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CALCIOMERCATO

Lazio, Tchaouna aspetta la chiusura

(…) Tchaouna, il primo rinforzo scelto dalla Lazio per l’attacco. Trattativa in corso – scrive il Corriere dello Sport – , si cerca l’accordo per chiudere tra fine maggio e inizio giugno: 10 milioni di euro la valutazione, la Salernitana dovrà riconoscere il 40% della cessione al Rennes, club da cui è stato pescato in estate. Classe 2003, 20 anni compiuti lo scorso 8 settembre. Nato a N’Djamena, capitale e città più popolata del Ciad. Suo padre, ex calciatore professionista, lavorava per la federazione ciadiana. È emigrato in Francia cominciando ad allenare un piccolo club vicino Strasburgo. Proprio lì ha iniziato a giocare Loum. Ha conquistato le nazionali giovanili, tutta la trafila fino all’under 20. Ne sa qualcosa l’Italia U-19 di Nunziata, piegata nell’Europeo di categoria dai Bleus durante la fase a gironi (24 giugno 2022): 4-1 con doppietta di Tchouna, uno di destro, l’altro – straordinario – di sinistro. 

 Quest’anno 6 gol totali tra Serie A (4) e Coppa Italia (2), dove è spuntato fuori grazie alla prestazione con la Sampdoria (doppietta il 31 ottobre 2023). Ousmane Dembelé tra i suoi modelli, come lui preferisce partire da destra e accentrarsi sul mancino. Il campionato della Salernitana è stato disastroso, si è messo in mostra lo stesso per le doti tecniche e atletiche. Tra i timbri – viste le dinamiche di mercato – spicca quello all’Olimpico contro la Lazio: colpo di testa e palla all’incrocio, Mandas battuto.  

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APPROFONDIMENTI

Pioli, Sarri ed ora Inzaghi, tre campioni d’Italia: Lotito mediti

Pioli, Sarri e ora Inzaghi. Tre campioni d’Italia. Lotito mediti sul punto d’arrivo. Per adesso, o negli ultimi vent’anni, da Formello sono partiti. Lo scudetto si vince altrove, non alla Lazio, prigioniera del solito dilemma. Un passo avanti e uno indietro, sinceramente, come canta Annalisa. Mau incarna l’occasione persa, era un tecnico oltre i confini e i limiti del club. Simone, guarda il destino, alzerà la Coppa della seconda stella davanti alla Lazio. Succederà domenica dentro un groviglio di emozioni, il passato e il presente, la carriera e gli amori, il gemellaggio tra i 75 mila di San Siro e i suoi vecchi amici, su tutti Immobile, il precursore di Lautaro Martinez. Una festa vera, a distanza di tre anni da un trasferimento epocale, consumato nella notte pazzesca tra il 26 e il 27 maggio 2021.

Inzaghi se ne andava, lasciando Roma e il club del suo cuore dopo una vita. Era arrivato nel 1999. Scelta professionale, maturata in fondo a un quinquennio di successi e provocata dall’attesa estenuante di un rinnovo mai proposto (a certe cifre) sino all’ultimo giorno. Lotito gridò al tradimento, eppure commise con i suoi collaboratori un errore imperdonabile: presentarsi quella sera al ristorante senza i moduli federali, altrimenti Inzaghi avrebbe forse firmato il rinnovo a 2,7 e bonus. L’appuntamento venne rinviato alla mattina successiva e l’inserimento di Marotta, che nei giorni precedenti aveva tessuto la tela con l’agente Tinti, lo dirottò verso l’Inter (a cui Allegri nelle stesse ore disse no) dopo una notte con gli occhi aperti a guardare il soffitto e confrontarsi con la famiglia. Alle 9 di mattina, invece di andare a Formello a firmare dal segretario in attesa, Simone richiamò Lotito per comunicare la sua decisione, oggi impossibile non definire lungimirante. Corriere dello Sport

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SERIE A

Inter-Lazio, i convocati di Tudor: out solo Sepe e Romagnoli

Sono 23 i giocatori convocati da mister Igor Tudor per la partita di quest’oggi, ore 18:00, tra Inter e Lazio allo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro. Il tecnico croato potrà contare sul rientro di Luis Alberto, rimasto fuori nella partita contro l’Empoli per scelta tecnica, e su quello di Mario Gila che andrà a sopperire all’assenza pesante di Romagnoli, squalificato.

Di seguito la lista dei convocati per Inter-Lazio

  • Portieri: Mandas, Renzetti, Provedel;
  • Difensori: Pellegrini, Patric, Casale, Hysaj, Lazzari, Gila, Marusic;
  • Centrocampisti: Vecino, Kamada, Guendouzi, Luis Alberto, Cataldi, Rovella;
  • Attaccanti: Felipe Anderson, Pedro, Immobile, Isaksen, Castellanos, Zaccagni, Gonzalez.
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RASSEGNA STAMPA

Lazio, per Tudor l’esame big

Riecco l’esame big per Tudor, scrive questa mattina Il Messaggero’ presentando il match del Meazza contro l’Inter. In campionato il tecnico croato ha ottenuto praticamente il massimo con le piccole convincendo invece a metà negli scontri diretti: 3 punti agguantati in extremis con la Juventus e il k.o. nel suo primo derby. Ecco perché c’è grande curiosità sull’atteggiamento della sua Lazio contro l’Inter, ma guai a mettere etichette o a guardare troppo indietro: “I punti persi con la Roma? Ci sono 38 partite nel campionato, tiriamo le somme alla fine”. E ancora: “Dopo dieci giornate si danno etichette sbagliate. Abbiamo affrontato Juve e Roma, poi due trasferte difficili come Genoa e Monza e infine tre squadre di medio-bassa classifica (Salernitana, Verona ed Empoli, ndc). Non ci sono pensieri o calcoli questo è il calcio vissuto, poi c’è quello di opinioni e chiacchiere”. Il tecnico croato non accetta i numeri e la sensazione ambientale di una Lazio che ottiene il massimo perlopiù con avversari di livello inferiore, ma di certo l’unico modo a disposizione per ribaltarla sarebbe ottenere 3 punti a San Siro, in casa dei neo campioni d’Italia, nel giorno della festa per la seconda stella sotto le note di Ligabue e Tananai.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, da Sarri a Tudor con un Mandas in più: il ritorno di Provedel

Sembra essere passata un’intera stagione, eppure da quel Lazio-Udinese che ha ribaltato il mondo Lazio sono passati solo due mesi. Due mesi in cui però è successo di tutto, a cominciare dall’infortunio di Ivan Provedel. L’ex Spezia nel finale di partita cercando il gol del pareggio ha dovuto alzare bandiera bianca per una brutta distorsione alla caviglia. Il giorno dopo la sconfitta con l’Udinese Sarri si dimette e nel giro di 48 ore Tudor diventa il nuovo allenatore biancoceleste. In un clima di stupore e delusione, la doccia fredda arriva dalle condizioni di Provedel. Si parla di un mese di stop, alla fine saranno due i mesi in cui Provedel è rimasto lontano dai campi.

In questi due mesi la porta è stata affidata a Christos Mandas, che fino a quel momento aveva collezionato una sola presenza con la Roma in Coppa Italia. Mandas inizia con due gol subiti con il Frosinone, l’ambiente è scettico. Il greco ha potenzialità importanti, ma è già pronto per sostituire Provedel così a lungo. La risposta a sorpresa è sì. Nessuno si aspettava l’impatto avuto da Mandas, che ha chiuso questi due mesi con una super prestazione contro l’Empoli. In estate andrà affrontato il tema portieri anche se Tudor è stato molto chiaro. “Provedel è il nostro numero uno”, una presa di posizione chiara per il presente e per il futuro, un futuro con Provedel al centro della porta. E Mandas? Al greco verrà proposto un rinnovo con maggiori garanzie di minutaggio. Starà a lui decidere se accettare o andare a fare il titolare altrove. In quel caso la Lazio per meno di 15 milioni neanche al tavolo. Tuttomercatoweb.com

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, derby sesto posto: puntata decisiva. Tudor tenta il colpo con sette cambi

Il derby per il sesto posto che può valere la Champions – se l’Atalanta arriva quinta e vince l’Europa League – vive le due puntate finali. Già oggi giornata decisiva, con la Lazio che sfida l’Inter al Meazza e la Roma che ospita il Genoa. I biancocelesti protestano perché le due gare non sono in contemporanea, visto che loro giocheranno alle 18 e i giallorossi alle 20.45, quindi con il privilegio di conoscere il risultato della rivale. “Il calcio italiano sotto questi aspetti deve migliorare” tuona Igor Tudor, chiamato all’impresa contro i campioni d’Italia di Simone Inzaghi, grande ex della partita. “È un tecnico molto bravo e moderno, ha dimostrato che il 3-5-2 è un modulo europeo. L’Inter ha anche saputo scegliere gli uomini giusti, basti pensare che a centrocampo ha tre numeri 10 che sanno segnare, fare assist e difendere”. Il riferimento è per BarellaCalhanoglu Mkhitaryan. Ecco, lui per la Lazio del futuro chiederà giocatori completi, che abbiano qualità ma anche e soprattutto “gamba, velocità, potenza nelle accelerazioni”.

Intanto però cerca di fare il colpo a Milano per continuare a sognare la Champions, mentre per la matematica qualificazione all’Europa League mancano due punticini“A fine stagione ci vedremo con la società e programmeremo la prossima stagione, ma ora sono concentrato su queste due partite importantissime”, dice Tudor. Che pretenderà la conferma di Kamada“Non ho bisogno di parlare molto con lui perché in campo non sbaglia niente. È una macchina con un cervello pazzesco”. Il guaio, per la Lazio, è che lo spessore del calciatore – in scadenza di contratto – lo hanno capito anche altri club in Europa, quindi non sarà facile trattenerlo: di sicuro l’ingaggio dovrà arrivare a 4 milioni netti a stagione. Dalle prove di ieri, si è capito che stasera il giapponese giocherà trequartista nel 3-4-2-1: lui e Zaccagni si muoveranno alle spalle di Castellanos, preferito a Immobile. Ciro e Luis Alberto (“In settimana si è allenato in modo normale, sarà convocato”) vanno in panchina, come Guendouzi Felipe Anderson. Si diverte a sorprendere, Tudor: rispetto alla formazione vista con l’Empoli, ne cambia addirittura 7. Perché in porta torna Provedel (“Mandas ha fatto bene ma il titolare è Ivan”), in difesa rientra Gila Casale sostituirà lo squalificato Romagnoli. Soprattutto, debutto da titolari con il tecnico croato per Rovella a centrocampo, accanto a Vecino, e Pellegrini sulla sinistra, con Marusic confermato dall’altra parte. In pratica, a parte il terzo portiere Sepe, con Tudor ogni giocatore della rosa è stato schierato dall’inizio almeno una volta. La Repubblica

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SERIE A

Inter-Lazio, probabili formazioni: tornano Provedel, Pellegrini e Rovella. Kamada scalza Felipe dalla trequarti

LE PROBABILI FORMAZIONI

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Inzaghi. 

A disposizione: Audero, Di Gennaro, Bisseck, Acerbi, Darmian, Cuadrado, Carlos Augusto, Buchanan, Sensi, Asllani, Frattesi, Klaassen, Arnautovic, Sanchez.

Indisponibili: -. Squalificati: -. Diffidati: Mkhitaryan.

LAZIO (3-4-2-1): Provedel Patric, Casale, Gila; Marusic, Rovella, Vecino, Pellegrini; Kamada, Zaccagni; Castellanos. All. Tudor. 

A disposizione: Mandas, Renzetti, Hysaj, Lazzari, Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto, Felipe Anderson, Isakesen, Pedro, Immobile.

Indisponibili: Sepe. Squalificati: A. Romagnoli. Diffidati: Pedro, Casale, Patric, Lazzari, Vecino.

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PRIMAVERA

La Lazio sul podio della Primavera 1: 0-0 contro l’Empoli, ora i Playoff

Lazio Primavera, con il pareggio contro l’Empoli, la squadra biancoceleste chiude terza in classifica la regular season. La squadra di Sanderra ha recuperato la terza posizione all’Altalanta negli ultimi 180 minuti del campionato.

Terzo posto che assicura i playoff ai ragazzi di Sanderra, raggiunto grazie a 16 successi, 11 pareggi e appena 7 sconfitte. Va ricordato che gli Aquilotti chiudono sul gradino più basso del podio da neopromossi in Primavera 1.

Radiosei

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DICHIARAZIONI

Tudor: “Con l’Inter serve anima e perfezione, per il mio calcio gamba e intensità. Provedel, Rovella e Pellegrini titolari” (AUDIO)

Igor Tudor in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Lazio:

“Serve una Lazio perfetta, giochiamo in casa dei più forti d’Italia, stanno giocando un calcio bello e concreto, anche efficace. La migliore squadra in assoluto dell’ultimo periodo, stanno facendo un grande lavoro nella programmazione e nella crescita. Complimenti a loro. Noi proviamo a fare del nostro meglio, ci sono ancora 2 gare e 6 punti, dobbiamo capire dove arriveremo in classifica, che Europa giocheremo”. 

Un parere su Simone Inzaghi? Che lavoro sta facendo su attacco e difesa?

“Le percentuali cambiano sempre, non c’è una “quota” fissa. Magari ti accorgi che la squadra non è piaciuta su qualche aspetto e si lavora di più su quello. Su Simone ho già risposto, ha gestito la crescita che hanno avuto anche con la scelta dei giocatori, ma c’è tanto merito dell’allenatore. Un tecnico bravo. C’è la moda di dire “è un calcio europeo” o no, si parla di linea a tre o quattro, che la difesa a quattro sia più europea. Lui è la dimostrazione che non c’entra niente tutto ciò, gioca con un 3-5-2 che non è mai un modulo fisso. Più “europeo” di quello non lo so… Non capisco neanche che significa la parola “europeo”, sembra che l’Italia non faccia parte dell’Europa. Conta come ci si organizza con o senza palla. Poi bisogna scegliere i calciatori, loro a centrocampo hanno tre numeri 10: corrono, difendono e fanno assist. La scelta è importante, hanno preso quelli giusti in quell’ottica. Oggi non si possono scegliere giocatori non completi”. 

Obiettivi

“Il top non c’è mai, un tecnico vuole sempre migliorare. Ci sono le preparazioni che sono importanti, come la scelta dei giocatori e le loro caratteristiche. L’importante è che siano giocatori forti, il calcio che si è fatto negli ultimi 3 anni è abbastanza diverso da quello nella mia testa e di come vedo io il calcio. A me piace anche tenere palla, la differenza però sono le distanze. Era un calcio bello quello dell’allenatore differente, lo reputo bello e giusto. Le distanze nel mio calcio sono diverse, per questo alcuni giocatori vanno meglio. La diversità c’è, che non vuol dire che tanti giocatori non possano fare entrambe le cose. Lo hanno dimostrato. Ora finiamo bene queste due gare, sono importanti, ci possono dare qualcosina di più. Poi, quando finisce, ci mettiamo a programmare la prossima stagione con calma e lucidità, facendo le cose giuste”. 

Quanto pesa il derby perso?

“Lei non ha fatto una domanda positiva… bellissima questa sua caratteristica. Ci sono 38 partite in un anno, 1 punto o 0 cambia poco, si tirano le somme alla fine e si vede dove si arriva”. 

“Luis Alberto è convocato, ha fatto una settimana normale”. 

Ora arriva una big come avversaria, c’è l’etichetta che la sua squadra abbia vinto tante gare perché ha affrontato tante piccole.

“Etichetta è la parola sbagliata dopo 10 partite, non si parla in questo modo. Ho fatto Juventus e Roma, poi Genoa e Monza, poi abbiamo incontrato tre squadre di livello inferiore. L’analisi della difficoltà delle partite fatte è sbagliata. Abbiamo affrontato squadre importanti: quattro partite totali contro Juventus e Roma. Anche il Genoa e il Monza fuori casa sono super difficili, hanno fatto un grande campionato. Si prepara la partita allo stesso modo, Empoli e Verona in casa o Inter in trasferta. Si cerca di fare il meglio possibile, senza pensare o mettere etichette, senza calcoli o tabelle. Questo è il calcio allenato e vissuto. Le domande che si fanno sono relative a un calcio di opinioni e chiacchiere, di etichette. Voi parlate solo di sensazioni”

Isaksen

“Isaksen ha avuto quel minutaggio, dopo il derby ha giocato poco, è vero. Lo stimo tanto, ha doti interessanti, fisiche e mentali. Ha voglia di crescere e imparare, è da poco in Italia e non è facile. Possono giocate in 11 più 5 cambi, scelgo per il meglio della squadra e del club. Ci sono anche gli altri. Tutti hanno la possibilità di dimostrare. Il futuro lo vedremo insieme, nel calcio cambia tutto in una gara, qualcuno scende o sale, il bello e il brutto del calcio”.

Provedel o Mandas? I due verranno alternati?

“Provedel è un primo portiere e domani torna in porta. Mandas ha fatto molto bene, siamo contenti di questo. Provedel è il primo, è stato fuori per infortunio, stava tornando da più settimane e domani giocherà”. 

Cosa chiede a Kamada?

“Con lui parlo poco, non per colpa della lingua. Con lui parlo poco perché fa sempre le cose giuste. Come i bambini a casa: qualcuno è sempre bravo e buono e quindi ci si dedica più agli altri… È un ragazzo che è come una macchina, in senso positivo. Non sbaglia niente, ha un cervello pazzesco collegato al talento calcistico. Può giocare dietro, avanti, mezzala, trequartista, ruba palla. Lo stimo, è una bella scoperta per me”. 

Quanto è importante per la sua idea di calcio migliorare la Lazio nell’aspetto della fisicità?

“Non si tratta solo di centimetri, ma di gamba. Di motore, di potenza e accelerazione, di velocità e duelli. Non sono i centimetri. Una cosa naturale, se andiamo a vedere la Premier, la lega ora più avanti di tutti: lì sono più veloci e potenti nell’accelerazione, non sono più alti. Il calcio va in questa direzione. Quelli che sono veloci e bravi costano tanto, per questo vanno tutti in Premier. Non è un segreto, ma un dato di fatto. Le percentuali sono pazzesche, la via è quella, si vede ogni domenica. Non è facile trovare quei giocatori, li vogliono tutti, nessuno vuole quelli che vanno a 2 all’ora. Bisogna essere bravi a sceglierli, il calcio andrà sempre di più in quella direzione”. 

Gila e Guendouzi come stanno?

“Sono tornato, Matteo è diventato papà, si è allenato poco questa settimana, vediamo oggi di scegliere bene, quelli giusti. Tutti si sono allenati bene, sarà una gara difficile, di corsa e sacrificio, abbiamo bisogno di 16 calciatori che lasciano l’anima per conquistare qualcosa”. 

Gestito bene il calendario? La Lazio finirà il campionato senza sapere la “sua” Europa?

“Non è una cosa normale il calendario, noi finiamo e dobbiamo aspettare gli altri, per essere più “regolari” bisognerebbe pensarle prima queste cose”. 

Pellegrini?

“Domani gioca, e vi dico anche Rovella. Vi do due nomi, gli altri no…”.

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DICHIARAZIONI

Tudor e il recupero di Atalanta-Fiorentina: “Non è normale, bisognerebbe…”

Tudor, nel corso della conferenza stampa, ha toccato anche il tema del recupero di Atalanta-Fiorentina a campionato terminato (per le altre). “Non è una cosa normale il calendario, noi finiamo e dobbiamo aspettare gli altri, per essere più “regolari” bisognerebbe pensarle prima queste cose”.