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RASSEGNA STAMPA

Baroni e i nuovi arrivati: come e quando avranno una chance

I nuovi senza fretta. Tre sono gli innesti arrivati a Roma durante la sessione di mercato invernale: Arijon Ibrahimovic, Reda Belahyane  e Oliver Provstgaard. Non sono ancora scesi in campo ma intanto lavorano regolarmente con la squadra.

Il tecnico ha escluso tutti e tre dalla lista dell’Europa League e ora studia le mosse per inserirli, senza rovinare gli equilibri del gruppo. Per Baroni, si sa, la priorità resta sempre lo spogliatoio e come ha spiegato più volte farà in modo di inserire gradualmente gli ultimi arrivati.

Al momento l’allenatore sembra puntare sulla Coppa Italia: nei quarti contro l’Inter potrebbero infatti scendere in campo. Il danese è stato provato come vice Romagnoli, l’ex Verona da mediano mentre Ibrahimovic è una sorta di jolly d’attacco.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Il Napoli senza Neres perde profondità. Attenzione a…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Lazio-Napoli? La perdita di Neres è importante, assieme a Politano sono i giocatori che accendono la manovra offensiva, crossando per Lukaku e per gli inserimenti di Anguissa e McTominay, senza di lui perderanno anche profondità. Credo che giocherà Raspadori, che non darà profondità. L’alternativa potrebbe essere Ngonge che però preferisce l’altra fascia o Mazzocchi, che però viene da due prestazioni negative. Mancano anche i due terzini sinistri, sulla fascia dovrebbe giocare Juan Jesus. Il Napoli è una squadra che se riesce a fare gol poi si chiude, è la miglior difesa del campionato. La Lazio è carente nel gioco aereo e il terzo tempo di giocatori come McTominay potrebbe creare pericoli. Bisognerebbe giocare a uomo e non a zona.

Pedro è un campione e non si discute, ma sabato servono giocatori di maggior peso specifico. Ecco perché giocherei con Dele-Bashiru se Dia non dovesse farcela».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Dia può recuperare. Con il Napoli è richiesta grande maturità” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Patric e Vecino puntano il ritorno con il Venezia, con lo spagnolo che potrebbe tornare a lavorare in gruppo già in questi giorni. Penso che Dia, alla fine, potrà essere disponibile. Molto passa dalla sessione di questa mattina, ma l’attaccante senegalese è l’unico dubbio. Non ha svolto accertamenti strumentali, questo conferma l’ottimismo delle ultime ore. Penso possa rendersi disponibile con il Napoli, in caso contrario credo che Baroni intenda sfruttare la grande condizione di Pedro. Lo spagnolo avanti a Dele-Bashiru nel caso in cui Dia non giocasse, dunque. Sarebbe molto importante ricordarlo anche per mantenere un livello importante in termini di fisicità e gioco aereo, aspetti in cui il Napoli è forte. E’, inoltre, bravo a cucire il gioco sulla trequarti di campo. In quella zona, poi, c’è Lobotka, e nel match di andata Dia è stato molto bravo a schermarlo.

L’assenza di Neres è pesante. E’ il contropiedista migliore che ha a disposizione Conte. Conte è uno che studia benissimo le partite, avrà analizzato il derby e Lazio-Fiorentina. Gare che la squadra di Baroni ha perso contro squadre che hanno aspettato e fatto male in ripartenza. Ai biancocelesti è richiesta grande maturità e lettura tattica della gara”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio-Napoli, D. Rossi: “Il pericolo è che Conte non verrà a giocare a viso aperto. Sceglierei Pedro per dare un segnale”. Tra Lukaku e Taty… (AUDIO)

DELIO ROSSI in collegamento a ‘NMM’

“Il Napoli in questo momento sembra avere una flessione di brillantezza, ma è una squadra solida che non verrà all’Olimpico a fare una partita aperta. Dipenderà molto dalla Lazio e dagli episodi, sarà una gara diversa rispetta alle due che i biancocelesti hanno vinto. Visto il momento non verranno a giocare a viso aperto e la squadra di Baroni in questo tipo di gara è andata in difficoltà.

Se non dovesse recuperare Dia, penso che Baroni scelga Pedro e non Dele-Bashiru. E’ anche un segnale diverso che rischi di dare alla squadra dopo aver lavorato sempre su alcuni concetti che prescindono dall’avversario. Penso che se la deve giocare come sempre ha fatto. Se Pedro sta bene e mi puoi garantire 60′-70′ partirei con lui per dare la sensazione che me la voglio giocare.

Chi scelgo tra Castellanos e Lukaku? Nessuno dei due, per caratteristiche preferisco attaccanti diversi. Penso a Gimenez del Milan”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Napoli affascinante. Dia-Pedro-Dele, una poltrona per tre…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sugli arbitri abbiamo detto quasi tutto, sono molto arrabbiato vedendo la Lazio al quarto posto, malgrado tutto quello che è successo in tal senso, è una sorta di impresa incredibile. Purtroppo è parziale, mancano tante partite. La Lazio mi sembra pronta per affrontare questo momento così cruciale della stagione. Quella con il Napoli è una partita affascinante, apertissima, mi aspetto una grande Lazio.

Siamo aggrappati alla condizione di Dia, mentre Patric tornerà a lavorare con il gruppo in questi giorni, anche se non so quanto possa essere utilizzato. La caviglia del senegalese non si è gonfiata, dipenderà dalle sue sensazioni. Pare non verrà fatta risonanza, non serviranno ulteriori controlli. La sua situazione incide molto per la formazione titolare. Pedro sarebbe il favorito per la sua sostituzione, ma c’è anche la soluzione Dele-Bashiru per aggiungere fisicità ed inserimenti. Con l’Atalanta è andato molto bene, non è così assurdo pensare allo spagnolo a gara in corso. Tutto, ovviamente, dipenderà dal possibile recupero di Dia. E’ una poltrona per tre”.

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Missione Lazio, tris al Napoli: Baroni vuole imitare Zeman

Baroni e Zeman, a volte si gioca coi loro nomi, non si può non farlo. La Lazio spericolata di oggi, per cifre e rimandi, rievoca un po’ la Lazio di Zdenko. Baroni – riporta il Corriere dello Sport – spera di pareggiarne un record: la tripla vittoria contro il Napoli in una sola stagione dopo i colpi firmati a dicembre, a stretto giro, in Coppa Italia (agli ottavi) e in campionato al Maradona. Album dei ricordi di famiglia: il tris è successo solo nel 1994-95, quando la Lazio era allenata da Zeman e alla vittoria dell’andata in campionato si aggiunsero i due successi ai quarti di finale di Coppa Italia. Era una Lazio lanciata, era un Napoli in difficoltà, non certo sui livelli di quello di oggi. Baroni ci proverà sabato, risfiderà Conte nel terzo e ultimo round. Per un tre su tre da l’en plein. Più facile a dirsi che a farsi, ma i biancocelesti hanno una settimana di lavoro piena per provarci.

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Lazio, riconquista immediata, arrembaggio a rotazione e le fasce: i segreti del Baronismo

Tutti centravanti, a rotazione. La Lazio vorticosa di Baroni, quando gira, fa girare la testa. Una folle centrifuga di movimenti di ruolo che diventano momenti di gioco. L’ariosità della manovra, e le girandole ispirate dalla mobilità del baronismo, portano attaccanti, trequartisti e mezzali a trovarsi nello spazio del centravanti. E’ successo a Cagliari, con Zaccagni spuntato davanti alla porta sarda sul cross di Hysaj. E’ successo contro il Monza: scambio di posti tra Taty trequartista e Pedro vero 9 (gol del 2-0). Lo spagnolo s’è ritrovato davanti a tutti anche nell’azione del 4-0. Era nata da un inserimento di Noslin da ala, più avanti di tutti c’era Tchaouna e Pedro era alle sue spalle. L’olandese ha fatto flipper con il francese, poi il passaggio per Pedrito, autolanciato in porta. Anche Dele-Bashiru, su assist di Rovella, s’è trovato in piena area partendo da dietro, era defilato sulla sinistra quando ha fatto partire la scarica di quel tiro. Scambio di parti, scambio di destini, è sempre più questo il segreto della Lazio da Champions. Nell’ultimo periodo le commutazioni di ruoli non erano riuscite in scioltezza. Il Monza avrà agevolato la fluidità delle azioni, spigliatezza offensiva e disinvoltura nei colpi, ma che divertimento. In primis s’è divertito Baroni a dirigere l’orchestra.

Area piccola, area grande, tutti centravanti, tutti dentro. Da inizio anno i quattro uomini d’attacco hanno stazionato stabilmente davanti alla porta avversaria, il risultato è illustrato da numeri impressionanti: dei 45 gol segnati dalla Lazio in campionato ben 44 sono stati segnati nei famosi ultimi 16 metri (solo Zaccagni da fuori, a giro, a Monza). Praticamente tutti, il 98%. E’ una percentuale da record in Serie A. Milan (95%), Inter (93%), Napoli (90%) e Juve (88%) stanno tutte dietro. I tiri totali dei biancocelesti (sempre dentro l’area) sono stati 218. Baroni ha dei capisaldi per far funzionare la Lazio d’assalto, ormai si conoscono: attacco a difesa schierata, marcature preventive dietro, corse in avanti, riconquista immediata del pallone e arrembaggio.  I movimenti di Castellanos sono ideali per consentire ad ali, trequartisti e mezzali di inserirsi.

Lazio, l’arma in più sulle fasce laterali

«Dobbiamo fare lo step finale», aveva detto Baroni sabato. Sta perfezionando l’orchestra, lavora anche sulla gittata e sulla mira dei cross. La Lazio è la squadra che ne realizza di più in campionato: «Lavoriamo sulla tipologia dei cross». Arma fondamentale quando s’affrontano squadre arroccate o con due linee incollate. A sinistra Zaccagni s’accentra, lascia la rampa libera per gli assalti di Tavares. A destra sta carburando Isaksen, alle spalle c’è Marusic che è il terzino più piantato per caratteristiche. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, è ‘Rock ‘n Roll Dele-Bashiru’: il nigeriano cresce e scalpita

Come riporta l’edizione odierna de il Corriere dello Sport la crescita di Dele è evidente e a confermarlo ci sono i numeri della sfida con il Monza: 9 palloni giocati e 14 passaggi, tutti andati a buon fine, due occasioni di gol create, un fallo subito e un pallone recuperato. La ciliegina sulla torta è poi la rete che ha fissato il punteggio sul 5-1.

La sua versione migliore permette alla Lazio di trasformarsi rapidamente da un modulo all’altro nel corso della stessa gara. Una metamorfosi già visibile con Vecino ma che prosegue grazie alla crescita di Dele-Bashiru che ci ha messo pochissimo anche a conquistare il cuore dei tifosi. A fine gara l’Olimpico ha festeggiato con lui sulle note di “Rock ‘n’ Roll Robot” di Alberto Camerini con un coro ormai diventato un must e apprezzato anche dal giocatore.

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STATISTICHE

Lazio, è record: la statistica che esalta il lavoro di Baroni

Nella Lazio sono tutti centravanti, area piccola, area grande, tutti dentro, lo si è visto a Cagliari con Zaccagni su cross di Hysaj, contro il Monza con Pedro e Marusic. E’ la peculiarità della Lazio targata Marco Baroni, riconquista del pallone e immediata verticalizzazione. A scriverlo è il Corriere dello Sport.

Il dato dei gol realizzati in area di rigore è incredibile: 44 su 45, ossia il 98%, percentuale da record in Serie A. L’unico gol segnato da fuori è quello di Zaccagni a Monza. Le altre sono tutte dietro, Milan (95%), Inter (93%), Napoli (90%) e Juventus (88%). La media dei palloni giocati dalla Lazio in campionato è di 648,33. di cui il 62% sulle fasce. La media dei tiri a partita in area di rigore è di 9,08 e 22,17 le giocate. Un gioco che ha dato finora i suoi frutti essendo i biancocelesti quarti in classifica.

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STATISTICHE

Lazio, Baroni e la “sacralità del gruppo”: record eguagliato di gol dei subentranti

“La sacralità del gruppo”, per dirla alla Baroni è la forza della Lazio. Lo si evince anche dal rendimento e la capacità di incidere chi si subentra in corsa. Come riporta Opta, con le tre reti di Pedro e Dele Bashiru, la squadra biancoceleste è arrivata ieri a quota 13 gol ottenuti dai subentrati in Serie A, stabilendo un record che resisteva dal 1994/1995. Dalla retorica ai fatti, il cavallo di battaglia del tecnico toscano ha un ulteriore riscontro tangibile.