Questione di strategie. La Lazio, come spesso accade, a gennaio resta a guardare. Gli investimenti fatti, nella gestione Lotito, a metà stagione non sono tanti: meno di 30 milioni in 20 anni. Sarri vorrebbe venisse rinforzato il reparto offensivo (in difficoltà), ma è altamente improbabile arrivi un grande colpo. Un calciatore in grado di fare il titolare. Eppure, per la prima volta dopo diverse sessioni di mercato (l’ultima quella della scorsa estate), la Lazio non sarebbe limitata dall’indice di liquidità. Dopo aver chiuso l’esercizio 2022-23 con una perdita pari a 29,5 milioni e cinque rossi consecutivi, chiuderà il bilancio 2023-24 in utile. Soldi in cassa dunque ci sono e, proiettandosi al futuro, il club sa già che nei prossimi mesi perderà ingaggi pesanti (sicuramente Kamada, che non ha intenzione di restare, molto probabilmente Pedro, che vuole tornare in Spagna e sono in bilico anche Felipe Anderson, in scadenza e Immobile, che valuterebbe offerte arabe), motivo per il quale la società avrebbe l’opportunità di investire sul mercato e sul proprio futuro aggiungendo giocatori, anche importanti, alla rosa. Sarebbe di fatto un anticipo sulle operazioni da fare in estate, con l’obiettivo, in questo modo, di riuscire a rientrare nuovamente fra le prime quattro della classe, qualificandosi così nuovamente per la Champions League del 2024-25 che sarà ancora più ricca. Lotito però, nonostante le pressioni di Sarri e della piazza, si muoverà solo in estate, reagendo a quella che sarà l’ultima posizione in classifica (e di conseguenza economica) e non provando a influenzarla. Da qui alla fine del mercato, che chiuderà il 31 gennaio, la Lazio resterà alla finestra, in attesa di vedere se si troverà un’occasione (Candreva si è proposto…), ma non farà un assalto a un potenziale titolare. Tieniti sempre aggiornato sulle notizie relative alla Lazio seguendo il sito di Radiosei.