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DICHIARAZIONI

Maldini: “Sarri, il ruolo, la fiducia, ecco perchè ho accettato subito la Lazio”

Primi mesi alla Lazio ormai alle spalle e ambientamento completato per Daniel Maldini. L’attaccante biancoceleste ha raccontato il suo arrivo nella Capitale ai microfoni di Dazn (prima della gara con il Milan), soffermandosi sulle prime sensazioni vissute in maglia biancoceleste.

“Il mio percorso di integrazione con la squadra sta andando molto bene. Fin da subito mi sono trovato bene con i compagni e con l’ambiente. Speriamo di andare avanti così e portare a casa i risultati, che è la cosa più importante.

Con Sarri ho subito parlato del ruolo, mi sto trovando bene anche se devo capire bene quelle che sono le sue richieste per attuarle in campo e aiutare il più possibile i miei compagni. Il ruolo è diverso rispetto a quello che facevo di solito, mi chiede di scaricare e poi attaccare forte la porta e l’area. Per il resto mi lascia abbastanza libero, quindi sono queste le indicazioni che mi dà il mister.

La fiducia è la cosa più importante per un giocatore: quando si sente in fiducia e all’interno di un progetto riesce a esprimere il suo potenziale come vorrebbe. Sono molto contento.

Giocare senza tifosi è molto difficile, ci mancano. Aspettiamo che tornino allo stadio per cercare di gioire insieme. L’interessamento iniziale è sempre stato molto forte, poi ci sono state delle complicazioni ma ho sempre avuto l’idea di venire qua appena sono stato contattato”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Gila si prepara all’asta: non solo milanesi ed Atletico, si muove la Premier

Mario Gila continua a scalare posizioni e ad attirare attenzioni pesanti in vista dell’estate. Il centrale spagnolo della Lazio, autore di una stagione di crescita e personalità, è finito nel mirino di diversi club di primo piano. Le sue prestazioni hanno acceso l’interesse di società italiane e straniere, segnale evidente di quanto il suo profilo venga ormai considerato affidabile, moderno e adatto a palcoscenici di alto livello.

Al momento il club che sembra essersi mosso con maggiore decisione è il Milan, da tempo estimatore del difensore biancoceleste. Ma la corsa è tutt’altro che chiusa. Anche l’Interosserva con attenzione, così come il Chelsea e l’Atletico Madrid, che continuano a monitorare la situazione. La concorrenza internazionale può alzare ulteriormente la tensione attorno al giocatore e rendere ancora più complessa qualsiasi trattativa.

La posizione del club biancoceleste appare chiara: Gila non partirà a prezzo di saldo. La Lazio considera il difensore un elemento importante del presente e del futuro, e per questo non aprirà alla cessione senza un’offerta ritenuta davvero irrinunciabile. La valutazione resta alta e riflette sia il rendimento del giocatore sia il peso crescente che ha assunto nella struttura difensiva della squadra.

Il contratto in essere mette la Lazio in una posizione di forza, ma il tema del futuro di Gila resta comunque aperto perché l’interesse attorno a lui è concreto. Un’estate di offerte potrebbe cambiare il quadro e costringere il club a riflessioni importanti. Più il difensore continuerà a confermarsi, più il suo valore crescerà e con lui anche la complessità delle decisioni da prendere. La Repubblica.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Taylor: “Avevo bisogno di questa sfida, la nazionale mi osserva”. Poi svela: “Volevo il Porto…”

Kenneth Taylor, acquistato dalla Lazio nel mercato di gennaio, è intervenuto ai microfoni di Voetbal International ed ha svelato un retroscena su un suo possibile trasferimento al Porto. Di seguito le sue dichiarazioni: “Ad essere onesti, sarei davvero voluto andare al Porto. Era pronto per una nuova sfida e volevo davvero tornare a giocare sotto la guida di Farioli. Non è successo, anche se ci contavo. Sono rimasto
molto deluso e ne ho sofferto molto per un periodo. Il Porto aveva fatto un’offerta che l’Ajax non ha accettato. C’era anche un accordo con l’Ajax per collaborare a un trasferimento, ma quello che il Porto aveva offerto non era abbastanza. E così alla fine non è andata, anche se lo avevo davvero dato per scontato. Sono stato fuori per molto tempo, ma gli ultimi giorni sono stati molto difficili, devo dire la verità. Ma in realtà non c’è mai stata una discussione o altro, l’allenatore è stato molto comprensivo e mi ha dato il tempo di occuparmi di tutto”.

Sogno Nazionale

“Il ct Koeman mi ha scritto un messaggio dopo che ho fatto questo passaggio alla Lazio: ‘Ottimo trasferimento, ti teniamo d’occhio. In bocca al lupo’. È stato un segnale positivo per me. Devo dire che adesso capisco cosa intendesse, è davvero tutta un’altra cosa giocare ogni settimana in un campionato top come questo. Ma non ho fatto questa scelta solo per la Nazionale, volevo semplicemente crescere come persona e come calciatore. Avevo bisogno di qualcosa di nuovo, di un nuovo ambiente e di una nuova sfida. Penso spesso all’ultimo Mondiale e vorrei rivivere quell’esperienza, ma per farlo devo continuare a fare grandi cose qui alla Lazio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, Maldini punta non mi convince ancora. Sono preoccupato per il futuro” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

Zaccagni è una perdita importante, ma anche se il suo rendimento ultimo non è stato top. Lui era e resta il valore aggiunto dal punto di vista tecnico. Ora credo che Sarri punterà su Pedro. In quel ruolo lui ha bisogno anche di un giocatore con intelligenza tattica. Le alternative sono Noslin e Cancellieri.

Ancora non sono convinto che Maldini debba essere riscattato per quella cifra per fare la punta centrale. Per una Lazio competitiva, Maldini in quel ruolo non lo vedo. Vorrei vederlo più pericoloso, con maggior presenza in area di rigore, ma queste situazioni dipendono dal fatto che non è una prima punta. Serve tempo, la prima cosa è fare chiarezza sul futuro tecnico e sui giocatori che vanno verso la scadenza. Un peso potrebbe averlo anche il percorso in Coppa Italia, fino a quel momento cercheranno di non affrontare questi argomenti.

Il futuro della Lazio lo immagino senza Romagnoli e Gila, con un Zaccagni con un anno in più ed una difesa da rifare. Tutto questo mi preoccupa. Per essere all’altezza della propria storia, il prossimo deve essere la stagione del ritorno in Europa. I segnali, però, non vanno in quella direzione”.

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DICHIARAZIONI

Il mezzo secolo di Nesta: “Pazzia Zeman, la festa Scudetto e il futuro sulla panchina della Lazio…”

In occasione del suo 50esimo compleanno, Alessandro Nesta ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini del Corriere della Sera, durante la quale ha ripercorso la sua carriera, dal rischio di finire alla Roma allo scudetto del 2000 vinto con l’Aquila sopra il patto, passando anche dall’importanza di Zeman nell’individuazione del suo ruolo e concedendosi, in chiusura anche una battuta sulla possibilità di vederlo un giorno sulla panchina della Lazio. Potrà mai accadere? Ecco le sue risposte.

Sull’esordio alla Lazio

“Zeman ha avuto la follia di spostarmi di ruolo. All’inizio nelle giovanili facevo la mezzala, ero bravino. Poi in Primavera ero terzino destro finché il mister mi disse che dovevo fare il difensore centrale. Lì per lì pensai “questo è matto”. Invece mi ha cambiato la vita”.

Sullo scudetto

“Pazzesco. Era il maggio del 2000, ero squalificato e perciò avevo visto la partita in tribuna. Dopo il 3-0 alla Reggina mi ero messo in macchina un po’ per scaramanzia e un po’ perché a Perugia dove giocava la Juve la partita era stata sospesa per pioggia. Quando alla radio sentii del gol di Calori, tornai all’Olimpico e fu una festa clamorosa“.

Sul sogno di allenare la Lazio

“Ma è matta? La mia qualità della vita precipiterebbe. Ho cominciato a girare per il centro storico di Roma quando ho smesso di giocare”

Sull’addio alla Lazio e l’arrivo al Milan

“L’arrivo al Milan? Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato ‘vai, anche quest’anno è andata’. E invece a fine sessione mi avvisarono che mi avevano ceduto. Il meglio però avvenne la sera. Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: ‘Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici’”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, senza Sarri sarebbe sarebbe stata una stagione in picchiata. Tavares una scommessa vinta…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Sicuramente non è stata una stagione con vicende che hanno aiutato la Lazio squadra. L’ultima gara con il Milan è stata vinta ti permette di vedere le prossime tappe con maggior fiducia. Ci sono state delle piccole cose che possono diventare grandi nel tempo, compreso la capicità di alcuni giocatori di farsi valere in posizioni di campo non solite. L’Europa dal campionato resta lontana, mi aspetto molto dalla semifinale di Coppa, ma la squadra è chiamata a non mollare il campionato.

Se la Lazio non avesse preso Sarri, la stagione sarebbe andata in picchiata. Lui, nonostante tutto, è stato il tecnico giusto e l’ha dimostrato nelle difficoltà e nell’adattamento. Ora sto rivedendo il Tavares eccezionale che conoscevamo. Lo vedo molto migliorato anche dal punto di vista difensivo e questo lo rende tra i migliori esterni bassi del nostro campionato. Può essere considerata una scommessa vinta da Sarri? Si, le sue difficoltà difensive erano esagerate”.

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ARBITRI

Bologna-Lazio, arbitra Feliciani: i precedenti

Bologna-Lazio ora conosce il suo arbitro: si tratta del signor Ermanno Feliciani, della sezione di Teramo. Al fianco del fischietto abruzzese ci saranno i signori Berti e Laudato in qualità di Assistenti e il signor Zanotti come IV Uomo. A V.A.R. e A.V.A.R. rispettivamente i signori Di Paolo e Giua.

  • Arbitro: sig. Feliciani (sez. Teramo)
  • Assistenti: signori Berti-Laudato
  • IV Uomo: sig. Zanotti
  • V.A.R.: sig. Di Paolo
  • A.V.A.R.: sig. Giua.

I precedenti tra la Lazio e l’arbitro Feliciani

Sono solo due i precedenti tra la Lazio e l’arbitro Ermanno Feliciani, entrambi risalenti alla stagione 2023/2024. Il bilancio complessivo è favorevole ai biancocelesti, che portarono a casa i tre punti in ambedue le sfide.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito-Sarri: il futuro non dipende dalla Coppa Italia. Tifosi e “anno uno”, il tecnico chiede il cambio di rotta

(…) Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Il cammino in campionato e in Coppa condizionerà parte del futuro tra Lotito e Sarri, appeso comunque ad altri punti sostanziali (dal progetto al mercato fino alle condizioni ambientali). Mau ha chiesto un mutamento di rotta: riportare i tifosi all’Olimpico e dar vita «ad un anno uno». Ma di recente ha confessato il timore che si vada incontro ad un altro «anno zero». L’Olimpico rischia di tornare spettrale e di rimanere tale fino alla fine della stagione. La contestazione infuria ancora di più, Lotito è stato accusato dai tifosi di essere illiberale e censorio dopo il caso della scenografia bloccata in Tevere. La Coppa Italia non scalda più di tanto, per adesso. Lo stesso Sarri prima dell’andata con l’Atalanta ha sentenziato che «l’esito della Coppa non cambia il futuro». Per molti sarebbe un palliativo, un euforizzante a tempo, senza un vero progetto di rilancio e un dialogo costruttivo con i tifosi l’effetto svanirebbe in tempi brevi. Per Lotito l’esatto contrario, la vittoria di chi non si sente mai vinto. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Lotito punta sul rilancio: raddoppiato il bonus Coppa Italia

Lascia o raddoppia? Raddoppia, la presidenza e la puntata dei premi alla squadra. La posta in gioco è altissima e il Lotito più assediato di sempre non molla, non è tipo da gettarsi sulla sua spada. Prova a rilanciarsi ancora una volta aggrappandosi alla Coppa Italia come a un salvagente. È l’unico rimasto quest’anno. Il salvagente possono lanciarglielo solo i giocatori e sui giocatori punta avendo quasi tutto l’Olimpico contro. Il presidente è tornato al centro delle manovre di Formello nelle scorse settimane. «Ora ci penso io», uno dei suoi slogan più famosi, proclamati nei momenti topici, lo stanno udendo in tanti. Di recente ha parlato allo spogliatoio chiedendo uno scatto d’orgoglio, provando a rassicurare tutti sul futuro, riconoscendo un premio maggiore per l’eventuale vittoria della Coppa. Il primo era stato fissato in 2 milioni lordi, da aggiungere ai premi individuali già previsti nei contratti singoli. Il premio è stato accresciuto almeno del doppio. Un incentivo in più per tentare l’impresa. Lotito ci crede e non da ora. A inizio febbraio, dopo il mercato, aveva parlato allo spogliatoio e in quell’occasione aveva incitato tutti ad avere fede nel cammino in Coppa. La Lazio era in panne. Lotito si presentò al Dall’Ara nella notte dei quarti, esultò al rigore di Taylor, il lasciapassare per la doppia semifinale. Il presidente nel viaggio di ritorno in charter ricordò ai giocatori quel discorso fatto poche settimane prima. 

La Coppa sarebbe vitale per la qualificazione europea, in ogni caso la finale può avere un valore a prescindere: può valere la partecipazione alla finale di Supercoppa. La Lazio vi accederebbe nel caso di partita con l’Inter (da vincitrice dello scudetto) con qualsiasi risultato. La Coppa Italia, dopo la semifinale d’andata con l’Atalanta, finita 2-2, con Como e Inter in corsa, resta una roulette. Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Corriere dello Sport 

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, stagione tormento per Zac: ora brivido Coppa, Sarri si affida a Pedro e Noslin

Lo stop di Zaccagni non è soltanto numerico. La Lazio perde infatti un giocatore centrale negli equilibri offensivi, capace di dare strappi, qualità nell’uno contro uno e lavoro tattico senza palla. Anche quando non è al massimo della brillantezza, il numero dieci resta una pedina che condiziona la partita con movimenti, letture e personalità.

Per Sarri si tratta di una tegola doppia: tecnica, perché viene a mancare il titolare naturale sulla fascia sinistra, e simbolica, perché il capitano rappresenta uno dei riferimenti del gruppo nel momento più delicato dell’anno.

Il vero nodo riguarda i tempi. Un mese di stop significa entrare in una zona rossa del calendario, con il rischio concreto di saltare l’appuntamento di Coppa Italia che può indirizzare il giudizio sull’intera stagione. La sfida con l’Atalanta diventa quindi anche una corsa contro il tempo, ma senza forzature che potrebbero peggiorare il quadro.

Per questo Sarri è già costretto a studiare alternative. Pedro e Noslin restano le soluzioni più immediate per occupare quella zona di campo, con caratteristiche diverse ma entrambe utili per provare a tamponare l’assenza del capitano.

L’infortunio di Zaccagni si inserisce dentro una stagione complicata sul piano fisico, fatta di stop, ricadute e continui tentativi di ritrovare continuità. È proprio questo l’aspetto che preoccupa di più: la Lazio perde un giocatore importante in una fase in cui servirebbero invece certezze e condizione piena. Il nuovo problema muscolare impone adesso prudenza assoluta, sia per evitare recidive sia per non compromettere il finale. Senza Zaccagni, la Lazio dovrà trovare risorse diverse, magari distribuendo responsabilità offensive su più uomini. Toccherà a Sarri scegliere la soluzione migliore, ma toccherà anche al gruppo alzare il livello per non trasformare questa assenza in un alibi. Perché il calendario non aspetta, e il margine d’errore ormai è ridottissimo. La Repubblica.