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RADIOSEI

Funerali D’Amico, Abodi: “Mai visto Vincenzo rattristato. Se ne va un amico” (VIDEO)

Il Ministro dello sport e i giovani Andrea Abodi ha voluto ricordare la figura di Vincenzo D’Amico a margine dei suoi funerali: “Di D’Amico ho tanti ricordi e tutti col sorriso. Non ho mai visto Vincenzo rattristato, nemmeno quando avrebbe avuto motivo per esserlo in qualche momento della sua vita. Una persona fantastica, meravigliosa. E non sono le solite frasi di circostanza, perché con lui c’era simpatia, affetto stima, amicizia”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

‘SETTE COLLI’ – Abodi a Radiosei: “Flaminio-Lazio? Non ci rassegniamo, Lotito ha ancora delle idee. Ma bisogna fare presto” (AUDIO)

59^ Edizione ‘Sette Colli’ – ANDREA ABODI (Ministro dello Sport) in esclusiva nella postazione di Radiosei si è espresso anche sul tema stadio Flaminio: 

“È un problema da risolvere. Ho iniziato ad affrontare questo problema tredici anni fa. Se non trovo adesso una soluzione non la trovo mai più. È un impianto, un bene che va totalmente riqualificato. Il nostro sogno era quello che diventasse lo stadio della Lazio. Non so se ci saranno le caratteristiche affinché questo avvenga. In quelle condizioni, non potendo realizzare quello che sarebbe necessario per una realtà come quella della Lazio, forse bisogna immaginare altre soluzioni. Non ci rassegniamo, sarà quel che sarà. L’amministrazione Comunale ha bisogno di trovare un promotore. Da una parte c’è il Credito Sportivo con Cassa Depositi e Prestiti che ha un progetto che riguarda tutta l’area e non solo lo stadio; dall’altra c’è la Lazio che credo abbia ancora delle type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Vorrei dire che vinca il migliore, ma mi auguro si possa fare presto. Certamente quel luogo merita decoro, servono soluzioni. Con Lotito c’è un buon rapporto, tra diversi c’è un buon rapporto. Una cosa è certa, con lui non possono esserci equivoci e sorprese. Tutti e due sappiamo cosa è possibile aspettarsi dall’altro”. 

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DICHIARAZIONI

Abodi: “Tanti temi in esame, ma sugli stadi non c’è tempo da perdere”

Il ministro dello sport Andrea Abodi era presente all’inaugurazione a San Basilio della palestra della legalità strappata ai clan dello spaccio anche grazie alla trascinante forza del parroco, don Antonio Coluccia. Con lui c’era anche il ministro dell’interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia Lamberto Giannini, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente ad di Sport e Salute, Vito Cozzoli.

Abodi spiega che si sta lavorando duro per giungere a predisporre gli attesi interventi legislativi, dal diritto di scommessa alla fine del divieto di sponsorizzazioni per le aziende di betting. “Qui si allarga tanto la questione, difficile mandare avanti un singolo elemento. E’ difficile dire se sia più urgente il tema della competitività o quello delle vicende della stretta attualità. Avremo bisogno di qualche giorno in più. Se sarà un decreto legge? – prosegue Abodi – Potrebbero essere anche più provvedimenti. Il decreto è uno strumento, c’è anche il disegno di legge che per le cose più significative consentirebbe di avere un confronto parlamentare più approfondito”. Sugli stadi però non c’è tempo da perdere. “Ci stiamo muovendo, sia sugli stadi in quanto tali sia in quanto stadi per la candidatura all’Europeo 2032″.

Alessio Buzzanca

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POLITICA SPORTIVA

Il ministro Abodi su Lotito: “Inutile parlare col presidente di Lega se c’è un senatore che si muove da solo!”

Il Governo non concederà proroghe sul pagamento delle tasse sospese se non quelle già previste per legge, ma una strada per lo sport c’è. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha spiegato, in un’intervista a Il Corriere della Sera, il motivo del no dell’esecutivo alla richiesta del mondo del calcio: “Ho espresso parere negativo all’emendamento proposto perché ritengo che il mondo dello sport, con un prevalente interesse di alcuni club di A, non possa avere una forma di tutela esclusiva. Il calcio fa parte del sistema industriale del Paese e come tale va sostenuto. Non è quindi un mondo a parte. Discorso diverso è quello concernente le specificità di settore, mi riferisco alle scadenze, ma non solo. Colgo questa occasione per invitare a un tavolo di lavoro il presidente federale Gravina, il presidente Casini della Lega Serie A e i vertici di tutte le altre leghe per affrontare un percorso di riforme strutturali, sul presupposto che si affrontino i problemi”.

SANZIONI 

Abodi parla poi delle eventuali sanzioni alle quali andrebbero incontro le società che chiederebbero una rateizzazione delle imposte in scadenza il 22 dicembre: “Contrariamente alle altre imprese, il calcio è sottoposto ai controlli Covisoc. Si sta valutando con il ministero dell’Economia di consentire ai club che chiederanno la dilazione di debiti fiscali accumulati negli anni di crisi di pagare entro il 16 febbraio la prima quota del rateizzato oltre alla scadenza ordinaria. A dire il vero, riterrei questa concessione un errore. Basta una circolare interna. Questo potrebbe evitare di incorrere in sanzioni sportive. È evidente che le aziende, tutte non solo quelle calcistiche, che avranno trovato un accordo con l’Agenzia delle Entrate non saranno perseguite e neanche segnalate. Sarà necessaria l’introduzione di una legge, sono al lavoro con i ministeri dell’Economia e della Giustizia per questo”.

DIRITTI TV 

Abodi prosegue: “Il mondo dello sport è un mondo che conosco bene, ho solo voglia di contribuire a migliorarlo. Mi sto confrontando con il presidente Casini e lui sa che da un mese sto lavorando al provvedimento sulla competitività del calcio di A, anche solo per questo mi sarei aspettato un giudizio sospeso. Sembra che i problemi siano nati oggi. In primis, la modifica della legge Melandri per allungare da tre a cinque anni la durata dei contratti di vendita dei diritti tv“.

FRECCIATA A LOTITO 

Il ministro si concentra poi sull’antipirateria e lancia una frecciata al numero uno della LazioClaudio Lotito: “Poi il tema dell’antipirateria. Avrei voluto presentare un emendamento governativo in conversione del decreto Aiuti quater, ma nel frattempo ne è giunto un altro proveniente dal Parlamento. Inutile che parli col presidente di Lega se poi c’è un senatore, proprietario di un club e consigliere federale che si muove in autonomia“.

ALTRE MISURE 

Al varo altre importanti misure su diversi aspetti, come le società di scommesse: “Stiamo affrontando il tema del diritto alle scommesse – commenta Abodi -: è irrituale che l’organizzatore dell’evento non abbia alcun beneficio, rispetto a una catena che parte proprio grazie ai suoi investimenti. Stiamo lavorando per rendere nuovamente legali pubblicità e sponsorizzazioni delle aziende del betting, anche per tutelare il gioco legale e responsabile”.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Abodi: “Juventus? Probabilmente non resterà l’unico club coinvolto”

“Un club che probabilmente non rimarrà il solo” e questo “ci permetterà di fare pulizia”. Così Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i giovani, ha parlato del caso Juve intervenendo alla presentazione del volume ‘Codice di Giustizia Sportiva Figc’ dell’avvocato della Federcalcio Giancarlo Viglione al Coni, evento organizzato da Giuffrè Francis Lefebvre.

Credibilità del sistema

“Abbiamo bisogno di sapere presto cosa sia successo – ha aggiunto il membro del governo guidato dalla premier Giorgia Melini – e che vengano assunte decisioni per ridare credibilità al sistema, nel principio dell’equa competizione. Ed è evidente che negli ultimi anni non è successo”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Abodi: “Wilson protagonista senza volerlo essere per forza”. Sul Flaminio… (AUDIO)

AUDIO ‘SVB’ – L’intervento nella mattinata di #Radiosei di ANDREA #ABODI (Presidente Istituto Credito Sportivo): “Wilson era una persona protagonista senza volerlo esserlo per forza. Nonostante tutto quello che ha avuto ha sempre mantenuto sobrietà e presidio di sentimenti. Sarebbe bello ricordarli sempre personaggi così, anche quando sono in vita. Stadio Flaminio? È sempre stato del comune di Roma, mi auguro che riprenda la dignità che merita. Ma è giusto che le risposte la dia l’Ass. Onorato”

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POLITICA SPORTIVA

Lega di A: manovre pericolose con vista sul commissariamento

Venerdì 11 marzo potrebbe essere il D-Day per il nuovo presidente della Lega di A, ma all’orizzonte si addensano nubi di tempesta. Non il solito bailamme sulla scelta del papabile (che c’è eccome), ma grossi problemi di ordine giuridico che pesano sulle spalle dei due nomi sui quali nelle ultime ore sembrano essersi polarizzati e coagulati gli interessi dei 20 potenti di A.

Parliamo di Lorenzo Casini e Andrea Abodi. Al di là delle competenze in materia di pallone evidentemente sbilanciate a favore di Abodi grazie ai 7 ottimi anni di presidenza di Lega di B, per entrambi ci sono problemi di eleggibilità.

Problemi ovviamente da valutare e non aprioristicamente ostativi, ma decisamente rilevanti.

L’art. 53, comma 16-ter introdotto nel Decreto Legislativo n. 165/01 ad opera della legge n. 190 del 2012 (c.d. legge anticorruzione) introduce il concetto di pantouflage nell’ordinamento italiano. In buona sostanza i dipendenti che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

Andrea Abodi è presidente dell’Istituto di credito sportivo, banca di diritto pubblico di proprietà all’80% del MEF.

Lorenzo Casini è capo di gabinetto al MIBACT. Entrambi dunque lavorano per la pubblica amministrazione con incarichi di primo piano.

Se per il primo il pantouflage sarebbe evidente perché l’Ics serve proprio a finanziare società sportive come quelle di serie A, che infatti ne hanno già beneficiato, per il secondo la situazione è leggermente più sfumata, seppur critica. Critica comunque, perché è vero che tra MIBACT e serie A non c’è rapporto diretto automatico, ma ci sono molti ambiti nei quali i soggetti privati (le squadre di A) potrebbero essere destinatari positivi delle attività del MIBACT stesso.

La situazione è piuttosto ingarbugliata anche perché la norma appena analizzata presenta profili ancora dibattuti. Ad esempio essa non esplicita quale sia l’ente col potere di irrogare la sanzione in caso di violazione.

Davanti a questo scenario, chi si frega le mani in attesa del giorno del giudizio è il presidente della Figc Gravina.

Nel caso in cui dovesse essere impugnata e sospesa l’elezione di uno dei due nomi proprio per le incompatibilità succitate, o se dovesse ritirarsi dalla corsa Abodi e non essere eletto Casini proprio per gli stessi timori, il commissariamento da parte della Figc sarebbe quasi automatico, con Gravina stesso nella veste di commissario.

Qualcuno ha voglia di scommettere un centesimo?

Alessio Buzzanca