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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, si vive alla giornata con Lotito che non si sa dove sia. Derby della paura…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Ieri Sarri ha chiesto pazienza e mi sono venute in mente le parole di Lotito che diceva di non dover chiedere scusa a nessuno. Dov’è la verità? Posso accettare la pazienza se fossero andati via tanti giocatori e ne fossero arrivati dei nuovi e giovani. A Como bisogna avere pazienza, non qui. La Lazio è una ‘romanella’, si vive alla giornata, con un presidente che non si sa dove sia. Quando si perde una partita come quella di Reggio Emilia, la squadra rientra negli spogliatoi e non trova: allenatore, DS o presidente.

Mi chiedo se questi siano i giocatori giusti per il calcio di Sarri, e se nella squadra ci sia l’entusiasmo giusto per questo tipo di calcio. Ho visto sguardi spenti negli occhi. Derby? Sarà la partita della paura. Nella Roma mancherà Dybala, quello che fa la differenza. Nella Lazio bisognerà vedere se recupereranno Castellanos e Rovella. Per la Lazio si entrerebbe in un tunnel di crisi».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha chiesto pazienza anche a se stesso. Carenze mezzala e ala destra abbassano il livello” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il concetto espresso da Sarri sulla difficoltà della stagione si ripete ed è effettivamento molto coerente. Non è stato possibile migliorare ed adattare la squadra e quelli di oggi non sono tutti quelli che lui ha già allenato in passato. Un terzino, una mezzala ed un’ala destra in più erano i suoi obiettivi di mercato. Ha chiesto pazienza all’ambiente ma anche a se stesso. Ieri aveva un tono diverso rispetto alla rabbia del post Sassuolo. In tal senso mi è piaciuto molto, perchè ha fatto e detto quello che doveva dire e fare nella settimana che porta al derby.

Ieri Sarri ribadiva che serve maggiore iniziativa e coraggio negli ultimi 30 metri per aumentare il livello di pericolosità della fase offensiva. Ed ovviamente il riferimento è proprio ai quei ruoli che sono deputati per ottenre questo. La mezzala sinistra e l’ala destra. Mi chiedo come sia possibile che Noslin non dia segnali di maggior intraprendenza rispetto a questo Cancellieri. Poi, è chiaro, che il ridimensionamento tecnico è la premessa di tutto. E’ nei fatti essere passati da Luis Alberto, Anderson a questi giocatori. Aggrapparsi a Noslin non è normale, è ovvio che i ragionamenti di cambiamento si fanno sul materiale umano che c’è oggi. A Pedro non puoi chiedere di fare un lavoro sfiancante ed è ormai inutile parlare di cambio di modulo.

Al netto di questi difetti tecnici, la Lazio aveva il dovere di giocare una gara diversa contro un modesto Sassuolo. Va tenuto conto anche dello scarto di intensità ed atteggiamento da parte di giocatori che c’è stato rispetto al match con il Verona. In senso generale, anche io sono rassegnato all’idea di un ruolo marginale in questa stagione se non si migliora in quei due ruoli fondamentali. Se Vecino non gioca, Dele-Bashiru è questo qui, Cancellieri è questo qui e Isaksen non torna al meglio è dura”.

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, Castellanos trema e spera: Dia si tiene pronto

«Quando si è seduto in panchina si è notata la borsa di ghiaccio sulla coscia sinistra. C’è un piccolo allarme, sarà verificato. Si tiene pronto Dia». Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Rovella e Castellanos la Lazio trema e spera”. L’attaccante argentino è uscito malconcio dalla sfida contro il Sassuolo. Adesso la sua presenza al derby di domenica prossima alle 12:30 non è più certa. Per questo motivo Dia si tiene pronto per prendere il suo posto e dimostrare di poter esser il titolare di questa Lazio.

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DICHIARAZIONI

Ass. Onorato: “Disgustato dall’orario del derby. Flaminio? Aspettiamo l’integrazione della Lazio”

In vista dei prossimi impegni economici della Lazio e non – come il derby contro la Roma – il Corriere dello Sport ha intervistato l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del comune di Roma Alessandro Onorato. Due i temi particolari, tra cui la stracittadine di domenica prossima e lo stadio Flaminio dei biancocelesti.

“Sono disgustato e da un governo di destra che prometteva un pugno di ferro per fermare i violenti mi aspettavo sinceramente di più. Purtroppo però nella politica italiana i fatti non corrispondono alle promesse. Ci sono ancora troppe sacche di connivenza con gruppi ultras. Che il derby sia alle 12.30 è una sconfitta dello Stato. Esprimo la mia solidarietà, oltre che la stima, al prefetto Giannini e al questore Massucci, che fanno un lavoro straordinario. Ma come si dice: ognuno recita messa con quello che ha. Gli strumenti sono scarsi, il personale poco e le leggi garantiscono talvolta l’impunità”.

“Purtroppo nella nostra città non tutti guardano al futuro. Per 30 alberi e 3 pipistrelli si prova a dire ad esempio che un investimento da oltre 1 miliardo, quello dello stadio della Roma, vada fermato. Il Sindaco sta seguendo in prima persona l’iter dello stadio della Roma ed è una garanzia per tutti. Sono sicuro che a breve ci saranno ulteriori novità. Per la Lazio stiamo aspettando l’integrazione che riguarda il piano economico asseverato, poi potrà partire la conferenza dei servizi che si esprimerà in termini di impatto ambientale, urbanistico, sostenibilità e tutela monumentale. Di sicuro noi il Flaminio non vogliamo lasciarlo in quelle condizioni”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, le delusioni del campo dopo il blocco: la rabbia dei tifosi e le scuse rifiutate

Dopo la sconfitta contro il Sassuolo, la Lazio rischia di entrare in un vortice pericoloso. Adesso ci sarà la Roma, nel derby più atteso della stagione. E i tifosi non ci stanno: scuse rispedite al mittente. Con due sconfitte nelle prime tre gare, l’inizio di stagione della Lazio è tutt’altro che incoraggiante. I tifosi sono esasperati, soprattutto dopo un mercato estivo inesistente a causa del blocco. Ora, alle delusioni sul campo si sommano quelle fuori, e nemmeno le scuse sembrano più sufficienti.

Come riportato dal Messaggero, al termine del match contro il Sassuolo la squadra si è avvicinata al settore ospiti per ringraziare i 6.000 sostenitori presenti al Mapei Stadium. Tuttavia, i circa 4.000 tifosi assiepati nel settore riservato ai laziali hanno reagito con rabbia, respingendo i tentativi di scuse da parte dei giocatori e invitandoli a rientrare subito negli spogliatoi. Ora serve una reazione forte. Domenica arriva il derby, e l’ambiente è già bollente.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Il malumore va oltre la sconfitta col Sassuolo e ci sta. Derby? Prima maglia a Pedro” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Ci sta questo malumore, che va oltre la sconfitta col Sassuolo. Si deve rimettere la barra dritta altrimenti la stagione potrebbe essere pericolosa. Serve chiarezza, capire cosa non va. Così resta una squadra normale, spenta, piatta. Si deve tirare fuori il meglio da questa squadra e questo non sta succedendo.

Adesso il derby. Non ci auguriamo il peggio, ci si porta anche negatività così. Questa è una gara a se, un successo può svoltare la stagione a patto che se non si facciano sempre le stesse cose, gli stessi errori.

Bocciatura Dele? Sì, non incide. Ma la bocciatura è di chi lo ha schierato. Se può dare qualcosa perché strappa, per il tiro da fuori, per la superiorità numerica, allora va messo in condizione di valorizzare le sue qualità perché poi ne giova anche la squadra.

Pedro titolare domenica? Sì, la prima maglia va a lui”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, non solo infermeria: Sarri verso il derby con i nodi Nuno e Dele

Come riportato dal Corriere dello Sport, la Lazio continua ad avere dei nodi da sciogliere, soprattutto in vista del derby. Dopo la trasferta di Reggio Emilia, sono emersi interrogativi su alcuni elementi chiave del gruppo biancoceleste, in particolare su Dele-Bashiru e Nuno Tavares, due volti che non hanno ancora pienamente convinto.

Il centrocampista nigeriano, entrato a gara in corso contro il Sassuolo, ha faticato a trovare ritmo e brillantezza. Sarri lo aveva scelto per dare più fisicità in mezzo, ma la sua prova è stata priva di impatto. È stato sostituito dopo una prestazione poco incisiva. Ora il tecnico valuterà se puntare su Belahyane dal 1’ o optare per una nuova rotazione in quella zona. Nuno Tavares, invece, ha giocato tutta la partita ma è apparso in difficoltà sia in fase difensiva che nelle sortite offensive. Il portoghese ha mostrato poca personalità e una certa insicurezza, anche nel posizionamento. Sarri, che sta monitorando le sue prestazioni, non esclude altre soluzioni sulla corsia mancina per la stracittadina.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Pazienza ed unione, è una stagione difficile. Derby per il popolo, Rovella-Taty? Non gravi”

Maurizio Sarri all’indomani di una ferita che solo con una vittoria nel derby potrà, eventualmente, rimarginarsi. Deluso dalla sconfitta, magrado gli avvertimenti della vigilia; impossibilitato a presentarsi davanti alle talecamere a caldo (ufficialmente per motivi famigliari) nel post-gara del Mapei. Sbollita la rabbia e con un’intera notte per riflettere, questa mattina il tecnico toscano ha commentato ai microfoni della radio ufficiale del club quanto avvenuto ieri:

“A volte ci sono delle situazioni famigliari da risolvere che diventano più importanti della conferenza. Ancora non abbiamo rivisto la partita perché oggi abbiamo fatto allenamento, quindi le riflessioni sono quelle di ieri: penso che tutto lo staff abbia le idee abbastanza chiare.

La squadra più ordinata che ho avuto in vita mia è stata il Napoli, che non era una squadra ordinaria. Questa qui è una squadra non abituata a questo tipo di situazioni e ora per essere ordinata e fare determinati movimenti deve pensare; così facendo perde brillantezza, naturalezza e tempi di gioco. La speranza è che tutto questo finisca quando essere ordinati diventerà routine.

Ieri ho visto una squadra ordinata, che non concedeva ma anche che nel primo tempo, pur avendo il dominio del gioco, prendeva poche iniziative negli ultimi metri. Ieri sera però non ho visto la squadra di Como, lì eravamo in difficoltà, ieri no. Abbiamo avuto la palla del vantaggio, la responsabilità è la mancata pericolosità offensiva.

Ieri a centrocampo abbiamo rigiocato all’indietro quando si poteva verticalizzare, ma comunque abbiamo verticalizzato il doppio degli avversari. Quando questi movimenti verranno automatici, le cose andranno meglio. Dobbiamo attaccare più gli spazi.

Il Sassuolo è una buona squadra che farà un campionato di buon livello, il loro tridente è uno dei più forti del campionato. Noi bene per diversi tratti di gara ma abbiamo fatto troppo poco in fase offensiva.

Questo 11 veniva da una buona partita, quindi mi sembrava giusto dargli fiducia. Avevamo anche altro in mente ma avevamo delle preoccupazioni legate alle condizioni di alcuni, così abbiamo deciso di partire in questo modo, sapendo che molto probabilmente i 90′ per loro sarebbero stati lunghi. Abbiamo fatto questa scelta per non trovarci nel finale senza cambi.

Sul loro gol si poteva fare meglio, abbiamo abbassato Guendouzi in base alla posizione di uno di loro ed è un po’ anche colpa nostra. Era una palla lenta che si poteva attaccare meglio.

Il rosso revocato ha cambiato la sfida? Se è successo questo abbiamo sicuramente sbagliato.

Infermeria? Vengo da una riunione col dottore: Lazzari ha fatto gli esami strumentali, sembra ci sia una piccola lesione al soleo. Vecino è negativo, ma le sue sensazioni non sono estremamente positive. Rovella e Castellanos faremo di tutto per recuperali, non sembra nulla di grave, Patric potrebbe essere agli ultimi giorni in cui si allena a parte, fine settimana o inizio della prossima dovrebbe rientrare in gruppo. Nelle trasferte è sempre voluto stare con la squadra, è un segnale positivo come i tanti tifosi che c’erano ieri a Reggio Emilia.

Non deve esserci preoccupazione, sapevo di dover portare pazienza e tutto l’ambiente lo deve fare. La squadra, con tutti gli errori che può fare, non mi sembra più quella di Como e può fare quindi un percorso positivo. Motivo di grande preoccupazione non c’è.

Derby? Partita più difficile e pesante che abbia mai fatto, quindi vorrei cominciare a pensarci tra qualche giorno visto che dal punto di vista emotivo è massacrante; partire da lunedì rende complicato arrivarci (ride, ndr). Non c’entrano i punti, la classifica, è qualcosa di molto particolare e spero i miei giocatori abbiano idea di cosa significhi giocarlo per il popolo e spero abbiano la testa giusta.

Nervosismo? Una storia che viene da lontano non dalle ultime tre partite. Nelle riunioni arbitrali c’erano due tre giocatori che gli arbitri avevamo messo nel mirino, c’erano alcuni segnalati. L’ammonizione di Rovella era preventiva, non mi sembrava ci fossero scene esagerate. Lui è uno di quelli messi sotto attenzione dagli arbitri perché sbraccia quando protesta, e non è tollerato.

Nella vita in tutte le famiglie si passano momenti di difficoltà, è il momento di stringersi, aiutarsi e diventare una grande famiglia. Ci saranno momenti per igoire e momenti in cui si deve soffrire tutti insieme. Non possiamo paragonare l’atteggiamento di ieri sera a quello di Como, la reazione al gol subito è stata confusionaria ma con 3/4 occasioni da gol. Sicuramente possiamo fare molto di più”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, se oltre alla carenza di qualità viene meno anche il veleno è preoccupante” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

La gara di ieri con il Sassuolo è quella più preoccupante perchè c’è stato un precedente alla prima giornata. C’è delusione, non c’è stata squadra, prestazione, si è tornati al livello di Como ma in quel caso c’era un avversario più forte. Gli errori di ieri non sono tattici, ma comportamentali. Quando nessun giocatore gioca al suo livello c’è poco da fare. Un allenatore si arrabbia quando non vedo un’anima. C’è modo e modo di perdere, diverso sarebbe stato dopo aver costruito tante occasioni da gol. Non è possibile giocare a calcio senza avere un veleno sufficiente per portare a casa una partita. Con il Verona già dalla faccia dei calciatori si vedeva voglia e fame. E’ l’atteggiamento in campo che si nota subito. Poi, attenzione, c’è anche un discorso tecnico. Non è facile sostenere, per esempio, che l’attacco del Sassuolo sia inferiore a quello della Lazio. Sono d’accordissimo con chi sostiene che c’è poca qualità, ancor di più per questo serve il giusto atteggiamento”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, quello che mi preoccupa è che ho visto impegno ma pochi contenuti tecnico-tattici” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La sconfitta della Lazio di ieri contro il Sassuolo non è colpa del mercato. Le responsabilità sono collettive. Ieri è arrivata una sconfitta contro una squadra che si impegnata ma senza spauracchi particolari da affrontare. Sarà una squadra che lotterà per non retrocedere. Quello che mi preoccupa è che ho visto anche dell’impegno, ma non ho visto contenuti tecnico-tattici che devono esserci in serie A. Non è possibile che il livello sia questo. Vedo anche una squadra appiattita, che fa difficoltà a portare una pressione alla costruzione dell’avversario efficace. Ho visto un gol subito in modo troppo passivo da un piazzato. Troppo facile così, faccio fatica a capire. La Lazio non può essere così poco. C’è un po’ di appiattimento e anche la sensazione che qualcuno ci faccia un favore a giocare a calcio. Mi preoccupa che tutto questo ci porterà anche al derby”.