Cresce il peso economico dei procuratori nei trasferimenti dei calciatori, con la Lazio lontana dalle prime posizioni. Come scrive oggi La Gazzetta dello Sport, nel 2023 in serie A gli agenti hanno incassato oltre 220 milioni di euro, 15 in più del 2022 con una crescita del 6,5%. In Serie B, invece, la cifra è pari a quasi 31 milioni; solo 6,6 invece i milioni investiti in serie C per le 60 squadre partecipanti.
La Lazio in questa speciale classifica con 9,1 milioni occupa il nono posto su 20, ha speso meno di Udinese (11,1), Bologna (10,4) e Genoa (10.3). Biancocelesti appena sopra la Salernitana, ferma a 8 milioni. In testa a questa graduatoria c’è l’Inter con 34,8, segue la Juventus a 23. Terze appaiate Fiorentina e Roma a quota 15.3. Quinto il Milan 15.2, segue l’Atalanta a 14.7. Arriviamo così al Napoli, Campioni d’Italia settimi a 13.7.
Passando al calcio femminile, il crollo delle spese per i procuratori è asintotico: si scende a soli 630mila euro.
La Lazio deve ancora scrivere il proprio finale di stagione ma il mercato, come noto, non può attendere. Il reparto che più fa discutere resta l’attacco, con il destino di Ciro Immobile ancora da decidere.
La punta di Torre Annunziata, con un contratto da quattro milioni netti l’anno fino al 2026, 34 anni compiuti a febbraio, avrebbe ancora l’Arabia Saudita come metà più probabile. Se ritenesse conclusa la sua avventura a Roma, il numero 17 potrebbe accettare la corte straniera, soprattutto se la Lazio contemplasse anche una cessione ricavando zero o quasi.
Tra i nomi indicati per la successione dell’ex Siviglia, in prima fila sembrava esserci Giovanni Simeone. Il Cholito è arrivato nell’estate 2022 a Napoli dal Verona per circa 16 milioni. Dopo aver contribuito allo scudetto partenopeo con 4 gol e 1 assist in 25 scampoli di match (solo 385’), quest’anno il suo apporto è diminuito. In 21 presenze, ma con un minutaggio maggiore (631’), il referto registra solo 1 gol e 1 assist. Contratto fino al 2026, Simeone il 5 luglio compirà 29 anni.
Le quotazioni dell’argentino, sia per la sua età, sia per le sue caratteristiche – la Lazio accanto al Taty cerca una punta più strutturata – sono diminuite. Un obiettivo sarebbe tornato di moda sul taccuino di Fabiani. Parliamo di Vangelis Plavidis, 25 anni compiuti il 25 novembre e contratto da 290.000 euro netti fino al 2025 con l’Az Alkmaar.
Dopo la formazione in patria, Pavlidis ha un lungo passaggio in Germania con il Borussia Dortmund e Bochum, quest’ultimo club nel 2019 lo cede in Olanda al Willem II per 250.000. L’approdo all’Az Alkmaar nel 2021 per “soli” 2,5 milioni. Da quando sbarca in Olanda i numeri sono decisamente importanti. Con il Willem, nel 2019 da gennaio a giugno in 14 presenze segna 5 volte e dà 4 assist. Dal campionato 2019-2020 va sempre in doppia cifra: 11 gol e 3 assist in 25 match; nel 2020-2021 sono 12 i timbri e 5 assist in 34 gettoni.
Con l’Az Alkmaar la crescita è continua. Nel 2021-2022 16 reti e 5 assist in 33 match; la scorsa stagione 12 sigilli e 5 assist in 25 gare; nell’Eredivsie in corso ben 23 gol e 2 assist in 26 contese. L’ariete ellenico, agile nonostante l’1.86 metri di altezza, ha già fatto male alla Lazio. La scorsa stagione in Conference League due reti per match ai biancocelesti, segnature che contribuirono all’eliminazione dei capitolini. Rispetto a Simeone, Pavlidis è avvantaggiato per l’età e per l’adattabilità a giocare con Castellanos. Il contratto fino al 2025 potrebbe abbassare il prezzo del cartellino del giocatore.
Il direttore responsabile del sito ilbianconero.com, Cristiano Corbo, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per presentare Lazio-Juventus.
“La gara di oggi sarà molto diversa da quella dell’andata. Allora la Juventus viveva un momento positivo, c’erano risultati importanti e soprattutto c’era un gioco. La Lazio veniva da un secondo posto. Entrambe invece stanno vivendo una stagione al di sotto delle aspettative”.
“Il futuro della panchina bianconera? In società continuano a ribadire che sarà Allegri l’allenatore. Io credo che invece, a fine stagione, le parti si incontreranno e metteranno un punto. Motta alla Continassa? Non lo escludo, anche perché il contratto del tecnico brasiliano peserebbe molto meno rispetto a quello attuale (Allegri guadagna circa 7 milioni netti l’anno, ndr)”.
“Contro la Lazio stasera la formazione è quasi scontata. Davanti a Szczesny i tre centrali saranno Gatti, Bremer e Danilo. Sulle fasce a mio avviso giocheranno De Sciglio a destra e Cambiaso a sinistra. A centrocampo non si cambia: Locatelli in regia con McKennie e Rabiot interni. In attacco Kean e Chiesa. Yildiz credo verrà schierato martedì in Coppa Italia con il rientrante Vlahovic”.
“Il mercato della Juventus ha già indicato alcune priorità. Yildiz non sarà ceduto, diversamente da Soule. L’argentino alla Lazio nel 3-4-2-1 di Tudor? Potrebbe giocare trequarti partendo dalla destra. Il mancino ha detto di voler giocare con continuità, cosa che la Juve non potrebbe garantirgli. Senza parlare di Felipe Anderson, tra le due società ci sono buoni rapporti e in tal senso penso anche all’interesse bianconero per Zaccagni”.
Attesi 55mila spettatori oggi pomeriggio all’Olimpico per la prima uscita della nuova Lazio di Igor Tudor contro la Juventus. C’è curiosità e voglia di rilancio tra i tifosi biancocelesti. Non solo, venduti 13mila biglietti (da ieri partita la vendita libera) per il settore Ospiti nel derby di sabato prossimo.
L’improvvisa (e ciclica) sparizione del Mago avvolge ancora di più il 3-4-2-1 nel mistero. Alla vigilia Luis Alberto non si allena perché risente il vecchio dolore all’inguine ed è affaticato. Ieri fermo per precauzione, oggi può essere convocato, ma Tudor non intende far giocare chi non assicura il 100%. E allora aumentano i dubbi, può cambiare all’ultimo ogni scenario. Il trio Gila-Romagnoli-Casale sembra confermato dalle ultime prove, anche se Patric scalpita ancora per un posto. L’emergenza riguarda anche i terzini al debutto. Pellegrini è infortunato e squalificato, Lazzari ufficialmente out con un inquietante versamento al polpaccio sinistro: domani farà nuovi esami, c’è il timore di uno stiramento. Quindi uno fra i reduci Marusic e Hysaj potrebbe partire dalla panchina solo se Felipe Anderson dovesse essere dirottato sull’esterno del centrocampo a quattro. In realtà ieri Tudor ha addirittura testato Zaccagni in quel ruolo e il brasiliano sulla trequarti, anche per l’improvvisa assenza di Luis Alberto. Col forfait dello spagnolo, entrambi resterebbero più avanzati, ma ora spera di essere rispolverato Pedro (più difficile Isaksen con un solo allenamento). Davanti ballottaggio apertissimo fra Immobile e Castellanos
La Francia ha richiamato Guendouzi, grazie alle prestazioni top con la Lazio. Le frizioni di Marsiglia sono già un lontano ricordo, ora non ci rinuncerà più nemmeno Tudor. Clamoroso ballottaggio a tre (Cataldi-Kamada-Vecino) per un posto al suo fianco. Ironia del destino, Mattéo ritroverà come arbitro quel Colombo che, al Var al Maradona, annullò il suo primo gol italiano con tanti dubbi sul fuorigioco. A proposito, dopo la mano sulla spalla e le proteste contro Maresca, si è esaurita durante la sosta (lo scorso 21 marzo) l’inibizione del ds Fabiani, che potrà tornare in campo e nello spogliatoio. Il Messaggero
A Formello si ferma Luis Alberto ed è un problema serio per la Lazio. Ma non è detto che debba saltare la partita di domani. Non ci sarà invece Lazzari, che per la gara con la Juventus potrebbe perfino restare a casa. Se dovesse alzare bandiera bianca il Mago avrebbe un’occasione Kamada. Immobile sembra in vantaggio su Castellanos, Marusic e Felipe Anderson verranno utilizzati sugli esterni. Dietro Patric partirà in panchina, Casale, Romagnoli e Gila saranno titolari. Resta aggiornato sulle notizie della Lazio collegandoti col sito Radiosei.it.
“Tutti gli allenatori possono essere giusti. La risposta la darà il campo. La squadra ha bisogno di una scossa per cambiare rotta e fare in modo che possa accadere qualcosa di positivo in questa stagione. Sarri ha fatto un gesto che dimostra che la squadra non lo seguiva più. I ragazzi non recepivano più le sue indicazioni, forse c’è stato qualche contrasto interno. Sarri è un allenatore abbastanza canonico. Forse è quello il suo difetto: non è molto duttile. Lui invece è andato dritto sulle sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Le partite sono importanti, vincere con la Juventus la prima può dare un bel segnale. Ma sono convinto che i giocatori ora daranno di più. Se Mandas è stato preso vuol dire che ha qualità. Non credo ci siano problemi perché gioca lui. Anche Provedel era il secondo un anno e mezzo fa e ha sfruttato l’occasione. Può succedere anche a Mandas. Immobile ora ha l’occasione di riprendersi e riscattarsi”.
Il tecnico della Lazio, Igor Tudor, presenta in conferenza stampa a Formello la gara di domani contro la Juventus:
Che segnali ha avuto dalla squadra? Come sono tornati i nazionali? “Sono tornati tutti senza acciacchi e questo è importanti. Il problema è che sono arrivati tardi e abbiamo lavorato poco. Con gli altri abbiamo lavorato bene in 6-7 allenamenti. I ragazzi hanno avuto la giusta applicazione e voglia. La squadra deve essere lo specchio dell’allenatore, ci vuole però tempo e pazienza per trasformare questa Lazio. Sono qui da poco. Ci provo a farlo in fretta, ma non sarà perfetta la squadra, ma lavoreremo”.
Emozionato e teso per il suo debutto? “Sono sempre positive le sensazioni, nello sport si pensa sempre alla sfida, di poter vincere. Lo sport è gioia. Lo stadio pieno? Sarà bello, ci saranno molte motivazioni, ma va preparata nel modo giusto sotto ogni punto di vista. Penso a preparare la squadra e non alle emozioni”.
Cosa ha rappresentato per lei la Juventus? “Non credo al destino che affronto subito la Juventus. Ho trascorso lì 7-8 anni, nel periodo in cui si costruisce la persona. Sono grato alla Juventus. Ho avuto compagni e dirigenti che mi hanno fatto diventare quello che sono ora, soprattutto per la cultura del lavoro”.
La profonda differenza con Sarri è il modo di difendere. Prima era la palla il riferimento, con lei diventa l’uomo. Lo fa subito questo passaggio? “Ci sono due cose che penalizzano questo cambio. Sono tre anni che la Lazio lavora in questa maniera e poi c’è stato Sarri che è un allenatore forte. Bisogna essere intelligenti. Il modulo è importante ma non come molti pensano. Magari parti con un modulo, ma poi diventa un altro schema. La difesa a tre? Lo vedrete tra poco, vedremo domani”.
Ha già in mente una squadra tipo o cambierà molti giocatori nelle prossime partite ravvicinati? “È una situazione particolare, dovranno giocare per forza tutti. È la prima partita, dopo le nazionali, e poi ci sono due partite in 4 giorni. I 5 cambi sono importanti. Io anche devo capire la squadra, una cosa sono gli allenamenti, un’altra le partite. Devo valutare i giocatori che possono migliorare e che possono seguire il tuo calcio. Poi bisogna vincere, c’è da fare bene da subito, serve essere tosti e con la qualità giusta”.
Possono servire dirigenti per fare da raccordo tra squadra e proprietà? Una figura alla Peruzzi… “Non è per me questa domanda. Non abbiamo parlato con la squadra del passato, ci siamo messi subito a lavorare”.
Sui social si è discusso molto su Immobile in Nazionale. Ne ha parlato con Ciro? “Non leggo i social e i giornali, sarebbe un suicidio. Io penso a lavorare, sia quando vanno bene le cose che quando vanno male. Ciro ci ho parlato due volte anche su questo argomento, l’ho visto molto motivato. Penso che lui ci tenga alla Nazionale, dipende solo da lui in questi due mesi. Ha sempre segnato, penso che li farà ancora. Ci conto tanto, è un ragazzo con qualità non solo calcistiche ma anche umane. Lo conosco, sono convinto che saranno due mesi importanti”.
Si affiderà allo zoccolo duro? “C’è sempre rispetto per passato, ma non si vive di passato. Il calcio è crudele. Noi dobbiamo vincere, conta la squadra”.
La posizione di Kamada? “Lui in Germania giocava sia davanti che dietro, è un giocatore completo, ha corsa e qualità di gioco. Penso che, se devo essere sincero, è più adatto a questo calcio rispetto a quello precedente. Non è pulitissimo tecnicamente, ma ha altre doti che a me piacciono tanto. Ha la mentalità giusta e poi ha gol, una dote che fa la differenza. L’ho visto anche bello allegro e voglioso, vedremo in campo”.
Come sta Lazzari? Può giocare con Pellegrini o Felipe Anderson? “Lo vediamo oggi, ha avuto un problemino piccolo. L’equilibrio è sia offensivo che difensivo. Servono sempre giocatori con gol, ma anche che facciano la fase difensiva. Poi si sceglie in base all’avversario e alla partita. A me piace attaccare, ma non prendere gol. Felipe Anderson a tutta fascia? Ah c’è già un sistema di gioco? Non lo ho provato, non so questa domanda. Ma lui è molto disponibile, ha gamba e qualità. Lei è convinto che giocheremo con la difesa a 3, magari non è quella”.
Dal punto di vista umano, che spogliatoio ha trovato? “Sono vogliosi e molto orgogliosi. Non sono giocatori da nono posto, vogliono riscattarsi. In 10 giorni sono tutti perfetti perché c’è il nuovo allenatore, con il tempo però capiremo meglio. La gente vera si vede più avanti, nelle battaglia, quando non gioca o deve subentrare”.
Come ha trovato la Lazio dal punto di vista fisico? “Vedremo domani se sarà in grato di esaudire le mie richieste. Nei dati fisici, la Lazio è sempre stata in alto. Abbiamo parlato tanto di questo, è un argomento importante, sono le distanze che saranno diverse. Dovranno fare corse diverse, ma anche delle similitudini perché Sarri voleva andare a prendere la palla su, la stessa cosa che voglio io”.
Marusic o Hysaj possono giocare nel terzetto difensivo? “Tutto è ipotetico. Se non voglio dirti una cosa, posso non rispondere (ride, ndr). Patric è tornato, mi è sempre piaciuto da fuori, può essere un giocatore per me. Mi piace come difende anche a campo aperto”.
La Lazio segna poco di testa, al contrario delle sue squadre del passato… “Sì, ogni squadra ha caratteristiche diverse. Serve però la cattiveria per fare gol, questo fa la differenza”.
È riuscito a trasferire la sua mentalità vincente? “Se un allenatore ci riesce in 5 allenamenti è un mago (ride, ndr)”.
Sono tre partite decisive, si gioca tutto la Lazio… “Non esistono partite della vita, è tutta un’esagerazione, è tutto fumo. Sono partite. A me interessa la squadra, prepararla bene, oggi voglio caricarla. Questo appartiene a me. Il resto è tutto fumo”.