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‘QUELLI CHE…’ – Parolo in studio a Radiosei: retroscena, gli interventi di Lulic e Mauri, Lazio di oggi… (VD/AD)

L’ex centrocampista della Lazio, Marco Parolo, ospite in studio a Radiosei con il giornalista Marco Cattaneo di Dazn. L’occasione è quella di presentare il proprio libro “Quando giochi” e di analizzare passato, aneddoti e presente del mondo biancoceleste. Seguono video ed audio della diretta della mattinata evento:

GERARCHIE NELLO SPOGLIATOIO – “Sono arrivato quando il capitano era Stefano Mauri e da lui ho capito la gestione di certe dinamiche. L’importante nello spogliatoio è far stare bene tutti. Magari negli ultimi anni Lulic era il capitano in campo, mentre magari io gestivo altre situazioni”.

COME GESTIRE TENSIONE E PAURA? – “Quando in Germania-Italia nell’Europeo del 2016 eravamo ai rigori e dovevo calciare dal dischetto avevo paura. Allo stadio c’era un gruppo di amici che erano venuti a vedermi e ho immaginato: “Pensa le risate che ci facciamo se sbaglio’. Poi ho pensato ai consigli che mi ha dato Buffon su Neuer. Se dovessi fare un altro esempio, ricordo un Lazio Sampdoria di inizio 2015 che ha un po’ sbloccato la mia avventura alla Lazio. Inizialmente mi trovavo in difficoltà perché non ero ancora riuscito a ripetere quello che avevo fatto a Parma, poi mi dissi: “Marco, stai giocando con i tuoi amici al parchetto. In quel momento mi sono calmato ed ero più naturale, perché quando giochi con i tuoi amici sei te stesso e non hai ansie”.

IL BULLISMO – “Tema sul bullismo nel libro? Una volta scoppiai a piangere davanti ai miei genitori perché venivo preso in giro a scuola calcio, avevo 13-14 anni. In quel momento mi sono detto che avrei dovuto far vedere chi ero con il pallone tra i piedi. Poi hanno cominciato a rispettarmi, perché vedevano che avevo una grande passione in quello che facevo, che magari loro non avevano”.

MAURI, PAROLO IN STUDIO ED IL DERBY DELLA CAPITALE – “Stefano Mauri è stato l’iniziatore del mio primo derby: prima della stracittadina andai ad una cena dove c’erano dei tifosi e ci raccontarono cosa significava il derby. All’inizio non capivo, poi nel primo derby facemmo il riscaldamento sotto la Nord, vedendo le facce dei tifosi capimmo che non potevamo assolutamente sbagliare”.

CAICEDO, PAROLO ASCOLTA IN STUDIO – “La sua storia è molto bella. Nel 2018 sbagliò due gol a Crotone e si diceva che dovesse andare via. Noi ci esponemmo per tenerlo perché sapevamo che si allenava bene ed era meglio lui che un altro. Volevamo che rimanesse. Alla cena di natale dell’anno 19/20 eravamo in un grande momento. Tutti volevamo dirlo, ma lui alla fine disse che avremmo lottato per lo scudetto”.

LUCAS LEIVA, PAROLO ASCOLTA IN STUDIO – “Lui era un grande anche a livello umano e come persona. Quando è arrivato doveva sostituire Biglia. I carichi quando cominciò il rirtiro erano pesanti e un po’ li soffriva, Inzaghi su questo brontolava. Poi nella sua prima partita in Supercoppa ebbe un contrasto con Cuadrado e lo ribaltò, ed era forse solo al 50-60% della sua forma fisica. Era una certezza. Tante volte giocavamo io e lui insieme. Ha portato, dopo Klose, nel gruppo l’esperienza internazionale che serviva. Sapeva portare la mentalità vincente, e non è facile”.

KLOSE – “Klose era di un altro livello mentalmente parlando. Lo vedevi in allenamento. Sapeva aprirci gli spazi con le sue giocate, infatti quell’anno in molti andammo in doppia cifra. Era intelligentissimo tatticamente, sapeva fare gol e far giocare bene la squadra. La giusta via di mezzo”.

AURONZO E TIFOSI – “ Quando ero ad Auronzo mi piaceva andare al campo a piedi, un po’ per sentire l’aria di montagna ma anche per stare vicino ai tifosi. ”.

INZAGHI – “Inzaghi rompiscatole in allenamento? Certamente pretendeva, ma era uno che aveva la capacità di far star bene il gruppo. Quando uscivamo insieme in ritiro, lui capiva l’importanza di quel momento che ci permetteva di fare gruppo. Poteva dirtene di tutti i colori, ma alla fine tutti stavano bene”.

PERUZZI – “Peruzzi era una figura importantissima. Partivamo in tre o quattro da Formello e andavamo a casa sua, non potrò mai dimenticare quelle cene a base di cinghiale”.

LULIC CON PAROLO IN STUDIO – “Lui rappresenta la tibia più famosa di Roma per quel 26 maggio. Senad mi ha fatto conoscere tanti bei vini, a inizio anno andavamo sempre tutti in un’enoteca. Non sapevi mai se crossava di destro o di sinistro, Senad mi ha fatto fare il quarto gol a Pescara, se ho fatto poker la colpa è sua (ride, ndr)”.

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RUOLO DA DIRIGENTE – “Non me lo hanno mai proposto. Non mi è mai interessato perché avevo troppo legame con i miei compagni e non volevo passare dall’altra parte. Ho sempre pensato che dovessero passare almeno dieci anni, in modo tale che possano cambiare tutte le figure”.

IMMOBILE – “Nel 2016 dissi a Igli che dovevamo assolutamente prenderlo, è l’unico che fa gol sempre anche in allenamento”.

PAROLO IN STUDIO SUGLI SCHEMI DI SARRI – “Negli schemi di Sarri penso che mi sarei trovato bene. Ha un gioco particolare ma una volta che lo conosci riesci ad esprimerti al massimo. Il Parolo di 28-29 anni ci sarebbe calzato a pennello”.

L’ARRIVO DI PAROLO ALLA LAZIO – “Inizialmente ero restio a venire, perché avrei voluto giocare l’Europa League con il Parma, anche se poi non si iscrissero. Parlando con Pioli e gli altri ero un po’ titubante. Poi accettai e pensai di aver fatto la scelta giusta. Ero a Villa San Sebastiano per firmare, ho dovuto attendere il presidente per qualche minuto”.

LOTITO – “ll Lotito che conosco io non è quello che appare in pubblico. Molte volte a Formello parlava con noi e ci raccontava aneddoti interessanti. Poi quando gli chiedevamo ‘pres ma i premi?’ lui cambiava completamente. Prima di trattare con lui mi dovevo preparare, perché era sempre più preparato di me”.

PAROLO CENTRALE DI DIFESA – “Bisognava mettersi dove c’era possibilità di giocare. Nella gara di ritorno a Milano contro l’Inter tutti mi hanno detto che Lukaku mi ha trascinato, ma alla fine non ha segnato lui”.

MILINKOVIC – “Sergej è un giocatore forte. L’unica pecca era che secondo me non aveva la voglia di diventare un giocatore grande a livello internazionale. Poteva avere molto di più per il giocatore che era. Alla Lazio attuale manca proprio un giocatore come lui. Viene meno quella capacità di aprire spazi vincenti per gli altri. Guendouzi e Kamada messi insieme fanno un Milinkovic. Questa Lazio va meno di transizione. Forse Kamada sarebbe stato più adatto per Inzaghi”.

I TIFOSI DELLA LAZIO – “L’amore che ho per il calcio da quando avevo quattro mesi l’ho ritrovato nei tifosi della Lazio, mi danno sempre grande affetto”.

COREOGRAFIE DELLA CURVA NORD – “Sono bellissime, me le sto godendo adesso perché magari quando giocavo ero sotto negli spogliatoi e non potevo”.

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DICHIARAZIONI

Pre Lazio-Roma, Sarri: “Serve animo da derby. Questa partita la vivo sempre peggio…”

Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN prima del fischio d’inizio: “Sono partite particolari, conta relativamente la partita giocata prima o quella fatta un mese prima. Questo è un derby, partita speciale e particolare, bisogna arrivarci con l’animo da derby. Immobile e Cataldi hanno fatto buoni allenamenti e vanno dentro loro. Il derby lo vivo sempre peggio, sinceramente”

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DICHIARAZIONI

Pre Lazio-Roma, Marusic: “Sarri ci ha dato una spinta in più”

 Adam Marusic ai microfoni di DAZN, prima del fischio d’inizio: “Sarri ha dato una spinta spinta in più, i nuovi giocatori sanno che oggi c’è il derby e tutti dobbiamo dare tutto”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mancini: “La Lazio è tornata, ma serve continuità. Castellanos mi esalta” (AUDIO)

Super Lazio contro Sassuolo e Atalanta, RICCARDO MANCINI in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“A Sassuolo e con l’Atalanta mi è sembrato di tornare a vedere la stessa squadra dello scorso anno. Se la Lazio riesce a dare questa continuità, può davvero diventare una stagione importante. Si tratta di aspettare e vedere.

In diretta onestamente Provedel mi è sembrato prendere la palla dentro l’area, ma ovviamente in questi casi occorre attendere il replay. Si può dire che il portiere abbia fatto la scelta giusta, per quanto sia un intervento al limite.

Per valutare Castellanos bisogna attendere un po’ di partite, ma a me piace moltissimo, mi esalta. L’ho seguito molto lo scorso anno in Liga, sa venire incontro e fare da pivot, sa cucire il gioco e fa quasi il trequartista, ma sente anche la porta. Difficilmente sbaglia le giocate, perde raramente palla e fa sentire più sicuri i compagni che si appoggiano molto su di lui. Bisognerà vedere se avrà la continuità. Ovvio che avere Immobile dietro, è una situazione ingombrante.

Guendouzi ti dà cose che non ti dà nessun’altro in rosa, perché aggiunge al centrocampo capacità di inserimento, corsa, giocate e anche il tiro da fuori.

Kamada mi è piaciuto di più da interno sinistro che destro, ma bisogna ancora aspettare un po’.

Il Feyenoord al di là dell’ambiente caldo che troveremo, non mi sembra quest’anno una squadra lucida sotto porta. Palleggiano molto e poi vanno verticali. La Lazio deve far vedere contro Feyenoord e Fiorentina se ha ritrovato continuità e convinzione. Anche con un pareggio domani e una vittoria contro la Fiorentina, ma con prestazioni convincenti”.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Sarri su Castellanos: “Mai avuto dubbi, non merita bocciature”

Maurizio Sarri a DAZN prima di Lazio-Atalanta: “Non ho mai avuto dubbi su Castellanos. In questo momento un altro tipo di scelta sarebbe stata una bocciatura per Taty e non se la merita. Guendouzi è un ragazzo che ha già esperienza importanti, nonostante sia giovane. E’ un ragazzo pronto per situazioni diverse rispetto alle precedenti, tipo la nostra”

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ARBITRI

Primo gol Juve, palla dentro o fuori? La moviola di Dazn: “Non uscito completamente”

L’ex arbitro Luca Marelli ha commentato ai microfoni di DAZN l’episodio che ha portato al vantaggio della Juventus sulla Lazio. Nello specifico dubbio che il pallone, al momento del controllo di McKennie, abbia superato la linea di fallo laterale. Per la cronaca questa decisione ha portato la Lazio a scegliere il silenzio stampa a fine partita: “Quel che è stato valutato è il controllo di McKennie sul pallone al limite della linea laterale.

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DICHIARAZIONI

Juventus-Lazio, club in silenzio stampa dopo il match

La Lazio è in silenzio stampa. DAZN parla di animi agitati nello spogliatoio e visto il nervosismo, la società ha preferito non far parlare i suoi tesserati nel post partita. Probabilmente, l’episodio di McKennie (palla dentro, o palla fuori dal campo) in occasione del primo gol, può aver influito sulla scelta del club.  L’unico fotogramma preso dall’immagine dell’azione non chiarisce perfettamente se il pallone sia uscito o meno. Il Var, durante il match, ha dato comunque l’ok.

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DICHIARAZIONI

Pre-match Juventus-Lazio, Sarri: “Dobbiamo trovare continuità, mi aspetto…”

Maurizio Sarri nel pre-match di Juventus-Lazio ai microfoni di Dazn:

 “Le settimane delle nazionali sono sempre settimane particolari, ci siamo dedicati ad alcuni giocatori nuovi, per la preparazione della gara è stato fatto qualcosa l’ultimo giorno utile, sono settimane difficili. In questo momento dobbiamo trovare una dimensione e dare un minimo di continuità, poi penseremo alle prossime partite. Mi aspetto la stessa squadra che ho visto nell’ultima gara a livello di umiltà e di applicazione. Emozioni nel tornare all’Allianz? Non più di tanto, io l’emozione la provo a Napoli, qui ci sono stato solo una stagione di cui la metà a parte chiuse, ho molte meno emozioni qui rispetto a Napoli”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Marelli: “Ammetto gli errori, quello di Cataldi non era rigore, su Loftus a Roma sì. Gol di Guendouzi giustamente annullato” (AUDIO)

Rigori su Danilo Cataldi e Loftus Cheek, LUCA MARELLI in diretta a ‘SVB’

“Su Danilo Cataldi ammetto serenamente di aver sbagliato. Durante la partita devo valutare le immagini in pochissimo tempo e fare delle scelte. Mi sono fidato del mio istinto: il contatto non l’ho rivisto e ho solo guardato il fuorigioco che effettivamente c’era. Mi spiace solo che si arrivi a criticare in malo modo chi fa questo mestiere arrivando a usare termini non consoni, ma capisco che siamo anche molto esposti. Rettificare subito? Forse sì, ma ci sono dei tempi televisivi da rispettare e contingentati. Diciamo che un’escoriazione alla mano me la sono fatta a causa di questo errore.

Per quanto riguarda il rigore di Rui Patricio su Loftus Cheek è una questione di interpretazione e la mia visione era che non ci fosse rigore. Poi mi sono reso conto che sulla mia posizione il 90% delle persone la pensa diversamente e che l’Aia stessa lo ha ritenuto calcio di rigore. Ergo evidentemente ho sbagliato e non ho problemi ad ammetterlo.

Per quanto riguarda il gol annullato a Guendouzi, si è introdotto erroneamente il concetto di giocata o deviazione che non c’entra nulla con la fattispecie perché avrebbe rilevato solo se il pallone fosse finito a Zaccagni. E comunque da luglio 2022 secondo l’IFAB quella è una deviazione e non una giocata, ma – ripeto – non c’entra nulla con questa situazione.

Ciò che rileva è l’impatto sul difensore: se Zaccagni fosse stato a 3 metri di distanza, quel gol sarebbe stato regolare perché non ci sarebbe stato “impatto” sul difensore. Restando Zaccagni attaccato a Di Lorenzo, ha indotto il difendente a compiere un’azione di gioco completamente diversa da quella che avrebbe fatto se fosse stato tre metri avanti. Molto difficile considerare quell’azione regolare. Il settore tecnico dell’Aia si sta occupando dell’episodio e nel giro di qualche settimana vedrete che ci sarà un chiarimento in merito. Comunque per l’Aia il gol era da annullare”.

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Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO

Kamada: “Quattro offerte da club di Champions, ho deciso…”

«Ho scelto dove giocherò». Daichi Kamada ha scelto. In un’intervista concessa a Dazn Japan, il giapponese ha rivelato di aver ricevuto offerte da quattro club che disputeranno la prossima Champions League, restringendo poi il campo a due e arrivando a una decisione definitiva. Sul giocatore è noto l’interesse della Lazio.