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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il primo tira e molla è finito: fatta per il rinnovo di Provedel. Ora Zaccagni…

Ecco la prima novità in ottica rinnovi che si aggiunge alla mossa premi di Lotito di sabato scorso. Sta per terminare infatti il primo tira e molla per i prolungamenti visto che la firma di Provedel è praticamente cosa fatta: accordo trovato a Formello con l’agente Rava e il portiere, martedì sera. Il numero 94 è pronto a mettere nero su bianco il nuovo accordo con la Lazio: dal milione attuale (più 200mila euro di premi) salirà a circa 2 milioni più bonus con scadenza contrattuale posticipata al 2028. La firma assieme al presidente Lotito può arrivare già la prossima settimana assieme ai riflettori della Champions League. Ivan ha dovuto pazientare parecchio, ma alla fine ha ottenuto il premio agognato, motivo in più per cercare una nuova sistemazione più spaziosa, mettere radici a Roma e allontanare le sirene dall’Inghilterra. Dopodiché è entrato nella storia della Lazio e della Serie A eguagliando il record di porte inviolate in una sola stagione (21), ha vinto il premio di miglior portiere, è diventato fisso nel giro della Nazionale e quest’anno ha addirittura rispolverato la vecchia professione di attaccante con un colpo di testa che ha indirizzato il girone Champions della Lazio.

Impossibile non premiare Provedel quindi, ma non è finita qui. Dopo il Bayern Monaco potrebbe finire infatti una delle telenovele più calde in casa biancoceleste, col club che è pronto a riaprire i discorsi con Zaccagni. Per l’entourage del giocatore la Lazio si è fatta attendere fin troppo. Dopo i 10 gol e gli 8 assist della passata stagione si aspettava più riconoscenza, invece la situazione è rimasta bloccata tra una richiesta di oltre 3 milioni di euro più bonus e un’offerta di massimo 3, premi compresi. Alcune società hanno provato pure a inserirsi, come la Fiorentina a fine mercato di gennaio con 25 milioni più bonus sul piatto, ma Lotito ha fatto muro perché vuole prolungare il contratto dell’ex Hellas. Nei piani infine è previsto anche un tentativo in extremis per il figlioccio del patron, Felipe Anderson, senza dimenticare nemmeno Romagnoli. Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Lazio, alto “tradimento” dei veterani: i numeri li inchiodano

Tradimento. Almeno stando a quelle che erano le aspettative. Alla Lazio sta mancando l’apporto della vecchia guardia. Dei giocatori più rappresentativi. I biancocelesti faticano tremendamente a segnare (25 gol in 22 partite di campionato). Si tira poco in porta, si hanno pochi spunti. Mancano le fiammate di Felipe Anderson, gli spunti di Zaccagni, il fiuto di Immobile. Il capitano, in realtà, è l’unico che rispetto all’anno scorso regge il confronto. In questa stagione ha segnato 8 gol nei 1508 minuti totalizzati. Un anno fa, a parità di minutaggio, era sempre a quota 8. La differenza sta nei rigori (erano 6 reti su azione e solo 2 dagli undici metri nel 2022-23, ora sono invece 4 quelli realizzati dal dischetto). A crollare sono stati soprattutto gli esterni: Zaccagni, fino a ora, ha giocato 1773 minuti nel 2023-24, realizzando appena 4 gol. L’anno scorso, a parità di minuti giocati, erano già 8. Ma a deludere è ancor più Felipe Anderson: il brasiliano, con il contratto in scadenza (la sorella, sua agente, vorrebbe portarlo alla Juventus, che però temporeggia e non gli fa offerte concrete e non è detto che gliele faccia in futuro), appare del tutto appiattito. Un anno fa, nei suoi primi 2214′ stagionali, aveva totalizzato 8 reti (di cui 4 giocando da finto 9), ora è fermo a due (una da attaccante centrale). Di fatto è passato dal segnare un gol ogni 277 minuti a farne uno ogni 1107. Anche Pedro è calato (passando da 4 centri a 3), Luis Alberto ha dimezzato il proprio apporto (da 6 a 3). Non c’è quindi nemmeno un calciatore che abbia migliorato il proprio rendimento. Molti sono perfino crollati. E così la Lazio, che nel 2022-23 dopo 22 giornate aveva il quinto miglior attacco del torneo, ora si ritrova ben dieci squadre che segnano più di lei. Perfino il Frosinone e il Sassuolo, impegnate nella lotta salvezza, in tal senso funzionano meglio. Fra gli attaccanti biancocelesti molti sono arrivati a fine ciclo e probabilmente lasceranno il club in estate, ma il paradosso è che proprio loro sono quelli che stanno palesando più dubbi relativi a Sarri. Che così però si sente anche un po’ tradito. Almeno nel rendimento. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo Radiosei.it.

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FORMELLO

FORMELLO – Sarri, passo verso la squadra: cancellata una seduta di allenamento. Zac e Patric a parte

Un passo verso la squadra. Nella speranza che i calciatori facciano altrettanto. Maurizio Sarri sa che la squadra gli imputa anche qualche colpa per la situazione attuale della Lazio. Per questo ha cercato di andare incontro alle richieste della squadra. Nella giornata di mercoledì è stata annullata la doppia seduta. Il tecnico non voleva caricare troppo i calciatori che si dicono affaticati. Si sono rivisti anche Patric e Zaccagni, che hanno svolto lavoro differenziato. Non erano invece presenti Rovella (che con il Cagliari è comunque squalificato) e Romagnoli (che però non preoccupa). Sarri, prima della parte di campo è voluto comunque tornare sulla sconfitta di Bergamo con una seduta video. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito Radiosei.it.

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STATISTICHE

Immobile a caccia del gol 200 in A: a Cagliari fece quello più bello

Quasi 10 anni dopo Totò Di Natale, che ci riuscì in un’Udinese-Chievo finito 1-1 il 23 novembre del 2014 fulminando di sinistro l’ex portiere laziale Albano Bizzarri, Ciro Immobile sta per diventare l’ottavo giocatore della storia capace di segnare 200 gol in serie A. Gliene manca solo uno ed è un paradosso che stia per tagliare il traguardo nel campionato meno prolifico da quando è alla Lazio con una striscia aperta di 17 partite senza gol su azione, la peggiore della sua carriera dopo quella di 20 incontri nel 2013 tra Genoa e Torino. A Bergamo, dopo la rete su rigore, ne ha sfiorata un’altra di testa ed è sembrato comunque il più vivo dell’anemico attacco biancoceleste. Il traguardo dei 200 gol potrebbe tagliarlo sabato a Cagliari dove (parole sue) firmò la rete più bella, di tacco nel 2018, e contro una squadra a cui ne ha già segnate 12. Resta aggiornato sulla Lazio collegandoti col sito Radiosei.it.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Necessario un compromesso stile Juventus di Sarri nel 2020. Come? Serve presenza società forte” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “I calciatori determinano. Necessario un compromesso, come con la Juventus di Sarri nel 2020”

Giordano: “I calciatori determinano. Necessario un compromesso, come con la Juventus di Sarri nel 2020”. Il Bomber a Radiosei: “Chi determina è sempre il calciatore. l’allenatore è importante, ma non determinante. Il tecnico può incidere anche durante la partita e correre ai ripari. Stiamo facendo gli stessi discorsi del post Salernitana-Lazio. Il tecnico deve saper convivere con questi momenti, penso ad Allegri o Pioli quando c’era sempre l’ombra di Conte. Il tecnico deve essere più attento a livello comunicativo, questo sì. Sarri è vaccinato. Ai giocatori chiedo serietà nel lavoro e soprattutto, parlare se qualcosa non va. Stare in silenzio non ha senso, bisogna prendere il problema subito e alla radice. Le frizioni vanno risolte, fare un passo in avanti per venirsi incontro a vicenda e trovare un compromesso. Pensare meno al singolo e più al collettivo, ecco”.

“Se fossi nei panni di Sarri, sarei andato dal presidente a chiedere l’allontanamento di chi mi ‘rema contro’. Sarri deve parlare con i giocatori e trovare una soluzione, si devono venire incontro con dei compromessi. Si possono lamentare tutti o nessuno. Nessuno riesce ad accontentare 25 persone contemporaneamente. Ci sono alcune dinamiche particolari e momenti delicati in una stagione. Alcuni senatori potrebbero uscirsene con una dichiarazione, anche di facciata, ma poi confrontarsi col tecnico. Lavorare insieme per cambiare qualcosa all’interno del gioco, credo che Sarri, da persona intelligente, non si tirerebbe indietro. Penso al compromesso trovato proprio dalla Juventus di Sarri, quando era chiaro che non si sarebbe proseguito insieme. Finirono la stagione da professionisti e poi si separarono”.

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APPROFONDIMENTI

Cagliari-Lazio, i precedenti: biancocelesti imbattuti da (quasi) 11 anni

Cagliari-Lazio, i precedenti

Lazio imbattuta da (quasi) 11 anni contro il Cagliari. L’ultima sconfitta della Lazio in terra sarda risale al 19 maggio del 2013. L’ultima partita prima della storia finale di Coppa Italia contro la Roma. da quel momento, sono ben 14 i successi dei biancocelesti (fra Roma e Cagliari) negli scontri diretti e soli 3 pareggi. Uno score ampiamente favorevole ai capitolini, che approcciano a questa trasferta con la necessità assoluta di vincere e di dare, soprattutto, un segnale forte dopo una settimana di polemiche e veleni. L’ultimo successo nella gara di andata (2.12.23), grazie al gol di Pedro praticamente in apertura di match e con il brivido finale sul colpo di testa di Pavoletti, ben respinto da Provedel. L’ultimo successo in terra sarda risale al 5 marzo 2022 (Immobile, Luis Alberto e Felipe Anderson) nella stagione che sancì il ritorno in Serie B dei rossoblù.

La squadra di Ranieri ha raccolto però ben 15 punti (sui 18 totali) fra le mura amiche. Un dato da non sottovalutare, anche se i biancocelesti si troveranno di fronte la terza peggior difesa della Serie A (42 gol subiti) e un attacco da 21 gol finora. Curioso il fatto che la Lazio, abbia segnato appena 4 gol più dei sardi per 16 punti in più in classifica. Entrambe con l’acqua alla gola, per motivazioni diverse. La Lazio deve tener vive le speranze di partecipare fino alla fine alla lotta per l’Europa che conta, mentre gli isolani cercano punti salvezza.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui”

Abbate: “Sarri disponibile a cambiare i toni, ma non vuole che gli si parli alle spalle. Non c’è uno spogliatoio intero contro di lui”. Il giornalista de ‘Il Messaggero’ a Radiosei: “C’è qualcuno che da dentro sta approfittando del momento difficile per far emergere qualche malumore nei confronti di Sarri. Come dice Fabiani, è impossibile che ci sia un intero spogliatoio contro il tecnico. Sarri ha toni molto forti, li ha sempre avuti. Credo debba fare un passo indietro sotto questo aspetto. Sta vivendo un momento complicato a livello personale, oltre ovviamente i risultati della squadra. A volte vita personale e lavorativa si uniscono, ecco perché spesso lo vediamo spento. Il discorso fatto alla squadra da Sarri è importante. Un conto è dire ‘andate da Lotito se avete le palle’, un altro è dire: ‘inutile fare il compitino e se non avete il coraggio di dirmelo in faccia, andate da Lotito’. Perché non parliamo di un tecnico che vuole essere cacciato. Sarri parla così da tre anni, a mo di provocazione, alla squadra. Ora c’è il silenzio generale e qualche chiacchiera alle spalle”.

“Ci sono giocatore stra-grati a Sarri. Penso a Gila, ad esempio. Sarri non ha sempre ragione, spesso sbaglia anche a livello comunicativo. Diciamo che non è un maestro sotto questo aspetto. Anche lui si sta rendendo conto che determinati toni non vengono più tollerati. E’ disponibile a cambiare atteggiamento e ad essere più flessibile. Questa piccola frattura che si è creata, è riconciliabile? Questo lo dobbiamo capire, la società ha confermato la fiducia al tecnico e questa è una prima risposta”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, una frangia contro Sarri. Lotito: “La società resta al suo fianco”. Fabiani: “Il tecnico li ha valorizzati”

Cagliari, la prova della verità

Cagliari diventa la prova della verità o – fate voi – l’ultimo appello. Perché, nelle titubanze matrimoniali e negli errori di Sarri e Lotito, qualcuno ci sta sguazzando per scrollarsi le proprie colpe di dosso. Approfittando della contestazione più diretta verso l’alto e provando a scaricare ogni responsabilità sul soggetto più debole e in bilico, in questo momento: il tecnico. C’è una frangia interna della Lazio, che sotto traccia adesso spinge per l’addio di Mau, trascinando qualche altro compagno e facendo uscire mugugni e spifferi mozzati dallo spogliatoio. 

Questo è il discorso completo di Sarri, lunedì alla ripresa a Formello, come dopo qualunque disfatta, figuriamoci dopo quella senza storia di Bergamo: «Se dovete fare il compitino per farmi contento, non va bene né per me né per voi. È evidente che c’è qualcosa che non va. Se siete stanchi e non avete le p… di dirmelo, andate da Lotito». Tutti in silenzio di fronte (non alle spalle) a un concetto ripetuto dall’allenatore ormai da due anni e mezzo, a mo’ di provocazione, ogniqualvolta la squadra abbia avuto un tracollo. Ora che le cose non vanno, improvvisamente i soliti toni duri e forti di Sarri non si sopportano. Per carità, Mau ha le sue colpe a livello comunicativo. Mercoledì, nel giorno del doppio allenamento e delle quattro sessioni video, il tecnico aveva sottolineato amnesie tecniche e tattiche, rimbrottato i giocatori con un tono un po’ snob. «Le mie squadre erano sempre le migliori sui calci da fermo», giusto per fare un esempio. Qualche senatore da tempo mal digerisce questo atteggiamento, invoca un cambio di modulo (4-2-3-1 o 4-3-1-2) per esaltarsi di più, ma ci rimetterebbero le ali, e Sarri non crede sia questo il nodo vero. Anche se Mau ha capito di dover essere più flessibile e morbido: niente ritiro, ieri ha lasciato il riposo, è pronto ad alleggerire i carichi di lavoro. E magari a ricompattare la ciurma con una cena o un pranzo.

LA DIFESA DEL CLUB

Dal vecchio “patto dei Parioli” nacque una nuova Lazio. È l’ultima speranza di Lotito, ieri impegnato in Senato: «Non sto pensando di esonerare il tecnico. La società resta al suo fianco», ripete lapidario, nonostante la rabbia accumulata fra il pareggio col Napoli all’Olimpico e il ko di Bergamo. È l’ennesimo segnale che il patron vuole mandare al gruppo per evitare il peggio, ovvero l’esonero, e arrivare almeno sino a giugno in cui tirare le somme e fare un bilancio definitivo. Solo contatti telefonici con Sarri, volato ieri a Castelfranco per trovare i genitori e preparare la difficile gara col Cagliari di sabato. Dopo il caos uscito dai meandri di Formello – si spera, a questo punto – difficilmente qualcuno avrà il coraggio di uscire allo scoperto e far vedere in campo di remargli contro. Ora tutti dovranno mostrare un altro piglio, la società si aspetta il massimo: «Non può essere contro il tecnico, uno spogliatoio pieno di giocatori che Sarri ha valorizzato e cresciuto. Ovunque c’è qualche scontento assicura il ds Fabiani ma non c’entra nulla con quanto è successo. Oltretutto si sta montando un caso quando siamo agli ottavi di Champions, in semifinale di Coppa Italia. Sì, ci mancano cinque punti in campionato, ma siamo noni in un gruppone in lotta per il quarto posto. Nulla è perso». Il Messaggero

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ARBITRI

Designazioni, Cagliari-Lazio a Di Bello: i precedenti

La designazione arbitrale della 24ª giornata di Serie A TIM ha assegnato la direzione della gara Cagliari-Lazio a Marco Di Bello della sezione di Brindisi.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti M. Rossi e Cipriani: Monaldi sarà il IV ufficiale mentre Maresca e Di Paolo sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 21° incrocio per Di Bello con i biancocelesti: 11 vittorie, 2 pareggi e 7 sconfitte il bilancio. In questa stagione, ha già arbitrato la Lazio in occasione della vittoria in casa del Sassuolo.

Sono invece 18 i precedenti con il Cagliari, con 3 vittorie, 4 pareggi e 11 k.o., uno di questi nel corso di questo campionato (3-0 in casa della Fiorentina)

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POLITICA SPORTIVA

Intanto Lotito diventa il fulcro del fronte per il taglio a 18 squadre della Serie A

Interessante approfondimento all’interno de La Stampa di oggi a proposito della rinnovata volontà delle big di Serie A in merito alla riduzione delle squadre partecipante dalle 20 attuali a 18. Potrebbe ben presto arrivare un nuovo fronte propulsivo verso il taglio di due club, con un esponente in particolare in prima linea. Il quotidiano torinese, infatti, racconta che potrebbe presto arrivare il sì di Claudio Lotito a sparigliare tutto e cambiare le carte in tavola. Con il presidente della Lazio, peraltro, arriverebbero anche gli appoggi di Napoli e Fiorentina.

Sul tema del campionato a 18 squadre esiste una spaccatura tra le grandi realtà e le medio piccole, con queste ultime che temono di perdere i benefici economici che derivano dalla presenza in massima serie, specialmente per quanto concerne l’aspetto delle entrate da diritti tv e il botteghino dello stadio nel giorno della partita. Ed è proprio qui che si inserisce la spaccatura della Lazio: il patron Lotito ha sempre ottenuto sostegno dalle realtà di provincia in Lega e il suo peso e la sua influenza potrebbero davvero risultare decisivi.

Già in passato Lotito, però, aveva ben chiarito la sua posizione sul tema. Lo sanno bene per esempio i sostenitori di Frosinone e Carpi, due squadre messe nel mirino dal numero uno del club biancoceleste ai tempi della loro prima apparizione in Serie A, nel 2015/16.