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CALCIOMERCATO

Lazio, Insigne più lontano: le parole dell’agente e gli scenari

Un matrimonio complesso che potrebbe non iniziare mai. Lorenzo Insigne è una suggestione per la Lazio in un momento difficile con il mercato bloccato. L’ex Napoli, svincolatosi da Toronto a giugno, ha avuto contatti con Sarri e vorrebbe tornare a lavorare con il Comandante, ma non è disposto ad aspettare fino a novembre come minimo. “Stiamo lavorando, da qui a poco ci sarà un annuncio e tra le ipotesi c’è anche un ritorno in Serie A. Valutiamo tutta l’Europa, ma ci sono interessamenti anche da club di serie A” dice l’agente di Insigne Andrea D’Amico che ha la volontà forte di rimettere in gioco lo stesso Insigne tra Italia ed estero. Le proposte non mancano e per questo la Lazio deve provare ad accelerare. Il problema non è economico, il problema deriva dal blocco del mercato e dal sogno nazionale che Insigme continua a cullare.”Tornare in Italia sarebbe un sogno e una prospettiva, ma credo che potrebbe essere una risorsa per la squadra che lo prenderà oltre che per l’Italia anche perché Gattuso lo conosce benissimo” continua D’Amico.

“Sarri non ha mai nascosto il suo gradimento il problema della Lazio è legato ai calciatori in scadenza di contratto per cui quando risolveranno questa cosa se ne potrà parlare, ma penso che si arriverà a una soluzione molto prima” è lo stesso agente di Insigne a spiegare come il tempo sia tiranno per la Lazio in questo momento. Quando si risolverà il problema Insigne avrà trovato una nuova squadra, a meno che la Lazio non gli possa garantire da subito la possibilità di allenarsi a Formello. Ad oggi questa condizione non è praticabile, Insigne non può allenarsi nel centro sportivo biancoceleste e per questo la Lazio rischia di perdere l’ex Napoli, che ha proposte in Italia da Parma e Fiorentina. Tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

Lazio, per Ruggeri irrompe la Carrarese

Fabio Ruggeri è tra i giovani convocati da Maurizio Sarri per il ritiro estivo della Lazio, che prenderà il via a Formello con 31 elementi. Insieme a lui, tra le nuove leve ci sono anche Renzetti, Pinelli e Sana Fernandes. Ma per il difensore classe 2004 il futuro potrebbe essere ancora lontano da Roma: su di lui i campani della Juve Stabia, ma anche Carrarese e Ternana. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, su Ruggeri della Lazio è piombata con prepotenza più delle altre proprio la Carrarese. I gialloblù vorrebbero portarlo a Carrara con l’obiettivo di rinforzare la difesa di Antonio Calabro e, magari, puntare a centrare l’obiettivo playoff.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ottimizzatore. Modulo con trequartista se Dele non svolta. E se Insigne…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A Frosinone contro l’Avellino ho visto una Lazio più vicina a quella dell’ultimo Sarri piuttosto che di quella più efficace del secondo anno. In particolare dal punto di vista della produzione offensiva. Si fraseggia molto, anche se ho visto una buona prima mezzora dal punto di vista del ritmo. Queste gare servono per mettere a punto delle cose, non poteva essere un esame probante per la difesa, anche se da Provstgaard arrivano buone sensazioni. E’ solido, è chiaro per lui è una fase importante anche perché Patric è alle prese con un nuovo problema, questa volta muscolare. Ora la preoccupazione maggiore per Sarri è in vista dell’esordio a Como. In difesa, senza Patric e Romagnoli (squalificato, ndr), ha la necessità di avere un centrale dominante che guidi la linea insieme a Gila. Vediamo che segnali arrivano nei prossimi giorni da Patric, con queste poche garanzie fisiche è difficile pensare di liberarsi tramite il mercato di Gigot.

Cataldi a metà campo è quello che garantisce maggiore ordine. Per caratteristiche è un po’ come il Jorginho del Napoli. Se dovessi immaginare già adesso il trio di centrocampo per Como, punterei su di lui, Guendouzi e Rovella come mezzala alla Allan.

Quello di oggi è un Sarri meno rigido rispetto alla versione precedente. Anche lui ha confessato che sta pensando ad alternative tattiche. Se non dovesse avere indicazioni positive da diversi giocatori, Dele-Bashiru e gli esterni in particolare, è pronto a cambiare anche il sistema di gioco per ottimizzare le risorse che ha, andando verso un modulo con il trequartista. Pensando a gennaio, con il possibile arrivo di Insigne, per esempio, si potrebbe virare su un 4-3-2-1 con Zaccagni ed Insigne o Pedro dietro uno tra Dia e Castellanos. Sull’ex capitano del Napoli, l’agente ha fatto sapere che a breve ci possa essere un annuncio per il suo assistito. Nel caso della Lazio, dovrebbe aspettate diversi mesi per il tesseramento a patto di potersi, nel frattempo, allenarsi con la squadra”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la sfida di Sarri: “Andiamo oltre i nostri limiti”

Niente alibi, niente distrazioni. Almeno internamente, il mercato bloccato non è da vedersi come una zavorra, ma come un’opportunità. Un’occasione per conoscersi meglio, per stringersi, per crescere davvero. Ma soprattutto, per mettersi in gioco. È questo il messaggio che Maurizio Sarri ha ribadito al gruppo, sia prima che dopo l’amichevole di Frosinone contro l’Avellino, vinta 1-0 al 92’ con un rigore trasformato da Guendouzi. Quello al Benito Stirpe è stato il test che ha simbolicamente chiuso il ritiro a Formello, un periodo in cui il Comandante ha ribadito più volte al gruppo lo stesso mantra: «Dobbiamo sfidare noi stessi. Le difficoltà si possono affrontare in modo negativo, con gli alibi, oppure in modo positivo, facendo gruppo». 

Lui, neanche a dirlo, ha scelto la seconda via. E ha chiesto ai suoi di fare lo stesso. Il blocco del mercato, frutto delle ormai note vicende legate all’indice di liquidità e all’impossibilità di intervenire in entrata, ha costretto la Lazio a rivedere piani e strategie. Ma per quanto possa essere un fattore che evidentemente sta incidendo su tutto, non può e non deve rappresentare un freno all’ambizione individuale e collettiva. Non serve prefissarsi obiettivi di classifica, sarebbe forse controproducente. Certo, l’idea è quella di migliorare i due settimi posti conquistati nelle ultime stagioni. E per riuscirci occorre che dia molto di più chi già c’era, senza contare su risorse esterne. «Se non potremo migliorarci attraverso il mercato – ha spiegato il tecnico – allora lo faremo con l’allenamento». Una sorta di dichiarazione di guerra alla rassegnazione, al vittimismo. Una chiamata collettiva alla responsabilità, rivolta a ogni singolo giocatore. Sarri vuole una Lazio concentrata solo su sé stessa, capace di isolarsi dal rumore del mondo esterno e guardarsi dentro. Ogni elemento della rosa dovrà affrontare una sfida personale. Contro sé stesso, perché ad oggi è l’unico duello che conta davvero: superare i propri limiti, scrollarsi di dosso la mediocrità, tornare a somigliare a una squadra che ha l’Europa nel DNA. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, mal di gol attaccanti: Sarri studia la soluzione

La Lazio segna poco, e lo scorso campionato lo ha già provato. I biancocelesti fanno fatica a segnare, in area di rigore gli attaccanti producono poco e i gol sono quelli che sono. Per questo Maurizio Sarri è a lavoro per invertire la tendenza e aumentare la capacità realizzativa dei suoi attaccanti.

Come riporta Il Messaggero stamattina, la Lazio segna poco. Si tratta di un mal di gol che va avanti da tempo, e non si riesce a sbloccare. Il Comandante sta cercando d’inventarsi un antidoto per sopperire all’assenza di un Mago e adattarsi alle caratteristiche di un organico poco in linea col suo calcio. 

I biancocelesti devono tornare a occupare l’area per fare gol. Se non si segna, non si vincono le partita. Sembra un assioma molto semplice e scontato, ma nel calcio diventa tutto. Castellanos non sarà mai un cecchino e il ritorno di Dia non potrà risolvere tutti i problemi offensivi della Lazio. Ma per questa ragione, in questa situazione ancor di più, rinunciare a uno dei due sarebbe impossibile. In attesa, poi, del mercato di gennaio.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Noslin sul filo: in Turchia cerca la rimonta

Maurizio Sarri si troverà presto a dover decidere come organizzare la sua trequarti e, se su Isaksen è parso sicuro nel Clinic di Castiglione della Pescaia, resta l’incognita dell’ultimo slot disponibile (cambio per gli esterni e falso nueve) ecco che potrebbe entrare in scena Tijjani Noslin, quasi come un “Mertens” dei tempi del Napoli, ma occhio alla possibile concorrenza di Matteo Cancellieri. 

Come riporta il Corriere dello Sport stamane, Noslin potrebbe essere uno dei tagliati da Maurizio Sarri per la prossima stagione e per questo la mini tournée in Turchia assume ancora più importanza. Contro l’Avellino si è procurato il rigore decisivo, ora deve dare continuità di prestazione. Per l’olandese la permanenza è appesa a un filo, dipende tutto da lui.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Zaccagni: «Ci sono mancati i tifosi. Capitano? Decide il club». Rovella: «Ho ricevuto attenzioni. Daremo l’anima per l’Europa»

La Lazio batte l’Avellino con un rigore di Guendouzi nel recupero e chiude ufficialmente il ritiro di Formello. La partita del “Benito Stirpe” di Frosinone ha dato a Sarri qualche discreta indicazione, ma è stata soprattutto l’occasione per far mettere all’intera rosa qualche minuto nelle gambe. Dopo il rientro nella Capitale, il tecnico spera di recuperare Patric, Dia e Gigot e lasciare a casa il solo Isaksen (mononucleosi). Martedì, infatti, la squadra partirà alla volta di Istanbul, dove è attesa mercoledì dal Fenerbahce di Mourinho e sabato dai campioni di Turchia del Galatasaray.

IL PLAY DI SARRI – Al termine della prima fase di preparazione, dalla zona mista dello stadio hanno preso la parola due dei leader dello spogliatoio: Nicolò Rovella e Mattia Zaccagni hanno ritrovato l’allenatore che li ha voluti a Roma. «Ci siamo chiusi due settimane nel centro sportivo e abbiamo svolto tante doppie sedute, dopo aver smaltito la delusione dell’ultimo anno:l’obiettivo è solo uno, riuscire a riportare la Lazio in Europa», ha esordito senza mezzi termini l’ex Monza. «Il mister mi ha chiamato prima del ritiro, è un maestro. Mi vede vertice basso, io lì mi trovo benissimo, ma devo migliorare sia in fase difensiva che in costruzione, oltre che in fase realizzativa. Sarri predilige un palleggio corto, lavoriamo sul possesso e saliamo tutti insieme. Le sue richieste difensive sono molto più difficili e i calciatori che non hanno lavorato con lui dovranno imparare in fretta», ha ammesso il numero 6, dimostrando di avere le idee chiare. «Il blocco del mercato non è un alibi, anzi: noi dobbiamo essere 26 giocatori umili che seguono il mister e danno anima e corpo in campo. Io ho giocato due stagioni in crescendo, lavorerò per essere convocato al Mondiale dall’Italia di Gattuso. Ho ricevuto attenzioni, ma mi sento un leader qui e sto bene alla Lazio». La chiosa è una carezza ai sostenitori biancocelesti, vicini alle 27.000 tessere. «I nostri tifosi sono fantastici, c’è poco da dire. In un momento complesso, stanno facendo una marea di abbonamenti. I tifosi laziali sono speciali. Noi sappiamo che ci saranno sempre e siamo felici di averli con noi».

CAPITAN ZACCAGNI – Negli ultimi giorni si comincia a parlare della fascia di capitano: all’arrivo di Baroni molti senatori dello spogliatoio votarono per Cataldi, poi finito alla Fiorentina. Per stessa ammissione di Sarri in conferenza stampa, Zaccagni dovrà essere confermato capitano dallo spogliatoio. In attesa della decisione definitiva, il numero 10 ha parlato ai cronisti presenti. «Siamo arrivati molto imballati dal lavoro di queste settimane. Oggi è passato un mese dal mio intervento, non pensavo di poter giocare un tempo. In ritiro ci è mancato l’affetto dei tifosi, ad Auronzo di Cadore li sentivamo vicini. D’altra parte, lavorare a casa ci facilita molte cose». Dopo un anno e mezzo, l’ex Verona ha riabbracciato il “Comandante”. «Mi sono sempre trovato bene col mister, l’ho visto molto carico e gioioso. So che avrebbe voluto lavorare su più moduli, ma per il momento stiamo provando solo il 4-3-3, perché per i nuovi assorbire in poco tempo le sue indicazioni è complicato». La fascia non deve diventare un tema spinoso, Zaccagni lo aggira sapientemente. «Non ne so nulla, leggo davvero poco. Farò quello che mi dirà la società, per me è un onore indossarla e ne sono contento», ha glissato. Il blocco del mercato non sarà un problema, tutt’altro: «Per noi e per tutti è stata una sorpresa, ma il mister ci ha chiesto di prenderlo come una sfida e noi lo faremo».

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Avellino-Lazio (0-1): Noslin-Guendouzi spezzano la noia allo scadere. Sarri sbuffa, l’attacco non sfonda. Male Dele, riecco Nuno-Zac (Cap) (FT)

FROSINONE – Zaccagni dall’inizio con fascia da capitano, Mandas preferito a Provedel e la carica dei tifosi biancocelesti tra la contestazione a Lotito (dall’inizio alla fine) all’appello alla squadra (“Ogni gara una battaglia, onorate sempre la nostra maglia”). Quando sta per chiudersi il primo tempo di Avellino-Lazio già ti rendi conto che le cose più suggestive e notiziabili sono arrivate in apertura di serata. La prima vera uscita di ritorno di un Sarri non contento di gioco, costruzione, pressione, di come Hysaj in un paio di circostanze si è fatto sorpassare da Milani e da come Dele-Bashiru abbia faticato a trovare quelle posizioni utili per dare imprevedibilità ad una fase offensiva con pochi sbocchi. Primo tiro in porta del match innocuo di Vecino al 23’, lo stesso uruguaiano che 2’ ha messo nelle condizioni Castellanos di realizzare con un grande stacco. Spintarella veniale e severa decisione di annullare il vantaggio. Il brivido finale della prima frazione è targato Gila (chiusura provvidenziale al 30’ su buco di Hysaj) che scheggia la traversa con un destro dal limite sugli sviluppi di un angolo. Questo e poco altro: manovra sarrista nella circolazione ma piatta nell’esecuzione. Poca superiorità numerica creata, poca qualità a metà campo ed uno sviluppo decentrato a sinistra dove Tavares e Zaccagni iniziano a riprendere la connessione. Poco impegnato Mandas: solo a metà primo tempo la squadra si è un po’ disunita lasciando dei varchi centrali pericolosi. Provstgaard elegante nell’impostazione, applicato nel tenere la linea.
LAZIO PRIMO TEMPO: (4-3-3): Mandas; Hysaj, Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Vecino, Rovella, Dele-Bashiru; Zaccagni, Castellanos, Pedro.

Nella ripresa Sarri cambia 8/11 di Lazio e trova subito sussulti esterni: prima Lazzari, poi Pellegrini assistono le prime due opportunità della ripresa. Castellanos gira in bello stile alto, mentre Vecino spreca a pochi passi di testa. Rispetto al primo tempo c’è maggiore pressione, più aggressione sul portatore di palla ed il tentativo di recuperare il pallone prima. Difesa più alta e qualche spazio in più per le ripartenze irpine. Ma il pericolo per Provedel arriva da un piazzato velenoso di Palumbo al 60’: reattivo l’estremo difensore. Il test scivola via con fasi di stasi fisiologiche, ci prova Lazzari ha creare scompiglio su un out di desta più attivo dei primi 45’. Noslin nel frattempo fa le veci di Dia al centro dell’attacco (al posto di Taty), Cataldi – capitano della seconda parte – prova le sue giocate verticali, Belahyane prosegue l’addestramento da mezzala, ma è Lescano all’82’ a svirgolare il pallone del vantaggio a sorpresa dei campani. Più Avellino che Lazio negli ultimi minuti ed un trend impigrito dai pochi tiri in porta dei biancocelesti (tre nel primo tempo, zero nel secondo). Finisce a reti bianche… anzi no! Al 91’ sale in cattedra Noslin. Ecco il segnale dell’olandese che esorcizza i rigori, costruendo con una grande serpentina in area il gol vittoria dal dischetto di Matteo Guendouzi. Destro all’angolino e portiere spiazzato. Sarri di cortomuso a tempo scaduto: ora gli esami turchi.

LAZIO SECONDO TEMPO (4-3-3): Provedel Lazzari Marusic Romagnoli Pellegrini; Guendouzi Cataldi Vecino (61’ Belahyane); Cancellieri Castellanos (61’ Noslin) Pedro (61’ Basic).

MARCATORI: 92’ Guendouzi (rig.)

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Avellino-Lazio, le formazioni ufficiali: Mandas e Zac dall’inizio, ancora Provstgaard con Gila

LE FORMAZIONI UFFICIALI

AVELLINO: Iannarilli, Palmiero, Russo, Crespi, Palumbo, Sounas, Cancellotti, Enrici, Milani, Manzi, Favilli. A disp.: Daffara, Pane, Todisco, Gyabuaa, D’Andrea, Kumy, Armellino, Marchisano, Lescano, Panico, Frascatore, Besaggio, Campanile, Insigne. All.: Raffaele Biancolino


LAZIO (4-3-3): Mandas; Hysaj, Gila, Provstgaard, Nuno Tavares; Vecino, Rovella, Dele-Bashiru; Pedro, Castellanos, Zaccagni. A disp.: Furlanetto, Provedel, Pellegrini, Guendouzi, Romagnoli, Noslin, Belahyane, Cancellieri, Basic, Lazzari, Sana Fernandes, Cataldi, Ruggeri, Pinelli, Marusic. All.: Maurizio Sarri

Arbitro: Mario Perri (sez. Roma 1)
Assistenti: Daisuke Emanuele Yoshikava – Andrea Zezza
IV Ufficiale: Leonardo Di Mario

3° Memorial Sandro Criscitiello 

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Lazio-Avellino, i convocati di Sarri: out Isaksen, Dia, Patric, Gigot

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro l’Avellino (ore 20:30). 

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel; 

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli, Ruggeri; 

Centrocampisti: Basic, Belahyane, Cataldi, Dele-Bashiru, Guendouzi, Pinelli, Rovella, Vecino; 

Attaccanti: Cancellieri, Castellanos, Noslin, Pedro, Sana Fernandes, Zaccagni.

Non convocati per il recupero in infermeria presso il Training Center S.S. Lazio: Gigot, Patric, Dia.

Gustav Isaksen continua invece il percorso di recupero dalla mononucleosi in isolamento presso la propria abitazione.