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RASSEGNA STAMPA

Lazio, annata da dimenticare per Dia: addio al Mondiale

Era uno dei nomi in bilico, poi è stato escluso da Thiaw.

L’attaccante non è stato inserito tra i convocati per il Mondiale: escluso da Thiaw, che ha depennato il suo nome dalla lista. Era uno di quelli in bilico: già in Coppa d’Africa, con il Senegal arrivato fino alla finale con il Marocco, l’attaccante biancoceleste era stato schierato per soli 37 minuti (una presenza nel girone contro il Sudan). L’ultimo gol in nazionale, sottolinea il Corriere dello Sport, risale all’11 ottobre 2024. Dia ha pagato la pessima annata con la maglia del club: 2 reti in 29 partite totali, in campionato con il Verona ad agosto, in Coppa Italia con l’Atalanta a marzo. Troppo poco per convincere il ct del Senegal.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Pancaro: “Situazione inverosimile, manca consapevolezza e la Lazio ha perso credibilità”

GIUSEPPE PANCARO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La situazione attuale della Lazio è veramente inverosimile. Siamo arrivati al limite, bisogna che la società faccia qualcosa perché tutto ciò non è più sopportabile. Un mio presidente non ha mai detto cose simili pubblicamente, per questo dico che si è superato il limite. Alcune cose si fa fatica a credere siano vere. Rimango senza parole, è difficile commentare una situazione del genere. Purtroppo la Lazio sta perdendo sempre più credibilità, dispiace anche per quello che stanno subendo i tifosi: il dolore che stanno subendo nel vedere la propria squadra in queste condizioni, con la sensazione che non ci sia mai fine al peggio, è il problema più grosso. E disertare lo stadio lo dimostra.

C’è una sensazione di confusione, mancanza di programmazione e di futuro, è ciò che al momento sta creando più dolore ai tifosi. Non c’è lettura obiettiva delle situazioni: una stagione sbagliata può starci, ma serve consapevolezza della squadra che si rappresenta. La squadra di calcio esiste grazie ai tifosi e un presidente deve esserne consapevole, il rapporto con la tifoseria va messo al primo posto. E se i tifosi decidono di disertare in massa lo stadio bisogna capire che qualcosa non va e bisogna trovare una soluzione. 

Non saprei cosa aspettarmi dalla Lazio il prossimo anno. È scontato dire che oggi la Lazio abbia perso appeal, non solo rispetto ai miei tempi ma anche rispetto al passato, quando giocatori e allenatori avrebbero fatto carte false per venire a giocare e allenare alla Lazio. In questo momento uno ci pensa due volte per forza di cose, per quanto la Lazio rimanga sempre la Lazio. Con Sarri il divorzio era annunciato per me: penso che allenatore e società debbano prendere ognuno la propria strada per il bene della Lazio perché non si può pensare a un’altra stagione con lo stesso rapporto e con la stessa comunicazione. Separarsi è la scelta migliore”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Lazio, Agostinelli: “Tifosi-Lotito, Ko definitivo. Squadra senza attributi? No, senza qualità” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Mi aspettavo che prima o poi Lotito si riprendesse la scena con dichiarazioni non concilianti. Ma certo, non che gettasse tutta questa benzina sul fuoco. Ho avuto l’impressione che la sua reazione rabbiosa sia da addebitare a quanto ha sofferto tutta questa situazione. Così, è chiaro, dissenso e malumore aumentano ulteriormente. Questo è un braccio di ferro senza fine, questo è il colpo del Ko definitivo. Possibile mai che un passo indietro debba essere considerato un segno di debolezza? E di passi indietro, nel tempo, i tifosi ne hanno fatto diversi. Non vedo una via d’uscita, ormai la partita da vincere non sono più le partite.

Squadra senza carattere? Purtroppo manca la qualità. Se avesse parlato di mancanza di reazione sarebbe stato diverso, ma messa così ci sono due errori. Non si attacca mai il giocatore nello specifico e le difficoltà vanno attribuite alla mancanza di qualità della squadra”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Casinelli: “Lazio, tifosi insultati e mortificati. Se potessi tornare a 22 anni fa preferirei…” (AUDIO)

FABRIZIO CASINELLI (Dir. Comunicazione Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Sono tanto disperato perchè nella Lazio non vedo luce, ma solo un tunnel che si protae. Mi sento mortificato, rassegnato e preso in giro, in un momento di grossa difficoltà calcistica rispetto al mio stato d’animo nei confronti di questa società.

Parole Lotito? Manca educazione e rispetto. Il calcio muore quando viene meno il rapporto tra il tifoso e le propria società. Non è solo un modo di dire, concettualmente è quello che sta avvenendo alla Lazio. Senza questo fondamento tutto è finito. Se non si comprano giocatori all’altezza di Roma poi alla fine queste sono le conseguenze sportive. Il mio sogno è che domani mattina arrivi un fondo o un signore con tanti soldi. Il problema è che Lotito non vuole neanche farsi aiutare. Vista la situazione devo trovare il modo per restituire un sorriso ai tifosi.

Lo dico, pur sapendo di farmi tanti nemici: se potessi tornare indietro a 22 anni fa sceglierei di ripartire dalla serie C pur di non vivere questa situazione. Lo dico dopo, ovviamente, ma arrivo a dire che sarebbe stato meglio un percorso azzerato come quello del Napoli. Sono mortificato ed insultato sistematicamente”.

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DICHIARAZIONI

L’addio di Pedro: “Mi pesa lasciare questa maglia. Auguro il meglio a tutti voi e alla Lazio”. Lotito: “Un onore” (VIDEO)

Il campione spagnolo ha salutato ieri i compagni di squadra e tutto il team con una festa.

“È una giornata speciale, un giorno un po’ triste perché finisce qui la mia storia alla Lazio ma allo stesso tempo felice perché sono molto contento di essere qui con tutti voi. Ho condiviso tutti questi anni insieme a voi ragazzi, e mi avete sempre trattato nel migliore dei modi possibili. Mi avete fatto sentire molto importante e questo per me vale tantissimo. Auguro sempre il meglio a tutti voi e alla Lazio. Grazie per essere qui, ai familiari e a ognuno di voi: per me è davvero molto speciale.

Non voglio parlare troppo, ma auguro il meglio a questa famiglia. Sono sicuro che resterà sempre qualcosa di mio anche qui. Ho avuto la fortuna di vivere tanto questa maglia e lasciarla mi pesa. Però me ne vado con la testa alta, perché ho dato tutto. Mi avete sempre fatto sentire un giocatore importante, e questa per me è una famiglia vera. Sento tanto rispetto e tanta stima per questo gruppo. La festa adesso non finisce, inizia. C’è anche da ballare. Grazie a tutti quelli che hanno organizzato questa serata. Spero che vi stiate godendo questo momento insieme a me. Grazie mille a tutti e forza Lazio”.

Le parole del Presidente Lotito alla festa di Pedro: “Per me è un onore essere qui oggi. Ho voluto testimoniare la mia presenza per onorare un campione che rappresenta la storia del calcio e che incarna un modello di vita e un modello sportivo. Vorrei che tutto questo restasse impresso nei nostri cuori, perché Pedro deve essere un esempio per tutti. Non l’ho mai sentito alzare la voce, non gli ho mai visto un atteggiamento sbagliato. È sempre stato il primo ad andare in campo ad allenarsi, e il risultato si è visto: ha sempre giocato con la testa, dimostrando che il calcio ha bisogno di intelligenza prima ancora che di tecnica.

Essere qui stasera è un onore, perché testimonio la mia vicinanza a un grande campione, a una persona che è campione anche nella vita. Pedro è un esempio di dedizione, di determinazione, della voglia di non fermarsi mai. È stato un punto di riferimento, sempre in silenzio, senza mai alzare la voce. Ha tracciato un percorso importante alla Lazio, anche nei momenti più difficili, e lo ha fatto con coraggio, dimostrando che con il sacrificio, le capacità, lo spirito di gruppo e la voglia di vincere si possono raggiungere risultati straordinari. Lo ha testimoniato vincendo tantissimi trofei in carriera. Grazie per quello che hai fatto e per quello che hai dato alla Lazio. Grazie a tutti voi, buona serata. Scusatemi, purtroppo ho un’altra cena meno piacevole”.

Di seguito le parole nella sua lettera d’addio“Oggi è un giorno molto triste per me perché dico addio a questo bel percorso e alla splendida famiglia laziale. Vorrei ringraziare tutti i tifosi, i calciatori, gli allenatori e tutta la società, dipendenti e collaboratori compresi, per avermi permesso di far parte della storia gloriosa di questo club.

È vero che non ho portato trofei a questa che considero una casa meravigliosa, ma ho sempre difeso questa maglia con coraggio, umiltà, ambizione e passione, insieme ai miei compagni di squadra. Sono sicuro che presto si festeggerà qualcosa di importante con questi grandi uomini e calciatori. Ogni volta che entravo in campo ho alzato lo sguardo, ammirando fiero il nostro popolo.

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Pisa a Ferrieri Caputi

La designazione arbitrale della 38ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Lazio-Pisa alla signora Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione di Livorno.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Niedda ed Emmanuele: Di Marco sarà il IV ufficiale mentre Ghersini e Piccinini sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 2° incrocio tra Ferrieri Caputi e i biancocelesti, una vittoria, così come con i toscani, una sconfitta.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “La situazione sta sfuggendo di mano. Politica e istituzioni, è giunto il momento di intervenire” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Voglio parlare di quello che dovrebbe avvenire da domani in poi. Mi rivolgo alla politica e alle istituzioni: è giunto il momento di intervenire, la situazione sta sfuggendo di mano. La situazione è seria, non la facciamo diventare preoccupante e pericolosa. Nessuno può dire ai tifosi che sono dei ‘stronzi’, se lo dico io dopo un’ora ho la polizia in casa. Non posso dire ai giocatori che ‘si cacano sotto’, per poi, tra l’altro, andare due ore dopo alla festa di Pedro.

Il palazzo qui sta andando in fiamme e qualcuno è in giardino a potare le piante, interveniamo prima che sia troppo tardi

L’allenatore non è mai stato un problema e non lo sarà, quindi è superfluo anche parlarne. La Lazio venderà i calciatori migliori per fare cassa e risparmiare sugli ingaggi. Arriveranno giocatori sconosciuti, o a parametro zero, che guadagneranno poco. Fabiani disse che si sarebbe dimesso in caso di fallimento, sto aspettando la lettera di dimissioni”.

Qui ci sono problemi urgenti e parliamo di Flaminio, un progetto futuribile”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE …’ – Lazio, Cardone: “Le parole di Lotito sono una ferita. Ente morale e poi? Ha perso i freni inibitori” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Le dichiarazioni di Lotito? Quelle parole, per forma e contenuto, producono una ferita. Parla di ente morale che però contrasta con quel linguaggio e quelle offese nei confronti dei tifosi della Lazio e dei giocatori. Siamo in un caos disorganizzato. Il primo pensiero che ho fatto è che queste parole vengono pronunciate da un senatore della Repubblica. Questa è una situazione che di razionale non ha più nulla. In questo astio, ormai radicato e reciproco, ha perso ogni forma di freni inibitori. Il rapporto con la tifoserie a è completamente irrecuperabile e ogni volta che parla è uno sfogo contro.

Lotito aveva già parlato in un certo modo dei calciatori e non pensate che tutti loro hanno fatto finta di niente. Quella telefonata aveva colpito molto nello spogliatoio, anche se non ci sono state reazioni eclatanti”.

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RASSEGNA STAMPA

Intanto Sarri tiene il Napoli in sospeso: Atalanta in forcing, il Comandante prende tempo

La situazione tra il Napoli e Sarri è diventata più scomoda ieri, al culmine di una giornata in cui la posizione dell’allenatore scelto per sostituire Conte non è cambiata rispetto a martedì. O comunque non è cambiata in meglio: quello che al Maradona, all’epoca San Paolo, avevano battezzato il Comandante non ha sciolto il groviglio di dubbi che finora gli ha impedito di accettare la proposta di De Laurentiis e Manna. Un biennale con opzione sul terzo anno e soprattutto la prestigiosa eredità di Antonio in panchina nell’anno del Centenario. Il pressing dell’Atalanta e l’offerta di Giuntoli, prossimo a diventare il direttore delle operazioni tecniche della Dea, evidentemente hanno creato un solco importante e ampliato le distanze. E così quella deputata a diventare la giornata dell’avvicinamento, s’è invece trasformata in quella dell’allontanamento. Dire che da ieri Sarri sia più distante dal Napoli significa fotografare la realtà: probabilmente oggi sarà più chiaro se il revival salterà definitivamente, ma di certo non sono stati compiuti quei passi che il club s’aspettava. De Laurentiis ha fretta: di capire e di individuare un allenatore pronto a guidare la squadra con entusiasmo e ambizione in un momento speciale. Un gruppo forte, pieno di talento e pronto a ripartire dopo un biennio di vittorie e grandi sacrifici. E così è stato anche intensificato il lavoro su altri fronti: innanzitutto Massimiliano Allegri, l’uomo che con Conte ha dominato la scena degli ultimi sedici anni del calcio italiano, già un’estate fa bloccato con la penna tra le dita dopo la decisione di Antonio di proseguire l’avventura dopo lo scudetto. E poi Vincenzo Italiano, un vecchio pallino, un profilo mai sparito dai radar tinti di azzurro attraverso le epoche di Spezia e Fiorentina. Le rispettive situazioni con il Milan e il Bologna sono coperte dalle nuvole. Il Napoli lavora.Calciomercato Napoli

Sarri nella morsa di una Sirena e di una Dea: Parthenope e Atalanta, Napoli e Bergamo, Aurelio e Cristiano. Il trio di ieri che oggi è un triangolo. Le prospettive sono diverse a cominciare da Champions e Conference :dopo una stagione infernale alla Lazio – ieri riunita alla festa di addio di Pedro senza Maurizio, unico assente – certe riflessioni che coniugano passato, presente e futuro sono comprensibili. Fanno anche rima con scelte di vita: tutto legittimo e da rispettare. Ma il Napoli, dicevamo, ha una fretta del diavolo di programmare il futuro e non può permettersi frenate: ha accontentato Sarri su tutta la linea ma a questo punto è ovvio che non aspetterà più di tanto. O magari non aspetterà più. Corriere dello Sport

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Lazio, una squadra sempre più smontata. E Lotito incentiva la smobilitazione

Il puzzle attuale, con tutti i tasselli completi e sistemati, non è che abbia ottenuto risultati eccezionali. Il problema, in ottica estiva, è che rischiano di cadere tanti altri pezzi, alcuni fondamentali per la rosa. Una Lazio smontata, ancora di più. Scadenze vicine e pericolose. La difesa è il reparto che ha dato risposte migliori e il primo che preoccupa per i nomi in ballo. Gila e Romagnoli con il contratto che termina nel 2027, la loro coppia ha rappresentato il punto di forza della squadra e adesso simboleggia quello debole in vista del prossimo mercato. Senza pensare che Romagnoli, uomo-guida della linea di Sarri, ormai prossimo all’addio, aveva in realtà già salutato a gennaio, non fosse stato per la diatriba con la società legata alle ultime mensilità a cui si è rifiutato di rinunciare. Affare fatto con l’Al-Sadd, poi saltato l’ultimo giorno della sessione invernale dopo smentite e comunicati, confronti accesi a Formello e nuove tensioni tra le parti. 

Il futuro di Romagnoli e Gila

Tra poco si capirà se i qatarioti si rifaranno sotto con convinzione centrando un acquisto a quel punto soltanto rinviato di 6 mesi. La Lazio deve decidere cosa fare a un anno dallo svincolo a parametro zero. Il discorso si complica nel caso di Gila: nessuna possibilità di rinnovo, cartellino dal valore più alto, ma anche il 50% dell’eventuale cessione da riconoscere al Real Madrid come pattuito del 2022. Sullo spagnolo c’è l’interesse di diversi top club, in Italia ci hanno pensato soprattutto Inter e Milan, Lotito e Fabiani sperano in un’asta che possa portare nelle casse una cifra importante da reinvestire per il sostituto. Nei ragionamenti, così non fosse, non va esclusa l’idea di una permanenza fino a scadenza. Vanno tenuti in considerazione gli aspetti tecnici ed economici. Lazio

I giocatori che potrebbero salutare

Gila e Romagnoli in uscita, non finisce qui. In difesa Marusic è l’unico ad aver rinnovato e certo di rimanere (prolungamento fino al 2028, con opzione 2029). Hysaj si libererà dal 1° luglio, come lui Basic a centrocampo e Pedro in attacco, dove non sarà riscattato Maldini dall’Atalanta (ci sarebbe stato l’obbligo a 14 milioni in caso di qualificazione europea). In bilico, per ovvi motivi, ci sono tutti gli altri in scadenza nel 2027: Patric, Cataldi, Gigot, Lazzari, Pellegrini, Cancellieri e Provedel, che potrebbe finire all’Inter come nuovo dodicesimo di Chivu. Uno smantellamento progressivo già iniziato a stagione in corso con la partenza di Castellanos e Guendouzi. Mezza rosa medita l’addio, volutamente o forzatamente. Anche Tavares e Isaksen erano nella lunga lista dei calciatori finiti in discussione a gennaio. Le nuove valutazioni dipenderanno dalle offerte che verranno recapitate, in parte dal tecnico che prenderà il posto del Comandante. Le possibili modifiche della rosa, in attesa di conoscere i margini di manovra sul mercato, destano apprensione e inquietudine. Le parole di ieri di Lotito possono accentuare la frattura con lo spogliatoio e incentivare la smobilitazione. Pochissime certezze, interrogativi a non finire. La Lazio è un puzzle che si sta smontando un pezzo alla volta senza che ci sia la forza di ricostruirlo. Corriere dello Sport