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SERIE A

Ruggito Lazio, Basic affonda Tudor: cuore e carattere, Sarri ha trovato la strada

Termina 1-0 Lazio-Juventus, gara valida per l’ottava giornata di Serie A: ci pensa Basic nel primo tempo a regalare la vittoria ai biancocelesti.

PRIMO TEMPO

Infortunati, influenzati, acciaccati. Sarri scegli il suo 11 provando a sopperire a tutte le difficoltà: tra i pali Provedel; a destra Lazzari, con Gila e Romagnoli al centro e Marusic sulla corsia mancina; in mezzo al campo Guendouzi, Cataldi e Basic con Isaksen, Dia e Zaccagni davanti. Parte meglio la Lazio e nei primi minuti Isaksen serve subito una bella palla in area ma nessuno dei compagni si fa vedere. I padroni di casa continuano a fare bene e vanno presto in vantaggio: Basic con un tiro dalla distanza porta vanti i suoi (9′). Alla mezz’ora la Juve comincia a farsi vedere ma i biancocelesti sono andati vicino al raddoppio con Guendouzi ed Isaksen. A seguire sono i bianconeri a spingere di più: sui piedi di Conceicao e Vlahovic le occasioni migliori; provvidenziale poi Provedel su David.

SECONDO TEMPO

Un cambio all’intervallo per Tudor: fuori Cambiaso, dentro Yildiz. Al 54′ Sarri risponde mettendo in campo Pellegrini, al posto di Lazzari. Nel mezzo una traversa colpita da Vlahovic. Gli animi si infiammano: nel giro di un paio di minuti giallo prima per Locatelli, poi per Mckennie (52 e 54′). Al 65′ Dia prova la conclusione da posizione defilata, Perin risponde presente. Il ritmo della gara si è definitivamente alzato. Il tecnico croato toglie David e Koopmeiners per Kostic e Thuram; in casa Lazio entra Vecino per Basic, osannato dall’intero Olimpico per la rete ma soprattutto per la professionalità mostrata in queste ultime settimane. A 10′ dalla fine Noslin e Pedro subentrano a Noslin e Isaksen, con lo spagnolo pericoloso alla prima palla giocata (terminata alta). Poco prima Tudor ha richiamato in panchina McKenni per Openda e nel finale Gatti per Joao Mario. Ultimi minuti di sofferenza, ma i biancocelesti si difendono bene. La Lazio conquista tre punti pesanti e ora testa all’impegno infrasettimanale: giovedì si giocherà in casa del Pisa.

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SERIE A

Lazio-Juventus, formazioni ufficiali: Marusic recupera, doppia punta per Tudor

Le formazioni ufficiali di Lazio-Juventus, posticipo serale della 8^ giornata di Serie A in programma questa sera alle 20,45 all’Olimpico:

Lazio (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. All. Sarri.

​Juventus (3-5-2): Perin; Kalulu, Gatti, Kelly; Conceiçao, Koopmeiners, Locatelli, McKennie, Cambiaso; David, Vlahovic. All. Tudor.

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SERIE A

Lazio-Juventus, i convocati di Sarri: Marusic ok, torna Pellegrini

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Juventus (ore 20:45). Assenti per infortunio Tavares, Rovella, Dele-Bashiru, Cancellieri, Castellanos e Gigot (fuori lista).

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel; 

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli; 

Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Guendouzi, Vecino; 

Attaccanti: Dia, Isaksen, Noslin, Pedro, Zaccagni.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Tavares-Cancellieri: frecciate di Sarri allo staff medico

Il problema degli infortuni sta falcidiando la Lazio da inizio stagione e la cosa non sembra risolversi. Maurizio Sarri, nel corso della conferenza della vigilia di Lazio-Juventus, ha anche lanciato una velata frecciata allo staff medico biancoceleste. Giovedì è stato pubblicato un bollettino medico in cui si parlava di lesione al polpaccio per Nuno Tavares. Ieri, in conferenza, Sarri parlava di affaticamento. Ma non è finita qui. Il tecnico toscano, su Cancellieri, ha così riferito: “Matteo aveva qualche valore un po’ fuori regola. Però i risultati delle analisi fatte giovedì ci sono arrivate lunedì”. I risultati delle analisi, riporta Corriere della Sera, sarebbero arrivati dunque quando ormai Cancellieri aveva giocato, e si era anche infortunato.

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SERIE A

Lazio-Juventus, probabili formazioni

Lazio-Juventus, match valido per l’8ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Olimpico di Roma domenica 26 ottobre, alle 20:45. Dopo l’1-1 dello scorso 10 maggio, Lazio e Juventus potrebbero pareggiare due sfide consecutive in Serie A per la prima volta dal periodo tra dicembre 2005 e aprile 2006.

Probabili formazioni

LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. All. Sarri

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Cancellieri, Castellanos, Dele-Bashiru, Gigot, Rovella, Pellegrini, Tavares

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Rugani, Kelly, Kalulu Thuram, Locatelli Cambiaso; Conceicao, Yildiz; David. All. Tudor

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Bremer, Cabal, Milik, Pinsoglio

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DICHIARAZIONI

Juve, Tudor va dritto: “Zero paura dell’esonero. Contro la Lazio dobbiamo fare di più rispetto a Madrid”

Il tecnico della Juventus, Igor Tudor, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida che domani all’Olimpico, ore 20.45, vedrà i bianconeri opposti alla Lazio. Di seguito le dichiarazioni, così come riportate dal bianconero.com.

“Sarà una Juve motivata, vogliosa di fare un bella gara, sapendo il momento, conoscendo la qualità della Lazio. Ci siamo preparati in due allenamenti e domani vogliamo fare un bella gara. Domani vogliamo fare qualcosa di più rispetto a quanto fatto a Madrid: in quello stadio si fa quella partita, poi vediamo domani cosa si fa”.

“Con i nuovi acquisti non ci sono problemi, loro danno tutto e poi l’allenatore sceglie. Serve un po’ di tempo di adattamento al campionato e al livello del club. Tutti si impegnano e danno il meglio”.

“Yildiz sulle orme di Del Piero? I confronti sono sempre delicati, Del Piero ha fatto la storia. Kenan di fatto è al suo primo anno da protagonista. Per noi è un giocatore importantissimo, praticamente il più importante della rosa e gioca sempre, non è neanche facile. Ora le altre squadre si sono accorte dei pericoli che arrivano da lui. Anche in Nazionale ha giocato sempre, normale che uno vorrebbe farlo riposare, anche a causa di questo ginocchio un po’ così…”.

“Non avverto la pressione, sto benissimo, a me penso zero. Le sensazioni dopo Madrid sono positive, c’è voglia di fare, di dare, di essere squadra. Domani un bel banco di prova contro un avversario di livello”.

“Paura di un esonero? Da 0 a 10 è zero. Io me la godo, lucido nelle difficoltà, provando a fare meglio per 24 ore al giorno. Il mio unico pensiero per il futuro è quello che succederà domani, per il resto zero”.

“In attacco David ne ha fatte tre di fila. Forse hanno bisogno di continuità sì, magari c’è bisogno di giocare con più offensivi e rinunciando a solidità difensiva e questa può essere una soluzione. Se c’è fatica a fare goal si può rinunciare a qualcosa per dare qualcosa in più in un’altra zona. Uno si deve adattare alla squadra che ha, l’allenatore si deve adattare”.

“Zhegrova arriva da un anno senza giocare, l’abbiamo buttato così, poi è andato in nazionale, poi ha fatto un allenamento più pesante e si è fermato subito saltando la partita. Bisogna essere cauti, allenarlo nel modo giusto che ci può dare qualcosa, magari ultimi 20 minuti, 30 minuti”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Lottiamo con umiltà e convinzione. Rapporto con club nella norma. Infortuni? Errore solo su Dele. E sul contratto…”

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Juventus, ottava giornata del campionato italiano.

“Domani con la Juventus partita difficile. Loro tre giorni fa hanno giocato alla pari con il Real Madrid, match da affrontare con umiltà. Difficoltà da superare tutti insieme con sacrificio e sofferenza”.

“Ricordi della Juventus? Pochi, una stagione nella quale da marzo si è giocato a porte chiuse. Abbiamo visto l’ultimo scudetto in un momento difficile”.

“Tavares da domenica non si è mai allenato. Lunedì ha fatto scarico, martedì accusava dolore al polpaccio. Potrebbe essere solamente un affaticamento. Pellegrini ha fatto solo una piccola parte, è fermo da tre settimane, vediamo la reazione. Prosvtgaard è un’opzione in determinati casi. In area domenica a Bergamo arrivavano tanti palloni, il danese mi ha dato maggior impatto fisico. Ha giocato due settimane da esterno ma è un difensore esterno atipico”.

“Infortuni? Noi possiamo anche parlarne tutti i giorni. Sugli infortuni incidono tanti aspetti e nel 2025 non credo nessuno sbagli la preparazione. Ci sono fattori come alimentazione e i campi. Gigot ha fatto 1 allenamento, a Marusic è saltata aderenza vecchia cicatrice. Patric viene da operazione, Pellegrini traumatico. Rovella ha una problematica irrisolta da tre anni. Parliamo di 10 casi diversi che nulla hanno a che fare con la preparazione. Dele Bashiru l’abbiamo forzato per giocare il derby, il rischio non ha pagato: colpa nostra. Castellanos e Cancellieri sono infortuni “nuovi”, ci ha sorpreso il ko di Taty. Cancellieri ha fatto esami giovedì, con i risultati arrivati lunedì. Il Taty ci lascia pensare, è un punto interrogativo”.

“Rapporto col club oggi, c’è la fiducia? Con Fabiani ho sempre avuto un buon rapporto personale. Con Lotito parlato ieri sera, era a Formello: non si è parlato del contratto come qualcuno ha detto”.

“A Bergamo abbiamo più corso dell’Atalanta anche nella ripresa, con meno picchi sulle accelerazioni. E’ ovvio che se ha i campo tre calciatori con tre allenamenti nell’ultimo emse qualcosa paghi. ma lo ripeto, leviamo gli alibi, entriamo dentro e giochiamo. Dal pèunto di vista della personalità ottimo approccio, i 20 minuti finali abbiamo lottato, un passo avanti dal punto di vista della mentalità”.

“Noi dobbiamo avere la convinzione di poter mettere mettere sotto una squadra che ha giocato alla pari con il Real Madrid. Sfida a Tudor? La Juve a Como forse ha avuto anche una palla gol in più dei lariani. Io non credo alle sfide tra gli allenatori, dipende da chi alleni. Domani giocano Lazio-Juventus”.

“La Juve non vince dal 13 settembre, hanno un punto debole? Dobbiamo fare una gara importante perché in classifica siamo nella terra di nessuno. Da Bergamo esci con la consapevolezza di poter fare bene, poi resta lo stato dell’arte con tutte le difficoltà. Avere la convinzione di credere nel lavore che facciamo, tanta motivazione per giocare alla pari con chi ha giocato alla pari con il Real Madrid. Tenere il 100% delle energie sulla partita, senza pensare ad avversari o altro. I gialli venno preso per cose inerenti la gara, questo è avvenuto a Bergamo”.

“Isaksen e Dia? A Salerno Dia da prima punta 17 gol nel primo anno. A noi ora serve solidità, poi lavoreremo sul resto. Isaksen ha margini di crescita enormi, sta trovando continuità negli allenamenti e nelle gare. Può fare più di 1 gol ogni 10 gare (nella Lazio 9 reti in 90 presenze, ndr). L’obiettivo finale è essere competitivi per entrare nell’Europa vera. Durante il percorso ci saranno momenti dove non saremo né carne né pesce. Rovella? I tempi potrebbero essere anche più lunghi rispetto a Zaccagni. Le scelte mediche sono individuali, Rovella ha scelto la terapia conservativa. Spero che si risolva con qeusta terapia,. per noi è stata una mancanza forte. Abbiamo avuto la fortuna che Cataldi l’ha sostituito in maniera positiva”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Tringali: “Cancellieri la perdita più grave per la Lazio. Su Basic vi dico…” – (AUDIO)

La firma di Tuttosport, Francesco Tringali, è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Non Mollare Mai’, per anticipare i temi di Lazio-Juventus.

“Lazio decimata con la Juventus? Ogni settimana crescono le difficoltà per la squadra, una maledizione. Per me quella di Cancellieri, un mese di stop, è la notizia peggiore. Anche Tavares è out, ora restano solo 7 i giocatori non infortunati. Ora si aggiunge la febbre di Marusic. La mia scelta sarebbe stata il montenegrino a sinistra e Husay a destra”.

“Credo che Sarri non si fidi molto di Lazzari, credo che a Marusic venga chiesta un sacrificio importante. Isaksen? A Bergamo mi è piaciuto molto. Deve trovare la forma fisica ma secondo me a Bergamo è entrato bene, per personalità, ha fatto ammonire due avversari. Non sentire la pressione di Cancellieri credo possa fargli bene, sono segnali incoraggianti. Con Zaccagni non troppo sprintoso, il danese è ancora l’unico in campo a saltare l’uomo. Basic? Per fisicità, forzando molto, è l’unico a ricordare Sergej Milinkovic Savic. Basic sta provando a fare quello che non è riuscito a Dele Bashiru. Al croato, ad esempio, mancano le caratteristiche da incursore di Vecino”.

“La Juventus è che nonostante il cambio di allenatori mantiene una sorta di anonimato. Non diverte a livello offensivo e continua a prendere tanti gol. Col Real Madrid buona gara ma a Como altra gara anonima”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, mancano i gol e gli infortuni non aiutano: i numeri

Poche reti realizzate e un attacco in difficoltà per via degli infortunati: la situazione.

La Lazio fatica tremendamente a segnare e gli uomini d’attacco non stanno nemmeno bene dal punto di vista fisico, sottolinea il Corriere della Sera. L’ultimo problema riguarda Dia: da oltre un anno ha dolore alla caviglia destra. Giovedì non si è allenato, ieri è tornato in gruppo, ma va gestito. Per la partita con la Juve sarebbe in dubbio, ma considerata l’assenza di Castellanos, Sarri dovrà probabilmente forzare e mandarlo comunque in campo. Zaccagni si è ripreso
da un problema nell’area inguinale (dove era stato operato
in estate), il Taty resterà fermo un altro mese, così come Cancellieri. A loro si è aggiunto Nuno Tavares che a causa di uno stiramento al polpaccio sinistro dovrebbe essere indisponibile per circa tre settimane (ma si sottoporrà a nuovi esami nei prossimi giorni). Nel frattempo ha comunque recuperato Luca Pellegrini.

Tutto ciò, conclude il quotidiano, non aiuta l’attacco: in questa stagione già in quattro occasioni la Lazio è rimasta a secco di gol. Nell’ultima edizione del campionato era rimasta a secco quattro volte solo dopo 26 giornate (ora ne sono state giocate solo 7…). Pedro, capocannoniere dell’ultima stagione, nei 249 minuti stagionali non ha ancora segnato. Il suo ultimo gol risale a maggio. Zaccagni, il capitano, è a quota due reti (in 502 minuti), ma prima aveva segnato per l’ultima volta a inizio marzo: di fatto ha colpito due volte negli ultimi 1350’ giocati. Dia non riesce a segnare da agosto: in campionato ha colpito solo il Verona (in 380’ totali), in tutto può vantare una sola rete negli ultimi 685’ in A. Discorso simile per Castellanos: il Taty in questo campionato è a quota 2 reti in 430 minuti, ma, considerando anche lo scorso torneo, è a 2 negli ultimi 935. Troppo poco. L’unico laziale a segnare con continuità è Cancellieri: con 3 gol in 413 minuti segna, in media, ogni 137’. Lui il miglior marcatore della Lazio fino a questo momento. Eppure è infortunato. Fotografia perfetta di una situazione
precaria.

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RASSEGNA STAMPA

Flaminio, spunta l’ipotesi della cessione alla Lazio: le ultime

Lotito continua a lavorare per lo stadio: gli sviluppi della vicenda.

La Lazio spinge per avere il Flaminio ed il Comune di Roma sta provando ad andare incontro alle esigenze di Lotito. Fogli in mano, è tempo di valutazioni. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, come trapela dagli scambi tra avvocati, il documento contempla anche l’ipotesi che porterebbe alla cessione dello stadio alla Lazio.


L’iter immaginato per la Lazio, si legge, doveva essere lo stesso avviato dalla Roma per l’area di Pietralata. Poi il presidente biancoceleste e senatore forzista ha cambiato idea. Adesso piace il modello già visto per Udine e Milano: va di moda il diritto di superficie. Una procedura diversa dalla concessione e incompatibile con il primo studio di fattibilità presentato in Campidoglio da Lotito. Ma, assicura il parere, comunque percorribile. Burocrazia e politica. Anche la seconda avrà il suo peso se si deciderà di andare avanti. Perché l’opzione che tanto piace al patron laziale prevede un passaggio non banale: lo stadio Flaminio è un bene sotto tutela e per svincolarlo serve una richiesta del Comune allo Stato. Magari con l’assicurazione di avere già in tasca il placet della Soprintendenza. Nessuno vuole imbarcarsi nell’impresa se c’è il rischio che alla fine non vada in porto.

A quel punto, conclude il quotidiano, se arrivasse il via libera, le possibilità sarebbero due. La prima è la vendita del Flaminio alla Lazio, che dovrebbe presentare un’offerta pari al prezzo stabilito dal Demanio o dall’Agenzia delle entrate. La seconda è l’attivazione dell’iter che va sotto l’etichetta “diritto di superficie”: il Comune affida al privato, in questo caso la Lazio, lo stadio da ristrutturare in cambio di una contropartita economica. Senza quindi perdere il controllo del bene. In astratto, tutto è possibile. Nel concreto è il Campidoglio di Gualtieri a dover decidere se avviare l’iter che può portare allo svincolo del Flaminio. Si deciderà nei prossimi giorni, dopo che il primo cittadino avrà letto e metabolizzato il dossier dell’avvocatura capitolina. A quel punto inizierà la fase del confronto con Lotito. Un faccia a faccia per capire quale sarà il grado di impegno che il presidente della Lazio assicurerà. Stando alle voci, dovrebbe essere alto. L’operazione permetterebbe infatti al patron biancoceleste di poter patrimonializzare lo stadio. Ovvero metterlo a bilancio, rendendo improvvisamente più ricca la sua Lazio. E appetibile, se mai volesse decidere di cedere il club.