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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pulici: “Lazio, temo che il fondo non sia ancora stato toccato. Quello che mi spaventa…” (AUDIO)

GABRIELE PULICI in collegamento a ‘NMM’

“Visto il momento, in qualche maniera chi gestisce la Lazio dovrebbe dare un segnale forte di ripresa. Io temo che il fondo non l’abbiamo ancora toccato. Pensavamo fosse il blocco del mercato, sperando di poter comunque ripartire con il nuovo mister in attesa del mercato di gennaio. Ora si sta andando sempre peggio, non riusciamo a vedere questa luce in fondo al tunnel che poteva concretizzarsi durante questo mercato. La mia preoccupazione non è tanto su come verrà gestita questa situazione da Lotito e Fabiani. Il modus operandi è già chiaro, inutile far finta di non vederlo, ma non credo ci sia le condizioni per ripoertare la Lazio ad un buon livello. Di momenti difficili ne abbiamo passati tanti, ma c’era sempre stata un’unione di intenti tra tutte le componenti. Ora solo divisioni, interne ed esterne. A me non spaventa il ridimensionamento, ma la mancanza di compattezza e capacità del club di ricostruire delle premesse diverse. Anche nel 2010, quando la Lazio ha rischiato di retrocedere, non vedevo questo ‘fuggi fuggi’ generale. Ora c’è una situazione esplosiva, più grave. Non ho la percezione che si stia costruendo qualcosa”.

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TIFOSI

Lazio, il tifo organizzato può disertare il Genoa: “Chiediamo ai non abbonati di non acquistare i tagliandi”

Prende posizione la tifoseria organizzata della Lazio. I gruppi del tifo organizzato, infatti, hanno firmato e diffuso un comunicato in cui viene chiesto a tutti i coloro non in possesso di abbonamento di non acquistare i biglietti per la partita di venerdì 30 gennaio contro il Genoa. Questo il comunicato della tifoseria: “Chiediamo a tutti i Laziali non abbonati di NON acquistare i biglietti per la gara Lazio-Genoa. Stiamo valutando in che modo far proseguire la contestazione in virtù di come si evolverà il mercato in casa Lazio, riteniamo che ormai la situazione sia sempre più compromessa da una gestione allo sbando totale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, “un supermarket senza ambizione. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione…”

Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Stefano Chioffi ha tracciato un ritratto impietoso di ciò che è diventata ora la Lazio:

“C’è un difetto di sostanza e coerenza nella Lazio, diventata un supermarket e privata del diritto più elementare: l’ambizione. Gennaio ha costretto Lotito a scoprire le carte. La politica delle plusvalenze e del player trading viene raccontata in modo elegante come progettualità, ma il presente restituisce un’immagine diversa. Tagli, ridimensionamento, gelida sottrazione. La forbice governa tutto: salary cap, qualità e investimenti. La squadra è stata smontata: dopo Guendouzi e Castellanos rischiano di andare via anche Romagnoli, Tavares e Mandas. Taylor e Ratkov arrivano in un gruppo impoverito. Manca una visione sportiva: non si costruisce, si tenta di mantenere l’equilibrio. Il presidente, all’inizio di luglio, parlava di un mercato bloccato per un errore amministrativo, ma sottolineava i conti perfetti. Ora l’unica realtà è che nella Lazio tutti hanno un prezzo. Si gioca con il fuoco, si imitano modelli lontani – come l’Ajax – senza averne struttura e vivaio. A Formello non si sogna: si pesa e si riduce.

[…]  I giocatori più bravi sono in fuga. Talenti come Timber e Toth rifiutano l’offerta: l’olandese firma per il Marsiglia, l’ungherese per il Bournemouth. Trentamila tifosi si sono abbonati in estate convinti che a gennaio la Lazio sarebbe stata rinforzata. Dietro la maschera di una gestione virtuosa, però, c’è una squadra spogliata. Ora si dice che il ritorno in Europa rappresenta un obiettivo graduale: teorema fumoso per giustificare il nono posto in classifica e il vuoto attuale. Ma il calcio non ragiona per formule. Nella sfida con il Como la differenza è stata più brutale dello 0-3. Strategie opposte: una proprietà che investe e coinvolge Fabregas, contro una dirigenza piatta, dove il budget delle parole ha trasformato la Lazio, seconda nel 2023 con 74 punti, in una realtà periferica del campionato. Il problema non è un ciclo che fatica a riaprirsi, ma un livello che si abbassa. Sarri resta il volto più esposto di scelte che non gli appartengono. Lotito accentra e decide. Il risultato è una società sempre meno competitiva, dove l’unica coscienza critica nasce dalla libertà intellettuale di un allenatore che rifiuta la mediocrità. Aveva in mente un’altra Lazio: Raspadori, Loftus-Cheek, le conferme di Guendouzi, Romagnoli e Gila. Un’occasione bruciata, perché la sua storia e la sua competenza valgono più dello scouting con gli algoritmi”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora anche la difesa è in crisi: Sarri resta con due centrali, tocca a Provstgaard

A quella a centrocampo, ora per Sarri si aggiunge anche l’emergenza in difesa. Il tecnico toscano resta con appena due centrali, Gila e Provstgaard, e contro il Lecce è stato già dato il preallarme al danese.

Solo due centrali di difesa, niente più. Come scrive il CDS, Romagnoli non ci sarà, già con il Como era affaticato e ora non vuole rischiare prossimo della sua partenza per il Qatar, Patric è infortunato e sul taccuino di Sarri rimangono solo Gila e Provstgaard. Piove sul bagnato, al centrocampo in affanno ora si aggiunge anche la difesa, che infatti inizia a scricchiolare. Nelle ultime 4 partite sono arrivati 7 gol al passivo, più di un terzo delle reti complessivamente incassate fino a questo momento.

Su 19 gol subiti in 21 giornate, ben il 36,8% è concentrato in poco più di tre settimane. Alle ultime 3 con il Como vanno aggiunte le 2 con la Fiorentina e le altre 2 con il Napoli. La Lazio ha chiuso il 2025 da seconda miglior difesa della Serie A, solida, compatta, capace di vincere anche di misura e di mascherare limiti offensivi con l’equilibrio. Oggi quella certezza non c’è più.

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CALCIOMERCATO

Lazio, anche Mandas attende il via libera: spogliatoio in rivolta

In casa Lazio l’aria è sempre più pesante. La situazione a Formello è esplosiva e il rischio di una vera rivolta interna non è più solo una suggestione. Il caso Romagnoli apre una frattura profonda tra società, squadra e tifoseria, mentre altri possibili addii aumentano la tensione.

Alessio Romagnoli è sempre più vicino alla cessione all’Al-Sadd. Il difensore ha manifestato la volontà di chiudere rapidamente, stanco di una situazione diventata insostenibile. Sarri ha tentato fino all’ultimo di trattenerlo, ma le proteste social e il clima attorno alla società rendono complicata ogni marcia indietro. La sensazione è che la decisione sia ormai presa.

Mandas nel mirino, rischio smobilitazione totale

Non c’è solo Romagnoli. Anche Christos Mandas è a un passo dal Bournemouth, con la Lazio pronta a monetizzare. Una scelta che alimenta il malcontento dell’ambiente e rafforza l’idea di una smobilitazione pesante, proprio nel cuore della stagione. Le uscite rischiano di indebolire ulteriormente una rosa già corta.

Tifosi in protesta, Formello sotto pressione

Le reazioni della tifoseria non si sono fatte attendere. I social sono diventati il megafono del dissenso, con accuse dirette alla gestione societaria. A Formello si respira un clima teso, con Sarri sempre più preoccupato per la tenuta del gruppo e per le conseguenze sul campo.

Lotito chiamato a una scelta decisiva

Ora tocca a Lotito. Le prossime mosse saranno decisive per capire se la Lazio intende rilanciare o ridimensionare il progetto. La gestione di queste cessioni rischia di segnare in modo profondo il futuro immediato del club. Il Tempo.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Smarrimento Lazio, Romagnoli si tira fuori per Lecce: Sarri perde un altro perno

Il rapporto tra Alessio Romagnoli e la Lazio è ormai ai titoli di coda, al punto che non ci sarà contro il Lecce nel match di sabato 24 gennaio. L’addio è a un passo, il centrale di difesa aspetta solo il via libera di Lotito.

Maurizio Sarri ha provato a fermarlo, a convincerlo, a farlo desistere, ma non c’è riuscito. Romagnoli ha deciso di andare in Qatar, non pensa che in questa Lazio ci possa essere più futuro per lui. Si tratta di una separazione dolorosissima, perché parliamo di un giocatore perno e perché avviene a gennaio, in una fase già di grande difficoltà per il club biancoceleste. L’addio non è certo per disamore, ma certamente la questione economica pesa tantissimo: 18 milioni in 3 anni qui non li vedrebbe mai.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il miglior assist per partire è stato lo strappo con Lotito nel 2023. Il mancato rinnovo, le promesse non mantenute, non c’è mai stata la sensazione di valorizzare Alessio e di far chiudere la sua carriera proprio qui, a Roma. Ora ci si lecca le ferite, è troppo tardi. La Lazio perde un altro pezzo importantissimo, fondamentale, un perno per il gioco di Sarri. Rimpiazzarlo non sarà facile, lo smarrimento è tanto. Vuole partire entro questa settimana. A Lecce non giocherà, Sarri così si ritrova solo Gila e Provstgaard. Patric è stirato, il numero si restringe sempre di più.

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SOCIAL

Lazio, la preoccupazione di Caicedo: “Se vanno tutti” (FT)

Le scelte di mercato in casa Lazio non preoccupano solo l’ambiente e gli addetti al lavoro, anche Felipe Caicedo si è esposto in merito alle decisione della società, riguardo soprattutto le operazioni in uscita. L’ex attaccante biancoceleste ha pubblicato un post sul proprio profilo X in cui ha sottolineato il fatto che molti degli innesti di Sarri sono in uscita, riferendosi chiaramente alla possibile partenza di Alessio Romagnoli

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, anche la cessione di Romagnoli sarebbe grave. Ora il rischio è… ” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Vada per Castellanos, vada anche per Guendouzi, ma se adesso dovesse venire a mancare anche Romagnoli sarebbe molto grave. Se c’è una cosa che funzionava era la difesa con l’ex Milan come leader indiscusso. La poca fiducia che mi ha dato questa squadra dipendeva da questo aspetto. La partita con il Como mi ha fatto fatto riflettere molto.

La sensazione è che nella squadra è che inizi a subire molto polemiche e tutto ciò che sta accompagando la Lazio fuori dal campo. Come se stessero venendo meno anche aspetti come la determinazione. Il percepito è che tutti vorrebbero scappare via e questo è preoccupante. La squadra di solito di isola da tante cose che riguardano il club, ma ora c’è gente che va e viene e devo ricredermi sull’ottimismo che avevo sui riflessi in campo. La demotivazione che ho visto dai giocatori contro il Como non l’avevo mai vista con questo spessore. Ora si parte dal presupposto che il campionato è finito e che ci saranno altre cessioni e questo porterà a preparare male la gara di Lecce”.

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ARBITRI

Arbitri, Lecce-Lazio a Chiffi: la designazione completa

Sarà l’arbitro Daniele Chiffi della sezione AIA di Padova a dirigere Lecce-Lazio, gara valvole quale 22ª giornata di Serie A ed in programma sabato 24 gennaio alle ore 20:45 allo Stadio “Via del Mare“. A coadiuvare il fischietto veneto saranno gli assistenti Davide Imperiale della sezione di Genova e Khaled Bahri della sezione di Sassari. Il IV Ufficiale sarà invece l’arbitro Antonio Rapuano della sezione di Rimini. In Sala VAR opererà Paolo Mazzoleni della sezione di  Bergamo, con AVAR Rosario Abisso della sezione arbitrale di Palermo.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio ai ferri corti, clima da “tutti contro tutti”. E anche Romagnoli ai saluti

La prima pagina de Il Tempo parla chiaro: in casa Lazio è in atto un vero e proprio processo interno. I risultati mediocri, una classifica che non decolla e un ambiente sempre più ostile hanno trasformato la stagione in un calvario. La sensazione diffusa è quella di un ridimensionamento strutturale, figlio di scelte societarie che hanno progressivamente abbassato l’asticella delle ambizioni.

Il rapporto tra Maurizio Sarri e ClaudioLotito è ormai ai minimi storici. L’allenatore si sente lasciato solo, costretto a lavorare senza investimenti e con una rosa incompleta. Dall’altra parte, il presidente difende una linea di rigore economico che però non trova riscontro sul campo. Il risultato è un clima da “tutti contro tutti” che pesa sulla squadra e sull’umore della piazza.

Mercato, Romagnoli verso l’addio

Emblematica la situazione di AlessioRomagnoli, sempre più vicino alla cessione. Il centrale è corteggiato dall’Al-Sadd, pronto a investire circa 8 milioni. La sua partenza sarebbe l’ennesimo segnale di una Lazio costretta a vendere i pezzi migliori per fare cassa, aggravando le difficoltà tecniche.

Tifosi, sponsor e prospettive

La contestazione dei tifosi non si placa, mentre l’assenza di sponsor e le continue tensioni istituzionali alimentano il malcontento. Il progetto appare fermo, senza una visione chiara per il futuro. Con Sarri sempre più distante e una rosa in bilico, il rischio è quello di una stagione grigia, lontana dalle ambizioni europee che avevano accompagnato il recente passato biancoceleste.