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FORMELLO

FORMELLO – Vecino verso il recupero, gestione per Zaccagni

FORMELLO Lazzari a parte, che resterà ai box per circa un mese (lesione tra il primo ed il secondo grado al retto femorale), solo buone notizie per Baroni nei primi allenamenti della settimana di sosta (out otto nazionali). Matias Vecino, out con l’Empoli per un problema muscolare, è tornato a lavorare in campo, seppur in modo differenziato rispetto al resto del gruppo. Un’evoluzione che lascia ben sperare per una sua totale disponibilità con la Juventus alla ripresa del campionato. Saranno giornate di gestione, invece, per Mattia Zaccagni: ha condiviso con Spalletti la non convocazione in Nazionale, per il capitano sarà l’occasione per gestire lievi acciacchi delle ultime settimane per poi tornare ad accelerare nella settimana che poterà al match di Torino.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Nazionale? Spalletti su Rovella si è salvato in calcio d’angolo” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il Flaminio è il classico stadio nel cuore della città, sarebbe il massimo per la Lazio. E’ veramente un’onta per questa città, merita un’altra attenzione. Se davvero la Roma lo farà a Pietralata, il Flaminio alla Lazio potrebbe relegare l’Olimpico a stadio della Nazionale, dell’atletica e del Sei Nazioni di Rugby. Sono venti anni che se ne parla, se adesso il termine ultimo per la presentazione del progetto slittasse di un mese poco male.

Le scelte di Spalletti? Su Zaccagni ha spiegato la motivazione e la richiesta del ragazzo, diciamo invece che su Rovella si è salvato in calcio d’angolo, dicendo che ci sono calciatori simili a lui. Onestamente tra Pisilli e Rovella non vedo tutte queste differenze dal punto di vista delle caratteristiche. Posso capire scegliere un giocatore importante come Tonali, diverso il discorso del centrocampista della Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, finalmente Gigot: problemi superati, ora Baroni può sceglierlo

Finalmente Gigot” questo è il titolo del Corriere dello Sport, sulle pagine riguardanti la Lazio. Il difensore francese, arrivato nelle ultime ore della sessione estiva di mercato, è rimasto fermo ai box per un problema alla spalla. L’infortunio è stato superato, adesso l’ex Marsiglia è a completa disposizione di Baroni. Dopo la sosta ci sarà un inserimento graduale da parte del francese in campo, che avrà spazio nelle tante farà ravvicinate che la Lazio avrà tra campionato ed Europa League.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Perpetuini: “Lazio divertente e modo di giocare perfetto per questi giocatori. Rovella-Guendouzi, gran centrocampo” (AUDIO)

RICCARDO PERPETUINI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Questa è una Lazio divertente, in ogni gara c’è tanta vivacità. Credo che questo sia collegato all’idee di Baroni associate alle caratteristiche dei giocatori.

Ci sono calciatori che hanno più gamba rispetto al passato, Rovella è un giocatore molto bravo. Nella scorsa stagione è mancato un po’ per problemi fisici, questa è la stagione della continuità. Fa entrambe le fasi, gioca bene, corto, verticale, è una cosa importante rispetto ad un’impostazione di gioco in cui la palla girava in modo differente. E’ bello vederlo giocare, così come è bello veder giocare la Lazio. Sono divertito. Guendouzi è un giocatore solido, ha più inserimento di Rovella, si sposano molto bene. Poi c’è anche Vecino, è una mediana di qualità, al netto delle perdite delle ultime stagioni.

Il campionato italiano non è di basso livello, ma anche in Europa la Lazio può dire la propria. Poi sarà la profondità della rosa a fare la differenza. Quando arriverà il momento in cui ti mancherà la gamba potresti fare un po’ di fatica, ma il modo di giocare è perfetta per la tipologia dei calciatori. Credo molto nell’organizzazione di gioco e nella mentalità che si può creare, sono elementi che ti possono permettere di colmare il gap con altre squadre. Giocatori che possono sembrare essere leggermente inferiori, inseriti in un contesto giusto, possono massimizzare le prestazioni. Serve continuità fisica e mentale“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “L’intenzione della Lazio è prendere un centrocampista a gennaio. Lazzari un mese out, non penso venga ripescato Hysaj…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Mi ha colpito molto il designatore degli arbitri Rocchi che ha parlato di mancata uniformità di giudizio nell’interpretazione di diversi episodi. Non dovrebbe solo annunciarlo, ma soprattutto risolverlo questo problema. Manca chiarezza sia nel caso dei falli di mano che per i pestoni. Basterebbe parlare ed utilizzare quell’espressione coniata proprio dagli arbitri e dal protocollo Var, il famoso ‘chiaro ed evidente errore‘. Questa espressione è evaporata, andrebbe ripristinato questo principio per prendere decisioni di rettifica a quanto accade in campo.

Lazzari almeno un mesetto resterà fuori. Si spera di recuperarlo un po’ prima. Per ‘medio grado‘ si intende lesione tra il primo e secondo grado. Mi auguro che possa recuperare prima della prossima sosta. Ieri sera stavano valutando l’ipotesi di inserire in lista Hysaj, ma non essendo un infortunio preoccupante non credo ci sia questa emergenza. C’è Marusic e l’opzione Patric che in passato ha fatto il terzino.

Penso che a gennaio la Lazio prenderà un centrocampista, non è facile individuare il nome, ma questa è l’intenzione“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Serve uniformità arbitrale ed editoriale” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Raisport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Oltre a dire che manca uniformità di giudizio arbitrale bisognerebbe trovare il modo di trovare una soluzione. Ora se ne parla perché c’è la sosta del campionato, altrimenti tutto passerebbe tutto ancora in secondo piano. Secondo me bisogna lasciare più spazio agli arbitri di campo piuttosto che quelli al Var. Rocchi annunciò la volontà di evitare i cosiddetti ‘rigorini’. Proposito al quale poi non è stato dato seguito, basterebbe giudicare solamente in relazione alle dinamiche del campo, non eccedendo con l’utilizzo delle riprese e dei fermi immagine. Oltre ad uniformità arbitrale, servirebbe anche uniformità editoriale. Ci sono troppi titoloni per alcune squadre e situazioni, ed altri che durano solo un giorno.

Pedro è un campione in campo e fuori dal campo. Si diventa grandi nel calcio anche e soprattutto quando hai dei valori importanti nella vita”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso Lazio: “Arrembante, pazza ed unita. Voto dieci a Baroni, ero scettico ma…” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Questa Lazio mi piace tanto. E’ gagliarda e tosta, arrembante e pazza, unita. A Baroni voto dieci, se stiamo godendo così tanto, se ci divertiamo così tanto, è merito suo. Ci eravamo inceppati su alcune dinamiche, adesso tu la vedi con adrenalina che la squadra regala ai tifosi. Anche una gara non di cartello diventa stupenda. Quel gol alla fine con l’Empoli ha fatto esplodere tutto lo stadio. Complimenti a tutti per questo gioiellino.

Ero assolutamente scettico, adesso godiamocela. Non è che poi, in caso di momenti di difficoltà, dobbiamo tornare indietro. Io ero assolutamente a favore della rivoluzione, ma se poi andavi ad analizzare i profili andati via e quelli arrivati c’era perplessità. Sui giocatori sulla carta buoni, ma tutti presi sul filo del rasoio di una retrocessione.

Mi piacciono molto le parole di Baroni. E’ razionale ed umile, risponde a tutto. Va sposato lo spirito di un allenatore che ti dice chiaramente che giocando così si può prendere un gol in più, ma se ne può anche fare uno in più”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Pietrella: “Solo Mourinho non ha valorizzato Pedro. Tra Isaksen e Tchaouna…” (AUDIO)

FRANCESCO PIETRELLA (GdS) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Pedro è il miglior attore non protagonista degli ultimi 20 anni di calcio. Ha giocato in grandi club ed ha vinto e fatto bene con tutti. Da Guardiola a Luis Enrique, passando per Sarri, ha giocato con tutti. L’unico a non averlo valorizzato nel Chelsea e nella Roma è stato Mourinho. E’ stato l’uomo delle finali decise, ha vinto tutto, è un peccato che la sua carriera finirà.

Mi aspettavo le difficoltà di Tchaouna, ha fatto la differenza a livello tecnico nella Salernitana quando era già maturata la retrocessione, quindi in un contesto meno pressante. Isaksen ha grandi margini di crescita, tra i due ora credo sia più giusto concedere più spazio al danese. Credo che abbia un grande potenziale tecnico che va valorizzato. Nel rapporto spesa-resa ancora non ci siamo, anche quello ha il suo peso, le aspettative erano superiori. Il calcio italiano è difficile a livello tattico, ma le qualità che a sprazzi a dimostrato secondo me sono di livello.

Oltre le aspettative? Credo che sarà un’altalena come la primissima parte di stagione stava dimostrando. Credo che la zona Champions sia molto difficile, mentre penso che il percorso in Europa League possa davvero essere importante”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Lazio tutta da godere, ma è presto per tirare le somme. Pedro dello scorso anno insegna…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“E’ bellissimo godersi questa partenza sorprendente della Lazio. E’ una squadra che diverte, convince, ha una chiara fisionomia, è altrettanto giusto essere consapevoli che il campionato è lungo e bisogna capire la reale dimensione. E’ ancora presto per tirare le somme. Ora tutti parlano di Pedro, ma anche la scorsa stagione ha dimostrato che dopo una bella partenza, compreso il gol in Champions con il Celtic, poi ha avuto una flessione. Mi auguro mantenga questa condizioni, anzi mi auguro che possa essere scelto come titolare a Torino, ma da qui a parlare di rinnovo del contratto la distanza è ampia. Nell’ottica del ringiovanimento della rosa, nel mese di giugno la Lazio ha aperto una discussione con Pedro per capire le sue intenzioni per il futuro. Appresa la sua volontà di continuare a Roma non ha forzato la mano per metterlo alla porta.

Per giudicare il rendimento di Isaksen c’è oltre un anno di lavoro nella Lazio. Io continuo a vedere molto fumo e poco arrosto. Diverso il caso di Tchaouna che è giovane ed è appena arrivato”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Baroni e le frasi cult: dalle “tasche vuote” a “gioia e libertà di sbagliare

Il decalogo del condottiero è riassunto in alcune frasi cult di Baroni, pronunciate dal giorno dell’insediamento fino a domenica dopo l’Empoli. S’è insediato e ha parlato subito di gol, trasmettendo il primo input allo spogliatoio: «Parto dal gol. L’importante è correre e sacrificarsi, preferisco avere sempre un giocatore offensivo in più in campo che uno difensivo». Da qui è partito per dare una forma precisa e un’identità offensiva alla Lazio. Intuizioni tattiche, coinvolgimento ambientale. Baroni sapeva di arrivare in un momento critico, in piena contestazione, con Lotito sotto attacco e ogni sua scelta processata. S’è speso fin dal primo giorno per chiedere fiducia ai tifosi, promettendo di ricambiarli proponendo una squadra rappresentativa: «Sto cercando di dare tutto per essere all’altezza di questa grande opportunità, non ci dormo la notte… Alla squadra dico sempre di dare tutto in campo, mi piace il concetto delle tasche vuote. Se diamo tutto in campo si riesce a trasportare tutta la gente per spingere ancor di più la squadra». E poi: «La squadra deve essere presente per spendersi, il popolo laziale apprezza questo. Vogliamo che in ogni gara i ragazzi lascino tutto sul campo e questo è l’aspetto che piace ai tifosi».

La Lazio di Baroni “a testa alta”

«Super coach», lo definisce Guendouzi. Dentro lo spogliatoio, composto da uomini con storie e origini diversi, ha portato una ventata di freschezza e nuove motivazioni: «Io parlo spesso di gioia, si deve andare in campo con il piglio di chi non teme e vuole giocare a testa alta contro l’avversario». La deresponsabilizzazione dei giovani è servita per proteggerli nei giorni degli esordi, per togliergli pesi di dosso: «Le responsabilità sono mie, i giovani devono essere liberi di sbagliare». Frasi ad uso interno ed esterno. Baroni ha ispirato fiducia e confidenza improntando il rapporto con i giocatori sull’affabilità e con gentilezza si esprime sempre pubblicamente. S’è concesso i primi sorrisi solo domenica scorsa, alla fine di un ciclo di sei partite di cui cinque vinte. Dopo ogni intervista non aveva mai cambiato espressione, inflessibile nelle emozioni, tenute dentro se stesso. Si concedeva solo esultanze accalorate e appassionate dopo i gol, davanti alle telecamere no. Era fiammeggiante nel finale dell’Olimpico, s’è goduto pienamente la prima emozione liberata. La Lazio è la proiezione di tutti i suoi desideri diventati realtà a 61 anni. Tutte le gioie e le soddisfazioni in una. Per questo, almeno fin qui, la sua impresa è davvero un po’ omerica. Corriere dello Sport