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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Il Como ci ha dato una lezione di calcio. Il tifoso va ringraziato, la società…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Quella col Como è una gara da dimenticare il prima possibile, ci hanno dato una lezione di calcio; non hanno sbagliato niente e noi non ci abbiamo messo la grinta giusta, ci hanno messo sotto in tutto e per tutto, in ogni zona del campo. Tutta la squadra non ha funzionato.

Per me la Lazio è una squadra che può fare un campionato non dico bello ma sicuramente meglio di come pensiamo adesso, non è il caso di farsi condizionare da questa gara.

Vediamo se col Verona Sarri cambierà modulo, ma non penso.

Provstgaard esordiente, giovane, mi piace. Sicuramente non doveva essere lui a prendersi sulle spalle la Lazio aal debutto ma non mi è dispiaciuto.

La Lazio deve lottare per un posto in coppa, ma dopo quello che è successo serve tirare fuori qualche soldo. 

Il tifoso della Lazio va ringraziato, anche per gli abbonamenti. Dopo quello che è successo, non era scontato. E non si può andare avanti così, anche la società deve farsi vedere”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Il calcio è cambiato, nel frattempo la Lazio è ferma e il gap con le altre aumenta” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Tra indice di liquidità e mancanza di liquidità il mercato è bloccato. Consideriamo poi che l’unico che può garantire una certa somma con la sue eventuale uscita è Rovella.

Il calcio è cambiato negli ultimi anni, sono arrivate proprietà molto più potenti. La Lazio è ferma e il gap è aumentato, viene da due settimi posti ed è fuori dall’Europa. La Lazio è ferma e le altre si staccano. Da anni la Lazio non ha più un giovane che esce dal settore giovanile.

Il Napoli negli ultimi anni ha vinto due scudetti, la Fiorentina ha fatto due finali di Conference, il Bologna ha vinto: la Lazio è rimasta ferma”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, tutti i nodi vengono al pettine. Il calcio è cambiato ma Lotito…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quest’anno tantissime squadre hanno deciso di cambiare allenatore, soprattutto quelle di vertice: questo fa strano. Qualche avvertimento c’era stato, considerando che Milan, Inter, Juventus e Roma hanno anche cambiato il tecnico durante la stagione.

La continuità di Conte più le promesse del mercato, sono i presupposti per credere che il Napoli possa fare il bis-scudetto.

Confermare Pedro e Vecino, professionisti esemplari che hanno dato e probabilmente daranno ancora tanto alla Lazio, ‘stupisce’ perché la società aveva parlato di una squadra giovane invece sta avvenendo il contrario: i nodi vengono al pettini, servono i soldi per aprire un capitolo con i giovani di un certo livello.

La Lazio non può acquistare ad alte cifre ma non può neanche vendere alle sue condizioni. Quest’anno poi si cominciano a pagare le rate di Rovella e Pellegrini.

Sarri è stato scelto perché serviva il nome di prestigio, amato da buona parte della piazza, per prendere tempo.

Anche il Pisa ha maggiore disponibilità economica della Lazio. Il calcio è cambiato, il presidente Lotito è rimasto agli anni ’80”.

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ALTRE

Lazio, Kozak appende gli scarpini: “Grazie, calcio!”

Libor Kozak chiude con il calcio. L’ex centravanti della Lazio annuncia sui social il suo addio al pallone tramite due post di ringraziamento. Kozak, alla Lazio dal 2008 al 2013 (con un anno di prestito 2009/10 al Brescia), con i biancocelesti ha totalizzato 80 presenze, con 22 gol messi a segno. Libor Kozak arrivò alla Lazio Primavera nell’estate del 2008 e fu uno degli ultimi acquisti dell’ex DS Walter Sabatini. Esordì in prima squadra nella stessa stagione. La stagione di grazia a Roma, è quella 2012/13, in cui si laurea capocannoniere dell’Europa League con 8 gol, spartendo il primato con Aritz Aduriz dell’Athletic Bilbao.

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APPROFONDIMENTI

Classifica ricavi da main sponsor Serie A: Lazio ultima

Di seguito, la classifica dei ricavi da sponsor di maglia nella stagione 2024/25 riportata dal portale ‘Calcio e Finanza’, ricordando che la cifra della Juventus è relativa alla prossima stagione e che il dato serve come indicatore per capire come si posizionerà il club bianconero: 

  1. Inter – Betsson: 30 milioni di euro a stagione 
  2. Juventus – Jeep e Visit Detroit: 28/30 milioni di euro a stagione 
  3. Fiorentina – Mediacom: 25 milioni di euro a stagione 
  4. Milan – Emirates: 19 milioni di euro a stagione  
  5. Roma – Riyadh Season: 12,5 milioni di euro a stagione 
  6. Napoli – MSC: 9 milioni di euro a stagione 
  7. Atalanta – Lete: 5 milioni di euro a stagione 
  8. Bologna – Saputo: 4 milioni di euro a stagione  
  9. Torino – Suzuki: 2,25 milioni di euro a stagione  
  10. Monza – Motorola: 2 milioni di euro a stagione  
  11. Parma – Prometeon: 1,4 milioni di euro a stagione 
  12. Udinese – Bluenergy: 1,2 milioni di euro a stagione 
  13. Genoa – Pulsee: 1,2 milioni di euro a stagione 
  14. Lecce – Deghi: 1 milione di euro a stagione  
  15. Verona – 958 Santero: 1 milione di euro a stagione  
  16. Empoli – Computer Gross: 0,8 milioni di euro a stagione  
  17. Como – Uber: 0,7 milioni di euro a stagione
  18. Venezia – Cynar: 0,6 milioni di euro a stagione  
  19. Cagliari – Regione Sardegna e Moby: nd 
  20. Lazio – nessun main sponsor 

Riguardo a questa classifica, va precisato che come nel caso della Juventus (con Exor proprietaria del club e allo stesso tempo primo azionista di Stellantis, a cui appartiene il brand Jeep), anche lo sponsor della Fiorentina è una cosiddetta “parte correlata”. Mediacom, infatti, è un’azienda di telecomunicazioni statunitense di proprietà di Rocco Commisso, patron del club toscano. 

Stesso discorso per il Bologna, che porta sulla maglia il brand della società del patron Joey Saputo. Saputo Inc. è un’azienda canadese dedicata alla produzione casearia con sede a Montréal, fondata nel 1954 dalla famiglia Saputo, che produce, commercializza e distribuisce un’ampia gamma di prodotti lattiero-caseari.

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CALCIOMERCATO

Lazio, in estate restyling centrali? Gila e Romagnoli sul mercato, piacciono Faes ed Hajdari

L’edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio si concentra sul mercato futuro della Lazio, che dovrebbe proseguire quella rivoluzione già iniziata la scorsa estate e concentrarsi soprattutto sulla difesa. Il piano è rifare la coppia centrale, soprattutto se Gila sarà tra gli uomini mercato e Romagnoli riceverà offerte. a società ha investito su Provstgaard, riscatterà Gigot, ha sotto contratto Patric, ma non possono essere loro i titolari, anche se ogni scenario è rinviato a fine campionato. 

Tra i centrali seguiti c’è il belga del Leicester Faes. La retrocessione delle Foxies dalla Premier alla Championship potrebbe semplificare la trattativa e il classe ’98 potrebbe portare eserienza nella capitale. Tuttavia, il ds Fabiani si concentrerà anche sul mercato dei 2003 e 2004. Nei mesi scorsi erano spuntati due nomi: Valentin Gomez del Velez e Cristhian Mosquera del Valencia. 

Il primo era ad un passo dall’Udinese a fine febbraio, è rimasto in Argentina, sotto contratto fino al 31 dicembre 2026. E’ classe 2003, ha 21 anni, è argentino, ha passaporto spagnolo, dunque è tesserabile da comunitario. A gennaio c’era stato un sondaggio per Cristhian Mosquera, gigante del Valencia, in crisi finanziaria e tecnica. Era a rischio retrocessione, si è tirato fuori dalla zona calda. E’ classe 2004, ha 20 anni, è un royal baby spagnolo, è in scadena nel 2026. Fa gola a tanti, il prezzo è alto, oltre i 15 milioni. Ieri è spuntato il nome di Albian Hajdari, difensore centrale svizzero classe 2003 del Lugano, origini del Kosovo. Ha un contratto fino al 2028, la clausola rescissoria è di 5 milioni, è seguito da club francesi e tedeschi, ci sono rumors anche su Bologna e Torino.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Candreva: “Ho chiamato la Lazio, speravo di chiudere a Roma. L’arrivo con Radiosei, la fascia, il 26 Maggio…”. Poi su Isaksen, Dia e Tchaouna… (AUDO)

ANTONIO CANDREVA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ieri ho annunciato sui sociale l’addio al calcio, anch’io sono rimasto un po’ spiazzato, non volevo (ride, ndr). Sulla mia scelta è stata decisiva l’assenza di un progetto che potesse coinvolgermi. Sono soddisfatto di quello che ho fatto fino a 38 anni, anno in più anno meno, questo non cambia le cose e la mia carriera. Ora la mia intenzione è quella di restare nel mondo del calcio. E’ stata la mia vita, ora devo scegliere bene cosa ho intenzione di fare, quale può essere il mio ruolo. Mi piacerebbe fare tantissimo l’allenatore, ma è un mestiere complicatissimo. Un tecnico deve pensare a mettere insieme 25 teste che pensano a se stessi. Anche allenare i giovani può essere una cosa interessante, può essere un punto di partenza. Un po’ come Inzaghi? L’ho vissuto quando allenava nel settore giovanile della Lazio ed ha sempre vinto. Ha fatto un percorso giusto, ora è un grande allenatore.

Mi sentivo ancora in grado di far qualcosa, mi sono anche offerto alla mia squadra, alla Lazio, ma non c’è stata l’opportunità. Ho chiamato e chiesto se fosse stato possibile chiudere la carriera a Roma, ma va già bene ciò che ho fatto in biancoceleste. Non mi aspettavo un ok, sapevo fosse difficile per la questione delle liste. E’ stato solo un tentativo, ma senza pretese. Io come Pedro? Lui è fuori concorso, ha vinto 26 trofei, è un campione incredibile.

Sono felice del percorso della squadra di Baroni, sta facendo bene e valorizzando giocatori. Sta facendo un grande campionato. Baroni mi ha sorpreso, non pensavo facesse così bene da subito. Ha dato un’impronta importante, in modo bello e gioioso. Poi delle battute d’arresto ci possono stare, ora è arrivato il momento di spingere sull’acceleratore. C’è ancora tanto da dimostrare, da fare, si può fare bene.

Ho giocato in grandi squadre, ho realizzato i sogni di quando ero bambino. Il mio unico rammarico è stato quello di aver giocato in una Lazio in costruzione. Abbiamo fatto anni fantastici, ho perso due finali, potevo avere qualche trofeo in più in bacheca. Quando sono andato via c’è stata un’ulteriore crescita della squadra e del club. Il cross a Lulic nel 26 maggio resterà nella storia, mi sarebbe piaciuto provare a vincere lo scudetto a Roma.

Quando sono arrivato a Roma, ero in macchina con Maurizio Manzini ed ascoltavamo Radiosei. Ho sentito tanti insulti, ho capito subito dove ero arrivato e cosa dovevo fare. Il gol al Napoli ha cambiato tutto. Alla Lazio mi sentivo importante, bello, protagonista con una corazza, con responsabilità importanti. Scendevo in campo con una forza disumana. Sono state dette tante cose su di me, anche che ho rifiutato la fascia di capitano. Mai accaduto, anche se ci sono rimasto male quando mi è stato detto da Pioli che ero stato scelto come vice di Biglia. Lì ho solo pensato che quello lo avrebbero meritato altri come Marchetti, Lulic e Radu.

Tchaouna e Dia? Sono due bravissimi ragazzi. Dia nel primo anno di Salerno è stato fantastico, poi sono accadute delle cose con società e procuratori che lo hanno penalizzato. Parliamo di un giocatore forte, è stato anche fortunato ad essere preso da una squadra come la Lazio. Tchaouna è giovane ed interessanti. Deve capire bene quale sia il suo ruolo, ancora oggi non ha una collocazione precisa per imporsi. Quello che mi ha fatto una grandissima impressione è Isaksen. Ha preso fiducia nei suoi mezzi, è bravo ed ha mezzi importanti”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Addio Pizzul, Cucchi: “Sapeva leggere nel cuore e nella mente, ha rotto il vetro in punta di piedi. La lezione più importante…”

RICCARDO CUCCHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Bruno Pizzul è stato un grande punto di riferimento. Ho sempre avuto grande difficoltà a considerarlo un collega, era un maestro anche se non avrebbe mai voluto farsi definire così. Lo era nei fatti, lavorare con lui è stata una lezione, una vera e propria scuola di giornalismo. Io ero immerso nei miei appunti, lui una volta mi consigliò di buttare via tutto, di vivere gli eventi senza distrazioni. Da lui c’era tanto da prendere, mi dispiace adesso non avergli detto tutto. La lezione che rimane nel tempo era quella di non sovrapporsi mai all’evento. Non ha mai pensato nella sua vita di essere più importante dei giocatori che erano in campo. Per questo non si è mai rammaricato per non aver urlato ‘Siamo campioni del Mondo‘. Sapeva e diceva che i grandi tornei non li vinceva il telecronista, ma chi scendeva in campo. Lui era un calciatore, ha giocato a livello professionistico, aveva grandi amici del settore. Sapeva leggere nel cuore e nella mente dei protagonisti perchè aveva vissuto le stesse cose. E’ stato capace a rompere il vetro, molto semplicemente entrando in punta di piedi nei salotti italiani“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Il turnover di coppa, i calcoli su Rovella e l’addestramento da mediano di Dele-Bashiru…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Dobbiamo capire se Baroni sia un tecnico che fa calcoli sui diffidati. Per esempio, se il tecnico facesse questi ragionamenti, potrebbe far giocare Rovella la gara di Europa League per poi risparmiarlo a Parma, in modo da non metterlo a rischio per il Napoli. Non credo che lui faccia questi calcoli, vedremo.

Pensando al turnover di coppa, potrebbe essere un azzardo vedere Dele-Bashiru in mediana, ma va capito quali giocatori vorrà far riposare tra Vecino, Guendouzi e Rovella in vista del campionato. Sarebbe interessante capire a che punto è il lavoro di trasformazione del nigeriano in mediano puro e se l’addestramento è ancora in corso.

Il Ludogorets non è una squadra che conosciamo bene. Ricordo una gara in Europa con il Nizza in cui Baroni ne ha cambiati addirittura otto di elementi rispetto alla gara precedente in campionato. I francesi sono una signora squadra, non lo stesso si può dire dei bulgari. In termini di mentalità acquisita, non credo che giovedì la Lazio possa far l’errore di sottovalutare l’avversario.

A Castellanos sta mancando il gol in questo momento, ama va detto che le sue prestazioni sono sempre preziose e positive”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Oddo: “Ora c’è la controprova, Baroni completo. Tavares mi fa rosicare. Il mio momento più intenso alla Lazio…” (AUDIO)

MASSIMO ODDO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il momento più intenso che ho vissuto paradossalmente è quando non ero più alla Lazio. Subito dopo la mia cessione al Milan la Lazio andò in Champions e l’ho vissuto come un completamento del ciclo. Io sono stato la prima grande vendita di Lotito e l’ultimo acquisto della grande Lazio precedente. Ho passato fasi drammatiche, ma anche la fase di ricrescita con la ricostruzione firmata Delio Rossi. Lasciai a metà anno la Lazio, ma ho contribuito a portarla nella massima competizione europea.

Il campo è l’unico giudice che conta e va oltre le aspettative di inizio stagione. La Lazio sta facendo bene, l’artefice di tutto è sicuramente Baroni. E’ un tecnico bravo, negli ultimi anni ha dimostrato tanto, può essere definito un tecnico completo. Mancava la controprova in una grande piazza, ma lui ha avuto esperienze importanti da calciatore. E’ stata allestita una squadra giusta che diverte, inoltre la cessione di giocatori importanti ha aperto spazio ad altri, vedi esplosione di Castellanos.

Alla fine i valori vengono sempre fuori. Ci sono delle squadre che sulla carta sono superiore ad altre, anche solo nella lunghezza della rosa. L’Inter è l’esempio principale, Zielinski e Frattesi sono riserve. Le squadre che lotteranno saranno le stesse, poi squadre come Lazio ed Atalanta possono lottare e sfruttare l’effetto sorpresa. Un altro valore aggiunto è l’entusiasmo che si è venuto a creare, l’ambiente Lazio è critico ma poi riempie l’Olimpico.

Marusic e Lazzari sono terzini molto diversi, più solido il primo, più offensivo il secondo. Per caratteristiche dipende da cosa vuole il tecnico ed il tipo di gara vuoi fare. Tavares? Sto rosicando, sta facendo più assist di me (ride, ndr)”.