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PAROLA ALL'OPINIONISTA

”QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, questa volontà non si compra. Ogni scelta di Baroni ha una logica” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di ieri è la vittoria della volontà della Lazio. Nell’azione del gol di Pedro c’è addirittura superiorità numerica nell’area di rigore del Porto, questo al minuto 92. Questa mentalità non si acquista al supermercato, bisogna averla dentro. Il merito è dell’impronta che Baroni ha dato alla sua squadra, ha cambiato totalmente la testa della Lazio.

Ieri abbiamo capito perché gioca più Isaksen piuttosto che Tchaouna. E’ una questione tattica, il modo in cui il francese si è fatto infilare nell’occasione della rete del Porto è emblematico. Le scelte di Baroni hanno sempre una spiegazione, compreso il minutaggio che consegna puntualmente a Pedro. Sta bene, ha tenuta e Baroni non lo toglie. Così come era chiaro il motivo per il quale non trovava spazio Castrovilli”.

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STATISTICHE

Lazio esagerata, poker europeo per la seconda volta nella storia

Altro giro, altra vittima europea del rullo compressore Lazio in Europa. Prima Romagnoli, poi Pedrito fanno impazzire l’Olimpico per la nona vittoria nelle ultime 10 gare giocate.
C’è altro: come riportato da Opta i biancocelesti hanno vinto le prime quattro gare stagionali in competizioni europee (vs Dinamo Kiev, Nizza, Twente e Porto) solo per la seconda volta nella sua storia in questi tornei, dopo i quattro successi ottenuti in Europa League nel 2017/18.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, quanto incassi dall’Europa…

Il cammino della Lazio in Europa è positivo. Il club biancoceleste si trova alla prima posizione del campionato europeo. Questa sera arriverà il Porto, in un match che potrebbe dare alla Lazio il pass per il passaggio del turno successivo, in caso di vittoria. Con il nuovo format, la Lazio, sta incassando più soldi rispetto al passato: le tre partite vinte hanno portato nelle casse 1 milione e 350 mila euro. Se la Lazio, poi, dovesse piazzarsi tra le prime otto sono pronti altri 650 mila euro. Corriere dello Sport.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Patania: “Dia l’acquisto determinante. Su Baroni, non bisogna esagerare dopo che…” (AUDIO)

FABRIZIO PATANIA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Penso che Dia sia stato l’acquisto determinante, giocare con due punte aiuta un giocatore come Castellanos, che gioca bene a calcio ma segna i gol difficili. Abbiamo passato l’estate nel dilemma del regista perchè Baroni non ritiene Rovella un regista, questo modulo permette di avere un centrocampo con due mediani. Dia è arrivato a ferragosto ma era stato bloccato mesi prima assieme a Tchaouna. Fabiani è molto esperto, sfrutta spesso quello che lui chiama il mercato mediatico, mandando fuori strada tanti colleghi. Io ero convinto che avrebbe preso un’altra punta dopo Immobile, c’era la necessità di non sbagliare l’attaccante, era arrivato Noslin ma non garantiva totalmente. Si pensava servisse un vice-Zaccagni, ma non si sarebbe fatto un investimento lì. Su Baroni non bisogna esagerare, Sarri è stato passare come un idiota, ma non lo era e ha portato la Lazio a giocare 130 minuti su 180 alla pari del Bayern Monaco e se fosse entrato il colpo di testa di Immobile non so come sarebbe finita. Poi è arrivato Tudor che è stata una sciagura, perchè la squadra in quel momento aveva bisogno di tranquillità…”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio in Champions? Ci sono squadre più attrezzate. La società dimostri di voler crescere…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Per la corsa Champions in chiave Lazio, bisogna sperare che falliscano due delle migliori cinque squadre. Non dimentichiamoci anche la presenza dell’Atalanta, oltre a Milan, Inter, Napoli e Juventus. Se la Lazio dovesse arrivare in Europa League, la squadra di Baroni avrebbe fatto il suo, se poi sarà in grado di scalzarle due ancora meglio, farebbe una grandissima impresa. Ci sono squadre più attrezzate, questo va sempre ricordato.

I tifosi vogliono crescere, la squadra sta dimostrando di poterlo fare, a gennaio sul mercato con i fatti anche la società deve dimostrare di volerlo fare come mentalità ed ambizione. Troppe volte, nella seconda metà di stagione, la Lazio ha vanificato una bella prima parte”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio-Genoa, Onofri: “Gilardino ha ancora in mano la squadra. Lazio superiore, ma occhio all’orgoglio del Grifone”

CLAUDIO ONOFRI in collegamento a ‘NMM’

“Tanti infortuni per il Genoa che hanno deteriorato un andamento che era sufficiente per la salvezza. Davanti, a parte Pinamonti, mancano tante frecce all’arco di Gilardino. Si parla molto di Balotelli, sarebbe potenzialmente un bel raccordo per sostituire Pinamonti e per arricchire il panorama offensivo a gara in corso. Lui lo conosciamo, poteva fare molto di più in carriera e il carattere è particolare. A gennaio servirà rivedere tante cose, ma manca ancora molto al prossimo mercato. La posizione di Gilardino? Ci sono state situazioni che hanno un po’ allontanato le parti. Quel che è sicuro, è che con lo staff e i giocatori è ancora tanto unito. Si vede la collaborazione che c’è con i suoi uomini, si parlano in continuazione”.

“Il Genoa negli ultimi turni si è smontata durante le partite. La rimonta col Bologna è arrivata dopo la paura del cappotto, alla fine ha prevalso la voglia di riemergere. I rossoblù non sono sembrato una squadra, molto dipende dalle grandi difficoltà di formazione. La squadra ha dimostrato la voglia di fare, c’era qualcosa sotto l’aspetto caratteriale. Qui parliamo spesso della tipologia di infortuni del Genoa. In senso generale, con la bravura di tutti i preparatori, non mi sento di dargli la croce addosso. Certo, quando le cose diventano così frequenti… Messias è un giocator che anche al Milan accusava spesso problemi muscolari, certamente è predisposti ad averne”.

“Baroni è uno che ha uno spartito che trasmette ai suoi e la metodologia giusta. Ha avuto il tempo necessario per conoscere la rosa. In Europa molto bene, anche se il Twente non mi è parso di livello altissimo, forse per meriti della Lazio stessa. Attraverso l’organizzazione giocatori come Dia, Castellanos e Isaksen possono fare bene, come stiamo vedendo. Per domani, il Genoa può puntare sull’orgoglio visto col Bologna, ma il pronostico ovviamente è a favore della Lazio. Il Genoa non fa un vero e proprio ‘catenaccio’. Ha un blocco basso, un 4-4-2 classico che può permetterti di ripartire.”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, collettivo ed individualità. Pellegrini scatenato, Tchaouna non bene” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sono rimasto molto compito dalla prestazione della Lazio di ieri in Olanda dall’inizio alla fine. Ho visto voglia, intensità, fame, una prova davvero importante sia collettivamente ma anche individualmente. Non benissimo, magari, Tchaouna, mentre c’è stato un Pellegrini davvero scatenato. Le risposte sono state convincenti da parte di molti, ma soprattutto in termini di squadra. Il resto l’ha fatto il Twente, ho visto una squadra totalmente impreparata ed incapace a trovare soluzioni in inferiorità numerica. Mi è sembrato un bocconcino prelibato per una Lazio affamata.

Vecino merita il terzo posto del podio dopo Pellegrini e Pedro. Ha spaccato la gara, con l’assist e con i suoi inserimenti. Poi la colpa della Lazio è stato quella di non chiuderla prima, nonostante le tante opportunità costruite.

C’è una grande mentalità, il tentativo di fare sempre la partita, sia in trasferta che in casa. Il ritmo è sempre alto, quasi un martellamento, l’unica nota stonata è che in questo momento non mi sembra fortunato Castellanos. Ieri gli è stata revocata la possibilità di calciare il rigore dal Var e non è stato convalidato il suo gol per un fallo precedentemente fischiato dall’arbitro”.

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, dominio e poca sofferenza. Pedro su tutti” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

La Lazio ha meritato di vincere contro il Twente, anche in parità numerica la squadra che stava dominando era quella di Baroni. Per un’ora ha tenuto in pugno la gara, poi ha avuto 20′ in cui ha allentato un po’ la presa, ma senza subire vere occasioni da gol. Solo un paio di situazioni pericolose dettate dalla voglia e dall’orgoglio degli olandesi. Poi nel finale l’ha chiusa capitalizzando l’ennesima occasione. Pedro è stato il migliore, non solo per il gol. E’ stato quello che ha tenuto la barra dritta anche nei pochi momenti di difficoltà.

Bene Pellegrini malgrado le occasioni non capitalizzate, anche Marusic è andato bene. C’è stata una chiusura importante in fase difensiva da parte sua nel momento in cui il Twente ha tentato di riprenderla”.

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Belvedere Lazio, il coraggio paga: gli acquisti rendono, la vecchia guardia è rinata

L’eterna giovinezza di Pedro, 37 anni e 26 titoli in carriera, campione del mondo con la Spagna nel 2010, 133 presenze e 32 gol nelle coppe europee, svela il capolavoro di Baroni e racconta il primato in Europa League della Lazio. Squadra di livello e di spessore.

Bisognava rimotivare il gruppo e lucidarne il talento. In attesa dei giovani, non ancora inseriti, funziona la vecchia guardia e gli acquisti indovinati (Dia e Nuno Tavares) hanno tappato falle in ruoli scoperti o in cui era necessario investire. Un centrocampista in più avrebbe consentito di alzare subito le ambizioni in campionato. Due anni fa la Lazio si era piazzata seconda in Serie A e nello scorso inverno aveva tenuto testa al Bayern negli ottavi Champions. Dele Bashiru da mediano deve studiare e crescere, il ruolo non gli appartiene. Tchaouna ha deluso un’altra volta. Gigot, all’esordio, ha giocato in scioltezza. Dia ha provocato il rosso di Unnerstall, Pedro ha piegato il Twente e Isaksen ha chiuso il conto. La Lazio, in superiorità per 80 minuti, avrebbe dovuto raddoppiare in anticipo, ma il successo in Olanda (al netto di qualche sofferenza) assume un valore enorme.

Fabiani ha lavorato bene, i meriti di Baroni sono riconoscibili. Sta valorizzando l’intero organico della Lazio. Pesano l’esperienza e il curriculum di giocatori spesso sottovalutati e ora riemersi nel nuovo progetto. La favola di Pedro si confonde con il senso tattico di Vecino e il piede educato di Luca Pellegrini, guarda caso entrati nella costruzione del primo gol attraverso un lancio in profondità e l’assist. L’uruguaiano, 33 anni e 69 presenze con la Celeste, lasciò l’Inter perché faticava a imporsi dentro una concorrenza altissima per unirsi al maestro Sarri.

Stesso discorso per l’ex terzino della Juve, che giocava in Champions con l’Eintracht e decise di mollare la Bundesliga per indossare la maglia di cui era tifoso da bambino. Mau per un anno e mezzo lo ha impiegato pochissimo, quasi niente. Pellegrini aveva solo bisogno di continuità. Ora, finalmente, sta cominciando a dimostrare il suo valore. Meritava il gol e non sta facendo rimpiangere Nuno Tavares. Può essere un acquisto prezioso, considerando l’esigenza di gestire il portoghese. Per quindici anni filati Lotito aveva bucato con regolarità ogni acquisto alternativo a Radu, preso da Sabatini nel 2008 pochi mesi dopo aver scoperto Kolarov. Ora Baroni può alternare due esterni mancini di alto livello e non ha avuto bisogno, in attesa di Lazzari, di traslocare Marusic a sinistra. Un bel vantaggio per una squadra abituata a cercare cross e sovrapposizioni. Il coraggio paga e ora la Lazio è in cima all’Europa League: un belvedere accanto a Tottenham e Anderlecht. Corriere dello Sport

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APPROFONDIMENTI

Lazio, finalmente Gigot… cinque mesi e mezzo dopo l’ultima volta

Gol, fascia da capitano al braccio, sostituito dopo 71 minuti. Il 12 maggio scorso Samuel Gigot giocava la sua ultima partita con l’Olympique Marsiglia, lasciando probabilmente un bel ricordo nella tifoseria, anche se tre giorni prima era comunque capitano ma aveva perso per 3-0 contro l’Atalanta nel secondo atto della semifinale di Europa League.

Oggi però Gigot torna a essere titolare dopo cinque mesi e mezzo. È il ventiduesimo giocatore che manderà Baroni in campo, preso quasi in fretta e furia per cercare di chiudere la falla dovuta all’addio di Nicolò Casale verso il Bologna. Lotito due settimane fa ne parlava così. “Ora scenderà in campo anche Gigot, vedrete che giocatore è”. Baroni invece ha spiegato così la scelta sua e di Dele Bashiru. “Più che rotazioni saranno per loro delle opportunità. Stanno bene ed è arrivato il loro momento. Probabilmente saranno della gara, che servirà per migliorare a entrambi. Considero sempre tutti assolutamente dei titolari”.

Forte fisicamente, difficile da saltare, ma anche esperto e che probabilmente ha già accettato il suo ruolo nella Lazio, che è quello di possibile alternativa ai titolari che sono Gila e Romagnoli, con Patric che può considerarsi la prima alternativa, come visto nella sfida contro la Juventus quando è stato espulso Romagnoli.