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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Non è il momento delle sentenze di mercato, ma adesso è una Lazio incompleta ed indebolita. Inoltre Sarri…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Credo che la Lazio stia cercando anche un altro centrocampista. Guendouzi è un giocatore assolutamente sostituibile, ma questo vuol dire che va sostituito per caratteristiche. Taylor è un giocare molto tecnico, diverso dal francese. In questo momento, in assenza di un altro arrivo, dovrebbe essere adattato o lui o Basic sul centrodestra. La cosa che conta è che alla fine arrivi un centrocampista importante. Un giocatore alla Brescianini, uno fisico che abbia capacità di inserimento. E’ quello il prototipo di ciò che serve alla mediana di Sarri.

La sensazione è che l’intenzione della società sia quella di prendere la mezzala. Non è il momento delle sentenze, ma è chiaro che ad oggi la Lazio è incompleta. In tutto questo, Sarri ha anche il timore che gli venga ceduto Romagnoli o altri pezzi rilevanti. E’ normale che si resti un po’ basiti al cospetto di questi rischi. Onestamente non può bastare il solo Taylor o il ragazzo in attacco (Ratkov, ndr). La preoccupazione c’è, ma c’è anche la speranza che il mercato non finisca qui. Allo stato attuale, la Lazio si è indebolita”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Tavares-Besiktas non decolla: la situazione

Il Corriere dello Sport questa mattina torna a parlare della trattativa tra Lazio e Besiktas per Nuno Tavares che stenta a decollare. I turchi infatti tra prestito e diritto di riscatto non sembrano voler andare oltre i 10 milioni di euro, a fronte di una richiesta di partenza della Lazio di 18, con possibile chiusura intorno ai 15. La richiesta del club biancoceleste è alta per tutelarsi dal 35% sulla rivendita che spetta all’Arsenal. Il giocatore resta ai margini del progetto e intanto in estate arriverà Pedraza a parametro zero.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, toglietemi tutto ma non Romagnoli e Gila… sino a giugno: il diktat di Sarri

Toglietemi tutto, ma non Romagnoli e Gila sino a giugno. Nella pubblicità si parlava dell’orologio, Maurizio Sarri invece non vede una Lazio senza i due difensori. Ha fatto fatica, il Comandante, a oliare i meccanismi difensivi della sua creatura – i numeri parlano chiaro, ci torneremo dopo – e quindi non ha nessuna intenzione di (farsi) rompere il giocattolo. Almeno fino a giugno non vuole sentire parlare di addii, soprattutto quello di Alessio: le voci di un interesse dell’Al-Sadd di Roberto Mancini sono vere ma più che altro sono stati i rappresentanti del giocatore a muoversi per iniziare a capire se ci sono i margini di un’operazione, visto che da parte della società ancora non sarebbero arrivate chiamate per sedersi a discutere il rinnovo di un contratto in scadenza nel 2027. E poi ci sarebbero anche da mantenere le promesse fatte nel passato: il numero 13 non le ha dimenticate e vuole che l’impegno messo fino ad oggi abbia un riconoscimento economico.

Il Comandante ha fatto intendere che su (quasi) tutti si potrebbe intavolare un discorso, ma se uno dei due centrali partisse nei prossimi giorni allora potrebbe anche venire meno alla parola data ai tifosi: «Io rimango qui». Il popolo laziale è dalla parte del condottiero e sicuramente, qualora dovesse verificarsi questo cataclisma (rimane comunque una cosa difficile, un po’ di tranquillità) non biasimerebbero Mau. Il veto è valido fino al sesto mese dell’anno, poi ognuno è libero di prendere la propria strada: ma il diktat è quello di chiudere il campionato con una coppia di centrali affiatata, affidabile, e che ha trovato le misure quasi a tutti. Un discorso, semmai, si sarebbe potuto aprire se Patric fosse nelle condizioni di scendere in campo con continuità, ma lo spagnolo è di nuovo fermo ai box, rotto. A Sarri piace anche Provstgaard, ma il 22enne danese potrebbe essere pronto definitivamente l’anno prossimo: per ora deve continuare a imparare.

Non lo scopriamo di certo noi che la forza di questa Lazio (gli attaccanti non segnano praticamente mai) è dietro. Un fatto certificato dai numeri: in 20 turni sono state incassate solamente 16 reti così com’era successo nella stagione 22-23, quella poi conclusa al secondo posto in classifica. Negli ultimi 40 anni solamente una volta (90-91 con Zoff e Calleri) si era subito di meno: 14, ma poi il campionato finì con un undicesimo posto. Oltre i dieci clean-sheet (stessi dell’Arsenal che domina in Premier League), in 15 primi tempi (su 20) i biancocelesti sono andati nello spogliatoio con la porta inviolata: in Europa, oltre ai Gunners, è lo stesso numero del Real Madrid. Sono cinque i gol incassati nella prima parte di gara e solamente il Borussia Dortmund (3) ha fatto meglio. Un dato statistico che accomuna la Lazio al Como questo, prossimo avversario all’Olimpico. Il Messaggero

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, tutto da rifare per la mezzala: saltate le prime scelte, ora si prende tempo

La Lazio continua la ricerca di una mezzala per completare il centrocampo. Dopo i no di Toth e Timber, il club biancoceleste valuta il mercato con prudenza: l’unico nome rimasto in piedi è quello di Mendozadell’Elche, mentre la strategia resta attendista in attesa di occasioni a costo contenuto.

La priorità è chiara, il nome molto meno. Come racconta il Corriere dello Sport, la Lazio è ancora alla ricerca di una mezzala da inserire nella rosa, ma senza forzare i tempi. I tentativi per Toth e Timber non hanno portato a un’intesa e hanno spinto la dirigenza a rivedere le proprie mosse.

Al momento l’unica strada percorribile porta in Spagna. Rodrigo Mendoza, classe 2005 dell’Elche resta il profilo monitorato con maggiore attenzione. Il club biancoceleste, però, non intende affondare senza prima ricevere segnali concreti sul fronte economico: si valutano formule sostenibili, prestiti o operazioni a basso rischio.

La linea è quella della pazienza. A Formello si preferisce aspettare eventuali occasioni di fine mercato, consapevoli che i prezzi potrebbero scendere negli ultimi giorni. L’obiettivo è evitare investimenti pesanti per un profilo non considerato prioritario, soprattutto dopo gli sforzi già programmati per altri reparti.

La mezzala resta l’unico vero tassello mancante, ma non c’è fretta di chiudere. La Lazio osserva, riflette e prende tempo, con Mendoza come opzione sullo sfondo e la speranza che il mercato possa offrire soluzioni più vantaggiose.

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CALCIOMERCATO

Lazio, il Vasco non fa sconti: chimera Rayan. E c’è ancora il Bournemouth

Il profilo di Rayan continua a essere centrale nelle riflessioni della Lazio. Classe 2006, talento esploso in Brasile, è uno dei nomi più apprezzati dall’area tecnica biancoceleste. Il problema resta però la valutazione: il Vasco da Gama non apre a sconti e chiede 35 milioni di euro garantiti.

La posizione del club brasiliano è netta. Nessuna formula creativa, nessun pagamento dilazionato: per Rayan si tratta solo cash. Una richiesta che al momento frena la Lazio, orientata a operazioni sostenibili e lontana da investimenti di quella portata su un profilo così giovane, seppur di prospettiva.

Sullo sfondo si muove il Bournemouth già protagonista del precedente incrocio di mercato su Toth. Il club inglese ha disponibilità economica superiore e può permettersi di avvicinarsi alle richieste del Vasco, rendendo l’operazione ancora più complessa per i biancocelesti.

A Formello la linea non cambia: si monitora Rayan, ma senza rilanci fuori parametro. La priorità resta cogliere eventuali spiragli solo in caso di apertura del club brasiliano. In caso contrario, la Lazio è pronta a virare su profili alternativi, evitando aste e operazioni considerate sproporzionate. Il Tempo.

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CALCIOMERCATO ESCLUSIVE

‘NMM’ – Pedullà: “Lazio, vicenda Romagnoli pesante. Sarri non può pensare che le cose cambino, ecco cosa serve…”. Poi su Cancellieri e Toth (AUDIO)

L’esperto di calciomercato, ALFREDO PEDULLA’, in collegamento a ‘NMM’

“A livello di campo fare 28 punti, per quanto non mi piaccia parlare di miracoli, è un risultato importante per l’aria che tirava. Fare i paragoni con lo scorso anno è improponibile, è un qualcosa dettato da altre motivazioni. Un anno fa, tra le altre cose, avevi calciatori motivati. Oggi gente che vuole o voleva andare via. I paragoni tra le due annate non sono fattibili. Io ricevo su ogni notizia della Lazio almeno 300 messaggi su altre cose: non possiamo parlare sempre della stessa cosa, della società e del presidente. Sono cose su cui mi sono espresso.

Io spero si ripristini una normalità che al momento non c’è: lavorare così è difficile per tutti. C’è freddezza, è come partire 0-1 in casa, non è una cosa che fa bene alla Lazio. Mi auguro che i diretti interessati trovino un punto di intesa, un accordo. Io da amico di Sarri a volte penso che lui non dovrebbe più parlare di anno zero pubblicamente: sono cose che non aiutano, serve un’intesa. Poi se ti sta bene vai avanti, altrimenti no. Parlarne però porta poco al campo, distrae. Mi dispiace molto in ogni caso per questa situazione, c’è bisogno di chiarimento al di là dei contratti. Vedo un muro contro muro, fibrillazione e una situazione di mercato complicatissima, anche più di quanto è uscito. Ci sono cose che a volte fatico anche io a raccontare perché non voglio fare danni. Certi malcontenti che stanno emergendo non hanno più a che fare col calcio.

Sarri in estate ha accettato una situazione, non si può pensare poi che le cose cambino. A gennaio il mercato si è sbloccato e la prima necessità è stata accontentare chi voleva andare via. Ed è una situazione che sta continuando e qualcosa neanche è uscita: la vicenda Romagnoli è pesante. La Lazio dovrà gestirla come riterrà opportuno. C’è un contratto che scade nel 2027, al netto del contatto presunto o meno con Mancini. Un contratto simile oggi è un problema: se hai parlato con lui promettendo un rinnovo che non si è verificato e in contemporanea arrivano altri rinnovi, si creano fibrillazioni. È un momento difficilissimo. Poi io sono d’accordo sul rinnovo di Marusic, che è un simbolo. Ma il tema è che c’era un ordine precedente che è stato scavalcato. E così diventa difficile e complicato.

Prendiamo reparto per reparto: in difesa Gila come Romagnoli è in scadenza nel 2027, se non parte ora lo fa a giugno ma devi dare il 50% al Real Madrid. Pedraza è un ottimo acquisto soprattutto perché a zero, ma per giugno perché per ora il Villarreal non lo libera. Poi c’è il problema Tavares. A centrocampo te ne servono altri due, con Vecino ai titoli di coda. In avanti Isaksen non ha attecchito, su Cancellieri in scadenza nel 2027 c’è il Brentford. Sono tante cose su cui mettere mano contemporaneamente, su una situazione che la Lazio possa risolvere per trovare un minimo di unità di intenti. Bisognerebbe pensare a fare il bene della Lazio.

Sarri? Al netto del rapporto che ho con lui, e penso sia una persona straordinaria e leale, io devo essere onesto: qualche considerazione deve farla. Non si può parlare sempre di anno zero, nonostante tutto l’affetto che nutre per la Lazio. Per il bene di tutti devono fare un tavolo interno che poi diventa pubblico. Devono chiudersi tutti e tre in una stanza e decidere cosa fare, non giova a nessuno andare avanti con frecciatine reciproche.

L’addio di Cancellieri? Uno smantellamento simile non sta bene a nessun allenatore, che si tratti di Romagnoli con cui salta la linea o di altri come Cancellieri. Ma se mi portano 15 milioni e la richiesta è di 18 li accetto subito. E inoltre a me l’atteggiamento di Cancellieri non è piaciuto a Verona: pensa di giocare solo contro tutti. Poteva far segnare il nuovo compagno e non l’ha fatto, è una cosa grave: c’è l’egoismo personale e non va bene. Sono cose che non possono accadere. Per spiegare meglio: perché ci sarebbe il veto? Non perché all’improvviso Cancellieri è incedibile, ma perché l’altro titolare sta facendo peggio. Fai prima Isaksen, allora, ma per ora non sono arrivate offerte. Servono tutte scelte rapide: Tavares va ceduto subito a 10, prima che cambino idea. È peggio restare così o tenere uno per cui a giugno ti offrono cinque milioni?

Negli ultimi cinque o sei giorni c’è stato un momento in cui Timber era il preferito, ma va in scadenza e anticipa solo a determinate condizioni economiche. In questo senso il no della Lazio lo capisco, ma subentrano le tempistiche. Toth lo stavi prendendo, ma purtroppo ci sono intermediari di mercato in giro che spesso sono vicini alla Lazio e spesso pensano prima agli interessi personali. In questa settimana che va verso Lazio-Como ci sono tante cose che ti porteranno a parlare di altre cose ed è sbagliato. Il risultato del campo non conta più perché i protagonisti parlano di altre cose: se il tuo presidente, il tuo direttore e il tuo allenatore parlano di altre cose, perché dovrebbe contare il campo? Ripeto: si devono chiudere in una stanza per cinque o sei ore e dopo devono presentarsi mettendo un punto e stabilendo cosa c’è da fare, altrimenti perdi acqua da tutte le parti”.

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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Lazio, Diddi presenta i nuovi: “Taylor da top club, mezzala sinistra ideale di Sarri. Ratkov prospetto ancora non pronto” (AUDIO)

LUCA DIDDI ‘Il tattico’ (Allenatore e match analyst) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Ratkov è giovane, ha giocato solo nella Bundesliga austriaca e fino alla scorsa stagione aveva giocato due volte senza mai segnare. Nelle sei presenze fatte in Europa non è andato in rete, non ci si può aspettare che sia un giocatore subito pronto per prendere il posto di Castellanos. E’ un prospetto per il quale serve pazienza. Deve ambientarsi, capire cosa vuole Sarri, non ci si può aspettare un attaccante pronto. Ad oggi c’è un dislivello con l’argentino.

Taylor? Non è possibile paragonarlo a Guendouzi. E’ il suo opposto per caratteristiche tecniche. E’ forte, ha esperienza internazionale con l’Ajax e le nazionali. Ha giocato tutti campionati di altissimo livello realizzativo. Conosco bene Farioli, che l’ha allenato in Olanda, me l’ha sempre descritto come un giocatore da top club. Era un giocatore che aveva mercato, ha pulizia di passaggio e l’inserimento alla Marek Hamsik. Legge lo spazio in modo evoluto, per il sistema di gioco di Sarri è ideale. Rispetto a Ratkov, per modo di giocare e qualità sembra fatto apposta per giocare con questo tecnico. Lui è una mezzala sinistra, ma può giocare in tutti i ruoli del centrocampo. Ho collaborato con Sarri ed immagino che nella sua testa gli inserimenti di Taylor siano funzionali ai movimenti di un falso nueve, una punta di raccordo. Sarà la mezzala sinistra della Lazio perfetta. Come mezzala destra, secondo me, nell’ideologia di Sarri non va bene. Snatureresti le sue caratteristiche principali”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Cancellieri in bilico ed Insigne in attesa: occhi su Otele del Basilea per l’attacco

La Lazio sta monitorando con attenzione il profilo di Philip Otele del Basilea. L’esterno sinistro offensivo piace molto dalle parti di Formello con la valutazione che si aggira intorno ai 10 milioni di euro. Tutto dipende dalle cessione: Cancellieri potrebbe andare in Premier, ma anche il Marsiglia ha chiesto informazioni. Otele piace, ma non è l’unico nome nella lista del direttore sportivo Fabiani.

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COPPA ITALIA

Coppa Italia, le date dei quarti di finale: quando si gioca Bologna-Lazio

Sono state rese note le date dei quarti di finale di Coppa Italia. La Lazio, dopo aver superato il Milan agli ottavi, ora sfiderà il Bologna. Di seguito il calendario completo.

QUARTI DI FINALE COPPA –

Mercoledì 4 febbraio 2026

Inter – Torino, ore 21

Giovedì 5 febbraio 2026

Atalanta – Juventus, ore 21

Martedì 10 febbraio 2026

Napoli – Fiorentina/Como, ore 21

Mercoledì 11 febbraio 2026

Bologna – Lazio, ore 21

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri dice “stop” alle cessioni: no allo smantellamento della squadra senza certezze in entrata

Vanno bene le plusvalenze, va bene ripianare le finanze e il bilancio, va bene immettere forze nuove e giovani in squadra, ma mister Sarri non è più disposto a sopportare cessioni e smantellamento della rosa. Le tensioni con la società e il presidente Lotito sono evidenti.

Come riporta Il Messaggero questa mattina nella sua edizione odierna, mister Sarri non è più disposto a tollerare cessioni e smantellamento della squadra. A rischio ci sono molti giocatori, in primis Cancellieri, e il tempo è poco per poterli rimpiazzare tutti adeguatamente. Delle plusvalenze al tecnico toscano importa fino a un certo punto; a lui serve allenare una squadra in grado di non ripartire ogni volta da zero. 

Non vuole più rinunciare a nessuno a gennaio, così, al buio. Per questo le tensioni con Lotito ci sono e riguardano anche gli innesti: Maldini non lo gradisce molto, poi si è parlato di Wimmer e Rayan del Vasco da Gama. In attacco, come si sa, aveva richiesto Raspadori ed è arrivato Ratkov.