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AVVERSARIO

Roma, lesione per Dybala: salta il derby

Arrivano novità sull’infortunio che ha costretto alla sostituzione all’intervallo Paulo Dybala nella sfida di ieri contro il Torino. Gli esami a cui è stato sottoposto in giornata l’argentino hanno infatti evidenziato una lesione di basso grado alla coscia sinistra. I tempi di recupero rimangono da valutare, ma sembra scongiurato il rischio di uno stop più lungo. Certo di saltare il derby di domenica prossima.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Disfacimento tecnico con responsabilità che vanno attribuite a Lotito e Fabiani” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Disfacimento tecnico con responsabilità che vanno attribuite a Lotito e Fabiani. In tre gare il presidente non c’è stato mai, chissà se domenica sarà in tribuna. In più chiedo a lui se è ancora convinto di non dover chiedere scusa ai tifosi; agli abbonati e a quelli che erano a Reggio Emilia che da oltre 20 anni lo finanziano. Al ds invece vorrei chiedere se ci sono altre favole da raccontarci; ha detto che se fallisce se ne va, credo sia giunto il momento di preparare la valigia. Intanto Lotito trova il tempo per andare a vedere i lavori del centro sportivo di Rimini e non trova il tempo di andare a vedere la Lazio?

Gara equilibrata tra due squadre che dal punto di vista del potenziale tecnico sono più o meno sullo stesso livello. Cancellieri è stato rispedito al mittente ed è titolare, Dele-Bashiru non si sa che giocatore è, lo stesso Cataldi, molto attaccato alla maglia, ha girato diverse squadre e qui fa quasi il titolare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, colpe società un alibi per i giocatori. E il club continua a non protestare per i torti arbitrali…”. Poi su Sarri “furibondo”… (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di ieri è stata una sconfitta gravissima ed inaspettata. Se perdi contro questo Sassuolo, la situazione è davvero pesante, un aggravante rispetto a quanto accaduto nella prima giornata con il Como. La Lazio ha perso contro una squadra modesta che lotterà per salvarsi. E’ impossibile non essere preoccupati. Credo che continuando a dare esclusivamente la colpa alla società, si rischia di creare un alibi fortissimo alla squadra. Ma stiamo vedendo come scendono in campo questi giocatori?

Se la Lazio ed il Sassuolo avessero lo stesso livello tecnico non saremmo così arrabbiati. Nonostante Cancellieri e Dele-Bashiru, l’ala destra e la mezzala sinistra, i due punti deboli della squadra, non si può sostenere questa tesi.

Responsabilità di Sarri? A me preoccupa più il suo atteggiamento che la questione tattica. Ieri era molto arrabbiato dopo la partita. Era furibondo e se ne è andato. Prendo atto della versione ufficiale del club, ma lui è andato via in macchina insieme a Fabiani. Un salto a casa l’avrà fatto, ma era soprattutto per sbollire la rabbia. Vorrei che lui per primo ci credesse in questa squadra. Lui ha fatto un grande gesto nell’accettare la situazione, ora è importante che sia lui il primo a caricare e spronare.

Poi, anche ieri, c’è la questione arbitrale che andrebbe analizzata. Non c’erano proprio i presupposti per cancellare quel cartellino rosso. L’intervento del calciatore del Sassuolo su Rovella era con il piede a martello. Non c’era nessun motivo per portare il Var ad intervenire per rettificare la decisione di Tremolada. Se dal club si continua a sostenere che non ci sono proteste formali per non dare alibi ai giocatori le cose non cambieranno mai”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio mai pericolosa: staffetta Taty-Dia inconsistente

Ancora Castellanos titolare ma la prova di ieri non è stata neanche minimamente simile a quella messa in campo contro il Verona.

Taty dal 1′, come già accaduto contro Como ed Hellas, Dia pronto a dargli il cambio. Una staffetta però inconsistente, sottolinea il Corriere dello Sport. Il Taty si è mosso lontano dall’area di rigore per trovare respiro. Mai protagonista negli ultimi 16 metri, Idzes e Muharemovic l’hanno controllato chiudendo gli spazi e annullando le speranze dell’intero reparto offensivo. Davanti non ha funzionato niente. Castellanos e Dia non hanno convinto, prosegue il quotidiano, hanno pagato anche le conseguenze di una squadra appannata e senza troppe idee dalla metà campo in su. Non deve comunque essere un alibi. Finora i due centravanti hanno vissuto una sola serata di gloria da quando è scattata la preparazione atletica. 

Entrambi a secco per tutta l’estate, con il Verona l’unica occasione in cui hanno brillato ed esultato. La scorsa stagione, con il 4-2-3-1 di Baroni, si dividevano equamente le responsabilità in attacco. Quest’anno, conclude il quotidiano, sono diventati alternativi, ma l’avvicendamento nel secondo tempo non ha portato a nessun tipo di miglioramento. Compito della squadra servirli meglio. Un loro dovere mettersi nelle condizioni di non sparire dal campo e dai tabellini dei marcatori troppo a lungo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i limiti che Sarri non ha mai nascosto: questa è la dimensione. I tifosi meritano di più

Ko in casa del Sassuolo, il secondo in tre partite. E domenica c’è il derby.

Così non va. Solo tre punti nelle prime tre partite: la Lazio fin qui ha sfidato il Como in trasferta, il Verona all’Olimpico e ieri il Sassuolo a Reggio Emilia. Un successo soltanto in questo avvio, contro l’Hellas, poi due prestazioni decisamente da dimenticare.

Lazio lenta e piatta, senza contenuti, sottolinea il Corriere dello Sport. Scollegata nei meccanismi, confusa nell’esecuzione, lontana dal pensiero di Sarri. Rappresenta per il momento lo scarto evidente tra quello che vorrebbe essere e quanto riesce a esprimere.

Un’estate con il mercato bloccato a causa di un errore contabile di Lotito e dei suoi commercialisti: un altro capitolo che si aggiunge alla collezione di acquisti sfumati in passato per un fax guasto e una mail non recapitata, evidenzia il quotidiano. Oggi la dimensione della Lazio è questa. Sarri non ha mai nascosto certi limiti. Una verità che anche Baroni aveva provato a mettere in risalto. Ma a Formello c’è una moda che attraversa ogni epoca: le colpe sono sempre degli allenatori. Lo avevano già capito anche Pioli, Inzaghi e Tudor.

Dele-Bashiru è andato in difficoltà. Cerca un copione che ancora non ha memorizzato. Nell’ultima mezz’ora la squadra è uscita a volte dalla monotonia grazie a un signore di trentotto anni, Pedro, in grado di togliere un po’ di grigiore. Il calcio di Sarri richiede convinzione, coraggio e rigore: occupazione razionale degli spazi, circolazione veloce e verticale del pallone, coralità nelle scelte. Caratteristiche che, conclude il quotidiano, ancora non appartengono a questa Lazio. Una domenica costruita male e chiusa con il gol di Fadera, davanti a seimila tifosi laziali che meriterebbero – come Sarri – una risposta concreta: nuovi investimenti e un futuro non più condizionato dall’indice di liquidità.

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INFERMERIA

Lazio, non solo Rovella: ansia derby anche per Castellanos

La Lazio sprofonda, su tutti i fronti. Oltre alla sconfitta pesante a Reggio Emilia con il Sassuolo, Sarri ha perso anche diverse pedine chiave della sua scacchiera. Dopo Rovella, uscito a fine primo tempo per infortunio (riacutizzarsi del problema alla zona pubica) lasciando spazio a Cataldi, anche in attacco ci potrebbero essere diversi segnali di emergenza.

In particolar modo il perno offensivo di questa stagione, Taty Castellanos, uscito dal campo dopo un’ora di gioco, per far spazio a Boulaye Dia. Inizialmente, vista la prestazione sotto tono, è sembrato un cambio puramente tattico, ma quando la punta argentina è arrivata in panchina è stato messo subito del ghiaccio sulla gamba. Dai primi riscontri sembrerebbe trattarsi di un risentimento muscolare, che già nel corso della scorsa stagione ha spesso colpito il Taty. Sarebbe sicuramente un colpo basso per Sarri, che dovrà iniziare a pensare ad una formazione inedita per affrontare l’importante Derby della Capitale di domenica prossima.  

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la furia dei 6mila e la fuga di Sarri: è già caos

La Lazio è stata pesantemente contestata al termine della sfida persa per 1-0 contro il Sassuolo, dai 6mila tifosi biancocelesti presenti a Reggio Emilia. Mister Sarri andato via appena terminata la partita, lasciando interviste e conferenze al vice Ianni. Cosa sta succedendo

Come riporta la Gazzetta dello Sport questa mattina, in casa Lazio sembrano esserci tutti i crismi di una vera e propria polveriera. I biancocelesti sono usciti sconfitti malamente dal Mapei Stadium e la squadra, a fine partita, è stata palesemente contestata dai 6mila tifosi presenti. Anche mister Sarri, che ha urlato nel corso di tutta la partita verso i suoi calciatori, ha lasciato lo stadio appena terminato l’incontro.

Ufficialmente, secondo quanto comunicato proprio dalla Lazio, per motivi familiari, ma chissà che questa scelta non nasconda motivazioni e ragioni più profonde. Mau era amareggiato e arrabbiato verso una squadra che non aveva fatto nulla di quanto buono fatto vedere contro il Verona. Solo passi indietro si sono visti, e forse la fuga del tecnico toscano è stata un modo anche per smaltire la delusione e ripresentarsi davanti al gruppo a bocce ferme.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “L’anomalia è stata col Verona. Lazio spenta, con idee vecchie” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’anomalia è stata col Verona, il resto sono cose che dico da mesi.

Noia? Non è un discorso di adesso, ma che va avanti da anni. La differenza è che due anni fa c’era gente in campo con talento e fantasia che cambiava le gare; questo mascherava delle situazioni, dei limiti. Questa è una squadra vecchia di idee, statica, noiosa ma non solo da ieri. Non ci sono dei fenomeni, però ha dimostrato che lasciarla giocare con coraggio, aiuta. 

La colpa non è solo di Sarri, ma non ha dato un’identità precisa. Questa squadra fa il compitino, ma l’allenatore bravo deve valorizzare gli elementi migliori.

Zero idee, in campo e fuori. E non lo dico solo dopo questa sconfitta. Lazio spenta, con idee vecchie. Sono prevedibili tutti, dalla panchina al campo. Anche il nervosismo generale è un segnale brutto Non c’è niente da salvare della gara di ieri.

Dele non ti aggiunge niente, Guendo così è un giocatore normalissimo; ma un po’ tutti, Cancellieri, Castellanos.”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Ianni in conferenza: “Bottino magro, serve il coraggio di chi vuole vincere. Derby come un’opportunità per svoltare” (AUDIO)

Il vice di Sarri Marco Ianni in conferenza stampa dopo la sfida in casa del Sassuolo:

“Squadra poco coraggiosa? Il coraggio non l’abbiamo messo sul campo. Nel primo tempo la squadra era anche padrona del campo, ma era troppo lenta e il coraggio rientra in una di quelle qualità da tirare fuori quando vuoi vincere le partite. A volte diamo la sensazione di essere ordinati, di stare bene in campo, ma poi non tiriamo in porta. Nel secondo tempo abbiamo avuto l’occasione di Zaccagni ma è troppo poco per vincere le partite, a maggior ragione qui con che il Sassuolo è una buona squadra nonostante gli zero punti.

Situazione economica? Io non credo che la situazione societaria possa incidere. Se dovesse incidere sarebbe grave. Siamo professionisti e rappresentiamo una maglia prestigiosissima e non possiamo crearci alibi. Sconfitta brutta, la sensazione che avevo è che accettavamo il ritmo della partita senza arrivare a nulla. Se non alziamo l’intensità non c’è una grande differenza tecnica. Noi dobbiamo giocare con grande intensità e allora escono fuori delle differenze. Non possiamo permetterci di abbassare l’intensità con nessuno. La situazione del mercato è successa, è stata accettata e dobbiamo andare oltre.

Assenza di Sarri? Non avrebbe mai saltato la conferenza se non avesse avuto problemi famigliari. Dobbiamo noi in primis fare molto di più. Due sconfitte in tre partite è un bottino troppo magro. Il derby abbiamo l’obbligo di vederlo come un’opportunità, una svolta per la stagione.

Se ci sentiamo sotto processo? No, ma ci sentiamo in dovere di dimostrare qualcosa. Può essere una partita spartiacque, ma la dobbiamo vedere come un’opportunità. Se la vediamo come un’opportunità, può portare energia positiva, che dà coraggio, che fa andare oltre la fatica, per fare giocate che altrimenti non si farebbero. Se la vediamo come un’opportunità può svoltarci la stagione”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Marusic: “Ringrazio i tifosi e chiedo scusa, testa al derby ma serve più fame. Nervosismo? Dopo il rosso…”

Il biancoceleste Adam Marusic a Danz dopo il ko del Mapei Stadium

“Volevo ringraziare tutti i tifosi presenti oggi, chiedo scusa per questa partita. Nel derby non deve mancare niente, dobbiamo vincere per noi i tifosi e la società.

Abbiamo fatto bene all’inizio, poi non eravamo gli stessi; tutti erano nervosi per il rosso dato e poi tolto ma questo non deve succedere, dobbiamo essere concentrati su ogni pallone.

Blocco del mercato? Ne abbiamo parlato tanto ma noi non possiamo cambiare niente, non servono alibi, dobbiamo giocare ogni gara come se fosse l’ultima. Sarri? Lo conosciamo, non è cambiato niente, dobbiamo seguirlo”.

Adam Marusic ha parlato anche in conferenza stampa al termine della gara persa con il Sassuolo per 1-0. Ecco le sue parole: “Abbiamo fatto bene all’inizio, dopo il mancato rosso a Vranckx ho visto che i ragazzi erano un po’ spenti ed è cambiato l’atteggiamento. Il clima è buono, il gruppo è sano, dobbiamo parlare tanto perché abbiamo una partita molto importante davanti a noi”.

Come si può ovviare a questo momento?
“È una sconfitta pesante per noi. Dobbiamo avere più fame, dobbiamo lottare su ogni pallone e giocare con più lucidità. Dopo il gol preso ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti purtroppo, poi la gara è finita ed è rimasta questa sconfitta pesante per tutti noi”.