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CALCIOMERCATO

Lazio, da Bellingham a Laurientè: i nomi del post Greenwood

I soldi dei tifosi non sono arrivati. Mason Greenwood andrà al Marsiglia: più alta l’offerta economica dei francesi rispetto a quella della Lazio, sia al Manchester United (31,5 milioni di euro in totale, contro 25, al netto delle percentuali sulle future rivendite), sia al giocatore (la Lazio offriva un quinquennale a 3,5 milioni a stagione; l’OM è arrivato a 5,2). Lotito ieri, scherzando ai microfoni dei cronisti, all’uscita dall’assemblea di Lega, aveva detto che se i tifosi volevano così tanto il calciatore inglese potevano metterli di tasca loro i fondi necessari all’acquisto. Non c’è nemmeno bisogno di descrivere che putiferio si sia scatenato sui social contro il patron biancoceleste, tanto per cambiare, per le sue parole, a cui poche ore dopo si è legato il malcontento per le voci che già circolavano nella serata di ieri sul colpo sfumato.
LE PROSSIME MOSSE -Restano dunque quattro i nuovi acquisti dei biancocelesti in queste prime settimane di mercato. Sei, contando Artistico (già girato in prestito alla Juve Stabia) e Munoz (Primavera), come fa Lotito, arrivando ad affermare di aver speso più della Juventus, fin qui. A prescindere da come si facciano i conti, la Lazio dovrà ora valutare su quale piano B virare per sopperire al mancato arrivo di Greenwood. Tra trequarti e attacco, considerando il recente addio di Immobile, servono infatti un trequartista e un centravanti ancora per completare il gioco delle coppie in tutti i ruoli del reparto (terzetto in realtà per la punta), al netto dell’adattabilità di molti giocatori, compresi i nuovi, a giocare in più posizioni. Difficile che la scelta sui profili da andare a prendere arrivi prima della fine del ritiro di Auronzo di Cadore, fissata per il 22 luglio. Il presidente, il ds Fabiani e il tecnico Baroni si confronteranno in settimana, dopo le amichevoli col Trapani (giovedì 18) e con la Triestina (domenica 21), per definire l’identikit più adatto tra tutti i nomi alternativi spuntati in questi giorni.

I NOMI – I nomi in ballo sono quelli di cui si è parlato in questi ultimi giorni, con l’aggiunta, nelle ultime ore, di Armand Laurienté, in uscita dal Sassuolo. Solo un interessamento da tenere però d’occhio nella strategia della Lazio di giocare su più tavoli. Tramontato anche Samardzic, l’altro nome di grido che Lotito aveva puntato il mese scorso, restano invece in piedi le opzioni sondate in passato: Jake Clarke e Jobe Bellingham (fratello di Jude, stella del Real Madrid), entrambi del Sunderland e già cercati in inverno, potrebbero risalire velocemente la classifica di gradimento nella lista degli acquisti biancocelesti. Occhio poi a Semih Kılıçsoy del Besiktas. Turco, classe 2005 come Bellingham, costa tra i 10 e i 15 milioni di euro, cioè una decina in meno dei due inglesi; potrebbe quindi far risparmiare risorse al club da dirottare sul centravanti (il brasiliano Vitor Roque del Barcellona). Tanto Lotito deve mettersi l’animo in pace: collette dai tifosi per il mercato non ne riceverà. 

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CALCIOMERCATO

Greenwood si è convinto, ma del Marsiglia: Lazio e Napoli superate

Mason Greenwood si avvicina a piccoli passi al Marsiglia. I francesi aspettano il “sì” definitivo del giocatore inglese entro la sera di lunedì, con il giocatore che è orientato a trasferirsi alla corte di Roberto De Zerbi. Niente Lazio né Napoli dunque, che avevano fatto dei tentativi concreti per lui.Mason Greenwood va sempre più verso il Marsiglia. Il club francese – che ha già trovato l’accordo con il Manchester United – aspetta la risposta definitiva del calciatore inglese che intanto è propenso a dire di sì. Greenwood è orientato ad andare in Francia, e già nella serata di lunedì ci si aspetta la chiusura della trattativa. Lo riporta Gianluca Di Marzio sul proprio sito.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Greenwood tentenna: il piano B puó essere Jobe Bellingham

Non è finita per Greenwood, ma l’affare è sempre più in bilico. Perché il Napoli è davvero pronto a fare sul serio, mettendo sul piatto quasi la stessa cifra (30 milioni) del Marsiglia pur di portarlo da Conte a Dimaro. I partenopei devono prima liberarsi delle uscite, cedere almeno Lindstrom, per questo la Lazio deve giocare d’astuzia, provare a bruciare Manna sul tempo. Lotito ha rilanciato, non può e non vuole spingersi oltre i 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita, ma l’esterno inglese deve dare una mano. Il ds Fabiani, almeno di facciata, ha dato un ultimatum a Mason, che ha accettato sì la Lazio, ma non ha dato ancora una preferenza allo United rispetto a Napoli e Juventus (sebbene Giuntoli si sia già tirato indietro). È questo il nodo: solo se Greenwood non tergiversasse ancora e spingesse subito per i biancocelesti, i Red Devils sarebbero costretti a rassegnarsi a una proposta più bassa sul corrispettivo immediato, ma migliore qualora il suo talento dovesse esplodere in futuro. È il momento di mettere un punto, col ds Fabiani disposto a volare a Manchester solo se arriverà un sì convinto e definitivo.

IL RITORNO DI FIAMMA

Altrimenti largo al piano b, forse individuato già a gennaio. Con Greenwood si andrebbe sul 4-3-3, con un trequartista puro (Samardzic) o eclettico (Stengs) si potrebbe proseguire con il 4-2-3-1 provato in questi giorni da Baroni ad Auronzo. C’è sempre anche l’Inghilterra, un fratello d’arte nel mirino della Lazio: Jobe Bellingham, fratello di Jude astro del Real, risondato con il Sunderland dopo lo scorso inverno. Classe 2005, ha chiuso la sua stagione con 47 presenze (45 in seconda divisione inglese, a cui si sono aggiunti i due gettoni tra EFL e FA Cup), un assist e sette gol, e costa già circa 15 milioni di euro. Potrebbe essere lui il mister X di cui parla Lotito: l’interessamento, il ruolo e la carta d’identità corrispondono.

IN PARTENZA

La Lazio deve anche accelerare le uscite adesso. «Non sono finiti i tagli», si è lasciato scappare infatti Lotito, e non si riferiva solo agli esuberi Kamenovic, Fares, André Anderson, Basic, Akpa, Marcos Antonio (affare arenato col Flamengo) e Cancellieri (sondato dal Genoa di Gilardino). A Hysaj è stato dato il cartellino in mano e cerca offerte in Arabia, dove ci sono corteggiamenti Pedro: all’Al-Qadsiah piace l’esterno spagnolo. Il Messaggero

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CALCIOMERCATO

UFFICIALE – Tavares è della Lazio: formula e nota del club

La S.S. Lazio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo con obbligo di riscatto al verificarsi di particolari condizioni sportive il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Nuno Albertino Varela Tavares dall’Arsenal FC.

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DICHIARAZIONI

Parla Guendouzi: “Alla Lazio per Sarri e Champions, ora sono felice”

Ecco le parole di Matteo Guendouzi ai microfoni di CARRÉ. Il centrocampista ha rivelato i motivi del suo trasferimento alla Lazio.

C’entra Sarri e la qualificazione in Champions League. Ecco le sue parole: “Perché ho deciso di lasciare l’OM? La domanda dovrebbe essere: perché ho deciso di firmare per la Lazio? Il mio trasferimento era legato al fatto che io ero venuto per uno stile di gioco con Sampaoli, che era davvero adatto a me e con cui avrei potuto rendere al meglio in campo, per aiutare la squadra e mostrare tutte le mie qualità. Ho avuto l’opportunità di andare alla Lazio con un grandissimo allenatore (Sarri, ndr.). Si trattava di un grande club italiano che giocava la Champions League. È stata una scelta ponderata, sono felice alla Lazio e sono molto soddisfatto”.

“Sapevo che mi volevano. Mi hanno mostrato davvero un forte interesse. Mentre parlavo con loro, ho fatto alcune ricerche e ho capito che fosse una buona scelta. Il fatto che giocassero in Champions League e con un grandissimo allenatore come Sarri mi ha fatto venire ancora più voglia di andare alla Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Onofri: “Rivoluzione Lazio, bisognare dare tempo. A Immobile ho detto…” (AUDIO)

Claudio Onofri a ‘NMM’

Claudio Onofri a Radiosei: “Il trionfo della Spagna parte da lontano. La selezionare iniziale viene fatta sulla tecnica, lasciandoli liberi di fare.

C’è una questione culturale: noi siamo soddisfatti se vinciamo uno a zero anche se presi a pallonate, lì si è soddisfatti se si riesce a ‘giocare’.

Ieri sono arrivate in finale le squadre che mi sono piaciute di più. Il problema è come si arriva al risultato, in che modo si pensa di poterci arrivare. Noi abbiamo insegnato tanto calcio negli anni, ora dobbiamo saper anche imparare.

Sono sempre rimasto incantato dei principi che venivano insegnati in Spagna fin dal settore giovanile. Non si pensava ai moduli e alla tattica ma all’estro del calciatore.

La nostra storia ci ha portato molti anni fa a dei risultati. Ora però il calcio è cambiato, so che non è facile spostarsi da quel modo di vedere. Bene che vengano consegnate determinate panchine a giovani allenatori che hanno fatto esperienze all’estero. Anche i tifosi però, non dovrebbero ritenersi soddisfatti se la loro squadra vince giocando male.

Abbiamo un modo di pensare calcio che alla lunga ci sta portando ai margini rispetto ai maggiori campionati europei.

Due rivoluzionari in Italia ho conosciuto: Arrigo Sacchi e Gian Piero Gasperini. Inizialmente il Milan di Sacchi non andava benissimo, ma saper aspettare spesso fa la differenza.

Mercato Lazio? Bisogna che tutti diano tempo ai nuovi arrivati, dall’altra parte bisogna avere rispetto per la cosa più importante del calcio: i tifosi.

La Lazio negli ultimi anni ha dimostrato di saper poter prendere giocatori importanti. Immobile si capiva fin da subito potesse diventare un grandissimo giocatore.

Naturalmente all’ambiente spiace aver perso giocatori importanti a cui erano affezionati ma se c’è una rivoluzione in corso credibile e fatta con intelligenze, si può andare oltre a certe uscite.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Auronzo di Cadore, Abbate: “Volata Greenwood, Lotito crede che il Napoli non arrivi ad offrire 30 milioni, ma…” (AUDIO)

Auronzo di Cadore, Alberto Abbate a ‘NMM’

Alberto Abbate a Radiosei: “Greenwood? Siamo in attesa. L’intermediario si sta incontrando con la Lazio a Roma.

Bisogna anticipare il Napoli, il club che più spaventa. Il club partenopeo è bloccato finché non riuscirà a cedere determinati giocatori.

Non ho dubbi sul fatto che Greenwood esploda ancor di più, in riferimento a questo la Lazio ha proposto una clausola di rivendita, il Napoli no.

Lotito pensa che il club campano non arrivi all’offerta di 30 milioni al Manchester, pensa sia un’azione di disturbo come quella fatta dalla Juventus. L’ultimatum per oggi della Lazio è vero ma credo sia puramente strategia.

Il Marsiglia ha chiuso da giorni con il Manchester, il problema però è ambientale. Il giocatore sta tenendo aperte tutte le opzioni. De Zerbi lo chiama continuamente, il club francese è arrivato ad offrire quasi 5 milioni di euro a stagione al calciatore.

Infermeria abbastanza vuota a parte Gila. Pellegrini un po’ affaticato mentre Rovella ha recuperato. Ritmi molto alti in allenamento: Pedro è sempre il migliore. Si è mosso molto bene Castellanos, mentre trovo sempre anonimo Isaksen, mi piacerebbe vedergli il sangue negli occhi.

Ho visto molto bene i nuovi nel secondo tempo. Soprattutto Tchaouna e Noslin, ancora da capire Dele-Bashiru, senza dubbio ha una ‘gamba’ importante.”

Bellingham junior? Ricordiamoci che la Serie B inglese non è come quella italiana, da lì escono giocatori incredibili. Il costo del cartellino del giocatore si aggira attorno ai 15 milioni.

Sicuramente è stato sondato, lo era stato già a gennaio, ma non ho la certezza sia lui il famoso ‘mister x’.

Ruolo diverso da Greenwood, giocatore più simile a Samardzic. Baroni capirà in base ai prossimi acquisti come giocare. Nel caso arrivasse Bellingham si virerebbe su un 4:3:3 e non più 4:2:3:1.

Uscita Isaksen? Non la escludo. La Lazio non è convinto di cedere il giocatore, anche pensando ai vantaggi del decreto crescita.

Pedro non sembra voler andar via, mentre sono state rifiutate delle offerte di poco più di 15 milioni per Castellanos”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Io non mollo, aspettate a giudicare. Greenwood? Ho offerto 25 milioni, ma Napoli e Juve si sono infilate. Immobile ha capito…”

Fra quattro giorni scoccheranno i 20 anni della più longeva presidenza della Lazio: «Vogliono costringermi a vendere la società, ma io non ci penso proprio. Non mollo». Tiene duro, Claudio Lotito, sempre più contestato, con striscioni da Roma alle Tre Cime di Lavaredo (l’ultimo -«Ma come? Compramo tutto tre volte er prezzo corente e solo a legna a vennemo alla metà?» – recita una famosa frase del “Marchese del Grillo”) : «Non vengo per evitare insulti e fischi? No, io ci ho sempre messo la faccia. Se stavolta non dovessi farcela a raggiungere il ritiro, sarebbe solo per i miei impegni serrati. Sto lavorando giorno e notte, davvero h24, per le aziende, il governo e per la Lazio». Già, c’è chi lo accusa sia troppo impegnato in Senato, che non riesca più nemmeno a star dietro al club capitolino: «I fatti dicono il contrario, a metà luglio siamo la società più avanti sul mercato. Ho speso quasi 50 milioni per quattro giocatori perché è arrivato anche Tavares (ieri a pranzo ad Auronzo, ndi). Baroni è contento e si è complimentato anche per l’ultimo colpo dopo Tchaouna, Noslin e Dele-Bashiru. Non dico nulla, ma abbiamo sbaragliato una concorrenza foltissima sul terzino. Ha dati fisici e di corsa da fare spavento». Ora Greenwood sarebbe la ciliegina sulla torta di compleanno del patron, arrivato a Formello il 19 luglio 2004: «Ho offerto 25 milioni più il 50% della rivendita, più bonus e commissioni. Eppure si sono infilate diverse società per fare un’azione di disturbo. Dopo la Juventus, il Napoli, sembra che tutti stiano gufando, sono terrorizzati dal fatto che possiamo prenderlo e vogliono far saltare tutto».

C’È UN MISTER X

Sotto traccia esiste un piano alternativo. Non è Martial, nemmeno Victor Roque, ma un mister X segreto: «Ho detto 10 volte più forte, sì, ma sapete che a volte io gioco. È vero, però, ho un altro nome giovane nascosto». Non è un centravanti, la Lazio ha fiducia in Noslin e Castellanos: «Ci hanno offerto tanto per il Taty, ma non lo cediamo perché ci crediamo. E pensiamo che possa finalmente sbloccarsi e dimostrare tutto il suo valore, senza il naturale peso di avere davanti chi aveva fatto la storia della Lazio». Chiaro il riferimento a Immobile, partito per Istanbul di fronte a un ricco biennale da 6 milioni l’anno (ufficializzato, senza l’opzione unilaterale per il terzo): «Ha chiesto lui di essere ceduto, come Milinkovic e Luis Alberto. Hanno capito che era finito il loro ciclo e bisogna accettarlo. Anche la società, nonostante l’affetto più volte dimostrato, ha compreso che fosse arrivato il momento di ricominciare con un nuovo progetto giovane e di più ampio respiro. Ma, ribadisco, non si tratta di un ridimensionamento». Pedro rimane l’ultimo terribile “vecchietto”: «Io non caccio nessuno, ha ancora un anno e non ha fatto un passo indietro. Abbiamo tanti leader dentro lo spogliatoio, avete sentito Gila come ha parlato da uomo maturo. Serve pazienza, ovviamente tempo, ma mi piacerebbe sentire più fiducia in quello che stiamo ricostruendo. Almeno aspettare, prima di trarre un giudizio definitivo. Le critiche preventive non mi piacciono».

VIA ALL’ACADEMY

Si sta muovendo anche altro: «Avete visto l’incontro positivo in Campidoglio per il Flaminio? Abbiamo fatto i sondaggi archeologici, adesso c’è anche il parere positivo dei Beni Culturali per l’Academy. Partirò prestissimo con sette campi, la scuola, lo studentato, la chiesa, tre campi a 11, tre da calcetto, due a otto». I talenti devono crescere dentro Formello: «Il dg Enrico e il ds Fabiani stanno facendo un gran lavoro, oltre la Women il settore giovanile è rinato. Adesso mio figlio partirà con la Primavera, impegnata in un torneo in Messico. Nella spedizione ci sarà anche Munoz, che abbiamo preso insieme ad Artistico, mandato altrove in prestito. Nella sala scouting con otto postazioni adesso studiamo tutti i dati e i giocatori del mondo». Dopo vent’anni, la Lazio è cambiata, ma non ha la forza economica dei magnati sbarcati in Italia dall’estero. Per questo ha preso un’altra strada, vuole seguire i modelli Bologna, Atalanta, Leverkusen e Feyenoord per provare a tornare pian piano nell’elìte del calcio. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

AURONZO, DAY 5 – Renzetti: “La prima squadra fa un altro sport. E su Provedel e Mandas…”

Al termine dell’allenamento mattutino allo Zandegiacomo di Auronzo di Cadore, Davide Renzetti è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel.

Di seguito le parole del giovane portiere classe 2006 della Lazio: “Noi portieri abbiamo la fortuna di non correre, però facciamo tanta forza, iniziamo prima. Si lavora. È il primo ritiro per me, appena arrivata la chiamata è stata una grande emozione e soddisfazione. Puntano su di me e mi sono sentito preso in considerazione”.

Cristiano Viotti come preparatore? “L’ho avuto in Under 13, 16 e 17. È molto bello lavorare con un preparatore che mi conosce, con cui c’è feeling e che sa i miei punti di forza e debolezza e dove migliorare”.

In quale fondamentale vuoi migliorare di più? “Ce ne sono tanti. Ho tempo per migliorare e arrivare al livello degli altri come Provedel che per me è fortissimo, Mandas e Furlanetto. Voglio migliorare scioltezza e forza, ma ce ne sono tanti”.

Cosa ruberesti a Provedel, Mandas e Furlanetto? “Da Ivan la calma e la razionalità con cui fa la cose. Da Mandas la forza esplosiva e la capacità di adattarsi con la lingua. Furlanetto è al terzo ritiro, già conosce l’ambiente, si vede. Da lui prenderei la velocità con cui scende a terra”.

Il ritiro con la prima squadra? “Allenarsi con i grandi è un altro sport. Quando torni in Primavera hai un passo in più rispetto agli altri e si vede”.

L’aspetto che cambia di più tra giovanili e professionisti? “Non credo la potenza dei tiri o cose simili, ma i tempi che ci sono ad esempio tra i passaggi, tra stop e tiro. Sono quelli che fanno la differenza”.

Primavera? “Si riparte alla grande. L’anno scorso non è stata una sorpresa per noi. Il gruppo è stato un grande punto di forza. Ci aspettiamo un altro grande stagione, se non migliore. Il gruppo c’è e sono molto fiducioso”.

Allenamento con la prima squadra o partita con la Primavera? “Sono due cose a parte. Non si può comparare. I tempi dell’allenamento in prima squadra sono come un altro sport. Anche la partita con la Primavera però richiede molta concentrazione”.

Allenarsi con i grandi ti aiuta anche con la rapidità di pensiero? “Assolutamente. Devi sapere già la giocata prima di farla, devi vedere gli spazi ed essere bravo con i piedi”.

Da Provedel stai rubando anche il colpo di testa? “Ero in panchina con l’Atletico. L’ho visto dal vivo, è stato fantastico ed è stato l’unico a fare un movimento da attaccante vero”.

Quanto è importante la verticalità per Baroni? “È fondamentale. Vogliamo fare tanti gol, più dell’anno scorso, con il mister stiamo lavorando bene e possiamo fare tanto a livello realizzativo”.

Scuola portieri italiana? “Siamo i più completi. Stiamo integrando anche qualcosa dalle scuole di portieri estere. La scuola italiana per me è la migliore”.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, DAY 5 – Mattina: allarme rientrato per Rovella, Tavares subito in gruppo, Pellegrini ai box. Pomeriggio di riposo (AUDIO)

AURONZO – Quinto giorno di ritiro, archiviati le 23 reti siglate alla rappresentativa locale nel primo test di ieri, la squadra di Baroni è tornata questa mattina a lavorare sul campo ‘Zandegiacomo’ (il pomeriggio sarà di riposo). Subito in gruppo il portoghese Nuno Tavares, sbarcato ieri in ritiro e subito testato a sinistra in una delle due linee di difesa. Dalla parte opposta si è mosso il giovane Milani, complice l’assenza di Pellegrini alle prese con una sessione di fisioterapia con tanto di scarpe da ginnastica. A proposito di mancini, ai box Fares e Kamenovic.

Allarme rientrato, invece, per Rovella che nell’amichevole di ieri ha lasciato il campo dopo mezzora di gioca. Un colpo alla caviglia prontamente smaltito. Ecco la composizione delle due squadre che si sono cimentate in esercitazioni tecniche e partitelle a campo ridotto sempre seguendo la traccia del 4-2-3-1.

Verdi: Marusic, Casale, Basic, Milani (Sana); Rovella, Cataldi; Cancellieri, Akpa Akpro, Pedro; Noslin.

Celesti: Lazzari, Patric, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Vecino; Isaksen, Dele-Bashiru, Tchaouna; Castellanos.

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