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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri: cambio modulo no, accorgimenti si. Ma lo scatto deve arrivare dai singoli

(…) Sarri e modulo, solita questione. Alla Lazio quest’anno mancano in assoluto gli assist e i gol. Ha perso creatività e fantasia, non solo a causa della cessione di Milinkovic. Non è casuale l’altro segnale assicurato da Immobile. E’ entrato bene, era vivo, ha guadagnato e trasformato il rigore, è andato vicinissimo al raddoppio di testa. Quello era un tiro, anzi un’occasione, ma non ha centrato il bersaglio. Così come in pagina c’è la foto di Felipe che tira addosso a un giocatore dell’Atalanta da buona posizione. Un’altra palla-gol e in precedenza ricordiamo il sinistro di Isaksen sopra la traversa. E magari a Bergamo sarebbe cambiata la partita se il brasiliano avesse subito segnato. Sarri agli esterni chiede un movimento superiore e un attacco alla porta più incisivo.

Sarri ed il modulo

I numeri vanno saputi leggere. La Lazio tira poco e male: 243 conclusioni, di cui 101 fuori dallo specchio, 70 respinti e solo 72 in porta. E’ peggiorata la percentuale di realizzazione rispetto allo scorso anno, ma dal punto di vista “grandi occasioni”, calcolate da Opta, occupa il dodicesimo posto, non l’ideale, ma neppure così indietro come al capitolo finalizzazioni. Sarri non crede al cambio di modulo, dovrebbe sacrificare Zaccagni, l’esterno più forte in rosa, e la Lazio è costruita per il 4-3-3, anche se manca di centrocampisti di inserimento. Entrano in pochi in area, senza considerare gli infortuni di Ciro e la luna calante di Luis Alberto. Mau ha provato due volte nel finale di partita il 4-4-2. Il 4-2-3-1, mancandogli un vero trequartista, lo attrae poco. Certo la rigidità lo ha frenato e un’empatia superiore nei confronti del gruppo lo aiuterebbe. Qualche accorgimento, restando nel solco del disegno tattico, è possibile ma bisognerebbe partire da uno scatto di mentalità e di prestazione da parte dei giocatori. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dopo il secondo posto mi aspettavo uno sforzo superiore sul mercato. La Fiorentina ha la forza di offrire 30 milioni per Zaccagni…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La Lazio a gennaio ha rifiutato un’offerta di 30 milioni di euro arrivata dalla Fiorentina. Poi hanno provato a virare su Gudmundsson del Genoa. Sulle risorse di Commisso superiori a quelle di Lotito non si discute, ma va anche detto che il club viola in questi anni ha venduto tre simboli come Chiesa, Bernardeschi e Vlahovic alla nemica Juventus. E’ difficile paragonare le due società per diversi motivi. E’ vero che loro hanno questa forza economica, mentre la Lazio nell’estate con più risorse economiche non è andata oltre l’investimento di 19 milioni di euro per Castellanos. Questa è un’evidenza, anche io mi aspettavo uno sforzo superiore dopo il secondo posto della scorsa stagione. Era onestamente una grande occasione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Izzi: “Nessuna nostalgia di Milinkovic. Sembrava un’ossessione cercare giocatori in Championship” (AUDIO)

FRANCESCO IZZI (La7) in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Non capisco come sia uscita fuori la serie B inglese, perché a un certo punto sembrava che la Lazio avesse come obiettivo solo giocatori di Championship. Evidentemente c’è qualcuno in società che monitora particolarmente quel mercato. Ovviamente una provocazione perché sembrava che senza quel campionato non si potesse vivere.

Per quanto riguarda Milinkovic non ci pensa nemmeno a tornare dall’Arabia, si trova benissimo lì, è primo in classifica e ha fatto 8 gol.

Finirà questa stagione e durante l’estate si guarderà intorno per andare magari in un campionato top europeo.

Non dobbiamo dimenticare che Commisso e la Fiorentina oltre ad aver offerto 30mln per Zaccagni, hanno anche chiesto Gudmundsson al Genoa, il tutto nel mercato di gennaio. Evidentemente a Firenze stavano cercando di muoversi su giocatori di spessore nonostante facciano la Conference e nonostante questo sia il mercato di riparazione”.

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Alessio Buzzanca

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TIFOSI

Lazio, con il Bayern sarà comunque una festa: Olimpico già verso i 50 mila

Festa Champions, almeno quella non toglietela ai tifosi della Lazio che due anni fa hanno dovuto disertare causa Covid. Il Bayern Monaco si avvicina ed i biglietti in prevendita sono andati a ruba. E ancora manca qualche giorno per incrementare il numero di presenze nell’impianto. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sono già 43.000. Ai quali vanno ad aggiungersi i 3 mila comprati dai tifosi bavaresi, che riempiranno il settore ospiti. Già ora, quando manca ancora una settimana alla partita, la prevendita ha praticamente superato il dato finale di presenze registrato con Atletico Madrid e Feyenoord. E molto probabilmente presto cadrà anche il Celtic, che fece registrare 50.555 biglietti venduti.

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RASSEGNA STAMPA

Zaccagni, corsa contro il tempo: oggi primo test verità a Formello

È una corsa contro il tempo quella di Zaccagni in vista di Cagliari-Lazio di sabato. Come scrive Il Messaggero, oggi l’esterno tornerà a Formello e comincerà il recupero in campo per rientrare a disposizione. Non si allena da oltre 2 settimane e non gioca dal 14 gennaio, è stato anche in una clinica specializzata a Cesena per guarire dal piede. Le speranze per sabato sono molto ridotte ma la presenza di Zaccagni, in una Lazio sterile in attacco, può rivelarsi fondamentale. Se non sarà a Cagliari, l’ala potrà esserci martedì contro il Bayern Monaco.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli “In Sarri vedo tristezza, è rassegnato. No all’esonero, serve un venirsi incontro” (VD/AD)

Andrea Agostinelli a ‘NMM’ intervistato da Daniele Baldini

“Nelle dichiarazioni di Sarri cerco di intravedere qualcosa, vedo tristezza e un po’ di un allenatore che ci crede meno. Non riesce ad avere nemmeno quella dialettica toscana travolgente, è un po’ rassegnato. Ci sono partite in cui l’allenatore a fine prime tempo ne cambierebbe anche nove, questo alla Lazio è successo spesso: ho visto molto partite dove se ne salvano 2 o 3 al massimo, non puoi andare da nessuna parte così. Eppure la Lazio resta in corsa su tanti fronti. In questo momento non ho tanta fiduca.

Dei nuovi quello che vedo meglio in prospettiva è Rovella, che però non è Milinkovic. Guendouzi è un ottimo giocatore, mentre Kamada è un giocatore che ha giocato ad alti livelli, serve pazienza. Certo, sta dimostrando poco e le critiche deve prendersele. Il fatto di avere un solo anno di contratto incide molto, lui così non può vivere Roma in modo positivo: così può anche essere che chiede al suo procuratore di andarsene”

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IL VIDEO

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QDL’ – Recanatesi: “Servirebbe un traghettatore laziale”

Intervenuto durante “Quelli della Libertà”, Franco Recanatesi ha detto la sua sulla situazione della Lazio: “La squadra non ha mordente, sembra non avere obiettivi. Per me è una grande delusione. Onestamente mi sta piacendo solo Immobile, che finalmente vedo in crescita. Se l’atteggiamento della squadra è dovuto al rapporto ormai logoro con il tecnico, penso che per raddrizzare la stagione servirebbe un traghettatore laziale. Uno come Giancarlo Oddi. Sarri non vuole i mental coach perché lui si reputa anche quello. La squadra però gioca senza portare rispetto a pubblico e società. E con quel che guadagnano è un atteggiamento gravissimo. Forse non vanno d’accordo con Sarri, ma il loro referente è il pubblico. A Sarri imputo il fatto di non aver mai cambiato modulo. A Bergamo avrei giocato con le due punte. Ma lui non cambia mai, nemmeno nelle giornate più nere. La Lazio oggi mi sembra una squadra depressa, arrivare in Champions League sarà così”. Resta collegato sui 98.100 di Radiosei per restare aggiornato sulla Lazio.

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APPROFONDIMENTI

Sarri, ti sei arreso? Come è cambiato negli anni…

Un senso di rassegnazione. Come se si fosse appiattito. Le dichiarazioni di Sarri al termine della partita persa dalla Lazio a Bergamo hanno spiazzato. “Mi sono disinteressato al mercato, per me neanche è cominciato”. Lui che due anni fa, a gennaio, si diceva infastidito dall’immobilismo sul mercato perché “non so nemmeno cosa sia questo indice di liquidità che ci impedisce di comprare”, lui che in estate prometteva ai tifosi che avrebbe convinto il presidente Lotito a prendergli i giocatori richiesti. Improvvisamente è invece diventato più discreto. A gennaio ha infatti chiesto un esterno, accontentandosi anche di un giovane, di prospettiva, come per esempio Cambiaghi. Fra i dirigenti è lui ad aver raggiunto il livello più alto nel calcio: Lotito non ha guidato mai club come Juventus o Chelsea, e né Tare prima né Fabiani ora hanno lavorato per società di quello spessore. Per questo Sarri, oltre alla responsabilità tecnica, sentiva sua anche quella strategica. Fu durissimo, nell’estate del 2022, uno scontro fra lui e Tare relativo alla struttura societaria. Ora però l’allenatore biancoceleste sembra vivere in balia degli eventi e i tifosi cominciano a contestarlo: ieri a Formello è stato esposto uno striscione che colpiva lui, oltre che il presidente: “Lotito reietto, Sarri il tuo schiavetto”. Anche internamente aumentano i dubbi su di lui. “Rispetto all’anno scorso il rendimento di molti è calato, non so se sia per motivi mentali o fisici”, ha detto il tecnico dopo la sfida all’Atalanta. Il club però si aspetta che sia proprio lui a individuare i motivi del calo. Le sconfitte in serie A sono già 8 come in tutto lo scorso campionato. La Lazio segna pochissimo (mai una squadra di Sarri ha totalizzato così pochi gol dopo 31 partite stagionali) e nelle ultime tre gare ha tirato in porta solo su rigore. Ma non ha spiegazioni. In società gli imputano anche il fatto di non utilizzare Kamada (nemmeno un minuto nelle ultime 5 partite), che potrebbe portare un po’ di freschezza in fase offensiva. Come se si fosse arreso alla passività del club e non fosse più lui ad alimentare le ambizioni. Trasmettendo anche un senso di rassegnazione. Resta collegato sui 98.100 di Radiosei per essere sempre aggiornato sulla Lazio.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, che flop: delle 16 agli ottavi di Champions è la peggiore

La peggiore, di sedici. Delle squadre qualificate agli ottavi di Champions League, non ce ne è una che in campionato stia faticando quanto la Lazio, nona in serie A. Il Copenaghen, in Danimarca, è terzo a -3 dal Midtjylland primo, ma per vincere il torneo si dovrà passare per i playoff. In Olanda il Psv domina con 10 punti di vantaggio sul Feyenoord, simile la situazione del Psg (capolista a +8). Il Porto è terzo, in Germania il Bayern è secondo, il Dortmund quarto e il Lipsia quinto. In Liga il Real è primo, inseguono Barcellona, Atletico e Real Sociedad tutte entro il sesto posto. In Premier City e Arsenal sono sul podio. In A Inter e Napoli precedono i biancocelesti. Che rischiano di arrivare agli ottavi da peggiori. A proposito di coppe: le semifinali della Coppa Italia con la Juve la Lazio le giocherà il 2 aprile (alle 21) a Torino e il 23 aprile (sempre alle 21) a Roma. Resta aggiornato sulla Lazio seguendo il sito di Radiosei.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Valeri vede già Formello: “Lazio? Ho detto subito sì”

Prime parole da giocatore del Frosinone per Emanuele Valeri, terzino ex Cremonese e già certo di diventare un nuovo giocatore della Lazio a partire da gennaio. Il ragazzo non ha mai nascosto una certa passione per i colori biancocelesti, e proprio sul tema è ritornato anche nel corso della sua conferenza di presentazione presso la compagine ciociara. In questa sede, il difensore classe ’98 ha avuto modo di stabilire come ancora non abbia ben chiare le idee sul suo futuro a Roma. Ecco le sue parole:

“Della questione aperta con la Lazio so poco in realtà, se ne occupa il mio procuratore. Quando il direttore si è interessato a me presentandomi la possibilità io non ho esitato a dire di sì. Questa a Frosinone è una grande opportunità per me e per la squadra, c’è un grande gruppo e ho scelto di venire qui per raggiungere la salvezza.”

Sei mesi importanti dunque per Valeri, che sfrutterà lo spazio concessogli da Di Francesco per cercare di lasciare il segno – a distanza – anche a Formello. In casa Lazio a giugno ci sarà da discutere su ruoli e posizioni, e la competizione in una zona di campo cruciale come le fasce non può che far bene.