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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Fabiani: “Ha scelto Baroni di andar via. Teniamo i big e proseguiamo il progetto giovani”

Il giorno dell’abbandono. Già mercoledì pomeriggio Marco Baroni aveva trovato l’accordo verbale con la Lazio per la risoluzione del contratto sino al 2026, valido quindi ancora per un altro anno. Percepito solo lo stipendio di questa stagione (circa 1,3 milioni), il 61enne toscano rinuncia a tutto il resto. Nessuna buonuscita richiesta, nessun premio, va via da signore vero. Oggi sarà a Formello per firmare il divorzio consensuale e svuotare il suo armadietto. Ha pagato a caro prezzo il settimo posto, senza Coppe nonostante i 65 punti, ben quattro in più dello scorso campionato. Aveva avuto un impatto straordinario, quasi inatteso, ma poi non ha avvertito più la fiducia, ha litigato per il mercato di gennaio e, all’ultima giornata contro il Lecce, si è pure sentito tradito dalla squadra in campo. Era stato sondato dalla Fiorentina, probabilmente però finirà a Torino perché è la prima scelta di Cairo: «Baroni ha ritenuto opportuno andar via per motivi suoi, ma la Lazio ha disputato due ottime competizioni ed è stata in lotta per la Champions sino all’ultimo. Bastava solo qualche punto in più all’Olimpico», ci tiene a ribadire Fabiani prima di congedarlo.

GIÙ LE MANI
Via la guida dopo un anno, ma il ds stoppa eventuali giocatori con le valigie in mano: «Avremo un nuovo allenatore, ma il progetto con i giovani andrà avanti. La squadra c’è, non smontiamo e rimontiamo. Non venderò nessun big. Mandas, Gila, Romagnoli, Rovella, Guendouzi, Dele-Bashiru, Isaksen, Zaccagni, Dia e Castellanos rimarranno. Verrà solo sfoltito l’organico con uscite superflue perché sono troppi per una sola competizione 26 giocatori di movimento». La rosa dovrà essere ridotta a 19-20 al massimo. Insomma, la società si dice pronta a respingere tutte le offerte dall’Italia e dalla Premier, confida che l’appeal di Sarri faccia rientrare vari pensieri d’addio e che lo stesso tecnico promuova in toto l’attuale organico. Restano in bilico Tavares e Pellegrini (soprattutto per i 2,4 milioni d’ingaggio). Verrà valutata la posizione di Patric, dopo l’intervento al ginocchio. Si cercherà di sistemare Basic, con 15 milioni Tchaouna dovrebbe essere ceduto al Psv. Bisognerà piazzare tutti i prestiti (o quasi) di rientro.

LE NOVITÀ
Occhio alla riabilitazione di Cataldi, immortalato già a Roma in una reunion con Luis Alberto. Il regista ha un gentlemen’s agreement con la Fiorentina sul riscatto concordato a 4 milioni con la Lazio. Specie dopo l’addio di Palladino, i viola non si opporranno alla volontà di Danilo di rientrare definitivamente nella Capitale nel caso in cui dovesse tornare l’amato Sarri a Formello. E la società stavolta sarebbe disposta a riabbracciarlo dopo un anno ben fatto in prestito. Il nuovo tecnico dovrà valutare Dele-Bashiru come centrocampista box to box e il play Belahyane, investimenti a cui Fabiani tiene parecchio. Sull’ex Verona oltretutto c’è Fabregas in pressing per averlo a tutti i costi a Como, dopo averlo visionato dal vivo a Formello. Prima che partisse, la società giura di aver già incontrato gli agenti di Pedro e di aver presentato il rinnovo di un anno, come promesso. Ma anche Vecino (in scadenza) e Marusic (c’è la Fiorentina) aspettano una telefonata dalla Lazio per conoscere il loro destino. Il Messaggero

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NEWS

Lazio-Sarri: cena per il ritorno. Agenti e ds a colloquio, sul piatto un biennale

Non c’è tempo da perdere, la Lazio vuole subito gettare le basi per il futuro. I biancocelesti si vogliono affidare a Maurizio Sarri e per questo, nella serata di oggi, il direttore sportivo Fabiani si è incontrato con agenti e avvocato dell’allenatore. È lui la scelta della Lazio. Lui l’uomo al quale aggrapparsi (“C’è ottimismo”, ai cronisti il Ds). Per Sarri, Lotito è pronto a mettere sul piatto un contratto di due anni (più opzione per il terzo) che ci avvicina, ma non raggiunge, ai tre milioni richiesti. La Lazio è fiduciosa, forte anche del rapporto che ha creato col tecnico nei due anni e mezzo di collaborazione. Nel confronto non si è però solo pensato a gettare le basi del contratto, ma anche del progetto tecnico. Sarri vuole avere voce in capitolo sul mercato. Vuole che il progetto sia costruito intorno a lui nei fatti e non solo a parole. Il Comandante, che inizialmente aveva intenzione di aspettare anche altre eventuali offerte prima di rispondere all’offerta, ha apprezzato la decisione con la quale i biancocelesti si sono mossi per averlo. Per questo a Formello c’è fiducia. Venerdì, intanto, dovrebbe arrivare la separazione da Baroni, tecnico uscente. A Formello sono convinti che a sostituirlo sarà Sarri. Anche per mandare un segnale dopo una stagione chiusa male. Gazzetta.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Pinelli: “Non vorrei che la Lazio per Sarri sia un ripiego. Pista Palladino da non sottovalutare…” (AUDIO)

PIETRO PINELLI (Mediaset) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

L’epilogo della stagione della Lazio è stato coerente con le scelte di inizio stagione. Sono arrivati giocatori da club inferiori che non potevano fornirti garanzie di salto di qualità. Dopo 8 anni sei fuori dall’Europa con tanti rimpianti visto che sei passato anche dalla possibilità di un’Europa importante. Ero rimasto molto sorpreso dalla prima parte della stagione, era un’illusione prima della resa dei conti.

Il futuro? Questo campionato ha sfatato molti luoghi comuni, non è detto che poterti concentrare solo sul campionato è sinonimo di una grande stagione. Sono sorpreso dalla notizia di un possibile ritorno di Sarri. Se dovesse arrivare a Roma non capisco come si potrebbe passare da tutto quello che è accaduto con il club in passato ad una situazione migliore. Non capisco con quali argomenti, il club biancoceleste potrebbe convincere Sarri della bontà dal progetto. La Lazio, per lui, potrebbe essere un ripiego e questo non me lo auguro. Che venga fatto un matrimonio su basi solide e sulla convinzione dell’allenatore toscano. Al di là di Sarri, credo che non possa essere sottovalutata la pista Palladino. Penso che abbia una squadra dietro che ha porto alle sue dimissioni a Firenze. Rispetto alla minestra riscaldata di Sarri o Gattuso, lo preferisco.

Probabilmente tra Baroni e la società ci sono stati degli attriti sulla gestione dei nuovi arrivi. Immagino sia stato l’argomento principale al quale si sono aggiunti anche i risultati. La separazione credo sia la somma di queste cose”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Zaccagni: “Apprezzato dal Napoli, ma la sua volontà…”

“In passato è sempre stato apprezzato dal Napoli, non so se piaccia a Conte perché con lui non ne ho mai parlato. Zaccagni è fresco di rinnovo, è prematuro parlare di mercato per lui. La sua volontà è quella di restare alla Lazio e va rispettata”. Così Mario Giuffredi, l’agente del capitano biancoceleste, ai microfoni di Radio Kiss Kiss.

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CALCIOMERCATO

Lazio, addio Baroni e ritorno Sarri: gli incontri in programma tra stasera e domani per la svolta in panchina

La Lazio si appresta a separarsi da Marco Baroni. Infatti nella giornata di oggi, giovedì 29 maggio, è previsto un incontro per concordare la risoluzione contrattuale. Dopodiché – spiega Gianluca Di Marzio – tra stasera e domani la dirigenza incontrerà Maurizio Sarri tramite il proprio entourage per provare a chiudere. L’offerta proposta dalla Lazio è un biennale da 2,8 milioni netti a stagione.

L’incontro sarà finalizzato a concordare le linee guida del prossimo calciomercato per evitare di ripetere le incomprensioni che un anno fa avevano portato alla separazione. Se queste idee saranno comuni, l’accordo potrà anche essere formalizzato. Il club procede spedito per chiudere subito per il ritorno di Sarri. Solo nel caso in cui qualcosa andasse storto, a quel punto la Lazio valuterebbe altre alternative.

Dunque dopo una sola stagione Marco Baroni e la Lazio si separeranno, al termine di un campionato chiuso al settimo posto. In virtù di questa posizione, i biancocelesti l’anno prossimo non disputeranno le coppe europee. Prevista la risoluzione del contratto. Dopodiché si tenterà di chiudere per il ritorno di Maurizio Sarri. Solo in caso di mancato accordo con l’allenatore, la Lazio valuterebbe alternative.

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ALTRE

Sarri, dall’Atalanta assist alla Lazio: virata su Pioli e Motta

La panchina dell’Atalanta potrebbe avere un nuovo volto dopo 9 anni: l’eredità di Gian Piero Gasperini (oggi incontra la Roma) potrebbe essere raccolta da uno tra Thiago Motta e Stefano Pioli. Secondo Skysport, la lista dei successori di Gasp si starebbe restringendo a questi due profili, con Maurizio Sarri, corteggiato dalla Lazio, in secondo piano. La famiglia Percassi, però, non ha ancora parlato con nessuno dei due allenatori, per rispetto di Gasperini che non ha ancora preso una decisione ufficiale.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, nessun margine d’errore, nel prossimo mercato serve un rilancio. Sarri? I cavalli di ritorno…” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in collegamento a ‘NMM’

“Il ritorno di Sarri? Lo conosciamo e lui conosce l’ambiente, ma quando un allenatore quando ritorna, raramente fa grandi cose. Se l’alternativa è Gattuso, ovviamente prenderei Sarri, anche solo per l’esperienza diversa fra i due. Adesso è chiaro che la società non può sbagliare. L’addio di Romagnoli? Se lui e Gila andranno via, la Lazio dovrà prendere due centrali forti. Va detto che anche nei momenti migliori di questa stagione, la squadra ha preso troppi gol e la difesa, lo abbiamo visto, fa la differenza. Ripeto, anche per questo in questa estate i margini di errore non esistono, non si può veramente sbagliare neanche una mossa“.

“Se la società vorrà fare in modo di accontentare i tifosi, non dovrebbe vendere i pezzi importanti, ma vendere bene gli altri e comprare altrettanto bene. Bisogna essere bravi, fare operazioni oculate. Bisogna saper fare mercato, non puoi fare operazioni a ribasso. Vorrei vedere una società pronta a rilanciarsi dopo questa stagione, con fame, ambizione. I tifosi l’hanno dimostrato anche nell’ultima giornata, qualora qualcuno avesse dubbi: i laziali ci sono sempre, anche nelle difficoltà. Questa gente merita un rilancio, un mercato importante”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, D. Rossi: “Voto Motta e vi racconto Gattuso. Ma sono le società a far lavorare bene gli allenatori. Serve chiarezza” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

Gattuso l’ho conosciuto a 19 anni, è stato alle mie dipendenze alla Salernitana. E’ uno dei pochi giocatori che ho allenato che ha delle motivazioni intrinseche: vuole vincere e migliorarsi indipendentemente da dove gioca o allena. E’ umile, nonostante abbia vinto tutto. Dal punto di vista caratteriale e umano, è una persona speciale e gli voglio bene. Dal punto di vista tecnico, fermo restando che lo conosco più da calciatore, mi sembra un allenatore con dei principi che modula in base al materiale di cui dispone. Allenare il Napoli non è come allenare l’Hajduk. Lui mi sembra uno poco estremista, ma neanche un ‘minestraro’. E’ uno che vuole crescere e migliorarsi come professionista. Poi c’è una cosa da non sottovalutare: sapere come approcciarsi a grandi giocatori e lui ha vissuto spogliatoi di altissimo livello”.

“Gli è mancata forse un pizzico di gavetta in più, è partito subito forte. Gattuso alla Lazio? Andrebbe inserito nel modo giusto e soprattutto coperto dalla società. Al netto dell’affetto che ho per Gattuso, chi vedrei bene alla Lazio oggi è Thiago Motta. Anche lui ha un passato importante da giocatore e da allenatore, ha fatto bene a Genova e La Spezia, senza parlare della grande annata con il Bologna. Alla Juve il passo è stato troppo grande e secondo me si dovrebbe puntare sul suo spirito di rivalsa. Secondo me è una pista praticabile e lui ha tanta voglia di riscatto. E’ un tecnico che ha delle idee, credo possa starci alla Lazio e ripeto, avrebbe motivazioni altissime dopo questa mezza stagione alla Juventus che certamente non è andata bene”.

Farioli sarebbe un’altra opzione, certo giovane e con meno esperienza, ma sicuramente intrigante. Marco Rossi, CT dell’Ungheria, è un altro bravo allenatore a mio avviso. Sarri? Io lo vedrei bene alla Fiorentina, ma è una mia sensazione. Se tornasse alla Lazio è per un buon rapporto con Lotito, la piazza importante e quel pizzico di voglia di rivalsa. Se parliamo di prospettive migliori allora sicuramente l’Atalanta oggi può garantire qualcosa di più. L’importante è che la società abbia le idee chiare e che queste vengano spiegate con altrettanta trasparenza all’esterno. Quindi niente Ferrari o simili, ma cercare di competere sul lungo periodo, crescere anche attraverso delle scommesse”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri tra valutazioni e condizioni: Lotito si cautela con Gattuso

Guai a scottarsi con la sigaretta in mano. La Lazio è in pressing su Sarri, ma si cautela con Gattuso (il suo manager Seric ormai è di casa a Formello). Non è bastata la chiamata di martedì sera di Lotito («Ho ripulito lo spogliatoio dopo il tuo addio, ora puoi fare il tuo calcio»), né la proposta biennale (con opzione sino al 2028) a quasi tre milioni, per ottenere un sì immediato da parte di Mau. Il Comandante è lusingato, felice del gesto del patron, ma vuole aspettare il domino delle panchine (soprattutto l’Atalanta, ha avuto un incontro segreto) prima di sciogliere ogni suo dubbio sul ritorno. La Lazio aspetta e prega perché, se dovesse ora sfumare il Sarri-bis, sarebbe un altro duro colpo da far digerire ai tifosi, che rivedono uno spiraglio di luce sul futuro dopo lo sconforto dell’ultima giornata contro il Lecce all’Olimpico. Ha pagato a caro prezzo il settimo posto finale e gli attriti da gennaio, Marco Baroni, con cui ieri a distanza è stato trovato l’accordo verbale per la risoluzione del contratto: fissato domani mattina l’incontro per la firma e per lasciarlo libero di andare al Torino. Così, in un sol colpo, potrebbe essere occupata una panchina quella granata – contesa da Gattuso, il piano B della Lazio. Ringhio scala posizioni su Scaloni, Thiago Motta, Farioli e Conceicao. Sondato anche Palladino, dopo le dimissioni presentate alla Fiorentina ieri pomeriggio.

LE CONDIZIONI

Al momento Sarri resta l’unico tecnico top alla portata della Lazio. Nei piani del club, il suo ritorno non comporterebbe chissà quale esborso su un mercato complicato, senza i minimi introiti della Conference a bilancio. In realtà, Mau tornerebbe sì al 4-3-3, è disponibile a ripartire dai giovani in un nuovo ciclo ma, anche senza Coppe, pretenderebbe almeno 4 acquisti per il rilancio. Riabilitazioni, uscite e player trading si intreccerebbero: Provedel tornerebbe primo in porta, con Mandas si potrebbe far cassa (c’è ancora il Wolverhampton). Marusic può restare, Gigot e Patric anche, Gila sarà ceduto (ma il Chelsea deve alzare l’offerta da 35 milioni), non sarà facile far tornare Romagnoli indietro. Serve almeno un centrale e un terzino sinistro perché Luca Pellegrini andrà via e Tavares è troppo anarchico. Mau chiederà un centrocampista box to box (da capire il futuro di Guendouzi al passo d’addio), un esterno sinistro e anche un attaccante al posto di Castellanos, che potrebbe finire in Inghilterra di fronte a 30-35 milioni di euro. Da capire anche se il Comandante confermerebbe il ritiro fissato a Formello: «A partire da lunedì 14 luglio. I tifosi potranno seguire quotidianamente la preparazione tramite la piattaforma ufficiale – la nota del club – che offrirà contenuti esclusivi, aggiornamenti giornalieri e lo streaming delle sedute di allenamento». Non pensate al caldo, sarebbe peggio scottarsi adesso. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, situazione delicata e tanti problemi. Lotito dov’è?” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La situazione è davvero molto complicata. Alla Lazio ci sono diversi problemi da risolvere: incontrare Baroni se si deve interrompere il rapporto, trovare il nuovo allenatore, gestire Vecino e Romagnoli che sono delusi e vorrebbero cambiare aria; in più tornato 6-7 calciatori tra cui Kamenovic, restano Hysaj e Basic con un altro anno di contratto, per non parlare di Noslin e Tchaouna.

Fabiani deve fare diversi ruoli in uno, avrebbe bisogno di una mano. Ha troppi incarichi. In tutto questo, Lotito dov’è? Serve una presenza h24 perché i nodi da sciogliere sono tanti.

Io sono dell’idea che l’allenatore non può scegliere i giocatori in autonomia ma c’è anche un limite, neanche può scegliere tutto la società. Ieri nella finale di Conference in gol sono andati quattro calciatori del Chelsea che costano, in media, 75 milioni l’uno: per fare le squadre, con tutto il rispetto per le idee, ci vogliono i soldi”.