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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, se riesci subito a riattaccare la spina…. 4-2-3-1 o 4-3-3, il grande dubbio di Baroni. Le ipotesi anti-Bologna…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Alla fine dei giochi alla Lazio contro il Bologna mancherà soltanto Nuno Tavares. E’ stato quello che in questi primi tre mesi ha fatto la differenza, ma gli altri ci sono. Non tutti stanno bene, è stato un avvicinamento travagliato, questa mattina andrà in scena il primo allenamento a ranghi completi, compreso Castellanos. Qualche dubbio ce lo portiamo dietro. Ero abbastanza convinto del 4-2-3-1 con Pedro alle spalle di uno tra Dia e Taty. Poi si è fermato Pedro due giorni fa, ora si ragiona anche sull’ipotesi concreta del 4-3-3 con Vecino a metà campo. Penso che quello tattico sia il grande dubbio di Baroni.

Marusic a sinistra? Non credo, sarebbe una scelta che sconfesserebbe tutto il lavoro di coinvolgimento generale di Baroni. Se manca Tavares c’è Pellegrini, piuttosto non sono certo che a destra giochi Lazzari. Marusic è tornato anzitempo dalla nazionale, penso che possa essere preferito.

Questa partita pesa tantissimo. Se la Lazio dimostrasse di riuscire a riattaccare subito la spina sarebbe un grande segnale”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni riabbraccia Taty: ora sceglie la punta…

Castellanos non ha tempo per fermarsi. Dopo un lungo volo di tredici ore da Buenos Aires a Roma e qualche ora di riposo, Taty è già pronto a tornare a disposizione di Baroni. Il tecnico ha poco margine per decidere se schierarlo dal primo minuto contro il Bologna, considerando anche i recenti problemi fisici di Dia e Pedro. La scelta dipenderà principalmente da come l’attaccante riuscirà a gestire gli effetti del jet lag.

Come riportato dal Corriere dello Sport, Scaloni lo ha utilizzato per meno di 10 minuti nella partita contro il Paraguay, mentre è rimasto in panchina durante la sfida contro il Perù. Per la Lazio, questa è una notizia positiva in vista della ripresa del campionato, anche se per il giocatore il bilancio potrebbe essere diverso. Con 7 gol segnati in 15 partite tra Serie A ed Europa League, Castellanos è pronto a riprendersi il ruolo da protagonista. Ora che non ci saranno più pause fino a marzo, la squadra avrà bisogno di tutti i suoi uomini, a patto che il jet lag non sia un ostacolo.

Tridente o doppio 9, il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Un doppio bivio tra tante necessità. Ingarbugliati calcoli complicano la preparazione di Lazio-Bologna. Baroni si macera nei dubbi di modulo e uomini. Mezzo attacco non dà garanzie. Dia è tornato in gruppo ieri dopo la malaria scambiata in Senegal (stando ai fatti) per influenza. Anche Pedro s’è allenato, prima a parte, poi coi compagni, dopo la gastroenterite (come da comunicazione). E Castellanos si rivedrà in campo oggi, è rientrato dall’Argentina. Baroni vuole vederci chiaro stamattina, nel primo allenamento a reparti completi. Valuterà le condizioni di tutti e deciderà di conseguenza. Il 4-3-3 è il modulo che aveva scelto a Monza per precise necessità tattiche, esigenze legate alla disposizione della squadra di Nesta e alla presenza di Djuric in attacco. Il 4-3-3 gli era piaciuto nel finale con il Porto e continua a stuzzicarlo. Ci sono pro e contro. Gli permette di schierare un solo 9, garantendosi la staffetta. Ma così giocando, con Guendouzi, Rovella e Vecino contemporaneamente, non ha cambi a centrocampo ad eccezione di Dele-Bashiru. Nel 4-2-3-1 invece è necessaria la presenza del doppio 9 (Castellanos più Dia), in alternativa si può pensare a Pedro sottopunta. In questo caso Vecino varrebbe come rincalzo di lusso in corsa. Chi giocherà dovrà garantire affidabilità fisica, chi è meno pronto inizierà dalla panchina.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “La Lazio pensi in grande. Io mi fido ciecamente di Baroni e di questi giocatori” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“La forza della Lazio è che in ogni gara gioca sempre con una formazione all’altezza, tutti possono essere considerati dei titolari. Mi auguro che contro il Bologna, a prescindere dai presenti, la squadra di Baroni giochi come ha fatto fino ad ora. Loro sono una buona squadra, ma dipenderà dalla prestazione della Lazio. Che sia importante, il resto sarà una conseguenza.

Arrivare alle partite contro le migliori con punti pesanti sarà determinante. Mi fido ciecamente di questo allenatore e di questi giocatori. Forse mi sono un po’ allargato a parlare di scudetto, ma il messaggio che deve passare riguarda la mentalità di giocarsela per il massimo fino alla fine. Quando la vedo giocare non posso che pensare in questo modo”.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dia al suo posto, Pellegrini motivato, Pedro sta meglio. Con il Bologna la Lazio…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri abbiamo avuto la notizia dello stop di Tavares per un paio di settimane ed anche Pedro va considerato in dubbio. Lo spagnolo ieri pomeriggio stava molto meglio, penso che almeno in panchina possa andare. Se poi domani dovesse allenarsi con il gruppo le cose potrebbero cambiare. Questa sosta non ha portato buone notizie, anche se Dia sarà regolarmente al suo posto.

Il Bologna non lo sto capendo molto. Non ha la rischiosa aggressività della Fiorentina di Italiano, è un po’ un ibrido. Spesso tengono il blocco basso, non mi sta convincendo molto. Non avranno un contropiedista come Ndoye, ma Orsolini è in grande forma. Sarebbe stato bello vedere la sfida con Tavares, ma Pellegrini è molto motivato. Al netto delle assenze, credo che la Lazio abbia tutte le carte in regola per vincere.

Mario Gila è un bel personaggio, è uno vero, non si nasconde anche quando pensa al suo possibile futuro al Real Madrid. Con Sarri ha vissuto male quel primo anno. Non giocava mai, non sentiva la fiducia, è andato giù di morale ed ha avuto bisogno di un aiuto psicologico che gli ha insegnato a vedere del positivo. E’ stato onesto, poi, ad ammettere che lo stesso Sarri è stato molto importante per la sua crescita e formazione tattica. Lo ha anche ringraziato. Sarri era questo, un conservatore, quando trovava la soluzione proseguiva nella stessa maniera”.

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Guendouzi: “Lazio capolavoro, merito di Baroni. Champions dura ma possiamo provarci. Rovella già top in Italia”

Rinato grazie alla cura Baroni, ora la Lazio si gode il miglior Guendouzi. Il centrocampista francese si è raccontato così ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: questo uno stralcio delle sue parole.

Guendouzi, è proprio il caso di dire che il suo matrimonio con la Lazio sta facendo la fortuna di entrambi.

«Alla Lazio e nel campionato italiano mi trovo molto bene, sono soddisfatto della scelta fatta. Anche se sono qui da poco più di un anno credo di essere cresciuto parecchio come calciatore. Il vostro campionato è secondo solo alla Premier e, dal punto di vista tattico, è il massimo che ci sia. E questo, specie per un centrocampista, è un fattore molto importante».

Il suo ritorno in nazionale è stato la ciliegina sulla torta di quest’ultimo periodo, anche considerando quanto sia folta e valida la concorrenza.

«Sì, la Francia può contare su tanti giocatori di grande livello. Da questo punto di vista penso che siamo la nazionale migliore al mondo. Solo nel mio ruolo ci sono campioni come Kante, Camavinga, Tchouameni, Rabiot, Zaire-Emery, Fofana. Non è facile essere convocati. Per me esserci è una soddisfazione enorme. Per ogni calciatore giocare per la propria nazionale è il massimo che ci sia, il sogno di bambino che si realizza».

A proposito di nazionale. Vi siete ritrovati proprio contro l’Italia…

«È una partita alla quale tenevamo molto, specie dopo la netta sconfitta che avevamo subito in casa. L’Italia è una squadra forte e dalla grande tradizione, non era facile vincere a San Siro con due gol di scarto. Ce l’abbiamo fatta grazie a una ottima prestazione. E così abbiamo cancellato anche le ultime prove che non erano state all’altezza della situazione».

I suoi duelli con Rovella nel finale di gara hanno fatto trattenere il fiato ai tifosi laziali…

«Sì, Nicolò ha fatto un paio di interventi al limite su di me, ma giusto così perché la partita era importantissima. Ci abbiamo scherzato su alla fine. Ha tutto per diventare un top player ed essere in tempi brevi il miglior centrocampista italiano, anzi forse lo è già. È una fortuna giocare con lui nella Lazio. Insieme stiamo facendo cose importanti e potremo farne altre ancora più interessanti».

Già. Questa Lazio non finisce di stupire. Ma come è nato questo piccolo-grande capolavoro?

«I meriti maggiori vanno a Baroni, non c’è dubbio. Ci ha dato un gioco bello ed efficace, in cui tutti attaccano e tutti difendono. Il mister è stato bravo a coinvolgere ogni giocatore della rosa. Ci ha dato entusiasmo, ma anche una organizzazione quasi perfetta. Sin dai primi giorni di ritiro abbiamo capito che si poteva andare lontano. Poi, quando sono cominciate le partite ufficiali, ci siamo resi conto che era esattamente come pensavamo».

Dopo quasi un terzo di stagione siete primi in Europa League e secondi in campionato a un punto dalla vetta. Ma dove volete arrivare?

«Beh, innanzitutto dobbiamo restare con i piedi per terra perché siamo ancora alle battute iniziali e abbiamo avversari fortissimi sia in A sia in Europa. Detto questo, dobbiamo continuare così senza porci limiti. Di obiettivi meglio non parlare, però sono onesto: a me piacerebbe tornare in Champions, quindi dobbiamo cercare di arrivare tra le prime quattro. Non sarà facile, perché in Italia ci sono almeno 7-8 squadre che possono ambire a quel traguardo e inoltre la classifica è molto corta. Però abbiamo dimostrato di poter competere».

E poi ci sono le coppe.

«Sia in Europa League sia in Coppa Italia possiamo dire la nostra. Con l’Arsenal ho vinto la FA Cup e perso una finale di Europa League, sono esperienze fantastiche. A me piacerebbe da matti, quest’anno o anche nei prossimi, vincere un trofeo con la Lazio. Ne sarei felicissimo per i tifosi che ci seguono dappertutto e ovviamente anche per il club».

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Gila: “Futuro Real, ma ora la Lazio. Non siamo costruiti per lo scudetto, Baroni mi ricorda Ancelotti”

Mario Gila tra passato, presente e futuro nell’intervista rilasciata a La Repubblica. Il giocatore spagnolo ha parlato del momento che sta vivendo la sua Lazio e non solo: “Dopo 12 giornate non mi aspettavo potessimo essere così in alto, credevo che dopo una stagione difficile i risultati sarebbero arrivati in maniera graduale, non così velocemente. Allo scudetto non ci pensiamo, è un concetto lontano; non dico che sia impossibile, ma la squadra non è stata costruita per quello”

BARONI – “Ha di speciale l’umiltà, alcuni allenatori arrivano e hanno la pretesa di comandare e dettare legge fin da subito. Lui invece tenta di coinvolgere tutti e comprende le necessità di ognuno di noi. Ho visto dei suoi video mentre giocava e devo ammettere che era bravo, ha segnato anche il gol del secondo scudetto nel Napoli di Maradona”

SARRI – “Per più di un anno non ho mai visto il campo e questo mi rattristiva perché ero arrivato a Roma con tante aspettative e non stavo giocando mai. In quel periodo ho avuto anche bisogno di un supporto psicologico che mi aiutasse a vedere le cose in modo positivo. Sarri comunque non aveva tutti i torti, non ero ancora un top e mi sento molto maturato da allora e lui mi ha aiutato a crescere a livello tattico”

ANCELOTTI – “A 21 anni mi ha fatto debuttare al Real. Il suo è un calcio semplice, dove i difensori difendono e gli attaccanti attaccano. Un po’ mi ricorda Baroni nel modo in cui cerca di creare legami all’interno dello spogliatoio”

NAZIONALE – “Aspetto una chiamata che ancora non è arrivata. Come nel caso di Sarri cerco di vedere il lato positivo. Se De La Fuente non mi ha ancora chiamato avrà i suoi motivi, posso ancora migliorare”

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Baroni ha perso giocatori, che sia un ulteriore motivazione di compattezza…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Di solito nelle soste si recuperano giocatori, in questo caso li ha persi. Fa parte di un percorso lungo in cui questi eventi ci stanno, la cosa importante è che Baroni abbia la capacità di compattare ancora di più il gruppo per compensare queste mancanze. Magari proprio attraverso questi contrattempi potrà avere risposte collettive ancora migliori.

Le parole di Gila? Sarri è un ottimo maestro, insegna ed educa, ma lo fa a modo suo, senza creare empatia. Non tutti i giocatori hanno lo spessore per reggere quella fase, poi però ne escono migliorati. Gila è un difensore molto importante, lo si nota soprattutto quando non c’è”.

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Lazio, stop Pedro: le sue condizioni

Lazio, stop Pedro. La brutta notizia sveglia la Lazio stamattina, il canario è alle prese con una gastroenterite ed è a forte rischio per la gara di domenica contro il Bologna. Il giocatore è debilitato ed è ancora alle prese con forti sintomi. Saranno valutate le condizioni giorno per giorno, ma il forfait per il posticipo dell’Olimpico è molto probabile. Baroni dovrà rinunciare a Tavares, per il quale si prospetta un ritorno in campo fra una decina di giorni. Sosta indigesta per il tecnico, che ha dubbi di formazione importanti per la ripresa delle operazioni.

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‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Tavares brutta perdita, ma la Lazio può sopperire. Baroni merita il rinnovo” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di Tavares è una grossa assenza, ma Pellegrini ha sempre reso bene, la squadra può sopperire a questa mancanza. Erano anni che non avevamo un esterno sinistro così forte, l’importante è gestirlo bene e Baroni ci sta riuscendo. Non c’è bisogno di rischiarlo, meglio prendere tutto il tempo che serve.

Il Bologna è una squadra che gioca bene, che riparte bene specie con Orsolini. L’esterno lo deve sempre guardare, bisogna stare attenti. La Lazio ha dato l’impressione di essere una squadra che gioca concentrata.

Baroni ad oggi merita il rinnovo per quello che ha creato. Aspetterei un po’, tutto può succedere, se sbagli 2-3 partite ti ritrovi nel mezzo della classifica. Marco è sempre stato un grande professionista, gli faccio i complimenti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Dia in gruppo domani, deve recuperare la condizione. Probabile staffetta con Castellanos” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Per quanto riguarda Dia la cosa positiva è che si trattava evidentemente di influenza. Quella negativa è la condizione generale. Deve recuperare la forma perché sono giorni che non si allena. Per questo motivo ieri ha lavorato solo in modo differenziato, cosa che farà anche oggi, per poi tornare con il gruppo domani. Programma utile per arrivare a disposizione con il Bologna. Facile immaginare una staffetta tra Dia e Castellanos che per fortuna stanotte non ha giocato con l’Argentina contro il Perù.

Tavares avrebbe giocato titolare contro la Croazia. Era euforico, ma durante la rifinitura ha accusato questo problema muscolare. Gli esami sono stati fatti, vedremo nel corso della giornata gli sviluppi. Qualcosa c’è, altrimenti non si sarebbe mai fermato. Dovrebbe arrivare un comunicato in queste ore, siamo in attesa della diagnosi, ma con il Bologna credo che difficilmente potrà esserci”.