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DICHIARAZIONI

Conferenza Sarri: “Appagamento inconscio in A, motivati in Champions. Alcuni pensano siamo una squadra d’Eccellenza” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo la vittoria con il Celtic: “Appagamento e motivazione”

Erano vent’anni che la Lazio non vinceva in Champions League fuori casa…

“Dopo vent’anni abbiamo fatto secondo posto, dopo vent’anni rivinciamo in Champions in trasferta, ma se leggi i commenti di alcuni tifosi sembra una squadra dell’eccellenza. Rialzare la testa dopo alcuni momenti non è assolutamente semplice. Siamo stati tosti e determinati e alla fine siamo stati anche premiati”.

Crede che fino a questo momento i giudizi dati sulla stagione della Lazio siano ingenerosi per quanto fatto?

“Penso di sì. Abbiamo la grande responsabilità di aver fallito le prime due partite, poi ce la siamo giocata alla pari con tutti. Abbiamo perso a Torino e a Milano, ma sono due stadi in cui ci sta di perdere. Poi uno guarda la classifica ed è preoccupante, ma non ce ne importa un granché: non è un problema. Voi siete liberissimi di scrivere tutto quello che ritenete giusto: non è una polemica. I cambi sono stati fatti quando ho visto la squadra flettere fisicamente. Ho pensato di togliere Luis non perché stesse facendo male ma perché ha accumulato più minuti di tutti e si è cercato di salvaguardargli gli ultimi minuti che potevano essere pesanti”.

L’emozione dopo il gol di Pedro…

“Al bar ti avrei detto… ma qui non si può dire. Te la dico dopo quando siamo da soli (ride, ndr)”.

Sul gruppo…

“Questo è un gruppo anche bello da allenare. Il gruppo deve ritrovare certe cose che in campionato ha perso e che in Champions ha ritrovato. La vecchia guardia sta rendendo meno: il tutto può avvenire dal momento inconscio, appagamento dopo lo scorso anno. Poi in queste partite ritrovano la motivazione. Dobbiamo ritrovarle anche in campionato perché la classifica non ci sta bene”.

Cosa ti è piaciuto e cosa no?

“Dopo aver preso il gol abbiamo preso in mano la partita fino al 60’. Non mi è piaciuto che negli ultimi 20 minuti abbiamo avuto un po’ di paura a giocare palla da dietro”.

Castellanos esclude rivedere Felipe davanti?

“Al momento abbiamo bisogno di Felipe per vie esterne. Ha una grande qualità: quando fa grandi partite offensive ve ne accorgete tutti, ma lui fa anche grandi partite a livello difensivo. E quando è uscito oggi siamo andati un po’ in difficoltà. Poi in caso di bisogno lo useremo anche al centro dell’attacco”.

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CHAMPIONS LEAGUE

Celtic-Lazio, Immobile: “Tranquillo e certo che i risultati arriveranno. Mi sembra impossibile che i tifosi possano dirmi qualcosa…” (AUDIO)

La conferenza di Ciro Immobile nella sala stampa del Celtic Park alla vigilia del match di Champions contro il Celtic:

Come stai Ciro?
“Sto bene, sono tranquillo. I risultati non stanno arrivando ma sono convinto che arriveranno. C’è un bel clima nello spogliatoio. Stiamo mancando in entrambe le due fasi, non come singoli, ma come squadra. L’anno scorso abbiamo fatto della difesa il nostro punto di forza, ora dobbiamo metterla in ordine. E ritroveremo lo smalto per offendere in maniera migliore”.

Sei rimasto un po’ male di qualche uscita di alcuni tifosi sabato?
“Per quello che è uscito ci sono rimasti più male mio fratello e mia moglie. Loro sono sentimentali come me e ci tengono a quello che sto facendo con la Lazio. Hanno avuto una reazione e qualcuno ha pensato fosse per il mister. Ma non era riferito a Sarri. Mi sembra impossibile che i tifosi della Lazio mi possano dire qualcosa”. 

La Lazio è più forte del Celtic?
“Mi fido dei miei compagni e di quello che mi hanno sempre dimostrato. So quello che possiamo dare ma so quanto sia forte il Celtic, che sa giocare a calcio. Non è la classica squadra anglosassone”. 

La mancanza del gol?
“Ne ho fatti tantissimi e ho passato anche momenti di digiuno, ma con l’aiuto della squadra ne sono venuto fuori. Quando la squadra tornerà a fare quello che ha sempre fatto, torneranno tanti gol”.

La Lazio è più forte del Celtic?
“Mi fido dei miei compagni e di quello che mi hanno sempre dimostrato. So quello che possiamo dare ma so quanto sia forte il Celtic, che sa giocare a calcio. Non è la classica squadra anglosassone”. 

La mancanza del gol?
“Ne ho fatti tantissimi e ho passato anche momenti di digiuno, ma con l’aiuto della squadra ne sono venuto fuori. Quando la squadra tornerà a fare quello che ha sempre fatto, torneranno tanti gol”.

Può essere la gara della svolta?
“Pensavamo di poter fare un inizio diverso per il ritiro che abbiamo fatto. Ci stiamo portando le scorie dalla sconfitta di Lecce, vincevamo e d’improvviso ci siamo ritrovati sotto. Con il Genoa avremmo meritato di più. Ogni partita comunque ci può dare la scossa per ritrovarci”.

Hai giocato qui qualche anno fa in Europa League. Che atmosfera ricordi?
“Qui all’andata ero in panchina, ho vissuto di più l’atmosfera e il clima. Sono cambiate le cose sia per noi che per loro. È una squadra completamente diversa. Ho raccontato ai miei compagni qual è l’atmosfera che ci aspetta domani”.

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DICHIARAZIONI

Conferenza Sarri: “Neanche lo scorso anno eravamo grandi, prevedibile non confermarsi. Mercato? Non è arrivato chi ho indicato…” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri in sala stampa dopo la sconfitta con il Milan:

“Penso che noi non siamo una grande squadra. Non possiamo considerarci così, non l’eravamo nemmeno l’anno scorso. Quando giochiamo contro queste squadre perdiamo per la cilindrata, Leao ha dato due sgasate e l’ha decisa. Ma oggi abbiamo giocato con più personalità rispetto all’anno scorso. Noi nel primo tempo abbiamo fatto meglio, ci sono state minimo una decina di situazioni in cui siamo entrati negli spazi in superiorità. Il risultato è lo stesso, ma la prova è diversa rispetto a quella qui dell’anno scorso. La Lazio è vittima di un cocktail micidiale, le prime due partite le abbiamo perse contro squadre alla portata, ma in tutti gli anni che ho fatto la Serie A tre trasferte così di fila contro Napoli, Juve e Milan non le ho mai viste fare a nessuno. Tutto ciò ci ha messo in queste condizioni. La classifica non è da guardare ora, dobbiamo tirarci fuori, ma ciò prevede mesi di partite. Non qualche partita”.

Quanto è difficile ripetersi? 

“Era facilmente prevedibile che sarebbe stato di una difficoltà estrema. Abbiamo sbagliato contro squadre alla portata. La strada sembra quella giusta, però non sarà facile tirarsi fuori dalla situazione brutta di classifica. I giocatori devono pensare che sarà così. In tre partite non si può risalire, va fatto piano piano”. 

Ha cambiato sempre il centrocampo: mai lo stesso terzetto nelle ultime 5 partite. Perché?

“Una scelta dettata da un calendario folle, io sono ferocemente incazzato con Uefa, Lega Serie A, Fifa e tutto il resto di questa banda. Nell’ultima giornata di campionato abbiamo avuto tra le 40 e le 50 lesioni muscolari. Non ho sentito un comunicato da parte dell’associazione allenatori a difesa degli iscritti, stanno mandando i ragazzi al macello senza che nessuno intervenga. Il calcio ormai è purtroppo questo. Prendi i soldi e scappa. E ora i soldi li prendono sempre in meno. Negli anni 80-90 chi giocava in C per 10 anni ed era a posto per tutta la vita, ora probabilmente appena smetti devi fare domanda alle poste o a qualche altro istituto. Tutto questo circolo di soldi viene immesso per 30-50 giocatori, ma il sistema è tritato. Questo un po’ di difficoltà ce le crea e ce l’ha create. Ma la strada sembra che piano piano sia quella giusta. Poi speriamo di fare anche i risultati”. 

La Lazio dove può arrivare in Europa?

“Non so a cosa si può puntare in Europa. Non siamo di sicuro tra le più forti in Champions, ora possiamo puntare solo a passare il girone e non sarà neanche semplice. Arrivammo primi nel girone col Napoli, dovevamo affrontare una seconda e ci toccò il Real Madrid. La Champions è difficilmente prevedibile, poi più o meno arrivano sempre le stesse in fondo. Nell’eliminazione diretta non si possono fare troppi programmi”. 

Hai avallato il mercato o è il mercato della società?

“Difficile rispondere alla domanda. Io parto da certi nomi, poi si arriva a questo o quello e posso esprimere la mia preferenza. Io parto da A, poi si arriva a X o Y e scelgo tra quelli. Ma io sono partito da A. Quelli che ho indicato io non sono arrivati, quindi vado avanti con quelli a disposizione. Nel 95% dei casi ogni allenatore comunque darà la stessa risposta”. 

Castellanos o Immobile, la Lazio fatica con gli attaccanti?

“Oggi abbiamo fatto 14 tiri, più o meno come il Milan. Poi è vero che abbiamo tirato piano dal limite con il Milan. Il numero di tiri vuol dire che la squadra ha prodotto, poi ci sarà la partita dove con 7 tiri dal limite riesci a fare 5 gol”. 

Da cosa dipende la mancanza di incisività?

“Difficile dirlo, forse è la concomitanza di tanti fattori. Però poi alla fine dei conti stiamo facendo gli stessi risultati dell’anno scorso, non è che ci sia troppa differenza. Dal punto di vista mentale difficile pensare alla mancanza di cattiveria. Non lo so, sinceramente. C’è un dato: nel rapporto percentuale tra le occasioni create e i gol fatti l’anno scorso eravamo primi, quest’anno siamo 18esimi. La differenzaè  grossa. Stesse occasioni create, meno gol”.

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AVVERSARIO

Juve, Allegri: “Lazio concorrente diretta, saranno i dettagli a fare la differenza”

Massimiliano Allegri presenta Juventus-Lazio, gara valida per la quarta giornata del campionato di Serie A, in programma domani alle 15 all’Allianz Stadium di Torino. La conferenza stampa dell’allenatore bianconero.

Come sta la squadra?
“Si è allenata bene, chi è rimasto ha fatto una buona settimana di lavoro mentre gli altri son tornati in buona condizione, normale che qualcuno debba ancora smaltire il fuso. C’è voglia di far bene domani alla ripresa contro la Lazio che ha fatto una bella partita con vittoria a Napoli. È difficile fare la formazione perché ci sono giocatori che meriterebbero di giocare ma devono star fuori. Dall’altra è un bene perché vuol dire che tutti ci tengono a far bene”.

Ha qualcosa da replicare a Bonucci?
“Credo che non ci sia niente da dire, abbiamo detto tanto e non c’è niente da aggiungere. Faccio un in bocca al lupo per la carriera dentro e fuori dal calcio”.

Ancora questioni extracampo con il caso Pogba.
“Sulle questioni extracampo siamo ferrati. Per Pogba sono dispiaciuto della situazione però non ho altro ad aggiungere anche perché c’è un procedimento in corso, ci sono delle persone coinvolte e preferisco aspettare la fine del procedimento”.

Lei e Bonucci avete due versioni differenti…
“Le soap opera sono su canale 5 e io non sono molto appassionato. A Leonardo faccio un grosso in bocca al lupo, è andato in una squadra che gioca la Champions, sarà importante anche a livello motivazionale”.

Come cambia la Juve senza Pogba?
“In questo momento dire cosa cambia è difficile. Ha subìto una sospensione, aspettiamo la fine del procedimento e poi la sentenza e potrò dire cosa cambia nella Juve. Al momento sappiamo che non ci sarà con la Lazio e credo neanche col Sassuolo e poi vedremo. Stiamo concentrati su ciò che abbiamo e ne abbiamo tanti. Per noi domani è importante, è uno scontro diretto e quindi bisognerà affrontarla nel migliore dei modi”.

Giocatore più simile a Pogba chi è? Domani è un crocevia?
“Non facciamo l’errore di andare a trovare giocatori con caratteristiche simili, ognuno ha le sue. Bisogna sfruttare al meglio la rosa. Per noi la Lazio è una diretta concorrente per arrivare tra le prime 4 che è il nostro obiettivo della stagione. Per tornare a giocare la Champions bisogna arrivare tra le prime 4 con un tot di punti da fare. Il campionato è lungo, bisogna prepararsi partita dopo partita. Ci saranno momenti difficili e meno difficili sarà l’ultima partita di campionato dove lì dovremo essere fra le prime 4″. 

Ha trovato un Pogba diverso da quello che si aspettava?
“Tornato un uomo di trent’anni che ha subito un infortunio, ha messo tutto l’impegno per far bene ma purtroppo al momento le cose non sono andate benissimo. Pogba è un giocatore diverso dagli altri”.

A livello umano più dispiaciuto da quanto successo con Pogba o con Bonucci?
“Son diversi. Per Pogba mi dispiace della situazione che si è venuta a creare, di Leonardo abbiamo parlato tantissimo e credo sia meglio guardare avanti e a domani”.

Quante possibilità ci sono che la Juve giochi dall’inizio per Chiesa e come ha visto Locatelli al rientro dalla Nazionale?
“Molte, è tornato e ha fatto giorni di recupero e domani c’è possibilità che giochi dall’inizio. Locatelli ha fatto molto bene in Nazionale, ne aveva bisogno”.

McKennie diventa ora utile anche come mezzala?
“Può fare mezzala ed esterno. Domani è probabile che parta dall’inizio. Ho delle valutazioni su di lui e Danilo, che è rientrato ieri. Però McKennie sta diventando affidabile, contento di come si sia ripresentato e di come si sia allenato. Importante che tenga a livello mentale tutto l’anno”.

Cambiaso a destra domani? Le ha dato fastidio essere chiamato bugiardo?
“I miei amici mi chiamano sempre Pinocchio, quello è il meno. Può giocare anche a destra. Non è per domani dei problemi di formazione, per come si allena il gruppo. I 4 attaccanti stanno bene, lasciar fuori Milik e Kean è difficile. C’è una buona armonia. Bisogna fare risultati e giocare di squadra. Anno importante, difficile per arrivare tra le prime 4”.

La Juve ha un limite di esperienza?
“Tutto questo lo diranno i risultati. Bonucci e Pogba sono giocatori di esperienza, lo stesso Di Maria, Paredes, Cuadrado. Dobbimoa continuare a crescere, domani è un test importante per vedere i nostri step”.

Teme che queste vicende su Pogba e Bonucci abbiano ripercussioni sullo spogliatoio?
“Leonardo non ha creato una guerra interna, è stata presa una decisione come è normale che sia nel corso della vita. Questa è una squadra responsabile che ha voglia di fare, sul campo mette tutto quello che ha da mettere”.

Che punti di forza della Lazio deve temere la Juventus?
“La Lazio ha molta tecnica, giocatori veloci che giocano nello stretto. Sono molto abili in ripartenza. Negli scontri diretti i dettagli fanno la differenza”.

La lista dei rigoristi dopo Vlahovic?
“Milik, Kean, Danilo, McKennie… Tra l’altro se McKennie domani gioca farà la centesima presenza e questo è un bel traguardo per lui”.

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Fabiani: “Guendouzi ha sempre voluto la Lazio”. Su Sepe e Mandas (AUDIO)

Nel corso della conferenze stampa di presentazione di Matteo GuendouziLuigi Sepe e Christos Mandas, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha brevemente introdotto i tre giocatori: “La trattativa per Guendouzi è stata lunga, abbiamo dovuto trovare la quadra tra tutte le componenti. Anche lui, come gli altri, ha voluto solamente la Lazio. Tutti questi tre ragazzi sono il frutto di scelte condivise”.

Il discorso si sposta quindi sui due nuovi portieri: “Sepe è già stato alle dipendenze di mister Sarri, lo conosciamo tutti, è un professionista serio. In Grecia si parla molto bene di Mandas, lo abbiamo fatto venire subito senza lasciarlo un altro anno all’estero per aiutarlo nel processo di ambientamento”.

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Sarri in conferenza: “Manteniamo questa ferocia. Champions? Così più facile starci dentro”

Al termine di Napoli-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha commentato la vittoria in conferenza stampa: “Abbiamo saputo soffrire nei momenti in cui il Napoli ci ha messo sotto. Abbiamo poi preso in mano la partita nonostante due episodi del Var che ci potevano mettere in grande difficoltà. Invece abbiamo tenuto la partita in mano, bella prova di mentalità stasera. Ora l’importante è mantenerla anche nelle prossime gare.

Lazio più forte dell’anno scorso?
“Anche l’anno scorso abbiamo fatto una partita simile, forse con meno palle gol. Kamada dà la sensazione di avere grandi capacità tecniche, deve ancora crescere. Purtroppo ora va in nazionale – prosegue il tecnico biancoceleste – e vedremo come tornerà. Guenduozi viene da alcune partite già giocate e sta meglio fisicamente, ha una bella faccia tosta e ci può dare una grande mano”.

La squadra ha avuto la faccia di c**zo?
“Per la mentalità di stasera è stata feroce, la squadra è andata oltre eventi che potevano mettere in difficoltà psicologica. Poi sulla continuità è un discorso difficile, anche se l’anno scorso la squadra ha avuto un atteggiamento discreto per diverso tempo”.

Sorteggi Champions?
“Partite in Champions facili ne ho giocate poche, sarà un girone duro con tre stadi difficile da giocare. Vediamo di starci dentro, se giochiamo come stasera sarà più facile”.

Luis Alberto?
“Ha fatto una bellissima partita anche contro il Genoa, si sta confermando. Quando la squadra difende in blocco come stasera diventa un altro lavoro rispetto a gare come contro il Lecce anche se la fase offensiva del Napoli è enorme”.

Ritmo lento per far andare il Napoli fuori giri? Differenza col Napoli dell’anno scorso?
“E’ troppo presto per capire le differenze. A me faceva paura di questa gara quando il campo si era allungato come verso la mezz’ora del primo tempo, in fase di squilibrio il Napoli ti può devastare. Ho detto di rallentare perché quella fase era troppo favorevole al Napoli”.

In cosa il Napoli è differente rispetto all’anno scorso?
“Si allunga un po’ di più, ma si sta parlando ancora di calcio d’agosto. E’ difficile mantenere l’intensità, quindi può essere una non scelta. E’ ancora un calcio bugiardo”.

Bloccate le linee di passaggio per Osimhen?
“Abbiamo cercato di tirare molto fuori gli attaccanti centrali, se continuavano a innescare Osimhen e Zielinski si poteva andare ancora più in difficoltà. Preferisco andare in difficoltà sugli esterni”.

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Rovella: “La Lazio la mia opportunità. Sarri il mio maestro, Modric l’idolo. Con Cataldi concorrenti-amici” (AUDIO)

Nicolò Rovella si presenta in conferenza stampa presso il centro sportivo di Formello: “Sarri maestro, Modrid

Introduzione del direttore sportivo della Lazio, Fabiani: “Diamo il benvenuto a Rovella che al pari di Pellegrini ha attraversato questo momento di mercato particolare. Non nascondo di essermi preoccupato a un certo punto vedendo una sua foto sulla panchina del Monza e pensavo di perderlo. Questi ragazzi faranno parlare di loro, hanno voluto tutti fortemente la Lazio, quando ci siamo affacciati non hanno mai avuto dubbi. Ringrazio quindi Nicolò perché ho saputo tramite i suoi procuratori che rifiutava puntualmente ogni altra destinazione”.

Prime parole di Rovella: “Per me la Lazio è un grande passo avanti, ho voluto fortemente essere qui perché è un’occasione unica”.

Cosa rappresenta per te la Lazio?
“Una grande opportunità, avevo fatto un buon campionato a Monza e mi mancava questo step per giocarmi le mie carte. Il numero di maglia è per mio papà”.

Regista è un ruolo chiave per Sarri, cosa ti ha chiesto il mister e come immagini questa stagione?
“Quando ho sentito il mister prima di venire qui mi ha detto di volermi far fare il regista basso. Mi affiderò al mio maestro e spero di apprendere il più possibile. Poi all’occorrenza posso fare anche la mezzala, posso anche cambiare”.

Quali sono le tue caratteristiche? Sembrava che la Juve non volesse cederti…
“Preferisco parlare della Lazio e non della Juve. Sono molto onorato di aver avuto questa possibilità da Sarri”.

Quali sono le tue sensazioni nel ballottaggio con Cataldi?
“Ho sentito Danilo prima di venire qua, è stato molto carino con me. La concorrenza è giusto che ci sia ma siamo molto amici e spero di assimilare il prima possibile le richieste del mister ed essere pronto al più presto”.

Cosa manca al centrocampo della Lazio per essere al top?
“I giocatori che ci sono oggi sono forti e tutti diversi per caratteristiche. Siamo brevilinei, serve coesione e feeling, ma una volta trovata l’alchimia si andrà avanti benissimo”.

Come ti senti e a chi ti ispiri?
“Mi sono infortunato in tournée con la Juve e sto lavorando tanto per recuperare. Il mio preferito è sempre stato Modric, non ho le stesse caratteristiche ma è il mio type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idolo da sempre”.

Ti hanno parlato del derby di Roma in questi giorni?
“Sì anche molto spesso in questi primi dieci giorni. Ne ho giocato uno simile a Genova, qui è moltiplicato per due. Spero di giocarlo, mi attrae molto”.

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Pellegrini: “La Lazio è famiglia, sono pronto per fare il titolare. Conosco Kamada, può fare la differenza” (AUDIO)

Luca Pellegrini si presenta in conferenza stampa presso il centro sportivo di Formello:

L’apertura del DS Fabiani: “Ripresentiamo Pellegrini a distanza di pochi mesi. Voleva fortemente la Lazio, talmente tanto da sacrificarsi, lo dico con la schiettezza che mi contraddistingue. La trattativa è stata complessa, l’esito è stato positivo grazie al ragazzo. Lo ringrazio a nome di tutta la società”.

Pellegrini: “Grazie a tutti, anche al direttore per queste parole. Non è una novità il discorso della volontà mia di tornare qui. Per me Lazio è famiglia, diciamo che sono stati fatti dei sacrifici però sono stati fatti volentieri per tornare in un ambiente così, per me il migliore possibile. Ci tenevo parecchio”.

Cosa ti ha detto Sarri?
“Con il mister ci siamo parlati, credo che alcune cose debbano rimanere tra di noi per preservare il gruppo. Mi hanno insegnato che niente è certo nella vita, possiamo cercare di controllare le nostre azioni. Voglio essere a disposizione il più possibile”.

Quante squadre hai rifiutato?
“C’è un discorso di base che è la volontà del giocatore e della società, che è stata sempre forte. È durata un po’, con tanti momenti morti. Parlare del passato non mi interessa, abbiamo sofferto tutti durante la trattativa, adesso voglio guardare solo il positivo per concentrarmi sul futuro”.

Sugli obiettivi, dove può arrivare la Lazio?
“Per quanto riguarda gli obiettivi il mister ha ragione, dobbiamo stare con i piedi per terra, tante si sono rinforzate, compresi noi. Sicuramente il calcio non si gioca con le figurine, si deve scendere in campo, siamo usciti da Lecce sconfitti. Non c’è niente di scritto, dobbiamo semplicemente lavorare e seguire quello che ci dice il mister. Sognare non è proibito, ma dobbiamo essere attenti alla realtà. Non è stato facile stare lontani dal campo, eravamo pochi ma mi sono comunque allenato. Mi sento bene, soprattutto mentalmente, con i preparatori abbiamo parlato e quindi siamo a buon punto”.

Come hai vissuto i primi sei mesi giocando poco?
“Sicuramente l’anno scorso mi aspettavo di giocare un po’ di più, ma non metto io la formazione in campo. Per quanto mi riguarda quello che dovevamo dirci ce lo siamo detti. In altre circostanze e in altre situazioni, per questo oggi sono qui. L’aver tenuto un atteggiamento propositivo ha pagato.”

Ti senti pronto per giocare titolare?
“Sicuramente sì”.

Qual è stata l’emozione più forte? Paragone Kamada-Milinkovic?
“Sono state emozioni fortissime, differenti da un certo punto di vista. Era un’emozione forte ma a breve termine, invece adesso è un sogno che si realizza perché c’è la consapevolezza che inizia un altro percorso. Paragone? Chiunque li vede sa che sono due calciatori diversi. Con Daichi ho giocato sei mesi, è importantissimo come giocatore, può fare la differenza. Il rimpiazzo di Sergio è difficile, è un peso che Kamada non ha senso porti sulle spalle. Bravo ragazzo, cultura del lavoro impressionante, sono contento di ritrovarlo, può dare una grande mano alla squadra”.

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Sarri: “Non mi aspettavo il secondo posto, ora miglioriamoci. Priorità mercato è aumentare rosa attaccanti…” (AUDIO)

“Aumentare livello attacco”. Maurizio Sarri in conferenza stampa dopo la vittoria di Empoli:

Come si migliora la Lazio?
“L’unica preoccupazione attuale è andare a casa perché domani voglio andare a pranzo da mia mamma. Se telefona poi il presidente faremo una riunione”

Qua a Empoli è partito il suo percorso. In questo biennio alla Lazio qual è quella che ricorda con più piacere?
“Non mi aspettavo il secondo posto, però volevo migliorare la posizione dello scorso anno. Sapendo che non era semplice. Poi qualche squadra ha fatto meno punti e noi siamo stati bravi ad approfittarne. Voglio fare un plauso alla squadra perché ha interpretato benissimo l’ultimo allenamento”

Ha sentito il Presidente? Che ne pensa del polverone mediatico su Mourinho?
“Il presidente ha detto solo di concentrarci sulla partita. Era voglioso di questo risultato. Su Mourinho mi trovi impreparato perché non seguo molto l’argomento”

C’è una priorità nella costruzione della rosa del prossimo anno per aumentare il livello?
“Non è semplice dirlo se non hai le idee chiare su chi rimane. Se vogliamo rimanere competitivi dobbiamo aumentare la rosa degli attaccanti, perché non si possono fare 2-3 competizioni con questi cambi che abbiamo”

Questo secondo posto può essere una delle imprese più importanti?
“Credo sia più difficile arrivare secondo con la Lazio che vincere l’Europa League con la Juventus. Forse Napoli è un percorso più facile, però difficoltà ne sono venute fuori poche. Qui invece il percorso è stato lungo e spero ci siano margini per fare qualcosa in più”.

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Sarri in conferenza: “Penalizzazione Juve non interessa, l’obiettivo è festeggiare all’Olimpico. Luis? Felice se vuole restare…” (AUDIO)

La conferenza stampa di Maurizio Sarri nel post di Udinese-Lazio: mattoncino in più…

Con questa vittoria si aggiunge un mattoncino a una splendida stagione, oggi c’è più di un piede in Champions League:
“Bisogna fare questi ultimi punti, tra fare o no un miracolo c’è una bella differenza. Si deve rimanere sereni senza dare ascolto a nessuno perché errori di questo tipo ne abbiamo già fatti. Dobbiamo restare concentrati per festeggiare un bel traguardo davanti al nostro pubblico”.

Luis Alberto può essere un perno anche l’anno prossimo?
“Lui da novembre in poi è diventato un altro giocatore. Oggi sono contento di tutti i centrocampisti, è diventato un giocatore totale, ha grande partecipazione difensiva, con anche le stesse qualità offensive. Se lui vorrà rimanere lo vorrei tenere, il più grande errore che potremmo fare è tenere giocatori controvoglia, sarò felice se rimarrà”.

Il rigore?
“C’era un altro rigore e mezzo per noi, è vero che il tiro Immobile lo fa, ma se torna in piedi può andare alla ribattuta, anche su Pedro c’era un contatto, che io non fischierei mai, ma potenzialmente c’era anche quello”.

La penalizzazione della Juventus può cambiare ancora le prospettive? Il secondo posto?
“Magari al Collegio di Garanzia cancellano la penalizzazione, sono cose a cui non dobbiamo pensare. Dobbiamo guardare un traguardo per volta, prima entriamo in Champions, poi il resto”.

Ancora sul rigore:
“Enfatizzando e guardando solo dalla nostra parte ci poteva anche essere rosso per chiara occasione da gol, ma non lo avrei mai estratto, sto enfatizzando”.

Fisicamente come state?
“A livello fisico non siamo mai calati, oggi abbiamo fatto una partita in crescendo fino all’85’, quando ne ho parlato volevo salvaguardare la squadra, prendendomi le colpe insieme allo staff, ma in realtà i numeri non sono cambiati di molto. Il fatto è che potevamo mollare e qua se molli un attimino è un campionato più difficile rispetto al passato, c’è un differenziale ridotto tra le prime e chi è nono o decimo”.

Che soddisfazione prova a ottenere una vittoria in un campo dove tante big hanno perso punti?
“Provo grande soddisfazione perchè qua tante big hanno perso punti, il timore che fosse una partita difficile c’era, c’era preoccupazione anche perchè conoscendo l’ambiente di Roma si può iniziare a dare un po’ tutto per scontato e poi si aprono le porte per una figuraccia la partita dopo”.