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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Non d’accordo con Sarri: a Verona la Lazio ha giocato male. Contro l’Atletico, Alberto in panca” (AUDIO)

Se a Verona la Lazio avesse giocato bene… BRUNO GIORDANO in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Non sono d’accordo che la Lazio abbia giocato bene a Verona. Se avesse giocato bene avrebbe vinto 3 a 0. Ha fatto una partita mediocre eccetto l’azione del gol. Poi il nulla. Non abbiamo sfruttato la pochezza difensiva del Verona. Tolto Lazzari la Lazio ha fatto una partita da 6. Il Verona è poca cosa e la Lazio ha affrontato la partita vivacchiando.

Non sono nemmeno d’accordo con Sarri che ha visto una buona partita da parte dei suoi giocatori. Spero che bluffi per tenere alto l’umore del gruppo. Per me con la Lazio così non recuperi punti a nessuno. Se per Sarri davvero la prestazione è stata buona, sono preoccupato.

Per quanto riguarda il match contro l’Atletico darei un turno di riposo a Luis Alberto che lo vedo in difficoltà. Farei giocare Kamada. Idem Vecino che schiererei dal primo minuto. La partita importante è quella contro l’Inter, non quella di domani e quindi farei scelte pensando a questo.

Per carità a Madrid non puoi rinunciare a giocare, ma sempre pensando al match più pesante in questo periodo.

Su Castellanos aveva iniziato in maniera brillante e poi è andato a spegnersi. Non vede molto la porta, ma mi sembra un buon giocatore. A me piace. Si sacrifica molto per la squadra, non è un goleador, ma è utile.

Per me deve migliorare con l’abitudine al gol. E’ cattivo, ha tecnica, ma vede poco la porta. Fare 12 o 13 gol in una stagione ti può lanciare”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sarri soddisfatto dopo Verona. Per Madrid ballottaggi in attacco…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Le frasi che Sarri ha detto pubblicamente dopo il pareggio del Bentegodi circa la sua soddisfazione per la prestazione, sono state ribadite anche all’interno dello spogliatoio. Era un gruppo giù di morale, lui ha sottolineato che proseguendo con questo rendimento i punti che ora mancano arriveranno. Il fatto che non sia stato concesso nulla all’avversario l’ha rincuorato. Era soddisfatto perché ha visto in campo ciò che era stato chiesto al gruppo dal punto di vista dell’atteggiamento. Detto questo, una gara come quella di Verona se giochi davvero una grande partita la vinci 3-0.

Per Madrid, la formazione dovrebbe essere Provedel, Lazzari, Casale, Gila, Marusic in difesa, Guendouzi con Vecino e Luis Alberto a centrocampo. Sono abbastanza sicuro che sarà questa la linea mediana. In attacco il dubbio è tra Felipe Anderson e Pedro, poi la solita staffetta tra Castellanos e Immobile. Bisogna capire chi partirà dall’inizio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, appuntamento con la storia: in Champions solo una volta prima nel girone

Senza nulla da perdere…

Senza nulla da perdere e con un’occasione storica, 24 anni dopo l’ultima volta. Blindato il passaggio del turno, la Lazio prova a scassinare il Wanda Metropolitano per superare l’Atletico e augurarsi un sorteggio più benevolo agli ottavi. Le luci della Champions League possono illuminare il momento buio della squadra di Sarri. Le delusioni in Serie A da una parte, le ambizioni internazionali dall’altra: una chance di 90 minuti, si prova a espugnare il fortino dell’idolo Simeone. Non c’è in palio la qualificazione, già certificata grazie alla vittoria con il Celtic (e il ko del Feyenoord con gli spagnoli). C’è però in gioco il primo posto nel Gruppo E, si può scendere in campo liberi da paure. Un traguardo che la Lazio ha centrato una sola volta nella sua storia. Bisogna tornare alla stagione 1999-2000, alla prima partecipazione in Champions, aperta dal pareggio a Leverkusen (1-1) con la punizione del compianto Mihajlovic. Eriksson, quel gruppo (A), lo chiuse il 2 novembre 1999 con 14 punti, ottenendone il doppio della Dinamo Kiev e del Bayer. Quarto arrivò il Maribor. 

La storia della Lazio in Champions

Era la super squadra che il 14 maggio successivo avrebbe vinto il secondo tricolore. In Europa fu doppio il girone concluso al comando, il percorso prevedeva un ulteriore step prima della fase a eliminazione diretta. La Lazio arrivò in testa anche nel secondo caso: 11 punti, +1 sul Chelsea, +3 sul Feyenoord e +7 sul Marsiglia. La beffa arrivò ai quarti con il Valencia, colpa del crollo al Mestalla (5-2). L’anno dopo (2000-2001) i biancocelesti furono penalizzati dal confronto diretto con l’Arsenal: 13 punti come i Gunners, ma qualificazione da secondi nel Gruppo B. Il girone seguente fu steccato: quarti dietro a Real Madrid, Leeds e Anderlecht. Nella stagione 2001-2002, invece, l’eliminazione fu immediata: 3 sconfitte in apertura contro Galatasaray, Nantes e PSV Eindhoven, non permisero alla Lazio di passare il Gruppo D (quarto posto). Stesso discorso nel 2003-2004 (Gruppo G chiuso alle spalle di Chelsea, Sparta Praga e Besiktas) e nel 2007-2008 (Lazio quarta nel Gruppo C dietro a Real Madrid, Olympiakos e Werder Brema). Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Vigilia Champions, Patric out. Vecino da epurato a titolare

Patric ancora a riposo, Romagnoli migliora ma non è pronto, Vecino può tornare titolare con Rovella squalificato in Champions League con il cartellino giallo rimediato contro il Celtic. La ripresa della preparazione di ieri a Formello, dopo il giorno di riposo concesso da Sarri che ha fatto infuriare molti tifosi, non ha dato verdetti definitivi sugli infortunati ma indicazioni molto chiare. A questo punto, l’assenza del centrale spagnolo fa pensare alla conferma della difesa di sabato con Gila e Casale, quest’ultimo rientrato dopo un lungo stop.

Stamattina alle 11 rifinitura nel centro sportivo biancoceleste prima della partenza per Madrid dove la squadra sarà seguita da circa tremila tifosi nonostante gli ultimi risultati negativi in campionato. In regia dovrebbe toccare a Vecino, riaggregato in extremis prima della partita con il Verona e ora possibile titolare (è in vantaggio su Cataldi). In attacco ballottaggio Castellanos-Immobile, poi dentro due tra Pedro, Zaccagni e Felipe. Out Isaksen (lesione distrattiva al retto femorale) che non tornerà prima di un paio di settimane. Il Tempo

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ARBITRI

Designazioni, Atl. Madrid-Lazio a Gözübüyük: i precedenti

Sarà l’olandese Serdar Gözübüyük ad arbitrare la partita tra Atletico Madrid e Lazio

Gözübüyük (NED)

Assistenti: Erwin Zeinstra (NED) – Johan Balder NED

IV Uomo: Joey Kooij (NED)

VAR: Marco Fritz (GER)

A.VAR: Fedayi San (SUI)

I PRECEDENTI CON LA LAZIO – Per l’arbitro Gözübüyük sarà il terzo incontro con la Lazio. I precedenti incroci con l’arbitro olandese non sorridono però ai biancocelesti, perdenti sia nell’ottobre del 2018 contro l’Eintracht Francoforte (4-1 con rosso diretto a Correa), sia a febbraio 2022 contro il Porto (2-1), in entrambi i casi si trattava però di Uefa Europa League. Positivo, invece, il bilancio con le italiane. In 10 incontri sono 7 le vittorie conquistate, le uniche sconfitte sono arrivate proprio con i biancocelesti e con la Roma (2-1 contro il Bodo Glimt ad aprile 2022).

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DICHIARAZIONI

Lazzari: “Col Cagliari da dentro o fuori, dobbiamo dare un segnale forte. Sarri mi ha cambiato, ora…” (AUDIO)

Il terzino biancoceleste presenta Lazio-Cagliari in conferenza stampa: “Col Cagliari da dentro o fuori…”

“Col Cagliari da dentro o fuori, dobbiamo dare un segnale forte. Sarri mi ha cambiato, ora…”. Manuel Lazzari in conferenza stampa prima di Lazio-Cagliari: “Speriamo che la vittoria con il Celtic ci lasci tanta energia e adrenalina per ributtarci subito in campionato, dove siamo in ritardo. Non sappiamo perché in Champions facciamo grandi partite e in campionato no. È il contrario dello scorso anno. Il passaggio del turno in Europa non è comunque mai scontato ed è importante, ma domani contro il Cagliari sarà da dentro o fuori. Dobbiamo dare un segnale forte e definitivo”.

“Ho fatto tutta la mia carriera da quinto fino all’arrivo di Sarri. Poi mi sono dovuto adattare, soprattutto i primi due anni. È un altro ruolo, un altro calcio. Quest’anno mi sento molto meglio e penso anche che si veda. Penso più a difendere che ad attaccare, è quello che vuole il mister. Cerco di essere concentrato per 90 minuti, fare il difensore non è come fare il centrocampista o l’attaccante. Se sbagli è un problema”.

“Il sogno di ogni giocatore è la Nazionale, magari essere nella rosa di un europeo o di un mondiale. È un sogno, ma c’è tanta competizione, ci sono molti terzini forti. Solo facendo bene con la Lazio potrò avere qualche chance per la Nazionale”.

“Quando un giocatore non gioca perde un po’ di fiducia, è meno contento, ma sono cresciuto molto a livello mentale in questi tre anni. La stagione è lunga, ci sono periodi in cui stai meglio e altri in cui stai peggio. L’importante è allenarsi sempre al meglio e cogliere le opportunità che hai”.

“Partendo molto più distante dalla porta avversaria arrivo meno lucido, però ho più campo da attaccare. Ci sono pro e contro. È un calcio che mi piace molto e posso sfruttare le mie caratteristiche. È un ragazzo intelligente, che ha messo in mostra le sue qualità. Speriamo che faccia la differenza anche in campionato”.

“Ciro lo vedo sempre molto sereno, felice, soprattutto dopo i due gol contro il Celtic. L’umore è ottimo, sta bene, è in fiducia. Anche se non ha giocato dall’inizio ha fatto la differenza. Ci sono state tante critiche, ma lui è molto forte ed è stato bravo a guardare avanti, l’ha dimostrato a tutti noi. Per quanto riguarda le differenze tra lui e Taty, sicuramente Ciro attacca più la profondità mentre Castellanos viene più incontro. Sono entrambi molto forti, in base alla partita che avremo davanti il mister deciderà chi schierare”.

“Anche se ho compiuto 30 anni, in questo mondo non si smette mai di imparare. Non avrei mai immaginato di poter fare il terzino di una difesa a quattro, quindi sono molto orgoglioso. Il mio pallino sarà sempre crescere sotto il punto di vista difensivo”.

Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Isaksen e la gestione di Immobile, finalmente Sarri ha capito” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Lazio-Celtic è stato uno spettacolo di attaccamento e di pubblico strepitoso. Ho visto una squadra con i suoi problemi ma determinata. Ho visto finalmente un tecnico che ha capito che alcuni giocatori devono esserci. Penso ad Isaksen che sponsorizzo da tempo. Ho visto le giuste rotazioni, compresa quella di Immobile che per essere al top ha anche bisogno anche di riposare. L’approdo agli ottavi di finale con un turno d’anticipo non è da tutti ed alla Lazio è successo solo tre volte nella propria storia. Domani contro il Cagliari voglio vedere la determinazione di una squadra che vuole rigiocarla anche nella prossima stagione la Champions League.

Che la squadra senta di più il contesto europeo non ci sono dubbi. Credo che se la Lazio avesse giocato in Europa League non avrebbe profuso questo impegno. A ridosso delle gare di Champions, i calciatori della Lazio si mettono in modalità più blanda, non è accaduto solo a Salerno. Ora mi auguro che i giocatori si concentreranno sul campionato con la stessa cattiveria agonistica vista in Champions”.

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Strigliate ed indottrinamento tattico, ecco come Sarri ha scongelato Isaksen

Scongelato all’arrivo, ricongelato dopo l’esordio, riportato a temperatura ambiente per la Champions. Gustav Isaksen ha pagato le basse temperature danesi, l’agosto più caldo di sempre italiano e l’alta pressione che s’è abbattuta sulla terza Lazio di Sarri. E’ passato per meteora nei primi mesi anche per aver sofferto i fenomeni meteorici. Era stato Sarri a individuare nelle scienze fisiche i problemi di adattamento del ragazzo venuto da Herning, città del Midtjylland, suo ex club. Ad agosto la massima lì è 21 gradi, al suo arrivo a Roma se ne percepivano anche 40. «Il caldo italiano lo ha bollito», raccontò così Sarri l’impatto del danese a Formello, era il 28 agosto, aveva appena perso contro il Genoa, iniziò a picconare il mercato. Gli effetti dello scongelamento e del congelamento si sono visti per la prima volta contro il Celtic. Isaksen era partito titolare contro il Monza il 23 settembre, è ripartito titolare contro gli scozzesi martedì sera, poco più di due mesi dopo. Ha sfruttato contingenze varie, dall’infortunio di Zaccagni agli avvincendamenti vecchi-nuovi post-Salerno, per ritrovarsi in campo. E’ stato uno degli esordienti totali in Champions, è stato uno dei più decisivi, è stato scongelato.  

Come è stato scongelato

Per Isaksen non è stato facile l’impatto né è stato semplice vivacchiare in panchina, subentrare per spezzoni (all’inizio) o pochi minuti (negli ultimi tempi). Sarri l’aveva preferito a Karlsson (ex AZ Alkmaar, oggi al Bologna) perché mancino, pensandone l’utilizzo a destra con il piede invertito. Per indottrinarlo tatticamente, scuoterlo e caricarlo a livello spirituale, non è stato tenero. Risale a qualche settimana fa il racconto di un allenamento in cui Mau ha spronato con impeto il danese per istruirlo su movimenti e atteggiamento da tenere in campo. Quasi una strigliata, l’ha stimolato a modo suo. Isaksen, forse impressionato, ha ricevuto il sostegno di Guendouzi. «Sarri è molto esigente e vuole che le cose siano perfette, questa è una cosa nuova per me. Nel mio vecchio club giocavamo un calcio più fisico mentre qui alla Lazio c’è un calcio più strutturato. Sarri sa come vuole giocare e questa è la strada giusta», è una confessione dell’attaccante datata metà novembre. Sarri e il suo staff hanno lavorato affinché riuscisse ad irrobustirsi, fortificarsi, prepararsi tatticamente. Mau sa temprare i giovani e i risultati si sono visti. L’Isaksen visto all’opera in Champions ha esibito personalità ed è entrato nelle azioni dei due gol, il secondo è nato da un suo assist. Ora il danese vuole tenersi il posto. Zaccagni resta out, Felipe Anderson può essere riproposto a destra. Isaksen può ripartire titolare domani contro il Cagliari. Sarri preferisce utilizzare Pedro part-time, deve calcolare anche l’esordio in Coppa Italia di martedì prossimo. Isaksen ha bisogno di continuità, tornare subito in panchina potrebbe infiacchirlo.  Corriere dello Sport

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Lazio, l’agente di Immobile: “Le emozioni Champions battono i petrodollari. Ma le gare cruciali deve giocarle”

“La doppietta col Celtic è la consuetudine, fa notizia quando non fa quello che ha fatto l’altra sera. Basta che per 2-3 partite non segni e diventa un caso nazionale. Ha sempre fatto questo in ogni categoria, ma nel calcio si ha memoria corta”. Marco Sommella, agente di Ciro Immobile, ai microfoni di Radio Sportiva parla del bomber della Lazio dopo la doppietta in Champions. L’agente, sull’alternanza con Castellanos, parla ancora: “È un problema non problema, il calcio è una cosa semplice. Chi sta bene e segna deve giocare, oggi ci sono tante partite e Ciro non ha più 20 anni. Ha tirato la carretta per tanti anni, ma i giocatori importanti nelle partite cruciali vanno utilizzati. Se poi Sarri opta per Castellanos avrà i suoi obiettivi, la realtà dei fatti è che Immobile è nel pieno della maturità e può dare tanto”.

Il futuro di Immobile: parla l’agente. Petrodollari…

“Se le critiche sono costruttive aiutano, se fatte con malizia non servono a nulla. Ciro si è conquistato tutto con le sue forze e con i fatti non con le chiacchiere. Nessuno ha i numeri che ha lui, mi viene da ridere perché il ragazzo si fa scivolare tutto addosso, ma non si merita certi attacchi. Al contrario di tanti altri ha preferito vivere serate come la Champions all’Arabia o agli Emirati e avrebbe potuto. Dà l’anima ogni partita, il problema è avere rispetto e chiarezza. Due anni fa c’era Lucca che a Pisa segnava tantissimo e la stampa lo voleva titolare in Nazionale, mi viene da ridere. La stampa mette troppa pressione a questi ragazzi. Il mercato? Non è il momento, è stata fatta una scelta precisa con la Champions e da 7 anni si trova bene in biancoceleste. Ci sono tante ambizioni per un ragazzo che vive il calcio dal primo giorno di Pescara o Torino. Sono emozioni che non hanno prezzo al confronto dei petrodollari e per questo va apprezzato”. Ultima domanda sulla Nazionale: “Spalletti avrà visto altri meglio di lui, Ciro ci tiene tanto all’azzurro. A Londra stava bene, spero che a lungo andare il capitano all’Europeo sarà lui”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – De Grandis: “Applausi Champions, ma la fotografia è il campionato. Mancano i colpi decisivi, Kamada timido” (AUDIO)

Il volto di Sky, Stefano De Grandis, è intervenuto stamattina in “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, per parlare del momento vissuto dai biancocelesti.

“Applausi per il passaggio del turno in Champions perché non è mai facile. Penso però che il campionato rappresenti la fotografia delle squadra, lì ti serve continuità. Non voglio raffreddare l’entusiasmo sulla Lazio perché la Lazio col Celtic non mi ha convinto al 100%. Sono contento e spero che da questa iniezione di energia si ritrovino contenuti”.

La Lazio priva di gioco? “Non credo che la Lazio non sappia più palleggiare e che non mantenga buoni contenuti tecnici. Manca la capacità di giocate decisive. Inutile parlare di Milinkovic ormai. Mi riferisco ad esempio della doppietta di Immobile con il Celtic. Ciro ha fatto due gol decisivi. Penso invece alle difficoltà realizzative di Zaccagni e Anderson. Alla Lazio ora mancano i colpi”, risponde il giornalista della piattaforma satellitare.

La Lazio ogni domenica sceglie un centrocampo diverso. “Mi spiace anche a livello affettivo per Cataldi che lo scorso anno ha disputato un’ottima stagione. In attesa che Rovella cresca, puoi alternare Danilo e Vecino perché l’uruguaiano può darti in parte i cm che ti dava Milinkovic. Gli interni devono essere Luis Alberto e Guendouzi. Il francese ti dà energia e personalità, Luis Alberto è imprescindibile perché è lui il regista di Sarri in campo”, risponde deciso De Grandis.

De Grandis: “Fatto mercato delle occasioni”

Le ultime riflessioni sullo scarso utilizzo di Kamada e sul mercato, anche per incrementare le reti fatte. “Mi ha deluso, ma non vorrei che lui, come Lindstrom che col Napoli sta faticando, arrivando dalla Bundesliga, abbiano mandato segnali non corrispondenti alla realtà. Inoltre il numero 6 mi sembra un po’ timido. La rosa della Lazio? Anche in questa caso, è stato fatto il mercato delle occasioni e non delle scelte: questo a livello tecnico si paga”.

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