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Sarri in conferenza: “Niente negatività, ci giochiamo una cosa bella. Io all’estero? Ora non mi importa nulla. Consiglio a Lotito…” (AUDIO)

La conferenza di Maurizio Sarri dopo il 2-2 con il Lecce: “Niente negatività…”

“Niente negatività, ci giochiamo una cosa bella. Io all’estero? Ora non mi importa nulla. Consiglio a Lotito…”. La conferenza stampa di Maurizio Sarri: “Ero più preoccupato sabato dopo la partita, quando c’erano solo lati negativi. Oggi invece ho visto momenti negativi, per esempio non si può prendere il primo gol a 20 secondi dalla fine del primo tempo su una rimessa laterale. Non si può entrare in campo travolti da quello episodio. Poi però ho visto anche aspetti positivi, come la reazione finale. Avevo l’impressione che bastava un pareggio all’85’ per poi vincere. Ho visto segnali diversi. Immobile e Milinkovic hanno lanciato risposte diverse, stanno migliorando. Un punto preso così potrebbe essere anche roba seria”.

Senza Cataldi la Lazio è meno equilibrata?
“Questo è il motivo perché da un anno vi sto dicendo che Marcos Antonio con Luis Alberto e Milinkovic fatica. Io non lo farei mai giocare con loro due. Per caratteristiche è un centrocampo che non è ben amalgamato. Ma in questo momento la situazione è questa. Oggi con un po’ di scaltrezza e veleno potevamo venire a capo della situazione”. 

L’arbitraggio?
“Non so che dirti sugli episodi, erano lontani. C’era fallo netto su Basic, ma credo fosse fuori area. Maresca è un arbitro che piace, ma quando perdono di mano il controllo della partita a livello di minutaggio mi disturba. Non ho mai visto in Premier League una squadra che si è permessa di fare quello che ha fatto il Lecce oggi, nonostante gli arbitri inglesi siano più scarsi”.

Un messaggio ai tifosi per rincuorarli? Temono per la Champions
“Quello che ho detto, che ci sono stati segnali incoraggianti e positivi. Uno per esempio è la crescita di condizioni di Milinkovic e Immobile. La negatività è l’unica cosa di cui non abbiamo bisogno. Ci giochiamo una cosa bella, serve un atteggiamento positivo. E nel finale i ragazzi pensavano fosse un’occasione persa. Questo pubblico merita la Champions, speriamo di regalargliela. Loro ci stanno aiutando, lo stadio è bellissimo. È bello identificarsi in una maglia. Il procuratore mi ha parlato di una possibilità all’estero, ma ho detto in questo momento non mi importa nulla, ma mai dire mai”.

Se la Lazio non arriva in Champions è un fallimento?
“Fai parte della categoria dei giornalisti che a inizio anno ti mette 7°, poi arrivi 5° e parli di fallimento? Dico assumente no. Se qualcun altro arriva fuori dalla Champions è un fallimento, non per noi. Sappiamo quali sono i nostri punti di forza e i nostri limiti. Lotito? L’ho visto, stava mangiando la pizza”. 

C’è troppa pressione a Formello?
“Non mi risulta. Anzi, se dovessi dare un consiglio al presidente gli direi di prendere due o tre persone più avvelenate lì dentro. Non ho mai sentito la pressione. Eppure ho allenato a Napoli, al Chelsea e alla Juventus”.

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Sarri in conferenza: “L’appagamento non è la causa, non siamo dei folli. Ora concentrati fino alla fine” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo la sconfitta con il Milan

“Siamo andati sotto 2-0 senza che la partita fosse mai decollata, noi stavamo facendo pochissimo come loro: la sensazione è che l’abbiamo data per persa se non negli ultimi dieci minuti di gara. Non penso che siamo entrati scarichi, ma casualmente ci siamo trovati sotto di due gol, e questo ci ha condizionato in modo pesante il modo di pensare: sarebbe dovuto esserci un tentativo più cattivo. L’Inter si era trovata sotto e ha reagito in modo diverso, la sensazione visiva è che stiano meglio i nerazzurri: i picchi di velocità del Milan sono stati superiori, come quantità e qualità della corsa siamo stati superiori.

Ci vuole fantasia per avere certezza di un posto in Champions, non penso che l’appagamento sia la causa, altrimenti ho una squadra di folli e non lo penso: la classifica è cortissima e va dato tutto. Penso che la palla di Casale non fosse un granché, ma neanche lo smarrimento di Marcos, doveva andare più violento verso la palla per riaprire a sinistra: è un errore che può succedere, come può succedere che l’arbitro fischi quel contrasto. A Firenze abbiamo fatto quattro gol così, e parlarono di contropiede.

Se sono preoccupato? Bisogna essere concentrati, proiettati verso la prossima gara con il Lecce. Che in questo momento noi abbiamo giocatori in scarsa condizione, forse anche mentale, è evidente. Vediamo se riusciamo a farli tornare in condizione.

Cataldi? Vediamo domani mattina se può iniziare a lavorare in campo, se non lo fa nei prossimi due giorni diventa difficile per il Lecce. Può darsi che il Milan fosse più fresco per le scelte di mercoledì, sono scelte. Le sconfitte con Inter e Milan? Sono due squadre che abbiamo battuto, se poi mi chiedi un’opinione personale ti dico che sono due rose molto più forti della nostra, e ci manca qualcosa per essere alla pari: la classifica ti dice qualcosa di diverso, ma la realtà è questa”.

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Milan-Lazio, Pioli: “Quasi da dentro o fuori. Biancocelesti completi, non pensiamo al derby”

Pioli, tecnico del Milan, ha presentato il match contro la Lazio in conferenza stampa alla vigilia. I rossoneri attesi da una settimana di fuoco: dopo la Lazio ci sarà la gara d’andata delle semifinali di Champions League contro l’Inter. Il Milan è reduce dal deludente pareggio agguantato all’ultimo respiro contro la Cremonese, nel turno infrasettimanale di campionato. La Lazio invece, ha rialzato la testa dopo due sconfitte consecutive battendo il Sassuolo. Fra rossoneri e biancocelesti ci sono 6 punti di distacco. La Lazio ha vinto il match d’andata per 4-0. Pioli: “M auguro che domani riusciremo a controllare e dominare la partita come abbiamo fatto in questo periodo. Giochiamo contro una squadra molto forte, poi dobbiamo essere concreti e più efficaci in zona gol che è quello che ci è mancato”.

Occasioni perse, domani è l’ultima chiamata per la Champions? Pioli: “Certo che la squadra è consapevole dei jolly che abbiamo buttato via e che non possiamo buttarne via degli altri. È una partita molto molto importante, ma non è l’ultima. È quasi da dentro o fuori domani. Dobbiamo fare tanti punti da qui alla fine e domani è una tappa molto importante”.

Pensiero all’Inter? “Pensando alla Lazio, l’altra arriverà, ci sarà tempo per farci trovare pronti. C’è concentrazione massima per domani. Giochiamo contro la seconda in classifica che ha preso slancio dall’uscita dalle coppe. Il risultato di domani non influenzerà il derby. La Lazio è forte molto centralmente, poi da lì vanno sull’esterno. È una squadra completa. Bisogna essere molto compatti in fase difensiva”.

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Sarri in conferenza: “Le parole di Tare non mi interessano. Marcos Antonio è questo, Cataldi out con il Milan, Vecino forse…” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri

“Le gestioni delle partite così non piacciono tanto. Ero molto più contento se avessimo giocato come i primi 35 minuti. Il Sassuolo è una squadra molto tecnica, che sta facendo un ottimo girone di ritorno, quindi non era semplice la partita. Abbiamo sofferto ma siamo stati ordinati, non abbiamo concesso tante palle gol. Poi gli ultimi 15 minuti abbiamo gestito la palla con personalità. Non nego sia importante prendere punti, molto bene la qualità della prima mezzora, poi vediamo se riusciamo a far aumentare i 35 minuti o a chiuderla prima”.

Un giudizio su Marcos Antonio?

“È sicuramente cresciuto, è quello che avete visto stasera. Quando la squadra riesce a palleggiare ha qualità immense. Quando perde il controllo della partita ha più difficoltà. Sono contento. Da un mese dà segnali importanti in allenamento. Spero di recuperarlo per domenica ma penso di sì, essendo uscito per crampi”.

Il fallo di mano di Toljan non è stato neanche controllato:
“Non andare a vederlo mi ha disturbato, dico la verità”. 

Felipe Anderson di nuovo tra i migliori:
“Ha fatto bene in tutti e due i ruoli, esterno e centravanti. Ha avuto due-tre scambi veloci in cui ha liberato Lazzari in profondità. L’interpretazione da attaccante è tutta sua, a volte mette in difficoltà anche noi perché non sappiamo dove possiamo trovarlo in campo. Ha qualità e gamba, qualcosa può fare sempre. Siamo contenti che abbiamo cominciato a segnare quest’anno”. 

Che ne pensa delle parole di Tare prima dell’Inter?
“Come ho sempre detto io ho una testa e penso con la mia, quindi non mi interessa più di tanto”.

Immobile non sta vivendo un grande momento…
“Stiamo cercando di farlo giocare spezzoni di partita per fargli ritrovare la migliore forma fisica, che adesso non ha. Stiamo cercando di tirarlo su senza portarlo alla fatica estrema che adesso non gli farebbe neanche bene. Speriamo ci ripaghi con un grande finale di stagione, che poi si incazza quando esce fa parte del gioco. 

Come sta Cataldi?
“Ha un’ematoma nel polpaccio di dimensioni considerevoli. Fino a ieri non appoggiava la gamba a terra, oggi aveva le stampelle. La vedo dura per sabato. Vecino? Ha detto che si è fermato appena ha sentito dolore. Domani vedremo se si è fermato in tempo”.

È stata la sua 150esima vittoria in A: è orgoglioso? Si sente cambiato rispetto alla prima vittoria?
“Non mi ricordo la prima vittoria (ride, ndr). Cambiato tatticamente non più di tanto, poi si possono cambiare posizioni e moduli, ma la mentalità e il tipo di gioco era questo. Con qualche giocata dentro diversa in base al modo. Magari ero più rigido, lasciavo meno spazio ai giocatori, adesso dopo varie rotture di coglion* ho capito che forse è meglio così”.

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Sarri in conferenza: “Resto dell’idea che la Champions sarebbe un miracolo. Non posso escludere che qualcuno…” (AUDIO)

Champions un miracolo. La conferenza stampa di Sarri

Miracolo Champions e situazione mentale e fisica dalle parole di Sarri.

È sembrata una Lazio in sofferenza, ma fino a 15′ dalla fine il risultato era favorevole. Recriminazioni verso l’arbitro?
“Le recriminazioni le dobbiamo fare nei nostri confronti, la squadra ha fatto una partita dignitosa per 60 minuti, l’inizio del secondo tempo è stato abbastanza sereno anche se avevo un po’ di timore. Però quando il vento della partita è cambiato abbiamo dato la sensazione dell’arrendevolezza e questo non mi piace. Eravamo diventati blandi mentalmente e fisicamente, siamo diventati poco lucidi in un momento in cui dovevamo pensare che il 2-1 era la miglior sconfitta possibile perché si rimaneva avanti negli scontri diretti. Non sono soddisfatto, ma quel finale lì soprattutto non mi è piaciuto”.

Come sta la Lazio mentalmente? In settimana si ricrea una situazione con tre partite in pochi giorni, come si gestisce?
“Non c’è più niente da gestire. Se a inizio anno ci avessero detto che saremmo arrivati così a sei partite dalla fine saremmo stati tutti soddisfatti. Ora ci dobbiamo pensare noi. L’approccio alla partita di oggi non è stato negativo, potevamo avere un palleggio più qualitativo e pericoloso, però non è stato un approccio disarmante, a San Siro di solito si balla in maniera seria nel primo quarto d’ora”.

Esclude che qualcuno abbia pensato di aver già raggiunto l’obiettivo?
“Escluderlo del tutto no. Viviamo in un ambiente difficile per essere estremamente lucidi, i media romani tendono a estremizzare in un senso o nell’altro: o è tutta merda o è tutto facile. Però siamo noi che non dobbiamo cadere in queste storie, la realtà è quella che ho detto prima: non era facile prima, non è impossibile ora. Noi se si va in Champions si fa un miracolo, resto dell’idea: leggete le sostituzioni degli avversari di oggi”.

Alla fine le partite si vincono coi cambi. Inzaghi inserisce Lautaro e Gosens e sono loro che decidono i cambi.
“Le partite si vincono in molte maniere, oggi abbiamo visto che c’è un gap da coprire, in parte lo si può coprire e in parte lo deve coprire la società”.

Come sta Cataldi?
“Ha preso un colpo sul polpaccio, ma si vedrà soltanto fra 48 ore”.

Ha rivisto un po’ di brillantezza?
“Non completamente, però rispetto alla gara col Torino stavamo nettamente meglio, ci sono qualità fisiche in cui l’allenamento non conta. Se io di natura ho un’accelerazione di 5 km/h più di te, quando si parte arrivo prima io sulla palla. Ma quella è una qualità innata e non la migliori, dovresti fare una trasformazione delle masse muscolari che richiedono mesi di lavoro. Non è una qualità alienabile, nel calcio ma anche in tanti altri sport. Nelle cose che si possono allenare, noi siamo la squadra che corre di più e a maggior velocità. Poi vai a vedere i picchi di velocità e tante li hanno più alti di noi”.

Come giudica le prove dei due esterni e di Milinkovic?
“La linea difensiva è stata esposta a troppi eventi, se succede questo Marusic e Hysaj devono fare una partita di grande dispendio di energie e di letture. Possono anche andare in difficoltà, ma non mi sono sembrati in grandissima difficoltà loro sinceramente”.

Adesso ha il dovere di trovare la giusta concentrazione. Andreste in ritiro?
“Perché, ti sembro di fuori? Come diceva Fantozzi, per me il ritiro è una cagata pazzesca. Se poi i ragazzi ci vogliono andare è giusto andarci, poi giocando ogni due-tre giorni ci andiamo lo stesso di fatto. Ma se bastava andare in ritiro, il Perugia faceva la Champions per 15 anni di seguito”.

Le altre big hanno le coppe, forse questo vi fa mancare un po’ di adrenalina?
“Non lo so, quando siamo usciti dalle coppe abbiamo fatto una striscia di risultati impressionanti, quasi un miracolo. Ora siamo un po’ in un momento negativo, in passato avevo una squadra che in settimana normale aveva grande difficoltà ed era il Chelsea, abituatissima a giocare ogni 72 ore e che faceva 65 partite a stagione. Quando aveva una settimana normale andava in difficoltà non essendo abituata ad avere quel lasso di tempo senza partite. Però penso non sia un esempio calzante per noi”.

Marotta ha parlato di torneo Champions. Chi è favorito per questo scudettino?
“Non ne ho idea, io cerco di estraniarmi da tutto, non guardo i calendari delle altre squadre, sono tutte cose che lasciano il tempo che trovano. Far le tabelle è come giocare il totocalcio, non ha grande senso. Non ve lo so dire, manca un mese alla fine e chi starà meglio mentalmente e fisicamente ci andrà”.

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Sarri: “Fase risolutiva. Serve convinzione, non la presunzione di aver già acquisito la Champions. Tutto apparecchiato per il Napoli…” (AUDIO)

Fase chiave, scontro Champions per la Lazio che domani, alle 12.30, affronterà a San Siro l’Inter. Tra pochi minuti, alle 13.15, il tecnico Maurizio Sarri presenta la sfida in sala stampa a Formello.

La sconfitta con il Torino può aver lasciato qualcosa di positivo?
“Siamo nella fase risolutiva della stagione, gli insegnamenti servono poco. Una battuta d’arresto è pesante. Con il Torino non eravamo al meglio fisicamente, l’ho detto subito, ma anche mentalmente. Se questo è un normale piccolo down dopo un buon periodo reagiremo subito, se invece il calo è dovuto al fatto che pensavamo di aver raggiunto già l’obiettivo è un problema. Domani affrontiamo una squadra che nelle partite singole è straordinaria. Dobbiamo dimenticarci l’andata, che abbiamo vinto ma abbiamo anche sofferto. Dobbiamo giocare come collettivo e non come singoli”.

Fisicamente come sta la Lazio?
“E’ stata una fase in cui abbiamo lavorato molto sullo scarico, la squadra ne dovrebbe beneficiare. Ma è difficilmente scindibile l’aspetto fisico da quello mentale. I carichi di lavoro della scorsa settimana, abbinati al cambio di temperatura, l’abbiamo pagati contro il Torino: non l’ho detto per tutelare la squadra, lo penso davvero”.

Settimana decisiva?
“Importante, sì”

Come sta Immobile?
“Dal punto di vista mentale è tranquillo, fisicamente è in crescita. Non ha grandi dolori durante l’allenamento. È un giocatore su cui puntiamo molto”.

Domani al risultato della Lazio si lega il possibile scudetto del Napoli:
“Noi dobbiamo pensare alla nostra partita. La tavola è stata apparecchiata per la festa, per la nostra sconfitta. Noi dobbiamo fare il massimo. Il Napoli festeggerà lo stesso, ma speriamo il più tardi possibile”.

Si aspettava di avere 7 punti in più dell’Inter?
“Nel nostro campionato ci sono 4 squadre più forti di noi, poi ce la giochiamo. Noi abbiamo fatto qualcosa in più rispetto alle attese, le altre invece qualcosa in meno. Non dobbiamo pensare alla classifica. L’Inter ha ritrovato fiducia ed entusiasmo, è forte. Poi ci sono rischi anche che riguardano noi”.

È un caso se in campionato la Lazio ha perso solo una volta due partite di fila?
“Spero che questo trend prosegua, che dimostra questa capacità di reazione. Dipende da quello che pensavamo prima del Torino. Se ci sentiamo di giocarsi qualcosa che davamo per acquisito è un percorso molto complicato. Noi dobbiamo rimanere dentro la partita con grande convinzione, che è nettamente diverso dall’essere presuntuosi”.

Ghersini non è stato fermato del tutto:
“Ma nemmeno fatto andare avanti di sembra. Il mio appello in parte è stato accettato”.

Rocchi ha designato Guida di Torre Annunziata:
“La gente pensa che io ce l’abbia con gli arbitri, ma non guardo neanche la designazione. Io non guardo neanche un episodio, ma il metro arbitrale. E poi mi esprimo. Credo poco a queste storie territoriali: non penso che se abita a 40 chilometri da Napoli si faccia condizionare”.

Come sta Casale?
“Sta bene, ha avuto una fase con un problema gastrointestinale per 3-4 giorni di fila, era un po’ debilitato, per questo ha fatto uno spezzone. Ma ora si è allenato per una settimana”.

Tre partite in 6 giorni: farà dei calcoli in questa fase?
“Bisogna dare tutto in tutte le partite, chi salta salta, chi scoppia scoppia. Poi ci sono delle cose su cui non sarò mai d’accordo. In Italia le previsioni per domani sono che piove, ma potevano esserci anche 33 gradi, come cazzo si fa a giocare a 12.30? Ci sono tutti i presupposti per non fare un bello spettacolo, poi ci si arrabbia perché si incassa di meno rispetto ad altri campionati. Se non si fa un tavolo con il governo per rifare gli stadi siamo morti. Il calcio italiano può tornare a livelli buoni, ma la sensazione è che ci facciano affondare ancora.. Siamo in un momento storico che permette anche la risalita, ma con un percorso diverso. Io ho la fortuna di avere un’età… il futuro lo vedranno altri. Lo dico perché sono innamorato del calcio, vedo un possibile spiraglio per tornare a livelli buoni, però c’è un insieme di lacci che ci faranno sprofondare ancora”.

Quest’anno le basi per arrivare in fondo ad altre competizioni la prossima stagione?
“Io penserei ad arrivare in fondo a questo, può essere che la prossima dipenda anche da questo. Penserei quindi solo a ciò”.

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Sarri in conferenza: “Non si molla niente, continuiamo a migliorare fino all’impresa” (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, dopo il match con lo Spezia dallo stadio Alberto Picco

“Non si molla niente”, parola di Maurizio Sarri. 61 punti, +9 sul Milan. La classifica la guarda la sua squadra?
“Non ha senso guardare la classifica ora, la farò vedere quando giocheranno tutte e poi farò vedere la classifica di nove giornate fa. Ora è stravolta. Non si molla niente”.

Quanto bruciano i punti persi con alcune piccole? Questa Lazio ricorda il suo Napoli?
“Questa è la Lazio, con giocatori con caratteristiche diverse e che sta crescendo in qualità. Nel Napoli per qualità e intensità me lo ricorda negli allenamenti. I punti fanno parte del percorso, tutte e venti le squadre diranno di aver perso punti in maniera stupida. Fa parte della normalità, se in quel momento non li abbiamo presi non li abbiamo meritati”.

Qual è stato il tasto toccato dal punto di vista mentale?
“Come hanno fatto gli allenamenti. La squadra si applica in maniera feroce, forte, e piano piano ci ha riportati in partita. Siamo cresciuti nella sofferenza, fino a due mesi fa subivamo, ora attraversiamo momenti difficili soffrendo, ma poi ne usciamo fuori”.

Cataldi sarà squalificato. Vecino come sta? Marcos Antonio ha dato buone risposte.
“Vecino si sta curando, lo rivedremo in allenamento martedì e potrebbe farcela. Il gol di Marcos mi ha fatto un piacere straordinario. È un giocatore forte che non ha giocato quanto meriterebbe per miei motivi tattici, sono contento si sia preso questa soddisfazione”.

Il prossimo difetto che diventerà un pregio qual è?
“Continuare a migliorare è l’obiettivo. In questo momento difetti enormi non ne abbiamo più e si è visto, due mesi fa non ero contento della continuità ma paragonata all’anno scorso era un netto miglioramento. Sono passi avanti, la gestione delle partite con più solidità mentale mi sembra stia venendo fuori. Ormai siamo in ballo e dobbiamo ballare, la testa è sull’obiettivo, quello di entrare nelle top 4. C’è la possibilità di farlo, la considero un’impresa perché ci sono sette squadre con più fatturato di noi e con monti stipendi più alti. La classifica ci dice che è fattibile e ci proviamo”.

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Sarri: “Spezia esame di mentalità, dimenticare la Juve e zero presunzione. Siamo al momento decisivo, battaglia su battaglia” (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia del match con lo Spezia: “Esame di mentalità”

“Fa parte dello sport, serve capacità di azzerare tutto e ritrovare motivazioni. Domani ci aspetta una gara difficile, l’ambiente è particolare, nelle ultime 6 sfide hanno perso una sola volta e hanno battutto l’Inter in casa. Ci sono tanti rischi, il primo da evitare è pensare alla vittoria con la Juve”.

Una vittoria che sento più mia?

“Quella di domani se ci riusciamo. Sarebbe la classica partita in cui potremmo peccare di superficialità, la prestazione di domani mi renderebbe contento per la mentalità”.

La Lazio ha battuto almeno una volta le prime 7 del campionato. Qual è quella che sente più vicina alle sue idee?
“Quella di domani. Che è la classica partita in cui in passato abbbiamo peccato di presunzione e sufficienza. La partita di domani mi renderebbe contento per la crescita nella mentalità. Quella di domani è una Parigi-Roubaix, piena di insidie”.

La gestione di Immobile?
“Sembra in crescita. Da due settimane si allena con continuità, ma non è al 100%. Vediamo domani quanto ci potrà dare”.

Ha già parlato con la società in ottica del futuro? Magari con la Champions…
“Siamo focalizzati sul campionato. È uno dei momenti decisivi della stagione, non mi sembra il caso di disperdere energie”.

Come sta Vecino?
“Ha un problema al ginocchio, gli dà fastidio da giorni. Ieri era peggio e si è fermato. Farà 3-4 giorni di cure, poi vediamo di recuperarlo”.

Cosa manca a Cataldi?
“Un pizzico di cilindrata. Spende tanto e fa fatica a fare gli ultimi tratti di gara. Preferisco però un giocatore che dà tutto che uno che si gestisce. Si sta specializzando nel ruolo, che prevede una cinquantina fatte lì per poter evolvere. È un ruolo da specialisti”.

Le squadre in Europa le avete battute tutte, la Lazio però è fuori…
“Significa che non abbiamo meritato di rimanere dentro le competizioni europee. Siamo andati fuori in Europa League e in Conference, pensare che siamo al livello della Champions è fuori luogo. Il campionato ci apre delle prospettive, ma dobbiamo pensare solo allo Spezia. La teoria è battaglia su battaglia, chi pensa a sabato mattina è fuori di testa”.

Dopo la Juventus si è parlato più di arbitri che della vittoria della Lazio.
“Il colmo è che noi siamo usciti con la sensazione di essere stati penalizzati. Il gol subito è irregolare, Rabiot mentre prende la palla colpisce Provedel. Un giocatore avversario doveva prendere 3-4 ammonizioni, il fallo su Zaccagni poi parliamone, l’inizio dell’impatto è sulla linea d’area di rigore. È un problema di Rocchi, diventano alibi troppo facile. Domani c’è Irrati, è un buon arbitro”.

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Sarri innamorato: “E’ la mia Lazio, inizia a piacermi parecchio. Voglio restare e finire qui la mia carriera” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri.

Inizia la conferenza del mister: Sarri la sua Lazio è una squadra continua che dimostra di avere le qualità delle grandi. E’ la Lazio che voleva?

“Io avevo chiesto maturità anche nel non ripetere gli errori del passato. Ed i segnali di maturità stanno arrivando, abbiamo giocato una partita seria contro una squadra difficile da affrontare. Ha qualità, tecnica, ampiezza: serviva umiltà e li abbiamo affrontati nella maniera giusta. Con un minimo di lucidità in più il finale si poteva gestire meglio. Questa Lazio inizia a piacermi parecchio”

Nella sua testa Felipe Anderson può fare l’attaccante centrale?

“Anche se ha caratteristiche completamente diverse da Immobile, lui ci garantisce una alternativa vera e seria a Ciro. Specie quando affrontiamo avversari che cercano l’uomo, lui è un calciatore che può mettere in difficoltà questo genere di avversari. Comunque ho visto bene Ciro Immobile e questo mi rende felice”

Che pensa della partita di Milinkovic-Savic?

“Il primo tempo ha faticato ma è cresciuto, nella ripresa ha giocato ad alti livelli. Se dovesse continuare questa crescita per noi sarà un calciatore fondamentale”

La sua Lazio ha la terza miglior difesa d’Europa. Da cosa nasce questa rivoluzione?

“Abbiamo preso difensori di ottimo livello ed adatti al nostro calcio. In più il resto della squadra contribuisce alla fase difensiva, diamo una bella dimostrazione di solidità. Il tutto è frutto di lavoro sul campo e di una mentalità difensiva cresciuta in tutti noi”

Sarri, il suo futuro sarà con Lazio?

“La clausola nel nuovo contratto non c’è più, ho altri due anni ed alla Lazio sto bene. Mi ci sento dentro, mi hanno fatto sentire importante. Se non succede qualcosa di clamoroso io voglio continuare con la Lazio e finire con questa squadra. E’ un club che ti entra dentro”

Avete fatto tabelle o media punti per arrivare in Champions League?

“No, e non ne voglio fare. Se ne vedo qualcuna la straccio. Noi dobbiamo pensare alla prossima partita, mancano dieci partite e nelle ultime abbiamo recuperato tantissimi punti a tutti. Se prima non era possibile ora sembrava una cazzata, così come può essere una cazzata pensare che adesso è semplice centrare la qualificazione in Champions”

Luis Alberto è un segno positivo vederlo uscire arrabbiato dal campo?

“No perchè lui si arrabbia anche se esce a pochi secondi dalla fine. Sono contento di come sta interpretando il ruolo e le partite, l’ho tolto perchè volevo un calciatore diverso per caratteristiche nel finale”

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Sarri: “Champions, vantaggio simbolico, serve umiltà, altre hanno organici superiori. Immobile per uno spezzone, Luis totale” (AUDIO)

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, alle 13.15 nella sala stampa di Formello presenterà il match in casa del Monza: “Prepariamo la gara di domani con la logica e con massima umiltà, la vittoria ci fa partire in vantaggio ma affrontiamo una squadra con elevati valori. Sanno metterti in difficoltà con il palleggio. Dopo le grandi vittorie quest’anno abbiamo perso un filo di motivazione, è un limite che dobbiamo superare”.

Come sta Immobile?
“Clinicamente sta bene ma non è ancora al 100% della condizione fisica. Vedremo se potremo usarlo per uno spezzone di gara”. 

Zaccagni e Casale non convocati?
“Abbiamo un ct che fa le convocazioni. Quando i miei giocatori non vengono chiamati in nazionale io sono contento perché possono così allenarsi con me. Ormai il campionato non è più sostenibile, i ritmi sono assurdi. Il campionato non è più fattibile, ho sentito paragoni con NBA, una follia. Si gioca 38 minuti contro 90, nel calcio si prendono più botte rispetto alla NBA, al basket europeo un po’ meno. Vecino ha giocato in Giappone e in Corea del Sud per disputare due amichevole”. 

Ha cambiato opinione sulla corsa Champions?
“Ho sempre detto che ci sono squadre superiori all’organico nostro, a livello complessivo. Serve umiltà, vedo squadre che fanno dei cambi che ti lasciano pensare, ho visto l’Atalanta contro l’Empoli, a 20 minuti dalla fine ha messo Boga, Hojlund e Lookman. Rimango dell’idea che ci sono organici superiori, noi dobbiamo lottare e poi vedremo come va a finire”.

Ora inizia un “altro” campionato?
“Il vantaggio è quasi simbolico, se penso ai punti recuperati nelle ultime 5 partite, penso cosa potrebbe succedere tra 11. Possiamo fare poco affidamento sulla classifica attuale. Non guarderei il campionato intero, ma la gara di domani con umiltà. A Monza ha perso la Juve, ci ha pareggiato l’Inter. Andiamo a prenderci il piccolo vantaggio di giocare una volta alla settimana, ma pensiamo di partita in partita. Quest’anno non c’è nulla di scontato”. 

Giudizio su Palladino?
“Tra gli allenatori giovani di ora è uno dei più intriganti e interessanti. Riesce a fare una fase difensiva tipo l’Atalanta, con un palleggio alla Guardiola. Uno da seguire con tantissimo interesse”.

Pellegrini può giocare? A che punto è?
“Se può giocare dall’inizio lo dico a lui. Sono contentissimo di Luca, è bello, partecipe, grande progressione della condizione e apprendimento. Poi stiamo parlando di una linea che ha funzionato, metterci le mani è sempre difficile”. 

Milinkovic?
“Non si sta esprimendo al massimo ultimamente. Se torna al 100% ci può fare la differenza nella parte finale. Lo aspettiamo con grande fiducia. 

Quanto cresciuto il rapporto con Luis Alberto?
“Dipende che intendi. Adesso è un giocatore fenomenale, io non lo so il pubblico e i giornalisti cosa guardano durante le partite. Per quello che vede l’allenatore quello che sta facendo mi rende contento. È un giocatore totale, ti tira da fuori, rincorre, fa tutto. Giocatore sopra le righe”. 

Oggi sono 11 anni dalla morte di Chinaglia:
“Ricordo Chinaglia quando ero un ragazzino ma già all’epoca guardavo più agli allenatori che ai giocatori: è stato un estroso, rimane nell’immagine popolare in maniera fortissima”.