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RASSEGNA STAMPA

Lazio, sensazioni Tavares: il portoghese ci (ri)prova per l’Inter

Pochi giorni separano la partita tra l’Inter e la Lazio. Una gara dove entrambe le squadre si giocano tantissimo, gli uomini di Inzaghi lo scudetto quelli di Baroni l’Europa. L’importante della partita è alta per questo, come riportato da Il Tempo, Baroni spera di recuperare Nuno Tavares. Il portoghese è fermo ai box dopo il provino della scorsa settimana ed il lavoro differenziato di ieri, ma per domenica ci sono buone sensazioni che possa essere della gara magari non dal primo minuto ma entrare a partita in corsa. Baroni dovrà sostituire anche le assenze importanti di capitan Zaccagni e Luca Pellegrini entrambi squalificati. Pedro resta l’opzione numero uno per sostituire l’ex Verona.

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SERIE A

Serie A, ecco quando si gioca la penultima giornata: tutte domenica alle 20.45 tranne…

La Lega Calcio ha deciso: nove partite di Serie A, quelle decisive per scudetto, salvezza e lotta Champions, si giocheranno in contemporanea domenica 18 maggio alle 20.45. Solo Genoa-Atalanta sarà anticipata: la squadra di Gasperini è in Champions, quella di Vieira salva per cui non c’è bisogno di contemporaneità.

Di seguito il calendario completo:

Sabato 17/5

GENOA-ATALANTA h 20.45

Domenica 18/5 h 20.45

CAGLIARI-VENEZIA

FIORENTINA-BOLOGNA

VERONA-COMO

INTER-LAZIO

JUVE-UDINESE

LECCE-TORINO

MONZA-EMPOLI

PARMA-NAPOLI

ROMA-MILAN

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GIUDICE SPORTIVO

Giudice sportivo: Zac e Pellegrini saltano l’Inter, stagione finita per Kalulu

Due giornate di squalifica per Pierre Kalulu. È questa la decisione del Giudice Sportivo del campionato di Serie A, dopo l’espulsione del difensore francese “per avere, al 15° del secondo tempo, con il pallone non a distanza di giuoco, colpito con una manata alla nuca un calciatore avversario”. Il campionato del centrale della Juventus finirà così con la gara con la Lazio e il colpo proibito ai danni di Castellanos.

Sono invece quattordici i calciatori squalificati per una giornata: oltre al turno di stop, ammenda di € 1.500,00 per Mattia Zaccagni “per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara; sanzione aggravata perché capitano della squadra; già diffidato”. Una giornata di squalifica anche per Lautaro Valenti (Parma), Arthur Atta (Udinese), Lucas Beltran (Fiorentina), Pedro Pereira (Monza), Ondrej Duda (Hellas Verona), Berat Djimsiti (Atalanta), Michael Folorunsho (Fiorentina), Lorenzo Lucca (Udinese), Leonardo Pavoletti (Cagliari), Luca Pellegrini (Lazio), Nicolò Savona (Juventus), Tomas Suslov (Hellas Verona) e Khephren Thuram (Juventus).

Squalificati per una giornata Fabio Trentin, collaboratore dell’Hellas Verona, e Federico Peluso (Fiorentina).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Champions? Juve padrona del proprio destino. Occhio al Bologna…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Roma? Il vero signore si vede nei momenti di difficoltà, non quando le cose vanno bene. Champions? La Juventus è padrona del proprio destino, con l’Udinese sembrerebbe più facile. La Lazio può sperare, ma i risultati anche in zona retrocessione non sono stati favorevoli per i biancocelesti.

La Lazio dovrà guardare la finale di Coppa Italia, che condizionerà anche quello che succederà in campionato, e lo scontro di domenica prossima tra Fiorentina e Bologna. Contro l’Inter sarà quasi impossibile, servirà tenere in vita la partita attraverso le onde radio. Bisognerà sperare che il Napoli possa andare facilmente in vantaggio contro il Parma, per far capire ai nerazzurri che il miracolo è possibile»

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FORMELLO

La Lazio tra passato e presente: Cragnotti-Lotito, ecco l’abbraccio a Formello (FT)

FORMELLO Sergio Cragnotti e Claudio Lotito, l’abbraccio all’interno del centro sportivo di Formello immortalato e divulgato dal club biancoceleste sui social. E’ andato in scena l’incontro, è ancora in corso, ha avviato le celebrazioni per i 25 anni dal secondo scudetto.

Per la prima volta il presidente di oggi ha accolto l’ex presidente a Formello. Oggi Sergio Cragnotti, per la prima volta dopo 22 anni, è tornato nella casa che lui stesso aveva acquisito e inaugurato nel 1997, quando la squadra biancoceleste mollò il campo di Tor di Quinto per trovare casa in via di Santa Cornelia, limitrofa alla Cassia Veientana. Oggi quasi certamente si commuoverà nel vedere un centro sportivo diventato ancor di più gioiello della Lazio e ristrutturato quasi completamente dall’attuale patron. Un passato glorioso di grandezza e successi si stringe al presente. Ecco l’immagine pubblicata dalla società con tanto di ‘Welcome back’

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AvantiLazio

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni con l’elmetto, Fabiani: “Tensioni del momento, siamo uniti”

Uniti più che mai. La Lazio non si agita, non si scompone. In un finale di stagione carico di tensione e aspet-tative, la squadra biancoceleste ha scelto la via della com-pattezza. Il traguardo europeo è ancora li, a portata di mano. Due partite, due prove decisive, due occasioni per ribadire che il lavoro di questa stagione – fatto di crescita, sacrificio e ambizione merita un epilogo all’altezza. La Champions resta un obiettivo possibile, ma il vero diktat è uno solo: restare agganciati al treno dell’Euro-pa, senza se e senza ma. II pareggio contro la Juventus, per come è arrivato, ha lasciato un retrogusto amaro. Non solo per i due punti persi in una gara condizionata dall’inferiorità numerica bianconera, ma anche per il clima che ne è seguito. Le parole di Baroni nel post-partita hanno sorpreso più di qualcuno, tracciando una linea nuova nella narrazione di questi mesi: «Metto il casco, l’elmetto e arrivo fino in fondo. Poi si tireranno le somme. Lo farà la società e lo farò anche io», ha detto il tecnico biancoceleste, lasciando intravedere un velo di stanchezza, ma anche una consapevolezza matura, da uomo che ha guidato un processo delicato e ora pretende – legittimamente – di esserne parte attiva fino in fondo.

Parole che hanno acceso le discussioni tra tifosi, media e addetti ai lavori. E ancora solida la posizione dell’allenatore? Si è incrinato qualcosa nel rapporto con la società? Interrogativi legittimi, ma che rischiano di distrarre da ciò che più conta, il campo, il presente, gli ultimi 180 minuti. A riportare serenità ci ha pensato Fabiani: «Agitazione? Assolutamente no. Siamo tutti concentrati su questo finale di stagione. Le parole di Baroni? Le ho interpretate come il riflesso della tensione del momento. Non c’è nessun problema, siamo uniti e vogliamo arrivare in fondo con la testa giusta». Una presa di posizione chiara, che rafforza il senso di unità all’interno del club e allontana ogni ipotesi di frattura. In casa Lazio si guarda avanti, si lavora con il massimo della concentrazione per chiudere al meglio una stagione che, malgrado gli alti e bassi, ha rappresentato il primo passo per un nuovo ciclo. Il Tempo

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, pensa solo a dare il massimo a San Siro. Scelte di Inzaghi decisive” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In casa Roma, in riferimento all’episodio contestato ieri da Ranieri a Bergamo, si sostiene che non doveva essere tolto dal Var un rigore che non c’era. Sono fantastici ed uniti in questo, malgrado i precedenti arbitrali di questa stagione che rischiano di condizionare corsa Champions e Scudetto. Anche loro, giustamente, stanno facendo i calcoli sulle prossime partite e sul calendario delle altre. Il loro ambiente, comunque resta positivo, in questo non gli si può dire nulla.

Le conseguenze di Atalanta-Roma? Credo che comunque nelle ultime due gare con Milan e Torino faccia sei punti. La Lazio è chiamata a fare una grandissima partita a San Siro, anche se purtroppo il pareggio del Genoa ha cambiato i piani di Inzaghi e la difficoltà della partita di domenica. L’Inter schiererà i titolari, siamo di fronte ad una gara chiaramente proibitiva sulla carta. Non sempre si possono ripetere situazioni come Inter-Roma. Sarà decisivo capire chi sceglierà di schierare Inzaghi, quanti titolari ci saranno“.

Chiaro che c’è il rischio di non c’entrare l’Europa anche pareggiando a Milano. Scenario beffardo, ma possibile. La Lazio dovrà solo pensare a dare il massimo, sono troppi i calcoli e gli incroci di questi ultimi 180′. Riguardano anche la finale di Coppa Italia per le motivazioni di Milan e Bologna, ma anche la corsa salvezza e l’ultima della Juve a Venezia”

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AVVERSARIO

Volata Scudetto riaperta: Inzaghi cambia, con la Lazio riaffida l’Inter ai migliori

In una settimana nera, l’Inter aveva perso la finale di Coppa Italia e compromesso il campionato, passando da +3 a -3 rispetto al Napoli. Stavolta, invece, nel giro di appena 6 giorni, la squadra nerazzurra si è presa la finale di Champions, superando in un’epica semifinale il Barcellona, e a sorpresa si è pure riaperta la cosa scudetto, visto che i partenopei hanno lasciato per strada 2 punti non riuscendo a superare il Genoa. E così il nuovo scenario finisce per cambiare qualcosa nella programmazione di Inzaghi per le 3 gare (al netto del Mondiale per club) che mancano al termine della stagione.  

Attenzione, nessuna modifica in merito ai 2 giorni di riposo concessi ai suoi giocatori, che si ritroveranno soltanto domani pomeriggio alla Pinetina. Le scelte per la sfida di domenica prossima con la Lazio, invece, saranno inevitabilmente ricalibrate rispetto alle nuove necessità. In sintesi, se, prima, qualche big avrebbe potuto cominciare in panchina anche contro la squadra biancoceleste, dopo il turn-over totale con il Torino, adesso le possibilità di un nuovo ribaltone scudetto passano proprio per quella sfida. È più facile, infatti, che il Napoli si possa “incartare” in casa del Parma, piuttosto che all’ultima giornata, al Maradona, contro il Cagliari. Tanto vale, dunque, farsi trovare pronti a sfruttare un eventuale regalo. E, se qualcuno dovrà rifiatare prima della finale con il Paris Saint Germain, potrà farlo all’epilogo del campionato, contro il Como. 

Insomma, a meno di sorprese, i vari Thuram, Calhanoglu, Barella, Dumfries, Dimarco e Acerbi saranno tutti titolari contro la Lazio. Tranne l’attaccante francese, gli altri hanno comunque disputato un scorcio di gara contro il Torino, cavandosela in scioltezza e mostrando di aver smaltito le scorie della faticaccia con il Barcellona. Ma a Monaco di Baviera, a fine mese, non si può arrivare senza la giusta tensione o avendo perso il clima agonistico per aver riposato troppo. Del resto, Inzaghi è il primo a sapere che quando si stacca la spina non è mai semplice riattaccarla. Significa che, domani alla ripresa, ricomincerà subito a martellare i suoi uomini. Trovando terreno fertile, peraltro: il gruppo, infatti, ha un gran voglia di giocarsi fino in fondo le ultime chance scudetto. Tanto più che l’entusiasmo e la carica generati dall’impresa con il Barcellona hanno dato una scossa di energia supplementare. Il momento di crisi fisica, insomma, è superato. Come Dimarco, ad esempio, ha dimostrato tra Barça e Torino. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Cragnotti-Lotito: abbraccio storico a Formello

Lotito è un pragmatico, uomo di sostanza e di durezze gestionali, ventuno anni di presidenza usando “il passo di montagna” e limitando i rischi con parsimonia. Cragnotti era un genio creativo, partorì l’intuizione di portare la Lazio in Borsa e farla diventare una società per azioni: era un vulcano di idee, alla ricerca di partnership per favorire lo sviluppo commerciale del club entrato nella holding Cirio incontrò persino Murdoch. Lo scudetto, a chiusura del ciclo triennale di Eriksson che si sarebbe concluso con un’altra Supercoppa italiana nel settembre Duemila, e l’improvviso sgonfiarsi delle valutazioni di mercato (Nesta venne ceduto al Milan per 30 milioni e non 100 come aveva promesso la Juve pochi mesi prima) lo obbligarono agli aumenti di capitali per mantenere in equilibrio il bilancio, ma se non fosse venuto meno l’appoggio di Geronzi e dalla banca non se ne sarebbe mai andato.

Lazio, Cragnotti torna a Formello

La crisi deflagrò tra novembre e dicembre 2002 per il default della controllante Cirio, la Lazio aveva ancora i crediti dei diritti televisivi e Capitalia si rifiutò di “scontarli”, come si dice in gergo, garantendo la liquidità che avrebbe permesso di pagare gli stipendi ai giocatori. Il finanziere di Porta Metronia decise, suo malgrado, di fare un passo indietro nel corso di un Cda infuocato sotto Natale in via Valenziani. Il 3 gennaio 2003 firmò le dimissioni, lasciando il timone all’avvocato Ugo Longo, già consigliere del club, suo amico e uomo di fiducia della banca. La montagna di debiti si accumulò in larghissima parte nel biennio successivo, Masoni prese il posto di Baraldi e nel luglio 2004, come tutti sanno, Lotito entrò nell’azionariato della Lazio evitando il fallimento. Oggi, avviando le celebrazioni per i 25 anni dal secondo scudetto, per la prima volta accoglierà l’ex presidente a Formello. Oggi Sergio Cragnotti, per la prima volta dopo 22 anni, tornerà nel centro sportivo della Lazio che lui stesso aveva acquisito e inaugurato nel 1997, quando la squadra biancoceleste mollò il campo di Tor di Quinto per trovare casa in via di Santa Cornelia, limitrofa alla Cassia Veientana. 

Si tratterà di un momento emozionante e neppure è il caso di tornare su antiche polemiche. Lotito, cedendo a uno smisurato orgoglio, ogni volta in cui veniva contestato e soprattutto nei primi anni di gestione (durissima e dedita al risanamento dei conti), era solito snocciolare i miliardi di debiti ereditati per salvare il titolo nobiliare del club, disconoscendo la storia, la tradizione e i titoli. La verità storica è un’altra, come accennato: il dissesto finanziario si acuì nel biennio gestito dalla banca, che aveva voluto mantenere certi standard sportivi e costi altissimi di gestione. Lotito avrebbe dovuto usare un minimo di dolcezza in più, Cragnotti non è mai stato aggressivo nei suoi confronti, anzi ne ha sempre apprezzato le capacità imprenditoriali: sicuramente sarebbe ancora capace di trasmettere idee e suggerimenti. Oggi quasi certamente si commuoverà nel vedere un centro sportivo diventato gioiello della Lazio e ristrutturato quasi completamente da Lotito. 

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CALCIOMERCATO

Lazio, non solo Romagnoli e Vecino: tanti contratti da valutare

La Lazio stanno pianificando il futuro e ci sono diverse situazioni che andranno chiarite, a cominciare dai rinnovi contrattuali. Da Romagnoli a Gila, da Hysaj a Marusic, sono tanti i contratti che andranno rivisti, rivalutati ed eventualmente prolungati. A cominciare dall’ex capitano del Milan, che dopo la partita con la Juve ha fatto capire chiaramente quale sia il suo desiderio: “Io qui sto benissimo, sono felicissimo alla Lazio. Ci sono delle promesse che ad oggi non sono state mantenute, magari ne parleremo nei prossimi giorni”. Un messaggio forte e chiaro alla società, che però ha lasciato intendere già in passato che certe promesse fatte da chi non c’è più non devono ritenersi valide. C’è poi da capire quale sarà il futuro di Marusic, che vorrebbe rimanere e chiede un ritocco sull’ingaggio forte dell’interesse di diversi club di Serie A. La Lazio apre al rinnovo solo a cifre inferiori rispetto all’attuale stipendio. La distanza è ampia e la trattativa è tutt’altro che semplice.

Lazio, gli altri contratti da rivedere e da valutare

Tra i contratti da rivedere e valutare c’è senza dubbio quello di Elseid Hysaj. Il terzino ex Napoli ed Empoli è stato per qualche mese uno dei giocatori fuori rosa più pagati d’Europa, con i suoi 2 milioni netti a stagione. È rientrato da gennaio, ma non essendo un titolare è difficile immaginare che si voglia andare avanti alle stesse cifre. O si trova un accordo per spalmare l’ingaggio, oppure l’albanese potrà partire in estate. Discorso simile per Lazzari, anche lui non considerato un titolare a destra dove sicuramente arriverà un nuovo terzino dal mercato. L’ex Spal guadagna 1.7 milioni all’anno, ha ancora due anni di contratto e si cercherà una soluzione a giugno. Tra i giocatori meno pagati c’è invece Mario Gila, che guadagna circa 500 mila euro all’anno ed è in scadenza 2027. Il Real Madrid ha nel mirino Saliba e difficilmente richiamerà alla base l’ex Castilla, che però ha tanto mercato. O si trova un accordo o si punterà a fare una plusvalenza importante, anche se significherebbe rivoluzionare completamente la difesa viste anche le criticità con Romagnoli. Tante valutazioni che inizieranno già da questa settimana, con la speranza di raggiungere quel sogno Champions che aiuterebbe non poco nella gestione economica di un’estate caldissima.