Bruno Giordano a ‘NMM’ “Sarri, è il momento delle scelte forti senza guardare in faccia a nessuno”
Giordano: “Sarri, è il momento delle scelte forti senza guardare in faccia a nessuno”. Il Bomber a Radiosei: “Ai miei tempi non si facevano sessioni video. C’era l’allenatore in seconda che andava a vedere la squadra avversaria e poi il venerdì prima dell’allenamento, c’era il punto sull’avversario. Lavoravamo il sabato sulla tattica e sui calci piazzati, lo studio era questo. Durante la settimana tanta corsa e la doppia era martedì e mercoledì, poi il giovedì partitella in famiglia. Questa era la settimana tipo, ecco. E’ un primo segnale di distensione il fatto che Sarri sia venuto incontro alla squadra, anche levando una sessione di allenamento. Ora aspettiamo il campo ovviamente. Queste sono cose che succedono, è capitato spesso anche a me nelle vesti di allenatore”.
“Fra le possibili sorprese di formazione, una potrebbe essere Kamada. Questo anche per mettere il sale sulla coda ad alcuni interpreti. Ora servono scelte forti, anche perché lo stesso Sarri – prosegue Giordano – sa che siamo in un momento complicato. L’obiettivo è quello di responsabilizzare gli interpreti, a questo servono le scelte forti e decise”.
“Immobile certo non ha beneficiato della partenza di Milinkovic. Il serbo apriva spesso gli spazi per Ciro, spesso e volentieri. Va detto che alla Lazio sta mancando soprattutto la velocità della manovra, che dovrebbe portare il pallone più pulito in avanti per Immobile. Difficile oggi per la Lazio prendere avversari in contropiede, cosa che accadeva spesso la scorsa stagione. Oggi siamo più prevedibili. Insomma, ci sono tante situazioni che portano a questo momento particolare, non c’è solo un fattore a determinare questo tipo di situazioni”.
Il questore di Roma ha emesso 16 Daspo dopo il derby Lazio-Roma, valido per i quarti di finale della Coppa Italia, giocato il 10 gennaio scorso e vinto dalla formazione allenata da Maurizio Sarri. I provvedimenti, una durata totale di anni 61, sono stati comminati nei confronti di 16 tifosi – di età compresa tra i 15 e i 42 anni – appartenenti ad entrambe le tifoserie. Due i minorenni.
Lazio-Roma, i provvedimenti del Questore di Roma
Identificato e sottoposto a Daspo per quattro anni l’autore del lancio della bottiglia che colpì il calciatore della Roma, Edoardo Bove. Tra le condotte piu’ gravi, quella di un tifoso della Lazio reso responsabile del lancio di un petardo ad alto potenziale in direzione del settore adiacente occupato dalla tifoseria romanista, ferendo, con i detriti causati dallo scoppio, due tifosi giallorossi: nei suoi confronti Daspo nella misura massima di 10 anni. Tutti i soggetti risultano denunciati dal commissariato Prati, per vari reati, caratterizzati da profili di violenza, consumati all’interno dello Stadio Olimpico, in occasione del derby. I tifosi, due dei quali minorenni, avrebbero dato luogo, sia nelle fasi precedenti che durante la partita, a un fitto lancio di oggetti contundenti tra i quali artifizi pirotecnici del tipo “torce” e “petardi” tra i settori nei quali erano attestati i supporter delle opposte tifoserie.
Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Zac e Patric in forte dubbio anche per il Bayern. Accordo con Provedel, ecco i prossimi rinnovi in programma…”
Abbate: “Zac e Patric in forte dubbio anche per il Bayern. Accordo con Provedel, ecco i prossimi rinnovi in programma…”. Alberto Abbate a Radiosei: “Oggi potrebbe esserci un blitz di Lotito, i valori parlamentari finiscono nel primo pomeriggio. Fabiani si sta occupando di tutto in questi giorni, ieri ha messo la squadra di fronte alle proprie responsabilità. Segnali di flessibilità da parte di Sarri ieri. Immobile? Non capisco come possa sentirsi ai margini (riferimento alle parole di Moggi, ndr). Sarri lo ha sempre schierato al netto degli infortuni. Me lo aspetto titolare contro il Cagliari”.
“Provedel? Martedì c’è stato un incontro: raggiunto un accordo per 2 milioni fino al 2028. Accordo da formalizzare con Lotito. Prossimi appuntamenti per Zaccagni – il cui agente è infastidito dai ritardi. E’ arrivata un’offerta negli ultimi giorni di mercato dalla Fiorentina per l’esterno. Si farà un tentativo disperato per Felipe Anderson e poi sarà la volta di Romagnoli. Entro marzo la Lazio conta di sistemare queste situazioni”.
“Ieri Zaccagni e Patric hanno lavorato a parte, ma non ci sono miglioramenti decisivi. Entrambi in dubbio anche per il Bayern. Non c’è la certezza che entrambi ci saranno. Non credo ci saranno stravolgimenti nelle scelte di Sarri. Credo a un ballottaggio Pedro-Isaksen per Cagliari, anche perché il danese non sta dando quasi nulla alla squadra. Con Cataldi in regia vediamo se troverà spazio Vecino. Vediamo se verrà rilanciato Casale e ci sono dubbi anche sui terzini”.
Tutti con le spalle al muro. Ognuno si assuma le proprie responsabilità senza scaricarle su Sarri in questo momento delicato. E guai a far uscire altri mugugni o spifferi dallo spogliatoio. Avviso ai naviganti, è tornato il metodo Fabiani, alla ripresa a Formello: «Io monitoro e annoto tutto come un padre di famiglia, non farò lo stesso a fine anno. Non ci facciamo trascinare dalla negatività perché nulla è perso, ma voglio subito il riscatto», il sunto del discorso di ieri mattina al gruppo. Sembra di essere tornati al giorno dopo la disfatta di Salerno. Allora il ds era stato altrettanto duro: «Ora basta. Se qualcuno pensa che l’allenatore venga sollevato dall’incarico si sbaglia, la melma la mangiamo tutti insieme adesso. Me compreso». Stavolta non c’è nemmeno bisogno di ribadire il concetto, Lotito è stato chiaro sul tecnico: «Non lo esonero. Siamo al suo fianco». Ma serve di nuovo il polso di ferro. Quella scossa del 26 novembre, d’altronde, ha portato a 6 vittorie e un pareggio (a Verona) in campionato, con la sola sconfitta con l’Inter in mezzo. Proprio contro il Cagliari in casa, nonostante i fischi dell’Olimpico per il successo risicato con l’uomo in più, è iniziata una graduale risalita per la Champions. È diverso, però, arrivati a febbraio, nel girone di ritorno.
ANALOGIE
Non è cambiata la Lazio, troppo spesso è venuto meno lo spirito, anche la voglia di fare gol a ogni costo. Qualcuno forse è stato abbagliato dai risultati e dal secondo posto di giugno scorso. Magari a tratti si è visto il bel gioco, ma la solidità e la concretezza erano il segreto. I numero lo confermano: la scorsa stagione i biancocelesti erano comunque 14esimi in Serie A per tiri in porta, quest’anno 17esimi, ma la vera differenza sono i 12 gol in meno. Ne mancano otto di Milinkovic a centrocampo, dove ora il principale marcatore è Vecino (3), spesso riserva di Luis Alberto, alla stessa cifra dal 21 ottobre col Sassuolo. Ballottaggio fra i due a Cagliari con Cataldi in regia (Rovella è squalificato), ma da Siviglia tornano i rumors sul Mago. Davanti il grande dubbio è fra Ciro e Castellanos: «Non ho mai visto una squadra slegata come la Lazio e la mancanza di Immobile poi si sente lontano un miglio. Solo la sua personalità dà coraggio ai compagni per buttare avanti i palloni che lui sa sfruttare nel modo migliore, ma non gioca, il perché bisognerebbe domandarlo a Sarri», le parole a Elleradio di Luciano Moggi, padre di Alessandro agente del capitano, che forse tradiscono da dove escano certi mal di pancia a Formello. Il Messaggero
Ritorna l`appuntamento con i giocatori e le giocatrici biancocelesti presso l`Istituto M. G. Rossello di via Flaminia, 353 (Roma). Presenti Nicolò Rovella e la calciatrice Eleonora Goldoni. Le dichiarazioni della mattinata:
Goldoni: “Da avversari ci insultiamo? No, è scorretto. Siamo sì avversari ma persone e calciatrici in questo caso e non ci deve essere antagonismo nel senso negativo. Ci deve essere competizione ma siamo comunque atleti, ragazze. Quindi no non ci si insulta”.
Cyberbullismo Goldoni: “Il cyberbullismo è un tema importante e purtroppo molto comune. Cosa si fa? Si legge il messaggio, si può rimanerci male. E o non si risponde oppure si risponde cercando di far riflettere e far capire che siamo persone e non è giusto insultare. Dietro lo schermo ci sono i leoni da tastiera che si sentono in potere di scrivere brutte cose ma non capiscono che dall’altra parte c’è una persona che ci può rimanere male. Va denunciato, bisogna parlarne. Noi dobbiamo dare l’esempio e cercare di impedirlo perché può avere conseguenze molto gravi. Quando sentiamo qualcuno offendere qualcun altro dobbiamo parlarne e chiedere aiuto, dobbiamo essere quelle persone che fermano ogni tipo di violenza verbale o fisica”.
Giocatore-ispirazione Rovella: “Il giocatore che più mi ha ispirato è stato Luka Modric, lui è sempre stato il mio riferimento, l’idolo” Goldoni: “La mia ispirazione è stato un giocatore che si chiama Javier Zanetti. Mi piaceva tanto come calciatore e come persona. Tutt’ora per me è un grande modello”.
Come evitare il bullismo Goldoni: “Tante volte abbiamo visto situazioni di violenza. In quei momenti dobbiamo decidere di essere la persona che possa portare armonia, serenità, fermando quelle situazioni, anche andando controcorrente e trovandoci da soli. L’unica cosa che possiamo fare è parlarne, chiedere aiuto ed essere noi le persone di supporto verso chi viene deriso. Tutti possiamo sbagliare, non è corretto essere presi di mira”.
Cosa consigliereste a chi vuole diventare un campione e non si sentono in grado Rovella: “Uno deve sempre seguire i propri sogni. Devi continuare a farlo anche se ti dicono che non sei bravo o non sei portato. E’ successo anche a me, mi dicevano che era meglio studiare e che andare ad allenarmi non era giusto. A me è sempre piaciuto fare entrambe le cose e così alla fine sono riuscito a realizzare il mio sogno. Devi continuare a fare sempre quello che ti piace”.
Goldoni: “Devi avere ben chiaro qual è il tuo sogno, che ti porta felicità. E la felicità non deve strappartela nessuno. Devi cercare di tapparti le orecchie e continuare a combattere per il tuo sogno perché cercheranno sempre di strappartelo in ogni modo. Per te e chi ti vuole bene non è corretto, cerca di fare tutto il possibile per migliorarti e fare quello che ti rende felice”.
Come fate a rialzarvi quando vivete momenti di odio da parte dei tifosi
Rovella: “Non è facile, ti rialzi più facilmente quando ti fanno un fallo rispetto a quando ti insultano i tifosi. Oltre che parlarne con gli altri, devi farlo con te stesso, con i miei genitori o con lo psicologo della squadra per ritrovare la serenità mentale per trasformare quegli insulti in applausi”. Cosa possono fare le istituzioni per regolamentare l’odio tra le diverse squadre? Goldoni: “Le istituzioni devono organizzare eventi come questi per far conoscere il problema, che è sempre più comune e istituire vere e proprie regole da applicare quando avvengono casi del genere. Che siano multe o provvedimenti per i tifosi, per lo stadio o per la società ed è importante che avvenga sempre più spesso altrimenti non lo fermeremo. È importante che le istituzioni organizzino incontri con i tifosi, i capi ultras, per istituire regole e per insegnare il rispetto e l’educazione”.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Lazio e soluzioni”
“La Lazio cerca soluzioni. C’è questo raggio di luce che riguarda il contratto di Provedel. Vanno ed andavano sistemate delle situazioni all’interno del gruppo. L’accordo con adeguamento del portiere della Lazio è un piccolo mattoncino che può contribuire a ripartire. Credo che Sarri si stia confrontando con il gruppo, cosa molto importante la sua apertura rispetto ad alcune situazioni di campo. Non era mai accaduto, è una cosa che va sottolineata.L’allenatore sta accogliendo le richieste del gruppo, nulla di clamoroso, piccole cose che riguardano la routine quotidiana. Quando parliamo di crisi di rigetto, il riferimento è al ripetersi all’infinito di metodi ed abitudini che possono generare stanchezza. Fabiani ha parlato con Sarri e la squadra, mentre Lotito credo che andrà domani. Di solito è sua abitudine presentarsi il giorno prima della partenza della squadra. A me dopo Bergamo sembrava una classica situazione da ritiro visto che si parla di malumori e scollamento.
La posizione del club è chiara, è stato anche ribadito al gruppo, non è in dubbio Sarri. Oltre al fatto economico che è decisivo, mancherebbe anche un’alternativa pronta stile Inzaghi. Lotito pensa se ne possa uscire con Sarri da questa situazione, il suo focus è molto più sui calciatori. Vuole di più da loro.
Zaccagni e Patric sono tornati a Formello, lavorano ancora in modo differenziato, non ci saranno ovviamente a Cagliari, ma l’attaccante contro il Bayern Monaco tornerà. Nel frattempo la Lazio deve andare a fare risultato a Cagliari per la difficile situazione che si è creata”.
Cagliari-Lazio, parla Claudio Ranieri: “Importante non perdere, vogliamo fare la partita perfetta. I biancocelesti la scorsa stagione…”
A due giorni da Cagliari-Lazio, l’allenatore degli isolani Claudio Ranieri, ha presentato la gara in conferenza stampa. I passaggi salienti che riguardano gli uomini di Maurizio Sarri, che saranno ospiti sabato pomeriggio nel capoluogo sardo.
“Contro la Roma abbiamo fatto una mediocre prestazione, sotto l’aspetto tecnico. Sarà una partita delicata, la Lazio lo scorso anno è arrivata seconda in classifica e giocherà contro il Bayern Monaco… A noi servirà l’umiltà di giocare con le nostre qualità, ovvero determinazione e voglia di morire sul campo. La Lazio si affronta con determinazione, perché non possiamo competere sotto l’aspetto tecnico. Servirà umiltà e voglia di morire su ogni palla giocata. Vogliamo fare una partita perfetta, poi se avremo quel briciolo di fortuna servirà anche vincere, ma la prima cosa è non perderla”.
“La gara contro i biancocelesti si può paragonare a quella contro il Napoli. La Lazio gioca con un solo play, un 4-3-3 classico con le ali che vengono sempre all’interno per stimolare la sovrapposizione dei terzini o l’ingresso delle mezzali. Giocano sempre in verticale, dobbiamo stare attenti ed essere concentrati perché sono davvero bravi”.
(…) Malumori ci sono, qualcosa sul campo va rivisto, perché la fase offensiva negli ultimi trenta metri non funziona da mesi (le spiegazioni sono semplici), ma nessuno ieri si è sognato di puntare l’indice contro l’allenatore di fronte alla società. Sarri peraltro aveva lanciato una provocazione all’interno dello spogliatoio, un modo per responsabilizzare i giocatori e metterli di fronte al proprio rendimento: in diversi casi scadente, bisogna riconoscerlo nello stesso modo in cui si lamentano i mancati rinnovi o le promesse non mantenute.
Il chiarimento tra società, staff tecnico e squadra, consumato in mattinata, ha prodotto segnali distensivi all’interno dello spogliatoio e si è tradotto, subito dopo, in un buon allenamento. Mau ha colto l’atteggiamento positivo del gruppo e dopo la lezione video ha deciso di cancellare la seconda seduta di allenamento, prevista nel pomeriggio. Nelle ultime settimane, la tendenza a moltiplicare gli allenamenti, anche nel giorno di vigilia, avrebbe prodotto l’insofferenza della squadra. A volte può essere utile, per ottenere una qualità migliore nell’allenamento, alleggerire i carichi. In ogni caso, fanno sapere da Formello, le risposte ottenute ieri dai giocatori, sul campo e non solo, sarebbero state confortanti. Del resto, come sottolinea Fabiani, sono stati quasi tutti scelti o voluti da Sarri. Gli scontenti, come succede in qualsiasi spogliatoio, sarebbero un paio. Peraltro è la squadra al suo interno a dover ritrovare unità e compattezza: alla festa di Hysaj erano in pochi. La società, con contratti e adeguamenti, si sta adoperando per riparare guasti provocati, è inutile girarci intorno, dal rinnovo estivo di Luis Alberto, tollerato poco dai compagni che erano in fila come o prima dello spagnolo.
Un fatto è certo e lo ricorderà Lotito, senza alzare i toni, atteso tra oggi e domani a Formello. Niente esonero. Il presidente è pronto ad approfondire il caso, parlerà anche con il tecnico (è ovvio e scontato), ma lo sta proteggendo. Mau, per la prima volta, è stato contestato dalla Curva. Stagione apertissima, da decidere in un mese: ottavi Champions, meno 5 dal quarto posto con una partita da recuperare a Torino, le semifinali di Coppa Italia ad aprile con la Juve. Lotito è abituato a fare i conti a fine stagione, analizzando i risultati. Sopravvaluta l’organico (è un classico), ma non caccia gli allenatori, eventualmente crea le condizioni per una separazione. I suoi umori sono ballerini, continue altalene, oggi è ancora vicino e dalla parte di Mau, che vive un momento extracalcistico delicatissimo. Lo riporta il Corriere dello Sport
In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport Miro Klose ha parlato della partita fra Lazio e Bayern, che mercoledì prossimo si sfideranno nell’andata degli ottavi di Champions League e del suo futuro da allenatore. “Mi piacerebbe allenare in Italia o Germania perché sono i Paesi che conosco meglio – racconta Klose -. Ma non escludo nulla. Spero però di cominciare presto. Tuchel e Sarri sono simili, si differenziano in qualche dettaglio. Entrambi vogliono fare possesso e che i reparti siano stretti. Il Bayern però ovviamente mette a disposizione una squadra di livello assoluto. Credo di avere una filosofia vicina alla loro. Il Bayern? Le partite le vince, ma non riesce a dominare. In realtà l’importante, in questa fase, è fare punti, ma a Monaco non basta. Bisogna convincere e al momento non è così. Ci sono però state tante assenze, per questo sono convinto che la situazione migliorerà. Mi preoccupa di più la Lazio. Con l’Atalanta non ha vinto contrasti nella trequarti avversaria. Questo significa che gli avversari potevano impostare liberamente. Anche quando i bergamaschi si sono abbassati la Lazio non è riuscita a creare occasioni. Non è un buon momento. Luis Alberto per esempio non lo riconosco: sbaglia spesso le scelte. Ma gioca anche lontano dalla porta. Sarri non sa se è questione fisica o mentale? E’ normale. Quando non arrivano i risultati la testa frena il corpo. Perché si fa uno scatto in meno verso la porta avversaria per non rischiare di scoprirsi. Ci vuole tempo per capire, Sarri ce la farà. Il calo di Immobile? Con Milinkovic si poteva giocare sia palla a terra, sia di sponda. Quando entrava in area costringeva i difensori a lasciare più spazio a Immobile. Ora i giocatori della Lazio si muovono intorno all’area avversaria, ma non la attaccano. E Immobile è più chiuso. La squadra poi tira poco: se si crea un’occasione a partita non si possono segnare 5 gol. Il Bayern in Champions sarà un’altra cosa. È così da sempre e spero che anche la Lazio cambi atteggiamento perché vorrei vedere una bella partita. Non penso che la Lazio possa qualificarsi, specie sulla doppia partita, ma nel calcio tutto è possibile. La difesa della Lazio deve stare attenta perché Kane non perdona. Pensavo avrebbe segnato 20-25 gol nella prima stagione, dovendosi ambientare. Invece li ha fatti in pochi mesi. L’ultima volta a Roma il Bayern ha vinto 4-1, ma avrebbe potuto farne di più. La differenza è tanta. Anche atleticamente il Bayern sta meglio. A Monaco c’è Holger Broich come preparatore atletico: è maniacale sia in fase di preparazione sia a stagione in corso. In Italia si lavora molto, ma in Germania gli allenamenti sono più duri. La parte atletica viene ritenuta fondamentale: altrimenti si rischia di trascinarsi da una partita all’altra, senza avere tempo di recuperare. Io vorrei cominciare subito ad allenare. Da giocatore si aveva quasi l’imbarazzo della scelta, da allenatore bisogna aspettare l’occasione giusta. Purtroppo attendo da un po’. Conoscere il club in cui si allena è un vantaggio: Inzaghi, che ho avuto alla Lazio, conosceva l’ambiente alla perfezione. Con alcuni, tipo Radu, aveva giocato. In quei casi si sa dove mettere mano. De Rossi non aveva grande esperienza ma la società si è affidata a lui. Penso che con i giocatori a disposizione possa fare meglio di quanto abbia fatto in Serie B. La qualità dei calciatori è più alta. Anche a me piacerebbe allenare la Lazio, ma conta la sensazione che si ha quando si parla col club che ti sceglie, qualsiasi esso sia. Per un allenatore è essenziale essere riconoscibile. Bisogna riflettere sulla percezione che la gente ha del calcio proposto. Deve essere affascinante. Mi piace un gioco offensivo, con possesso palla. La squadra deve essere attiva e propositiva”.
Andrea Prandi (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Sono molto preoccupato della situazione Lazio, a 360°, dalla dirigenza alla squadra, passando per il tecnico. Per una volta non sono molto ottimista, in questo momento la situazione è complicata, vedo tutte le componenti slegate. Vedo un tunnel sempre più buio, ma sta diventando faticoso seguire e tifare la Lazio. Ogni giorno una polemica, c’è chi va da una parte e chi dall’altra. Con queste premesse, con una squadra che segna con il contagocce non sono neanche certo che si vada a Cagliari a fare una grande partita. Ora serve solo ritrovare unità di intenti, per fare poi profonde riflessioni a fine stagione. Mi chiedo se in corso ci sia una crisi di rigetto, ma per arrivare bene a fine campionato bisogna parlarsi in faccia e tirare fuori tutto”