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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dal torpore alla scossa: con Tudor media punti di 2,4, Champions ancora possibile

Questo campionato è una corsa a punti e la corsa della Lazio è ancora aperta per la Champions, ma allo stesso tempo si allontana sempre di più, essendo tornata settima. Come ricorda il Corriere dello Sport, la Roma è quinta a 59, l’Atalanta sesta a 57, ma con una gara ancora da recuperare. Tudor dopo la partita ha detto che non c’è da credere alla Champions, ma dare tutto gara per gara.

Mancano 4 giornate alla fine, quindi 12 punti. Sotto i 10 è improbabile sperare nel quinto posto. Il sesto può valere solo al netto di incastri complessi. La Lazio può ancora tentare il tutto per tutto grazie al calendario, sulla carta decisamente più abbordabile di quello delle sue concorrenti, ma allo stesso tempo deve assicurarsi almeno l’Europa League. Con il risultato di ieri tra Roma e Napoli si devono considerare anche i punti persi dai partenopei, che ora si trovano a -5.

La Lazio di Sarri stava scivolando nel torpore, c’era bisogno di una scossa e Sarri gliel’ha data con le dimissioni. Ha avuto ragione lui. Il neo arrivato Tudor ha ridato anima a una squadra che sembrava averla persa, ha cambiato modulo e ha rilanciatoKamada su tutti. La Lazio è riuscita a ottenere 12 punti in 5 giornate, quindi una media di 2,4 punti a gara; quella di Sarri era ferma a 1,42.

Con Tudor i giocatori precedono il gioco. Anche Pedro nel post partita di Lazio-Verona ha riferito che con il tecnico croato è cambiata la mentalità e la squadra ha ritrovato energia. Non può dire lo stesso Immobile, che sabato ha giocato solo una manciata di minuti e sperava di giocare di più essendosi ripreso dall’infortunio al ginocchio. Per il futuro Castellanos vuole essere la punta di diamante, ma Ciro non si sente una comparsa. 

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APPROFONDIMENTI

Lazio, c’è la svolta Uefa: anche il sesto posto potrebbe portare in Champions

Quando mancano cinque giornate alla fine della stagione, la lotta per l’accesso alla Champions League resta ancora accesa, con la Lazio spettatrice interessata. Certe delle qualificazione al momento sono Inter, Milan e Juventus. Con quasi due piedi nella massima competizione continentale anche il Bologna, quarto a quota 62.

Come noto, grazie al ranking Uefa, quest’anno anche la quinta classificata si qualificherà per la Champions. Al momento, la Roma è in vantaggio forte dei 58 punti, segue a 54 l’Atalanta che deve recuperare un match e che potrebbe contare anche sullo scontro diretto in programma a Bergamo il prossimo 12 maggio.

A quota 52, nella corsa Champions, c’è la Lazio, tre lunghezze sotto il Napoli che però dovrebbe compiere un vero miracolo. Una mano a chi vuole godere della Coppa più ricca, come scrive Il Corriere dello Sport, arriva dalla Uefa. Secondo Nyon infatti, anche la sesta classificata potrebbe partecipare alla prossima Champions League, ma servono due condizioni concomitanti.

Lazio in Champions da sesta: ecco come

Una tra Roma e Atalanta dovrebbe infatti vincere la prossima Europa League e contestualmente chi il prossimo 22 maggio dovesse alzare il trofeo a Dublino in serie A, al termine del campionato, dovrebbe classificarsi dal quinto posto in giù. Giova specificare che diversamente, se la vincitrice dell’Europa Laegue arrivasse tra le prime quattro, allora le squadre a partecipare alla Champions resterebbero cinque e non sei come il caso in oggetto.

Se l’Italia riuscisse a portare sei squadre in Champions, allora la settima andrebbe in Europa League e l’ottava in Conference, comunque ci sarebbe una sola italiana nelle due competizioni minori. Diversamente, con 5 in Champions, avremmo due squadre in Europa League (la sesta e una fra la vincitrice della Coppa Italia o la settima se la vincitrice della Coppa Italia arrivasse tra le prime cinque in campionato) ed una in Conference League.

Italia pigliatutto: l’ipotesi di 10 squadre in Europa

Infine, potremmo avere 10 squadre se due italiane vincessero Europa League e Conference arrivando entrambe dall’ottavo posto in giù. Scenderemmo a quota 9 se la Fiorentina alzasse la Conference League arrivando in serie A dal noo posto in giù. Infine, se la squadra di Italiano finisse ottava e alzando la Conference si qualificasse in Euroleague, aggiungendosi alle altre qualificata, l’Italia perderebbe la sua casella in Conference. 

Gianluca La Penna

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Lazio, Champions una montagna da scalare e con il Verona non si può abbassare la guardia. Ora bisogna sfruttare il Taty…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’!

La posizione Champions per la Lazio è una montagna da scalare, i punti di distanza a cinque gare dalla fine sono tanti, c’è anche l’Atalanta e ci sono gli scontri diretti a sfavore. Si è complicato, ma lo sarebbe stata anche con un pareggio della Roma ad Udine. Le partite sono poche e c’è anche lo scontro diretto tra Roma ed Atalanta, quello è un aggravante perché c’è il rischio che una faccia tre punti. In tutto questo, la Lazio dovrebbe vincerle tutte e cinque e di mezzo c’è l’Inter a Milano che anche se scudettata è dura. Noi facciamo il nostro, poi vediamo, se non dovesse bastare per la Champions, in Europa League ci dobbiamo stare. In quel caso siamo artefici del nostro destino.

Il Verona nell’ultimo periodo ha fatto bene, ha rimontato due gol all’Atalanta, hanno fatto gruppo e sono tanta roba dal punto di vista fisico. Inoltre hanno dei giocatori dalla metà campo in su che sono fastidiosi e bravi nell’uno contro uno. Si giocano la vita e contratti importanti per restare in serie A. Non bisogna abbassare la guardia, non sarà facile domani. Il campionato dice che tutto può succedere anche contro queste squadre.

Domani devono giocare quei calciatori che sono al massimo dal punto di vista fisico, hanno dei giocatori che possono mettere in difficoltà chiunque. Ovviamente se la Lazio riuscirà a ripetere la gara di coppa non la Juventus la gara si vince.

Bisogna sfruttare il momento di Castellanos che è chiamato a confermarsi. Non è un goleador, ma è un giocatore che sa giocare a calcio. Se nelle prossime cinque gare riuscisse a fare altri 3-4 gol diventerebbe anche per il club una sicurezza diversa che ti eviterebbe di essere costretto a prendere un altro attaccante pagando tanto. Cosa che sarebbe controproducente in ambito di trattive con altri club. Ora sicuramente è in fiducia, deve cavalcare l’onda emotiva positiva”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Stop Gila pesante, ora servono segnali da Casale. Felipe ok con il Verona, Lazzari out, Zac-Kamada dalla panchina” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sicuramente l’approccio e lo spirito che ho visto nelle ultime partite della Lazio fa ben sperare. Tudor sta facendo un buon lavoro, la squadra lo segue e se si continuerà con lo stesso piglio e approccio contro il Verona vincerà. Certo, rimane ancora un po’ di rammarico per la mancata finale di Coppa Italia, ma ora ci sono le ultime cinque giornate da sfruttare al massimo.

La cosa che mi preoccupa per il finale è l’infortunio di Mario Gila. C’è un sospetto stiramento per quello che è diventato un pilastro. Oggi dovrebbero esserci esami strumentali che chiariranno ulteriormente la situazione, ma in caso di lesione minimo due settimane resterà fuori. Mi preoccupa più in prospettiva, con il Verona in casa devi vincere e basta. Poi però c’è il Monza ed altre gare importante che devi fare tue. Sarà l’occasione per Casale per invertire una stagione negativa. Tudor si fida di lui, hanno lavorato insieme, è il suo momento. Deve dare segnali diversi da qui alla fine.

Gila, dunque, out, ma in prospettiva è fondamentale il ritorno di Zaccagni. Domani dovrebbe giocare venti minuti, non credo sia pronto per partire dall’inizio, inizierà a mettere minutaggio nelle gambe per poi essere un’arma in più per l’Europa. Felipe Anderson è stato rimesso in piedi, penso che contro l’Hellas giocherà dall’inizio, mentre Kamada dovrebbe rivelarlo dalla panchina. Il giapponese è tornato a disposizione. Poi c’è il problema al polpaccio di Lazzari. E’ fuori, sta facendo differenziato, non credo sarà in grado di recuperare per domani, penso invece che ci sarà con il Monza”.

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Lazio, per la Champions non puoi più sbagliare. Ma quanti problemi fisici: “Servono giocatori più adatti”

[…] Ora resta solo il campionato: «Cercheremo di arrivare più in alto possibile», assicura anche Tudor, dopo la quarta vittoria su sei gare dal suo sbarco. La sua Lazio sta crescendo, ma resta un paradosso. Le uniche due sconfitte pesano più di tutto il resto: il 2-0 della Juve a Torino ha portato via la Coppa Italia, la seconda nel derby rischia di compromettere lo spiraglio Champions riaperto. La Lazio dovrà affidarsi agli incroci delle concorrenti nel calendario e vincere le ultime 5 partite fino al 26 maggio. Si ripartirà subito col Verona sabato, ma ora preoccupa lo stato fisico. Troppi acciacchi muscolari, c’è il timore che anche il cambio di preparazione stia incidendo. Forse Tudor ha bisogno anche di una squadra con un’altra reazione d’urto al suo duro lavoro: «Il prossimo anno rinforzeremo l’organico con giocatori più adatti al mio calcio». Ci sono già stati dei pour parler, rimandato il vero vertice, la classifica finale deciderà il mercato.

Il ds Fabiani sinora ha smentito quasi tutti i rumors: da Sissoko a zero alla corsa a Gosens dell’Union Berlino, passando per Pirola offerto in un’ampia lista dall’agente Riso. A Marsiglia temono un saccheggio: da Rongier a Clauss e Balerdi, ai quali si aggiungerebbe Chancel Mbemba, difensore congolese classe ’94. Servono giocatori di gamba, ma bisognerà sostituire pure la qualità di Felipe e, molto probabilmente, di Luis Alberto. Uno ha già ufficialmente salutato, l’altro annunciato unilateralmente l’addio, entrambi si confermano i migliori e più decisivi a suon di gol e assist visionari – delle ultime tre vittorie di seguito. Tutti vestiranno ancora la maglia speciale per celebrare i 50 anni del primo scudetto contro l’Empoli (quasi certo l’anticipo all’11 maggio): casacca celeste, colletto bianco a V (una scritta dentro), numeri oro, sul cuore – a scendere – sfumati e incisi i nomi (riserve comprese) di tutta la mitica banda del 74. Il Messaggero

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Lazio, dal rimpianto Coppa Italia alla speranza Champions: ora missione quinto posto

Impresa sfiorata nel segno del Taty Castellanos. Due gol, uno per tempo, che avevano azzerato lo svantaggio ottenuto allo Stadium. Poi, il gelo. Il 2-1 di Milik a 9 minuti dalla fine vanifica tutto e in finale ci va la Juventus. I gol della Lazio sono arrivati entrambi su assist di Luis Alberto e l’argentino è arrivato a quota 6 centri stagionali, comprese due doppiette. Crescono i rimpianti per la gara che è stata a Torino il 2 aprile, persa per errori evitabili e senza mai tirare in porta. La ritrovata fiducia e i gol del Taty sono le note positive che serviranno per lo sprint finale del campionato. Sabato contro il Verona si tenterà di tenere accesa la speranza per la qualificazione in Champions: le probabilità di raggiungerla, secondo alcuni calcoli statistici, è dell’1.7%. Lo riporta La Repubblica

Ultime cinque giornate di Serie A e ancora tutto da definire nelle zone nobili di classifica. L’Inter si è laureata campione d’Italia assicurandosi un posto Champions da testa di serie. Praticamente fatta anche per Milan e Juventus rispettivamente seconda e terza della classe. Come riporta Il Corriere dello Sport, anche il Bologna, dopo la vittoria all’Olimpico, è vicinissimo all’obiettivo. I punti di distacco dalle inseguitrici iniziano a essere tanti. Bagarre quinto posto per accedere alla fase a gironi. Napoli e Fiorentina sembrano fuori dai giochi. Atalanta e Roma le indiziate principali con lo scontro diretto in programma alla terzultima giornata. Il quotidiano sportivo però non esclude la Lazio di Tudor nonostante il leggero ritardo in classifica. Si legge sulle colonne del Corriere: Non è tagliata fuori la Lazio, che ha una tabella teoricamente comoda: se arraffa 15 punti su 15 Tudor ha discrete possibilità. Ma deve superare la Roma e l’Atalanta, entrambe, perché con tutt’e due ha gli scontri diretti sfavorevoli”.

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Dieci squadre italiane in Europa? È possibile se…

C’è una clamorosa ipotesi ancora poco esplorata che potrebbe portare la Serie A ad essere rappresentata con 10 squadre nelle tre competizioni organizzate dalla Uefa il prossimo anno. Come riporta Il Corriere dello Sport, ciò che dovrebbe accadere è che una tra Atalanta o (speriamo di no) Roma dovrebbero vincere l’Europa League, ma restando fuori dai primi cinque posti in campionato. Mentre la Fiorentina dovrebbe alzare al cielo la Conference (ma non la Coppa Italia) piazzandosi sotto il settimo posto. 

Sarebbero così 6 le squadre qualificate in Champions (le prime 5 in classifica più la vincente dell’Europa League), 3 quelle in Europa League (compresa la Fiorentina) e una in Conference League. Dunque in questo momento la coppa di rango minore toccherebbe al Torino – decimo a quota 46 – ma rimane in corsa anche il Monza a 43. Il cammino di Atalanta, Roma e Fiorentina nelle coppe europee deciderà il futuro della partecipazione alle coppe della Serie A.

Alessio Buzzanca

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Focus Coppe: tutte le combinazioni per vedere la Lazio in Europa

L’Italia l’anno prossimo, grazie al ranking europeo, avrà cinque squadre in Champions League, a scalare la sesta classificata andrebbe in Europa League, insieme alla vincitrice della Coppa Italia, mentre la settima prenderebbe parte alla Conference League. Questo gruppo di potenziali 8 squadre in Europa, che vede interessata anche la Lazio, potrebbe subire variazioni in virtù di diverse situazioni.

In particolare, se una tra Roma e Atalanta vincesse l’Europa League, senza arrivare tra le prime cinque in campionato, porterebbe a sei il numero di italiane partecipanti al massimo trofeo continentale. Riavvolgendo il nastro, senza il bonus del ranking, il plotone tricolore sarebbe stato così composto: 4 formazioni in Champions, 2 in Europa League, 1 in Conference League. Come detto, grazie ai risultati in Europa la truppa sale a otto squadre, che salirebbero a 9 nell’ipotesi illustrata su Roma e Atalanta vincitrici dell’Europa League.

Chi si qualifica in Europa League?

Grazie al bonus, la sesta in classifica accede all’Europa League, insieme con la vincitrice della Coppa Italia, se quest’ultima però non si è qualificata in Europa tramite il campionato (arrivando tra le prime sei appunto), o diversamente ci arrivasse vincendo la Conference League. Il caso è quello della Fiorentina, attualmente in corsa sia nel trofeo nazionale sia nella terza coppa continentale. C’è l’ipotesi che potrebbe riguardare la Lazio: se la squadra che alza la Coppa Italia chiudesse il campionato tra le prime sei, allora la 7ª in campionato finirebbe in Europa League.

Con il bonus, salvo altre situazioni specifiche, la settima in campionato si qualificherebbe alla Conference League. Ma se la settima dovesse anche vincere la Coppa Italia, accedendo così all’Europa League, allora a disputare la Conference sarebbe l’ottava in classifica. Come noto, la sola partecipazione alla finale di Coppa Italia non dà alcun diritto in termini di partecipazione alle coppe.   

L’ipotesi più ardua: 10 italiane nelle Coppe

Oltre alle ipotesi raccontate, il gruppone potrebbe salire a 10 squadre se la Fiorentina vincesse la Conference, finendo in serie A dal nono punto in giù. Questa la formazione: 6 squadre in Champions (5 più la vincente dell’Europa League con Roma e Atalanta che arrivano dal sesto posto in giù), tre in Europa League (6ª e 7ª in Serie A più la Fiorentina), 1 in Conference League (8ª classificata).

Per chiarezza e sintesi, vi riportiamo anche lo schema pubblicato   dal Corriere dello Sport.

CHAMPIONS 
5 squadre via campionato 
Le prime 5 della classifica (Inter già aritmeticamente sicura del posto) 
 
+1 squadra vincendo eventualmente l’Europa League, ma solo se Roma o Atalanta alzassero la Coppa senza arrivare tra le prime cinque in serie A. 
 
EUROPA LEAGUE 
1 La squadra che vince la Coppa Italia 
1 La squadra sesta in campionato 

L’Italia perde 1 posto se chi vince l’Europa League si è già qualificato all’EL 2024-25 attraverso campionato o Coppa Italia. Dunque se: 
la Roma vince l’Europa League e chiude al 6° posto 
l’Atalanta vince l’Europa League e chiude al 6° posto (in EL solo la vincitrice della Coppa Italia) 
l’Atalanta vince l’Europa League e la Coppa Italia. 
 
L’ultima ipotesi prevede un altro team in Europa League se la Fiorentina vincesse la Conference League, ma i gigliati non devono né vincere la Coppa Italia né qualificarsi all’Europa League arrivando sesta.  
 
CONFERENCE 
Di base la 7ª in classifica si qualifica alla Conference, diversamente la terza competizione europea sarebbe ad appannaggio  della meglio piazzata fuori dalle altre due coppe.  Infine, se la Fiorentina vincesse la Conference ma si qualificasse in Conference via campionato, a quel punto farebbe l’Europa League e l’Italia non sarebbe rappresentata nella terza coppa. 

Gianluca La Penna

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CHAMPIONS LEAGUE

È ufficiale, il quinto posto vale la Champions

Una notizia attesa da oramai diversi mesi e di cui finalmente è arrivata l’ufficialità: l’Italia avrà cinque posti per la prossima Champions League, allargata a 36 squadre anziché alle solite 32. La sicurezza arriva dopo che la Fiorentina ha staccato il pass per le semifinali di Conference League e l’Atalanta è riuscita a passare il turno in Europa League contro il Liverpool. A queste si aggiunge la vittoria della Roma contro il Milan. Questi successi hanno garantito la matematica certezza di qualificarsi almeno al secondo posto. 

Sesta squadra

C’è una situazione in cui l’Italia potrebbe avere addirittura sei squadre qualificate per la prossima Champions League: una delle squadre attualmente in Europa League dovrebbe infatti vincere la competizione, ma arrivare sotto la quinta posizione. In quel caso ci sarebbero i 5 posti più la vincitrice dell’Europa League. 

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Lazio, missione rilancio senza introiti Champions e con nuovi parametri economici da rispettare: priorità cessioni

Come riporta Il Corriere dello Sport, quest’estate, al contrario della scorsa, alla Lazio mancheranno i 50 milioni di euro garantiti dalla Champions e sarà tutto più complicato. Inoltre, la Figc introdurrà nuovi parametri di controllo sistemando l’indice di liquidità e il rapporto tra il monte stipendi e ricavi dovrà scendere dal 90% dell’attuale stagione all’80% nel 2024/25. L’ipotesi concreta in casa biancoceleste è quella di guardare prima alle cessioni (o alle risoluzioni dei contratti) che agli acquisti. Tra qualche mese rientreranno dal prestito Cancellieri, Basic, Marcos Antonio, Akpa Akpro e Kamenovic. Tudor li valuterà, ma molto probabilmente dovranno cercare praticamente tutti una nuova sistemazione.