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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Furia Giordano: “Troppo potere ai calciatori, pensano solo a se stessi. Club e tecnico devono intervenire. Andazzo che viene da lontano…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

“Prima non andava bene Sarri, oggi si imputa a Tudor errori di scelte e cambi, ma la realtà è che tutto è riconducibile ai calciatori ed alle loro responsabilità. La Lazio non meritava di vincere a Monza, ma non è stata neanche in grado di sfruttare quel 2-1 fortunato. E’ mancata attenzione, voglia, attenzione, desiderio di prendere tre punti che sarebbero stati importanti per sperare fino all’ultimo in qualcosa che ora non esiste più. La società deve intervenire per i comportamenti della squadra, non mi è piaciuta neanche la scelta di andare sotto la Curva in quel contesto. Non mi sono piaciuti soprattutto i comportamenti di alcuni giocatori quando sono stati sostituiti. E’ un vezzo della nostra squadra, c’è un andazzo che viene da lontano, quello che Sarri definiva germe. Forse si è lasciato nel tempo troppo potere ai calciatori, è stato esercitato con Sarri ed ora lo fanno con Tudor. Il club, il direttore Fabiani, devono intervenire soprattutto in questo. L’immagine che la Lazio divulga di se stessa non deve essere questa. La sensazione, vedendo la squadra sotto la Curva, è che ognuno pensasse al proprio orticello. Un tecnico mi va bene, poi non mi va più bene, mi va bene fino a quando vengo sostituito, ognuno veramente pensa a se stesso. Penso che l’allenatore deve trarre insegnamento e fare scelte drastiche per la prossima stagione. Vanno rimesse a posto queste situazioni, ben più importanti delle questioni tecniche. Per fare questo serve tempo, quando la squadra si impossessa della società, quando fanno valere la propria forza sul club, diventa complicato. Devi intervenire, mandare via i calciatori che non ragionano così, poi devi pressare, vigilare, esserci per fare in modo che in tal senso non si sbagli più nulla. L’alternativa è lasciare tutto così e mettersi a discutere dei cambi o delle scelte dell’allenatore”.

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RASSEGNA STAMPA

Tensioni, difetti e Lotito che si interroga sui cambi di Tudor: è sempre la stessa Lazio

(…) La tensione resta elevata, perché la stagione sta finendo nel peggiore dei modi e la società, senza sbandierarlo, pensava alla Champions. La capocciata di Djuric ha polverizzato due punti e frantumato il sogno di riaprire la corsa con Roma e Atalanta. Ora le speranze sono minime. Tudor dovrà blindare almeno l’Europa League. Rimpianti enormi e le stesse difficoltà di prima. Il cambio di guida tecnica non ha pacificato lo spogliatoio e non ha risolto la carestia dell’attacco, aggravando le fragilità difensive. La confusione è aumentata, grandi incertezze legate al futuro. Ieri Lotito era a Formello per seguire la Lazio Women e si interrogava a voce alta sui cambi del tecnico croato. Niente di clamoroso, succede da anni e con qualsiasi allenatore in caso di risultato negativo, ma certo all’interno della società qualche perplessità è nata in ordine al crollo del secondo tempo. Zaccagni è stato protetto. Ha appena rinnovato il contratto, una settimana fa aveva risolto la partita con il Verona, è in corsa per l’Europeo. Stava rischiando il rosso, ha spiegato Tudor, preoccupato dal cartellino facile di Pairetto. La società ha scelto la linea soft, minimizzando la protesta per il cambio. Nessuna punizione, come era successo nei casi di Luis Alberto e Guendouzi. Ora serve la diplomazia.

Lazio, cosa farà Lotito

Chi pensava che Sarri avesse perso lo spogliatoio, non si era reso conto che Tudor rischia di scavalcarlo in fretta. E’ distante per type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee di calcio e preferenze. Neppure citiamo Ciro e Luis. Guendouzi è scontento, Rovella e Isaksen non giocano più, Romagnoli allergico alla marcatura a uomo, Zaccagni fa il terzino. Kamada è l’unico rivalutato dal croato. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, senza Champions estate complicata

[…] È vero che Tudor ha utilizzato 19 titolari, ma Rovella viene ancora ignorato, a Isaksen ormai preferito Pedro, e Immobile ha già riscavalcato Castellanos. Rispetto ai tempi di Sarri, anche Guendouzi sembra un altro e a fine stagione potrebbe valutare l’addio. Nonostante la diplomazia del suo entourage, Romagnoli continua a non trovarsi nel nuovo modulo, Zaccagni e Luis Alberto sono usciti furibondi dall’U-Power Stadium. Al primo pareggio(ma alla settima rimonta, con 18 punti gettati al vento), riemergono tutti i problemi del passato e la polvere nascosta sotto il tappeto. Tudor ha sì dato una scossa, ma sino a un certo punto. Oltretutto forse la società ha sottovalutato quanto questa rivoluzione tecnica avrebbe comportato maggiori correttivi all’attuale organico. Spaventa lo scenario in vista di giugno, soprattutto senza l’oro della Champions (oggi un miraggio a tre giornate dal termine del campionato) e con il solito spettro dell’indice di liquidità dietro l’angolo. Persino la permanenza di Kamada non sarebbe forse la panacea dei mali, ma un ulteriore nodo: anche solo per un altro anno, guadagnerebbe oltre 3 milioni (6 lordi) a bilancio. E c’è il limite imposto dalla Uefa che, fra entrate in stipendi e trasferimenti nel 2024, dovrà scendere all’80%. Considerando l’attuale settimo posto (piazzamento in Europa League) per dei ricavi da 160 milioni, e il costo attuale della rosa intorno ai 140 milioni, l’attuale proiezione biancoceleste sarebbe dell’87%. Il Messaggero

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SERIE A

Lazio, da utopia a sogno: vincerle tutte per la Champions

Un’utopia che si sta piano piano trasformando in un sogno (poco) possibile. Dopo averla assaporata e goduta quest’anno, la Champions League per la Lazio negli ultimi due mesi sembrava un obiettivo irraggiungibile. Dall’eliminazione di Monaco alle dimissioni di Sarri, nessuno ormai in casa Lazio pensava all’Europa che conta. L’obiettivo semmai era rientrare in Europa, qualsiasi essa potesse essere. Le ultime tre vittorie consecutive in campionato hanno invece restituito speranza e in questo rush finale la Lazio può giocarsi le sue carte.

Obiettivo: vincerle tutte

Per raggiungere quel miraggio che è il quinto posto la Lazio ha il dovere di vincerle tutte da qui a fine maggio. E se le sfide con Monza, Empoli e Sassuolo vedranno la squadra di Tudor favorita, la trasferta di San Siro contro l’Inter campione alla 37esima giornata rappresenta la sfida più complessa. La Roma dista 4 punti ma ha un calendario complicatissimo, l’Atalanta è a +2 ma ha una gara da recuperare e un calendario agevole. Serve un miracolo e vincerle tutte potrebbe addirittura non bastare, anche se c’è la speranza sesto posto. Se una tra Roma e Atalanta dovesse vincere l’Europa League e arrivare quinta in classifica, allora la sesta classificata andrebbe in Champions. La rincorsa alla Champions iniziata da qualche settimana riprenderà a Monza con la sfida contro la squadra di Palladino. tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “La Lazio non pensa arrivino offerte per Immobile. Il prossimo anno si ripartirà da lui e il Taty” (AUDIO)

La Lazio ha messo al centro del progetto Castellanos… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio ha messo al centro del progetto Castellanos, ma Immobile non verrà ceduto gratis ma solo a determinate cifre. C’è pessimismo sul fatto che possa accadere e quindi la società pensa che Ciro resti e dunque al massimo si prenderà una punta giovane e a poco costo da affiancare alle prime due. Ciò che chiarirà la società a Immobile è che dovrà accettare senza lamenti il ruolo che gli ritaglierà Tudor. Qualsiasi esso sia. Del resto rientrava da un infortunio, quanto poteva pensare di giocare contro il Verona?

Capisco le esigenze di bilancio della Lazio, ma secondo me il prossimo anno servirà una punta di livello oltre ai due e non un giovane.

Sono due anni che ripetiamo ‘se Ciro Immobile tornerà quello di prima’, ma gli anni passano e sono 34, non 29. Difficilmente si torna a essere come si era prima. Basandomi su quanto visto negli ultimi due anni e sapendo quanto si sia spremuto più di altri attaccanti, affermo che non si tratti di un trentaquattrenne qualunque.

In questa stagione è bastata mezza partita non giocata e l’entourage di Ciro Immobile si è scagliato contro chi non lo aveva tenuto in considerazione. Difficile dire che lui accetterebbe un ruolo da comprimario”.

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Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, tra Europa League e spiraglio Champions: c’è la variabile Atalanta. Intanto i tifosi preparano Monza…

Le tre vittorie consecutive contro Salernitana, Genoa e Verona hanno rimesso la Lazio in piena zona Europa. Attualmente la Lazio sarebbe in Europa League, con uno spiraglio che tiene viva la probabilità di andare in Champions. Sabato sera sfiderà il Monza in trasferta e, come al solito in questa stagione, saranno tanti i tifosi biancocelesti che seguiranno la squadra lontano da casa. 

Ieri è partita la vendita dei biglietti di Monza-Lazio e, come riporta il Corriere dello Sport, sul sito dei padroni di casa c’erano code virtuali di oltre 45 minuti. Nel primo giorno a disposizione sono stati staccati ad ora 800 biglietti su 2000 disponibili. C’è da tifare la Lazio, ma c’è anche da “tifare” per i risultati dell’Atalanta: i nerazzurri attualmente sono sesti con una gara da recuperare. Se la Dea si piazzasse tra le prime cinque e vincesse l’Europa League, si aggiungerebbe uno slot per la Champions. Si tratta di una serie di incastri complicata, ma almeno lascia vivo un barlume di speranza che sembrava ormai spento.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Castellanos titolare della prossima Lazio? Per la società sì, per Tudor deve migliorare…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

La Lega ha declinato la richiesta di spostamento della gara con l’Atalanta mossa dalla Roma argomentando in quattro punti chiari. Dalla logistica alla macchina organizzativa della finale di Coppa Italia, più altri motivi che sono di una logica stringente e chiarissima. Inutile andare avanti con un braccio di ferro che non può esistere. La Roma che si sente vittima di alcuni complotti mi fa molto sorridere, onestamente. Se il movimento calcistico può aiutare una squadra italiana lo fa e quando ci sono stati i presupposti è stato fatto. In questo caso non è possibile per questioni di impegni presi, calendario e logistica.

Castellanos convince, ma Tudor vuole di più’? Questo titolo del mio pezzo di oggi nasce dal fatto che, proprio nel momento in cui all’argentino viene data l’opportunità di giocare con continuità, quattro gare di fila, rispondendo bene, Tudor non risponde in modo affermativo alla domanda se il prossimo anno sarà titolare. Ipotesi caldeggiata, tra l’altro, dalla società, che l’estate scorsa ha investito 15 milioni su di lui. Tudor è stato sincero, l’ha elogiato, ma ha anche sottolineato il lavoro che deve fare per migliorare sotto porta. Ha fatto riferimento all’aspetto emotivo del ragazzo che soffre troppo nei momenti in cui non trova il gol. Ha indicato pregi e difetti che evidentemente non lo fanno essere certo di poter puntare totalmente su di lui nella prossima stagione come titolare assoluto. Il mercato, in tal senso, sarà indicativo. La mia personale opinione è che, avendo a disposizione una maggiore continuità estesa sull’intera stagione, può tranquillamente fare 20 reti”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Lazio, Europa League il tuo habitat naturale. Tudor ha fatto centro nel gruppo” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

La Champions per la Lazio resta una montagna da scalare, lo dice la classifica, il fatto che dovresti superare due squadre e soprattutto c’è il calendario dell’Atalanta che è molto abbordabile, oltre al fatto che deve recuperare una partita contro una Fiorentina che non avrà niente da dire. C’è una piccola speranza, ma devi fare 12 punti e vincere contro un Inter che ha confermato di non voler regalare nulla. Anche se la Lazio dovesse raggiungere 64-65 punti vedo squadre decisamente favorite. Già parlare di Champions, però, è già un segnale importante. Vuol dire che delle qualità ci sono, dopo un momento in cui la squadra era molto piatta. L’Europa League è un buon obiettivo, raggiungendola la Lazio tornerebbe nel suo habitat naturale.

Tudor sta facendo un buonissimo lavoro, ha dato energia, non trova scuse sulla stanchezza. Si è creata una buona empatia con il gruppo, basta vedere la prestazione di Felipe Anderson e la sua disponibilità a fare più cose. Tudor è un tecnico pratico ed ha fatto centro all’interno del gruppo. Mi sembra che stia avendo anche una buona presa sui tifosi che vedono che tutti i componenti stanno dando il massimo, poi come sempre saranno i risultati finali a dare un giudizio”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Vittorie e prestazioni, grande lavoro mentale di Tudor”. Poi lo sfogo sugli arbitri… (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Quella contro il Verona è stata una bella vittoria, assolutamente meritata attraverso una grande prestazione. Mi piace il lavoro mentale che sta facendo Tudor sulla squadra, c’è motivazione e convinzione, non a caso sono arrivate cinque vittorie in sette partite. I risultati sono importanti, soprattutto perché sono arrivati con prestazioni di livello. Non era scontato battere il Verona e dare continuità, molto bene tutto, nel gioco e nei singoli. Stiamo vedendo una squadra molto aggressiva che abbia la capacità di mettere costante pressione all’avversario.

Dal punto di vista della costruzione dal basso, la scelta di Tudor è stata calcolata, finalizzata anche a non mettere in difficoltà Mandas. Con il ritorno di Provedel, probabilmente, si tornerò a farlo maggiormente.

La direzione dell’arbitro Massa è stato inaccettabile. Per me è una ferita aperta, ricordo che nell’autunno del 2017 fece un chiaro errore nel rigore assegnato alla Fiorentina per il contatto Caicedo-Pezzella. Anche contro il Verona è stato paradossale che nella prima ora di gioco gli unici ammoniti sono stati solo quelli della Lazio, malgrado fossero gli avversari a fare una gara di contenimento. Poi spiegatemi come è possibile non ammonire per la seconda volta Cabal per quel fallo su Pedro al limite dell’area di rigore. Poi mi chiedo perché quando segna la Lazio, nessun direttore di gara indica il centro del campo. Ci spieghino qual è il problema.

Corsa Champions? Monza è veramente molto importante, se vinci lì ti mancherebbe pochissimo per avere la certezza dell’Europa League. Poi vedremo cosa farà la Juventus con la Roma, non credo che quella sarà una partita scontata. Passo dopo passo, c’è una buona atmosfera ed una settimana intera di lavoro a disposizione. Vedendo il calendario e la forma dell’Atalanta, penso sia molto difficile da riprendere”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Finalmente la Lazio bella da vedere. Massa non mi è piaciuto” (AUDIO)

LUIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ora vedere la Lazio è piacevole. Anche Kamada sembra un altro calciatore. Ha dimostrato soprattutto sabato di essere un giocatore che potrebbe esserci utile per il futuro.

Parlando di arbitro ho avuto la sensazione – magari da tifoso – che anche facendo mezzo fallo arrivava subito il cartellino giallo contro la Lazio. L’arbitraggio proprio non mi è piaciuto.

Dopo tanto tempo ho avuto la sensazione che la squadra avversaria non avesse alcuna possibilità di metterci in difficoltà. Sempre aggressivi, sempre uomo su uomo. Finalmente ci siamo sulle seconde palle. Non dico sempre e continuamente, ma almeno ci proviamo”.

Alessio Buzzanca