle grandi variazioni sul tema. Prima della scorsa stagione, qualche problemi era venuto fuori, si diceva che i giocatori avessero dei problemi a recepire. Ma ora è passato del tempo”.

Da doppio ex, raccontaci il momento dei ‘Granata’

“Il Torino è la classifica squadra che ti fa giocare male, sono rogliosi, hanno buonissimi giocatori in mezzo al campo ed hanno preso Zapata che se sta bene è forte. Anche a loro manca sempre qualcosa per fare il salto di qualità. Sarà dura, è una partita che va affrontata con un po’ di sana paura che può aumentare l’attenzione. E’ un momento delicato, il Torino può determinare molto sul momento ed il futuro. Rovella? Io onestamente lo vedo ancora poco come regista puro in un centrocampo a tre, credo sia più mediano per un centrocampo a due. E’ giovane, può specializzarsi, ma per il momento credo che il vertice basso più affidabile sia ancora Cataldi”.

Dario Cadeddu

26/09/2023

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SETTORE GIOVANILE

Primavera, bis Lazio sul Cosenza

LAZIO-COSENZA 2-0
Marcatori: 2Cappelli, 76 Yordanov

LAZIO – Renzetti, Petta, Yordanov, Dutu, Serra (53Farcomeni), Bigotti (69 Napolitano), Marini, Cappelli (86Tredicine), Urbano (53 Sulejmani), Zazza (53` Ruggeri), Nazzaro
A disp.: Martinelli, Bordon, Milani, Ferrari, Marinaj, Gelli.
All.: Stefano Sanderra

COSENZA – Castelnuovo, Bonofiglio (86Zilli), De Salvo (63 Attanasio), Occhiuto, Contiero (46Klavins), Bellotti (46 Barone), Armari, Di Porto, Musella, Touadi, Violante (63` Pignataro).
A disp.: Sicilia, Mammolito,, Basile, Federico, Essengue.
All.: Antonio Gatto


Arbitro: Maria Marotta (sez. Sapri)
Assistenti: Daljit Singh – Gian Marco Cardinali
NOTE. Ammoniti: 39′ De Salvo (C), 58′ Nazzaro (L), 74′ Marini (L), 77′ Attanasio (C)
Recupero: 1′ pt, 5′ st.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Acquisti condivisi da Sarri? No, messo spalle al muro. Voleva prevenire appagamento” (AUDIO)

Approccio sbagliato, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio continua a entrare in campo con un approccio sbagliato. Prendere 5 gol nei primi tempi è piuttosto indicativo di questo.

Questo può essere frutto dell’approccio più aggressivo delle avversarie che ti conoscono, ma anche di come scendi in campo. Se il Monza, il Lecce e il Genoa aggrediscono la Lazio, dovrebbe essere un vantaggio per la Lazio. Come si può pensare che queste squadre possano mettere in difficoltà la Lazio? Infatti contro l’Atletico c’è stato l’approccio giusto al di là del gol fortunoso che gli spagnoli hanno trovato. Evidentemente è una cosa di stimoli.

Bisogna andare oltre Milinkovic per due motivi: il problema principale della Lazio è la fase difensiva, alla quale Milinkovic ha sempre partecipato poco e male, perdendo palloni con i suoi tacchi e punte. C’è un problema di rodaggio con Kamada e Guendouzi in fase di possesso palla perché il serbo faceva da fionda per l’ala e per la punta, Cosa che adesso ancora non funziona. I due nuovi sono semplicemente diversi e hanno bisogno di armonizzarsi con la squadra.

Persino nei risultati brutti che stanno arrivando, ha comunque ragione Sarri. Abbiamo invocato per un mese Guendouzi, quando Sarri lo ha messo in campo, ci siamo accorti che non ci sono miglioramenti. Adesso abbiamo iniziato la tiritera con Castellanos. Ma se Sarri lo vede in allenamento ogni giorno, ne saprà più di noi?

Ho sentito parlare di avallo di Sarri sugli acquisti, ma è follia. Se insiste per un mese per Milik e salta, poi Sanabria e salta, poi Berardi e salta, quando ti propongono Isaksen, lo devi accettare oppure dimetterti. Un conto è avere una scelta e un conto è essere stato messo con le spalle al muro. Secondo me è stato un ottimo mercato in prospettiva, ma non è ciò che chiedeva Sarri, cioè giocatori pronti all’uso. Il rischio di appagamento c’era e andava stimolata la competizione con dei titolari e non allargando la rosa. Sarri non cercava giocatori su cui perdere tempo per addestrarli, ma pronti all’uso come Zielinski”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Non vorrei che la squadra privilegiasse Champions rispetto al campionato” (AUDIO)

Si parla molto di Ciro Immobile, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Si parla molto di Ciro Immobile, c’è una grande passione per un grande goleador. Se ne dicono tante, giusto chiedersi come comportarsi nei panni di Sarri. Le strade sono due, concedergli a volte un turno di riposo per dare spazio anche Castellanos o insistere con lui anche in questo momento in cui gli impegni sono ravvicinati.

Zaccagni e Romagnoli non sono al meglio, ma non hanno veri e propri problemi di natura clinica. Sono affaticamenti naturali in una fase del calendario molto serrato.

La storia di Castellanos è complessa perché i bonus scattano con estrema facilità e il prezzo a cui è stato pagato è piuttosto alto. Indubbiamente non sono arrivati i ‘piani A’ di Sarri, ma comunque sono stati presi giocatori concordati. Rovella ne è un esempio: lui era la prima scelta con Ricci. E’ vero che non è arrivato Zielinski, ma se siamo sbilanciati a centrocampo ora, figuriamoci con il polacco.

Kamada è un giocatore che è sempre piaciuto all’allenatore toscano. E’ indubbiamente un mercato più della società che di Sarri, ma c’è stato comunque il suo avallo. Come – ci ritorno – c’era stato l’avallo anche degli acquisti dello scorso anno, ma tant’è…

Certo, dovremmo chiederci come mai quel primo tempo ottimo contro l’Atletico Madrid. Ci sono stati più stimoli? Non avere la stessa applicazione mentale in campionato di quella vista in Champions sarebbe frutto di una valutazione totalmente errata. So che a Formello hanno lavorato più sul punto di vista mentale che tattico in vista della partita di domani. Ma alla fine è il campo il giudice supremo”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Lazio, è tempo di dare una scossa e tornare ad essere squadra. Il Toro ti costringe…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’ “E’ tempo di una scossa”

“La Lazio deve tornare ad essere squadra, come abbiamo fatto per tutta la scorsa stagione. Sappiamo quali sono le difficoltà quando incontri il Torino, che ti costringe ad alzare il pallone perché marcano a uomo e sono aggressivi. Ma se alzi il pallone, ti snaturi e fai una cosa che la Lazio non sa fare. La Lazio predilige giocare da dietro a due tocchi e con palla a terra. Il problema dell’uscita dal basso contro la pressione del Torino si deve risolvere con maggiore movimento senza palla. Se la Lazio continua a giocare come ha fatto fino ad oggi è dura, se continuano a giocare solo chiedendo la palla sui piedi è complicato. Ci sono ancora tante partite, ma dobbiamo dare una scossa al campionato perché stiamo perdendo tanti punti.

Sarri deve pensare a mandare in campo la squadra migliore, ma deve pensare anche alle priorità della società e al fatto che sono stati spesi tanti milioni per Castellanos. Sono stati fatti acquisti importanti ed è compito dell’allenatore metterli in campo prima possibile. In allenamento puoi far vedere cose buone o meno buone, ma senza il vaglio della partita, è impossibile dare giudizi su un calciatore. Ora ci sono tre partite in una settimana e quindi Sarri dovrà dare chance a tutti, anche ai nuovi arrivati. Poi sta a lui stabilire chi. Sarebbe strano, laddove dovesse riposare Immobile, fosse scelto per fare la punta centrale Felipe Anderson. Castellanos è stato acquistato proprio per questo, non credo che un giocatore pagato così tanto possa essere emarginato in questo modo. Capisco che possa esserci qualche giocatore affaticato, ma se non ci sono infortuni, l’ossatura deve giocare sempre. Non si possono cambiare otto giocatori da una partita all’altra. Uno come Romagnoli dovrebbe giocare sempre.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Psicologia e tattica, Sarri analizza la Lazio: “Guardatevi dentro”. Il segnale di Immobile…

Confronto e lezione video ieri a Formello per la Lazio di Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste ha lavorato più sulla testa dei calciatori che sui principi tattici avendo pochissimo tempo a disposizione.

Come riportato dal Corriere dello Sport, il Comandante ha individuato, in accordo col DS Fabiani, quello che sembra essere il problema della sua squadra: un blocco mentale legato all’ansia da prestazione. Non solo problemi di campo dunque ma anche altri che afferiscono alla sfera psicologica. Il messaggio al gruppo è stato chiaro: «Ora guardatevi dentro». Ci fosse una sola ragione, interverrebbe. La verità è che si tratta di un calo generalizzato. Serve equilibrio. Fabiani è un normalizzatore a Formello, di solito abituata a narrazioni spinte e altalene di umori, figlie di aspettative esagerate in seno allo stesso club, non solo in riferimento alla piazza, per tradizione inquieta. Un piccolo vantaggio c’è: le analisi di allenatore e diesse collimano. Cercano tranquillità. Se ne esce con il lavoro, un po’ alla volta, portando in condizione e addestrando i nuovi acquisti, cercando di ragionare e di recuperare l’entusiasmo perduto, quello che nella passata stagione permetteva alla Lazio di difendere in blocco e di correre in sincronia

”Testa, tattica e Ciro, le mosse di Sarri per uscire dalla crisi”. Repubblica analizza la giornata di ieri, quella dei confronti, della Lazio, che domani sera all’Olimpico ospiterà il Torino. Lotito e Sarri hanno chiarito dopo lo sfogo post Monza, il tecnico non è in discussione. E anche tra di loro i giocatori hanno avuto dei confronti, per “curare l’aspetto mentale”.

Il tecnico poi ieri ha lavorato dal punto di vista tattico, rivedendo gli errori col Monza. Come Palladino, anche Juric gioca col 3-4-2-1 (ma marca a uomo): la Lazio dovrà evitare di lasciare spazio ai trequartisti. Luis Alberto e Immobile si sono messi i panni da leader e Ciro, per il bene della Lazio, ha detto di essere pronto a farsi da parte. Non accadrà perché Sarri punta su di lui.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tante domande senza riposta: l’unica soluzione è ritrovare le proprie certezze

Involuta, irriconoscibile. Impossibile da spiegare. La terza Lazio di Sarri ha fatto vedere la peggior versione di sé stessa. Doveva essere l’annata del definitivo salto, si è trasformata in una caduta nel vuoto. Nessuna certezza, solo un mare di domande senza risposta. Perché la squadra prende così tanti gol? Perché fa così fatica a segnare? Perché sbaglia l’approccio? Perché le migliori prestazioni sono arrivate contro avversarie di alto livello? Non è un problema di punti. O meglio, non solo. Il tecnico si è detto preoccupato da un lato, ma non vuole sentire drammi. La soluzione, almeno per ora, sembra essere quella di tornare all’antico. Zero rivoluzioni, si va con i soliti noti, cercando risposte vere alle domande. Più l’inevitabile novità a centrocampo. Tornerà Kamada, partito sempre titolare prima del Monza e rimasto in panchina 90′ sabato scorso. Completeranno il centrocampo Luis Alberto, intoccabile, e uno tra Cataldi e Vecino: leggermente in vantaggio l’uruguaiano per caratteristiche visto l’avversario. In difesa, davanti a Provedel, probabile il ritorno di Casale, da valutare invece Romagnoli uscito affaticato dal match contro la formazione di Palladino. Sulle fasce ballottaggio aperto con Marusic e Pellegrini favoriti.

Davanti certi di una maglia Immobile e Felipe Anderson, possibile turno di riposo per Zaccagni a vantaggio di Pedro. Nell’ultima conferenza stampa, rigorosamente nel post partita, Sarri ha confermato che Isaksen e Guendouzi non sono pronti per partire dall’inizio. E proprio riguardo l’acquisto del centrocampista francese, ieri il direttore sportivo Fabiani ha raccontato come è andato in porto l’ultimo affare del mercato estivo: «Mi chiama una mattina il presidente Lotito e mi dice: “Lo conosci Guendouzi?”. Gli rispondo “certo, ma non lo prenderemo mai”. Facciamo i passaggi istituzionali, ne parlo anche con Sarri. Ci siamo tuffati sulla trattativa, che non è stata poi così semplice. Mettere d’accordo più società non è stato facile: non ci sono solo Lazio e Marsiglia, ma c’è la società che fa capo al procuratore, la società che fa capo al giocatore. Mettere d’accordo tutti non è mai facile. La volontà del calciatore ha fatto la differenza e questo va sottolineato». Il tempo