Genoa's coach Alexander Blessin gesture during the Italian Serie A match, Genoa CFC vs Udinese Calcio at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 22 january 2022.
ANSA/LUCA ZENNARO
Se a Formello Sarri è alle prese con le assenze di Luis Alberto e Luiz Felipe, al campo ‘Signorini’ di Genova, Blessin perde un pezzo. Si tratta di Bani, alle prese con un guaio muscolare. In dubbio per domenica ci sono anche Rovella e Cambiaso. In difesa Ostigard torna a disposizione del tecnico tedesco, dopo la squalifica che lo ha tenuto fuori contro il Verona.
Genoa's coach Alexander Blessin gesture during the Italian Serie A match, Genoa CFC vs Udinese Calcio at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 22 january 2022.
ANSA/LUCA ZENNARO
Alexander Blessin ha dato una svolta concreta alla stagione del Genoa. Il Grifone – prima del suo arrivo – aveva totalizzato 12 punti in 22 partite. Subentrato Blessin, ha raccolto 10 punti in 9 giornate (7 pareggi, una vittoria e una sconfitta) praticamente l’intero bottino raccolto in più della metà del campionato. Pochi gol fatti (3) ma bastevoli per portare a casa una striscia di risultati utili consecutivi. I rossoblù hanno sistemato la difesa (che paradossalmente ha subito solo due gol in più di quella della Lazio stessa). A Genova non sarà una passeggiata per i biancocelesti, Sarri lo sa bene. La salvezza – attualmente, in classifica – dista appena tre punti.
“Contro il Sassuolo era importantissimo vincere per ripartire, sotto ogni punto di vista. Ho visto un’ottima Lazio, forse una delle migliori della stagione. Peccato per Immobile, se fosse stato in altre condizioni avrebbe potuto fare molti gol contro i nervoderi. Dopo il derby perso e dopo esser diventato – senza ragione – il capro espiatorio della situazione, ha pagato lo scotto. Ora sono 7 le partite alla fine, la Lazio si gioca tutto. Sono convinto che entrare in Europa – anche nella Conference – sia necessario anche per avere un appeal diverso agli occhi del calciatori, oltre che per le casse del club. Non penso che i giocatori che andranno via mollino di colpo. Il giocatore di livello resta al alti livelli, come ha fatto vedere Dybala con la Juve, Kessie col Milan o Insigne col Napoli. Non li vedo demotivati o pronti a far qualcosa di meno. Ci sono anche dei premi legati al raggiungimento degli obiettivi”.
IL GENOA E IL RUSH FINALE
“Milan e Juve sono gli scogli più grandi nelle ultime gare. I precedenti contro le big non sono di buon auspicio, è vero però che questa è un’altra Lazio e che anche le big a volte perdono i punti. Lo ha dimostrato il Milan ieri sera, tanto per fare un esempio. Il Genoa? Nelle ultime partite ha pareggiato molto spesso, segnando solo due gol nelle ultime sette partite vincendo una volta, prima della sconfitta di ieri. Ha una ottima organizzazione difensiva, davanti poca qualità. La Lazio deve fare il suo, domenica, perché bisogna prendere almeno 16-17 punti sui 21 disponibili per puntare seriamente al quinto posto. Consideriamo sempre la gara da recuperare della Dea”.
SARRI, LA SETTIMANA DELL’ INCONTRO
“Ora siamo alla resa dei conti, posso accettare un rifiuto di Sarri per sua scelta, non che la Lazio torni sui suoi passi dopo aver sbandierato la volontà di rinnovare. Non c’è niente di meglio che affrontare queste ultime giornate con l’ufficialità del rinnovo di Sarri. Questo darebbe un segnale forte, di programmazione, di voglia di andare avanti insieme. Senza intesa e rinnovo, credo che non serva niente fare il prossimo anno con questo tecnico. Perché rifare la squadra su indicazioni di un tecnico destinato a lasciare? Non ne vedo veramente il senso. Serve invece programmare, serve che Sarri sia al centro del progetto e legittimato da un impegno a lungo termine. A lui Roma piace, l’ambiente idem. Vuole costruire qualcosa di ‘suo’, il contrario di ciò che è successo a gennaio. Ambizione e qualche sacrificio per Lotito andando avanti con Sarri, altrimenti sarà ridimensionamento con un tecnico con meno ambizioni. Resto convinto che si possa andare avanti e costruire qualcosa di importante”.
ROME, ITALY - JANUARY 18: Luis Alberto of SS Lazio during the Coppa Italia match between SS Lazio and Udinese at Olimpico Stadium on January 18, 2022 in Rome, Italy. (Photo by Ivan Romano/Getty Images)
“Siamo stati invasi dal virus”. Lady Luis Alberto aveva lanciato l’allarme con uno scatto su Instagram che ritraeva i figli del ‘Mago’ alle prese con l’influenza. Visto il periodo, la preoccupazione è scattata fra i tifosi. Per fortuna è stata la stessa moglie del calciatore a fare chiarezza, in mattinata: “I bambini hanno la bronchite, nessuno di noi ha il Covid in casa”. Pericolo che sembra scongiurato, dunque.
Luiz Felipe, Patric e Marusic. Sono tre i giocatori biancocelesti diffidati e – almeno in due – dovrebbero partire dall’inizio contro il Genoa. Il match è in programma domenica 10 aprile alle 12.30, a Marassi. Occhi aperti dunque, nell’ottica Torino. La Lazio infatti ospiterà i granata la settimana seguente, prima di Pasqua. Nota positiva in vista della trasferta ligure: Pedro ha scontato la propria – di squalifica – e torna a disposizione di Sarri.
Non basta il gol finale di Traore per rovinare i piani della Lazio. Gli uomini di Sarri tornano al successo dopo il KO nel derby, grazie ai gol di Lazzari e Milinkovic. Entrambi protagonisti assoluti del match, ben oltre le reti messe a segno. Il terzino è indemoniato, lotta, corre ed è sempre un riferimento per i compagni, sulla destra. Il secondo regala giocate di qualità e assistenze (una per Immobile, una perla) che non sempre vengono concretizzate. Per certi versi sembra che il tempo si sia fermato prima della stracittadina, perché la Lazio – contro il Sassuolo – svela la stessa, bella versione di se stessa vista nelle partite precedenti. Sarri ottiene la risposta di carattere invocata in conferenza stampa, la Lazio i 3 punti che la portano momentaneamente al quinto posto solitario in classifica a quota 52.
Mattia Zaccagni, nel match program della S.S. Lazio, ha presentato la gara contro il Sassuolo valida per il trentunesimo turno della Serie A: “Andremo ad affrontare una squadra forte e ben organizzata, che ottiene risultati importanti da anni: i neroverdi sono diventati un club temuto da tutti ormai”.
DERBY
“Averlo saltato è stata una grande delusione, mi è dispiaciuto molto non aver potuto aiutare i miei compagni in una partita cosi sentita. Per quanto riguarda la Nazionale, con il debutto contro la Turchia ho coronato il sogno di ogni bambino e sono estremamente felice per questo”.
IL PERCORSO
“Sassuolo mi porta bene, è vero: quest’anno ho già realizzato 3 gol contro gli emiliani e spero di ripetermi anche stavolta. Con Sarri sono migliorato tanto, soprattutto a livello di continuità di prestazione ed anche in zona gol. Sono però consapevole di poter fare ancora di più. A livello di squadra invece abbiamo il dovere di provare a regalarci un grande finale di campionato e ce la metteremo tutta”
In un intervista al quotidiano ‘El Periodico’, Pedro ripercorre le tappe della stagione e della sua nuova avventura biancoceleste: “Quest’anno è stato frenetico all’inizio ma poi mi sono divertito molto dal mio arrivo alla Lazio. Sono molto felice, anche se al momento non siamo vicini ai nostri obiettivi. Uno di questi era di finire tra i primi quattro, il che è molto difficile al momento”.
L’ESSERE PROFESSIONISTA
“I soldi sono importanti perché ti permettono di aiutare la tua famiglia e gli amici che non se la passano bene. Credo questo aspetto sia importante per tutti. Alla fine, ogni professionista cerca il miglior lavoro possibile per vivere al meglio. Ma a dire la verità, quando ho iniziato a giocare non pensavo ai soldi. Non credo che nessun giovane pensi a fare milioni o a vivere bene. Pensavo solo a vivere e godermi le esperienze, per esempio giocare con Leo Messi. Da quando sono qui alla Lazio ci sono molti compagni di squadra che si stupiscono quando glielo racconto, è qualcosa di più bello che guadagnare soldi”
Nell’ultima seduta pre-Sassuolo, Sarri ha dovuto fare i conti con l’assenza di Luiz Felipe. Il centrale – nonostante abbia lavorato ieri, sul campo – oggi non si è visto. A questo punto sembra chiara la voglia di non forzare i tempi di recupero, sempre che non ci sia stata una ricaduta. Patric-Acerbi la coppia centrale, mentre a sinistra – dopo le conferme di Sarri – ci sarà Marusic. Lazzari in vantaggio su Hysaj a destra. Da Leiva fino ad Immobile, la Lazio sarà quella titolare. Milinkovic e Luis Alberto affiancheranno il brasiliano; Zaccagni e Felipe Anderson Ciro.
Probabile formazione, 4-3-3: Strakosha; Lazzari, Patric, Acerbi, Marusic; Milinkovic-Savic, Lucas Leiva, Luis Alberto; Zaccagni, Immobile, Felipe Anderson.
“Quando parlo di Chinaglia, io lo associo spesso a Diego (Maradona, ndr). Due persone generose, che facevano molto più per gli altri che per loro stessi. Hanno pagato cari i loro errori, quelli commessi senza volontà di far male alle persone. Purtroppo ci sono stati sempre troppi avvoltoi intorno a loro, che cercavano sempre di prendere, mai di dare. Per loro ho litigato in giro per il mondo, perché la gente parla, parla senza conoscere niente. Li difendevo e li difendo ancora. Penso a Giorgio, a come è stato trattato in maniera indegna qui in Italia. E’ il minimo che io possa fare, per lui. Giorgio e Diego, che hanno portato il primo Scudetto a Roma e Napoli. Spavaldi, contagiosi, ti davano sicurezza e fiducia. Trovo tanti punti di contatto fra loro due. La loro bontà li ha fatti rimanere soli, paradossalmente. Giorgio ci ha dato la possibilità di uscire a testa alta e petto in fuori, Maradona ha cancellato il vittimismo che c’era a Napoli. Due bandiere, due icone assolute. La loro grandezza risiedeva nella grande umanità e nella immensa generosità. Facevo il raccattapalle a Long John, poi è stato il mio presidente. Quando ci ha lasciato pensavo a un pesce d’aprile di pessimo gusto”.
DERBY
“Sarri non poteva fare granché, la squadra è scesa in campo senza motivazioni. Sapere che già alla vigilia c’erano stati segnali preoccupanti è grave. Credo che i giocatori della Lazio debbano farsi un esame di coscienza“.