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RASSEGNA STAMPA

Lazio, si ricomincia da Kamada

Kamada indica la strada”. Il Messaggero oggi parla del centrocampista giapponese che domani, col Torino, tornerà titolare. “L’ex Francoforte ha stregato Sarri grazie a personalità e intelligenza tattica. È l’unico nuovo acquisto di cui Sarri si fida”. Ruba meno l’occhio, Kamada, ma a centrocampo dà equilibrio e con i suoi inserimenti, in una Lazio che attacca poco lo spazio, sono fondamentali.

È un giocatore atipico, Kamada, ma con una personalità e un’intelligenza calcistica fuori dal normale. In estate è stato sedotto e abbandonato da Atletico, Milan e Inter, alla fine l’ha spuntata la Lazio. Pesa sul giapponese l’eredità di Milinkovic, ma il paragone non va fatto. “Sono cambiate le caratteristiche della Lazio e Sarri lo ripete sempre alla squadra: Kamada va sfruttato più e meglio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, a pranzo scatta il ritiro: scacciare il tabù “bestie nere” per uscire dalla crisi

Via i cattivi pensieri. Da oggi (ore 13) scatta il ritiro per la Lazio, il terzo in tre anni con Sarri. Pranzo, rifinitura, cena e notte a Formello senza tornare a casa come al solito. E non è escluso che possa tornare a farsi sentire Lotito, con la minaccia velata di proseguirlo in caso di ko. Meglio cercare di compattarsi in questo inizio da dimenticare in cui non vanno solo ritrovati gli stimoli della vecchia Lazio. Tra i vari ostacoli lungo il cammino dei biancocelesti ora c’è anche il tour de force tra Serie A e Champions League da non sbagliare come già fatto tra Juventus, Atletico Madrid e Monza, dove sono stati raccolti solo una sconfitta e due pareggi. Risultati che adesso costringono a un’inversione del trend a tutti i costi, anche se il tanto odiato calendario non porgerà l’altra guancia a Sarri. Nel momento più delicato della sua gestione il Comandante affronterà gli avversari più difficili da quando è arrivato nella Capitale. Il primo, il Torino, al momento è l’unica squadra assieme al Lecce a non essere mai caduta contro la Lazio del Comandante (poi c’è il Frosinone, ma non ci ha ancora giocato). L’ultima vittoria con tro i granata è datata 1 novembre 2020. Una volta arrivato Juric, la Lazio ha totalizzato tre pareggi e una sconfitta all’Olimpico lo scorso aprile per 1-0 con il gol del pupillo di Sarri, llic. Basta questo per capire quanto il gioco del Comandante soffra quello del tecnico croato, ma in aggiunta ci sono pure i soli 2 gol realizzati in quattro confronti, un’anomalia per una squadra offensiva come quella di Mau.

RITIRO, DENTRO O FUORI – Archiviato il match di domani sera (ore 20:45), sabato alle 18 ci sarà un’altra bestia nera come il Milan, battuto a gennaio scorso con un netto 4-0, ma inavvicinabile a San Siro tre ko tecnici, 8 gol subiti e nessuno segnato. Dopo la sfida con la squadra di Pioli, la full immersion proseguirà martedì 4 ottobre (ore 21) col primo dentro o fuori in Champions League contro quel Celtic che quattro stagioni fa eliminava la squadra di Inzaghi dal gruppo E di Europa League con due vittorie. In seguito al triplice fischio di Glasgow ci saranno quattro giorni per rifiatare prima di tornare all’Olimpico per un’altra sfida delicata come quella contro l’Atalanta di Gasperini, diventata un cult nelle ultime stagioni. Almeno con i bergamaschi finora lo score è in totale equilibrio tra risultati e differenza reti, ma stavolta, in ballo per Sarri potrebbe esserci tutto. Che il ritiro faccia effetto. Il Messaggero

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ALTRE

Napolitano, Lazio multata per cori durante il minuto di silenzio. Intanto Lotito e una delegazione alla camera ardente

Dopo i cori che hanno disturbato il minuto di silenzio in sua memoria prima di Lazio-Monza (con il resto dell’Olimpico che in questa occasione si è però dissociato dalla Curva Nord) il club biancoceleste non ha fatto mancare la sua presenza alla camera ardente allestita in Senato per Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica emerito (due volte in carica al Quirinale) deceduto all’età di 98 anni e tifoso laziale, come da lui stesso rivelato in passato.

A guidare la delegazione della Lazio il presidente e senatore Claudio Lotito, accompagnato a Palazzo Madama dal direttore sportivo Angelo Fabiani, dal difensore Alessio Romagnoli e dal portiere Ivan Provedel. Il numero uno biancoceleste non ha voluto rilasciare dichiarazioni all’uscita dalla camera ardente ma non ha mancato di lasciare un messaggio sul registro delle condoglianze, come poi hanno fatto anche i due calciatori di Maurizio Sarri. I funerali di Napolitano si svolgeranno in forma laica nella mattina di domani (26 novembre) alla Camera.

I cori e i fischi che in diversi stadi della Serie A hanno disturbato il minuto di silenzio disposto dalla Figc per la scomparsa del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano non sono passati inosservati al giudice sportivo, che ha così preso provvedimenti.

Ecco così che dopo la 5ª giornata di campionato Lazio, Empoli, Fiorentina, Verona e Udinese sono state sanzionate con un’ammenda di 5.000 euro a causa del comportamento dei propri tifosi (“un numero cospicuo” di laziali secondo il giudice, “un numero esiguo” di empolesi e “la totalità” dei sostenitori veronesi mentre è più generica la motivazione riguardante i fiorentini e gli udinesi). Causate dal lancio di oggetti da parte dei propri tifosi invece le ammende comminate a Lecce (4.000 euro), Milan e Salernitana (1.500 euro).

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FORMELLO

FORMELLO – E’ già Torino: Sarri gestisce gli acciaccati e pensa alle scelte anti-Juric

FORMELLO – Tutti in campo, niente riposo. Maurizio Sarri ha cancellato il giorno di relax concesso per oggi alla sua Lazio: allenamento pomeridiano e domani la rifinitura per preparare al meglio la partita contro il Torino. Un match da non sbagliare, servono ritrovare vittoria e fiducia. Il tecnico tra giocatori fuori fase e altri che non riescono ad incidere proverà a cambiare qualcosa.

Lazio, la possibile formazione con il Torino

In difesa potrebbe rivedersi Casale dal primo minuti accanto a Romagnoli. Nelle ultime due titolare è stato Patric. Sulle fasce Lazzari spera in una maglia, in panchina per tre gare di fila in campionato. Marusic però è favorito e sulla fascia sinistra c’è Pellegrini al posto di Hysaj. A centrocampo Kamada (titolare fisso prima di Lazio-Monza per cinque partite), rientra, Guendouzi in panchina. Cataldi e Luis Alberto a fargli compagnia. L’attacco, reparto inceppato, dovrebbe essere composto dal tridente Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni. Isaksen titolare con il Monza non ha fatto bene. Spera Castellanos, ma Ciro sembra ancora il favorito.

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ARBITRI

Lazio-Torino, arbitra Fabbri: i precedenti

Lazio-Torino, gara valida per la VI giornata del campionato di Serie A TIM, in programma mercoledì 27 settembre 2023 alle ore 20:45 allo stadio Olimpico di Roma, sarà diretta da Michael Fabbri (sez. di Ravenna).

Assistenti: Di Gioia – D’Ascanio

IV Ufficiale: Prontera

V.A.R.: Chiffi

A.V.A.R.: Di Vuolo

Il fischietto romagnolo ha già diretto i biancocelesti in 13 occasioni: il bilancio di quest’ultime sorride ai biancocelesti. In 9 circostanze infatti la Lazio ha ottenuto i tre punti, mentre in 3 è uscita sconfitta. Un pareggio completa lo score. Non arbitra la Lazio dal 3-1 interno contro l’Inter dello scorso campionato. 

Fabbri ha inoltre già diretto un Lazio-Torino, terminato 0-0 nel maggio 2021. Sono invece 15 i precedenti con i granata: 4 vittorie, 7 pareggi e 4 k.o. il bilancio complessivo.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Cruciani: “Isaksen non mi convince. Situazione seria e prossime partite complicate” (AUDIO)

Poco o nulla eccetto Napoli, GIUSEPPE CRUCIANI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Una squadra che fa poco o nulla fino qui eccetto per Napoli e il colpo di testa di Provedel, non può essere commentata.

La situazione è figlia di questa estate: credo ci sia stata poca sintonia e pochi momenti di colloquio tra presidente, squadra e allenatore. Situazione di poca chiarezza, in cui i giocatori nuovi non si sa bene da chi siano stati scelti. Tutta questa poca chiarezza secondo me si è riverberata sul gruppo. Onestamente altre spiegazioni non ne ho.

La Lazio ha Torino, Milan, Celtic e Atalanta prima della pausa, cioè quattro partite molto complesse. La Lazio dal punto di vista tecnico non è cambiata: i giocatori sono più o meno gli stessi. Ciò che è cambiato è l’anima. Bisogna stare attenti perché se la situazione peggiora, poi diventa difficile uscirne. Non dico la lotta per non retrocedere, però… C’è il problema Immobile che sembra in china discendente… sembra. Poi ci ha abituato ad improvvise resurrezioni.

Immobile aveva bisogno di un giocatore pronto come riserva. Uno che provenisse dal nostro campionato e condiviso da Sarri, non imposto dall’allenatore. Sarri voleva Sanabria, ma è arrivato Castellanos. Si sa che se non sei un giocatore pronto, con Sarri ci metti sempre un po’ prima di entrare in campo.

Io sono Lotitiano di ferro. Penso che la Lazio debba affidarsi al presidente e alla sue intuizioni e anche ai suoi errori. Certo, questo Isaksen non sembra un granché. Il Guendouzi visto a Napoli sembrava straordinario, poi si è perso. Bisogna aspettare i nuovi, ma con l’eccezione di Isaksen perché pagare 15 milioni un giocatore che viene dal Midtjylland, onestamente lascia perplessi. Non mi sembra il grado di fare il titolare in con la Lazio.

La Lazio quest’anno mi fa annoiare “.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, serve uno spirito diverso. L’Atletico dimostra che è una questione di…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ci si aspettava una vittoria con il Monza, la classifica è quella che è, i problemi sono tanti. C’è un problema di squadra, di compattezza, serve uno spirito diverso e maggiore equilibrio. La cosa che più mi preoccupa sono le tante palle gol che vengono concesse agli avversari e sinceramente non è possibile che ci sia una differenza così importante di rendimento e concentrazione tra la gara di Champions con l’Atletico Madrid e quella di campionato con il Monza. Perché abbiamo visto quella mezzora così importante, intensa e coraggiosa con gli spagnoli, mentre poi contro la squadra di Palladino c’è stata quella prestazione? Il pressing alto è fondamentale, se vuoi farlo devi interpretarlo con convinzione, tempi, spirito e organizzazione. La differenza tra i due match dimostra che quel tipo di atteggiamento è ancora nelle corde di questa squadra.

Spirito diverso e Lotito-Sarri

Se Lotito ha una qualità è quella di non aver mai preteso di fare la formazione o cose del genere. Il presidente dopo la partita commenta con i suoi modi quanto è accaduto. Tra le cose che ha detto a caldo c’è anche il suo dubbio sul mancato utilizzo di Castellanos. Ovviamente non era una sottolineatura su Immobile, magari riteneva si potesse chiudere la gara con due punte come accaduto anche in altre circostanze. Ci può stare da parte del proprietario del club, poi ieri a Formello so che i toni erano già tornati più morbidi”.

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RASSEGNA STAMPA

Crisi di rigetto o appagamento, Lotito ordina il (mini)ritiro obbligatorio: “Spetta a Sarri risolvere la situazione”

Crisi di rigetto o di appagamento. È sparita, la Lazio, e nessuno riesce a spiegarsi il motivo. Allora è giusto interrogarsi a fondo, rinchiusi nel proprio eremo. Così Lotito ordina il ritiro obbligatorio (di solito facoltativo) e la squadra stavolta lo accoglie in silenzio. Scatterà domani a pranzo, è il terzo dell’era Sarri, portò a due vittorie contro la Fiorentina a ottobre 2021 e nel derby a marzo scorso. Dopodomani sera col rognoso Torino bisognerà ritrovare il primo successo all’Olimpico a ogni costo: 4 punti (a +1 dal terzultimo posto) dopo 5 giornate non si vedevano dal 2001, unico precedente dal 1994. Un inizio da incubo, che rischia di minare l’intero campionato, se non si volta pagina subito. Così anche Sarri si vede costretto a cancellare oggi il giorno di riposo, previsto di solito per recuperare le energie fra un impegno ravvicinato e l’altro. Persino Maurizio è confuso e spiazzato da quanto sta succedendo: «Sembra di essere tornati due anni indietro», l’analisi in una mattinata di confronti incrociati e serrati fra allenatore, staff, squadra e società a Formello.

CRISI ED INVOLUZIONE

Ieri nel quartier generale c’era anche Lotito, più lucido rispetto alla sera prima in cui era furioso. Dopo il punto strappato al Monza per miracolo, il patron era sceso negli spogliatoi ad attendere la squadra impegnata ancora a chiedere scusa sotto la Curva al triplice fischio: «Svegliatevi, basta con questo atteggiamento». Ma tutti hanno sentito soprattutto le sue urla contro il tecnico: «Dovevi mettere Castellanos…». È un errore però delegittimare Mau, in questo momento. Oltretutto i nuovi lanciati (Guendouzi e Isaksen) non hanno cambiato il volto spento della Lazio. Non è questo il problema, anzi così si rischia pure di bruciare un mercato, arrivato in ritardo e impossibilitato a integrarsi in un’ossatura al collasso: «É difficile comprendere l’involuzione dei vecchi – le parole preoccupate di Sarri – a meno che l’anno scorso non abbiano fatto il 105%». Già, il timore è che tanti abbiano dato tutto, ora si stanno salvando solo Provedel e Luis Alberto.

SCOLLAMENTO

Manca la solidità di un tempo, la Lazio non sa più difendere, corre a vuoto e torna indietro. Gioca un calcio antico, lento, senza sovrapposizioni e con uno sterile palleggio. E, quando il Mago non scova l’assist immaginifico, costruisce solo fumo. L’augurio è che ci sia “solo” un blocco psicologico, va superato un crollo emotivo: «Dev’essere l’allenatore a risolverlo», ripete Lotito. In questo senso fa ben sperare lo spirito ammirato con l’Atletico. «C’è qualcosa che non va nell’ambiente, dentro», l’ultima frase sibillina di Sarri, che getta però ulteriori ombre inquietanti su Formello. Mau non lo dirà mai, ma forse si è pentito di non aver salutato tutti in trionfo col secondo posto, sopratutto perché non sono arrivati quei Berardi, Zielinski e Ricci, con cui era certo di poter fare subito il salto. Ad agosto è rimasto per amore e rispetto di questo gruppo, che lo aveva commosso per dedizione nelle prime settimane ad Auronzo. Poi è sbarcato Lotito e, fra mancati rinnovi e attriti con il tecnico stesso, qualcosa si è rotto. Chissà se non si stia pagando tutto questo adesso. Forse lo scollamento fra i reparti può essere superato rincollando tutte le parti della Lazio in ritiro a Formello.
Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…” – Paradiso: “Non so dire quali siano i problemi della Lazio. Ottimo organico, ma poca coesione” (AUDIO)

Onestamente non so dirvi… TOMMASO PARADISO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Onestamente non so dirvi cosa possa non andare nella Lazio. Per me la Lazio è forte e quando Luis Alberto dice che è la miglior Lazio in cui abbia mai giocato, ha ragione. Quando Lotito dice a Sarri: “Ti ho dato una Ferrari”, sicuramente dice una iperbole, ma ha ragione.

I nuovi devono ancora integrarsi e mi sembra girino ancora a vuoto. Non è vero che non ci sia voglia, anzi è il contrario: la Lazio corre ma inutilmente. Semmai è una squadra slegata, in cui si pressa non in maniera ordinata e per gli avversari saltare le linee è più facile.

La Lazio è una squadra fortissima se gioca in verticale, se perde queste convinzioni, diventa prevedibile. La solidità difensiva la ritrovi compattando i reparti: se la Lazio perde le distanze è un problema.

Poi quando lo scorso anno passavamo in vantaggio, palleggiavamo, ci abbassavamo, li facevamo scoprire e li infilavamo.

Sabato ho avuto l’impressione che Guendouzi e Isaksen non sapessero cosa fare e dove mettersi non tanto palla al piede, quanto con palla all’avversario. Vagavano per il campo.

Il nostro obiettivo per questa stagione è rimanere in zona Champions League per qualche anno, come hanno fatto Napoli e Atalanta. Ovviamente non possiamo pensare di vincere la Champions, ma solo di fare del nostro meglio. Paradossalmente vedo una Lazio isterica, disordinata e questo è il problema maggiore. Quando vedi il pressing forsennato di Luis Alberto ti chiedi: perché lo fa solo lui?”.

Alessio Buzzanca

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STATISTICHE

Classifiche a confronto: Lazio, Roma e Napoli involute

Classifiche a confronto dopo cinque giornate di Serie A. Rispetto alla scorsa stagione l’Inter capolista e ancora a punteggio pieno ha sei punti in più. Saldo positivo anche per il Milan: +1. Il Napoli campione d’Italia ha tre punti in meno rispetto alla scorsa stagione, mentre il Lecce terzo in classifica è oggi la squadra col confronto migliore: +9. In negativo, spiccano il -7 dell’Udinese, il -5 della Roma e il -4 della Lazio. Ecco il dato delle 20 di Serie A. 

Inter 15 punti (+6 rispetto alla Serie A 2022/23 dopo cinque giornate)
Milan 12 (+1)
Lecce 11 (+9)
Juventus 10 (+1)
Fiorentina 10 (+4)
Atalanta 9 (-4)
Napoli 8 (-3)
Frosinone 8 (in Serie B)
Torino 8 (-2)
Hellas Verona 7 (+2)
Bologna 6 (+3)
Sassuolo 6 (=)
Roma 5 (-5)
Monza 5 (+5)
Lazio 4 (-4)
Genoa 4 (in Serie B)
Salernitana 3 (-3)
Udinese 3 (-7)
Cagliari 2 (in Serie B)
Empoli 0 (-4)

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